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Il Grande Gioco Geniale: Bruno Enna paperizza Leonardo Da Vinci

Il mercoledì non è un giorno della settimana che goda di una fama particolarmente felice: per carità, non è detestato quanto lunedì e martedì, ma di certo non ha la stessa aura da sabato del villaggio della quale sono avvolti giovedì e venerdì. Eppure, nel suo essere un giorno qualunque in mezzo alla settimana, ha il gran vanto di essere “il giorno in cui in edicola esce il Topolino”.

Per cinque settimane consecutive, dall’8 maggio al 5 giugno, c’è stata un’ottima ragione per amare il mercoledì: sto parlando di Paperino, Qui, Quo, Qua e il Grande Gioco Geniale, la storia scritta da Bruno Enna e disegnata da cinque matite diverse, una per numero, che ha voluto celebrare i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci e gli 85 dalla nascita di Paperino.

Trama

In Paperino, Qui, Quo, Qua e il Grande Gioco Geniale, i nostri eroi si ritrovano a trascorrere un’insolita e stravagante permanenza in Italia. Capitanati dal professor Adalbecco Quagliaroli e da Lucilla, la dolce nipotina che farà battere il cuore da paperotto di Qui, i tre nipotini faranno tappa a Firenze, Milano, Venezia e Roma, la città eterna. Sulle tracce di una misteriosa caccia al tesoro a misura di bambino, ideata da quel genio di Leonardo da Paperdinci, i giovani esploratori dovranno ricorrere al loro ingegno e alla loro infantile ingenuità se vorranno risolvere l’antico mistero.

Stile

Una storia, cinque episodi e cinque disegnatori diversi: in Paperino, Qui, Quo, Qua e il Grande Gioco Geniale vediamo alternarsi differenti matite ugualmente abili.

La storia ha inizio a Paperopoli, dove Andrea Freccero crea un macchinario stratosferico partorito dalla mente del trio di paperotti, i quali, accompagnati dall’immancabile zio, non mancano di far trionfare il loro maestro.

Tocca poi a Nicola Tosolini, che ricrea una Firenze contemporanea immersa nel verde più suggestivo. Dalla locanda di Peppina alle strade bucoliche, mi sono ritrovata a sopprimere il forte desiderio di mollare tutto e scappare in Toscana.

Il testimone passa a Lorenzo Pastrovicchio con Il Secondo Quesito, che ricrea una fedelissima Milano, con tanto di Castello Paperesco e Sala delle (Paper)asse.

Da Milano a Venezia, ecco che Giampaolo Soldati ricrea le atmosfere meravigliosamente claustrofobiche di Piazza San Marco, canali di tutte le misure e ponti sovraffollati.

Infine, la mano di Alessandro Perina chiude la storia, realizzando una fedele riproduzione di monumenti iconici quali il Colosseo e la Fontana di Trevi.

L’impronta disneyana e il tratto abile dei cinque disegnatori hanno saputo valorizzare una sceneggiatura azzeccatissima, mettendo in risalto alcune delle bellezze che rendono celebre il cosiddetto Bel Paese.

Due chiacchiere con: Bruno Enna

Con nostra immensa gioia, in occasione della conclusione di Paperino, Qui, Quo, Qua e il Grande Gioco Geniale, Bruno Enna ha accettato di rispondere a qualche domanda che io e il buon jedi.lord abbiamo pensato di sottoporgli.

Penny: Una storia in 5 puntate: è stato difficile decidere quanto rivelare man mano per far crescere l’alone di mistero pur trovando sempre qualcosa da raccontare?
Bruno: Non direi. Sono abituato a gestire storie lunghe. In questi casi, diventa necessario strutturare una scaletta, predisponendo i colpi di scena nei vari episodi e (quando possibile) studiando dei cliffhanger finali, in grado di preservare l’interesse del pubblico (e fargli desiderare di leggere la storia successiva).

jedi.lord: Quanto ti affezioni ai personaggi quando li crei? In particolare, riferendoci a Lucilla, Adalbecco e Peppina: pensi di riutilizzarli in vicende future o rimarranno legati soltanto alle vicende leonardesche?
B: Mi affeziono molto ai personaggi che creo, anche se li immagino per una storia specifica, ma sono anche conscio del fatto che, dal momento in cui compaiono, essi smettono di essere… miei. I personaggi, una volta creati, entrano a far parte di quell’universo narrativo Disney. Allora succede che anche altri autori li “utilizzino” e questo mi fa un immenso piacere. È accaduto, per esempio, con Mad Ducktor (alter ego cattivo di Archimede) o con diversi personaggi della serie Paperino Paperotto. In questo specifico caso, posso dirti che c’è l’idea di far tornare Lucilla, Adalbecco e Peppina… ma non so ancora quando torneranno e neppure se sarò io a farli rivivere.

j: Come hai scelto, approcciandoti a Leonardo, quanto mantenere della realtà storica e quanto distorcere paperescamente e perché, per esempio, non hai deciso di lasciare tutto reale?
B: Ho deciso di prendere leggermente le distanze dalla realtà, paperizzando la vicenda quando possibile, perché non volevo scrivere una storia didattica ma solo umoristica e spensierata. Volevo dare l’idea di Leonardo, non farne un ritratto esatto. Quando possibile, ho usato elementi realistici (anche se ho dovuto fare i conti con alcune limitazioni legate ai cosiddetti “paletti” Disney), cercando di alleggerirli e renderli fruibili per il pubblico attuale di Topolino.

P: Quanto e come ti sei documentato per scrivere una storia che fosse verosimile?
B: Ho ripassato alcuni testi scolastici (ne ho parecchi, avendo studiato all’Accademia di Belle Arti), sfogliato un po’ di riviste e visto un paio di documentari. Poi, però, mi sono allontanato dalla verosimiglianza per dare sfogo alla fantasia. Non volevo scrivere una storia alla “Codice Da Vinci”, ma semmai una fresca e divertente, con tutti gli elementi classici al loro posto.
Se avessi dovuto scrivere una storia “realistica”, sarei andato molto più a fondo, scavando nei misteri che avvolgono il personaggio, ma in questo caso ho cercato di rendere tutto fruibile a più livelli. Spero di esserci riuscito.

A mio avviso l’obiettivo è stato brillantemente raggiunto, con una saga di bellezza rara che riesce a travolgere e sorprendere, incuriosire e intrattenere. Benché scritta senza intenti didattici, sono convinta che Paperino, Qui, Quo, Qua e il Grande Gioco Geniale possa essere un eccellente espediente, con il quale iniziare uno studio più approfondito di quella figura tanto enigmatica quanto affascinante che è e fu Leonardo da Vinci.

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