Days Gone - Una vita per la moto - Nerdando.com
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Days Gone – Una vita per la moto

Days Gone

Days Gone, ossia “Giorni Andati”, è probabilmente uno dei titoli più azzeccati della storia del videogioco. Ultima grande esclusiva PlayStation 4 – con una fiammante versione ottimizzata per PS4 Pro – ad opera della SIE Bend Studio, creatori della saga di Syphon Filter, Days Gone ci catapulta in un open world post-apocalittico, in un universo brulicante di infetti, cultisti, predoni e gente che cerca di preservare una parvenza di vita civile in un mondo in completo declino. Mettiamoci in sella ed andiamo ad esplorare un Oregon splendido e crudele.

Recensione

Una misteriosa pandemia ha tramutato una grande parte della popolazione nei “furiosi“, creature spaventose, forti e violente che hanno in mente solo una cosa, ossia la caccia e lo smembramento dei non-infetti – non chiamateli zombie però! Il protagonista di Days Gone, Deacon St. John, è un motociclista appartenente alla banda dei Mongrels, e lo conosciamo mentre cerca di salvare la moglie Sarah durante lo scoppio della pandemia. Sacrificandosi per aiutare il compagno di mille scorribande Boozer, decide di far partire solo la moglie su di un elicottero per cercare di salvarla. L’azione si sposta a due anni dopo, e ci troviamo immersi nel Pacific Northwest – Oregon, per essere più precisi, con i nostri Deacon e Boozer a cavallo delle loro fide compagne a due ruote, in cerca di sopravvivere in un ambiente ormai devastato. Il passato di Deacon e le minacce del presente si fanno sempre più incombenti, e il nostro protagonista dovrà cercare di andare avanti mantenendo intatta la sua sanità mentale, vivendo in costante bilico tra la sopravvivenza allo stato puro e una vaga etica che gli permetta di non perdere l’umanità dentro di sé.

Days Gone

Tutto iniziò così…

La trama è lunga e piena di momenti intensi, per cui mi fermo qui e vi lascio il piacere di scoprire le sorprese che vi riserverà la storia di Days Gone; vi invito però a riflettere sui perché di molti dei personaggi che incontrerete durante le esplorazioni di Deacon, magari cercando voi stessi di immaginare come avreste reagito in una situazione similare.

Gameplay

Days Gone è un open world puro, con una mappa bella grande a vostra disposizione dove potrete muovervi liberamente per completare le missioni principali e secondarie. Avremo a disposizione una storyline principale che si dipanerà durante lo svolgimento del gioco, e che ci permetterà di capire cosa è successo prima della pandemia e come possiamo cercare di andare avanti nella lotta per la sopravvivenza. Il sistema di base del gioco è composto da missioni che bene o male si reiterano nel corso dell’avventura, quali prendere un determinato oggetto e portarlo ad una determinata persona, oppure fare piazza pulita dei furiosa, oppure vedersela con i predoni o i cultisti. C’è varietà, anche se a volte può prendere piede un po’ di ripetitività, che forse è quello che manca ad altri capisaldi del genere post-apocalittico – credo che tutti abbiano pensato a The Last of Us, che per quanto sia un gioco dalla struttura profondamente differente, è un benchmark sempre valido come ambientazione e vicissitudini, nonché gameplay e grafica.

Days Gone

Eccovi Deacon col suo cappellino e Boozer con la sua testa tatuata

Oltre alle missioni, elemento fondamentale del gioco è la nostra moto (seconda moto, a dire il vero, ma vi lascerò scoprire autonomamente il significato delle mie parole!), che ci permetterà di coprire grandi distanze senza fatica e che sarà man mano migliorabile grazie a potenziamenti e collectibles che raccoglieremo durante le nostre scorribande – del resto siamo comunque dei cacciatori di taglie. Questo aspetto aumenta sicuramente la nostra volontà di esplorare l’ambiente circostante, sia per migliorare la nostra fida due ruote, sia per raccogliere altri tipi di oggetti e “trofei” che potremo scambiare nei vari accampamenti sparsi qua e là per la mappa. Grazie a ciò, conquisteremo la loro fiducia e godremo di “bonus” sempre migliori; fiducia è una parola chiave in Days Gone, poiché a volte il nemico che non ti aspetti è il tuo migliore amico.

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Motocicletta, 10 hp…

Una cosa che non mi ha fatto impazzire è il sistema di controllo, che a volte ho trovato un po’ macchinoso e “rigido”, poco fluido. Days Gone richiede un approccio “stealth ma non troppo”, che è abbastanza in linea con la sua vena survival; tuttavia non aspettatevi qualcosa di estremamente sofisticato, poiché è spesso sufficiente muoversi accovacciati e lentamente per non farsi scoprire – se non altro dai nemici meno ostici. Il combattimento è interessante e prevede l’uso di un’arma primaria “pesante”, una pistola secondaria, un’arma da mischia che recupererete qua e là (occhio, si rompono!), armi a lunga gittata, un coltello per gli attacchi mortali sferrati ai nemici ignari della nostra presenza e una serie di armi da lancio quali molotov e granate. Per mantenervi “sulle spine” il menù di selezione equipaggiamento sarà accessibile senza mettere in pausa il gioco ma solo facendo rallentare lo scorrere del tempo; ci vorrà un attimo per abituarsi alla posizione dei vari oggetti e alla modalità di creazione e selezione, ma riuscirete a gestire il tutto in tempi brevi. In maniera similare, potrete “concentrarvi” per dei brevi lassi di tempo, rallentando il tempo e mirando in maniera più accurata, cosa utilissima negli scontri più concitati. In ogni caso, in Days Gone l’approccio stealth e soprattutto “salva-munizioni” vi darà un vantaggio tattico non indifferente, specie perché le risorse per le armi da fuoco scarseggiano specialmente nei livelli di difficoltà più elevati, e non vorrete ritrovarvi armati delle vostre sole nocche di fronte ad un’orda di infetti.

Days Gone

Ed ecco gli infetti in tutto il loro splendore (?)

Le orde, appunto, meritano un discorso a parte. In alcuni momenti del gioco vi ritroverete ad affrontare orde di infetti, quindi aspettatevi scene apocalittiche con un numero di nemici che può anche superare le diverse centinaia di unità. In ogni caso, don’t panic: con un’attenta pianificazione strategica potrete riuscire a sconfiggere fino all’ultimo nemico, ma fate sempre attenzione a non sottovalutarli. Alcuni combattimenti con le orde saranno obbligati, mentre altri saranno opzionali: a voi la scelta!

Grafica, ambientazione e audio

La grafica di Days Gone raggiunge ottimi livelli, con il supporto al 4K a 30fps per i felici possessori di PS4 Pro. Al netto della potenza grafica bruta, è stato svolto un ottimo lavoro anche nella realizzazione dell’ambiente circostante, con un Oregon “vivo” nonostante la pesante situazione. Alberi alti e frondosi, corsi d’acqua, meteo dinamico e alternanza giorno/notte con fantastici cieli stellati vi accompagneranno lungo le avventure di Deacon. Il nostro protagonista è ben caratterizzato, così come i principali co-protagonisti, e il carisma non gli manca. La natura ha un ruolo preponderante nel gioco, tant’è che ci saranno anche altre creature infette quali lupi, orsi e corvi a mettersi tra voi e la vostra sopravvivenza. Bella la realizzazione degli infetti, sia da un punto di vista estetico che cinetico, in quanto i loro movimenti scomposti non vi faranno capire facilmente la loro direzione o il loro stato di vigilanza. Tra l’altro sono presenti numerosi tipi di furiosi, dalle “larve” che cercheranno di evitare lo scontro con voi alle “sirene” che richiameranno un gran numero di infetti con le loro urla strazianti.

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Piove, governo infetto!

Le urla mi riconducono al sonoro, che classificherei senza lode e senza infamia: ottimo lavoro, ma nulla di particolarmente sconvolgente o innovativo, perfettamente in linea con l’alto livello delle ultime produzioni.

Concludendo

Days Gone è un “open survival world” che diverte e che rappresenta un ottimo lavoro da parte del Bend Studio. Sicuramente rappresenta un titolo che rimarrà tra i giochi più iconici dell’attuale produzione PlayStation, complice anche un battage pubblicitario non indifferente e una caratterizzazione dei personaggi interessante. Tuttavia, si sente che manca la profondità che lo renderebbe una “killer app”, perché per quanto fornisca degli spunti interessanti, non rappresenta una vera e propria novità a 360 gradi, pur avendo una buona struttura di base che non preclude a nessun giocatore la possibilità di una quarantina di ore di divertimento seppur leggermente ripetitivo.

Days Gone

Un tempo qui era tutta campagna…

Sconsigliato a chi è facilmente impressionabile, Days Gone è un buon acquisto che saprà accompagnarvi e divertirvi in questa capricciosa primavera del 2019. Non è un gioco senza difetti ma nel complesso è ben organizzato e, per gli amanti di “zombie” ed open world, è di sicuro un succulento piatto da non farsi scappare.

Nerdando in breve

Days Gone, open world post-apocalittico, vi metterà alla prova tra infetti e sopravvissuti, il tutto solo su PlayStation 4.

Menzione d’onore: ma quanto faranno male i tatuaggi sulla testa di Boozer??

Nerdandometro:
4 out of 5 stars (4 / 5)

Ringraziamo Sony per averci dato la possibilità di provare questo titolo.

Trailer

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