Just Cause 4 - La Grande Botta - Nerdando.com
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Just Cause 4 – La Grande Botta

Just Cause 4

In casa Nerdando ci piace spesso citare una canzone dei Nanowar of Steel, che inizia così: “Mazzate ed esplosioni, smitraglie e pallettoni…

Da grande appassionato della serie Just Cause, questo è tutto ciò che desidero dai videogiochi di Avalanche Studios. Ignoranza, esplosioni e un gameplay che valorizzi tutto questo. Il quarto capitolo della saga è arrivato. Vediamo insieme cosa si è portato dietro e se ci sono dolcetti o carbone nel suo sacco.

Recensione

Rico Rodriguez è uno di quei personaggi che nascono come parodia (in questo caso degli eroi d’azione da B-movie), ma che finiscono ad avere una loro personalità ben definita e riuscita. L’autoironia e le situazioni deliberatamente esagerate e grottesche riuscivano a far appassionare a un gioco altrimenti ripetitivo e “senz’anima”.

Il terzo capitolo era risultato un mix vincente di tutto questo, seppur con alcune incertezze tecniche (mai realmente risolte). Just Cause 4 si era posto l’obiettivo di portare tutto questo ad un livello più alto, ma purtroppo, a venire aumentati sono stati soprattutto i problemi. Cos’è successo, Avalanche? Forse la produzione di Square Enix ha affrettato i tempi per ragioni commerciali oppure ci sono stati intoppi nello sviluppo? Non voglio credere che veramente abbiate creduto di poter rilasciare un gioco in queste condizioni!

Analizziamo però adesso, in modo obiettivo, pregi e difetti di questo titolo. Soprattutto, vediamo se c’è speranza per un miglioramento.

Trama

Dopo tre capitoli passati a destabilizzare dittature in piena regola, Just Cause 4 ci piazza in un contesto sudamericano, nella fittizia nazione di Solìs. Qui incontriamo Oscar Espinosa e Gabriela Morales i leader della Mano Nera, un esercito paramilitare di mercenari che, in seguito agli eventi dei DLC di Just Cause 3, ha trovato il modo di controllare i disastri naturali, come le tempeste di fulmini e i tornado. Rico Rodriguez, il nostro protagonista, ha scoperto che il suo defunto padre in passato avrebbe collaborato con questa organizzazione e per indagare su queste informazioni si reca nella nazione sconvolta da oppressione e disastri naturali. Lasciata l’Agenzia statunitense per la quale si occupava di destabilizzare governi, il nostro indistruttibile eroe si prepara quindi alla sua prima missione completamente personale.

La Mano Nera controlla di fatto il paese e come sanno tutti gli appassionati, Rico e dittature non vanno molto d’accordo. Ciò significa che in brevissimo tempo troveremo modo di allearci con la locale resistenza armata e di aiutarli a sconfiggere il regime armato della Mano Nera.

Con il classico meccanismo di conquista delle zone militari, potremo distruggere le infrastrutture governative e riportare dunque la libertà a Solìs. Fidati compagni di Rico sono ancora una volta il rampino, il paracadute e la tuta alare con i quali potremo compiere azioni degne di un supereroe.

Un peccato che però, forse volendo seguire il filone del realismo, queste follie siano sempre più sminuite da una trama ormai seriosa e molto meno autoironica dei precedenti. Un punto di forza e originalità che viene perso, probabilmente nel tentativo di rendersi più “cool”. Se i primi 3 capitoli ironizzavano sui film d’azione anni 80 e sulla loro convinzione di sé, Just Cause 4 sembra essere convinto esattamente come quei film.

Gameplay

Lo stile di gioco non è diventato particolarmente differente a quello del predecessore e mantiene tutti i punti forti del divertimento del portare caos per tutta la mappa.

La dinamica di base di Just Cause 4 vuole che per conquistare una zona vadano distrutti tutti gli apparati militari dei vari stabilimenti della regione, prima di conquistarla. A questo si aggiungono varie attività che possono aumentare la nostra influenza sul territorio o conferirci dei bonus permanenti. Tutto ok fin qui, se non fosse che il gioco è dannatamente poco chiaro in questo. L’influenza nella regione è rappresentata da “follower” fomentati dalle vostre azioni e certe volte andranno compiute mini-missioni in cui dovremo ad esempio effettuare l’hacking di una struttura o inseguire e distruggere un obiettivo particolare.

L’idea in sé risulta più intrigante della meccanica dei titoli precedenti, ma può risultare noiosa a lungo andare, specialmente se non si ama il fine ultimo del gioco: distruggere qualsiasi cosa in modo creativo, con armi, rampino e quant’altro. Le missioni e situazioni ripetute non sono altro che occasioni per applicare la propria fantasia e inventiva per spaccare tutto. Ed è qui che il gioco comincia a scricchiolare. Per quanto confusionari fossero l’interfaccia e i controlli di Just Cause 3, diventava istintivo destreggiarsi nel mondo di gioco. In questo quarto capitolo si è cercato di semplificare ulteriormente un’esperienza utente già ridotta all’osso, creando però di fatto complicazioni inutili.

Adesso, si possono tenere solo due armi, usa e getta e principalmente ottenute sul campo dai nemici. Non ci sono più esplosivi, adesso integrati nel sistema del rampino. Sistema, questo, che è diventato sì più versatile, ma anche immensamente controintuitivo. Lo strumento preferito di Rico ora è capace di lanciare, oltre alla normale funzionalità, ganci che generano palloni aerostatici in grado di portare in aria i bersagli, oltre che ad agganciarvi degli esplosivi. Tutto questo in tre potenze diverse. I vari “poteri” del rampino sono utilizzabili in gioco configurando tre set di impostazioni differenti, selezionabili in tempo reale. Sembra complicato e lo è.

A questo si aggiunge il fatto che l’interfaccia completamente folle sia stata chiaramente progettata per console e portata direttamente da lì su PC. Per darvi un’idea, per aprire la mappa bisogna premere il tasto “1” e per cambiare pannello all’interno di essa, bisogna premere “2” e “3”. All’interno dei menu bisogna usare tasti diversi per ogni opzione e il mouse è veramente poco responsivo, dato che appunto è tutto progettato per uno stick analogico.

In generale, il gioco sembra voler impedire ad ogni modo il divertirsi senza pensieri. Come se volesse costantemente disorientare il giocatore. Forse per distrarlo da ciò di cui parleremo adesso…

Grafica e sonoro

Partiamo dalle cose buone. Just Cause 4 ha un’ottimo impatto visivo. La gestione delle luci è veramente ottima, così come la profondità di campo e la visuale che il mondo di gioco dà quando visto da lontano.

Il problema è quando lo sguardo si ferma più vicino.

Oltre a quello che è già stato detto, a livello di grafica il gioco è un disastro. Le texture sono pessime, ci sono pesantissimi glitch grafici che rendono la vegetazione e i capelli dei personaggi un enorme e fastidioso agglomerato di puntini colorati e disturbi vari. Non è tanto il motore grafico ad essere pessimo, ma è proprio il modo in cui è stato sfruttato. L’acqua è poco più che piatta e statica. Le fiamme in lontananza le scintille sono… quadrate. QUADRATE. È chiaro che ci sono degli enormi problemi a livello di gestione della distance scaling.

La fisica e l’IA, poi, sono completamente fuori di melone. Non è raro vedere veicoli che si buttano dai dirupi o che fanno manovre completamente folli. Durante la mia prima partita, mi è capitato dopo 5 minuti dalla fine del prologo, di vedere due auto gettarsi dal niente in un canyon. Gli elicotteri che invece si tuffano negli alberi per nessuna ragione alcuna sono invece molto più comuni. Le barche tendono invece ad essere più salterine e a sbalzare fuori dall’acqua perché… perché sì.

Tutto questo sarebbe divertente e la grafica non sarebbe fastidiosa, se il gioco non fosse così pieno di bug da essere veramente poco divertente da giocare. Non è solo una grafica datata, è una grafica moderna, depotenziata e decisamente problematica. La speranza è che venga tutto risolto con delle patch. La prima è già uscita e porta diversi miglioramenti, anche visivi. La differenza si vede e il gioco è più pulito e meno disturbato. La speranza è che continuino così per i mesi a venire.

Prezzo

Just Cause 4 è disponibile al prezzo di 59,99€ su Steam per PC, su PlayStation 4 e Xbox One.

In conclusione

A voler pensare male, si potrebbe dire che gli sviluppatori di Just Cause 4 abbiano voluto impegnarsi il minimo indispensabile nei lavori sul gioco, e voler contare sui soldi degli affezionati dei lavori precedenti. Ad oggi è dura infatti pensare che vedremo un quinto capitolo dopo una debacle così grande. Avalanche e Square Enix possono salvarsi con un lavoro di supporto post-vendita semplicemente eccezionale e gli auguro vivamente di riuscirci.

Il problema è che non si arriva a creare un gioco con così tanti problemi senza averci creduto dall’inizio. Il gioco è comunque un’innovazione minima dal precedente capitolo e sembra più di trovarsi nello stesso titolo ma con una mappa differente, per quanto divertente sia! In generale, Just Cause 4 al momento non vale minimamente il costo. Certo è che, risolti i problemi e raggiunto un livello di qualità tecnica paragonabile al terzo gioco della serie, questo sarà sicuramente un gioco da consigliare senza la minima riserva.

Nerdando in breve

Just Cause 4 ha tutti i punti di forza della serie, ma è rovinato da una quantità enorme di bug e problemi grafici e rischia di risultare poco innovativo e monotono per chi non ama lo stile di gioco.

Nerdandometro:
2 out of 5 stars (2 / 5)

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