Fiere

Lucca Comics & Games 2018: incontro con Dave McKean

Alla Camera di Commercio di Lucca, si è svolto questa mattina un incontro con Dave McKean, il fumettista britannico che ha collaborato con Neil Gaiman per Sandman.

All’interno dell’artbook Apophenia, l’illustratore ha raccolto numerose immagini giocando con accostamenti contrapposti che creassero ossimori. “Apofania” significa “illusione di significato” e proprio intorno a quest’ottica si sviluppa l’intera successione di fotografie che potrete trovare per Edizioni Inkiostro. Alcuni degli accostamenti sono casuali, altri voluti, ma la parte migliore risiede nel lavoro che compie il nostro cervello, riuscendo a trovare significati anche dove non ce ne sono.

Per quanto riguarda i tarocchi, ai quali ha dedicato parecchie attenzioni (The Particle Tarot), ammette di trovarli un’idea tanto straordinaria quanto folle. Impressionante pensare di riuscire a liofilizzare tutto ciò che ci riguarda (o può riguardare in futuro) soltanto in 78 immagini. Proprio questa follia è ciò che rende il tutto meraviglioso. Per questo motivo, non riesce a trovarne uno nel quale identificarsi, poiché nessuno rappresenta particolarmente il suo lavoro.

Guardando al futuro, dopo aver collaborato con Gaiman per oltre trent’anni, non sembra troppo intenzionato a riprendere un lavoro a più mani con lui. Ora sta lavorando a nuove copertine per Sandman, più classiche e seriali, che ben si adattano al Sandman dei tempi attuali. Ripensando ai tempi che furono, mai si aspettava che sarebbe finita così, per quanto già all’epoca ci fosse la sensazione di stare facendo qualcosa di interessante. Collaborando con altri artisti famosi, fra i quali Alan Moore, nella sua cara Inghilterra aveva la percezione di appartenere a un gruppo che si occupava di produrre qualcosa che spiccasse sul resto. Tuttavia, erano tempi ben diversi dai nostri, nei quali la cultura del fumetto era forse agli esordi. Riferendosi alla fiera in corso, ha esordito dicendo ciò che potremmo tradurre così:

Guardatevi intorno: quanti nuovi fumetti belli ci sono. Se ieri ho contribuito a piantare semi che oggi hanno portato a tutto questo, allora ne sono felice. Questa è l’età d’oro del fumetto.

Non solo dal punto di vista dell’aspetto. Ci troviamo infatti in un’epoca storica nella quale è necessario comprendere i molteplici cambiamenti e stravolgimenti ai quali il globo è costantemente sottoposto. Da ciò nasce il vero e unico scopo di un artista: fornire al pubblico, di qualunque tipo esso sia, una chiave di lettura differente della realtà. Uno schema alternativo, un punto di vista fino a quel punto trascurato, qualcosa che possa permettere al fruitore di meglio interpretare gli accadimenti quotidiani. Perciò poco sopporta fantasy e fantascienza: le tanto sdoganate realtà alternative nelle quali ciascuno cerca rifugio e conforto fin dall’infanzia, non permettono al cittadino medio di provare empatia verso ciò che lo circonda. Sia chiaro, non è che il signor McKean detesti il fantasy, anzi: lui stesso fa largo uso dell’immaginazione, ma più per un aspetto creativo. L’importante è suscitare un collegamento doveroso fra il lettore e la realtà, e per farlo è necessario un po’ più di realismo.

Sul fare (il fumetto, e non solo quello)

Per quanto riguarda gli strumenti da lavoro, ha raccontato quanto preferisca utilizzare matita, gomma e un foglio di carta. Non un uomo di altri tempi, ha dichiarato di essere in grado di disegnare al computer, è che proprio non gli piace. Creare illustrazioni, fare arte, è un qualcosa di concreto che necessita di essere prodotto a mano. Piuttosto, dopo aver realizzato l’opera quasi completa, la scannerizza e quindi, se necessario, la ritocca digitalmente, sia che si tratti di illustrazioni, sia di fotografie. Tuttavia, l’arte deve essere una “cosa fisica”.

Dave McKean non è solo immagini: oltre a illustrazioni e fotografie, ecco l’aspetto di sceneggiatore e regista. Tuttavia, ha dichiarato quanto sia frustrante creare una pellicola vera e propria. La costante ricerca di finanziatori e sovvenzionatori, il capire ciò che il pubblico vuole, sono entrambi aspetti necessari alla buona riuscita di un film ma che sicuramente non fanno per lui. “Ci vuole tempo” ha dichiarato “davvero tanto e io ormai sento di non averne più abbastanza per poterlo investire così. Tuttavia, se mentre lavoro al resto mi capita di incappare in qualcosa di simile a un nuovo lungometraggio, allora ben venga.”

Fumetti di ieri e di oggi

Cambiando totalmente argomento, ecco che una fra le giornaliste e i giornalisti presenti, rivanga un certa affermazione fatta da McKean nel 2010: “Gli artisti italiani dovrebbero uccidere Dylan Dog.” A distanza di anni da una frase così pesante, ci si è chiesto quanto ancora fosse attaccato all’idea. A quanto pare, le mani del fumetto italiano sono migliorate: non si tratta più soltanto di una continua riedizione di novelle pretrattate, quanto un continuo creare avvincenti novità. “L’epoca sta migliorando”, ha ammesso, giustificando anche ciò che disse 8 anni fa. Non voleva essere un invito a sospendere una delle linee più linfatiche del patrimonio artistico dello Stivale, quanto più un invito a non abbandonarsi a quell’unica realtà. Così come negli Stati Uniti suggerisce di uccidere Superman, analogamente ha fatto qui. L’importante è sapersi reinventare sempre, non chiudendo mai il rubinetto delle fresche novità.

Poi lui personalmente ama i fumetti ben illustrati, che riescano a raccontare la storia quasi solo con le immagini. Proprio dalle stesse, traspare la necessità di una buona sceneggiatura: un fumetto ben fatto non  può e non deve avere una sceneggiatura debole, altrimenti per quanto i disegni possano risultare accurati, il piatto completo risulterà insipido. I temi a lui cari sono quelli ricchi di emozioni, in particolare vicende che trattino d’amore e morte (l’intramontabile eros e thanatos), oppure di attualità, sia in campo politico che in campo scientifico.

Se il panorama italiano ha molto da offrire, non si può dire la medesima cosa di quello inglese. Per quanto lo stato attuale sia ottimale, i comics nell’isola della regina Elisabetta non sono mai esistiti a livello industriale. Esistono case più e meno indipendenti, perciò il paragone risulta difficile. Inoltre, gli avvenimenti politici recenti hanno contribuito a smuovere le acque. McKean stava lavorando alla produzione di Calligaro, graphic novel inedita quasi conclusa, quando è successo quel che è successo. Inizialmente era indeciso su due diversi finali, uno più soddisfacente dell’altro, quando scoppia ciò che ha definito un assoluto disastro: “La Brexit è idiota, stupida, egoista e arrogante, e proprio così e su tutto questo sarà il finale del mio lavoro”.

Conclusione

Di conseguenza, non ci resta che attendere le nuove creazioni che l’inglesissimo Dave McKean ha in serbo per noi, aiutandoci a vedere la realtà contemporanea attraverso i suoi occhi d’artista.

Dave McKean sarà ospite a Lucca Comics & Games in collaborazione con Edizioni Inkiostro.

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