Jimmy's Bastards Volume 1: Una Cascata di Bastardi - Maneggiare le icone - Nerdando.com
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Jimmy’s Bastards Volume 1: Una Cascata di Bastardi – Maneggiare le icone

Da sempre, Garth Ennis alterna due tipi di storie: quelle serie e quelle cazzone. Oscilla tra questi due estremi, dalle War Stories a The Boys, con qualche storia che invece si colloca a metà strada (ad esempio Preacher). Jimmy’s Bastards dove si colloca? Un indizio: parla di un agente segreto 100% inglese che si chiama Jimmy Regent ed è scritta da un nordirlandese. Secondo voi che approccio può avere Ennis?

Recensione

Jimmy’s Bastards è la seconda serie Aftershock Comics, portata da noi come al solito grazie a SaldaPress, scritta da Ennis (la prima è Dreaming Eagles) e disegnata da Russ Braun. In questa serie, Ennis si confronta con un genere che aveva toccato ma non esplorato fino a fondo, lo spionaggio. E nel farlo decide di prendere di petto l’icona principale del genere: James Bond.

L’agente di Ennis e Braun si chiama Jimmy Regent, ma è in tutto e per tutto una copia del James Bond classico: aitante, mascella quadrata, vestito impeccabile, alcolista e playboy. All’inizio della storia lo vediamo sbarazzarsi di una variopinta schiera di nemici che hanno preso possesso di un dirigibile e lo vogliono far schiantare sul parlamento inglese. Ci accorgiamo subito che è una storia di Ennis, perché Regent inizia a sparare ai terroristi tra le gambe , la violenza parossistica regna sovrana e i cattivi sono eccentrici e sopra le righe.

Ovviamente Regent sbaraglia i cattivi, poi va dalla sua partner e se la porta a letto. Da qui inizia la storia.

Ennis decide di esplorare l’anacronismo di un’icona come James Bond, mostrandoci le conseguenze del suo essere sessualmente disinibito. Nell’era del #metoo, chiaramente un personaggio come quello di Regent sembra fuori luogo e infatti già l’ultima incarnazione bondiana di Daniel Craig ha un rapporto con le donne molto diverso rispetto alla versione di Sean Connery o all’originale letterario.

Dunque in Jimmy’s Bastards vediamo le conseguenze delle azioni di Regent/Bond: una nidiata di figli incazzati neri con il padre che ha sedotto e abbandonato le madri. Appunto, i bastardi di Jimmy.

Toccherà a Regent e alla sua partner Nancy McEwan sventare il piano dei figli dell’agente. Contrariamente a quanto uno si possa aspettare, Regent non è rappresentato come un personaggio sgradevole né retrogrado. Anzi il suo rapporto con Nancy è molto onesto e non misogino (o almeno così l’ho visto io).

Il mio nome è Regent. Jimmy Regent

Siamo pur sempre in una storia di Garth Ennis e non in un testo di studi di genere, per cui Ennis provvede ad inserire nella storia tocchi di tipica follia ennisiana. Chi ha letto The Boys, Preacher o la prima serie del Punitore sa a cosa mi riferisco. Ennis non si fa scrupoli a mostrarci volgarità assortite e soluzioni estreme, spesso legate al sesso o alla violenza. Non vi dico qual è il piano dei cattivi, perché è una trovata spiazzante, ennisiana al 100% e da scoprire da soli.

In questo è aiutato ai disegni di Ross Braun, che aveva già collaborato con Ennis su The Boys; ecco che il paragone con quest’opera viene naturale anche perché, pur non essendo un clone di Darick Robertson, Braun pesca da lì per rappresentare la violenza e il grottesco della storia. I colori sono simili, ma Bruan è meno rotondo di Robertson e ha un buon occhio per i dettagli, rendendo ogni tavola funzionale e realistica.

Il volume raccoglie i primi cinque numeri della serie che è ancora in uscita in America e per questo la storia di questo volume non è autoconclusiva. La trama imbastita fin qui è nel più puro stile ennisiano e a questo punto sono molto curioso di vedere che s’inventerà l’autore per chiuderla. L’eventuale acquisto dipende dal vostro grado di apprezzamento per questo genere di intrecci: vi piacciono le storie violente e grottesche? Se la risposta è sì non esitate a comprare questo volume, che pur non avendo la carica eversiva di altre opere simili di Ennis è comunque in quel solco e resta dunque una lettura divertente. Se volete un fumetto di spionaggio più classico, andate da un’altra parte.

Nerdando in breve

Ennis si inventa il suo super agente al servizio di sua maestà e lo riempe di donne nude e volgarità. Non è il James Bond di vostro padre.

Nerdandometro:
(3,5 / 5)

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