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Pacific Rim 2, la Rivolta contro la Demenza

Pacific Rim 2 – La Rivolta è l’atteso sequel dell’insperato successo estivo del 2013 ad opera di Guillermo “the latino Peter Jackson” Del Toro, che per questo seguito si è limitato alla produzione, lasciando la regia a Steven DeKnight.

La distribuzione è ancora una volta Warner e vede, più ancora che nel primo film, la partecipazione numerosa di attori orientali, cinesi soprattutto, nonché di John Boyega, che si traveste da Jimmy Butler dei Minnesota Timberwolves per interpretare il protagonista, Jake Pentecost, figlio di Stacker, il comandante del primo film sacrificatosi da eroe dopo aver fatto il miglior discorso dall’uscita di Independence Day.

Trama

In Pacific Rim – La Rivolta torniamo nel futuro prossimo, dove una Terra devastata dagli anni di guerra contro i Kaiju sta cercando di ricostruire, ma molto lentamente, così che alcune città sono ancora semi-abbandonate (probabilmente tutti i materiali del mondo sono stati usati per l’utilissimo muro del primo film).

È in una di queste città che vive Jake Pentecost, facendo una vita a metà tra Stifler di American Pie e Rey su Jakku, fino all’incontro fatale con la giovane Amara Namari ed il suo jaeger artigianale.

Intanto, memori di quanto avvenuto nel primo film, i governi del mondo non hanno interrotto la ricerca sugli jaeger e sono pronti per rilasciare un nuovo reggimento di robottoni automatizzati, che rimuoverebbe la necessità di utilizzare piloti.

Ovviamente, qualcosa va storto ed i nostri sono costretti a fronteggiare una nuova invasione da parte dei Precursori, i creatori dei mostruosi Kaiju che abitano dall’altro lato del visualizzatore di iTunes che si trova sul fondo del Pacifico.

Recensione

Il primo Pacific Rim era stato giustamente definito un film che il vostro bambino di cinque anni interiore avrebbe adorato: c’erano robottoni, mostri, robottoni che scazzottavano mostri, una petroliera usata come mazza da baseball, un robottone con tre braccia e così via.

Era un film fondamentalmente demenziale, che avrebbe dovuto perdere qualunque pretesa di serietà nel momento in cui parlava della costruzione del muro attorno al Pacifico (tuttora l’idea più idiota ed assurda che io abbia mai visto, letto o sentito).

Nonostante la sua totale assenza di coerenza o senso però, continuava a pretendere di essere un film serio come ci si aspetterebbe dal budget speso o dai nomi coinvolti. Il risultato era un film estremamente gradevole dal punto di vista estetico e allo stesso tempo demenziale e divertente. Un film che era il piacere peccaminoso dell’estate nella sua tamarragine.

In Pacific Rim – La Rivolta questo elemento scarseggia, una cosa che, per quanto abbia deluso le mie aspettative, in sé potrebbe non esser male. Il problema però è che è comunque troppo pieno di buchi ed assurdità per essere un film serio e le scene di combattimento non sono soddisfacenti come quelle del primo.

Nel complesso ne esce un film che non si può prendere seriamente, nonostante sembri pensare di poterlo essere, e che nemmeno ha quell’insensatezza coreografica alla Power Rangers che fa gasare e ridere la nostra parte più infantile.

In Conclusione

Pacific Rim era stato un caso più unico che raro, in cui un film prodotto da una major si è travestito da film dell’Asylum (di quelli “belli”, non Airplane vs Volcano) con un budget sufficiente a metter su gli effetti speciali necessari.

Pacific Rim 2 – La Rivolta invece abbandona la tamarragine e la spensierata cafonaggine del primo, per produrre un film che pecca di scene memorabili e che non può di certo definirsi indimenticabile, anche a causa di scene d’azione non all’altezza.

Nerdando in Breve

Pacific Rim torna nelle sale con i suoi robot ed i suoi mostri alieni giganti. Anni dopo la guerra, la minaccia dei Precursori torna a farsi viva e sarà compito di Jake Pentecost (John Boyega) fronteggiarli.

A differenza del primo però, Pacific Rim – La Rivolta pecca in spensieratezza e demenzialità, finendo per diventare solo un film che vuole essere serio senza esserlo.

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