Tomb Raider - Una Lara tutta nuova - Nerdando.com
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Tomb Raider – Una Lara tutta nuova

Recensione

L’annuncio di un nuovo film di Tomb Raider non mi aveva esaltato, così come è accaduto per molti altri di voi, credo.

Il fatto è che potremmo ritirare fuori il classico discorso delle enormi difficoltà di fare film decenti tratti da videogiochi, ma onestamente penso che sarei persino troppo didascalico e qui più o meno tutti abbiamo di fronte l’amara verità: se oramai di film belli o quantomeno decenti tratti dai fumetti se ne sfornano in quantità, per quanto riguarda i videogiochi siamo ancora in alto mare.

Persino l’aver affidato degli adattamenti a registi di una certa caratura non ha dato gli effetti sperati (vedi Warcraft e Assassin’s Creed), perciò le speranze, ogni volta, non è che siano delle più rosee.

Sicché passiamo subito al dunque e mettiamola sul piano personale. Cosa mi aspetto io, personalmente, da un nuovo film che tira in ballo una delle icone videoludiche per eccellenza?

Miss Croft, I suppose: ispirazione

Il mio rapporto con il franchise di Tomb Raider non è così chiaro come vorrei.

Il personaggio di Lara Croft mi è sempre piaciuto, ma videoludicamente parlando non ne sono stato un estimatore di lunga data, pur incontrando perfettamente i miei gusti in materia di azione, avventura e antichi enigmi.

Iniziai a giocare seriamente Tomb Raider con il quarto capitolo, The Last Revelation, del 1999, pur avendo da sempre voluto iniziare.

Mi piacque parecchio, ma da allora l’archeologa di Core Design passò un brutto periodo, fino ad arrivare ad una vera e propria rinascita grazie al sapiente lavoro di Crystal Dynamics, che rivitalizzò la saga nel 2006 con un gran bel gioco chiamato Tomb Raider: Legend, che riscriveva il passato della nostra eroina e che fu, sostanzialmente, il mio secondo Tomb Raider, pur avendolo giocato con colpevole ritardo. Anche questo, per me, promosso a pieni voti.

So che questa cosa molti di voi non la capiranno, ma il mio vero amore con le avventure di Lara Croft scoppiarono con il nuovo reboot della saga videoludica, quel Tomb Raider del 2013 che portò la saga realmente in una nuova generazione, riscrivendo da capo tutto l’universo croftiano: Lara non era più l’archeologa super esperta e tutta d’un pezzo dei titoli precedenti, femme fatale intelligente e piena di risorse, ma una ragazza giovane ed inesperta catapultata in una situazione al limite delle proprie capacità, forgiata nel carattere dalla necessità.

Un Tomb Raider tutto nuovo, che ho adorato sia come caratterizzazione del personaggio che come meccaniche, che richiamava una saga che proprio dai vecchi Tomb Raider aveva preso molto più di una ispirazione, ovvero Uncharted.

Ed è proprio a questo reboot (incipit di una nuova saga che ha visto in Rise of the Tomb Raider del 2015 la sua eccellente prosecuzione) che la pellicola diretta dal norvegese Roar Uthaug si ispira, mettendo la premio Oscar Alicia Vikander nei panni di Lara.

Trama

La trama di questo film reboot è ispirata ad entrambi i capitoli del reboot videoludico (è tutto un rebootare, in questi anni).

Vi racconterò la trama semplicemente accennando a quello che si sa dal trailer, quindi nessuno spoiler pesante.

Lara Croft, figlia del ricchissimo uomo d’affari Richard Croft, non accetta di scendere a patti con la morte del padre, avvenuta sette anni prima in circostanze misteriose. Non scendere a patti significa non accettare neanche di essere la nuova proprietaria di un gruppo multimilionario e di aspirare, invece, alla libertà e all’indipendenza.

Corse clandestine, boxe, un lavoro da fattorina, affitto da pagare: nulla potrebbe far cambiare idea alla nostra giovane, se non un misterioso messaggio del padre che le svela la sua segreta occupazione, ovvero la ricerca della tomba di una leggendaria regina giapponese, tale Himiko, che pare avesse mostruosi poteri che fanno gola, ovviamente, ad una malvagia mega organizzazione nota come “Trinity”.

Questo incipit porterà Lara alla ricerca della verità sul destino dell’amato padre fino ad un’isola sperduta dell’arcipelago giapponese, tra fughe rocambolesche, risoluzione di enigmi e tante, tante botte.

Nulla di chissà quanto innovativo, sia nelle premesse che nello svolgimento: la conoscenza del videogioco non rovina l’esperienza, perché la trama del film prende un’altra via, molto più semplice e lineare di quanto non accada invece con il pad in mano.

Alcuni volti noti del nuovo corso del videogame ritornano, come Mathias Vogel o Ana Miller.

Interessante è il “realismo” di fondo della vicenda: non sto parlando del fatto che accadano soltanto vicende spiegabili pedissequamente con la fisica (anche perché non è così), ma del non aver ceduto per forza a spiegazioni che scadano nel fantasy o nel soprannaturale.

Sequenze di azione esagerata ci sono, e mi sarei quasi offeso se fossero state completamente assenti, ma sono tutto sommato divertenti e non rovinano lo svolgersi del film. Alcune, chiaramente, strizzano l’occhio a situazioni viste durante l’avventura digitale.

C’è da dire che la pellicola pecca un po’ di mancanza di uniformità nel ritmo delle vicende: i momenti d’azione, a volte, arrivano all’improvviso, quasi dovessero esserci per forza, o piuttosto sono i momenti “calmi” che durano troppo? Non saprei, ad una prima visione, a caldo, mi è sembrato così.

Ho avuto la stessa sensazione di alternanza che c’è quando si gioca ad Uncharted: livelli di esplorazione e livelli in cui c’è azione frenetica.

Elemento di sicuro interesse è costituito dai semi gettati in questa pellicola per futuri sequel: un film one-shot è sinceramente sprecato, con il potenziale del  franchise. Dato il finale, possiamo sicuramente attendere un sequel se il botteghino sarà generoso con l’opera di Uthaug.

Alicia Croft

Dirò una cosa che forse molti di voi davano già per scontata: il più grande pregio di questo film è assolutamente la protagonista.

Con protagonista intendo sia Lara che Alicia Vikander, che fa suo il personaggio e lo restituisce anche meglio di come una sceneggiatura ampiamente migliorabile potesse dipingerlo.

La Vikander non ha usato stunt, si è allenata da pazzi e tanto di cappello per scene che di sicuro non saranno state semplici da girare.

Il Tomb Raider videoludico del 2013 fece notizia, oltre che per il suo essere un gran gioco, anche perché Lara andava incontro a fatiche fisiche mostruose, torture, ferite e brutalità come mai Miss Croft ne aveva viste.

La pellicola rispecchia perfettamente questa nuova visione: bravissima Alicia nel riproporcele allo stesso modo sul grande schermo, insieme alla fragilità di una ragazza che sta affrontando il suo momento più difficile, ma che riesce nel contempo a tirar fuori una forza di volontà fuori dal comune, riuscendo a vincere gli ostacoli con la determinazione e l’intelligenza. Una vera eroina del terzo millennio, insomma, lontana dall’interpretazione della Jolie, più donna vissuta e convinta delle sue capacità.

Altri anni, altro personaggio.

È un mezzo spoiler ma non posso non citarlo in questo contesto: la scena della prima uccisione di Lara è emblematica e potente, forse il momento più bello del film, proprio perché trasmette a pieno questa umanità della nuova Lara, quella che mi ha fatto innamorare definitivamente del personaggio.

Conclusioni

Recensione un po’ stringata, ma assolutamente a caldo post-anteprima, vi dirò l’aggettivo che mi è venuto in mente all’uscita dalla sala: onesto.

Tomb Raider è un onesto film d’azione e avventura, che poteva essere scritto meglio, ma che ha alcune frecce nella sua faretra, a cominciare dalle sequenze di inseguimento per arrivare alla protagonista Alicia Vikander che è, a mio avviso, una perfetta Lara Croft.

È la perfetta Lara Croft nella visione più moderna, quella che io apprezzo di più, avendo trovato sempre la vecchia versione troppo “perfettina ed arrogante”.

Un film che non rivoluzionerà il mondo, né sarà forse ricordato come quello che darà il via alla Golden Age dei film tratti dai videogiochi ma divertente ed onesto, che si spera darà vita ad una piacevole saga, che non ci faccia disperare troppo dell’assenza di Indiana Jones o della lunga attesa per un film di Uncharted che non si sa quando vedremo (se lo vedremo mai).

Quantomeno, la protagonista è adorabile.

Il film uscirà nelle sale italiane domani, 15 marzo 2018.

Nerdando in breve

Lara Croft ci riprova: torna sul grande schermo con una nuova protagonista perfetta che regge sulle spalle un film divertente ma ampiamente migliorabile.

Nerdandometro:
(3,5 / 5)

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