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Wake Up – Scrutare l’abisso non è mai stato così spaventoso

Wake Up

Per ragioni che non starò a spiegarvi perché troppo lunghe, magari banali, e sicuramente personali, non ho amato le ore di filosofia nel corso dei miei studi durante il liceo scientifico; una frase di Friedrich Nietzsche, però, mi entrò in testa e mi è tornata in mente leggendo Wake Up: “e se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”.

Recensione

Avevo avuto un fugace contatto con Dario Custagliola qualche mese fa. In uno scambio di mail mi presentò il progetto Wake Up e mi disse che, di lì a poco, lo avrebbero pubblicato come webcomics e, finalmente, quel giorno è arrivato.

Custagliola è un autore che ha pubblicato il romanzo No Man edito da Leone Editore ed ha deciso di approdare nel mondo del fumetto a gamba non tesa, ma tesissima, con questa prima stagione di Wake Up divisa in quattro episodi; ai disegni c’è Antonello Cosentino, artista che abbiamo visto all’opera in Cosplay Killer, edito da Edizioni Inkiostro, e che è tra i fondatori di Ehm Autoproduzioni, sul cui sito troverete la storia completa, la cui copertina è stata realizzata da Helena Masellis.

Trama

Come sempre è doverosa questa premessa: vi descriverò l’incipit della trama, senza entrare troppo nello specifico e senza darvi dolorosi spoiler.

Frank Hubort è un importante e molto preparato professore che, dopo un particolare ritrovamento avvenuto nel corso di uno studio, ha cambiato totalmente il suo comportamento.
Si sveglia una notte, dopo che da quattro giorni è colpito da una febbre altissima; sente delle voci nella sua testa che sussurrano “un sonno senza sogni“, lente, insistenti, costanti. È sveglio ma continua a sognare, non si tratta di qualcosa di bello, no, è un incubo. Un incubo dal quale si può fuggire in un solo modo.

Entra in scena, a questo punto, Stephen, l’assistente di Hubort, che cercherà di mettere insieme i pezzi di una vicenda che forse doveva rimanere sepolta.

Considerazioni

Wake Up non è un fumetto per tutti. Trae ispirazione da “La pietra nera” di Robert Ervin Howard famoso, oltre che per il celebre ciclo di Conan, per essere uno dei più grandi esponenti della letteratura horror (anche se io continuo a preferirgli Howard Phillips Lovecraft ma so bene che è un mio limite).

Le influenze dei due autori citati sono evidenti: Wake Up parte come una storia semplice ma, pagina dopo pagina, mi ha trascinato in quell’abisso menzionato all’inizio dell’articolo, sempre più in basso, fino a farmi provare terrore, quel terrore che mi ha ricordato i racconti dei maestri nominati poc’anzi. Sapere che la malvagità, quella pura e vera, può assumere forma umana, può albergare nel cuore di una persona che conosciamo, magari in un vicino, è terribile. Terribile e affascinante, come questa opera.

I disegni di Cosentino sono duri, crudi, efficaci, con un bianco e nero alternato da alcuni sprazzi di colore che è perfettamente funzionale agli avvenimenti che vengono presentati. La sinergia creata con Custagliola agisce bene, spaventa e stupisce, pagina dopo pagina. La narrazione è fitta, rapida e colpisce nel segno: ho letto le oltre 100 pagine in una serata e mi hanno sorpreso.

In queste pagine si respira l’orrore puro, quell’horror che tanto mi piace e che ho imparato ad amare negli anni. Ho adorato le tante citazioni a Howard e Lovecraft e, in particolar modo, il voler spingere sull’acceleratore, andando a toccare un tasto molto delicato nel terzo episodio che non vi spoilererò ma che mi ha shockato.

Terminata la prima stagione di Wake Up resta un senso di vuoto, di terrore e una speranza: voglio leggere al più presto dei nuovi lavori come questo.

Nerdando in breve

Wake Up è un omaggio ai racconti di Howard e Lovecraft: un must have per gli amanti dell’orrore.

Nerdandometro:
(4 / 5)

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