Black Panther, è ora di finirla con i film di supereroi? - Nerdando.com
Film & Serie TV

Black Panther, è ora di finirla con i film di supereroi?

Black Panther

Black Panther è in uscita il prossimo 14 febbraio (ma potrete leggerne la recensione qui già domani), il nuovo prodotto del Marvel Cinematic Universe, di cui è la diciottesima parte; rilasciate lentamente il pensiero nella vostra mente: diciottesimo film, in dieci anni.

È il sesto film della cosiddetta “Fase Tre” e, a mio parere il dato più importante, il terzo di cinque film che usciranno nell’arco di un anno, da Guardians of the Galaxy Vol. 2 (maggio 2017) a Avengers: Infinity War (maggio 2018).

Potrei continuare a snocciolare dati (mi piace farlo, credetemi), ma eviterò. Il punto è: sono un sacco di film in un periodo di tempo sempre più limitato. Può diventare un problema per Marvel, o Disney se preferite, però? E per noi spettatori?

Il punto di vista di chi produce

Fino ad ora il successo dell’ MCU si è sviluppato su due pilastri. Il primo, che va sempre più incrinandosi, è che era la prima apparizione sul grande schermo di eroi dei fumetti (in alcuni casi in assoluto, in altri prima degna di essere menzionata).

Si è iniziato da quelli che erano già popolari anche agli occhi del grande pubblico, per poi passare a quelli di seconda fascia, come Ant-Man o lo stesso Black Panther: arcinoti a chi legge i fumetti, sconosciuti ai più.

Il problema ovvio è che più si scava a fondo nel pur vastissimo panorama di personaggi Marvel meno si catturerà l’attenzione del fan casuale. Ecco perché per Disney è sempre più importante il secondo pilastro.

Questo è ovviamente l’esistenza stessa dell’universo condiviso tra i vari film: si è trattato di un esperimento unico per la sua estensione e che ha creato un fandom dedicato ad esso, al di là dei classici lettori.

Inoltre è il modo migliore per sponsorizzare i film di personaggi meno conosciuti: senza la sua apparizione in Civil War (e nel trailer di Avengers: Infinity War, aggiungerei) a quanti sarebbe interessato andare a vedere Black Panther?

Dal punto di vista di Disney quindi la macchina continua a funzionare: il pubblico continua a seguire le avventure di questi eroi un capitolo dopo l’altro ed i film di riempimento (di nuovo, Black Panther è un ottimo esempio) consentono di spendere relativamente poco, incamerare tanti fondi e poi “pour it down” (farli piovere, come è tristemente tradotto nel film) sui progetti più costosi e che hanno più di tutti gli occhi del pubblico addosso, vedasi i film sugli Avengers.

Cosa intendo per film di riempimento? Non semplicemente film in cui il protagonista è poco noto, ma film che all’inizio definivo “prodotti”. Sono pellicole che possono essere girate in serie, pacchetti pre-confezionati che richiedono solo la giusta sfumatura per adattarle al protagonista.

Il punto di vista di chi guarda

A molto del pubblico questa condizione sta iniziando a diventare evidente: sempre più spesso mi capita di sentire commenti all’uscita del cinema o da amici o su Facebook del tipo “il film non era brutto, però…”.

Di solito, quando si nega qualcosa seguendo con una congiunzione avversativa è per nascondere il fatto che l’aggettivo negato corrisponde ad un pensiero che non si vuole ammettere.

Chiariamo subito: i film della Marvel, nella maggior parte dei casi, è vero che non sono brutti (con eccezioni in positivo, come quel capolavoro di Homecoming, ed in negativo come Guardians of the Galaxy Vol. 2). Sono godibili, a volte spassosi come lo Zio del Tuono ed a volte con un messaggio sociale più controverso come Black Panther.

Ma iniziano ad essere ripetitivi in alcuni elementi, in maniera estrema. Ieri provavo a fare il conto di quanti abbiano come nucleo centrale della trama il villain che vuole rubare la tecnologia dell’eroe. Risposta: sette (il numero massimo di ogni cosa, d’altronde), se includiamo GoTG 2, in cui è Starlord a prendere i poteri di Ego.

E più i film escono ravvicinati, come 5 in 365 giorni, più questa ripetitività diventa pesante.

Mi ricorda molto la situazione in cui si era andata a ficcare la Ubisoft con Assassin’s Creed: ne usciva uno l’anno e, salvo Black Flag, finivano per diventare tutti uguali. Nessuno era un brutto gioco, ma… ma arrivati al sesto, settimo, ottavo gioco consecutivo fatto con lo stampino ci si stufava.

Per uscirne, Ubisoft è stata costretta innanzitutto a prendersi una pausa dopo Syndicate e con Origins a riconsiderare quasi completamente il modo in cui impostare il gioco.

Disney per ora sta accelerando invece la sua produzione, che nel 2017, 2018 e 2019 sarà di tre film l’anno. Alcuni di essi saranno film evento, per cui difficilmente falliranno, ma gli altri? Siamo sicuri che non siamo arrivati al punto in cui il pubblico inizia a stufarsi?

Cosa ci dice Black Panther

Credo che Black Panther sia un buon metro di giudizio per i suddetti motivi: è un personaggio poco conosciuto, arriva in un periodo in cui sono già usciti molti film e poco prima che esca il più atteso da anni. Inoltre è un film fortemente sostenuto dalla continuity, dato lo spazio che si è dato al protagonista durante Civil War (e, di nuovo, nel trailer di Infinity War, in cui le scene ambientate in Wakanda sono volutamente abbondanti).

Secondo me Black Panther dà una risposta ambivalente: da un lato esplora elementi nuovi per un film Marvel, politicamente rilevanti e decisamente seri, un sottotesto che è importante sviluppare se si vuole tenere l’attenzione viva anche per i film futuri (inutile negarlo: la polemica, soprattutto politica, tira un sacco).

D’altra parte però propone il solito prodotto visto e rivisto dal punto di vista della trama e dal sapore generale del film, che non viene coperto dall’impostazione africana di ambientazioni e musiche.

Pertanto, a mio parere, Disney sta camminando su di un filo: se il lato ripetitivo inizia a prevalere in questo o in film futuri, l’intero proseguimento dell’MCU è a rischio. Quest’abbuffata di film di supereroi che continua a proporre è una scommessa che non credo riuscirà a vincere ancora a lungo.

Passiamo tempo #Nerdando

About

Nerdando.com è un blog scritto a più mani da amici che, avendo in comune alcune passioni, vogliono condividere sul web notizie, esperienze, pensieri e guide, cercando di aprire dialoghi e trarre spunti costruttivi per la stesura di nuovi articoli. In buona parte, gli autori di Nerdando.com non sono più giovanissimi e il tempo libero, intorno e dopo i trent’anni, diminuisce sempre di più ma imperterriti non accantonano i loro hobby. Realizziamo post e articoli quotidianamente, con uno stile simile a una chiacchierata con un amico che condivide con noi gli stessi interessi ed è questo l’elemento di forza e di distinzione del nostro progetto. Il nostro amore per il mondo nerd ci ha fatto costituire un’associazione culturale e ci spinge a essere costantemente presenti durante fiere ed eventi sul territorio nazionale. Vi consigliamo di seguire anche la nostra pagina Facebook, aggiornata costantemente, il nostro gruppo Facebook e il nostro account Twitch.

La redazione

Luigi
Claudia
Francesco
Stefano
Julian
Maurizio
Giandomenico
Maria Valeria
Giacomo
Danilo
Francesco
Paolo
Giulia
Serena
Francesca
Daniela
Paolo

© Copyright 2014-2018 Nerdando.com | Sede Legale Via Centoventitreesima Brigata Fanteria, 31 66100 Chieti | C.F. 93055900695 | Email info@nerdando.com | Tel. 3518450064

To Top