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Call of Duty: WWII e il ritorno di fiamma

Call of Duty

Per anni, ho trovato la seconda guerra mondiale un periodo terribile ma, nonostante questo, continuava ad affascinarmi e per questo motivo leggevo tutto ciò che mi capitava a tiro sull’argomento: sarà per questo che ho consumato Call of Duty 2 insieme a tre amici con i quali mi trovavo spesso a partecipare a lan party improvvisati.

Capirete dunque, alla luce di tutto ciò, che le mie aspettative per Call of Duty: WWII erano piuttosto alte.

Recensione

Questo è il terzo capitolo della serie Call of Duty realizzato da Sledgehammer Games ed è un vero e proprio nuovo inizio, considerando che la società californiana si è cimentata con Modern Warfare 3 e Advanced Warfare, titoli ambientati cronologicamente molti anni dopo il secondo conflitto mondiale.

Call of Duty: WWII ha richiesto parecchio tempo per essere sviluppato e vi tranquillizzo affermando che, fin dai primi minuti, si capisce che è valsa la pena attendere così tanto.

Modalità di gioco

La prima modalità di gioco che sono andato a testare è stata la campagna, storicamente uno dei punti negativi di CoD; le aspettative non erano poi così alte anche considerato che, una volta finita, l’avrei accantonata. La sorpresa è stata grande perché mi sono trovato davanti a qualcosa di estremamente godibile.

Si terminerà in meno di dieci ore – è vero – ma è una storia emozionante ed adrenalinica, che ripercorre le tappe più importanti del conflitto, partendo dal celebre sbarco nelle spiagge della Normandia (no, non procedo oltre altrimenti mi insultate come al solito in privato scrivendomi che sono uno spoiler vivente); il taglio cinematografico contribuisce a tenere tesa l’atmosfera mentre si partecipa a delle missioni abbastanza varie che mi hanno visto partecipare a fasi dove occorreva sparare a tutto ciò che si muoveva, alternate a quick time event e situazioni in cui lo stealth la faceva da padrone.

Un paio di interessanti novità: la barra dell’energia non sale più da sola e, una volta feriti, occorre affidarsi ad un medkit; i membri della squadra che partecipano ai vari assalti hanno delle abilità con le quali interagire per facilitarci la vita. Ho riscontrato un lato negativo dovuto ad un’intelligenza artificiale dei nemici poco brillante che, in alcune occasioni, lascia parecchio a desiderare creando situazioni di sconforto: avrei apprezzato degli avversari più tattici, per avere qualche grattacapo in più.

Da questo punto in poi, tratterò la parte multiplayer di Call of Duty: WWII, fulcro del titolo e comparto maggiormente apprezzato dalla quasi totalità dei giocatori (me compreso, come ben saprete).

L’esordio del Quartier Generale – che ricorda da vicino la Torre di Destiny – rappresenta una felice aggiunta: è una zona social nella quale si può girare liberamente in terza persona, incontrando altri soldati da sfidare in rapidi regolamenti di conto 1 vs 1, ma solo dopo aver scelto la propria divisione di appartenenza tra le cinque a disposizione. Una spinta a loggare ogni giorno nei server viene data dagli obiettivi giornalieri e settimanali da raggiungere per ottenere esperienza e rifornimenti per le missioni.

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Gli scontri multiplayer si dividono nei già conosciuti deathmatch, deathmatch a squadre, dominio, cerca e distruggi, uccisione confermata, postazione e cattura la bandiera su cui non mi dilungherò ma che hanno tante belle mappe (tra le quali spicca Carentan, bonus per i fortunati possessori del Season Pack) ed il solito sistema di livelli per il personaggio.

Ho speso un bel po’ di ore su Guerra, modalità stimolante che vede affrontarsi due squadre da sei giocatori che dovranno alternarsi in attacco e difesa e assaltare o proteggere determinati luoghi: in base all’esito del primo scontro, si genereranno nuovi obiettivi da portare a termine in maniera progressiva come ad esempio distruggere un avamposto oppure prendere possesso di una base. Attualmente le operazioni a disposizione sono tre, un numero buono per non annoiarsi.

Se siete appassionati di football, potrete giocare all’omonimo tipo di partita dove lo scopo è portare la palla all’interno della zona di meta avversaria: un simpatico filler, ma nulla di più.

Ho lasciato il dolce per ultimo. Zombie Nazisti è il fiore all’occhiello di Call of Duty: WWII e lo scrivo da amante di zombi ed ex giocatore ossessionato dai due capitoli di Left 4 Dead. Quattro esperti d’arte (interpretati dagli attori David Tennant, Ving Rhames, Katheryn Winnick ed Elodie Yung) si ritrovano a Mittelburg dove sono nascoste delle opere d’arte da recuperare ma, ovviamente, non tutto andrà come era stato programmato. Ogni personaggio ha delle peculiarità, dei poteri speciali attivabili e dei bonus passivi da utilizzare in sinergia con quelli degli altri partecipanti alla missione: solo con un ottimo lavoro di squadra si arriva al termine, quindi munitevi di pazienza e di cuffie.

Vi lascio alle statistiche del mio primo incontro online che mi hanno esaltato parecchio.

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Comparto tecnico

Il motore grafico di Call of Duty: WWII fa il suo lavoro e lo fa bene, con una riproduzione delle ambientazioni ben definite che aiutano ad immedesimarsi a sufficienza all’interno delle missioni.

C’è però una piccola macchia che, in alcuni casi, inficia l’esperienza del titolo, causando un po’ di frustrazione: capita di riscontrare, quando ci sono parecchi elementi sullo schermo, dei cali di frame rate che minano il divertimento ma si può chiudere un occhio visto l’impegno complessivo profuso da Sledgehammer Games.

Il comparto sonoro è di alto livello e, finalmente, posso sentire il peeeeeeewwwwnnnn dell’M1 Garand: che bellezza.

In conclusione

Non mi divertivo così tanto ad uno sparatutto dai tempi del secondo capitolo della serie di Activision, potrete dunque – alla luce di questa affermazione – perdonare l’ardore della frase dopo i due punti: Call of Duty: WWII è il miglior cod dell’ultimo decennio.

Coinvolgente e divertente, il titolo mi ha convinto grazie ad un comparto tecnico all’altezza (tranne che in alcune noiose occasioni in cui si presentano cali di frame rate), ad un background affascinante ma terribile come quello della seconda guerra mondiale e a delle modalità (su tutte guerra e nazi zombie) che hanno dato una buona rinfrescata ad un franchise che ne aveva dannatamente bisogno.

Ringrazio Activision per avermi fornito la copia del gioco per questa recensione.

Nerdando in breve

Call of Duty: WWII torna alle origini, con un gioco ambientato nella seconda guerra mondiale, e lo fa davvero alla grande.

Nerdandometro:
(4,3 / 5)

Trailer

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