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	<title>Windows Phone - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Da iPhone a Lumia, un viaggio con annesso trasloco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 13:00:21 +0000</pubDate>
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<p>Cosa spinge un uomo a mettere tutto in discussione e a ricominciare da capo? Non è forse vero che siamo animali conservatori e conservativi? Gli studi di psicologia del pensiero non lasciano dubbi, eppure dentro ognuno di noi c&#8217;è un motore talmente potente da spingere gli uomini verso l&#8217;ignoto: la curiosità. O almeno questo è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 728px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/-gWfPvA9HJk4/VLAEbEb486I/AAAAAAAAG2Q/vwEaJnESr9c/w718-h359-no/Nokia-Lumia-800-Marketplace.jpg" alt="Da iPhone a Lumia" width="718" height="359" /><p class="wp-caption-text">Da iPhone a Lumia</p></div>
<p>Cosa spinge un uomo a mettere tutto in discussione e a ricominciare da capo? Non è forse vero che siamo animali conservatori e conservativi? Gli studi di psicologia del pensiero non lasciano dubbi, eppure dentro ognuno di noi c&#8217;è un motore talmente potente da spingere gli uomini verso l&#8217;ignoto: la curiosità.<br />
O almeno questo è quel che accade ad alcuni uomini. I nerd, tanto per fare un esempio a caso&#8230; e nel dettaglio, in quel comportamento assurdo che prende il nome di early adopter: ovvero l&#8217;insana abitudine di lanciarsi nella prova spasmodica dell&#8217;ultima tecnologia, dell&#8217;ultimo software disponibile o dell&#8217;ultima release in beta version che generalmente scatena un disastro dietro l&#8217;altro e ci costringe a investire decine di ore solo per tornare al punto di partenza.<br />
Chi vi scrive è uno che ama definirsi &#8220;diversamente nerd&#8221;, e non solo perché è talmente eclettico e folle da sfuggire ad una semplice etichetta nerdosa, ma anche e soprattutto perché sfugge come una schegga impazzita dalle normali abitudini dei geek più accaniti.</p>
<p>Vediamo il mobile: normalmente un nerd si affida a device con Android installato, perché gli consente di ribaltare il telefono come un calzino e trasformarlo a piacere in un metal detector. Normalmente, il nerd guarda con sdegno i device Apple, e con sufficienza i Windows Phone, mentre i Blackberry sono considerati a malapena validi per rimettere in asse il tavolo con una gamba troppo corta.<br />
Ebbene, chi vi scrive possiede tutti e quattro i device. Contemporanamente.<br />
Ma prima che pensiate che sia dotato di quattro mani e tre vite segrete, lasciatemi spiegare il passaggio.</p>
<p>Da buon nerd, mi sono buttato su un telefono con Android, e questo è stato il mio primo smartphone. Dopo un paio d&#8217;anni ho avuto l&#8217;occasione di mettere le mani su un iPhone 4 a pochissimo prezzo. Dopo altri due anni, la batteria del melafonino aveva tirato l&#8217;ultimo respiro e perché non passare ad un Lumia?<br />
Il motivo? Ancora una volta: la curiosità. La voglia di sperimentare qualcosa di nuovo&#8230; e, naturalmente, il fatto che Microsoft si è degnata di allestire finalmente un buon livello di integrazione tra mobile, postazione di lavoro e Xbox One.</p>
<p>Per farla breve, quindi, sono qui a portarvi la mia testimonianza su cosa vuol dire passare da iPhone a Windows Phone.<br />
Premettiamo che il passaggio da Android a iPhone non fu dei più rosei: abituato a poter fare qualsiasi cosa, mi son trovato a non poter più fare assolutamente nulla.<br />
Vuoi mettere un mp3 come suoneria? Non puoi.<br />
Vuoi inviare una foto via Bluetooth? Non puoi.<br />
Vuoi accedere ai tuoi file? Non puoi.<br />
E così via&#8230;<br />
La cosa davvero straordinaria è stata la mia capacità di resistere alla tentazione di scaraventare l&#8217;iPhone contro un muro.</p>
<p>Il passaggio da Apple a Microsoft, in compenso, è traumatico da un altro punto di vista: l&#8217;interfaccia a Tiles, ovvero i quadratoni che occupano tutto lo spazio disponibile. In pratica, è come fare un trasloco, bisogna reimparare tutto da capo. Nuova metafora, nuovo impatto grafico, nuova cultura: Apple punta tutto sulla user experience, di tipo emotional; Samsung è andato al traino; HTC ha perso il treno con un ibrido mal riuscito&#8230; Microsoft invece ha dovuto inventare qualcosa che fosse completamente nuovo e quindi punta ad un target diverso, meno interessato agli sbrilluccichii della Apple e forse più indirizzato alla pragmatica. Se sia stata una scelta azzeccata, lo potrà dire solo l&#8217;andamento del mercato, col tempo. Una cosa è certa: con la scomparsa del Genio, Apple si è fermata, gli altri stanno correndo.</p>
<p>Se la domanda che vi sorge ora è &#8220;ok, ho capito&#8230; fa un po&#8217; cacare ma poi ti abitui e quindi va bene?&#8221;&#8230; ecco venire il punto dolente: la maggior parte delle applicazioni, semplicemente, non esiste.<br />
Non è una sorpresa, a dirla tutta; che lo store Microsoft fosse il deserto del Sahara si sapeva da anni, ma allo stesso modo si era diffusa anche la notizia che, piano piano, iniziava a sorgere qualche oasi felice.<br />
Per essere sinceri le cose fondamentali ci sono: Facebook, Twitter, Instagram&#8230; c&#8217;è quasi tutto, ma cosa più specifiche (una su tutte, l&#8217;app di Genertel) mancano ancora.<br />
E sempre parlando delle applicazioni, bisogna mettersi l&#8217;anima in pace: l&#8217;interfaccia di ognuna di esse segue la filosofia del telefono. Pragmatica, pratica, estremamente spartana. Non c&#8217;è spazio per i ricamini. In una parola? Brutta.<br />
Brutta sì, ma molto funzionale e una volta capiti i meccanismi, l&#8217;uso delle app è per molti versi migliore che su Apple.<br />
Anche l&#8217;interfaccia a Tiles, una volta capito come ottimizzarla per il nostro gusto personale, diventa gradevole ed efficace: tutto è a portata di mano, con anteprime e scorciatoie che, per certi versi, ricordano i widget Android, ma molto meno pesanti da consultare e fruire.</p>
<p>Difficile dare una risposta conclusiva univoca. Per molti versi sono felice del cambio, per altri un po&#8217; sento la mancanza della ricchezza dell&#8217;Apple Store e degli infiocchettamenti Apple (che ancora non hanno rivali, a mio avviso).</p>
<p>Se posso dare un suggerimento, la via da seguire è quella della convergenza delle informazioni. Se in casa avete unicamente lo smartphone, fate come vi dice il cuore (o il portafogli); se invece avete diversi device (pc, tablet, smartphone, console giochi) la scelta giusta è quella di centralizzare su un unica casa. Questo perché ormai sia Apple che Microsoft hanno potenziato i loro rispettivi sistemi operativi: il vostro account, la vostra persona, è il centro di tutto; i device sono solo i punti di accesso all&#8217;account. Naturalmente è possibile utilizzare account Google su iPhone e Windows Phone, ma l&#8217;integrazione vera c&#8217;è se puntate sulla coerenza.<br />
Nel mio caso: il mio nuovo PC ha Windows 8 installato, ho una Xbox One e ora un Windows Phone. Diversi modi di accedere alle stesse informazioni.<br />
A dirla tutta ho anche un iPad, che era ben integrato con l&#8217;iPhone, naturalmente, ma la mancanza di un MacBook mi ha sempre dato la sensazione di essere zoppo.</p>
<p>Con questo chiudo lo sproloquio e diamo il via alle telefonate degli Apple addicted&#8230;</p>
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