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	<title>Walter White - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Breaking Bad &#8211; In difesa di Skyler White</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/09/10/breaking-bad-in-difesa-di-skyler-white/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 08:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Polemizzando]]></category>
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		<category><![CDATA[Vince Gilligan]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-60924" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/skyler-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Ho guardato la prima volta <em><a href="https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">Breaking Bad</a></em> molti anni fa, ormai, dopo la sua messa in onda e, come molti, ne rimasi folgorato. Come molti, inoltre, ho condiviso un odio viscerale per <strong>Skyler White</strong>, la spocchiosa e insopportabile moglie del nostro, immeritevole della fortuna sfacciata in cui si è trovata a navigare suo malgrado.<br />
Bene, a distanza di tanti anni e approfittando del raggiungimento dell&#8217;età minima di mia figlia maggiore, ho deciso di gettarmi in un rewatch completo, questa volta in inglese, per assaporare con calma quei dettagli che sapevo essere stati seminati ovunque, ma che alla prima visione non avevo colto.</p>
<p>La prima cosa da dire è che <em><strong>Breaking Bad</strong></em> mantiene un ritmo, una scrittura, una composizione assolutamente moderna, rasente la perfezione (non è un caso il 9.5 su IMDB) e, a una seconda visione, risulta ancora più straordinario il lavoro narrativo fatto da <strong>Vince Gilligan</strong>.<br />
La seconda cosa da dire, invece, è che mi sono ricreduto su Skyler White. Non solo ho iniziato a comprendere la sua personalità, ma ho finito col parteggiare per lei contro il nostro <em>other WW</em>.</p>
<p><strong>Un po&#8217; di recap</strong>, prima. Poco dopo la messa in onda, i social (in particolare Facebook, ricordiamo che era il 2008) hanno iniziato a popolarsi di gruppi di fan che in comune condividevano l&#8217;odio feroce nei confronti della Signora White. Non contenti di ciò, col passare del tempo (e come abbiamo visto succedere anche in altri ambiti), i &#8220;fan&#8221; hanno spostato il loro risentimento dal personaggio all&#8217;attrice, arrivando a minacciare di morte la povera <strong>Anna Gunn</strong>, colpevole sostanzialmente solo di essere un&#8217;attrice straordinaria e aver dato vita a un personaggio talmente verosimile da apparire reale.</p>
<p><strong>Ma qual è la colpa di Skyler White?</strong> E perché ho cambiato idea?<br />
Partiamo dall&#8217;incipit: Skyler tratta a pesci in faccia il povero Walt; Skyler gli porta via i figlia; Skyler lo tradisce con il suo capo; Skyler non si merita i milioni che ha guadagnato.<br />
Ora però grattiamo via questa superficie di idiozie e <strong>veniamo al nocciolo della questione</strong>: Skyler White è costretta a vendere ciarpame per racimolare qualche spicciolo, ha un marito che, per orgoglio, ha perso la possibilità di una carriera brillante ed è finito a fare lezioni in un college di cui non frega niente a nessuno; non solo: ha un figlio disabile per cui ha dovuto rinunciare alla propria carriera e una figlia in arrivo che non era attesa.</p>
<p>Quando le cose iniziano ad andare a rotoli, il marito (che, mi spiace ricordarlo, avrebbe il dovere morale di condividere tutto con la compagna) <strong>sceglie di costruire un castello infinito di menzogne</strong>, prendendola in giro, anche in malo modo, con scuse campate in aria che anche un bambino scoprirebbe.<br />
Non parlo della produzione di meth, lì possiamo dire che era per proteggerla, ma proprio all&#8217;inizio: per mero orgoglio non accetta i soldi offertigli per curarsi, quando sarebbe stato sufficiente ingoiare un po&#8217; di bile o essere schietto con la moglie.</p>
<p>Pensate alla<strong> scena nel deserto</strong>: la &#8220;confessione&#8221; di Walt alla videocamera quando crede di essere sul punto di capitolare. Anche lì, l&#8217;unico pensiero che ha è quello di giustificarsi, non di vuotare il sacco e dire la verità.<br />
La verità, appunto, è che <strong>Walter White è una persona orribile</strong>: bugiardo, manipolatore, approfittatore, assassino, ladro, menfreghista e avido (ma ha anche dei difetti).<br />
Skyler subisce angherie di ogni genere, tradimenti profondi (di ben lunga peggiori di una scappatella) e, di base, inganni e omissioni fin quando Walter non è costretto spalle al muro ad ammettere la verità.</p>
<p><strong>Lì emerge la grandezza di Skyler</strong>, prende l&#8217;arma di Walt e gliela gira contro, in quell&#8217;incredibile monologo in cui inventa su due piedi il vizio del gioco come sorgente della fortuna.<br />
Ma fermatevi un secondo a pensare: in quella situazione, come vi sentireste se scopriste di punto in bianco che tutta la vostra vita è retta su una palafitta di menzogne, sangue e disperazione?<br />
E sul tradimento? Bene: non lo è. La richiesta di divorzio era già stata depositata e lei si è gettata tra le braccia di un (decisamente) poco ortodosso datore di lavoro sulla scia della sua vita totalmente sconvolta.</p>
<p>Ma andiamo avanti. Questa analisi è sotto gli occhi di tutti, <strong>perché dunque tanto odio per la povera Skyler?</strong><br />
Il motivo, a mio avviso, è che <strong>siamo un popolo di maschilisti</strong>. Davvero ha senso parteggiare per un essere ignobile come Walt? Il fatto è che più facilmente a livello inconscio non riusciamo a tollerare la forza di Skyler, la sua indipendenza, intraprendenza e incredibile capacità adattiva.</p>
<p>Pensate a quando scende in campo al suo fianco: <strong>ormai il loro rapporto è distrutto</strong>, e nonostante questo accetta di non denunciarlo. Rispetta a tal punto il suo ruolo come padre di Walt Jr. (ecco un altro motivo per detestarlo: un padre che dà il proprio nome al figlio è il massimo della delegittimazione) e della piccola Holly da non voler annientare la sua immagine.<br />
Pensate a quando si presta ad aiutarlo a riciclare il denaro, comprando quel dannato autolavaggio per l&#8217;ennesimo spirito di rivalsa contro una vita che sicuramente non l&#8217;ha aiutato, ma che lui ha subito passivamente.</p>
<p>Persino nel <strong>climax finale</strong>, accetta di ascoltarlo. Nonostante tutto, lei è ancora lì per lui.<br />
Sapete perché odia(va)mo Skyler White? Perché lei è più forte di lui. E di molto.</p>
<p>Magari un giorno parlerò diffusamente anche di <a href="https://nerdando.com/2019/10/12/el-camino-il-ritorno-di-breaking-bad/">Jesse</a>, ma <strong>per ora</strong>:</p>
<p><em>&#8211; Say my name<br />
&#8211; Skyler White</em></p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>Pretty Little Liars &#8211; O del guardare una serie fuori tempo massimo</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/04/28/pretty-little-liars-o-del-guardare-una-serie-fuori-tempo-massimo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 12:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon Prime Video]]></category>
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<p>Le serie TV hanno una data di scadenza? Secondo voi i prodotti televisivi sono come il vino, che invecchiando migliora e si arricchisce di nuove sfumature? Oppure sono come una verdura, che consumata fresca ha un ottimo sapore ma, lasciando passare il tempo, si rovina irrimediabilmente? Direi che dipende molto da serie TV a serie [&#8230;]</p>
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<h2>Le serie TV hanno una data di scadenza?</h2>
<p><strong>Secondo voi i prodotti televisivi sono come il vino</strong>, che invecchiando migliora e si arricchisce di nuove sfumature? <strong>Oppure sono come una verdura</strong>, che consumata fresca ha un ottimo sapore ma, lasciando passare il tempo, si rovina irrimediabilmente?<br />
Direi che dipende molto da serie TV a serie TV.</p>
<p>Queste riflessioni mi sono venute in mente quando <strong>Netflix</strong> ha caricato nel suo catalogo <strong><em>Pretty Little Liars</em></strong>, apprezzatissima serie teen con sfumature mystery andata in onda tra il 2010 e il 2017. Ai tempi non l&#8217;avevo guardata, anche se intorno a me ne parlavano praticamente tutti, e così ho deciso di provarci oggi: <strong>non ho resistito più di una manciata di puntate</strong>.</p>
<p><strong><em>Pretty Little Liars</em></strong>, andata in onda per sette stagioni, ruota intorno ad un gruppo di amiche unite da più di un segreto inconfessabile: quando una di loro scompare misteriosamente, ognuna delle quattro superstiti prende la sua strada. Un anno dopo però, quando il corpo della scomparsa viene ritrovato, le quattro amiche si ritroveranno unite non solo dal lutto ma anche dai sinistri messaggi di A., che sembra conoscere tutto di loro e minaccia di rivelare i loro segreti.</p>
<p>Una trama che, sulla carta, potrebbe rivelarsi intrigante (anche se, già dalla premessa, trovo difficile tirare avanti per sette stagioni) e che, insieme all&#8217;enorme successo riscosso dalla serie negli anni Dieci del Duemila, mi ha convinta a tuffarmi nella visione con le migliori intenzioni. Ciononostante, <strong>ho iniziato a fare fatica già alle prime puntate e non sono riuscita a concludere nemmeno la visione della prima stagione</strong>. Il motivo? Il ritmo è davvero lento, la caratterizzazione stereotipata, la messa in scena approssimativa.  Almeno, per uno spettatore del 2022. <strong>Avrei avuto la stessa impressione se avessi guardato <em>Pretty Little Liars</em> nel 2010?</strong></p>
<h2>È l&#8217;effetto nostalgia che ci frega</h2>
<p>Sono convinta che per guardare (e apprezzare) oggi una serie che si porta dietro dieci o più anni c&#8217;è una condizione fondamentale: <strong>averla amata ai tempi in cui è uscita per la prima volta</strong>.<br />
E ho potuto verificare la teoria sulla mia pelle proprio l&#8217;anno scorso, quando <strong>Amazon Prime Video</strong> ha caricato nel suo catalogo una serie cult della mia adolescenza: <a href="https://nerdando.com/2020/03/10/buffy-tutto-quello-che-ce-da-sapere-sulla-cacciatrice/"><strong><em>Buffy l&#8217;ammazzavampiri</em></strong></a>.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Buffy.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35550" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Buffy.jpg" alt="Buffy" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Buffy.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Buffy-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Buffy-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Buffy-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Anche in questo caso, come per <em>Pretty Little Liars</em>, stiamo parlando di una serie corposa di ben sette stagioni ma torniamo ancora più indietro nel tempo perché <em>Buffy</em> è andata in onda tra il 1997 e il 2003. Io frequentavo le scuole medie quando è iniziata la messa in onda in Italia e <strong>mi sono innamorata del prodotto televisivo creato da Joss Whedon</strong>. <em>Buffy</em> era una serie giovane, a partire dal linguaggio ed era anche al passo con i tempi, con una protagonista tosta e un gruppo di personaggi irresistibili. Ha accompagnato la mia adolescenza e ne avevo ricordi davvero piacevoli: quando l&#8217;ho trovata in catalogo su Prime Video, ho deciso subito di guardarla di nuovo e rituffarmi nel tunnel dei ricordi.</p>
<p>Ebbene, guardandola oggi con occhi oggettivi non posso che ammettere che <strong><em>Buffy l&#8217;ammazzavampiri</em> si porta dietro tutti i suoi anni.</strong> L&#8217;ho guardata tutta comunque e mi sono appassionata come la prima volta ma devo ammettere che ritmo, montaggio, recitazione per uno spettatore di oggi potrebbero risultare un po&#8217; stonati. Io l&#8217;ho amata anche nel 2022 perché per me ha un significato legato all&#8217;averla guardata nel 1998 ma immagino che, se l&#8217;avessi vista per la prima volta oggi, non ne sarei rimasta altrettanto colpita.</p>
<h2>Qualche serie, però, è come un buon vino</h2>
<p>Quindi ogni serie televisiva è condannata ad un arco vitale di pochi anni contemporanei alla sua uscita? Non esattamente: per nostra fortuna <strong>esistono le eccezioni</strong> e ci sono serie che si dimostrano degli autentici evergreen, in grado di conquistarci anche a distanza di molto tempo.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/Breaking-Bad.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17511" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/Breaking-Bad.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/Breaking-Bad.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/Breaking-Bad-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/Breaking-Bad-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/08/Breaking-Bad-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Siamo partiti da <em>Pretty Little Liars</em>, che è iniziata nel 2010. Appena due anni prima, nel 2008, iniziava una serie destinata a lasciare un solco profondo e duraturo nel panorama televisivo: <a href="https://nerdando.com/2015/04/17/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-2/"><strong><em>Breaking Bad</em></strong></a>. Creata da <strong>Vince Gilligan</strong> e interpretata da <strong>Bryan Cranston</strong>, <em>Breaking Bad</em> è andata in onda dal 2008 al 2013 per cinque stagioni e racconta l&#8217;evoluzione di Walter White da timido professore di chimica a implacabile boss della droga.</p>
<p>Anche in questo caso,<strong> io l&#8217;ho guardata diversi anni dopo la conclusione, eppure ne sono rimasta folgorata</strong>: <em>Breaking Bad</em> è curata in ogni dettaglio ed è tuttora unica nel panorama televisivo (nonostante il suo spin-off, <a href="https://nerdando.com/2020/04/24/better-call-saul-stagione-5-sempre-piu-breaking-bad/"><em>Better Call Saul</em></a>, si avvicini parecchio alle atmosfere originali). Una serie sempreverde, che non è vincolata ad una visione contemporanea all&#8217;uscita ma che continua ad essere immune al passare del tempo.</p>
<p>Non è però l&#8217;unico esempio: qualche mese fa Disney+ ha aggiunto al catalogo <strong><em>Scrubs &#8211; Medici ai primi ferri</em></strong>, serie comedy in 9 stagioni andata in onda tra il 2001 e il 2010. Questa la avevo guardata a suo tempo ma ho deciso di concedermi comunque un total rewatch: vista con gli occhi di oggi, <em>Scrubs</em> non è invecchiata di un giorno. E non è l&#8217;effetto nostalgia a parlare, perché Tencar l&#8217;ha guardata insieme a me (quasi per la prima volta) e ne è rimasto conquistato.</p>
<p>Se cerchiamo bene, quindi, <strong>possiamo trovare serie TV che resistono al trascorrere del tempo e possono regalarci emozioni anche a distanza di molto tempo</strong> (ma <em>Pretty Little Liars</em> non è una di queste). Basta solo scegliere con cura quale stappare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2022/04/28/pretty-little-liars-o-del-guardare-una-serie-fuori-tempo-massimo/">Pretty Little Liars &#8211; O del guardare una serie fuori tempo massimo</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Better Call Saul stagione 5 &#8211; Sempre più Breaking Bad</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/04/24/better-call-saul-stagione-5-sempre-piu-breaking-bad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Better Call Saul stagione 5" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione In questi giorni su Netflix si è conclusa la messa in onda della quinta stagione di Better Call Saul e l&#8217;ho seguita puntata per puntata, sempre più col fiato sospeso. Fin dal suo esordio nel 2015, la serie spinoff di Breaking Bad ha ottenuto giudizi altalenanti, eppure Vince Gilligan ci aveva già abituati alle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/04/24/better-call-saul-stagione-5-sempre-piu-breaking-bad/">Better Call Saul stagione 5 &#8211; Sempre più Breaking Bad</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Better Call Saul stagione 5" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-36114" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5.jpg" alt="Better Call Saul stagione 5" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/04/Better-Call-Saul-stagione-5-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>In questi giorni su <strong>Netflix</strong> si è conclusa la messa in onda della quinta stagione di <a href="https://nerdando.com/2015/06/26/better-call-saul-meglio-guardarlo/"><strong><em>Better Call Saul</em></strong></a> e l&#8217;ho seguita puntata per puntata, sempre più col fiato sospeso. Fin dal suo esordio nel 2015, la serie spinoff di <a href="https://nerdando.com/2015/04/17/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-2/"><strong><em>Breaking Bad</em></strong></a> ha ottenuto giudizi altalenanti, eppure <strong>Vince Gilligan</strong> ci aveva già abituati alle narrazioni che partono lente e proseguono in crescendo e non c&#8217;è da stupirsi che anche <em>Better Call Saul</em> stia seguendo questa parabola.</p>
<p>Nonostante si sia conclusa ormai nel 2013, <em>Breaking Bad</em> è considerata ancora <strong>nell&#8217;Olimpio delle serie TV</strong> per la sua potenza narrativa e visiva. Difficile mantenere un livello del genere ma sicuramente non impossibile. Alla conclusione della serie, erano molti gli spettatori che ne volevano ancora e gli autori alla fine si sono decisi ad accontentarli: è nata così <em>Better Call Saul</em>, serie prequel che approfondisce la figura dell&#8217;avvocato <strong>Saul Goodman</strong> anni prima di quello che viene mostrato in <em>Breaking Bad</em>.</p>
<p><em>Better Call Saul</em> è partita in un certo senso in sordina, scegliendo di costruire da lontano i suoi personaggi, caratterizzandoli in base alle vicende che attraversano. A mio parere, <strong>nella stagione 5 ha raggiunto il suo apice</strong>, dimostrando sempre più con evidenza la sua lenta ma inesorabile metamorfosi in <em>Breaking Bad</em>. Come <strong>Walter White</strong> prima di lui non è nato Heisenberg, anche <strong>Jimmy McGill</strong> non nasce Saul Goodman ma lo diventa passo passo entrando sempre di più in un mondo di cui comprende benissimo la pericolosità ma da cui non riesce ad allontanarsi, come una falena attratta dalla luce.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Abbiamo lasciato il nostro <strong>Saul Goodman</strong> appena nato: Jimmy McGill, infatti, ha ufficialmente scelto di continuare ad esercitare la professione di avvocato con questa nuova identità. Se era nato alla fine della quarta stagione, però, è nella stagione 5 che vediamo Saul emergere davvero, poco a poco ma sempre più decisamente.</p>
<p>In questa quinta stagione di <em>Better Call Saul</em> seguiamo da vicino anche l&#8217;evoluzione del personaggio di <strong>Kim Wexler</strong>: ormai lanciatissima verso una sempre più promettente carriera, Kim dovrà fare i conti con aspetti della sua natura che ha sempre cercato di tenere ai margini e al suo rapporto con Jimmy/Saul e quello che significa per lei.</p>
<p>Nel frattempo, cresce il fermento all&#8217;interno del cartello messicano con<strong> la faida tra i Salamanca e Gustavo Fring</strong> solo apparentemente risolta ma più viva che mai sotto la cenere.</p>
<h2>Stile</h2>
<p><em>Better Call Saul</em> stagione 5 è secondo me il momento in cui finora la serie si è più avvicinata a <em>Breaking Bad</em>, dimostrandoci come fin dall&#8217;inizio tutta la storia fosse pensata per <strong>chiudere il cerchio</strong> e riunirsi in una sola, grande narrazione.<br />
Molto più di quanto ha fatto <a href="https://nerdando.com/2019/10/12/el-camino-il-ritorno-di-breaking-bad/"><strong><em>El Camino</em></strong></a>, questa stagione ci ha fatto respirare le stesse sensazioni della serie precedente, in particolare nelle puntate finali.<br />
È stata una gioia ritrovare il calore, la crudeltà e le atmosfere che avevano fatto di <em>Breaking Bad</em> il capolavoro che è immutate dopo tanto tempo.<br />
Dopo questo assaggio, mi aspetto grandi cose dalla sesta (e conclusiva) stagione e non vedo l&#8217;ora di guardarla!</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>Better Call Saul</strong></em> stagione 5 inizia a chiudere il cerchio con <em>Breaking Bad</em>, dimostrando la lungimiranza di Vince Gilligan nel delineare un affresco perfetto.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.0]</h2>
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		<title>El Camino &#8211; Il ritorno di Breaking Bad</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/10/12/el-camino-il-ritorno-di-breaking-bad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Oct 2019 12:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Aaron Paul]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking Bad]]></category>
		<category><![CDATA[Bryan Cranston]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Jesse Pinkman]]></category>
		<category><![CDATA[Jesse Plemons]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Forster]]></category>
		<category><![CDATA[Vince Gilligan]]></category>
		<category><![CDATA[Walter White]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="El Camino" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Breaking Bad ha segnato un&#8217;epoca. E se lo dico anche io, che l&#8217;ho guardata fuori tempo massimo, allora probabilmente è proprio vero. La serie creata da Vince Gilligan si è conclusa nel 2013, lasciando orfano un pubblico affezionato che non si è mai rassegnato alla fine del percorso e ha continuato a chiederne ancora. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/10/12/el-camino-il-ritorno-di-breaking-bad/">El Camino &#8211; Il ritorno di Breaking Bad</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="El Camino" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32892" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg" alt="El Camino" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/El-Camino-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em><strong>Breaking Bad</strong></em> ha segnato un&#8217;epoca. E se lo dico anche io, che l&#8217;ho guardata <a href="https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">fuori tempo massimo</a>, allora probabilmente è proprio vero. La serie creata da <strong>Vince Gilligan</strong> si è conclusa nel 2013, lasciando orfano un pubblico affezionato che non si è mai rassegnato alla fine del percorso e ha continuato a chiederne ancora.<br />
E così Gilligan nel 2015 si è convinto a riprendere in mano l&#8217;universo di <em>Breaking Bad</em> con <a href="https://nerdando.com/2015/06/26/better-call-saul-meglio-guardarlo/"><strong><em>Better Call Saul</em></strong></a>, serie <em>prequel</em> attualmente ancora in corso e incentrata sulla figura di <strong>Saul Goodman</strong>.</p>
<p>Ma il pubblico non voleva approfondire solo il passato, chiedeva a gran voce di scoprire anche cosa è successo dopo: nel 2019 Gilligan ha scelto di accontentare gli spettatori con <strong><em>El Camino</em></strong>, film prodotto e distribuito da <strong>Netflix</strong> che è disponibile sulla piattaforma dall&#8217;11 ottobre e racconta la vita di <strong>Jesse Pinkman</strong> dopo le vicende della quinta e ultima stagione di <strong><em>Breaking Bad</em></strong>.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>L&#8217;azione prende il via esattamente dopo il finale di <em>Breaking Bad</em>: <strong>Jesse Pinkman</strong>, liberato dalla lunga e sfiancante prigionia cui era stato sottoposto, ritorna casa. Braccato dalla polizia, Jesse deve riuscire in fretta a far perdere le proprie tracce e a riprendersi dalle angherie che ha subito, che ci vengono mostrate attraverso alcuni flashback.</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Non giriamoci troppo intorno: <em><strong>El Camino</strong></em> è un lungo episodio di <em>Breaking Bad</em>. Potremmo definirlo il &#8220;finale bis&#8221;, volendo. Gilligan in questi anni non ha perso la mano: tutto, nella costruzione di <em>El Camino</em>, si incastra perfettamente con <em>Breaking Bad</em>, a livello di storia ma anche a livello di atmosfera e stile.</p>
<p>Potremmo definire <em>El Camino</em> <strong>un lungo assolo di Jesse Pinkman</strong> e d&#8217;altronde non poteva essere altrimenti. Se il punto focale di <em>Breaking Bad</em> è sempre stato Walter White, Pinkman è sempre stato il comprimario di Heisenberg e il rapporto tra i due è stato fin dall&#8217;inizio uno dei cardini portanti della serie. Il finale era stato, come è giusto, incentrato sulla figura di White e il suo giovane ex allievo era stato presente, determinante certo, ma non approfondito: non poteva essere altrimenti, il canto del cigno finale doveva essere riservato al protagonista, alla conclusione della parabola che non poteva concludersi diversamente.</p>
<p>In questo senso, <strong><em>El Camino</em> è il perfetto completamento dell&#8217;episodio finale di <em>Breaking Bad</em></strong>: il film si concentra solo sulla figura di Jesse e aggiunge tutte le parti fondamentali ma che per forza di cose erano state escluse nella conclusione della serie. Era indispensabile? Certamente no, eppure è un&#8217;aggiunta che non stona, che non appare forzata e che soddisfa chi ha tanto amato <em>Breaking Bad</em>.</p>
<h2>Cast</h2>
<p><em>El Camino</em>, come detto, ruota intorno alla figura di Jesse Pinkman e infatti <strong>Aaron Paul</strong> è praticamente l&#8217;unico attore che vediamo sullo schermo per la maggior parte del tempo. La sua recitazione è perfettamente in linea con il personaggio, sembra quasi di non averlo mai lasciato. Un ottimo lavoro, che ci permette di immedesimarci nel percorso di liberazione e redenzione che Pinkman aveva già intrapreso in <em>Breaking Bad</em> ma che lì non era riuscito a portare a termine.</p>
<p>Nel corso del film fanno la loro comparsa anche <strong>alcuni dei personaggi della serie</strong> (sì, anche lui. Ma io non vi ho detto nulla) ed è una gioia ritrovare immutati caratteri e atmosfere che ci hanno fatto appassionare nel corso degli anni. Tra tutti, meritano un plauso <strong>Jesse Plemons</strong> (il suo Todd è tanto odioso quanto lo era quando lo abbiamo lasciato) e il granitico <strong>Robert Forster</strong>, che peraltro per ironia della sorte è venuto a mancare proprio ieri, nel giorno di <em>release</em> del film in tutto il mondo.</p>
<h2>El Camino</h2>
<p>I dettagli sono sempre stati importantissimi in <em>Breaking Bad</em> e il sequel non poteva certo fare eccezione. Ci siamo chiesti in molti da dove venisse fuori questo titolo così insolito e la spiegazione in realtà è più semplice di quanto immaginassimo: <strong>El Camino è un modello di Chevrolet</strong> (prodotto tra il 1959 e il 1987), precisamente quello che il personaggio di Jesse Pinkman sta guidando alla fine dell&#8217;ultimo episodio di <em>Breaking Bad</em>. Un <em>fil rouge</em> tra la serie e il film che più evidente non si potrebbe.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>El Camino</em></strong> completa il finale di <em>Breaking Bad</em> senza forzare o stravolgere. Indispensabile? Certo che no, ma decisamente godibile per i fan della serie.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.0]</h2>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Better Call Saul: meglio guardarlo!</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/06/26/better-call-saul-meglio-guardarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 12:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<category><![CDATA[Better Call Saul]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Odenkirk]]></category>
		<category><![CDATA[Breaking Bad]]></category>
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		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Spin-off]]></category>
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		<category><![CDATA[Walter White]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Avete amato &#8220;Breaking Bad&#8221; e, dopo la sua conclusione, vi siete iscritti ad un gruppo di supporto per superare la depressione da abbandono? Le giornate vi sembrano tutte vuote, senza tuffarvi nelle atmosfere torride del Nuovo Messico? Non siete riusciti a trovare, nonostante una ricerca spasmodica, una serie che possa eguagliare, per coinvolgimento, &#8220;Breaking Bad&#8221;? [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 634px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/-31pmxgoxHTk/VS4SwUtnM5I/AAAAAAAAHl0/0K84-Ac5N8g/w624-h351-no/better-call-saul-.jpg" alt="Beh, in ogni caso, Better call Saul!" width="624" height="351" /><p class="wp-caption-text">Beh, in ogni caso, Better call Saul!</p></div>
<p>Avete amato &#8220;Breaking Bad&#8221; e, dopo la sua conclusione, vi siete iscritti ad un gruppo di supporto per superare la depressione da abbandono? Le giornate vi sembrano tutte vuote, senza tuffarvi nelle atmosfere torride del Nuovo Messico? Non siete riusciti a trovare, nonostante una ricerca spasmodica, una serie che possa eguagliare, per coinvolgimento, &#8220;Breaking Bad&#8221;? Se è così, potete finalmente smettere di angosciarvi: Vince Gilligan non si è dimenticato di voi ed ha deciso di risolvere i vostri problemi con &#8220;Better Call Saul&#8221;.</p>
<p>La nuova serie, firmata proprio da Gilligan e Peter Gould, segue le vicende di uno dei personaggi più amati di &#8220;Breaking Bad&#8221;: l&#8217;avvocato di Walter e compagnia, il brillante Saul Goodman. La storia si ambienta nella medesima location di quella precedente (Albuquerque, Nuovo Messico) e si colloca temporalmente sette anni prime delle vicende raccontate in &#8220;Breaking Bad&#8221;. Il nostro amico Saul, in questo contesto, non è ancora l&#8217;avvocato di successo che conoscevamo e non si chiama nemmeno Saul Goodman ma James McGill. Una sorta di prequel, insomma, in cui ci vengono chiarite le origini di Saul e le peripezie che lo hanno reso il personaggio smaliziato e carismatico che agisce in &#8220;Breaking Bad&#8221;. Ma non solo, sono presenti anche alcuni flashforward (proprio in apertura di serie, per esempio) che ci proiettano immediatamente nel futuro che non ci è stato mostrato, ma solo accennato, nella porzione di storia precedente e graditi ritorni come Tuco e Mike.</p>
<p>Ho guardato tutti i 10 episodi che compongono la prima stagione, da poco conclusasi negli Stati Uniti, e devo dirlo: &#8220;Better Call Saul&#8221; è una gran serie! L&#8217;averla guardata in concomitanza con &#8220;Breaking Bad&#8221; (sì, sono tra i pochi che non l&#8217;avevano vista. <em>Mea culpa.</em> <a title="Breaking Bad: uno sguardo in “posteprima” – parte 1" href="https://nerdando.com/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/" target="_blank">Vi avevo raccontato le mie impressioni in posteprima</a> in due articoli precedenti) mi ha creato, all&#8217;inizio, non poche difficoltà a seguire la storia ma, dopo essere riuscita a separare i due ambiti, mi è stato anche particolarmente utile, permettendomi di cogliere sfumature e rimandi che, probabilmente, avrei perso.</p>
<p>&#8220;Better Call Saul&#8221; mi ha dato l&#8217;impressione di una serie fresca, divertente e vivace. La vena umoristica è, in linea con le caratteristiche del protagonista, più marcata di quanto fosse in &#8220;Breaking Bad&#8221; e questo contribuisce a rendere lo spin-off autonomo dal prototipo. Il gioco di rimandi e citazioni è sempre riuscito ma mai fine a sé stesso e, per questo, &#8220;Better Call Saul&#8221; funziona anche da sola e può essere apprezzata anche da chi non ha guardato &#8220;Breaking Bad&#8221; (posso dirlo a ragion veduta: quando ho iniziato, non avevo ancora guardato una puntata della serie su Walter White). Molto del successo dello spin-off è senz&#8217;altro da attribuire all&#8217;attore protagonista: Bob Odenkirk (dimostratosi un ottimo interprete, quest&#8217;anno, anche in &#8220;Fargo&#8221;) si immedesima totalmente in Saul Goodman, appare sempre a suo agio, come se il personaggio gli fosse stato cucito addosso e, per questo, risulta sempre credibile. I duetti con Mike, altro personaggio amatissimo dai fan di &#8220;Breaking Bad&#8221;, funzionano a meraviglia e sono tra i momenti più divertenti della serie. Anche i comprimari &#8220;nuovi&#8221;, come Kim o Chuck, il fratello del protagonista, sono ben caratterizzati e realistici.</p>
<p>Quello che ho apprezzato soprattutto è lo stile: brillante, sopra le righe ma mai caricaturale. Questo andamento si rispecchia anche nella regia, che ricorda da vicino quella di &#8220;Breaking Bad&#8221;. Avevo apprezzato allora le scelte particolari e originali, in &#8220;Better Call Saul&#8221; stanno ancora meglio. Altra nota positiva è la sigla: ridotta al minimo, come era anche quella di &#8220;Breaking Bad&#8221; ma, in questo caso, diversa di puntata in puntata, incentrata ogni volta su un differente dettaglio relativo al protagonista.</p>
<p>La storia è decisamente coinvolgente e mi sono ritrovata a macinare le prime 10 puntate alla velocità della luce. &#8220;Better Call Saul&#8221; è già stata rinnovata per una seconda stagione, composta da 13 episodi e prevista per i primi mesi del 2016, ed io ho già l&#8217;acquolina in bocca. Non vedo l&#8217;ora di potermela gustare e scoprire che piega prenderanno le vicende di James McGill.</p>
<p>In conclusione, una serie che merita davvero e che potrà piacere sia agli &#8220;orfani&#8221; di &#8220;Breaking Bad&#8221; sia a chi è totalmente all&#8217;oscuro della storia di Walter White. Parafrasando lo spot del protagonista, quindi, &#8220;<em>Vi conviene guardare Saul!</em>&#8220;.</p>
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		<title>Breaking Bad: uno sguardo in &#8220;posteprima&#8221; &#8211; parte 2</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/04/17/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 12:00:16 +0000</pubDate>
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<p>Come vi ho raccontato <a href="https://nerdando.com/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">nella prima parte di questo resoconto</a>, sto guardando &#8220;Breaking Bad&#8221; fuori tempo massimo e mi sta piacendo tantissimo. Come vi ho già detto, ho macinato le prime due stagioni in appena un paio di settimane ma, con il procedere della storia, il mio coinvolgimento è arrivato al punto che ci ho messo lo stesso lasso di tempo per guardare le ultime tre. Ora che ho finito, posso dirlo a voce alta: ragazzi, che serie!</p>
<p>&#8220;Breaking Bad&#8221; è davvero una delle serie migliori mai realizzate, è tutto quello che mi dicevano di lei prima di vederla e anche di più. E lo è perché è una serie coraggiosa. Coraggiosa perché sceglie di cambiare le regole base della serie TV, costruendo qualcosa di nuovo ed inedito. Alla base della serialità stanno, infatti, personaggi abbastanza uniformi e &#8220;immutabili nel tempo&#8221;: non cambiano, restano così come li abbiamo conosciuti all&#8217;inizio del percorso. E, diciamocelo, questo, oltre ad essere poco realistico è anche spesso fonte di una buona dose di noia. Ebbene, con &#8220;Breaking Bad&#8221; scordatevi di questa regola, i personaggi evolvono e cambiano con il progredire delle situazioni, eccome!</p>
<p>Il percorso dalla terza alla quinta e conclusiva stagione è qualcosa di emozionante, che mi ha tenuta col fiato sospeso ed incollata allo schermo, che mi ha sconvolta e disorientata con i continui ed inaspettati colpi di scena. I personaggi sono &#8220;veri&#8221;, realistici e ben delineati, le situazioni si evolvono in maniera inaspettata: tutto contribuisce a creare dipendenza nello spettatore. L&#8217;aspetto che mi ha colpita di più della seconda parte della stagione è stato, senza alcun dubbio, il cambiamento, già iniziato nella prima parte della serie, del personaggio di Walter White. Nonostante già nelle prime due stagioni si fossero delineati alcuni aspetti del protagonista, è a partire dalla terza stagione che la metamorfosi del personaggio si manifesta pienamente, per culminare soprattutto nella quarta e nella quinta stagione. Ormai non c&#8217;è più nulla del timido professore di chimica dell&#8217;inizio: Walter ha abbandonato ogni freno inibitore e la sua vera natura è pronta a mostrarsi in tutta la sua lucida crudeltà. Raramente mi è capitato di guardare una serie tv che, contemporaneamente, mi piacesse così tanto ed in cui odiassi il protagonista a tal punto. White si evolve, nel corso della storia, diventando un personaggio detestabile, un essere umano spietato e calcolatore, per il quale è impossibile provare empatia. Il protagonista che, inizialmente, aveva delle motivazioni che giustificassero le sue scelte, gradualmente si cala a tal punto nell&#8217;ambiente con il quale è entrato in contatto, finché non ne diviene parte: non c&#8217;è più nessun Walter White, solo Heisenberg. Guardando la serie ci ritroviamo, inesorabilmente, a tifare contro il protagonista, a sperare che la polizia riesca a fermarlo ed a svelare i suoi inganni.</p>
<p>Questo, a mio parere, è uno degli aspetti migliori di &#8220;Breaking Bad&#8221; ed è quello che rende la serie così al di sopra degli standard, così indelebile nel cuore degli spettatori. La prova d&#8217;attore di Bryan Cranston, come avevo già accennato, è immensa ma funziona così bene perché supportata da una storia ben scritta e realizzata e da un cast di comprimari altrettanto impeccabile.</p>
<p>Oltre a questo, ci sono altri due aspetti dei quali non avevo parlato nella prima parte di questa riflessione e che, secondo me, contribuiscono in maniera netta alla qualità della serie ed a renderla indelebile nei ricordi degli spettatori: la regia e la colonna sonora. Lo stile registico di &#8220;Breaking Bad&#8221; è molto personale e riconoscibile e si adatta benissimo allo stile della storia. In particolare, gli stacchi e le inquadrature particolari e originali hanno saputo conquistarmi e valorizzare al meglio il potenziale della serie che, con una regia più piatta e canonica, di sicuro avrebbe perso molto del suo appeal. In questo discorso si inserisce anche il lavoro svolto dalla colonna sonora: i pezzi scelti, in molti casi inaspettati per una serie che affronti le tematiche di cui tratta &#8220;Breaking Bad&#8221;, si sposano a meraviglia con le immagini, e restano indissolubilmente legate, nei ricordi, ad un preciso momento della storia. (A proposito, io sono a caccia del CD con la colonna sonora ufficiale).</p>
<p>In conclusione, una Serie con la S maiuscola, di quelle che purtroppo non capitano tutti gli anni e che non ci si stanca mai di riguardare. Come avrete notato, ho volutamente evitato di parlare del finale: nel caso non fossi l&#8217;unica &#8220;ritardataria&#8221; che è arrivata nel 2015 senza aver visto &#8220;Breaking Bad&#8221;, evito spoiler ma, fidatevi, mi ha lasciata davvero a bocca aperta, è la conclusione perfetta per la storia. Se siete tra coloro che non l&#8217;hanno ancora vista, quindi, spero di avervi incuriositi!</p>
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		<title>Breaking Bad: uno sguardo in &#8220;posteprima&#8221; &#8211; parte 1</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 13:00:07 +0000</pubDate>
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<p>È stato il fenomeno televisivo degli ultimi anni, ha tenuto incollati allo schermo milioni di telespettatori, ha fatto il pieno di riconoscimenti ed è riuscito a rendere la chimica improvvisamente cool: sì, stiamo parlando di &#8220;Breaking Bad&#8221;. La serie televisiva creata da Vince Gilligan e trasmessa dal 2008 al 2013 ha fatto impazzire davvero tutti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">Breaking Bad: uno sguardo in &#8220;posteprima&#8221; &#8211; parte 1</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/lNaGuBHletNolVCHdJqUMss0rCdKO4kVeWfYJeu3Pwc=w600-h800" alt="Breaking Bad, finalmente" width="600" height="800" /><p class="wp-caption-text">Breaking Bad, finalmente</p></div>
<p>È stato il fenomeno televisivo degli ultimi anni, ha tenuto incollati allo schermo milioni di telespettatori, ha fatto il pieno di riconoscimenti ed è riuscito a rendere la chimica improvvisamente <em>cool</em>: sì, stiamo parlando di &#8220;Breaking Bad&#8221;. La serie televisiva creata da Vince Gilligan e trasmessa dal 2008 al 2013 ha fatto impazzire davvero tutti durante le cinque stagioni che l&#8217;hanno composta. E io sono tra quelle pochissime persone che non l&#8217;avevano vista.</p>
<p>Ebbene sì, nonostante il clamore che la serie aveva suscitato durante quei cinque anni, a me era sfuggita. Un po&#8217; perché guardavo già moltissimi titoli e non avevo voglia di aggiungerne ancora, un po&#8217; perché ne ho sentito parlare solo quando ormai era già alla terza o quarta stagione, ho preferito rimandare sempre la visione. In realtà l&#8217;argomento mi incuriosiva molto: un placido professore di chimica che, scoperto di essere affetto da un cancro ai polmoni, si trasforma gradualmente in uno spietato produttore di metanfetamine. Come si può non essere attratti da una trama così? Eppure, la pigrizia ha prevalso fino a qualche giorno fa quando, dopo rinvii e buoni propositi di recuperare una delle pietre miliari della televisione degli ultimi anni, mi sono finalmente decisa ad iniziare.</p>
<p>Incredibilmente, nonostante nel periodo della messa in onda non si parlasse d&#8217;altro ed io non avessi fatto nessuno sforzo per evitare eventuali indiscrezioni, sono rimasta finora all&#8217;oscuro di qualunque informazioni riguardante &#8220;Breaking Bad&#8221;, ho dribblato spoiler e commenti ed ho quindi iniziato la mia avventura da telespettatrice senza preconcetti di sorta, come se fossi tornata indietro nel tempo al lontano 2008 e &#8220;Breaking Bad&#8221; fosse l&#8217;ultima novità televisiva. Per questa ragione, posso darvi uno spassionatissimo parere in &#8220;diretta postuma&#8221;, legato alle mie impressioni e sensazioni a scatola chiusa, che si formano man mano che procedo nella visione e mi addentro nei meandri della serie.</p>
<p>Ho iniziato a guardare gli episodi solamente nell&#8217;ultima settimana ma, come forse per qualcuno era prevedibile, &#8220;Breaking Bad&#8221; mi ha già conquistata, tanto da portarmi a concludere le prime due stagioni nel giro di pochi giorni. Sono partita scettica: l&#8217;idea di guardare cinque stagioni di un telefilm già concluso non mi allettava poi molto. Però avevo accumulato troppi pareri positivi per non tentare l&#8217;impresa, era arrivato il momento di farmi un&#8217;opinione personale al riguardo. La maggior parte delle persone che mi avevano consigliato la serie era concorde nell&#8217;affermare che la prima stagione è la più &#8220;lenta&#8221; e la meno avvincente. Tutti mi dicevano &#8220;la prima stagione ti scoraggerà, è un po&#8217; noiosa. Ma tieni duro, perché poi la storia diventa fighissima!&#8221; Eppure, a me le 7 puntate introduttive sono piaciute, il ritmo è stato molto più serrato di quanto mi sarei potuta aspettare e non mi sono annoiata per niente. Ad avermi convinta di più, finora, è sicuramente la storia originale ed innovativa (se contestualizzata al 2008, prima cioè della miriade di prodotti ispirati, più o meno direttamente, a &#8220;Breaking Bad&#8221;. Un esempio su tutti? &#8220;Smetto quando voglio&#8221;) ma non solo. Il ritmo narrativo incuriosisce ed avvince, si fa seguire senza (per ora) momenti di stanca, tipici e legati alla natura stessa della serialità dei prodotti televisivi. In particolare, la commistione di dramma e di una tematica più che mai seria con una componente più divertente e leggera, talvolta surreale, funziona benissimo. Almeno all&#8217;inizio, i protagonisti si addentrano in un mondo che non è il loro e di cui non conoscono le regole e le dinamiche (la situazione cambierà, con il procedere della storia, a quanto mi dicono. E le premesse al cambiamento, in effetti, si notano già al punto in cui mi trovo). Gli effetti del loro interagire con questa nuova realtà, non tardano a manifestarsi, talvolta in modo estremamente pericoloso, altre volte in chiave quasi grottesca. I personaggi sono tutti ben caratterizzati ed estremamente coerenti e funzionali alla storia raccontata. Il Walter White di Bryan Cranston è diventato, giustamente, un&#8217;icona ed ammetto che assistere alla sua metamorfosi dal timido signor White al temibile Heisenberg è meraviglioso. L&#8217;attore che era famoso per il ruolo, decisamente diverso da quello ricoperto in &#8220;Breaking Bad&#8221; del padre di Malcolm nell&#8217;omonima serie tv e che, per questa ragione, aveva lasciato notevolmente perplessi i produttori, ha saputo superarsi. La sua recitazione è perfetta e realistica, il suo protagonista inappuntabile: oggi, la sua fama è indissolubilmente legata al personaggio di Walter White. Ma è tutto il cast a funzionare, grazie alla bravura degli interpreti e a personaggi ben delineati e &#8220;veri&#8221;. Il mio preferito, al momento, è Jesse Pinkman, l&#8217;improbabile socio di Heisenberg, ma ho apprezzato molto anche Tuco e mi aspetto molto da Hank, il cognato di Walter, e dal nuovo (per me) personaggio dell&#8217;avvocato Saul Goodman (a proposito, state guardando &#8220;Better Call Saul&#8221;? Noi sì, e presto vi daremo il nostro parere).</p>
<p>In conclusione, le prime due stagioni hanno saputo conquistarmi e convincermi a macinare velocemente il resto della serie. Appena sarò arrivata alla fine, esprimerò il mio parere complessivo. Nel frattempo, una piccola precisazione: qualche rigo più su ero sincera, davvero non so come va a finire &#8220;Breaking Bad&#8221;. Perciò evitate spoiler, per favore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/03/13/breaking-bad-uno-sguardo-in-posteprima-parte-1/">Breaking Bad: uno sguardo in &#8220;posteprima&#8221; &#8211; parte 1</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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