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	<title>Vignette - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>Vignette - Nerdando</title>
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		<title>Dove Sono &#8211; L&#8217;assurdo che suona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 11:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Bianco e Nero]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Dove-Sono-Copertina.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Dove-Sono-Copertina-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Dove-Sono-Copertina-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Dove-Sono-Copertina-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Dove-Sono-Copertina-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Dove-Sono-Copertina.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Dopo aver fatto un discreto successo sulla relativa pagina Facebook, ecco che le sorprendenti strisce di Dove Sono, opera di Edoardo De Falchi e Daniele Mancini, raggiungono il formato cartaceo grazie a Shockdom, aggiudicandosi un posto in quel gruppo di artisti alternativi che è la collana Fumetti Crudi. Recensione Nelle 144 pagine che lo compongono, Dove Sono si presenta come un innocuo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/02/20/dove-sono/">Dove Sono &#8211; L&#8217;assurdo che suona</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Dopo aver fatto un discreto successo sulla relativa <a href="https://www.facebook.com/dovesonofumetto/?fref=ts">pagina Facebook</a>, ecco che le sorprendenti strisce di <strong>Dove Sono</strong>, opera di <strong>Edoardo De Falchi</strong> e <strong>Daniele Mancini</strong>,<strong> </strong>raggiungono il formato cartaceo grazie a <strong>Shockdom</strong>, aggiudicandosi un posto in quel gruppo di artisti alternativi che è la collana <strong>Fumetti Crudi</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Nelle 144 pagine che lo compongono, Dove Sono si presenta come un innocuo volume in <strong>bianco e nero</strong>, brossurato, quadrato, pieno di schizzi frettolosi e parole scritte con brutta grafia. Va da sé che se fosse realmente in questo modo, allora non ci sarebbe molto altro da dire a riguardo. Invece il volume in questione adatta perfettamente forma e contenuto, in una sincronia di elementi che rende l&#8217;intera lettura <strong>piacevole e coinvolgente</strong>, adatta a quegli attimi in cui si ha una forte necessità di sorridere.</p>
<p><strong>Dove Sono</strong> non racconta una storia, ma ne accenna infinite. Avete presente le barzellette che iniziano con &#8220;un uomo entra in un bar&#8221;? Ecco, parliamo proprio di questo, gente a caso che è entrata in un bar. Solo che poi quello che ne esce fa ridere davvero.</p>
<p>In ogni vignetta si alternano personaggi non ben definiti: <strong>tratti abbozzati</strong>, volto mancante, solo quei due o tre dettagli necessari per distinguere gli interlocutori. Tutti accomunati dalla stessa location: una <strong>linea orizzontale</strong>. Che sia il bancone del bar, che sia la linea separatrice fra una vignetta e quella sottostante, ha poca importanza: ciò che conta è che, proprio su quella linea, alcuni interlocutori stanno disquisendo su qualcosa che in un modo o nell&#8217;altro potrebbe interessarci. Fondamentalmente, è come se fosse una raccolta di quegli <strong>attimi rubati dalle conversazioni altrui</strong> che capita di percepire in quegli istanti morti durante una conversazione. Ecco, proprio attimi rubati, solo che sono autoconclusivi e hanno perfettamente senso, anche se spesso sono assurdi.</p>
<p>La <strong>bellezza inusuale</strong> di un assurdo che suona è cosa rara e in quanto tale merita tutto il dovuto apprezzamento. Nel momento in cui viene stabilita una logica differente da quella abituale, diventa possibile rendere verosimili discorsi che normalmente non lo sarebbero neanche lontanamente. &#8220;Facciamo che eravamo due blatte?&#8221; come incipit di una discussione fra due amici al bar, non è ciò che si potrebbe definire <em>standard</em>, eppure il breve scambio di battute fra le due macchiette abbozzate fila perfettamente nella logica del &#8220;niente è strano&#8221;.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Blatte.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22181" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Blatte.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Blatte.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Blatte-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Blatte-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Blatte-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>La striscia sovrastante dice tutto: quando mai vi è capitato di giocare di fingervi un insetto? Da bambini spesso ci si finge qualcun altro, da principessa a supereroe, da fata (personalmente sono sempre stata una Winx) a qualunque altro personaggio adorassimo, ma quando mai &#8220;una blatta&#8221;? Eppure l&#8217;amico accetta entusiasta, &#8220;dai, dai&#8221;, come se fosse un gioco abituale. Tuttavia, da che il gioco è iniziato, è sufficiente un&#8217;osservazione sbagliata a far precipitare la vicenda, essendo i due uomini diventati effettivamente delle blatte. Mangiare bocconi rinvenuti o cadaveri di amici è parte della loro natura, quindi a nulla serve il bel discorsetto razionale, poiché subito ricascano nelle vecchie abitudini. Ricorda un po&#8217; la storia de <strong>La Rana e Lo Scorpione</strong> (che gli 883 hanno saputo musicare a meraviglia), un&#8217;eccellente metafora di come spesso vadano le vicende umane.</p>
<p>Strisce che alternano <em><strong>black humour</strong></em> a temi più delicati, quali la gravidanza o i gattini; strisce che narrano invece di vicende oniriche e altre in cui i protagonisti sono invisibili. Unicorni, dinosauri, alieni, mantidi religiose, Batman, origami parlanti e la Metafora della morte, tutto insieme in tante storie diverse che potrebbero in qualche modo aver toccato la vita di ciascuno di noi, anche solo leggermente, metaforicamente, senza farsi notare, al bancone di un bar.</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Lo <strong>stile</strong> calza a pennello con il messaggio che deve riportare, qualunque esso sia. Se chiunque incappi nella lettura delle strisce (anche per sbaglio) deve avere la possibilità di immedesimarsi istantaneamente in un punto di vista, allora è necessario che il tratto dica tutto e niente.</p>
<p><strong>Sagome rappresentative</strong>, negativi di semplici ombre con qualche tratto in più, che rendano perfettamente l&#8217;idea dello stereotipo che raffigurano. Ogni categoria è rappresentata simbolicamente: da &#8220;l&#8217;uomo ribelle&#8221; a &#8220;la donna misogina&#8221;; da &#8220;l&#8217;alternativo&#8221; a &#8220;l&#8217;amica saputella&#8221;, a molte altre ancora. Ognuno ha il suo identificativo.</p>
<p>Poi però ci sono tutti quelli che esistono già nell&#8217;immaginario collettivo e che non sono tangibili concretamente, quindi &#8220;<strong>Babbo Natale</strong>&#8220;, &#8220;la Metafora della morte&#8221; e &#8220;l&#8217;Alieno&#8221; vengono ritratti così come siamo abituati a vederli raffigurati. Infatti sono proprio i personaggi atipici gli unici i cui volti sono dotati di naso, occhi e bocca, in perfetta coerenza con l&#8217;andamento delle vignette.<br />
Un po&#8217; come se la <strong>Linea</strong> di Cavandoli avesse trovato improvvisamente sorelle e fratelli, anzi, tutto un universo di appartenenza (senza però la caratteristica metanarrazione).</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Onestamente mi sembra di non avervi comunque detto abbastanza di questo insieme di <strong>buffe vignette</strong>.<br />
Solo che non posso parlarvene troppo, perché ogni scenetta racchiude in sé un pizzico di imprevedibilità, che trasforma dei semplici dialoghi surreali in quella che è una forma d&#8217;arte di tutto rispetto, amabilissima e <strong>altamente sagace</strong>.<br />
Non vi ho parlato delle velate critiche alla società né del cinismo, ma questo sia perché sono presenti in minima parte, sia perché non vorrei mai che sembrasse l&#8217;ennesima satira all&#8217;epoca in cui viviamo.<br />
<strong>Dove Sono</strong> è tutto fuorché qualcosa di comune, una domanda non posta che cerca risposta in un susseguirsi di assurdità che però, per tutta una serie di motivi logici, suonano, e già solo per questo meritano di essere lette.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Una raccolta di sagaci vignette surreali, indipendenti le une dalle altre. Un susseguirsi di scambi di battute dietro al bancone di un bar, con <strong>tratti essenziali</strong> e completamente in bianco e nero. Lettura caldamente consigliata agli appassionati di <i>nosense </i>e a chiunque non si prenda troppo sul serio.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.2]</h2>
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		<title>Due chiacchiere con: Mattia Labadessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Aug 2016 11:55:47 +0000</pubDate>
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<p>Cosa provereste se le vostre ansie, le vostre paure, i dubbi e le contraddizioni che ci circondano ogni giorno venissero espressi da un fumetto dai toni ironici, surreali ma al contempo molto vicini alla nostra quotidianità? E se in questo fumetto fossimo tutti trasformati in degli uomini-uccello rossi che vivono su di uno sfondo giallo? [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh3.googleusercontent.com/-qYyWUW38GZw/V7q7unml_cI/AAAAAAAAL3c/8NtcytUwUqgPv5gncz8-tO2eErWoKvBeACL0B/w553-h415-no/13680756_499756403562203_6388335384715401680_n.jpg" alt="" width="553" height="415" /></p>
<p>Cosa provereste se le vostre ansie, le vostre paure, i dubbi e le contraddizioni che ci circondano ogni giorno venissero espressi da un fumetto dai toni ironici, surreali ma al contempo molto vicini alla nostra quotidianità? E se in questo fumetto fossimo tutti trasformati in degli uomini-uccello rossi che vivono su di uno sfondo giallo? Questo è ciò che potete sperimentare leggendo i webcomic di Mattia Labadessa, in arte semplicemente Labadessa, giovane grafico ed illustratore che ha conquistato il cuore di centinaia di migliaia di utenti Facebook (e non solo) con i suoi disegni e le sue vignette che spaziano tra l&#8217;autobiografico e la collettività. Da poco il giovane Labadessa ha iniziato a collaborare con <strong>Shockdom </strong>e, ad ottobre, vedrà la luce la prima trasposizione su carta delle sue produzioni che sarà intitolata &#8220;<strong>Le cose così</strong><em>&#8220;. </em>Non potevamo quindi non fare due chiacchiere con Mattia, vi lascio quindi alla nostra intervista e vi invito a seguire <a href="https://www.facebook.com/mattlabaart" target="_blank">Lab</a><a href="https://www.facebook.com/mattlabaart" target="_blank">adessa e le sue divertenti produzioni</a>!</p>
<p><strong>Giando: Benvenuto su Nerdando.com! Dicci chi sei e che fai di bello!<br />
Mattia:</strong> Ciao Nerdando!<br />
Sono Mattia Labadessa, un giovane illustratore Napoletano, che ama la musica, i film e le serie tv: il classico. Che faccio di bello? Non saprei, faccio orari sballati, mangio male, dormo peggio, disegno moltissimo (forse questo s&#8217;era capito).</p>
<p><strong>G: La bicromia giallo/rosso che contraddistingue le tue vignette ha un fortissimo impatto visivo. Da dove nasce questa idea e come mai la scelta è caduta su questi colori?<br />
M:</strong> Come quasi tutto quello che faccio, anche i colori sono nati dall&#8217;istinto. Una sera mi sono seduto alla mia scrivania, poco prima di cena, e ho cominciato a disegnare (in modo completamente casuale) l&#8217;uomo uccello, in questo contesto cromatico dai toni fin troppo sopra le righe, che però ho amato da subito.</p>
<p><strong>G: Siamo abituati ad artisti di ogni genere che utilizzano animali antropomorfi come metafora dell’uomo. Con tutti i meravigliosi animali che ci offre la natura, dovevi proprio trasformarci in uccelli?<br />
M:</strong> L&#8217;uomo uccello è un personaggio nato per caso, a causa di un naso un po&#8217; troppo pronunciato. Mi spiego: disegnai uno strano tizio, con una maglia a maniche lunghe, collo lungo, testa pelata e un nasone molto grande, a punta, che mi ricordava un becco. Dopo qualche giorno ha preso forma quello che oggi chiamo &#8220;l&#8217;uomo uccello&#8221;, ma dietro questa scelta non si nasconde nessun concetto profondo o legato ai temi che tratto.</p>
<p><strong>G: Lo spostarsi dal web alla carta, questo cambiare media, farà modificare il tuo modo di scrivere/disegnare?<br />
M:</strong> Assolutamente no, anzi, credo che questo spostamento momentaneo possa solo giovare al mio lavoro! Sulla carta posso raccontare ed esprimere molto di più, non ho tutti i limiti imposti dalle &#8220;dinamiche social&#8221; e poi diciamocelo, ma che figata è fare un libro? Io non vedo l&#8217;ora di avere la prima copia tra le mani e farmi venire l&#8217;ansia per eventuali errori.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh4.googleusercontent.com/-l8IQP7r79mM/V7q7url19JI/AAAAAAAAL3g/QBl8dTIpwO0EE0UB9uqnQqBx2eR-Nx6jQCL0B/w563-h813-no/13882257_1092421067515787_5408991027006967238_n.png" alt="" width="563" height="813" /></p>
<p><strong>G: Puoi dirci qualcosa di più sul tuo lavoro edito da Shockdom? Com’è iniziata la collaborazione?<br />
M:</strong> Tutto è iniziato con la libertà più totale, dovevo solo capire come strutturare il libro e che impronta dargli. Posso dirvi che &#8220;Le cose così&#8221; non sarà una semplice raccolta di vignette, ho dato molta importanza all&#8217;estetica delle pagine, al numero di inediti, all&#8217;equilibrio, e alla creazione di un dialogo con il lettore. Mi piace l&#8217;idea di poter &#8220;parlare&#8221; a chi ha comprato il mio libro, di potermi confessare con lui e lasciare che lo faccia anche lui. Un po&#8217; come sulla pagina.</p>
<p><strong>G: Secondo te, a cosa è dovuto tutto questo successo?<br />
M:</strong> Non lo so, non voglio nemmeno pormi queste domande, lo evito. Mi viene difficile anche parlare di &#8220;successo&#8221;, è passato davvero troppo poco tempo, e non ho ancora &#8220;realizzato&#8221; del tutto. Le cose vanno alla grande, quello che faccio piace, anche quello che dico: insomma, penso solo a gasarmi, il perché di tutto ciò manco lo voglio sapere!</p>
<p><strong>G: Parli spesso del quotidiano, sembra quasi di vedere uno spaccato delle nostre vite: come nascono le tue vignette?<br />
M:</strong> È esattamente così, le mie vignette nascono dal quotidiano, sono un palco in cui gli uccelli si divertono ad interpretare noi poveri umani, afflitti da mille miserie, a volte pesanti, a volte ridicole. C&#8217;è anche un secondo aspetto della <a href="https://www.facebook.com/mattlabaart">pagina Labadessa</a>, e sono quelle vignette che non raccontano qualcosa di reale e concreto, che ci appartiene, ma descrivono una sfera pazza e folle in cui un padre si spara in bocca per spiegare al figlio cos&#8217;è la morte. Un po&#8217; di pazzia ci vuole!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh3.googleusercontent.com/-7nl5YE9arvI/V7q-NENpYSI/AAAAAAAAL4U/HOFPnN30PTwMFLqLf2VpXf3p9GThOvKOQCL0B/w533-h712-no/13133208_472956166242227_856333588778737668_n.jpg" alt="" width="533" height="712" /></p>
<p><strong>G: Classiche domande: i tuoi 3 fumetti preferiti?<br />
M: </strong>Strano a dirsi ma non sono un appassionato di fumetti: non ne ho letti molti nella mia vita, giusto qualche Topolino e qualche Rat-Man, niente di più.</p>
<p><strong>G: Ti senti Nerd? Se sì, quali sono le tue nerdate preferite?<br />
M:</strong> Non mi sento assolutamente Nerd! Oddio, almeno non un nerd degno di questo nome. Le uniche passioni nerd che ho sono i giochi e le serie tv (ora sono nella fissa &#8220;The Binding of Isaac&#8221;, che giocone. Per le serie tv invece, ho appena finito Stranger Things, che mi è piaciuta molto).</p>
<p><strong>G: Ma “Le follie dell’Imperatore”?! Che cazzo di filmone è?<br />
M:</strong> Filmone esagerato! Ho notato che da quando quella vignetta è diventata virale, c&#8217;è stato un ritorno di fiamma da parte di tutti per &#8220;Le follie dell&#8217;Imperatore&#8221;, è stato bello sentirsi in qualche modo la &#8220;causa&#8221; di questo movimento. Anche sulla pagina le cose sono cambiate: ormai sotto ogni mio post c&#8217;è un commento &#8220;Ma le follie dell&#8217;Imperatore?! Che cazzo di filmone è?&#8221;. Per alcuni sta diventando snervante!</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh4.googleusercontent.com/-tE-NCSRW6_4/V7q7urEVnMI/AAAAAAAAL3k/rf8RTuXab-kREy667uakvRMPIoDEh2jeQCL0B/w658-h814-no/13265928_480582162146294_4613267707181256026_n.jpg" alt="" width="658" height="814" /></p>
<p><strong>G: Progetti per il futuro?<br />
M:</strong> Vorrei aprire uno store online e cominciare a vendere qualcosa di mio, come poster, magliette, tazze. Le richieste da parte di chi mi segue sono molte, ma organizzarsi è difficile e ci sono davvero troppe cose in ballo nell&#8217;ultimo periodo. Spero di riuscirci a breve!</p>
<p><strong>G: Grazie per l&#8217;intervista, ti auguriamo il meglio e ti chiediamo un saluto per i nostri lettori! Ciao!<br />
M:</strong> Spero di non avervi deluso: molti si aspettano un nerd o un lettore accanito di fumetti dietro &#8220;Labadessa&#8221;. In realtà c&#8217;è un ragazzo pieno d&#8217;ansia e problemi, solo questo (ma penso sia chiaro). Grazie a voi, Labadessa vi saluta, siate affamati, siate polli.</p>
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		<title>Due chiacchiere con: Lorenza Di Sepio (Simple&#038;Madama)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2014 10:01:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>La vita di coppia e le sue, talvolta tragicomiche, dinamiche viste con un pizzico di ironia: questo è Simple&#38;Madama, webstrip che sta spopolando sui social network. Forti di quasi centomila “Mi piace” su Facebook, le vignette create da Lorenza Di Sepio hanno conquistato davvero tutti, grazie al connubio di un tratto personale e storie fresche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2014/10/27/due-chiacchiere-con-lorenza-di-sepio/">Due chiacchiere con: Lorenza Di Sepio (Simple&#038;Madama)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div style="width: 586px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/X4IkaAt1DUuokfBoQhyW8CLCeDmXscEaSnnpfz5unTk=w576-h814-no" alt="" width="576" height="814" /><p class="wp-caption-text">&#8220;L&#8217;ho chiusa la macchina??&#8221;</p></div>
<p>La vita di coppia e le sue, talvolta tragicomiche, dinamiche viste con un pizzico di ironia: questo è <a title="Simple&amp;Madama" href="https://www.facebook.com/simplemadama?fref=ts" target="_blank"><strong>Simple&amp;Madama</strong></a>, webstrip che sta spopolando sui social network. Forti di quasi centomila “Mi piace” su Facebook, le vignette create da <strong>Lorenza Di Sepio</strong> hanno conquistato davvero tutti, grazie al connubio di un tratto personale e storie fresche ed accattivanti, nelle quali qualunque coppia non faticherà a ritrovarsi.<br />
Con un libro, &#8220;<strong>La Scintilla&#8221;</strong>, edito da Magic Press Edizioni, in uscita e un Lucca Comics &amp; Games da preparare, l&#8217;autrice, Lorenza, è stata così gentile da trovare un po&#8217; di tempo per scambiare due chiacchiere con noi.</p>
<p><strong>Claudia: Simple&amp;Madama è diventato in poco tempo un vero e proprio fenomeno virale: ti aspettavi un successo del genere?</strong><br />
<strong>Lorenza:</strong> Assolutamente no. Non mi aspettavo minimamente di suscitare tutto questo interesse sul web, perché è davvero nato tutto per gioco, per puro caso.<br />
Vedere tutte queste persone rispecchiarsi in ciò che disegno è meraviglioso e continua a stupirmi ogni giorno!</p>
<p><strong>C: Come nasce l&#8217;idea alla base di Simple&amp;Madama? Potremmo definirlo un fumetto autobiografico?</strong><br />
<strong>L:</strong> Diciamo di si. Come quasi tutti nel mio mestiere, ho una vera e propria esigenza di comunicare con le immagini, anche fuori dall&#8217;orario di lavoro! Le prime vignette le ho create per il mio privato ed è lì che pensavo restassero.<br />
Invece la Rete ed i social le hanno spinte oltre e, trasformandosi in un vero e proprio progetto editoriale, i personaggi hanno preso un&#8217;altra strada. Sviluppato caratteri e una vita a sè.</p>
<p><strong>C: Sappiamo che il nuovo libro, &#8220;La Scintilla&#8221;, verrà presentato in anteprima al Lucca Comics &amp; Games. Puoi darci qualche anticipazione?</strong><br />
<strong>L:</strong> La novità principale di &#8220;La Scintilla&#8221; è sicuramente la narrazione. Mi sono discostata, in parte, dalle pillole autoconclusive del web per creare un prodotto cartaceo più lineare e completo.<br />
Quindi in questo primo volume troverete una vera e propria linea narrativa, che parte dal primo appuntamento, e tutto ciò che comporta!</p>
<p><strong>C: Trovo il tuo tratto molto personale, è stato difficile per te trovare il tuo stile, senza farti influenzare da altri autori, oppure ti è venuto naturale?</strong><br />
<strong>L:</strong> Beh, non saprei. Ho letto diversi fumetti e visto molti cartoni animati. Non mi sento però di aver preso spunto da nessuno, anche se sicuramente nella crescita di un disegnatore ci sono incontri più o meno incisivi e consapevoli. Lo stile che uso per Simple&amp;Madama lo sento mio al 100%, si sta perfezionando nel tempo ma non è stato studiato, è uscito fuori da sè!</p>
<p><strong>C: C&#8217;è una routine di cui non puoi fare a meno quando disegni? Hai bisogno di un ambiente particolare?</strong><br />
<strong>L:</strong> Purtroppo per chi mi sta attorno, disegno ovunque e senza condizioni particolari, spesso anche sul bus o sul treno!<br />
Però, quando sono nella comodità della mia stanza, mi piace avere come abitudine quella di una bella tazza di thé bollente e della buona musica di sottofondo.</p>
<p><strong>C: Realizzi i tuoi disegni su carta o direttamente al computer? E perché privilegi questa scelta? Quali programmi e modalità ti sono più utili?</strong><br />
<strong>L:</strong> Ogni vignetta la creo e la lavoro direttamente in digitale.<br />
Ci tengo a precisare che non &#8220;fa tutto il computer&#8221;, come molti credono, però l&#8217;ho scelto per una serie di comodità.<br />
Sicuramente giova all&#8217;ordine della mia stanza, senza troppi materiali in giro. Si risparmia tanta carta e questo è un bene, e poi c&#8217;è l&#8217;immediatezza del lavoro. Con tanta pratica, si accorcia di molto la tempistica di lavorazione!</p>
<p><strong>C: Hai altri progetti in cantiere? Cosa possiamo aspettarci per il futuro di Simple&amp;Madama?</strong><br />
<strong>L:</strong> Per il momento non ho nulla in cantiere, se non di continuare questo percorso che, comunque, mi sta prendendo tantissimo tempo. Preferisco fare una cosa alla volta, ma fatta bene!<br />
Quanto invece al futuro di Simple&amp;Madama, sono in mano alla Magic Press Edizioni che mi asseconda e mi sostiene tantissimo con idee e proposte. In arrivo quindi qualche nuovo gadget in più e poi i volumi periodici come &#8220;sequel&#8221; della Scintilla!</p>
<p><strong>C: Che consigli daresti ad un giovane con la passione dei fumetti che vorrebbe intraprendere questo mestiere?</strong><br />
<strong>L:</strong> Difficile dare consigli, tanto più senza scadere un po&#8217; nel banale.<br />
Però, una cosa che avrei voluto sentirmi dire più spesso c&#8217;è, quindi la dico a mia volta sperando sia utile: mai arrendersi ai primi ostacoli. Sia che vengano da un cattivo feedback, dal rifiuto di un editore, o da persone care che dicono di lasciar perdere e trovare un lavoro serio.<br />
E di avere anche un pizzico di spirito di sacrificio, perché nessuno regala nulla, ma non vuol dire che non si riesca comunque ad ottenerlo.<br />
In conclusione: tanto esercizio e volontà di ferro!</p>
<p><strong>C: Per concludere, ci sono autori che apprezzi particolarmente e che hanno contribuito, in qualche modo, alla tua formazione?</strong><br />
<strong>L:</strong> Tra quelli che seguo e che ammiro, mi sento di nominare Paco Roca, di cui consiglio &#8220;Memorie di un uomo in pigiama&#8221;, uno dei miei volumi preferiti in assoluto! Poi Gud, che con il suo &#8220;Tutti possono fare fumetti&#8221; mi ha aiutato tantissimo. E infine un po&#8217; di Leo Ortolani, che col suo &#8220;Ratman&#8221; non guasta mai e fa sempre ridere!</p>
<p>Grazie a Lorenza per la sua disponibilità. Le auguriamo ancora tantissimi successi e, personalmente, non vedo l&#8217;ora di incontrarla dal vivo al Lucca Comics &amp; Games e di poter sfogliare «La Scintilla». Per quanti vorranno approfittare dell&#8217;occasione, l&#8217;appuntamento è presso lo stand della Magic Press Edizioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2014/10/27/due-chiacchiere-con-lorenza-di-sepio/">Due chiacchiere con: Lorenza Di Sepio (Simple&#038;Madama)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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