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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>#NerdandoConsiglia: Watergate</title>
		<link>https://nerdando.com/2024/07/26/watergate-recensione-gioco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco "Cavaliere" Cavaliere]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jul 2024 08:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#NerdandoConsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[1 vs 1]]></category>
		<category><![CDATA[Carte]]></category>
		<category><![CDATA[Matthias Cramer]]></category>
		<category><![CDATA[nixon]]></category>
		<category><![CDATA[scandalo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="watergate cover" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Fin dalla sua uscita nel 2019, mentre l&#8217;edizione italiana di Uplay.it è del 2020, questo gioco da tavolo per due giocatori mi aveva incuriosito vista la peculiare e avvincente vicenda che gli dà il nome: Watergate. Di conseguenza, non appena ho saputo grazie ad un canale Telegram di offerte che era in sconto a un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="watergate cover" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55382 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover.jpg" alt="watergate cover" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-cover-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Fin dalla sua <strong>uscita nel</strong> 2019, mentre l&#8217;edizione italiana di <em>Uplay.it </em>è del <strong>2020</strong>, questo <strong>gioco da tavolo per due giocatori</strong> mi aveva incuriosito vista la peculiare e avvincente vicenda che gli dà il nome: <em>Watergate</em>. Di conseguenza, non appena ho saputo grazie ad un canale Telegram di offerte che era in sconto a un prezzo molto basso, l&#8217;ho comprato! Mi piace la Storia soprattutto quella contemporanea e gli 1 vs 1, quindi mi toccava farlo!<br />
Questo pezzo sarà una via di mezzo, prolissa, tra il #NerdandoConsiglia e una recensione.</p>
<h2>Scandalo Watergate cos&#8217;è (in breve)</h2>
<p><strong>Lo scandalo Watergate portò nel 1974 alle dimissioni di Nixon, allora Presidente degli USA</strong>, unica volta in cui un presidente americano si è dimesso. Iniziò nel 1972 da &#8220;un furto di terz&#8217;ordine&#8221; secondo quanto diceva la Casa Bianca che voleva minimizzare la vicenda a parole e poi insabbiare nei fatti. Mediaticamente partì tutto da una guardia notturna di un complesso di edifici, il Watergate appunto, che si allarmò per la presenza di nastro adesivo messo per non far chiudere le porte. Per questo chiamò la polizia che arrestò cinque persone che si erano intrufolate negli uffici del Partito Diplomatico. A partire da questa vicenda ci fu <strong>un&#8217;inchiesta giornalistica dopo l&#8217;altra che aggiungevano pezzi di puzzle nei vari mesi</strong> soprattutto da parte del Washington Post (che testardamente voleva capire di più mentre inizialmente gli altri quotidiani erano molto più cauti) e insabbiamento tentato dopo l&#8217;altro si aprì il vaso di Pandora.</p>
<h3>Una storia vera che sembra un thriller politico</h3>
<p>Una <strong>vicenda vera</strong> che sembra un thriller partorito dalla mente di un grande scrittore con all&#8217;interno politica, illegalità e personaggi grotteschi! Un caso veramente affascinante ed è riduttivo parlare di un solo scandalo vista la quantità assurda di <strong>malefatte che sono venute fuori</strong> col tempo. Se fosse una serie TV se ne potrebbero trarre diversi spin off.<br />
Ovviamente questa è l&#8217;estrema sintesi visto che qui ti devo parlare anche di <em>Watergate</em> e già mi sono dilungato!</p>
<h2>Il gioco</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-55379 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate.jpg" alt="Watergate gioco recensione panoramica" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p><strong>Un giocatore interpreta l&#8217;editore di giornale, mentre l’altro l’amministrazione Nixon</strong>, ognuno con un mazzo di carte diverso da quello del rivale.<br />
L’amministrazione Nixon deve accumulare consenso per rimanere in piedi, mentre la stampa deve collegare due informatori al Presidente attraverso le prove raccolte.<br />
I giocatori si alternano nel giocare una carta alla volta fino a quando non ne hanno più in mano.</p>
<h3>Carte</h3>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-carte.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-55380 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-carte.jpg" alt="Watergate gioco recensione carte" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-carte.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-carte-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-carte-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/07/watergate-carte-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p><strong>Le carte sono divise in due parti</strong>: valore e azione.<br />
Il giocatore se usa il valore della carta può far spostare verso il proprio lato il segnalino consenso o quello iniziativa oppure una prova.<br />
Se si usa l&#8217;azione della carta si legge l&#8217;effetto della carta e lo si risolve. Alcune carte presentano dei requisiti per essere giocate, mentre altre devono essere rimosse se giocate in questo modo.</p>
<p><strong>Le carte riportano le citazioni dei personaggi</strong>, una chicca che strizza l&#8217;occhio ai nerd della vicenda.</p>
<h3>Fine round e scopo del gioco</h3>
<p>Dopo che sono state giocate le carte si controlla sul tracciato di quale giocatore si trova il segnalino iniziativa e lo si consegna a quel giocatore, come se fosse il tiro alla fune. Come si può intuire dal nome, con esso si avrà l&#8217;iniziativa cioè si giocherà per primi e si giocherà una carta in più.<br />
Stesso meccanismo per il segnalino consenso, se lo aggiudicherà il giocatore che lo aveva sul proprio tracciato. Piccola nota: Nixon se ne prende cinque vince immediatamente e quindi l&#8217;editore deve starci attento.<br />
Ultimi elementi contesi sono le <strong>prove condizione di vittoria per l&#8217;editore</strong> che dovrà fisicamente piazzarle sulla plancia per collegare i protagonisti della vicenda a Nixon. Quest&#8217;ultimo se si aggiudica una prova la collocherà a faccia in giù complicando, o addirittura sbarrando, la strada all&#8217;avversario.</p>
<h2>Cosa ne penso</h2>
<p><strong><em>Watergate</em> è un gioco di carte in cui ognuna di esse rappresenta un evento o un personaggio attinente alla vicenda</strong>. Inoltre metà del manuale è dedicato a descrivere buona parte delle carte soprattutto dal punto di vista storico e la vicenda del Watergate. La sua forza è l&#8217;attinenza di quello che si fa in gioco con i fatti storici. Quindi secondo me <strong>se ti affascina la vicenda e ti piacciono gli 1 vs 1 allora è un titolo da avere assolutamente</strong>. Offrire questa esperienza con questa immediatezza e in un mezz&#8217;oretta a partita è veramente tanta roba. Inoltre la differenza di carte e di modalità di vittoria gli dà quel pizzico di <a href="https://nerdando.com/2024/06/20/dizionario-del-meeple-7-simmetria-nei-giochi-da-tavolo/">asimmetria</a> che non guasta. Di contro se non te ne frega niente e non ti stuzzica nemmeno l&#8217;idea di conoscerla attraverso questo gioco perderà così buona parte del fascino, pur rimanendo validissimo di per sé visto che Matthias Cramer, l&#8217;autore, ha fatto centro.</p>
<h2>Tana del Bianconiglio</h2>
<p>Come <strong>approfondire la vicenda</strong> online:<br />
Due chicche direttamente dagli archivi RAI degli anni &#8217;70 (<a href="https://www.raiplay.it/video/2022/05/Scandalo-Watergate---Stasera-settimanale-di-attualita---Il-caso-Watergate-6727f826-5e20-40ad-a78d-24d806e83ed9.html">qui</a>) e &#8217;80 (<a href="https://www.raiplay.it/video/2022/05/Scandalo-Watergate---Tg2-Spazio-Sette--Nixon-dieci-anni-dopo-il-Watergate-47eb8198-8f14-47b7-9dcf-2eb3fb93d526.html">qui</a>);<br />
<a href="https://www.primevideo.com/region/eu/detail/0RQZ39UPHMSBPQRYVKTL1J3Q4I/"><em>The Post</em></a>, film, diretto da Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks, sulla pubblicazione dei Pentagon Papers, documenti top secret del dipartimento della difesa degli Stati Uniti d&#8217;America, prima sul New York Times e poi sul Washington Post nel 1971. C&#8217;entra in parte con il Watergate perché è a causa di questa fuga di notizie che Nixon divenne paranoico. Nel momento in cui esce questo articolo è su Prime Video;<br />
<em>Un furto di quart&#8217;ordine</em>, un podcast di Luca Sofri per <em>Il Post</em> in quattro puntate che narra questa vicenda (<a href="https://www.spreaker.com/podcast/un-furto-di-quart-ordine--5595863">qui</a> e anche su altre piattaforme di podcast);<br />
<em>Lo SCANDALO politico più grande della storia: WATERGATE</em>, video di 22 minuti sul <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4nZJ5-6jpMw">canale Youtube</a> Francesco Costa &#8211; Da Costa a Costa;<br />
<a href="https://catalog.hathitrust.org/Record/003212943">Le risoluzioni del Senato USA del 1972/1974</a>.</p>
<p>(<em>NdClack</em>: vi consigliamo anche <strong>Tutti gli uomini del presidente</strong>, film del 1976 interpretato da Dustin Hoffman e Robert Redford incentrato sulla figura dei giornalisti Bob Woodward e Carl Bernstein e sulla loro inchiesta che portò allo scandalo Watergate).</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? </em><em>Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong><em>Watergate</em> ti permette di diventare il protagonista dello scandalo politico</strong> più famoso della storia e scusa se è poco!</p>
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		<title>Play 2019 &#8211; Un resoconto semiserio</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/04/13/play-2019-un-resoconto-semiserio/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2019/04/13/play-2019-un-resoconto-semiserio/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 12:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Vrbis]]></category>
		<category><![CDATA[Chronicles of Crime]]></category>
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		<category><![CDATA[Ghenos Games]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Io sono un ingegnere, e sono portato naturalmente a fidarmi dei numeri. Se leggo che quest&#8217;anno il Play &#8211; Festival del Gioco ha visto 44&#8217;000 persone passare per i cancelli della Fiera di Modena, 4000 in più dello scorso anno, mi viene da pensare che è un successo e se lo merita. Perché il Play, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/04/13/play-2019-un-resoconto-semiserio/">Play 2019 &#8211; Un resoconto semiserio</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-29787 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/Play-2019-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Io sono un ingegnere, e sono portato naturalmente a fidarmi dei <strong>numeri</strong>.</p>
<p>Se leggo che quest&#8217;anno il <a href="https://nerdando.com/2019/03/29/play-2019-un-divertimento-spaziale/"><strong>Play &#8211; Festival del Gioco</strong></a> ha visto <strong>44&#8217;000</strong> persone passare per i cancelli della Fiera di Modena, <strong>4000</strong> <strong>in più</strong> dello scorso anno, mi viene da pensare che <strong>è un successo e se lo merita</strong>.</p>
<p>Perché <strong>il Play</strong>, sostanzialmente, oltre ad essere un posto brulicante di matti scocciati appassionati di carte, meeple, pezzi di legno e plance di cartone, <strong>è un posto dove entri e ti diverti</strong>.</p>
<p>&#8220;<strong>Entra, scegli, gioca</strong>&#8221; è il motto ed è adeguatissimo.</p>
<p>Sono arrivato, <strong>sabato</strong>, e dopo essermi scioccato per una coda di gente che aveva il biglietto fatto online lunghissima, e nulla per chi doveva farlo in biglietteria, sono entrato, ho preso il caffè, ho scelto, mi sono seduto e ho giocato.</p>
<p><strong>Ho giocato tanto</strong>, perché sennò che ci vai a fare al Play?</p>
<p>Una marea di tavoli, tantissimi eroici volontari che si sono sobbarcati tre giorni di spiegazioni, entusiasmo, gente che non capisce le regole, pasti saltati e crampi alle gambe per vedere il sorriso di perfetti sconosciuti che si sedevano al tavolo per godersi il tempo di condividere un gioco, beh, direi che è <strong>lo spirito puro</strong> di un posto dove vai per divertirti.</p>
<p><strong>Tante le novità</strong>, tante le opportunità per tutti, che vi piacessero giochi di ruolo, giochi da tavolo, giochi di legno, LEGO o i mitici librogame, a Modena trovavate di tutto.</p>
<p>Da par mio, sono riuscito a provare alcune succose novità, come <strong>Chronicles of Crime</strong> di <strong>uplay.it</strong>, un investigativo da giocare con l&#8217;app per cellulare, che ci regala un&#8217;esperienza che va oltre la semplice plancia per  metterci nei panni di un team impegnato a risolvere un crimine.</p>
<p>Coinvolgimento e coesione del gruppo alle stelle in tempo zero. Bella la possibilità di <strong>esplorare la scena del crimine</strong> tramite la realtà virtuale e di manipolare gli indizi mettendoli sulla plancia a mo&#8217; di bacheca, e del tempo che scorre in base alle attività intraprese: semplicissimo perdere l&#8217;indizio fondamentale e andare completamente fuoristrada!</p>
<p>Seconda novità grossa provata è sicuramente <strong>Nemesis</strong>, in uscita per <strong>Cranio Creations</strong>, in pratica un film horror spaziale tipo Alien o Event Horizon tramutato in cartone e fighissime miniature.</p>
<p><strong>Cosa può andar male durante un viaggio spaziale?</strong> Tutto, secondo ogni canone fantascientifico che si rispetti. Ti svegli dall&#8217;ibernazione all&#8217;improvviso, non ti ricordi neanche cosa hai mangiato a colazione prima di entrare nella vasca criogenica, figurati la planimetria di una nave dove sei solo salito. Ve lo devo anche dire che sul più bello arrivano dei mostri che farebbero venire gli incubi a Giger, il cui unico scopo è mangiarvi le cervella?</p>
<p>Qui siamo dalle parti di un <strong>semi-cooperativo</strong>, perché c&#8217;è da scegliere tra un obiettivo personale ed uno generale e molto spesso l&#8217;obiettivo personale non va molto d&#8217;accordo con la voglia di sopravvivenza degli altri compagni.</p>
<p>Altra cosa secondo me interessante è che <strong>il primo sfortunato a crepare diventa egli stesso la mente suprema degli alieni</strong>. Ecco, considerate questo: al tavolo c&#8217;era anche la mia fidanzata che eroicamente sacrifica il suo personaggio per salvare il mio, si fa sbranare da un coso deforme alto sei metri e diventa lei l&#8217;alieno.</p>
<p>Dato che l&#8217;amore non conosce confini, per sfuggire ad un agguato di obbrobri dallo spazio profondo fuggo verso un&#8217;altra stanza, sbaglio e finisco nel nido alieno. <strong>L&#8217;amore è per sempre</strong>, tempo un turno e il mio personaggio è stato già bello che digerito.</p>
<p>Molto positive anche le giocate a <strong>Vast: Le caverne di cristallo</strong> (<strong>MS Edizioni</strong>), praticamente 5 giochi in 1 in base al ruolo scelto, infarcito di bastardate e manate in faccia da tirare agli amici e a <strong>The Long Road</strong>, uscito a Lucca per <strong>uplay.it</strong> ma provato solo ora, che già è un bel giochino di suo, ma quando te lo spiega chi lo ha concepito con amore e perizia, beh, la storia cambia radicalmente.</p>
<p>Di questo ve ne parleremo a breve sulle nostre pagine perché a Modena è uscita la <strong>mini espansione</strong> e recuperiamo pure la recensione, che al tempo non facemmo, perché è un titolo che merita il vostro tempo e il vostro divertimento; se vi piace il vecchio West, ancora meglio.</p>
<p>Nel frattempo ho trovato un modo di fare <strong>un salto sulla Luna</strong>, per la precisione sul sito di atterraggio dell&#8217;Apollo 11 (di cui quest&#8217;anno ricorre il 50esimo anniversario) nel Mare della Tranquillità, per esplorarlo e per rimanere meravigliato quando, con lo sguardo all&#8217;insù, ho ammirato il nostro fragile pianeta azzurro da un suolo alieno. Meraviglie della realtà virtuale e della collaborazione che quest&#8217;anno il Play ha messo in campo con <strong>INAF &#8211; Istituto Nazionale di AstroFisica</strong> e con valide realtà di divulgazione scientifica. C&#8217;era persino un librogame a tema lunare da giocare attaccato al muro nel corridoio principale!</p>
<p>Anche la fidanzata, alla sua prima esperienza, si è divertita da matti e,  a suo dire, si è rilassata giocando e conoscendo tante persone con le quali, casualmente, abbiamo condiviso tavoli e risate. È rimasta colpita dall&#8217;<strong>atmosfera giocosa e allegra</strong>, come darle torto?</p>
<p>Avrei ancora molto da dirvi e troppo che purtroppo non ho potuto vedere con un solo giorno di fiera, perché <strong>il Play</strong>, se non si fosse capito, <strong>è un evento che mi piace davvero tanto</strong>, ma poi si fa tardi, che pure voi avrete il vostro bel da fare.</p>
<p>Perciò, lascio la parola all&#8217;ottimo <strong>Zeno2k</strong> e vi do appuntamento all&#8217;anno prossimo, magari attorno ad un tavolo in quel di Modena!</p>
<h2>Il parere di Zeno2k</h2>
<p>Terza, quarta, forse quinta volta al <strong>Modena Play</strong>, ma sempre emozionante come la prima.</p>
<p>Una delle cose che più mi entusiasmano, e che non smettono mai di sorprendermi, è come <strong>questa incredibile passione per il gioco da tavolo</strong> travalichi qualsiasi tipo di etichetta e di classificazione. Bambini, adulti, uomini e donne, professionisti e semplici appassionati di tutte le età; tutti riuniti attorno ai tavoli per tre giorni di festa, di divertimento che è difficile da spiegare a chi non condivide questo amore.</p>
<p><strong>Ogni anno sempre uguale, eppure ogni anno diversa</strong>.</p>
<p>Ritrovare volti amici, incontrare altri appassionati e soprattutto <strong>scoprire quali incredibili giochi siano stati partoriti dalle menti estrose di game designer di tutto il mondo</strong>. Questo è tutto quello che mi fa adorare il Play! e adoro condividere con gli amici.</p>
<p>In questa edizione sono rimasto piacevolmente sorpreso da un progetto di cui parleremo sicuramente in futuro: <strong>Anno Vrbis</strong>, dedicato ovviamente ai primi anni di Roma, ma non è stato certo l&#8217;unico. Tra tutti, però, devo sicuramente fare un plauso a <strong>Nemesis</strong>: una nave spaziale in avaria, alieni orrendi, miniature stupende, e tanta tanta ansia sci-fi. Cosa chiedere di più? Ah sì, che arrivi presto maggio per poterlo avere tra le mani.</p>
<p>Splendida anche la novità ornitologia di <strong>Ghenos</strong>: <strong>Wingspan</strong>, un gioco da tavola con componenti e meccaniche sopraffine.</p>
<p>Insomma: anche quest&#8217;anno è stata una grande festa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/04/13/play-2019-un-resoconto-semiserio/">Play 2019 &#8211; Un resoconto semiserio</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>#NerdandoConsiglia: Patchwork</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/10/25/nerdandoconsiglia-patchwork/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#NerdandoConsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[patchwork]]></category>
		<category><![CDATA[Uplay.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Patchwork" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ve ne abbiamo già parlato questa estate, ma oggi torniamo a consigliarvelo anche in vista del Lucca Comics &#38; Games 2016, nel caso voleste cogliere l&#8217;occasione per accaparrarvene una copia. Patchwork è un boardgame per due persone, caratterizzato da dinamiche semplici e da una curva di apprendimento ottima: le regole si imparano davvero in pochi minuti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Patchwork" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10381 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork.jpg" alt="Patchwork" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/patchwork-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><br />
Ve ne abbiamo già parlato <a href="https://nerdando.com/patchwork/">questa estate</a>, ma oggi torniamo a consigliarvelo anche in vista del Lucca Comics &amp; Games 2016, nel caso voleste cogliere l&#8217;occasione per accaparrarvene una copia.<br />
<strong>Patchwork</strong> è un boardgame per due persone, caratterizzato da dinamiche semplici e da una curva di apprendimento ottima: le regole si imparano davvero in pochi minuti ma richiedono molte partite per essere padroneggiate a dovere.</p>
<p>Lo scopo del gioco è quello di &#8220;cucire&#8221; la propria trapunta, riempiendola di &#8220;pezze&#8221; prelevate dal tavolo; pezze che, per aumentare il livello di complessità, hanno forme così strampalate da far invidia ai professionisti di Tetris; questo fa sì che un gioco apparentemente banale diventi improvvisamente sfidante, ricco di colpi di scena e con una fortissima componente strategica: meglio scegliere un pezzo comodo, o mettere in difficoltà l&#8217;avversario? Meglio investire subito i bottoni raccolti, o conservarli sperando di potersi aggiudicare la &#8220;pezza&#8221; giusta per tappare quel maledetto buco?</p>
<p>In <strong>Patchwork</strong> i bottoni sono sia la moneta che il punteggio di gioco: si raccolgono grazie ai movimenti sul tabellone o cucendo pezze particolari sulla propria trapunta; allo stesso modo, per &#8220;comprare&#8221; nuove pezze occorre spendere i bottoni collezionati in un equilibrio senza soluzione di continuità che costituisce l&#8217;ossatura portante della strategia di gioco.<br />
Con queste caratteristiche Patchwork non regala mai due partite identiche tra loro: la medesima strategia può portare sia al fallimento che alla vittoria, in base alle contromosse del nostro avversario e al posizionamento delle pezze sul tavolo.</p>
<p><strong>Patchwork</strong> è ottimo come gioco da viaggio, ma anche un perfetto filler: consigliato sia ai neofiti che ai giocatori incalliti perché molto rapido e dannatamente divertente.</p>
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		<title>Patchwork: sfida all&#8217;ultimo bottone!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2016 11:55:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[patchwork]]></category>
		<category><![CDATA[Uplay.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho provato Patchwork insieme a Tencar proprio in questi giorni e non posso fare a meno di parlarvene, visto che l&#8217;ho apprezzato molto. Abitando in due, siamo spesso alla ricerca di giochi che propongano dei testa a testa e, dato il poco tempo libero a disposizione, siamo naturalmente indirizzati verso sfide veloci e rapide: proprio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh3.googleusercontent.com/-vFGcuj8LJB0/V6l8erkvoNI/AAAAAAAALws/nwQTBCXNYF0plTranSlLaLu9C9O6W2N3wCL0B/w958-h539-no/13942506_602235873271896_1706660550_n.jpg" width="958" height="539" /></p>
<p>Ho provato <strong>Patchwork</strong> insieme a Tencar proprio in questi giorni e non posso fare a meno di parlarvene, visto che l&#8217;ho apprezzato molto. Abitando in due, siamo spesso alla ricerca di giochi che propongano dei testa a testa e, dato il poco tempo libero a disposizione, siamo naturalmente indirizzati verso sfide veloci e rapide: proprio per queste ragioni, <strong>Patchwork</strong> ha saputo conquistarci.<br />
Ma di cosa si tratta?</p>
<p><strong>Patchwork</strong> è un titolo veloce e simpatico, edito da <strong>Uplay.it</strong> e pensato per due persone. Le regole sono piuttosto semplici, il che lo rende adatto a giocatori di qualunque età. La scatola contiene due plance giocatore e due pedine, un tabellone principale (che fungerà da &#8220;segnatempo&#8221;: le partite hanno una durata prestabilita, ovvero quella necessaria perché le pedine raggiungano il punto finale del tabellone), una pedina neutrale, svariati scampoli di stoffa e dei bottoni.<br />
Obiettivo di ciascun partecipante sarà quello di completare il più possibile la propria trapunta (la plancia giocatore), utilizzando i pezzi di stoffa che incontrerà lungo il cammino. Al termine del gioco, ogni spazio rimasto vuoto comporterà la perdita di punti. I punti vengono identificati con i bottoni: il vincitore sarà colui che al termine della partita ne avrà collezionati di più. Per acquisirli, il giocatore potrà muovere la propria pedina (ottenendo un bottone per ogni passo fatto) o superare determinati punti del tabellone principale, che gli permetteranno di impadronirsi di tanti bottoni quanti ne sono presenti sulla coperta che sta realizzando. Nel proprio turno, ognuno potrà quindi muoversi o scegliere di acquistare un ritaglio da applicare alla propria coperta. Per ottenere punti e garantirsi la possibilità di impadronirsi di altri pezzi, sarà importante scegliere gli scampoli che contengano bottoni oltre che stoffa. I bottoncini, infatti, fungono anche da moneta: ogni pezzo di stoffa ha un determinato costo in bottoni e in passi, per cui la strategia sarà condizionata sia da quante scorte abbiamo da investire sia da dove si trova fisicamente la nostra pedina; infine, sarà possibile essere il giocatore di turno fin quando ci si trova dietro alla pedina del proprio avversario lungo il tabellone principale.</p>
<p>Le regole sono poche, semplici ed intuitive eppure vi assicuro che <strong>Patchwork</strong> non è affatto un gioco banale. Le forme irregolari e squadrate dei pezzi di stoffa a disposizione (che mi hanno ricordato da vicino il <em><strong>Tetris</strong></em>) rendono difficile riuscire a completare la propria coperta e fanno sì che ogni giocatore debba mettere in campo tutta la sua abilità logica e schematica per riuscire a portare a casa la vittoria. La durata fissa delle partite (circa venti minuti, a seconda di quanto velocemente si proceda) risulta essere un elemento di dinamismo ed una componente fondamentale della gestione della propria strategia.<br />
Inoltre, ho apprezzato molto anche la veste grafica: colorata, vivace e simpatica, rende bene lo stile del gioco e, senza eccessivi fronzoli, risulta gradevole e pratica.<br />
In conclusione, <strong>Patchwork</strong> è un gioco che vi consiglio, soprattutto se siete alla ricerca di partite veloci ma non eccessivamente semplicistiche e se amate i rompicapo e vi piace applicare la logica anche nel gioco da tavolo.<br />
Vi rimando infine al nostro <a href="https://www.facebook.com/nerdandocom/photos/?tab=album&amp;album_id=1162607507144118">unboxing</a> per farvi un&#8217;idea!</p>
<hr />
<h2><strong>Nerdando in breve</strong></h2>
<p><strong>Patchwork</strong> è un rompicapo per due persone, simpatico e veloce. Ideale per testa a testa impegnativi ma non seriosi.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.4]</h2>
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		<title>Mombasa &#8211; Capitalismo ed altre belle cose</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/02/22/mombasa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Julian "JayJay" Gorla]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 13:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mombasa]]></category>
		<category><![CDATA[Uplay.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Mombasa è ambientato nell’Africa coloniale: terra ricca di materie prime su cui noi, da buoni europei gonfi di soldi e iniziativa, andremo a lucrare all’inverosimile. Ogni giocatore è quindi un investitore esterno che scommette sulla crescita delle quattro compagnie con sede a Mombasa, Cape Town, St. Louis e il Cairo, ognuna delle quali specializzata nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh4.googleusercontent.com/-ynblldYlu0k/Vsq_c7NOcPI/AAAAAAAAKIM/c4AB8KKflcE/w944-h531-no/2.png" alt="" width="944" height="531" /></p>
<p>Mombasa è ambientato nell’Africa coloniale: terra ricca di materie prime su cui noi, da buoni europei gonfi di soldi e iniziativa, andremo a lucrare all’inverosimile. Ogni giocatore è quindi un investitore esterno che scommette sulla crescita delle quattro compagnie con sede a Mombasa, Cape Town, St. Louis e il Cairo, ognuna delle quali specializzata nel commercio di una materia prima: cotone, caffè, banane e “esplorazione”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh6.googleusercontent.com/-ettEp3nlE3E/Vsq_c7W5aMI/AAAAAAAAKII/GQ4IWLVrb1g/w944-h531-no/3.png" alt="" width="944" height="531" /></p>
<p>La prima cosa che colpisce di Mombasa è il tabellone “affollato” e molto poco intuitivo. Sicuramente ci si sente spiazzati di fronte alla miriade di criptiche iconcine, simbolini e ordinatissime casette colorate. Infatti tutte le informazioni sono stilizzate da buon german che si rispetti e la dipendenza dalla lingua è pressoché nulla. Il problema è che bisogna farci l’occhio per interpretare bene ogni tassellino e ogni carta da gioco (esemplificativi i tassellini dei libri contabili: il boccone più ostico da digerire durante lo spiegone). Di conseguenza anche il tempo per il settaggio del gioco si dilaterà rispetto alla media. Come ho detto più in alto, Mombasa è un gioco estremo, per cui mettete in conto venti minuti comodi per settare il tutto e un’oretta per spiegarlo in modo esaustivo.</p>
<p>Senza la pretesa di dipanare tutte le sfaccettature del gioco, mi limiterò a dire che Mombasa dura 7 turni, ognuno diviso in 3 fasi: la prima di pianificazione, la seconda delle azioni e l’ultima di preparazione del turno successivo. Se la fase delle azioni, seppur complessa, è la classica fase di posizionamento segnalini e gestione delle risorse, la fase di pianificazione è quella che ho trovato davvero originale. All’inizio di ogni turno, il giocatore deve scegliere dal suo mazzo 3 carte con le merci che scambierà durante il turno (fino a 5 con l’avanzare della partita) posizionandole negli appositi slot nella parte inferiore della plancia personale. Alla fine del turno le tre carte usate verranno spostate sopra la plancia e andranno a costituire tre rispettive pile degli scarti. Infine nel successivo turno, per rimpinguare il mazzo, il giocatore sceglierà una di queste tre pile riutilizzando le carte scartate in precedenza. Quindi bisogna fare particolare attenzione anche al “deckbuilding” in quanto bisogna calcolare prima quali saranno le carte migliori da usare in quel momento, pianificando le giocate in relazione agli scarti e al numero dei turni (vi accorgerete che sette turni saranno davvero pochi). Questa meccanica non è propriamente semplice e intuitiva, per cui non mi dilungherò descrivendo le singole azioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh4.googleusercontent.com/-KQFTjghwQIA/Vsq_d0Qzt2I/AAAAAAAAKIU/A6hzc_eXtiY/w944-h531-no/4.png" alt="" width="944" height="531" /></p>
<p>Potrebbe sembrare semplicistico dividere i boardgames tra “american” e “german”, e forse lo è. Se da un lato gli american sono caratterizzati da una maggiore importanza dell’alea, le grafiche fumettose e un maggior coinvolgimento emotivo, i giochi german sono asettici, caratterizzati da poca interazione tra i giocatori e molta strategia. Lungi da me alimentare dualismi, ma alla luce di ciò posso dire che Mombasa è un german estremo: più complesso e profondo di classiconi come Agricola o Puerto Rico, lo collocherei sullo stesso piano di Aquasphere o Russian Railroads per pianificazione e quantità di variabili da considerare.</p>
<p>Insomma, gli autori di Mombasa non credo abbiano voluto emozionare il giocatore ricreando la particolare atmosfera africana, ma nemmeno polemizzare sullo sfruttamento da parte di compagnie estere. L’intento credo sia stato quello di creare un titolo cervellotico in cui la pianificazione di ogni singola mossa la fa da padrona. Di sicuro non è un gioco mainstream, in quanto ci vuole davvero tanta motivazione per iniziare a giocare e altrettanta per dipanarsi nei meandri del regolamento, però sono certo piacerà moltissimo alla nicchia di puristi del genere german.</p>
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		<title>Suburbia &#8211; La città dei tuoi sogni</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/06/18/suburbia-la-citta-dei-tuoi-sogni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 12:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gestionale]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzamento]]></category>
		<category><![CDATA[Suburbia]]></category>
		<category><![CDATA[Uplay.it]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Una delle cose che mi ha colpito maggiormente del Play: Festival del Gioco è stata l’enorme quantita di tavoli da gioco presenti, che offrivano la possibilità davvero a tutti di potersi sedere e provare qualche gioco in tranquillità, sia in caso di nuove uscite sia in caso di giochi più attempati. Il boardgame che mi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 866px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-DzWjMpy8_s0/VTtF08rvJ4I/AAAAAAAAAgM/n0op6bTK73g/w1137-h853-no/Picture%2B5.jpg" alt="Suburbia, pronto a entrare in azione" width="856" height="642" /><p class="wp-caption-text">Suburbia, pronto a entrare in azione</p></div>
<p>Una delle cose che mi ha colpito maggiormente del Play: Festival del Gioco è stata l’enorme quantita di tavoli da gioco presenti, che offrivano la possibilità davvero a tutti di potersi sedere e provare qualche gioco in tranquillità, sia in caso di nuove uscite sia in caso di giochi più attempati. Il boardgame che mi ha più colpito, tra quelli che ho avuto la possibilità di provare nel week-end modenese, è stato senza dubbio Suburbia, al punto tale da costringermi all’acquisto compulsivo.</p>
<p>Edito in Italia da <a href="http://www.uplay.it/" target="_blank">Uplay.it</a>, Suburbia potrebbe essere descritto velocemente a qualcuno che non l’abbia mai provato (e qui cito il buon JayJay) come un Sim City trasformato in gioco da tavolo. Lo scopo del gioco, infatti, è quello di investire nel proprio quartiere al fine di farlo prosperare non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale e sociale, finché la sua elevata reputazione riesca ad invogliare sempre più persone a trasferirvisi. Nel corso del gioco, bisognerà stare quindi attenti a bilanciare con sapienza le esigenze economiche di esercizi commerciali e industria con quelle culturali e ambientali degli abitanti, cercando di costruire un quartiere in cui la crescita economica sia in grado di favorire quella demografica: sarà proprio una crescita equilibrata e costante della popolazione a permettervi di vincere dato che il giocatore con la popolazione maggiore, alla fine dell’ultimo turno di gioco, si porterà a casa la vittoria.<br />
Suburbia segue molte di quelle che, a mio modesto parere, sono le regole fondamentali che ogni bel gioco da tavola deve seguire, offrendo profondità di gioco e varietà strategica senza appesantire eccessivamente il regolamento (stampato sulle classiche 4 pagine): per capire le regole e le meccaniche del gioco non sono necessarie molte ore, ma, allo stesso tempo, la curva di apprendimento si allunga lì dove si deve poi andare a sviluppare pianificazione e strategia a lungo termine, per massimizzare profitto e reputazione dai propri acquisti. Per raggiungere l’obiettivo i giocatori, a turno, potranno comprare all’asta terreni, attività commerciali, industriali o edifici civici da un’asta immobiliare, ovviamente più tempo le proprietà restano all’asta e più il loro costo tende a scendere: sui terreni appena messi all’asta si dovrà pagare una tassa che scende mano a mano che i turni passano e la proprietà non viene acquistata. Un altro aspetto positivo del gioco è la scarsissima presenza di elementi randomici, i quali non servono a premiare i giocatori forniti di un marcato fattore C, ma per aumentare la longevità del gioco rendendo in qualche modo ogni partita diversa dalla precedente. Le tessere esagonali che rappresentano le proprietà non vengono mai utilizzate tutte e l’ordine in cui esse vengono messe sul mercato cambiano di partita in partita, per cui, le combinazioni che si possono realizzare con le stesse, saranno ogni volta diverse. L’unico altro elemento randomico è nella presenza degli obiettivi: in ogni partita infatti verranno pescati a caso alcuni obiettivi, quattro di essi sono pubblici e raggiungibili da chiunque, mentre un quinto obiettivo segreto viene affidato singolarmente ad ogni giocatore.</p>
<p>Oltre alla bellezza delle meccaniche di gioco, ho trovato molto interessante come esse riescano ad integrarsi ottimamente con quello che è il background del gioco, oltre alla simulazione del mercato immobiliare, in cui i terreni tendono a deprezzarsi nel tempo, è anche interessante notare come, in genere, le disposizioni ottimali siano coerenti con quella che potrebbe essere una loro controparte reale: i complessi residenziali sono controproducenti se messi troppo a contatto con le fabbriche, le quali hanno invece bisogno di esercizi commerciali, gli edifici civici, al contrario, possono essere utili per tutti i settori, a seconda di quale sia il loro background. Se anche voi, come me, amate i giochi gestionali e di posizionamento, sono sicuro che Suburbia non vi deluderà, se invece siete un po’ scettici e volete qualche informazione in più, vi lascio con un video di unboxing della scatola base del gioco e vi auguro buona costruzione!</p>
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