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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Fear The Walking Dead &#8211; Non chiamatelo spin-off</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/10/16/fear-the-walking-dead-non-chiamatelo-spin-off/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2015 12:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Fear The Walking Dead]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Si parla di zombie e salto fuori io, che caso. Ci sono dei momenti, nel corso della propria vita, in cui ci si accorge di aver commesso degli errori, dei gravi errori. Per quanto mi riguarda, non aver accolto Fear The Walking Dead con i dovuti meriti è stato uno sbaglio madornale. Ho visto il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 644px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-3fDUu-Q8yms/ViC1p0HOMAI/AAAAAAAAJCc/sP4K3XyvBVY/w634-h373-no/12115936_959650077439863_8746832106743086381_n.jpg" alt="La locandina di Fear The Walking Dead" width="634" height="373" /><p class="wp-caption-text">La locandina di Fear The Walking Dead</p></div>
<p><em>Si parla di zombie e salto fuori io, che caso.</em></p>
<p>Ci sono dei momenti, nel corso della propria vita, in cui ci si accorge di aver commesso degli errori, dei gravi errori.<br />
Per quanto mi riguarda, non aver accolto Fear The Walking Dead con i dovuti meriti è stato uno sbaglio madornale.</p>
<p>Ho visto il pilot qualche settimana fa, scordandomi della serie poiché non sono riuscito a provare alcuna empatia nei confronti dei protagonisti, salvo poi spararmi le altre cinque puntate (per un totale di sei) in meno di 24 ore.</p>
<p>Fear The Walking Dead è uno spin-off della serie The Walking Dead, ambientato nel momento in cui l’epidemia zombie ha inizio.<br />
Cercherò accuratamente di evitare spoiler: la serie è ambientata a Los Angeles ed ha come personaggi principali Travis Manawa, un noioso professore divorziato dall’ex moglie Liza (con la quale ha avuto un figlio antipatico di nome Christopher), attuale compagno di Madison, una tediosa consulente scolastica con due figli: Nick ed Alicia; il primo ha gravi problemi con la droga e cammina goffamente come Roger, l’alieno di American Dad, mentre la seconda è lì solo per aumentare le quote rosa del telefilm.<br />
Tralasciando il fatto che l’espressione di Travis è sempre questa<br />
<img decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-bDrtrPrYP7U/ViC1ppyC6zI/AAAAAAAAJCY/IVKC_72WUYI/w404-h599-no/Cliff_Curtis_by_Gage_Skidmore.jpg" alt="" width="214" height="317" />ed ho passato l’intera serie a chiedermi come sia possibile che abbia avuto (almeno) due relazioni, come dicevo nell’incipit di questo post, questa grande famiglia allargata non è riuscita affatto a fare leva sul mio lato umano, anzi, ho sperato che gli zombie li mangiassero facendoli soffrire il più possibile.<br />
La situazione diventa molto più godibile con l’ingresso in scena di Daniel Salazar, un barbiere incontrato per caso dai protagonisti che nasconde più di un segreto.<br />
Dalla seconda puntata, Fear The Walking Dead ingrana la marcia e fa mangiare la polvere al fratellone The Walking Dead mostrando i muscoli con episodi che non annoiano: ci sono gli zombie, ci sono le discussioni, si scoprono molti lati oscuri dei personaggi senza fermarsi per un attimo, come ormai TWD fa per buoni tre quarti della stagione; non mi sono mai tediato e questo è dovuto sia al ritmo incalzante, sia alla scelta di realizzare <em>soltanto</em> sei episodi.<br />
La puntata più interessante è la quinta, intitolata Cobalt (che doveva essere inizialmente il nome della serie), dove i protagonisti raggiungono un punto di non ritorno, oltrepassando quella sottile linea che separa l’uomo dalla bestia, ed in cui si fa la conoscenza con quello che è il personaggio più interessante, l’enigmatico Victor Strand che regala più di qualche perla.</p>
<p>Consiglio dunque, sia che siate appassionati di TWD, sia che siate semplicemente amanti dell’horror, delle avventure e degli zombi, Fear The Walking Dead: non ve ne pentirete.</p>
<p><em>Due piccole note a margine.<br />
È possibile trovare, sul sito AMC, la webserie “Fear the Walking Dead: Flight 462” che sarà composta da 16 episodi di pochi minuti e racconterà la storia di alcuni passeggeri di un aereo durante i primi giorni del contagio: uno di questi sarà nella seconda stagione di Fear The Walking Dead che &#8211; ahimè &#8211; sarà composta da 15 episodi.<br />
La mia paura è che, a causa di un’eccessiva lunghezza, non riesca a tenere al giusto livello la tensione come avvenuto durante la prima stagione.<br />
</em></p>
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		<title>The Walking Dead &#8211; Una storia Telltale</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/07/23/the-walking-dead-una-storia-telltale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 12:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Definitive Collection]]></category>
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<p>Un paio di mesi fa, c’è stata una grande campagna di sconti sul Marketplace della Microsoft, tra i titoli in forte sconto c’era la Definitive Collection della Telltale Games che comprendeva The Walking Dead GOTY Edition, The Walking Dead: Season 2, The Wolf Among Us, più il season pass per Game of Thrones e Tales [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 939px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-KDAGdItg0aw/VWF5RjpgaaI/AAAAAAAAAiE/CpMP6yB9eac/w1024-h562-no/1.jpg" alt="" width="929" height="510" /><p class="wp-caption-text">No, non sarà mai così tranquilla la campagna.</p></div>
<p>Un paio di mesi fa, c’è stata una grande campagna di sconti sul Marketplace della Microsoft, tra i titoli in forte sconto c’era la Definitive Collection della Telltale Games che comprendeva The Walking Dead GOTY Edition, The Walking Dead: Season 2, The Wolf Among Us, più il season pass per Game of Thrones e Tales from the Borderlands. Dal momento che avevo sempre avuto voglia di prendere la serie di The Walking Dead e che sono un accanito fan di Game of Thrones, ho fallito il tiro salvezza su volontà e mi sono lasciato prendere dall’embolo, acquistando il bundle al volo. Oggi vi parlerò di The Walking Dead: Season 1, il primo gioco che ho provato e finito, per scrivervi degli altri titoli mano a mano che proseguirò.</p>
<p>Per chi non dovesse ancora conoscerla, la Telltale Games è una software house americana con sede in California, nata da una costola della LucasArt e specializzata nello sviluppo di avventure grafiche (parliamo di gente che ha partorito capolavori assoluti del calibro di Monkey Island e Grim Fandango), che, nella maggior parte dei casi, si sviluppano in episodi seguendo la struttura di un telefilm virtuale. Giocando, non è difficile riconoscere una mano molto esperta e sagace nello sviluppo di titoli di questo genere, pur utilizzando il pad, le interazioni con l’ambiente sono in puro stile punta e clicca, l’interfaccia è ridotta al minimo e la giocabilità punta alla maggiore semplicità possibile per fare in modo che il giocatore possa concentrarsi al massimo sulla storia e su ciò che gli sta avvenendo intorno. I puzzle che ci troviamo di fronte possono essere a volte complicati, ma mai di impossibile risoluzione, mentre le scene di azione sono estremamente semplici da portare a termine e la loro funzione è molto più legata ad esigenze sceniche piuttosto che ludiche: infatti le incontrete soprattutto in punti in cui sarà necessario spezzare la tensione della trama, dare un senso di suspense o ancora “svegliare” il giocatore dal torpore di scene più calme e rilassate.</p>
<p>Veniamo al pezzo forte, fortissimo del titolo ovvero trama e grafica: Telltale significa raccontare storie ed è chiaro come questo nome non sia stato scelto per puro caso. Il gioco si basa sul fumetto di Robert Kirkman (da cui poi è stata tratta la celebre serie televisiva) e la grafica stile cartoon scelta dalla Telltale si adatta in maniera meravigliosa a riprodurre le sensazioni delle pagine di TWD. Il tratto utilizzato da chi ha disegnato il gioco e i personaggi si avvicina molto a quello della carta stampata e, per tutto il tempo, il giocatore ha sempre la sensazione di stare vivendo una sorta di fumetto animato. Questa sensazione immersiva viene accentuata dal modo perfetto in cui i personaggi, in particolar modo quello del protagonista Lee Everett, vengono a mano mano caratterizzati e sviluppati nel corso della trama. Imparerete ad amare alcuni dei vostri compagni di viaggio, specialmente la piccola Clementine di cui dovrete prendervi cura (uno dei personaggi più adorabili che abbia mai visto in un videogioco), e odiarne altri, vi troverete sempre a sentire di fare effettivamente parte della storia e vivere con trasporto tutte quelle che saranno le loro vicende. Un ulteriore elemento che rende speciale la sensazione di immersione nel gioco e immedesimazione nel personaggio è il modo in cui la trama viene profondamente influenzata dalle vostre scelte. Mano a mano che progredirete nella trama, sarete posti costantemente di fronte a una serie di scelte molto difficili che segneranno la vostra esperienza di gioco e vi faranno immedesimare col vostro personaggio, costringendovi a porvi una lunga serie di questioni etiche e morali. Dalle vostre decisioni dipenderà la vostra sopravvivenza e quella del vostro gruppo, nonché tutti gli sviluppi futuri della storia, rendendo il titolo anche più longevo e piacevole da giocare una seconda volta. L’esperienza che vivrete giocando The Walking Dead vi ferirà e vi segnerà come pochi altri videogame sono in grado di fare, rendendola unica e indimenticabile nel panorama videoludico, uno di quei giochi di cui molto difficilmente potrete dimenticarvi.</p>
<p>Prima di chiudere, volevo anche menzionare brevemente The Walking Dead: 400 Giorni Dopo, episodio aggiuntivo disponibile nella Game of the Year che raccoglie una piccola serie di storie brevi, in qualche modo collegate tra loro. Pur non aggiungendo nulla alla trama principale, 400 Giorni Dopo presenta degli interessanti scorci di “umanità” devastata dalla apocalisse zombie e ci fa capire come basti effettivamente poco per ribaltare il nostro concetto di civiltà. Quasi mi dispiace di essere arrivato alla fine di questo resoconto, The Walking Dead è sicuramente una delle storie più belle ed emozionanti che mi sia mai trovato di fronte in un videogioco. Che siate amanti dei punta &amp; clicca, del fumetto, della serie TV o che siate totalmente estranei a tutto ciò, prendetelo, giocatelo, fatelo vostro perchè vi assicuro che ne vale davvero la pena ed è un titolo che merita di essere nella collezione di qualsiasi videogiocatore.</p>
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