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	<title>Tora Edizioni - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Due chiacchiere con: Fabrizio Pluc Di Nicola (In Rambo We Trust)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2024 11:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabrizio Pluc Di Nicola è un grande amico oltre che un grande artista e, in occasione dell&#8217;uscita del suo nuovo fumetto, ho voluto cogliere l&#8217;occasione per scambiare due chiacchiere con lui. In Rambo We Trust è un&#8217;opera divertente e profonda allo stesso tempo, pubblicata da Tora Edizioni e nella quale Fabrizio ricopre per la prima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_56855" aria-describedby="caption-attachment-56855" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-56855" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg" alt="Fabrizio Pluc Di Nicola" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/Fabrizio-Pluc-Di-Nicola-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-56855" class="wp-caption-text">Fabrizio Pluc Di Nicola</figcaption></figure>
<p><strong>Fabrizio Pluc Di Nicola</strong> è un grande amico oltre che un grande artista e, in occasione dell&#8217;uscita del suo nuovo fumetto, ho voluto cogliere l&#8217;occasione per scambiare due chiacchiere con lui.<br />
<a href="https://nerdando.com/2024/10/14/in-rambo-we-trust-un-futuro-che-non-ce-lo-possiamo-nemmeno-immaginare/"><em><strong>In Rambo We Trust</strong></em></a> è un&#8217;opera divertente e profonda allo stesso tempo, pubblicata da <strong>Tora Edizioni</strong> e nella quale Fabrizio ricopre per la prima volta il doppio ruolo di sceneggiatore e di disegnatore.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Clack: Com&#8217;è nato <em>In Rambo We Trust</em>?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Pluc:</strong> <strong>Mi tocca rispondere con papiro lunghissimo</strong>, cercando di essere prolisso entro i limiti del buonsenso ed evitare così la narcolessia fulminante al povero lettore.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Ho avuto l’idea durante la lettura di un libro terrificante</strong> (e lo dico da amante del trash, quindi è tutto dire). In soldoni, in quest’opera lo scrittore ha riletto, senza ironia ma con l’appiglio del “libero pensatore”, tutta <strong>la Bibbia in chiave Aliena</strong>! Praticamente Dio è un extraterrestre che ha modificato il DNA dell’uomo di Neanderthal e ha creato l’<em>homo sapiens</em> nel suo laboratorio, l’Eden! <strong>Cosa c’entra con <em>Rambo</em>?</strong>  Un attimo e ci arrivo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Mentre mi leggo tutte e mille e rotte le pagine del libro, arriva una parte in cui si afferma che <strong>l’Arca dell’Alleanza</strong> non era semplicemente il contenitore delle tavole con i 10 comandamenti. Ebbene no, era una ricetrasmittente e all’occorrenza una bomba atomica! La prova? Nel deserto è stato trovato un muro crollato, proprio nella zona dove (secondo lui) si trovava la città di Gerico. Questo muro, sulla base del nulla, è stato abbattuto da un’arma nucleare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quindi, se quel muro è stato distrutto da un’arma atomica, l’Arca dell’Alleanza, che venne portata proprio a Gerico, è una bomba atomica. E se l’Arca è una bomba atomica, allora Dio era un alieno che ha fornito le istruzioni a Mosè per costruire un’arma che necessitava di una tecnologia che i popoli all’epoca non avevano. Quindi il solo ritrovamento di un muro scassato è bastato per confermare tutta questa teoria e <strong>scacco matto a tutti</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Lo so che non ha senso</strong> e non si capisce niente, ma questo è quanto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo essermi ripreso da una risata durata quindici ore e ventotto minuti netti, mi sono detto che nel futuro qualcuno vedendo il film <em><strong>First Blood</strong></em> avrebbe potuto prenderlo per una storia vera, in quanto la guerra del Vietnam c’è stata davvero e non c’è quindi motivo per dubitare della veridicità della figura di John Rambo.</p>
<p style="font-weight: 400;">In quel momento <strong>mi si è accesa una lampadina!</strong> Ho così  iniziato a prendere appunti e a vedere se sarei riuscito a rendere credibile questa storia, che di credibile non ha niente. Appunti dopo appunti mi sono convinto, anche io sulla base del nulla, di avere un’idea dalla quale poter tirare fuori qualcosa di interessante e che forse era arrivato per me il momento di cimentarmi in un progetto tutto mio.<br />
Ho finito, le prossime risposte saranno più corte, giurin giurello.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: In questa occasione hai svolto sia il ruolo, consueto, di disegnatore che quello di sceneggiatore: com&#8217;è stata questa esperienza?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Dopo aver disegnato una dozzina di volumi a fumetti negli ultimi anni, <strong>provare una cosa completamente nuova mi ha divertito e stimolato tantissimo</strong>. Creare la storia in fin dei conti è la cosa più facile, perché quando arriva il momento di darle il giusto ritmo, curare i dialoghi, capire quale inquadratura funziona meglio e via dicendo, ti rendi conto di quanto sia complesso il lavoro dello sceneggiatore. L’unica pecca è che mi è mancata la possibilità di lamentarmi perché lo sceneggiatore aveva richiesto cose da disegnare troppo complesse. Insultarsi da solo alla lunga stufa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: <em>In Rambo We Trust</em> è una storia umoristica e sinceramente divertente ma, allo stesso tempo, racchiude anche un messaggio profondo e distopico: come sei riuscito a bilanciare questi due aspetti così diversi?<br />
</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Il mio obiettivo intanto era quello di <strong>creare un fumetto che avrei voluto avere da lettore</strong>. Un fumetto umoristico con una storia sensata, con inizio, svolgimento e fine, scritto in maniera chiara e disegnato in maniera comprensibile, insomma, un graphic novel in grado di far passare una piacevole e divertente serata al lettore. Sembrano richieste base, ma da qualche tempo faccio fatica a trovarne, salvo rare eccezioni, in libreria e fumetteria, dato che il mercato si è spostato verso lidi a me poco congeniali.</p>
<p style="font-weight: 400;">Poi mi piacciono le storie, che siano fumetti, libri o soprattutto film, dal <strong>piglio umoristico tendente al demenziale</strong>. Ho deciso di unire la passione per questo genere ad argomenti e temi che a me stimolano e piacciono, nel bene e nel male: la religione, i guru improbabili e ovviamente <strong><em>Rambo</em></strong>. Sono inoltre da tempo appassionato ai complotti, ma più che ai complottisti a quello che scatta nella testa di alcune persone quando si affidano a credenze che per noi sono (perché lo sono) assurde (vedi Terra piatta, i vaccini che causano l’autismo, le scie chimiche e tutto il cucuzzaro). Quindi ho cercato di unire tutti i puntini e creare il fumetto in questione, un libro che, come si suol dire, faccia ridere e penZare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Il volume è ricchissimo di citazioni, personalmente mi sono divertita moltissimo a scovarle: quanto è stato divertente, come autore, trovare per ognuna il giusto spazio?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Molto, anche se cerco di non metterle mai su un piedistallo. Non voglio mai che vadano a interrompere la lettura e a distrarre il lettore. <strong>Devono essere un valore aggiunto</strong>. Anche tutte le parti, con scene e dialoghi del film <em>Rambo – First Blood</em> sono contestualizzate e comprensibili anche per chi non ha mai visto il film… a patto che esista qualcuno che possa rientrare nella categoria.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Come proseguirà la promozione di <em>In Rambo We Trust</em>?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Salvo poche eccezioni, non girerò l’Italia in lungo e in largo come ho fatto per tutto il 2023 con <a href="https://nerdando.com/2023/04/21/roba-da-mostri-mondi-fantastici-negli-angoli-bui/"><strong><em>Roba da Mostri</em></strong></a>, il mio libro precedente. Ma è sicuro che ci saranno <strong>diversi incontri a Pescara e in Abruzzo</strong>, li sto pianificando proprio in questi giorni, quindi restate aggiornati per vedere come procederà quello che ho ribattezzato il “In Rambo we tour”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>C: Un&#8217;ultima domanda fuori dall&#8217;intervista, per curiosità mia (<em>ndr.</em> e invece poi ce l&#8217;abbiamo messa lo stesso) Quell&#8217; &#8220;OH MY GOOOOD&#8221; viene da <a href="https://nerdando.com/2019/09/03/troll-la-collezione-completa-il-miglior-peggior-horror/"><em>Troll 2</em></a>?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>P:</strong> Finalmente una persona colta che nota le citazioni di livello alto. Assolutamente sì, mi sono detto: “caro il mio Pluc, <strong>se devi citare, cita i <a href="https://nerdando.com/2016/10/25/dizionario-dei-film-brutti-a-fumetti/">capolavori più grandi</a>!</strong>”.<br />
Se tu che leggi non sai di cosa stiamo parlando, fatti una piccola ricerca in rete, ci ringrazierai. Forse.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? </em><em>Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>In Rambo We Trust &#8211; Un futuro che non ce lo possiamo nemmeno immaginare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Di Nicola]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[John Rambo]]></category>
		<category><![CDATA[Nanni Cobretti]]></category>
		<category><![CDATA[Pluc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Fabrizio Pluc Di Nicola è un amico, oltre che un artista incredibile: quando ho scoperto che stava lavorando al suo primo graphic novel da autore completo, sono stata subito sicura che ci sarebbe stato da divertirsi. Quando poi è stato chiaro che la storia avrebbe avuto a che fare con il personaggio di John [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_56645" aria-describedby="caption-attachment-56645" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/In-Rambo-We-Trust.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-56645" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/In-Rambo-We-Trust.jpg" alt="In Rambo We Trust" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/In-Rambo-We-Trust.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/In-Rambo-We-Trust-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/In-Rambo-We-Trust-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/10/In-Rambo-We-Trust-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-56645" class="wp-caption-text">Quando si dice che Rambo è una religione&#8230;</figcaption></figure>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Fabrizio Pluc Di Nicola</strong> è un amico, oltre che un artista incredibile: quando ho scoperto che stava lavorando al suo primo graphic novel da autore completo, sono stata subito sicura che ci sarebbe stato da divertirsi. Quando poi è stato chiaro che la storia avrebbe avuto a che fare con il personaggio di <strong>John Rambo</strong>, le aspettative si sono tramutate in certezze.<br />
<em><strong>In Rambo We Trust</strong></em> è una storia surreale, divertente e profonda allo stesso tempo. Un grazie a <strong>Tora Edizioni</strong> per avermi inviato una copia per la recensione!</p>
<h2>Trama</h2>
<p>In un futuro non troppo lontano, <strong>la civiltà per come la conosciamo è stata distrutta</strong> da devastanti guerre nucleari. La razza umana, tuttavia, non è completamente estinta: un gruppo di scienziati è stato infatti nascosto sotto terra e ibernato, in attesa che l&#8217;aria torni respirabile e con il compito di far ripartire l&#8217;umanità. Una volta svegliati dal loro sonno criogenico, gli scienziati si danno da fare per creare le condizioni per la vita e nuovi esseri umani in laboratorio, a cui dovranno insegnare le nozioni della vecchia umanità.<br />
Quando un incidente provoca la morte del gruppo di ricerca, tuttavia, <strong>i nuovi umani si ritrovano senza una guida</strong> e progrediscono come meglio possono, nella quasi totale ignoranza. Anni dopo, il ritrovamento fortuito del videomessaggio di uno degli scienziati, che li invita a confidare nella religione e a scoprirla attraverso il materiale conservato nella sua borsa, li porterà a un nuovo livello di civiltà, grazie alla guida del figlio di Dio&#8230;<strong>John Rambo</strong>!</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Per alcuni di noi, Rambo è quasi una religione: cresciuti con il film, del quale conosciamo le battute quasi a memoria e nel culto del personaggio interpretato da <strong>Sylvester Stallone</strong>. Il passo da idolo filmico a protagonista di una vera e propria religione, allora, è decisamente breve. O almeno, lo è in <em>In Rambo We Trust</em>.</p>
<p><strong>Il lavoro fatto da Pluc</strong> con questo fumetto <strong>è davvero encomiabile</strong>. In un momento in cui l&#8217;introspezione e le tematiche seriose vanno per la maggiore, riesce a sviluppare un&#8217;opera pienamente umoristica, che diverte e strappa risate sincere. Allo stesso tempo, <em>In Rambo We Trust</em> racchiude sotto la superficie una riflessione profonda e attuale, con risvolti, seppure divertenti, a ben guardare distopici (per certi versi, mi ha ricordato un po&#8217; <em>Idiocracy</em>).</p>
<p>Ho apprezzato molto questa doppia chiave di lettura, così come le <strong>citazioni all&#8217;universo cinematografico</strong> di cui <em>In Rambo We Trust</em> è disseminato: l&#8217;autore, d&#8217;altra parte, è un appassionato di cinema e questo amore traspare a ogni pagina. Vi sfido a riconoscere tutte le citazioni nascoste, alcune in bella vista, altre più sottili, nel volume.</p>
<p>In conclusione, <em>In Rambo We Trust</em> <strong>si rivela davvero divertente</strong>, ho riso molto durante la lettura, con un risvolto riflessivo affatto scontato. A livello di disegni, lo stile di Pluc è sempre una garanzia: anche in questo lavoro ritroviamo il suo tratto tipico, espressivo e personale, e colori stupendi.</p>
<p><strong>Il grande ritorno del fumetto umoristico italiano?</strong> Per me sì e non posso che consigliarvene la lettura.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p><em>In Rambo We Trust</em> è disponibile dal 3 ottobre scorso al prezzo di copertina 16.90€. Il volume, a colori e con alette segnapagina, offre pagine in carta lucida che rendono piena giustizia ai colori delle tavole ed è arricchito dalla prefazione di un esperto di &#8220;cinema di menare&#8221; come <strong>Nanni Cobretti</strong>.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>In Rambo We Trust</strong></em> è un divertente fumetto in cui cinema e religione si mescolano pericolosamente e spassosamente.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_oro.png"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41514" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/clack_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></strong></p>
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		<title>Junkie &#8211; L&#8217;altra faccia della dipendenza</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/12/07/junkie-laltra-faccia-della-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Masaya]]></category>
		<category><![CDATA[Tora Edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Che vi posso dire? Io quando mi innamoro di un&#8217;artista (e ne ho più d&#8217;una in casa che amo alla follia) non posso fare a meno di seguirla nell&#8217;attesa della sua prossima manifestazione artistica. Con Masaya Martina (cognome prima del nome non per ragioni bejoriane, ma perché a lei piace così), che ho avuto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-48459" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Che vi posso dire? Io quando mi innamoro di un&#8217;artista (e ne ho più d&#8217;una in casa che amo alla follia) non posso fare a meno di seguirla nell&#8217;attesa della sua prossima manifestazione artistica.<br />
Con <strong>Masaya Martina</strong> (cognome prima del nome non per ragioni <em>bejoriane</em>, ma perché a lei piace così), che ho avuto modo di conoscere <a href="https://nerdando.com/2016/11/21/due-chiacchiere-con-martina-masaya-giacinto/">ormai anni fa</a> e che seguo da allora, è stato così: e per tutte le passioni più profonde, mi viene difficile dare forma al suo perché. Potrei usare grandi giri di parole, ma la verità pura e semplice è che probabilmente lei riesce, tramite il suo lavoro, a dialogare con la mia anima (in un&#8217;accezione squisitamente psicodinamica).<br />
Il che è ancor più straordinario pensando che probabilmente non esiste persona più lontana da me, eppure eccomi qui, ancora una volta, a commentare per voi la sua ultima fatica. Ed è una di quelle che colpisce duro e sotto la cintura.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La protagonista di <strong>Junkie</strong> è Anna: una giovane ragazza in lotta con se stessa. È l&#8217;alter ego di Martina? Forse sì, forse no (io penso di sì per una buona parte, ma non glielo chiederò per rispetto al mistero del processo creativo); forse solo a tratti; forse in realtà sono io; o forse, più probabilmente, siamo tutti noi mentre abbiamo attraversato quella fase infame di crescita in cui ci sentiamo dei &#8220;diversi&#8221;.</p>
<p>Ma non solo diversi: ci sentiamo<strong> incompresi</strong>, messi alla prova da aspettative troppo grandi o troppo diverse dalla nostra natura più profonda e quindi sempre costantemente messi sotto giudizio. È qualcosa che parte dal profondo e che emerge in modo differente in ognuno di noi, ma non si scappa: è il nostro <em>Super-io</em> che si eleva a giudice supremo del tribunale della mente, ci pesa, ci misura e ci trova irrimediabilmente mancanti. E ci condanna, sempre e senza pietà, alla pena più severa: quella di <strong>sentirci inadeguati</strong>.</p>
<p>E allora cosa facciamo? L&#8217;unica cosa che ci riesce facile: ci rannicchiamo e ci rifugiamo nelle nostre <em>addiction</em>. Non vi svelerò qual è il &#8220;<strong>paradiso artificiale</strong>&#8221; di questa protagonista, lascerò invece a voi il compito di scoprirlo da soli e sorprendervi (forse in toto, forse in parte) nella risoluzione finale.<br />
Ma, come spesso avviene, non è quella la parte più importante: bensì <strong>il viaggio</strong>. Possiamo rifugiarci nei libri fantasy (come alcuni illustri colleghi di Redazione), oppure nella fantascienza (come il sottoscritto ed altri illustri colleghi di medesima Redazione), o ancora in altre distrazioni che ci facciano sentire al sicuro: i videogiochi, i viaggi, la musica. Purtroppo anche le droghe (che in qualità di padre metto nella top 3 delle cose che mi terrorizzano in questo mondo) certo, ma non c&#8217;è bisogno di distruggersi fisicamente, per farlo invece psicologicamente.</p>
<p>Anna attraversa questo <strong>inferno personale</strong> dal quale non c&#8217;è apparente via d&#8217;uscita, perché come tutte le &#8220;dipendenze&#8221; hanno il doppio effetto di farci sentire al sicuro, finalmente compresi e in pace; eppure ci allontanano dal mondo reale, dalle persone vere, da quelli che magari ci stanno tendendo una mano senza chiedere nulla in cambio e che non riusciamo neppure a vedere.</p>
<p>E allora ci isoliamo ancora di più. <strong>Ci sentiamo più soli di quello che realmente siamo</strong>, e anche le voci amiche, quelle che fanno di tutto per starci vicino, suonano incessanti come sirene malefiche alle nostre orecchie, facendoci sentire ancor più soli, ancor più incompresi.<br />
Se ne può uscire? Naturalmente sì, ma come?</p>
<p>Ecco: torniamo a quel tema del viaggio di cui sopra. <strong>Perché è il viaggio ad essere la cosa più importante?</strong> Molto più del traguardo? Perché, una volta raggiunta la fine, la cosa più importante è intraprenderne un altro?<br />
Perché, a mio modesto parere, è solo tramite quello che si può crescere: scoprire cose nuove su di sé e su chi ci circonda. E per farlo non occorre nemmeno portarsi dietro un bagaglio troppo voluminoso, basta una cosa: il nostro cuore, ma assicurandosi che sia bene aperto, se non spalancato, a quanto la società e il mondo attorno a noi sia pronto ad offrirci.</p>
<p>Facile? No: non lo è e non lo sarà mai. Ma c&#8217;è da essere orgogliosi per qualsiasi piccolo passo in questa direzione.<br />
E dunque <strong>Junkie</strong> è il viaggio di Martina? Forse, ma in ogni caso spero che il sorriso che spesso sfoggia nei suoi selfie sia lo specchio di quel traguardo, del coronamento di quel viaggio. Personalmente non posso che essere emozionato e felice nell&#8217;aver avuto il privilegio di poter partecipare da recensore ad un&#8217;altra delle sue opere.</p>
<h2>Stile</h2>
<p><strong>Inconfondibile</strong>, come sempre, lo stile grafico di Martina: delicato, morbido, arricchito da trame cinetiche che ti fanno precipitare nel cuore dell&#8217;azione. Come dite? Non è un fumetto action? E chi lo dice? C&#8217;è davvero più azione in una graphic novel supereroistica che in una introspettiva? Io non credo proprio.</p>
<p>Riquadri dal taglio originale, schemi infranti, personaggi che sembrano saltar fuori dalle griglie se non dalle vere e proprie pagine. <strong>Tutto nello stile di Martina grida al vortice</strong>, al movimento senza fine, e il tutto in perfetto contrasto con la usuale scelta di colori acquerello, morbidi e pacifici, capaci quindi di creare un cortocircuito emotivo travolgente, che spiazza ad ogni pagina sempre di più, man mano che procediamo nella narrazione.</p>
<p>Saltando sapientemente da colore a scala di grigi, questo albo è la dimostrazione di <strong>come la componente grafica possa accompagnare la trama</strong> nel suo dipanarsi in un viaggio introspettivo così come fece Virgilio con Dante.</p>
<p>Non voglio dilungarmi oltre: seguitela sui social e <strong>lasciate che la sua arte vi regali qualche emozione</strong>. Se lo merita. Ve lo meritate.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Junkie</strong> è il viaggio di perdita di se stessi e ritrovamento, creato della talentuosa Masaya Martina.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41565" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/zeno2k_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2022/12/07/junkie-laltra-faccia-della-dipendenza/">Junkie &#8211; L&#8217;altra faccia della dipendenza</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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