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	<title>The Umbrealla Academy - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>The Umbrella Academy &#8211; Una normale famiglia di supereroi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 13:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Bá]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi come un passaggio del testimone, Netflix da un lato annuncia la fine delle sue serie Marvel, dall&#8217;altro fa uscire la sua prima serie di supereroi non Marvel, The Umbrella Academy, disponbile dal 15 febbraio. La serie è tratta da un fumetto di Gerard Way e Gabriel Bá uscito per Dark Horse tra il 2008 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/03/01/the-umbrella-academy-una-normale-famiglia-di-supereroi/">The Umbrella Academy &#8211; Una normale famiglia di supereroi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Quasi come un passaggio del testimone, <strong>Netflix</strong> da un lato annuncia la fine delle sue serie <a href="https://nerdando.com/2015/12/30/marvels-daredevil-langelo-di-hells-kitchen/"><strong>Marvel</strong></a>, dall&#8217;altro fa uscire la <strong>sua prima serie</strong> di supereroi non Marvel, <em><strong>The Umbrella Academy</strong></em>, disponbile dal 15 febbraio. La serie è tratta da un fumetto di <strong>Gerard Way</strong> e <strong>Gabriel Bá</strong> uscito per <strong>Dark Horse</strong> tra il 2008 e il 2009 e ripresa di recente.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><em><strong>The Umbrella Academy</strong> </em>racconta la storia di <strong>sette bambini</strong> nati nello stesso giorno da madri che non erano nemmeno incinta il giorno prima. Questi sette <strong>vengono adottati</strong>, o comprati, da <strong>Reginald Hargreeves</strong>, eccentrico miliardario (inglese, dato l&#8217;accento) che li addestra ad <strong>essere supereroi</strong>, sfruttando i poteri che tutti, tranne uno, hanno.</p>
<p>Hargreeves si colloca parecchio in alto nella classifica dei <strong>genitori peggiori di ogni tempo</strong>. Oltre a non dare nomi ai figli adottivi, li fa crescere con una <strong>mamma robot</strong> (che darà loro nomi veri e non numeri) e praticamente li <strong>traumatizza a vita</strong>. E infatti i sette crescono <strong>tutti malissimo</strong> (uno muore, ma non sottilizziamo). <strong>Diventati adulti</strong> sono tutti depressi, cinici, sfiduciati e soprattutto <strong>odiano il padre</strong>, comprensibilmente. Alla sua morte però si ritrovano <strong>tutti insieme</strong> a dover cercare di fermare l&#8217;apocalisse, preannunciata dal ritorno di <strong>Numero Cinque</strong>, che si era perso mentre viaggiava nel tempo.</p>
<p>Il fumetto lo lessi <strong>tempo fa</strong> attratto dai disegni di Bá (disegnatore che adoro) e nonostante <strong>la repulsione</strong> che ho per <strong>Gerard Way musicista</strong> (il Gerard Way fumettista invece è uno ganzo). Onestamente i miei ricordi del fumetto originale <strong>sono annebbiati</strong> e quindi non lo posso comparare più di tanto con la serie TV. <strong>Lo spunto iniziale</strong> è lo stesso e di base lo sono anche i personaggi, sebbene con qualche modifica.</p>
<p>La serie, creata da <strong>Steve Blackman</strong> e <strong>Jeremy Slater</strong>, non prende solo lo spunto e i personaggi ma riesce a mantenere <strong>gli elementi più peculiari</strong> del fumetto. La serie resta sempre <strong>in bilico</strong> tra surreale e dramma non vergognandosi del suo <strong>essere fumetto</strong> e abbracciando gli elementi più<em> camp</em> della storia, cosa che ad esempio le serie <strong>Marvel Netflix</strong> non hanno mai fatto. Qualche aspetto fumettoso viene ovviamente limitato. Ad esempio <strong>Luther</strong> (Numero Uno o Spaceboy) non ha subito <strong>un trapianto di testa</strong> nel corpo di un gorilla marziano (!), ma semplicemente è stato esposto ad un siero che lo ha reso <strong>un misto uomo-gorilla</strong>.</p>
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<h2>Affari di famiglia</h2>
<p>Nonostante tutto, la serie non si basa solo sull&#8217;evitare <strong>l&#8217;apocalisse</strong> e <strong>salvare il mondo</strong> come da tradizione supereroistica. Molto più importanti sono i rapporti tra i vari membri della <strong>Umbrella Academy</strong> dopo anni di dolori, incomprensioni e fallimenti. I <strong>sei protagonisti</strong> sono tutti incasinatissimi e pieni di traumi personali ma anche interpersonali con i vari fratelli.</p>
<p>Il già citato <strong>Numero Uno</strong> (Tom Hopper) si sente tradito da tutti i suoi fratelli che se ne sono andati e dal suo amore non ricambiato per Allison/<strong>Numero Tre</strong> (Emmy Raver-Lampman), che a sua volta ha paura che il suo successo di attrice sia solo dovuto ai suoi poteri e vorrebbe solo rivedere la figlia. Diego/<strong>Numero Due</strong> è in lotta con il mondo e non sopporta il servilismo di Numero Uno nei confronti del padre né il tradimento di Vanya/<strong>Numero Sette</strong> (Ellen Page), che ha scritto un&#8217;autobiografia su di loro dopo essere stata emarginata perché senza poteri. Klaus/<strong>Numero Quattro</strong> (Robert Sheenan, che per la mia gioia rifà Nathan di Misfits con più droghe e meno parolacce) è costantemente fatto per evitare di venir sopraffatto dal suo potere di parlare coi morti. <strong>Numero Cinque</strong> (Aidan Gallagher, mostruoso nonostante sembri Paulo Dybala da piccolo), è un adulto nel corpo di un ragazzino e deve superare anni di solitudine.</p>
<p>Questi traumi sembrano <strong>insormontabili</strong> e durante la serie non sembra per niente scontato che i fratelli <strong>si riuniscano</strong> per combattere una minaccia comune. Nemmeno l&#8217;arrivo di <strong>due assassini</strong> dal futuro, Hazel e Cha-Cha, riesce a riunirli. D&#8217;altronde nel <strong>mondo reale</strong> le incomprensioni e le liti in famiglia spesso <strong>non vengono mai risolte</strong>, figuriamoci se tuo fratello può parlare coi morti e tua sorella è un&#8217;attrice di fama mondiale.</p>
<h2>Danzando verso la fine del mondo</h2>
<p><strong>Le relazioni</strong> tra i vari personaggi sono l&#8217;aspetto <strong>più intrigante</strong> della serie, nonostante sia l&#8217;aspetto meno supereroistico. Durante la visione della serie mi sono ritrovato a sperare in più scene di dialogo tra i vari <strong>personaggi</strong> e in meno scene di botte. Questo perché <strong>i personaggi</strong> funzionano, le loro interazioni sono credibili e gli attori sono ben amalgamati.</p>
<p>Ad ogni modo <strong>le botte ci sono</strong>, sono tante e sono molto gratificanti. Vengono usati<strong> tutti i personaggi</strong> coi loro poteri e non viene risparmiata <strong>la violenza</strong>. Soprattutto, molte scene (d&#8217;azione e non) sono glorificate da <strong>una colonna sonora pazzesca</strong>. Sono giorni che ho la colonna sonora in <strong>heavy rotation</strong> e un paio di canzoni non riesco proprio a togliermele dalla testa (sto pensando a te, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=A_300cnCdYI"><em>The Walker</em></a>). Applausi a scena aperta per chiunque abbia deciso di usare <strong><em>Istanbul (Not Constantinople)</em></strong> dei They Might Be Giants e <strong><em>Sinnerman</em></strong> di Nina Simone durante scene di combattimento. No, i <strong>My Chemical Romance</strong> non ci sono, ma ci sono delle canzoni di Way da solo.</p>
<p>La musica è uno degli elementi di <strong>maggior spicco</strong> della serie, con <strong>un mix</strong> di classici, canzoni strane, moderne, cover, pop, rock, elettronica. Può sembrare che sto esagerandone <strong>l&#8217;importanza</strong>, ma le scelte musicali rendono perfettamente <strong>il tono della serie</strong>, nelle parti più spensierate come in quelle più drammatiche. Ad esempio qui:</p>
<p>https://twitter.com/NXOnNetflix/status/1096318195818844160?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1096318195818844160&amp;ref_url=https%3A%2F%2Fwww.theringer.com%2Ftv%2F2019%2F2%2F21%2F18234853%2Fumbrella-academy-netflix-comic-book-gerard-way-ellen-page</p>
<p><strong>Questo mix</strong> tra personaggi disfunzionali, canzoni oscure ed estetica <em>retro</em> mi hanno portato immediatamente a pensare a <strong>Wes Anderson.</strong> In particolare a <strong><em>I Tenenbaum</em></strong>, film su un gruppo di fratelli brillanti da bambini e falliti da adulti. In effetti <strong><em>The Umbrella Academy</em></strong> potrebbe essere la <strong>risposta all&#8217;annosa questione</strong>: come sarebbero gli <strong>X-Men</strong> se fossero <strong>diretti da Wes Anderson</strong>? Ok, la regia e la fotografia non sono per niente come nei film di Anderson, ma io mi riferivo principalmente al mood narrativo.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><em><strong>The Umbrella Academy</strong></em> è una serie di supereroi <strong>diversa</strong> dal solito. Il nemico è quasi immateriale,<strong> il fulcro sono le relazioni tra i personaggi</strong> nel tentativo di ritrovare la propria famiglia. Riesce ad <strong>essere tante cose insieme</strong>, divertente ma non stupida, emozionante ma non melensa, fumettosa ma in senso positivo. Ne voglio<strong> subito un&#8217;altra stagione</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Se Marvel realizzasse un remake degli X-Men facendolo dirigere a Wes Anderson, il risultato sarebbe molto simile a <strong><em>The Umbrella Academy</em></strong>.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,5/5</h2>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/03/01/the-umbrella-academy-una-normale-famiglia-di-supereroi/">The Umbrella Academy &#8211; Una normale famiglia di supereroi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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