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	<title>The imitation game - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>The imitation game - Nerdando</title>
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		<title>Blade Runner: curiosità da sapere prima del sequel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 12:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Blade Runner è uno dei pilastri della fantascienza cinematografica. Pur non avendo riscosso un immediato successo, anche a causa della sua natura fortemente sperimentale, è innegabile che, a partire dal quell&#8217;ormai lontano 1982 in cui Ridley Scott lo realizzò, sia diventato un cult, indicando la direzione a molti dei film che sono venuti dopo. Con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/10/02/blade-runner-curiosita-da-sapere-prima-del-sequel/">Blade Runner: curiosità da sapere prima del sequel</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><em><strong><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18133" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Blade-Runner-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></strong></em></p>
<p><strong>Blade Runner</strong> è uno dei pilastri della fantascienza cinematografica.</p>
<p>Pur non avendo riscosso un immediato successo, anche a causa della sua natura fortemente sperimentale, è innegabile che, a partire dal quell&#8217;ormai lontano <strong>1982</strong> in cui <strong>Ridley Scott</strong> lo realizzò, sia diventato un <strong>cult</strong>, indicando la direzione a molti dei film che sono venuti dopo.</p>
<p>Con la prossima uscita nei cinema di <a href="https://nerdando.com/2016/12/21/blade-runner-2049-trailer-italiano/"><strong>Blade Runner 2049</strong></a>, quindi, ho pensato di raccogliere alcune <strong>curiosità</strong> da conoscere prima di andare al cinema.</p>
<h2>Il sequel</h2>
<p><strong>Blade Runner 2049</strong> è ufficialmente un sequel di Blade Runner, ambientato trent&#8217;anni dopo l&#8217;originale.</p>
<p>Sulla trama si è mantenuto molto riserbo ma sappiamo con certezza che <strong>Harrison Ford</strong> tornerà nei panni dell&#8217;agente Deckard. Al suo fianco nomi del calibro di <strong>Ryan Gosling, Robin Wright, Jared Leto</strong>.</p>
<p>In cabina di regia troviamo una novità: a dirigere sarà <strong>Denis Villeneuve</strong>. <strong>Ridley Scott</strong> resta però nel ruolo di produttore esecutivo.</p>
<p>Sono inoltre usciti tre <strong>cortometraggi</strong> che spiegheranno cosa è accaduto nell&#8217;arco di tempo che va da <em>Blade Runner</em> a <em>Blade Runner 2049</em>.</p>
<h2>L&#8217;ispirazione</h2>
<p>Come è noto,<em> Blade Runner</em> è tratto da un romanzo: <strong><em>Il cacciatore di androidi</em></strong> (<em>Do Androids Dream of Electric Sheep?)</em> di <strong>Philip K. Dick</strong>.</p>
<p>Il film, peraltro, è il primo a sdoganare il romanziere presso il mondo del cinema ed il grande pubblico. Pur non avendo avuto moltissima fortuna in vita, Dick divenne, in seguito al successo di <strong><em>Blade Runner</em></strong>, un autore di culto, tanto che la lista di prodotti cinematografici tratti dalle sue opere è oggi lunghissima.</p>
<p>Ma come si arriva da <strong><em>Do andorids Dream of Electric Sheep?</em></strong> a <em>Blade Runner</em>? Il titolo proviene in realtà da un&#8217;altra storia, scritta da <strong>Alan E. Nourse</strong>: Ridley Scott ne aveva acquistato i diritti solo per quanto riguarda il titolo. Dopo aver quindi scartato altre proposte, pensò di utilizzare proprio questo investimento per il film che stava realizzando.</p>
<p>Nonostante questo e molti altri cambiamenti rispetto al romanzo, quando Dick vide i primi 20 minuti del film nel corso di una proiezione privata <strong>ne rimase entusiasta</strong>. <em>Blade Runner</em> era, secondo lo scrittore, una perfetta visualizzazione del suo mondo interiore. La cosa stupisce se si considera che né Ridley Scott né lo sceneggiatore <strong>David Webb Peoples</strong> avevano mai letto il romanzo.</p>
<h2>Casting</h2>
<p>Oggi è impensabile immaginare <em>Blade Runner</em> senza collegarlo automaticamente ai volti iconici che ne hanno interpretato i protagonisti.</p>
<p>Tuttavia, <strong>Rick Deckard</strong> ha rischiato seriamente di avere un altro volto. Precisamente, quello di <strong>Dustin Hoffman</strong>. L&#8217;attore, infatti, fu per mesi in trattative con la produzione ma decise alla fine di abbandonare il progetto a causa di divergenze di vedute sul suo personaggio.</p>
<p>Dopo il rifiuto, molti furono i nomi noti considerati per la parte: <strong>Gene Hackman, Paul Newman, Sean Connery, Jack Nicholson, Clint Eastwood, Al Pacino, Tommy Lee Jones e Arnold Schwarzenegger</strong>.</p>
<p>Alla fine, si optò per <strong>Harrison Ford</strong>, che era alla ricerca di un ruolo più drammatico dopo <em>Guerre Stellari</em> e <em>I Predatori dell&#8217;Arca Perduta</em>. Ironia della sorte vuole che Ford abbia un ricordo pessimo della lavorazione di <em>Blade Runner</em>: in più di un&#8217;occasione l&#8217;attore ha dichiarato di non amare molto il film e di essersi trovato malissimo a lavorare con Ridley Scott.</p>
<p>Anche <strong>Daryl Hannah</strong>, che deve la sua fama proprio al ruolo di <strong>Pris</strong> in <em>Blade Runner</em>, non era stata la prima scelta per la parte, inizialmente affidata a <strong>Stacey Nelkin</strong>. Nelkin, successivamente, ottenne il ruolo del replicante Mary ma&#8230; il suo personaggio fu poi tagliato dal montaggio finale.</p>
<p>L&#8217;unico su cui non ci sono mai stati dubbi è <strong>Rutger Hauer</strong>: l&#8217;attore olandese fu scelto a scatola chiusa da Scott, impressionato dai suoi precedenti ruoli. E la scelta è più che mai azzeccata, se si considera che uno dei monologhi simbolo del film, l&#8217;ultimo pronunciato dall&#8217;androide <strong>Roy Batty</strong>, non è frutto della sceneggiatura ma proprio della fantasia di Hauer, che lo improvvisò sul set. Scott, anni dopo, ha dichiarato di aver tenuto le battute solo per quieto vivere, eppure molti ricordano <em>Blade Runner</em> anche grazie a quel monologo.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Roy-Batty-Blade-Runner.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18134" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Roy-Batty-Blade-Runner.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Roy-Batty-Blade-Runner.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Roy-Batty-Blade-Runner-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Roy-Batty-Blade-Runner-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/09/Roy-Batty-Blade-Runner-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>L&#8217;ambientazione</h2>
<p><em>Blade Runner</em> è ambientato in una <strong>distopica Los Angeles del 2019</strong>. Inutile dire che le atmosfere del film, così caratteristiche e spesso paragonate a <strong><em>Metropolis</em></strong> di <strong>Fritz Lang</strong>, sono rimaste iconiche.</p>
<p>Molta dell&#8217;ispirazione per gli scenari di <em>Blade Runner</em> viene dai lavori dell&#8217;artista francese <strong>Moebius</strong>. Ridley Scott tentò anche di coinvolgerlo nella produzione, ma lui rifiutò per precedenti impegni.</p>
<p>Essendo <em><strong>Blade Runner</strong> </em>uno degli ultimi film di fantascienza realizzati con effetti speciali non computerizzati, per dare un&#8217;aria &#8220;aliena&#8221; agli ambienti si optò per una soluzione molto semplice: molti degli esterni sono girati di notte e con <strong>moltissima nebbia</strong>, in modo da non mostrare i dettagli degli edifici.</p>
<p>Nel film, inoltre, viene parlato un <strong>linguaggio di finzione</strong> creato appositamente per l&#8217;occasione: si tratta di un mix di giapponese, spagnolo, tedesco, ungherese, cinese e francese.</p>
<h2>I replicanti</h2>
<p>Nonostante gli androidi siano, di fatto, uno degli elementi più distintivi del film, va sottolineato che nel romanzo di Philip Dick non compare mai il termine, ormai famoso, di &#8220;<strong>replicanti</strong>&#8221; per definirli.</p>
<p>La felice intuizione è della figlia dello sceneggiatore Peoples, che la creò ispirandosi alla replicazione delle cellule.</p>
<p>Il<strong> test Voight-Kampff</strong>, a cui nel film vengono sottoposti gli androidi, è ispirato ad un saggio del 1951 scritto da <strong>Alan Turing</strong>: al suo interno, veniva proposto un test chiamato &#8220;<strong>il gioco dell&#8217;imitazione</strong>&#8221; che serviva a stabilire la differenza tra intelligenza umana e artificiale.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/2015/02/13/imitation-game-una-favola-nerd/"><strong><em>The Imitation Game</em></strong></a> è anche il titolo del film del 2014 che ripercorre la vita di Turing.</p>
<h2>Lavorazione</h2>
<p>Tralasciando il discorso sulle <strong>varie versioni</strong> di <em>Blade Runner</em> e degli errori che possono essere notati durante la visione, perché ci dilungheremmo troppo, vi lascio comunque qualche curiosità sulla <strong>lavorazione</strong>.</p>
<p><em>Blade Runner</em> è un film ricco di <strong>prestiti illustri</strong>, a cominciare dallo stretto legame con un altro caposaldo della filmografia di Ridley Scott, <a href="https://nerdando.com/2017/05/12/alien-covenant-lo-spazio-torna-far-paura/"><strong><em>Alien</em></strong></a>.</p>
<p>I collegamenti con l&#8217;altro pilastro della fantascienza sono, in realtà, più di uno: la <strong>sequenza sul computer</strong> che si vede quando Gaff preleva Deckard, per esempio, è la stessa usata in <em>Alien</em>, quando la navicella sta per raggiungere la Terra.</p>
<p>Ma non solo: anche il display utilizzato per il <strong>test Voight-Kampff</strong> compare in <em>Alien</em>, utilizzato come display da muro. Inoltre, quando Deckard entra nel suo appartamento, è udibile un mormorio di sottofondo identico a quello presente in molte scene di <em>Alien</em>.</p>
<p>Le somiglianze tra i due film diventano ancora più interessanti se si considera che in entrambi sono presenti personaggi sintetici e che la loro natura viene mantenuta ambigua per gran parte della pellicola.</p>
<p><em>Blade Runner</em> vanta anche un prestito nientemeno che da <strong>Stanley Kubrick</strong>: la sequenza finale del film di Scott a volo d&#8217;uccello su una foresta, infatti, era stata girata in realtà per <strong><em>Shining</em></strong> ma non utilizzata nel montaggio finale. Kubrick decise così di donarla a <em>Blade Runner</em>.</p>
<p>Spero che queste curiosità vi abbiano ingolosito a vedere il film, qualora ancora non lo abbiate fatto! Proprio per questo, ho evitato di parlare della storia e delle varie interpretazioni possibili, per permettere a chi ancora non lo ha visto di gustarselo al meglio!</p>
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		<title>The imitation game &#8211; Una favola nerd</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<p>Se c&#8217;è una storia che tutti gli informatici conoscono, è quella di Alan Turing. Il padre di tutta l&#8217;informatica moderna e il padre putativo di ogni nerd che si rispetti. Sì, perché se è vero che ci sono molti amanti dello steampunk (come il sottoscritto) e delle macchine teorizzate da Charles Babbage (computer antesignani che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 424px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-sqPXqWregaU/VNOeloaWQCI/AAAAAAAAHG0/N0capwDtpLo/w414-h622-no/The-Imitation-Game.jpg" alt="The imitation game" width="414" height="622" /><p class="wp-caption-text">The imitation game</p></div>
<p>Se c&#8217;è una storia che tutti gli informatici conoscono, è quella di Alan Turing. Il padre di tutta l&#8217;informatica moderna e il padre putativo di ogni nerd che si rispetti. Sì, perché se è vero che ci sono molti amanti dello steampunk (come il sottoscritto) e delle macchine teorizzate da Charles Babbage (computer antesignani che vanno a vapore), tutti (ma proprio tutti) i nerd conoscono a chi devono l&#8217;esistenza della loro amata informatica, e della storia triste del primo informatico moderno.<br />
Molti avranno sentito parlare dei test di Turing (nel caso contrario, preparatevi al pippone): due test molto semplici che, se superati, possono identificare inequivocamente una macchina come &#8220;intelligente&#8221; (o pensante, senziente&#8230; fate voi).<br />
Il primo è che parlando con un interlocutore posto in un&#8217;altra stanza, non dobbiamo essere in grado di capire se stiamo parlando con un umano o con una macchina. Il secondo è che una macchina sia in grado di battere a scacchi un uomo.<br />
Rasserenatevi, amanti di Siri e Cortana, non siamo neanche lontanamente vicini al superare il test di Turing: tutto quel che possiamo fare è creare un software (badate bene, software&#8230; non macchina/hardware) capace di capire cosa diciamo e dare risposte più o meno sensate&#8230; il tutto programmato a priori: non esiste la possibilità di uscire dallo schema e inventare una risposta non precedentemente ipotizzata dallo sviluppatore (anche il videogioco per Amiga Ullisprik, creato da un mio personale amico nel 1992, rispondeva &#8220;tu, tua madre e tua sorella&#8221; se lo insultavi).<br />
Ma non c&#8217;è bisogno di andare a scomodare gli ultimi smartphone: i tentativi di chiacchierare con un PC risalgono agli anni &#8217;80, dove un software di pochi Kb era in grado di fingere di essere uno psicanalista. Ma funzionava solo in inglese, dove la grammatica è minima, e con lo stratagemma dell&#8217;analista:</p>
<p>PC: come stai?<br />
Umano: bene, ma ho litigato con mia moglie.<br />
PC: davvero? parlami un po&#8217; della tua famiglia&#8230;</p>
<p>Moglie &#8211; famiglia. Tutto qui. Associazioni di concetti pre-programmati e frasi ribaltate per sembrare domande.</p>
<p>Ma torniamo ad Alan Turing. Gli informatici lo conoscono per i suoi test, i nerd lo conoscono anche e soprattutto perché ha contribuito a far finire la seconda guerra mondiale, creando una macchina in grado di decriptare il famoso codice Enigma, usato dai nazisti per comunicare messaggi criptati al proprio esercito.<br />
Alan Turing, matematico e crittografo, riuscì a concepire (anche se con l&#8217;aiuto di alcuni colleghi) una macchina che analizzasse le milioni di combinazioni possibili in tempi brevissimi e diede così un vantaggio tattico agli Alleati senza il quale la Seconda Guerra sarebbe potuta durare molto più a lungo e mietere molte più vittime. Senza Alan Turing è facile pensare che molti di noi non sarebbero qui a leggere questo articolo, ora.<br />
Per tutta riconoscenza il governo inglese e l&#8217;MI6 (si, quello di James Bond) secretarono tutto l&#8217;operato di Turing fino agli anni &#8217;70, e nel 1950, scoperto che era omosessuale, lo processò e condannò per &#8220;indecenza&#8221;. Potendo scegliere tra 2 anni di prigione e la castrazione chimica, Turing optò per quest&#8217;ultima&#8230; e dopo un anno di farmacoterapia che definire barbara è un eufemismo, optò per il suicidio ingerendo una mela aromatizzata al cianuro.<br />
L&#8217;Inghilterra, tramite le parole di Gordon Brown, ha riabilitato la figura di Turing alcuni anni orsono.</p>
<p>Questa la storia, ora vediamo il film.</p>
<p>Da buon nerd ho appreso le vicende di Turing molto presto, e ho atteso per anni che venisse trasposta al cinema. Sono quindi entrato in sala con enormi aspettative e questo, normalmente, genera anche grandi delusioni.<br />
A dar vita a Turing è Benedict Cumberbatch, attore britannico noto per il ruolo di protagonista nel serial Sherlcok e per quello di Khan nel reboot di Star Trek (oltre ad essere la voce originale di Smaug ne Lo Hobbit). L&#8217;impatto è notevole, fin dalla prima inquadratura il pensiero è stato: si, è lui. Perfetto con quell&#8217;espressione supponente e superiore, alienata dalla società come solo i matematici posso essere, asociale e allampanato&#8230; uno Sheldon formato maxi, ma nell&#8217;accezione migliore del termine.<br />
Il film mostra tre linee temporali: Alan da ragazzo, al college, e la sua amicizia/amore con Christopher; Alan negli anni &#8217;50 in una liberamente ispirata analisi del post guerra e della sua condanna per &#8220;indecenza&#8221;; Alan durante la guerra, la parte del leone, come e con quali difficoltà ha &#8220;crackato&#8221; Enigma. A spalleggiare Cumberbatch l&#8217;odiosa, bruttissima e come sempre bravissima Keira Knightley: nell&#8217;ennesimo ruolo da paladina della donna fuori dagli stereotipi che ragiona e lavora meglio degli uomini. Da segnalare anche Charles Dance: il vecchio Lannister de Il Trono di Spade, qui nel ruolo da ottuso piantagrane che si contrappone ai metodi alieni di Turing.<br />
Le quasi due ore di film scorrono in un attimo, senza sosta, senza grandi colpi di scena o salti sulla poltrona, ma in un crescendo godibilissimo fino allo scioglimento dell&#8217;enigma, alla vittoria della guerra e alle lacrime finali degli spettatori.<br />
Splendida anche la fotografia, mai sopra le righe, e la colonna sonora, che accompagnano e si mettono al servizio della storia e della narrazione, senza soffocarla. Perché in questo film le cose importanti sono solo due: l&#8217;uomo e la sua storia.</p>
<p>In conclusione, otto nomination agli Oscar non si prendono per caso&#8230; The imitation game è un film per tutti, non solo per informatici e addetti al settore. E non solo perché è narrato in modo comprensibile anche ai neofiti, ma anche e soprattutto perché è impensabile che in un mondo così permeato dall&#8217;informatica, esistano persone che non conoscono la favola triste di Alan Turing, e di come ha salvato le chiappe a tutti noi.</p>
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