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	<title>The Armiga Project - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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	<title>The Armiga Project - Nerdando</title>
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		<title>Non è un gioco per vecchi #34 &#8211; Lure of the Temptress</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/07/28/non-un-gioco-vecchi-34-lure-of-the-temptress/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jul 2017 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non è un gioco per vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="lure of the temptress" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Correva l&#8217;anno 1992 e l&#8217;industria dei videogiochi non poteva essere più florida: sul mio caro e vecchio Commodore Amiga 500 giravano quasi ininterrottamente le avventura grafiche di Lucas Arts, proprio quelle di cui il celebre The Secret of Monkey Island non è capostipite ma che incarna ancora adesso, a distanza di 27 anni, uno dei [&#8230;]</p>
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<p>Correva l&#8217;anno 1992 e l&#8217;industria dei videogiochi non poteva essere più florida: sul mio caro e vecchio <strong>Commodore Amiga 500</strong> giravano quasi ininterrottamente le avventura grafiche di Lucas Arts, proprio quelle di cui il celebre <a href="https://nerdando.com/2014/09/15/non-e-un-gioco-per-vecchi-1-the-secret-of-monkey-island/">The Secret of Monkey Island</a> non è capostipite ma che incarna ancora adesso, a distanza di 27 anni, uno dei massimi punti di splendore.<br />
In quel panorama vivace e spensierato fece capolino, come un fulmine a ciel sereno, questo <strong>Lure of the Temptress</strong>: avventura grafica confezionata dalla britannica <strong>Revolution Software</strong>, riuscì ad imporsi non solo per la qualità tecnica dal titolo, ma soprattutto per la capacità di modificare pesantemente l&#8217;interfaccia di gioco, rendendola minimalista da un lato, ma molto più potente e articolata dall&#8217;altro.</p>
<p>Ma andiamo con ordine. Grazie alle capacità dell&#8217;ottimo emulatore ARMIGA (di cui potete leggere una descrizione <a href="https://nerdando.com/2016/11/04/the-armiga-project-a-deeper-look/">tecnica approfondita</a> sulle nostre pagine), ho fatto un bel salto indietro nel tempo e sono tornato a vivere le avventure di Diermot, il battitore del re. La vita correva felice sotto l&#8217;egida della corona, quando un esercito di Skrol (una via di mezzo tra orchi e goblin) capitanati dalla perfida Selena (la tentatrice del titolo), scatenano una ribellione all&#8217;interno del villaggio di Turnvale.<br />
Nonostante gli sforzi, l&#8217;orda di Skorl ha la meglio e il nostro povero Diermot viene catturato durante un tentativo di fuga. Viene quindi imprigionato in una cella ed è qui che prendiamo il comando noi e diamo il via alla nostra avventura.<br />
Lo scopo del gioco, ovviamente, è quello di risolvere decine di puzzle ed enigmi ambientali, per giungere al confronto finale con Selena, sconfiggerla e riportare la pace nel regno.</p>
<p>La trama non fa certo gridare al miracolo per originalità. La produzione, travagliata a causa dell&#8217;improvvisa morte del fondatore di Mirrorsoft, venne di fatto interrotta per poi essere ripresa grazie all&#8217;intervento di <strong>Virgin Interactive</strong> che affidò lo sviluppo a Revolution.<br />
Ma, come detto, la grandezza di questo titolo non viene dalla storia, bensì dal comparto tecnico. <strong>Lure of the Temptress</strong> è il primo titolo ad usare il motore Virtual Theatre, ideato e confezionato proprio da Revolution e impiegato, successivamente, per un signore dal titolo <strong>Beneath a Steel Sky</strong>, nonché e per i primi due capitoli della serie Broken Sword.<br />
La caratteristica di questo motore era quello di realizzare un mondo vivo e realistico, che non risultasse statico e popolato da personaggi bloccati nel tempo a eseguire e ripetere all&#8217;infinito due o tre azioni stereotipate. Vi ricordo che siamo nel 1992, per cui non dovete aspettarvi certo il livello di complessità delle IA moderne, tuttavia per la prima volta ci siamo trovati di fronte a personaggi che non fossero mera tappezzeria di contorno, ma si muovevano, interagivano e parlavano.<br />
Ma ancor più innovativo fu il fatto che il nostro protagonista poteva dare ordini complessi e sequenze di azioni a questi personaggi: qualcosa del tipo &#8220;prendi [oggetto] poi usa con [oggetto] quindi vai [luogo]&#8221; e tutto senza avere una sola icona o comando su schermo. Come era possibile? La genialità sta proprio qui: l&#8217;intera gamma di azioni è gestita dal menù contestuale del tasto destro del mouse, menù che si plasma in base all&#8217;oggetto (o persona) con cui stiamo interagendo.<br />
Ad accompagnare il tutto, poi, la splendida colonna sonora del compianto Richard Joseph, musicista e compositore per titoli del calibro di Mega Lo Mania, Sensible Soccer, Gods, Speedball 2 e, naturalmente, il magnifico Defender of the Crown.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-16890" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_2.jpg" alt="lure of the temptress" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/07/lure_2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Grazie alla flessibilità e alla rapidità dell&#8217;emulazione garantita dal <a href="https://nerdando.com/2016/09/26/the-armiga-project/">Progetto ARMIGA</a>, mi sono potuto comodamente sedere alla scrivania e rivivere le emozioni dell&#8217;epoca. La prima cosa che ho notato e che, mi duole ammetterlo, avevo dimenticato, è la complessità del titolo. Non tanto negli enigmi, che sono abbordabili, ma nel tipo di interazione tra gioco e giocatore.<br />
Vi faccio un esempio: oggi siamo abituati alla velocità, alla rapidità di azione e, per certi versi, all&#8217;immediatezza del tutto. Quando entriamo in un&#8217;area virtuale (penso a titoli come <a href="https://nerdando.com/2016/11/29/silence-the-whispered-world-2-quando-lavventura-grafica-diventa-arte/">Silence</a>) tutti gli elementi sono già a disposizione, basta solo muovere un po&#8217; il controller per trovarli. Talvolta vengono persino evidenziati, così da rendere più rapito l&#8217;accesso agli hot spot. Nel secondo quadro di Lure of the Temptress troviamo un uomo incatenato che supplica per un po&#8217; di acqua. La schermata successiva mostra un barile e una bottiglia. Ovviamente la bottiglia va riempita con l&#8217;acqua e portata al prigioniero. Ebbene: ho passato dieci minuti buoni per capire come mai usando la bottiglia col barile (che è pieno, muovendolo si sente l&#8217;acqua all&#8217;interno) questa combinazione non funzionasse.<br />
La risposta: il barile ha un tappo da aprire, ma il tappo diventa attivo solo dopo aver &#8220;osservato&#8221; il barile.<br />
Questo semplice esempio mi ha fatto capire quanto sia cambiata la metafora del gioco e l&#8217;approccio del giocatore allo stesso.<br />
Siamo in un momento dell&#8217;industria in cui ci lamentiamo se un titolo dura meno di 10 ore, eppure facciamo di tutto per finirlo di corsa e poi passare a quello successivo.<br />
Negli anni &#8217;90 un titolo doveva tenerci compagnia per settimane intere, a volte mesi, prima di poter passare a quello successivo. Questo voleva dire che un gioco veniva vissuto dal primo all&#8217;ultimo bit, e alla fine se ne conosceva ogni sfumatura, ogni peculiarità; i personaggi diventavano nostri amici, perché avevamo passato con loro molte e molte ore.<br />
Adesso, invece, finiamo un gioco spesso senza averlo nemmeno davvero conosciuto e titoli longevi come The Witcher 3, <a href="https://nerdando.com/2015/11/16/fallout-4-lapocalisse-e-servita/">Fallout 4</a> e <a href="https://nerdando.com/2016/11/02/skyrim-special-edition-massimo-del-minimo/">Skyrim</a> sono più eccezioni che regole.</p>
<p>Certo oggi abbiamo grafica 4K, impianti sonori tridimensionali, immersività totale con i VR. Ma, mi chiedo, ci godiamo per davvero i giochi come facevamo un tempo?</p>
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		<title>Non è un gioco per vecchi #31 – R-Type</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/01/26/non-e-un-gioco-per-vecchi-31-r-type/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 10:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non è un gioco per vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="R-Type" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Prendi un bullet inferno a caso, uno di quelli impegnativi fino alla frustrazione, che richiede tante e tante sedute di training autogeno per impedirti di dare fuoco al televisore. Qual è il primo titolo che ti viene in mente? Esatto: proprio lui, il primo e unico, quello ha dato il via al genere. Sì, stiamo [&#8230;]</p>
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<p>Prendi un <em>bullet inferno</em> a caso, uno di quelli impegnativi fino alla frustrazione, che richiede tante e tante sedute di training autogeno per impedirti di dare fuoco al televisore. Qual è il primo titolo che ti viene in mente? Esatto: proprio lui, il primo e unico, quello ha dato il via al genere.</p>
<p>Sì, stiamo proprio parlando di quel capolavoro assoluto chiamato <strong>R-Type</strong>, pubblicato nell&#8217;ormai lontanissimo 1987 e che, dopo aver mietuto migliaia di vittime nelle sale giochi, è approdato praticamente su qualsiasi piattaforma dell&#8217;epoca, da Amstrad a Spectrum, da Commodore ad Amiga, da PC a Game Boy; contando un numero di porting e seguiti a dir poco imponente.</p>
<p><strong>R-Type</strong> giunge come un fulmine a ciel sereno in quel lontano panorama videoludico in cui il genere degli sparatutto era piuttosto sonnecchiante; lo fa riscrivendo le regole, introducendo un approccio totalmente nuovo e una curva di difficoltà incredibilmente sfidante.<br />
Il segreto per sopravvivere alle ondate mostruose di nemici non era infatti quello di pestare sui pulsanti fino a slogarsi il polso, piuttosto quello di imparare a memoria gli schemi delle wave livello dopo livello, in modo da sapere perfettamente dove posizionarsi, dove sparare, dove scansarsi.</p>
<p>Ma R-Type è stato anche precursore per due caratteristiche che ne compongono il marco di fabbrica: il Beam e il Force.<br />
Il <strong>Beam</strong> altro non è che un raggio laser potentissimo, capace di spazzare via tutti i nemici che colpisce e di infliggere danni ingenti ai boss di fine livello. Per poterlo usare deve essere caricato e questo, naturalmente, richiede tempo, motivo per cui va utilizzato con estrema accortezza.<br />
È però il <strong>Force</strong>, la vera innovazione, sia per creatività che per versatilità: un pod legato all&#8217;astronave che poteva, a scelta, essere piazzato frontalmente, per aumentare la capacità di fuoco, sul retro, per assorbire danni e difendersi dalle ondate che arrivano dalle spalle, e sganciato dall&#8217;astronave, come elemento libero capace di offrire capacità d&#8217;attacco parallela. Non esagero se dico che l&#8217;uso accorto e ragionato del Force è la chiave per sopravvivere a questo impegnativo sparatutto.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12490" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_2.jpg" alt="R-Type" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/rtype_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Oltre al gameplay, però, a rendere R-Type unico è anche lo stile grafico: un misto di componenti organici e meccanici che rende l&#8217;esperienza di gioco davvero unica e affascinante; il tutto coronato poi dai boss finali ove le astronavi venivano alternate a creature enormi e orripilanti al limite del disturbante.</p>
<p>Sono tornato a giocare ad R-Type grazie al <a href="https://nerdando.com/the-armiga-project-a-deeper-look/">progetto Armiga</a>, di cui abbiamo già avuto modo di parlare negli scorsi mesi. L&#8217;occasione è stata ghiotta per sperimentare il nuovo aggiornamento del sistema operativo <strong>Armiga Os</strong>, giunto alla versione 0.9 con l&#8217;introduzione di una maggior stabilità generale, più giochi compatibili e soprattutto la possibilità di riconfigurare i tasti del gamepad/joystick.</p>
<p>Come già accaduto per <a href="https://nerdando.com/non-e-un-gioco-per-vecchi-30-superfrog/">Superfrog</a>, ho messo pesantemente alla prova l&#8217;emulazione e devo dire di essere rimasto ancora una volta piacevolmente sorpreso: la fluidità, l&#8217;atmosfera, la sensazione di oppressione davanti ad ondate sempre più agguerrite di avversari sono proprio come le ricordavo, il tutto impreziosito dalla simulazione del monitor CRT che regala un vero tuffo nel passato.</p>
<p>Insomma: ancora una volta il piccolo grande emulatore Armiga si rivela essere un gioiellino per tornare a rivivere antiche emozioni sopite per chi, come me, è stato un grande amante di Amiga 500 e Amiga 1200 e di un modo di fare videogiochi ormai dimenticato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/01/26/non-e-un-gioco-per-vecchi-31-r-type/">Non è un gioco per vecchi #31 – R-Type</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Non è un gioco per vecchi #30 – Superfrog</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/12/12/non-e-un-gioco-per-vecchi-30-superfrog/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 15:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non è un gioco per vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Superfrog]]></category>
		<category><![CDATA[Team 17]]></category>
		<category><![CDATA[The Armiga Project]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog1_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog1_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Superfrog" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog1_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog1_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog1_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog1_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Correva, e mai come in questo caso il termine è adeguato, il lontano 1993 quando quei geni di Team 17 pubblicarono quello che, a mio avviso, è uno dei migliori platform mai apparsi sul vecchio e compianto Amiga 500: Superfrog. Grazie dell&#8217;emulatore Armiga, gentilmente concessomi da Armiga Project, ho potuto tornare a rivivere le emozioni [&#8230;]</p>
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<p>Correva, e mai come in questo caso il termine è adeguato, il lontano 1993 quando quei geni di <strong>Team 17</strong> pubblicarono quello che, a mio avviso, è uno dei migliori platform mai apparsi sul vecchio e compianto Amiga 500: <strong>Superfrog</strong>.<br />
Grazie dell&#8217;emulatore Armiga, gentilmente concessomi da <strong>Armiga Project</strong>, ho potuto tornare a rivivere le emozioni di questo celebre gioco sul mio televisore 42&#8243;. Nel caso vi foste persi la mia <a href="https://nerdando.com/the-armiga-project-a-deeper-look/">analisi tecnica</a> del prototipo, vi suggerisco di andarla a recuperare per scoprire tutti i dettagli e le caratteristiche di questo interessante progetto spagnolo.</p>
<p><strong>Superfrog</strong> fa parte del bouquet di giochi preinstallati su Armiga, per cui non ho dovuto far altro che attaccare i cavi e gettarmi a capofitto nella favola del principe ranocchio, ovviamente rivisitata in chiave ironica da Team 17.<br />
La storia vede il rapimento di una bellissima principessa ad opera della classica strega malvagia che, oltretutto, trasforma in ranocchio il suo fidanzato. Ridotto alle lacrime e alla disperazione l&#8217;ormai ex principe si reca sulle sponde del fiume a piangere le proprie disavventure, ma quanto tutto sembra perduto ecco che all&#8217;improvviso appare, trasportata dalle acque, una bottiglia di gustosa <em>Lucozade</em> (che all&#8217;epoca sponsorizzò il gioco e venne inserita come power-up durante il gameplay). Non appena bevuta la bibita magica, la rana si trasforma in Superfrog ed è pronta a riconquistare la fanciulla perduta.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog2_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11615" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog2_1000x600.jpg" alt="Superfrog gameplay" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog2_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog2_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog2_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/superfrog2_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Inizia così un platform veloce e spassoso, con grafica <em>fumettosa</em> che anche a distanza di tanti anni non mostra segni di stanchezza: anzi, tanto i fondali quanto i personaggi sono ancora molto gradevoli a vedersi. Il vero punto di forza di questo platform, però, era l&#8217;incredibile velocità del protagonista; una volta presa la giusta discesa e spinto il joystick al massimo, Superfrog iniziava a viaggiare come una scheggia, perdeva capacità di controllo, ma schizzava da una parte all&#8217;altra del livello come solo Sonic the Hedgehog sapeva fare (ma su Sega Mega Drive) e come nessun altro aveva invece mai fatto prima su Amiga.<br />
Con queste premesse, quindi, ho sperimentato la resa dell&#8217;emulazione dell&#8217;Armiga con un certo spirito critico perché non c&#8217;è nulla di più doloroso, per un vecchio nerd, di veder sbavature nei propri ricordi di ragazzo. Ebbene, mi son dovuto ricredere immediatamente: l&#8217;emulazione vola via veloce e la frenesia del titolo è esattamente quella che ricordavo; in men che non si dica sono tornato indietro ai miei diciassette anni ed è stato davvero difficile staccarsi dal gioco.<br />
Ad onor di cronaca devo rimarcare che ho sperimentato il gameplay con la tastiera, emulando il joypad, e questo mi ha fatto riscontrare un delay di qualche millisecondo nella risposta dei comandi. Niente che un po&#8217; di pratica non abbia risolto agevolmente, tuttavia il primissimo impatto è stato leggermente traumatico. Sicuramente vale la pena acquistare un joypad compatibile per ovviare a questo problema.</p>
<p>Per quanto riguarda il gioco, invece, resta tutta la colorata profondità per un titolo che fece storia, rappresentando una pietra miliare nel panorama videoludico del tempo; Superfrog era e resta uno splendido platform, divertente e senza troppe pretese, capace di unire un comparto tecnico di primissimo ordine ad un gameplay consolidato: entertainment allo stato puro. Il tutto impreziosito da una colonna sonora accattivante (un certo <strong>Allister Brimble</strong>, in attività dagli anni 80 a tutt&#8217;oggi) e da qualche <em>easter egg</em> gustosissimo (<strong>Project X</strong> vi dice nulla?).</p>
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		<title>The Armiga Project &#8211; A deeper look</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/11/04/the-armiga-project-a-deeper-look/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2016/11/04/the-armiga-project-a-deeper-look/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 13:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Amiga 500]]></category>
		<category><![CDATA[Darma Projects]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Retrogaming]]></category>
		<category><![CDATA[The Armiga Project]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Armiga: chassis" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Dopo aver vissuto e raccontato un ventaglio di prime impressioni sul progetto Armiga, torniamo oggi a parlare di questo interessantissimo emulatore e lo facciamo approfittando della recente release del sistema operativo ArmigaOS, che si aggiorna alla versione 0.8, segno che il team spagnolo alle spalle di questo prototipo è attivamente impegnato a rendere il suo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Armiga: chassis" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10520" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case.jpg" alt="Armiga: chassis" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_case-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Dopo aver vissuto e raccontato un ventaglio di prime impressioni sul <strong><a href="https://nerdando.com/the-armiga-project/">progetto Armiga</a></strong>, torniamo oggi a parlare di questo interessantissimo emulatore e lo facciamo approfittando della recente release del sistema operativo <strong>ArmigaOS</strong>, che si aggiorna alla <strong>versione 0.8</strong>, segno che il team spagnolo alle spalle di questo prototipo è attivamente impegnato a rendere il suo prodotto sempre più interessante e performante.<br />
Nel dettaglio, con questo aggiornamento abbiamo a disposizione una diversa combinazione di colori per l&#8217;interfaccia (total black), nuovi giochi, maggior compatibilità coi titoli, sensibili miglioramenti nei tempi di caricamento e, soprattutto, l&#8217;introduzione del supporto AGA; per ora è solo in beta, ma questo vuol dire che potremo presto portare su <strong>Armiga</strong> anche i titoli <strong>Amiga 1200 only</strong>, come gli epici <strong>Brian the Lion, Sim City 2000, Star Trek: 25th Anniversary</strong> e molti altri.</p>
<p>Come già accennato nel <a href="https://nerdando.com/the-armiga-project/">precedente articolo</a>, la grande idea dell&#8217;<strong>Armiga</strong> è quella di avere un oggetto fisico che non si limiti ad emulare il compianto<strong> Amiga 500</strong> ma anche a rievocarne l&#8217;esperienza utente, senza dover ricorrere alle scomodità degli emulatori per PC. Per questa ragione il prototipo è pienamente funzionante in stand-alone: è sufficiente attaccarlo al televisore per tornare indietro nel tempo fino ai gloriosi anni &#8217;80.</p>
<h2>Armiga: Let&#8217;s start</h2>
<p>Innanzitutto spediamo due parole sullo <em>chassis</em>: stampato in 3D dà una sensazione plasticosa artigianale, molto lontana dall&#8217;elegante perfezione dell&#8217;Amiga originale. Dobbiamo tuttavia ricordare che stiamo parlando di un prototipo realizzato da un gruppo di appassionati che non si appoggia ad alcuna produzione industriale, per cui l&#8217;effetto complessivo è più che buono. Nella versione che ho ricevuto in prova, oltretutto, è presente il lettore floppy disk, particolare non trascurabile e che caldamente consiglio a chi ha ancora da qualche parte la propria collezione di giochi su supporto fisico.<br />
Leggero e di dimensioni contenute, l&#8217;Armiga si può posizionare agilmente sulla scrivania senza occupare troppo spazio. Il cavo di alimentazione è un po&#8217; corto, ma nulla che un po&#8217; di logistica non possa risolvere agilmente.<br />
Nel kit in dotazione sono presenti anche il cavo HDMI e l&#8217;adattatore per microSD, utile per caricare aggiornamenti e giochi via PC.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/armiga_screenshot_elencogiochi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10511" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/armiga_screenshot_elencogiochi.jpg" alt="Armiga: elenco giochi" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/armiga_screenshot_elencogiochi.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/armiga_screenshot_elencogiochi-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/armiga_screenshot_elencogiochi-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/armiga_screenshot_elencogiochi-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Iniziamo collegando il nostro Armiga al televisore o al monitor tramite cavo HDMI. La risoluzione supportata è la 720p ma l&#8217;upscaling dalla risoluzione originale è gestito ottimamente; per i nostalgici del CRT e di quel gusto retrò per le immagini in bassa definizione, c&#8217;è una chicca in serbo, ma ne parleremo più avanti discutendo delle configurazioni. Una cosa è certa: vedere su grande schermo titoli gustosi come R-Type forse non sarà da puro retrogamer, ma dà grandissime soddisfazioni.<br />
Per quanto riguarda i controlli il mio consiglio è di attaccare subito una tastiera alle porte usb: un po&#8217; perché l&#8217;Armiga non supporta tutti i controller (un elenco completo è disponibile sul sito ufficiale) e un po&#8217; perché, dopotutto, negli anni &#8217;80 a farla da padrona era la tastiera e quindi perché non rituffarsi in quelle sensazioni?<br />
Ho attaccato la mia chiavetta usb e tastiera e mouse sono stati immediatamente riconosciuti, per cui nulla da dire in merito se non: ottimo lavoro.<br />
La schermata di avvio è decisamente spartana ma funzionale: il sistema operativo precaricato sulla microSD consente di accedere a tutte le funzioni del device, dall&#8217;elenco dei giochi ai dati di configurazione alle impostazioni di sistema.</p>
<p>Un rapido menù laterale mostra la possibilità di eseguire file ADF creati a partire dai floppy (per chi ha scelto la versione con FDD), una procedura non lunga ma articolata, ben descritta dalla guida in linea ma che in questa sede non approfondiremo.<br />
In seguito troviamo l&#8217;elenco dei giochi caricati su scheda SD, è da qui che accederemo alla maggior parte dei titoli del nostro catalogo.<br />
Spostandoci in basso troviamo invece l&#8217;elenco dei giochi su chiavetta USB, qualora l&#8217;avessimo preparata in precedenza.<br />
Poi i <strong>savestate</strong>: piccola grande idea. Con l&#8217;esclusione di alcuni titoli predisposti perché troppo lunghi, moltissimi giochi per Amiga avevano il difetto di non supportare il salvataggio delle partite e dei dati. Così gli sviluppatori hanno avuto la bella idea di aggirare il problema introducendo questa funzione: in ogni momento è possibile mettere in pausa il gioco e salvare lo stato attuale in un disco immagine. Una volta salvato è possibile ricaricarlo a piacere, per riprendere la partita là dove l&#8217;avevamo lasciata, anche a metà di una corsa di macchine.<br />
Infine la schermata delle impostazioni: mappatura di tastiera e gamepad, indirizzo IP (se abbiamo collegato l&#8217;Armiga al router), una opzione per velocizzare i tempi di caricamento e poi ecco la chicca di cui vi parlavo: la possibilità di applicare un filtro alle immagini, in modo da simulare l&#8217;effetto visivo dei vecchi monitor CRT.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_screenshot_impostazioni.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10512" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_screenshot_impostazioni.jpg" alt="Armiga: impstazioni" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_screenshot_impostazioni.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_screenshot_impostazioni-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_screenshot_impostazioni-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/armiga_screenshot_impostazioni-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Una cosa che mi ha colpito è stata la facilità di spostarsi dal gioco alle impostazioni e viceversa. Con un semplice comando da tastiera (F11) si apre il menù contestuale mettendo in stand by il titolo con cui ci stiamo dilettando, da qui si passa al sistema operativo. Operazione fondamentale quando si deve cambiare disco (pensiamo a titoli su più volumi come Fate of Atlantis o Star Trek: 25th Anniversary), ma anche per modificare le impostazioni video ed audio. Chicca ulteriore che sarà gradita da tutti, la possibilità di scattare degli <em>screenshot</em>, che poi andremo a recuperare dalla SD.<br />
A semplificare ancor di più le cose, però, intervengono ancora gli sviluppatori grazie alla feature <em>Multiple drive support</em>. In soldoni, l&#8217;Armiga supporta fino a 4 FDD virtuali che memorizzano in modo automatico gli ultimi quattro dischi utilizzati. In questo modo l&#8217;onere di cambiar disco viene demandato al software, riducendo le azioni del giocatore e il numero di interventi richiesti.</p>
<h2>Armiga: Let&#8217;s play</h2>
<p>Dopo aver smanettato con l&#8217;ArmigaOS, sono pronto a tuffarmi nel test di alcuni dei titoli che hanno accompagnato la mia infanzia. Il primo che ho voluto testare è stato Lotus Turbo Challenge 2, uno dei miei preferiti. Dai miei ricordi, il simulatore di corse arcade aveva fatto breccia nei cuori degli appassionati grazie alla fluidità delle animazioni, alla bellezza dei fondali e al comparto sonoro di grandissima qualità.<br />
Avvio il gioco e mi metto in attesa, nell&#8217;angolo in basso a destra appaiono due luci: verde e rossa. Chi ha posseduto l&#8217;Amiga sa di cosa sto parlando: sono la simulazione dei led che brillavano in alto a destra sulla console. Questo è il genere di attenzione che solo un grande appassionato può regalare e ne va dato merito agli sviluppatori.<br />
Mi getto alla guida della mia Lotus e il tempo trascorso non sembra passato. Il gioco è fluido, impegnativo come lo ricordavo e con un audio semplicemente perfetto.<br />
Dopo un paio di gare mi reputo soddisfatto: sembra proprio di giocare con un vero Amiga, l&#8217;emulazione è perfetta e senza sbavature.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/Superfrog_1.adf1262305958.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10518" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/Superfrog_1.adf1262305958.png" alt="Armiga: Superfrog" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/Superfrog_1.adf1262305958.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/Superfrog_1.adf1262305958-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/Superfrog_1.adf1262305958-768x432.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/Superfrog_1.adf1262305958-1024x576.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Decido quindi di mettere alla prova un altro titolo storico: <strong>Superfrog</strong>. Ne parleremo poi a lungo in futuro, ma per ora posso dirvi che l&#8217;ho pesantemente testato soprattutto dal punto di vista tecnico. Superfrog aveva la caratteristica di essere estremamente dinamico e veloce, ebbene: anche in questo caso l&#8217;emulazione è stata perfetta, senza alcun calo di frame rate, macchie o altri disguidi che potessero compromettere l&#8217;esperienza di gioco.</p>
<p>Non mi resta, a questo punto, che fare la prova del nove. Come dicevo precedentemente, l&#8217;Armiga arriva con un set di giochi precaricati; tuttavia è possibile aggiornare il catalogo aggiungendo file in formato ADF scaricati dal web. Le opzioni a disposizione sono due: preparare un pendrive USB in FAT32 e caricare lì i dischi immagine, oppure aggiornare direttamente il catalogo della microSD.</p>
<h2>Armiga: Let&#8217;s update</h2>
<p>Siccome tutto il sistema operativo, i giochi, i savegame e le cover sono salvate nella microSD, per effettuare aggiornamenti del sistema operativo o caricare nuovi giochi la cosa più facile è rimuovere la scheda e inserirla in un lettore per PC. Questa procedura, tuttavia, è sconsigliata dagli sviluppatori che invece incoraggiano ad effettuare gli aggiornamenti via FTP.<br />
Tornando alla schermata delle impostazioni, troviamo le indicazioni di rete. Collego l&#8217;Armiga al mio router e prendo nota dell&#8217;indirizzo IP del device; mi sposto quindi su PC e grazie ad un client FTP posso accedere direttamente al contenuto della microSD.<br />
L&#8217;operazione da eseguire ora è piuttosto semplice, ma se non volete rischiare di compromettere il corretto funzionamento dell&#8217;emulatore, è bene seguire con attenzione le esaustive regole riportate nella guida online.<br />
Le cartelle a disposizione sono: Upgrade (per l&#8217;aggiornamento del sistema operativo) e Amiga. All&#8217;interno di questa, abbiamo quattro folder autoesplicative: Covers, Floppy, Games e Screenshot. Senza scendere troppo in dettagli, i giochi vanno ovviamente caricati nella cartella Games. Procedo quindi col caricamento di alcuni miei grandi amori del passato: <a href="https://nerdando.com/non-e-un-gioco-per-vecchi-1-the-secret-of-monkey-island/">The Secret of Monkey Island</a> e Kick Off 2. Importante sottolineare che il supporto per i giochi viene certificato dal team di sviluppo per singoli titoli. Sul sito ufficiale è presente un forum molto vivace in cui scrivono quotidianamente sia i membri del progetto che gli appassionati. Lì si scatenano discussioni e confronti sui giochi testati, quelli che risultano compatibili e naturalmente i titoli desiderati.<br />
Sfoglio rapidamente anche io il forum per scoprire che i giochi da me scelti fanno parte della ricchissima lista di titoli già verificati, per cui non mi resta che procedere. Ne approfitto anche per caricare l&#8217;aggiornamento del sistema, come accennato all&#8217;inizio.<br />
Per aggiornare l&#8217;Armiga è sufficiente riavviarlo: l&#8217;update del sistema operativo porta via una manciata di minuti, dopo il quale il sistema è subito pronto, con giochi nuovi e la veste nera di cui vi ho parlato prima. Per quanto riguarda i miei giochi, invece, basta spostarsi nel menù per veder apparire i nuovi titoli, ma un riavvio è sempre consigliato.<br />
Chicca finale: è possibile caricare un&#8217;immagine come cover dei giochi a catalogo; basta salvarla nella cartella dedicata e dare al file lo stesso nome del disco immagine.</p>
<p>Testo i due giochi. L&#8217;assenza del joystick si fa sentire per quanto riguarda il celebre titolo di Dino Dini: se siete appassionati di questo genere di videogames, il consiglio che vi do è quello di procurarvi un joypad compatibile per godervi appieno l&#8217;esperienza. Niente da dire, invece, sul titolo Lucas Arts. Strepitoso come lo ricordavo.</p>
<p>In conclusione posso dire che l&#8217;esperienza con l&#8217;Armiga è più che positiva. Alcuni potranno obiettare che non c&#8217;è bisogno di spendere così tanti soldi per un emulatore che gira egregiamente anche via software su PC. Pensiero lecitissimo, ma che tuttavia non mi sento di appoggiare: qui non si tratta di avere un emulatore fine a se stesso, ma di ricreare l&#8217;emozione e l&#8217;esperienza del vecchio Amiga 500. Avere un case che lo ricorda fa già molto, avere un prodotto che legge i floppy dà una spinta ulteriore (da precisare che i giochi non vengono avviati direttamente dal drive, ma convertiti in file ADF). Un oggetto che basta essere collegato al televisore per giocare vince già a mani basse, sia perché riporta all&#8217;immediatezza della console originale, sia perché de facto si rende fruibile anche dagli utenti meno smanettoti, che non vogliono impazzire con mille configurazioni. Il costo, oltretutto, è decisamente contenuto: 119,00 euro per la versione senza FDD; 169,00 per quella con drive (che consiglio vivamente).</p>
<p>Ringrazio L&#8217;<strong>Armiga Project</strong> per avermi dato la possibilità di testare questo prototipo.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Armiga è il propotipo perfetto: la dimostrazione pratica che da un&#8217;idea e da tanta passione è possibile creare qualcosa di straordinario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/11/04/the-armiga-project-a-deeper-look/">The Armiga Project &#8211; A deeper look</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Non è un gioco per vecchi #29 &#8211; The ARMIGA Project</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/09/26/the-armiga-project/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2016 11:55:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non è un gioco per vecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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		<category><![CDATA[Darma Projects]]></category>
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<p>Chi segue assiduamente la nostra rubrica sul retrogaming avrà sicuramente notato che, ogni volta che appare il mio nome, l&#8217;articolo è sempre dedicato a qualche perla che ha vissuto i suoi momenti di gloria sul mitico e compianto Amiga (prima 500 e poi 1200), storico computer della Commodore che ospitava giochi mirabolanti, colori incredibili e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/09/26/the-armiga-project/">Non è un gioco per vecchi #29 &#8211; The ARMIGA Project</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh5.googleusercontent.com/-euxdZEwhqVM/V-jTV33IayI/AAAAAAAAMOU/cwGb6lqGJEMQ-4S4IC0txo4JKRX5YG8IwCL0B/w958-h539-no/.jpg" alt="" width="958" height="539" /></p>
<p>Chi segue assiduamente la nostra rubrica sul retrogaming avrà sicuramente notato che, ogni volta che appare il mio nome, l&#8217;articolo è sempre dedicato a qualche perla che ha vissuto i suoi momenti di gloria sul mitico e compianto <em><strong>Amiga</strong> </em>(prima 500 e poi 1200), storico computer della Commodore che ospitava giochi mirabolanti, colori incredibili e musiche stratosferiche quando su PC giravano al massimo dei BIP BIP ospedalieri.<br />
Col senno di poi, e vista l&#8217;ondata senza fine del fenomeno retrogaming, passo le mie giornate a mangiarmi le mani per aver venduto il mio <em><strong>Amiga</strong></em> tanti anni fa. La parte bambina di me non ha mai smesso di sognare il suo glorioso ritorno: <a href="https://nerdando.com/non-e-un-gioco-per-vecchi-1-the-secret-of-monkey-island/" target="_blank">The Secret of Monkey Island</a>, <a href="https://nerdando.com/non-e-un-gioco-per-vecchi-9-player-manager/" target="_blank">Player Manager</a>, <a href="https://nerdando.com/non-e-un-gioco-per-vecchi-10-eye-beholder-2-legend-darkmoon/">Eye of the Beholder 2</a> e molti altri hanno tenuto compagnia, per lunghissimi pomeriggi, a questo piccolo nerd imberbe e alla soglia dei 40 anni.</p>
<p>Non sorprenderà, dopo questo preambolo, che nel momento esatto in cui ho scoperto dell&#8217;esistenza del progetto <a href="http://www.armigaproject.com/" target="_blank">Armiga</a>, il mio vecchio cuore romantico abbia perso un battito.<br />
Di cosa sto parlando? <strong>The Armiga Project</strong> è un&#8217;idea semplicemente eccezionale. Invece che ricorrere ad un emulatore di Amiga per PC, suddetto emulatore è stato inserito in un piccolo <strong><em>case</em> </strong>realizzato con una stampante 3D con porte di rete, usb, uscita HDMI e alloggiamento per i preistorici floppy da 720Kb. In poche parole: tutto ciò che era l&#8217;Amiga del tempo, con le comodità della tecnologia di oggi (compresa connettività ad internet per scaricare aggiornamenti). In più elimina i fastidi dell&#8217;emulazione: configurazioni, setting, dischi immagine; tutto ritorna all&#8217;immediatezza e alla semplicità di un tempo. Tenere in mano l&#8217;<strong>Armiga</strong> da una strana sensazione: nei miei ricordi di bambino l&#8217;Amiga era un tastierone immenso e pesante, ora abbiamo una piccola scatola leggerissima con molte più feature di quante non abbia mai avuto. Ma una volta collegato il cavo HDMI e lanciato un gioco a caso, il vortice di ricordi è tale da far dimenticare gli anni trascorsi.</p>
<p><strong>Armiga</strong> viene venduto in due modalità, con e senza lettore floppy. Nel secondo caso è sufficiente scaricare un ADF dal web e caricarlo su una banale scheda di memoria micro SD. Il peso dei dischi immagine è irrisorio e con le capacità attuali una scheda SD può contenere letteralmente migliaia di titoli, oltre al sistema operativo (il celebre <strong><em>workbench</em></strong>).</p>
<p>Mi è sembrato incredibile che qualcuno potesse aver avuto questa idea, ancor più che fosse stata realizzata. Per questo non ho perso tempo e sono entrato subito in contatto coi ragazzi della <em><strong>DARMA Projects</strong></em> che si son dimostrati altrettanto entusiasti dell&#8217;idea di farmi tornare bambino.</p>
<p>Ecco una breve descrizione di quanto si trova all&#8217;interno del pacco: il <em>case</em>, piccolo e incredibilmente leggero, l&#8217;<em><strong>alimentatore</strong></em>, un cavo <strong><em>HDMI </em></strong>e adattatore per <em><strong>microSD</strong></em>. La scheda è già inserita all&#8217;interno e contiene il sistema operativo e una dozzina di giochi precaricati. I giochi sono tutti testati e funzionanti, mentre non viene garantito il funzionamento di altri dischi immagine scaricabili da internet, ma il supporto è costante e c&#8217;è una crescente comunità di appassionati attorno a questo progetto che lascia ben sperare sui test di futuri giochi. Al di là di questo, però, abbiamo la possibilità di verificare a piacere altri ADF scaricabili dalla rete. Aggiungere nuovi giochi è banalissimo e compaiono immediatamente nella schermata di caricamento.</p>
<p>A questo punto non resta che tuffarsi nel passato e tornare a far rivivere sui nostri televisori ultrapiatti le emozioni degli anni &#8217;90: ci sono un sacco di titoli da riportare in auge e non si giocano da soli!</p>
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