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	<title>Tequila Works - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>GYLT &#8211; Significato nascosto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 08:00:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Indie]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/gylt-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/gylt-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/gylt-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/gylt-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/gylt-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/07/gylt.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>Bullismo</h2>
<p>Forse questo è uno dei titoli più &#8220;facili&#8221; da interpretare, almeno tra quelli che ho selezionato per questa rubrica che mi sta tanto a cuore. Tuttavia ho scelto di affrontarlo per due ragioni, primo perché qualcosa potrebbe comunque essere sfuggito, e secondo perché il tema di fondo è secondo me cruciale e la metafora che <strong>Tequila Works</strong> ha saputo creare è stata a mio avviso delicata e allo stesso tempo potente e funzionale.</p>
<p>Ambientato a Bethelwood, Maine, <em><strong>Gylt</strong></em> è un survival horror che ci mette nei panni di una ragazza alla ricerca della cugina scomparsa. Sulla sua strada un gruppetto di bulli che la spinge a cercare rifugio tramite la funicolare che unisce la vecchia miniera al centro città. Qui incontra uno strano bigliettaio, dall&#8217;evocativo nome Charon, e tramite la funicolare giunge in una versione distorta della città e della scuola, in cui ritrova immediatamente Emily, la bambina scomparsa, ma, purtroppo, scopre che questa versione della scuola è infestata da orribili mostri che pietrificano le loro vittime.</p>
<p>Ne sono la riprova i dieci minatori scomparsi che <strong>Sally Kauffman</strong>, la nostra protagonista, incontra in giro per il campus in stato di pietrificazione (e che potrà liberare grazie ad una particolare pietra collezionabile) mentre raccoglie diari, lettere e disegni che la aiuteranno a comprendere la natura di questo non-luogo che fagocita le persone.</p>
<p>L&#8217;indizio principale ci arriva fin dal titolo, quel <em>GYLT</em> che si pronuncia proprio come <strong><em>guilt</em></strong> (e ne è una versione arcaica), colpevole, e che ci mette già sui giusti binari. Altri indizi non sono solo i messaggi minatori in giro per la scuola, scritti un po&#8217; ovunque, ma anche i manichini fossilizzati in pose evocatiche che davvero poco lasciano all&#8217;immaginazione.<br />
<em>GYLT</em> è una enorme metafora del bullissimo e dei danni che queste azioni possono causare nelle persone che ne sono vittima.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più. Per tutta la durata della partita siamo propensi a immaginare Emily come fuggita, persa, a seguito del bullissmo subito, mentre Sally che, essendo più grande, si sente in obbligo di difenderla, ha cercato di proteggerla prima e di salvarla dopo.<br />
Tuttavia man mano che procediamo nella storia, scopriamo che <strong>Emily</strong> prova un profondo rancore nei confronti della cugina, e se subito non riusciamo a spiegare questa difficoltà nel farsi aiutare, se non come mero infantilismo, nel climax finale scopriremo che invece Sally stessa, pur senza rendersene conto, è una dei suoi carnefici. E per questo ancora più dolorosa e crudele.</p>
<p><strong>Cos&#8217;ha fatto di così sbagliato Sally?</strong> Principalmente non è stata in grado o non ha avuto la forza di proteggere Emily, ma c&#8217;è di più: Emily è stata letteralmente abbandonata da Sally che, di fronte alla scelta se stare con la cugina o restare con i suoi amici, ha scelto questi ultimi. Vigliaccheria? Superficialità? Non lo sapremo mai, ma quel che è certo è che Emily non riesce a sopportare il tradimento di quella che le aveva promesso di starle sempre accanto e di proteggerla. E questo dolore la sconvolge e la fa perdere nella versione distorta di Bethelwood dove viene portata da un enorme mostro fatto di paura e dolore incarnati.</p>
<p>Il <strong>finale è straziante</strong>: nel momento in cui Emily e Sally, finalmente riconciliate, tornano alla funicolare, Charon rivela loro che solo chi ha il biglietto può fuggire dal mondo incubo. Saremo noi, quindi a decidere il destino delle due bambine e chi deve sacrificarsi restando per sempre intrappolato.<br />
Tuttavia c&#8217;è una terza via, per quanto difficile.<br />
Abbiamo parlato dei minatori pietrificati, le cui storie sono altrettanto dolorose e piene di tensione. Liberando ognuno di essi, si ottiene un frammento di biglietto. Se entro la fine saremo riusciti a liberarli tutti e dieci, Charon potrà costruire un nuovo biglietto e consentire a entrambe le bambine di salvarsi.</p>
<h2>La miniera</h2>
<p>Questo per quanto riguarda <strong>la storia esplicita</strong>, il plot che possiamo seguire giocando. Ma c&#8217;è molto di più da scoprire. Leggendo i diari dimenticati scopriamo come la compagnia mineraria che ha installato la miniera abbia scoperto che all&#8217;interno della montagna c&#8217;era molto di più che semplici minerali da estrarre.<br />
La miniera stessa era affamata e aveva il potere di far emergere la medesima insaziabile fame in coloro che vi lavoravano.</p>
<p><strong>La montagna si ciba della paura che riesce ad evocare</strong>, genera un nuovo mondo, distorto, in cui intrappola le persone e le loro paure e qui ne ruba l&#8217;essenza vitale, creando quei quarzi rossi che a Sally servono per poterli liberare dalla loro prigionia. La situazione precipita quando la montagna inizia a collassare e una frana sommerge e distrugge metà della città.<br />
Per la compagnia mineraria è l&#8217;occasione di mettere a tacere la scomparsa dei minatori, e quindi costruisce una copia identica della città sull&#8217;altro lato della montagna, trasferendo lì tutti i residenti.</p>
<p>Ricominciano le estrazioni minerarie, ma <strong>la situazione non migliora</strong>: i minatori entro breve vengono nuovamente colpiti dalla maledizione della montagna, perdendo la gioia di vivere, venendo piegati dalle loro stesse paranoie.<br />
Chi ha tentato di salvarsi e di salvare i colleghi è stato allontanato e licenziato.</p>
<p>Scopriamo quindi che la Bethelwood in cui Sally è imprigionata è sì una dimensione alternativa, popolata da creature che sono l&#8217;incarnazione di paure, gelosie e paranoie, ma è anche una città fisica, quella che è stata abbandonata dopo il crollo.<br />
Gli indizi c&#8217;erano in effetti: in una delle scene esterne si può notare una seconda funivia, capendo così che nella sua fuga per tornare a casa, Sally ha preso quella sbagliata finendo quindi nella città distrutta.</p>
<p>Non è chiaro <strong>cosa muova esattamente i fili</strong>, però nella sezione finale di gioco, se abbiamo liberato tutti e sei i canarini sparsi nel mondo di gioco, abbiamo accesso a un&#8217;area altamente tecnologica posta al di sotto della piazza della città. Qui troviamo una sorta di potere ancentrale imbrigliato da qualche macchinario, che però ha portato alla pietrificazione dell&#8217;ennesimo lavoratore.</p>
<h2>La storia della bambina</h2>
<p>Ma veniamo al<strong>l&#8217;ultimo grande dilemma</strong>: la storia di Emily. La scopriamo non solo dai suoi diari sparsi ovunque, ma anche dai disegni che possiamo trovare e recuperare. Da bambine Emily e Sally erano molto unite, poi i genitori si sono trasferiti altrove portando Emily con sé. La bambina ha passato molte ore felici in compagnia del nonno, che amava raccontarle storie meravigliose.<br />
Con la malattia e la morte del nonno, la famiglia torna a Bethelwood e le due ragazze si riuniscono.</p>
<p>Le cose, però, vanno male e <strong>iniziano gli atti di bullismo</strong>, compresi quelli di Sally, indiretti ma ugualmente dolorosi.<br />
Questo ci dà anche un grande indizio su chi sia Charon. In uno dei diari leggiamo di una testimonianza di una donna dagli occhi luminosi, e l&#8217;autore suggerisce che possa trattarsi di un fantasma.<br />
In una delle ultime sequenza, Charon è mostrato proprio con la stessa tipologia di occhi: è il fantasma del nonno, che porta Sally nella Bethelwood distorta per salvare l&#8217;adorata nipote.</p>
<p>Questo spiega anche la scena finale in cui le bambine, se riescono a salvarsi entrambe, regalano a Charon l&#8217;orsacchiotto di Emily, poco prima che lui sparisca nel nulla, <strong>la sua missione compiuta</strong>.</p>
<p>Resta un ultimo dettaglio da raccontare:<strong> i canarini</strong>. Come detto sono sei da trovare e liberare, ma perché?<br />
Per chi non lo sapesse, i minatori portavano con loro una gabbietta con dentro dei canarini, era il loro &#8220;salvavita&#8221;: se l&#8217;aria diventava tossica, i piccoli uccelli erano i primi a cadere e questo per secoli è stato il modo in cui i minatori cercavano di salvarsi la vita dalle esalazioni della montagna.</p>
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