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	<title>Tedesco - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Yokohama &#8211; Affari in epoca Meiji</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 13:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="yokohama" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Un gioco che si chiama Yokohama non può non suscitare il mio amore aprioristico. Ok, forse è necessaria una breve introduzione: io sono fuori di testa per il Giappone. Non ci posso far niente, la maggioranza degli argomenti che riguardano il mondo nipponico fanno drizzare subito le mie antenne e spesso e volentieri è amore [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="yokohama" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/yokohama.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div class="_1zFFJBi3J4kucVhfWX-_yR allowTextSelection">
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<p>Un gioco che si chiama <strong>Yokohama</strong> non può non suscitare il mio amore aprioristico. Ok, forse è necessaria una breve introduzione: io sono fuori di testa per il <strong>Giappone</strong>. Non ci posso far niente, la maggioranza degli argomenti che riguardano il mondo nipponico fanno drizzare subito le mie antenne e spesso e volentieri è amore a prima vista.</p>
<p>Potrete quindi capire quanto la mia curiosità sia stata stimolata da questo gioco da tavolo adocchiato nello stand della <strong>Cranio Creations</strong> durante l&#8217;ultimo Lucca Comics and Games 2017: un tedesco ambientato in Giappone con un board enorme e che odora di piazzamento lavoratori da un chilometro? Amore a prima vista.</p>
<p>Ed ora, ringraziando profusamente Cranio Creations, ho avuto anche la possibilità di recensire questo titolo che, ovviamente, mi è piaciuto davvero tanto. Coincidenze? Io non credo.</p>
<h2>Recensione &#8211; Un po&#8217; di storia di Yokohama</h2>
<p>Yokohama (la <strong>città</strong>) è una ridente cittadina portuale poco più a sud di Tokyo, che a volte viene quasi concettualmente inglobata nella tentacolare capitale giapponese. Bene, ora facciamo un salto indietro nel tempo e portiamoci nell&#8217;epoca <strong>Meiji</strong> (siamo poco dopo il 1850), che ha visto il Giappone aprirsi al commercio con l&#8217;estero &#8211; se qualcuno di voi ha letto il meraviglioso manga &#8220;Kenshin Samurai Vagabondo&#8221;, siamo proprio in quel frangente. Nel momento in cui arrivarono le &#8220;navi nere&#8221; degli americani, Yokohama passò da semplice villaggio di pescatori a principale nodo del <strong>commercio</strong> estero in Giappone, vero e proprio punto di scambio e contatto con &#8220;il mondo esterno&#8221;.</p>
<p>Yokohama (il <strong>gioco</strong>) ci tuffa in questo momento storico, e ci mette nei panni di un &#8220;<strong>Presidente</strong>&#8220;<em> (ogni riferimento a Tencar è puramente casuale, ndr)</em> che dovrà estendere il suo dominio commerciale e produttivo nelle varie aree della città nipponica. Ci muoveremo fisicamente attraverso le diverse zone commerciali o produttive della città e cercheremo di sfruttare il nostro potere per avere più risorse, bonus o &#8220;smobilizzazioni&#8221; degli avversari; inoltre potremo cercare di piazzare i nostri &#8220;<strong>Assistenti</strong>&#8221; nella Chiesa o in Dogana, così da assicurarci una vittoria per manifesta superiorità. Interessati? Andiamo a vedere meglio come funziona!</p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>Yokohama è un gioco di <strong>Hisashi Hayashi</strong> che ha avuto un&#8217;ottima campagna Kickstarter, superando di 10 volte il goal prefissato. Yokohama è un &#8220;<strong>tedesco</strong>&#8221; al 101%, che gira tramite una meccanica di piazzamento lavoratori.</p>
<p>Il tutto si svolge su una serie di plance che comporranno in maniera sempre diversa il board, sia perché il numero di plance da utilizzare varia in base al numero di giocatori (da 2 a 4), sia perché le piazzeremo in maniera casuale all&#8217;inizio di ogni partita, avendo così sempre un&#8217;esperienza diversa. Completano il board delle plance più lunghe che sono aree di Amministrazione dove potremo pescare carte (Porto e Laboratorio) o piazzare i nostri Assistenti (Chiesa e Dogana).</p>
<p>Cercherò di essere breve ed evitare lo spiegone perché il regolamento è scritto molto bene, anzi, vi svelo una cosa: il gioco ha delle regole davvero <strong>semplici</strong>!</p>
<h2>Regolamento</h2>
<p>Semplificando in maniera quasi estrema, questo è ciò che faremo durante il gioco:</p>
<ul>
<li>Piazzare 2 o 3 Assistenti (2 nella stessa area o 3 in aree tutte diverse)</li>
<li>Piazzare il Presidente dove abbiamo presente almeno un Assistente</li>
<li>Svolgere l’azione dell’area nella quale si trova il Presidente</li>
<li>Costruire o prendere un bonus (ma solo in condizioni specifiche)</li>
<li>Attivare un Ordine, un Obiettivo o un Agente Straniero (questa fase è facoltativa e può essere fatta sia all’inizio che alla fine del turno)</li>
<li>Passare il turno!</li>
</ul>
<p>Il nostro Presidente è una pedina più grande delle altre e sarà l&#8217;unica (o quasi) pedina in grado di far partire un&#8217;azione sulla plancia nella quale viene piazzata. Ma, per posizionarlo, è necessario che nelle fasi preliminari del turno si posizionino degli Assistenti (dei cubetti nel gioco) nelle aree da noi scelte; il Presidente può entrare fisicamente in un&#8217;area solo se è presente almeno uno dei suoi Assistenti e questa condizione è quindi necessaria anche per l&#8217;attivazione dell&#8217;azione. Occhio quindi a costruire sempre una &#8220;<strong>strada</strong>&#8221; per il nostro Presidente, perché se non potrà spostarsi in maniera legale, tornerà in mano al giocatore facendogli perdere la fase di attivazione!</p>
<p>Ovviamente non abbiamo infiniti Assistenti: ogni giocatore ne ha 20, di cui 8 subito disponibili e 12 in una plancia Magazzino, assieme ai Negozi e ai Mercati. La plancia magazzino rappresenta una riserva di lavoratori ed edifici che potranno essere utilizzati solo facendo attivare dal Presidente &#8211; o da qualche bonus &#8211; l&#8217;azione che ci permette di metterli a disposizione.</p>
<p>Come funzionano le <strong>azioni</strong>? Ogni plancia è caratterizzata da un’azione, che può essere la raccolta di una delle merci (tè, rame, seta e pesce), il reclutamento di Assistenti o negozi/mercati dalla nostra tessera magazzino, ricevere soldi dalla banca, andare in Chiesa per dei punti Fede, sviluppare una Tecnologia, piazzare Assistenti in dogana e prendere Ordini in porto. A seconda di quanti Assistenti saranno presenti sulla plancia, aggiungendo anche un +1 per il Presidente, la nostra azione sarà sempre più “forte” &#8211; quindi più merci prodotte, più soldi dalla banca e così via.</p>
<p>Se avremo un <strong>fattore Potere</strong> di almeno 4 punti, allora potremo costruire sulla carta Cantiere un Negozio o un Mercato, sempre se li abbiamo precedentemente riscattati dal nostro magazzino. Il Negozio ci dà un bonus che sceglieremo al momento di costruirlo, mentre il Mercato, oltre a preziosi punti vittoria, ci darà <strong>1 Yen</strong> (ovviamente la moneta di gioco!) ogni volta che un Presidente avversario si attiverà in quell’area e potrete già facilmente immaginare che ci può essere un solo mercato per plancia. Se invece avremo 5 punti potere, oltre a costruire potremo anche prendere un <strong>bonus</strong> unico, quindi chi prima arriva (e sfoggia la sua potenza), meglio alloggia!</p>
<p>Infine abbiamo le azioni opzionali, ossia <strong>Ordini</strong>, <strong>Obiettivi</strong> e <strong>Agenti Stranieri</strong>. I primi sono delle carte da tenere segrete su cui sono riportate delle merci, e non appena avremo nelle nostre scorte quanto richiesto, potremo riscuotere il relativo premio. Gli Obiettivi sono simili, nel senso che ci richiederanno di soddisfare una condizione, però sono palesi e soprattutto ottenibili da tutti i giocatori, ma naturalmente il primo a conseguirli (ne abbiamo 3 a disposizione) riceverà il premio più ricco. Gli Agenti Stranieri invece sono degli <strong>ibridi</strong> tra Assistenti e Presidenti; li otterremo quando su Ordini o carte Tecnologia (potenziamenti e bonus per vari momenti di gioco) avremo una coppia uguale di nazionalità; a quel punto avremo il corrispondente segnalino che potremo piazzare in un’area e attivare istantaneamente l’azione proprio come se ci fosse il Presidente! Ottimo metodo per ampliare le nostre possibilità.</p>
<p>Come si <strong>vince</strong> in Yokohama? Il gioco farà partire l’ultimo round quando saranno presenti un determinato numero di Assistenti nelle aree di amministrazione della Chiesa o della Dogana, oppure quando costruiremo tutti i nostri edifici togliendoli dal magazzino o infine se non avremo più carte Ordine per riempire gli spazi dell&#8217;area amministrazione Porto. A questo punto, una volta finiti i turni degli altri giocatori, il gioco è terminato e chi avrà accumulato più punti vittoria sarà il <strong>re del commercio</strong> di Yokohama.</p>
<p>Da segnalare che la plancia dei punti vittoria tiene conto in tempo reale del punteggio, quindi sarà importante tenere d’occhio tutto quel che succede sulle plance e cercare di giocare pianificando con qualche turno di anticipo. A fine partita, le plance Chiesa e Dogana daranno un bonus in base a chi ha più Assistenti, e lo stesso varrà con la conta dei punti derivanti da chi controlla il maggior numero di carte Tecnologia e con le combinazioni dei vari Paesi riportati sulle carte Ordine e Tecnologia che abbiamo attivato durante la partita. Infine, anche le merci che avremo conservato ci regaleranno qualche utile punticino finale.</p>
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<h2>Materiali</h2>
<p>Yokohama è un gioco che, quando lo prenderete in mano, sarà capace di farvi sentire il suo <strong>peso</strong>: ben 20 fustelle, belle spesse, aspettano solo voi per essere defustellate! I materiali sono ottimi, con un cartone spesso e di qualità che dà una buona impressione di durevolezza, così come le carte (formato mini) e i segnalini.</p>
<p>La grafica è molto pulita e leggera, ed è soprattutto “equilibrata”: non abbiamo alcuno stereotipo atto ad attirare chi apprezza superficialmente l’estetica simil-giapponese (niente tette random, insomma), quanto una serie di illustrazioni cittadine rilassanti e piacevoli.</p>
<p>Cosa che a me è piaciuta tantissimo è la scelta di mantenere alcuni <strong>kanji </strong> nelle plance come “sottotitoli” del nome in italiano delle varie aree. La traduzione e la localizzazione sono ben realizzate, nulla da eccepire, e il regolamento è scritto in maniera chiara. A tal proposito, non fatevi spaventare dal numero di pagine: è tutto molto più semplice di quel che pensate e metà libretto è dedicata alla spiegazione delle caratteristiche delle plance e delle tecnologie!</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Yokohama è un <strong>bel gioco</strong>. Non lo conoscevo profondamente, ma mi è bastata un’occhiata per capirne le potenzialità, e il mio istinto non ha sbagliato. C’è bisogno di strategia e di pianificazione, e per fortuna le regole molto semplici aiutano non poco a gestire la partita.</p>
<p>Ho sentito parlare di “insalata di punti”, ma non sono d’accordo con queste definizioni e anzi, i titoli dove c’è un’ampia scelta di possibilità sono quelli dove, se il <strong>gameplay</strong> è stato ben sviluppato come in Yokohama, non emergono strategie che spaccano il gioco ma invece si può cercare di affrontare ogni partita con una mentalità sempre diversa.</p>
<p>Inoltre il fatto di dover affiancare le plance in maniera del tutto casuale dona sempre una nuova situazione ai giocatori. Inoltre, cosa non da poco e mai scontata, Yokohama gira bene anche in <strong>due</strong>!</p>
<p>Infine, un elogio anche all’aver inserito alcune meccaniche che si legano secondo me bene all’ambientazione: fa molto Giappone che prima gli Assistenti si piazzino nei punti strategici e solo dopo arrivi il Presidente ad attivare l’azione. Sembra un po’ come se i dipendenti accogliessero il capo e la loro unione fa la forza, come evidenziato dalla maggior potenza dell’azione in base al numero di Assistenti in gioco. A me questi dettagli piacciono un casino!</p>
<p>Concludendo, <strong>promozione</strong> a pieni voti per Yokohama e <strong>complimenti</strong> alla Cranio Creations per aver creduto e portato in Italia questo bel titolone. Buon divertimento a tutti, e da oggi anche voi potete essere Presidenti!</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Un gioco tedesco con origini giapponesi ambientato nell&#8217;epoca Meiji: questo è <strong>Yokohama</strong>!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: Nonostante il Giappone, nonostante le strategie, nonostante le combo, alla fine vince sempre e comunque mia moglie Morgana. Devo forse iniziare a scrivere per Pescando.com?</em></p>
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		<title>Wendake &#8211; Anteprima dei Grandi Laghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Sabia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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<p>Il titolo che oggi abbiamo provato in anteprima in realtà lo conosciamo da un po&#8217; di tempo con un altro nome: Wendake non è altro che il titolo definitivo di Grandi Laghi, eurogame targato Post Scriptum e Placentia Games, ad opera di Danilo Sabia. Grazie all&#8217;instancabile Mario Sacchi, ho avuto la possibilità di provare il prototipo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Grandi Laghi" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15597" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg" alt="Grandi Laghi" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>
<p>Il titolo che oggi abbiamo provato in anteprima in realtà lo conosciamo da un po&#8217; di tempo con un altro nome: <strong>Wendake</strong> non è altro che il titolo definitivo di <strong>Grandi Laghi</strong>, eurogame targato <strong>Post Scriptum</strong> e <strong>Placentia Games</strong>, ad opera di <strong>Danilo Sabia</strong>. Grazie all&#8217;instancabile <a href="https://nerdando.com/2015/05/05/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/"><strong>Mario Sacchi</strong></a>, ho avuto la possibilità di provare il <strong>prototipo</strong> quasi definitivo del gioco, che promette davvero bene. Ma andiamo per ordine!</p>
<h2>Ambientazione dei Grandi Laghi</h2>
<p>Wendake è un &#8220;<strong>tedesco</strong>&#8221; che ci proietta nell&#8217;America dove non era ancora MacDonalds a farla da padrone bensì gli <strong>Indiani d&#8217;America di metà 1700</strong>, intenti a sviluppare il loro accampamento, gestire le riserve di caccia e coltivazione e iniziare i primi commerci con l&#8217;Uomo Bianco, il tutto non dimenticando le religioni tribali e le antiche forze che governavano il mondo sottile. Di sicuro, per essere un tedesco, l&#8217;ambientazione c&#8217;è e, grazie ad un prototipo graficato a dovere, non mi sono ritrovato a gestire tessere e cubetti &#8220;anonimi&#8221; ma ho potuto già immergermi nelle atmosfere che sanno di polvere e tribù. Punto a volte &#8220;debole&#8221; degli eurogame, in Wendake mi ritengo invece soddisfatto degli sforzi fatti per unire ambientazione a meccaniche.</p>
<p>La <strong>plancia</strong> è data dalla combinazione di due elementi modulari da selezionare a seconda del numero dei giocatori; avremo un accampamento base, inattaccabile dagli avversari, e una serie di territori dove ci sono postazioni nelle quali potremo coltivare una tipologia di vegetale tra le tre disponibili o cacciare i castori. Il nome del gioco era &#8220;Grandi Laghi&#8221;, e infatti la mappa ricalca proprio quella regione nordamericana a cavallo tra <strong>USA e Canada</strong>, con tanto di accuratezza grafica nel riportare i vari laghi su plancia, e non dimentichiamoci delle pedine Canoa con cui popolare le distese d&#8217;acqua, necessarie per pescare . Abbiamo infine un&#8217;ultima plancia che riporterà il turno di gioco, l&#8217;ordine e i punti derivanti dalle Maschere, ottenibili tramite combinazioni di carte pescabili tramite le azioni. Ovviamente, completano il tutto una valanga di cubetti e meeples, che nella versione finale avranno forme ad hoc.</p>
<h2>La meccanica originale</h2>
<p>Mi voglio soffermare principalmente su quello che è l&#8217;aspetto più <strong>originale</strong> (ma non l&#8217;unico) di Wendake, ossia la <strong>plancia azioni dinamica</strong>. Sostanzialmente ogni giocatore parte con 9 azioni base, ognuna riportata su una tessera, da posizionare sulla plancia personale. Potremo scegliere tre azioni in ogni turno, posizionando su ognuna di esse un pedone, e a fine turno succederanno due cose: laddove abbiamo posizionato il pedone, dovremo <strong>voltare</strong> la tessera, svelando la faccia &#8220;Rituale&#8221; (utile per guadagnare punti e riportare sul campo i Nativi feriti), e in seguito faremo fisicamente <strong>scorrere</strong> le nove tessere in basso, facendo uscire le ultime tre dalla plancia.</p>
<p>Una di queste tessere, volendo, potrà essere sostituita da una tessera &#8220;<strong>upgrade</strong>&#8221; da scegliere tra altre di primo o secondo livello che avremo posizionato a lato del tabellone, che costituiranno un miglioramento di un&#8217;azione che magari dà meno possibilità. Infatti gli upgrade di primo o secondo livello avranno tutti più di un&#8217;azione possibile per tessera, potenziando così sempre più le nostre giocate. Infine, le due tessere &#8220;vecchie&#8221; più quella &#8220;nuova&#8221; saranno da reinserire casualmente nella prima fila in alto della plancia personale, vuota a causa dello scivolamento. Questo viene ripetuto ogni turno, e dà la possibilità di <strong>personalizzare</strong> turno dopo turno le proprie possibilità di azione, cosa che sarà potenzialmente diversa di partita in partita. L&#8217;unico limite è dato dalla vostra inventiva, o dagli avversari che sceglieranno prima di voi proprio quella tessera che avevate adocchiato da tempo!</p>
<h2>Condizioni di vittoria</h2>
<p>Come si <strong>vince</strong> a Wendake? Sostanzialmente giocando in maniera equilibrata e andando a chiedere al giocatore ciò che in altri titoli è stata definita &#8220;insalata di punti&#8221; &#8211; definizione che non mi trova molto d&#8217;accordo in quanto non ci vedo nulla di male nel diversificare il gioco. Potremo guadagnare <strong>punti</strong> in <strong>quattro</strong> categorie &#8211; Maschere, Rituali, Commercio e Militare &#8211; suddivise a coppie (generate casualmente) su due segnapunti. La cosa originale è che saranno le due categorie &#8211; una per segnapunti &#8211; dove avremo ottenuto il valore <em><strong>minore</strong></em> a generare il nostro punteggio finale. Cosa che quindi eviterà il powerplay in una-due categorie ma spingerà il giocatore ad agire uniformemente lungo i <strong>7 turni</strong> di gioco. Questo secondo me gioca anche a favore dell&#8217;ambientazione, dato che non ha senso che una tribù ben organizzata non pensi a gestire tutti gli aspetti che ne contraddistinguono la realtà quotidiana, no?</p>
<p>Il gioco si basa sulle azioni e sul fatto di fare punti nei vari ambiti, dando anche la possibilità di usare le proprie <strong>unità militari</strong> per andare ad infastidire il giocatore avversario ed evitare che spadroneggi troppo sulla regione dei Grandi Laghi. Lo abbiamo testato principalmente in due giocatori e vi assicuro che il gioco gira proprio bene, introducendo anche dei sistemi alternativi per fare punti che potrebbero regalare inaspettate sorprese a fine partita, nel momento del conteggio punti.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong>Incuriositi</strong> da queste caratteristiche di Wendake? Fate bene, dato che questo titolo ha un enorme <strong>potenziale</strong> e soprattutto rappresenta una ventata di <strong>aria fresca</strong> in un mondo, quello degli eurogame di piazzamento lavoratori, che a volte sembra un ripetersi con meccaniche già viste; la possibilità di <strong>plasmare</strong> turno dopo turno la vostra plancia azioni è qualcosa che mi lascia positivamente sorpreso e che mi ha divertito non poco. Non posso che attendere con trepidazione l&#8217;uscita del gioco, tant&#8217;è che vi invito a supportare il gioco nella campagna <strong>Kickstarter</strong> che partirà in estate. Un grosso in bocca al lupo a Danilo e a Post Scriptum e Placentia Games, e ottimo lavoro con questo gioco ambientato nei Grandi Laghi!</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Abbiamo provato Wendake in anteprima, e la sua plancia azioni dinamica è la novità più interessante dai tempi degli Indiani d&#8217;America che spopolavano nella regione dei Grandi Laghi!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore</em></p>
<p><em>Mia moglie Morgana continua a vincere, anche con i prototipi, anche quando ero sicuro di averla spuntata. E invece no. Neanche navigando sui Grandi Laghi.</em></p>
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		<title>Takenoko &#8211; Un panda alla tedesca</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 10:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Antoine Bauza]]></category>
		<category><![CDATA[Asterion]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco da Tavolo]]></category>
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<p>Quando ci viene presentato un boardgame &#8220;tedesco&#8221;, i giocatori meno esperti o poco amanti del genere fanno spesso un salto indietro, temendo di ritrovarsi il tavolo invasi da cubetti e costretti a ragionamenti lunghi e complessi. Non è vero, o meglio non è sempre vero, perché pur restando nel genere, le sfumature sono tantissime ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/tCtL2YIUmfurKTIQ5_0GT-U8VEDXHwAkh4S0HFNRrjTqdh6cnjlG1caMbKE2QAnSn2cF2N28dInK=w958-h639-no" alt="" width="958" height="639" />Quando ci viene presentato un boardgame &#8220;tedesco&#8221;, i giocatori meno esperti o poco amanti del genere fanno spesso un salto indietro, temendo di ritrovarsi il tavolo invasi da cubetti e costretti a ragionamenti lunghi e complessi. Non è vero, o meglio non è sempre vero, perché pur restando nel genere, le sfumature sono tantissime ed ogni gioco richiede un approccio diverso. Ritornando al concetto iniziale, ci sono alcuni giochi che, pur essendo sostanzialmente dei &#8220;tedeschi&#8221; (o &#8220;europei&#8221;), sono accessibili anche ad un pubblico più vasto che magari apprezza delle meccaniche più semplici ed immediate. In questo caso, oggi andiamo a parlare del pucciosissimo Takenoko, edito in Italia da Asterion, prodotto per 2-4 giocatori ad opera di Antoine Bauza, già noto per <a href="https://nerdando.com/7-wonders-una-meraviglia-di-gioco/" target="_blank">7 Wonders</a> e Il Piccolo Principe (fra gli altri).</p>
<p>I tedeschi iniziano ad ambientarsi bene e Takenoko lo fa alla grande: siamo in Giappone e ci è stato appena regalato dai cinesi un pucciosissimo panda, che è ovviamente affamatissimo dei germogli di bambù (cioè i takenoko del titolo) che l&#8217;Imperatore nipponico fa coltivare nelle sue terre. Cosa dobbiamo fare quindi? Sostanzialmente dobbiamo completare degli obiettivi, in un numero variabile a seconda del numero dei giocatori, che sono di tre tipi: bambù da far mangiare al panda, bambù da far crescere su determinati terreni in determinate condizioni e disposizione ed irrigazione dei terreni in determinate posizioni. La plancia di gioco quindi verrà man mano costruita posizionando degli esagoni (belli grandi) attorno all&#8217;esagono di partenza, e potremo spostare la pedina panda per mangiare i bambù oppure la pedina del giardiniere per far crescere i germogli; completa il tutto la possibilità di irrigare i campi, condizione necessaria per la crescita delle piante e per l&#8217;acquisizione degli obiettivi legati al terreno. Ogni giocatore avrà la classica plancia che riepiloga le azioni disponibili (due per turno, tra le quali abbiamo anche la possibilità di acquisire altre carte obiettivo, un po&#8217; come avviene per i percorsi di <a href="https://nerdando.com/ticket-ride-europa-tutti-carrozza-si-parte/" target="_blank">Ticket to Ride</a>), le azioni bonus legate al lancio di un dado ad inizio turno, simpaticamente caratterizzate da simboli che richiamano delle particolari condizioni atmosferiche, e infine avremo una serie di segnalini miglioria, conquistabili tramite il dado, che ci aiuteranno nello sviluppare il nostro terreno di gioco e che saranno necessari anche per il raggiungimento di determinati obiettivi legati alla crescita del bambù. Tutto qui: semplice, immediato, veloce.</p>
<p>Takenoko scorre molto rapidamente sul tavolo, complice il fatto che si possono compiere sempre due azioni e l&#8217;alea è limitata al bonus legato al dado (sempre positivo, alla peggio inutile, ma mai danneggiante) e agli obiettivi che si possono pescare. In realtà ho notato che la pesca di questi ultimi può influenzare non poco, perché a volte potreste pescare obiettivi che si possono risolvere istantaneamente e ciò accorcia la partita nonché il vostro rapporto con chi si siede al tavolo con voi. Lo abbiamo testato in due e il gioco è davvero rapido, forse anche troppo: mi sento di suggerire di giocarci almeno in 3 per non arrivare subito al completamento degli obiettivi necessari per l&#8217;avvio dell&#8217;ultimo turno di gioco. Takenoko è un ottimo entry level per i giocatori meno avvezzi ai giochi all&#8217;europea e che può coinvolgere anche un pubblico più giovane, complice un&#8217;ambientazione fresca e &#8220;pucciosa&#8221;. Proprio questo fattore è un plus, poiché ultimamente anche i &#8220;tedesconi&#8221; iniziano ad ambientarsi per non rimanere legati al classico concetto dei cubetti spogli messi lì sul tabellone. Sarà che poi mi piacciono sia gli americani che gli europei, la combinazione che ho trovato in Takenoko mi ha lasciato più che soddisfatto. Il livello di sfida, come dicevo, è basilare, ma da qualche parte si dovrà pur iniziare, no? Nulla da dire se non complimenti per i materiali di gioco, ottimi e con le due miniature, del panda e del giardiniere, davvero belle. Via, a mangiare bambù!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: i giochi ambientati in Giappone hanno sempre un grande appeal sul sottoscritto. Poi, tra panza e agilità, mi riconosco alquanto nella figura del panda.</em></p>
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		<title>Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 13:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Demoela]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco da Tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[HC Distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comics & Games]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 954px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-La8LsNzZ4TM/Vla-AK5lnDI/AAAAAAAAJbA/aiLEkzMW7z8/w944-h629-no/12249794_975116125893258_5386806499229456064_n.jpg" alt="La scatola di Zena 1814" width="944" height="629" /><p class="wp-caption-text">La scatola di Zena 1814</p></div>
<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;<i>Crêuza de mä&#8221;</i>, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi al genovesissimo Zena 1814? Creato da Alberto Barbieri e Luigi Cornaglia, il titolo è frutto della collaborazione tra numerosi validi elementi: se da un lato abbiamo i due giovani ideatori che hanno creato una nuova casa editrice, la Demoelâ (che in ligure significa gioco, divertimento), dall&#8217;altro abbiamo la Post Scriptum che ha svolto un ottimo lavoro di consulenza editoriale per lo sviluppo e la finalizzazione di questo bel titolo. Infine la distribuzione è stata affidata ad HC Distribuzione, che ha presentato Zena 1814 durante il Lucca Comics and Games 2015, ottenendo un buon successo per questo gioco di worker placement che ha delle meccaniche molto interessanti. Percorriamo quindi la <i>crêuza de mä</i> (via del mare) che ci farà sbarcare in quel di Zena.</p>
<p>Siamo a Genova nel 1814 e la città si prepara a vivere gli otto mesi più importanti della sua storia: con l&#8217;avvento degli inglesi, la città ha riconquistato l&#8217;autonomia dopo la cacciata dell&#8217;impero francese, e adesso deve cercare di risollevarsi per riportare la sua gloria ai fasti di un tempo. Protagoniste sono le maggiori famiglie genovesi, che se da un lato dovrebbero collaborare per potenziare l&#8217;amata Zena, dall&#8217;altro non possono non cercare di primeggiare e di far valere i loro personalissimi interessi. Ed è proprio su questo che si basa la meccanica di gioco, che prevede &#8211; perdonatemi la semplificazione quasi estrema &#8211; di giocare delle carte Azione che permettono di ottenere dei vantaggi, che siano soldi, carte aggiuntive o preziosissimi punti prestigio che sono la chiave per la vittoria finale; una volta scesa la carta e pagato il costo &#8211; e posizionato un cubetto del proprio colore! &#8211; gli altri giocatori potranno decidere se, nel caso in cui la carta lo preveda, influenzare quella carta. Cos&#8217;è l&#8217;influenza? Una malanno di stagione fastidioso. Grande simpatia del sottoscritto a parte, l&#8217;influenza è la possibilità di, a fronte di un pagamento di un costo e apposizione di relativo cubetto (ogni giocatore ne ha 10, limite imprescindibile), poter beneficiare a fine turno degli effetti di quella carta. Unico &#8220;malus&#8221; per chi influenza è il fatto che si andrà a regalare un bonus (anche qui, soldi o carte o punti prestigio) a chi ha giocato per primo la carta. Ed è qui che secondo me Zena 1814 regala tantissimo ai giocatori: ad ogni giocata di carta è fondamentale, e tremendamente divertente, cercare di capire se il regalo che si fa all&#8217;avversario sarà ben bilanciato dal bonus collettivo, oppure se non ne vale la pena, perché magari quel punto prestigio o quella carta o quel soldo che faremo guadagnare potrebbe avere effetti devastanti. E ricordiamo sempre l&#8217;eventuale incrinarsi di rapporti e relazioni.</p>
<p>Dato che gli amici di Post Scriptum e Demoelâ hanno pensato anche a chi si vuole avvicinare per la prima volta ad un boardgame del genere, c&#8217;è la possibilità di giocare sia con la versione più &#8220;base&#8221; (che comprende la meccanica sopra descritta e il posizionamento su tabellone, ma ne parliamo fra poco) sia con la versione &#8220;full&#8221; di Zena 1814, che contempla anche le carte Obiettivo (utilissime, tra l&#8217;altro, per conquistare punti prestigio extra a fine partita) e due altre zone della città, tra le quali spicca il Forte dove si &#8220;combatte&#8221; a suon di Sfide, abilità che ci permetterà di tentare la sorte per conquistare il bonus, assieme all&#8217;aiuto degli altri giocatori che influenzando ci daranno un +1 al lancio dado e godranno del bonus assieme a noi nel caso in cui l&#8217;alea sia dalla nostra parte. Oltre a queste meccaniche extra, per le partite a 2-3 giocatori esperti è data la possibilità di piazzare due cubi dello stesso colore sulle carte, così da aumentare i bonus che si possono ottenere e arginare l&#8217;influenza degli altri.</p>
<p>Completa Zena 1814 il tabellone che, come detto su, presenta una faccia da usare per il gioco base (dove due zone della città non sono evidenziate) e l&#8217;altra per la versione full. Come usiamo il tabellone se finora abbiam parlato di carte? Al di là del computo dei punti prestigio, il tabellone è dove i nostri quattro meeples (Capofamiglia, Dama e due Rampolli) si sposteranno tra le varie zone colorate per cercare di conquistarle. La conquista di una zona, ottenuta tramite il piazzamento delle pedine e il conteggio dei relativi punti, ci darà a fine turno i bonus segnati sulla stessa. Diventa importante, quindi, scegliere bene che zona andare a conquistare a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno &#8211; per soldi extra andremo in banca, mentre presso il palazzo del Doge potremo barattare soldi per punti prestigio, ad esempio. Agganciandomi al discorso tabellone, colgo l&#8217;occasione per lodare l&#8217;eccellente lavoro grafico e sui materiali, con la presenza di disegni originali dell&#8217;epoca a colorare le nostre partite, e l&#8217;impiego della lingua ligure per i nomi delle carte, che costituisce un fantastico contorno per l&#8217;ambientazione di questo gioco, che svolge un ruolo chiave nell&#8217;ambito della differenziazione, pressoché unica, di Zena 1814. Date un&#8217;occhiata all&#8217;unboxing e all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.975116015893269.1073741901.652525704818970&#038;type=3" target="_blank">album su Facebook per capire meglio di cosa stiamo parlando.</a></p>
<p>Ci si diverte tanto con Zena 1814, e le partite, non appena apprese le meccaniche, scorrono rapidamente senza tempi morti né &#8220;sequestri di persona&#8221;. Vi invito a leggere con attenzione il regolamento per comprendere appieno le meccaniche, specie nel caso in cui non foste giocatori già avvezzi a questo tipo di giochi, ma è proprio questo uno dei punti di forza di Zena: può soddisfare sia le richieste di chi vuole avvicinarsi al mondo dei &#8220;tedeschi&#8221; con un titolo che non definirei entry level ma qualcosa di più, e soddisfa anche i più scafati che si sfideranno a suon di strategie di influenze e piazzamento meeples. Un ottimo lavoro su un altrettanto ottimo boardgame che vi lascerà soddisfatti e che si farà giocare piacevolmente anche in due-tre giocatori, con (ma anche senza) l&#8217;impiego delle regole extra. Tutti promossi!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_hOOQOdd0wg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: anche questa volta, Morgana batte Giando e jedi.lord senza troppa difficoltà. Belìn.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/">Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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