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		<title>Non puoi non averlo visto: Bastardi senza gloria (2009)</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/09/12/non-puoi-non-averlo-visto-bastardi-senza-gloria-2009/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 11:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Non puoi non averlo visto]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Per questo giovedì ho scelto di recuperare Bastardi senza gloria, una pellicola abbastanza recente (2009) ma già entrata a piena regola nell&#8217;elenco dei film imperdibili. L&#8217;acclamato sesto film di Quentin Tarantino ha infatti guadagnato, oltre a numerosi premi, ben otto candidature agli Oscar e una statuetta a Christoph Waltz come miglior attore non protagonista. Complici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32141" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Bastardi-senza-gloria-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Per questo giovedì ho scelto di recuperare <strong>Bastardi senza gloria</strong>, una pellicola abbastanza recente (2009) ma già entrata a piena regola nell&#8217;elenco dei film imperdibili. L&#8217;acclamato sesto film di <strong>Quentin Tarantino</strong> ha infatti guadagnato, oltre a numerosi premi, ben <strong>otto candidature agli Oscar e una statuetta a Christoph Waltz come miglior attore non protagonista</strong>.</p>
<p>Complici i miei coinquilini che più volte l&#8217;hanno elogiato, quando l&#8217;ho trovato fra i consigliati su Netflix l&#8217;aspettativa che avevo era abbastanza alta, e posso dirvi subito che è stata pienamente soddisfatta: Bastardi senza gloria mi è piaciuto tantissimo per una serie di motivi tutti diversi, che ora cercherò di spiegarvi brevemente.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Il film è ambientato durante il periodo in cui la Francia è sotto l&#8217;occupazione nazista (in particolare, gli anni dal 1941 al 1944) e racconta la storia di <strong>Shosanna Dreyfus</strong>, una giovane donna ebrea sopravvissuta al massacro della propria famiglia. Tre anni dopo la strage, la bella Shosanna si è rifatta una vita e con il nome di <strong>Emmanuelle Mimieux</strong> gestisce un cinema tutto suo a Parigi. Sfortunatamente per lei, però, un ufficiale nazista (tale <strong>Friedrich Zoller</strong>) se ne innamora perdutamente e architetta diversi escamotage per riuscire a conquistarla. Come se non bastasse, Friedrich è un eroe di guerra al quale hanno appena fatto interpretare se stesso in un film che ne racconti le gesta, esaltando l&#8217;aquila tedesca. Per una serie di coincidenze, presso il cinema parigino viene organizzata una serata nella quale proiettare &#8220;Orgoglio della Nazione&#8221;, ospitando tutti gli ospiti più illustri fra i quali, ovviamente, il Fuhrer. Così Emmanuelle, che brama vendetta da quando era Shosanna, decide di approfittarne e rendere agli oppressori pan per focaccia.</p>
<p>Contemporaneamente, il tenente <strong>Aldo Raine</strong> forma un gruppo di soldati americani ebrei (i &#8220;<strong>Bastardi</strong>&#8220;) che si paracaduta in Europa per seminare il panico fra i ranghi nazisti. Fra una serie di collaborazioni sotto copertura, piani studiati nel dettaglio, imprevisti e colpi di scena, indovinate chi prenderà parte alla serata celebrativa dell&#8217;orgoglio nazista?</p>
<h2>Un film poliglotta</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/3-whisky-glasses.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32205" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/3-whisky-glasses.jpg" alt="" width="1000" height="400" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/3-whisky-glasses.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/3-whisky-glasses-300x120.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/3-whisky-glasses-768x307.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>PREMESSA NECESSARIA E SUFFICIENTE: <em>Per ogni appassionato di film in lingua originale, esiste almeno uno spettatore poco ferrato in idiomi stranieri che abbraccia la filosofia del &#8220;un film voglio guardarlo, non leggerlo&#8221;.</em> Per quanto mi riguarda, finché deve essere puro intrattenimento, tutto è lecito: con o senza doppiaggio e sottotitoli, se vi piace, va bene.</p>
<p>Tuttavia, <strong>Bastardi senza gloria è un particolarissimo caso di film che doppiato viene stravolto parecchio</strong>. Molti degli sviluppi maggiori accadono infatti per motivi linguistici, i quali si rivelano parte integrante della trama e necessitano di essere accuratamente modificati per conservare un minimo di coerenza.</p>
<p>Prendete l&#8217;inizio: come vi ho detto, tutto nasce dallo sterminio della famiglia di Shosanna. Chi ha visto il film sa bene che tale massacro è avvenuto per mano del <strong>Colonnello Hans &#8220;Il cacciatore di ebrei&#8221; Landa</strong> (Christoph Waltz), l&#8217;ufficiale nazista che riesce a immedesimarsi nella preda per riuscire a stanarla. Lo stratagemma che utilizza è tanto ingegnoso quanto agghiacciante: ben consapevole del fatto che i Dreyfus siano rifugiati presso una famiglia amica, Landa, fingendo una visita di routine, prende posto in casa di Monsieur LaPadite e comincia a chiacchierarci in francese. Con naturalezza chiede il permesso al padrone di casa di cambiare lingua, iniziando a parlare in inglese (a lui ben più noto). Di fatto il colonnello sa benissimo che i Dreyfus non sono poliglotti, pertanto, conservando la lingua di sua maestà, si fa indicare il luogo esatto in cui sono rintanati e con tutta la pacatezza del mondo, ordina ai suoi uomini di aprire il fuoco, cogliendoli di sorpresa.</p>
<p>Il primo snodo narrativo accade quindi per motivi di incomprensione: se Shosanna e la sua famiglia avessero avuto modo di capire quanto i due si stavano dicendo, avrebbero sicuramente iniziato a scappare prima che il cacciatore potesse portare a termine la sua missione, (o, comunque, ci avrebbero almeno potuto provare).</p>
<p>E così come comincia, il film prosegue e si conclude: verso metà della pellicola un soldato infiltrato fra i ranghi nazisti fa saltare la propria copertura ordinando 3 bicchieri di whisky in un modo troppo atipico per essere un tedesco. Quando indica al barman i tre bicchieri, fa il segno &#8220;3&#8221; usando indice, medio e anulare, mentre un vero tedesco avrebbe usato pollice, indice e medio. Un dettaglio trascurabile, probabilmente, ma a quanto pare non in tempo di guerra (o in un film di Tarantino).</p>
<h2>La famosa scenetta degli italiani stereotipati</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gorlomi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32186" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gorlomi.jpg" alt="" width="1000" height="500" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gorlomi.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gorlomi-300x150.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/Gorlomi-768x384.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Oltre ai due citati sopra, vi è un terzo momento in cui vediamo quanto ogni dettaglio che inneschi un&#8217;evoluzione di trama abbia inizio proprio per le diverse nazionalità dei personaggi. Mi riferisco alla famosissima scena in cui Aldo e due dei suoi Bastardi si fingono stranieri ospitati dalla bella Bridget Von Hammersmark, per riuscire ad infiltrarsi nel cinema di Shosanna così da celebrare, a modo loro, l&#8217;Orgoglio della Nazione.</p>
<p>Quest&#8217;ultima sequenza (da 01:51:06 a 01:55:19 circa) è forse quella che ha subito le modifiche maggiori a causa del doppiaggio. <strong>Nella versione originale Aldo e i suoi si fingono italiani</strong>, sperando così che nessuno dei presenti li possa capire ed eviti quindi di parlare con loro. Tuttavia, il nostro spietato colonnello parla ben quattro lingue: tedesco (lingua madre), francese, inglese e, guarda caso, italiano, motivo per cui in men che non si dica li riesce a smascherare. La scena che abbiamo davanti ci mostra quindi l&#8217;austriaco Christoph Waltz che inizia un discorso in italiano (con un&#8217;interpretazione magistrale, tra l&#8217;altro) lasciando a bocca aperta l&#8217;americano Brad Pitt che gesticola e sbiascica come la più stereotipata delle caricature.</p>
<p><strong>In quella doppiata</strong> però non avrebbero potuto rendere il gioco linguistico, di conseguenza l&#8217;intero dialogo viene stravolto e i tre Bastardi <strong>interpretano la parte degli attori siciliani</strong>. Landa intuisce la menzogna e li smaschera facendoli parlare della loro terra, che però, ovviamente, non conoscono. (Per amore di cronaca mi sono guardata la scenetta in entrambe le versioni, ma sono talmente diverse e belle a modo loro che posso solo consigliarvi di fare altrettanto.)</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bastards.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32142" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bastards.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bastards.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bastards-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bastards-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bastards-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Il mondo dell&#8217;Internet è pieno di YouTube poop, video rimaneggiati e remix improbabili, e uno dei più famosi è forse quello di Hitler che dice &#8220;Nein nein nein&#8221; in loop per almeno un quarto d&#8217;ora. Ora che ho visto Bastardi senza gloria, so da che film è tratta la scenetta.</p>
<p>Una curiosità interessante che ho scovato per la rete è poi che, in un modo un po&#8217; diverso da come ci racconta Tarantino, i Bastardi senza gloria sono vissuti veramente. Il loro nome era X-Troop, un gruppo di soldati inglesi costituito per la maggior parte da ebrei scappati dalla Germania e dall&#8217;est Europa, assoldati da Winston Churchill. Il loro obiettivo non era, ovviamente, quello di collezionare &#8220;almeno cento scalpi di nazisti&#8221;, ma quello di raccogliere informazioni sui nemici, potendo vendicare i torti subiti.</p>
<p>I membri dell&#8217;X-Troop dovevano mostrarsi parecchio intelligenti e riuscire a superare un duro allenamento, il quale includeva ovviamente una sezione mirata all&#8217;autodifesa e all&#8217;attacco. Inoltre, a ciascun soldato veniva assegnato un soprannome (così come nel film accade per Aldo l&#8217;<strong>Apache</strong> e per il Sergente Donnie Donowitz, detto l&#8217;<strong>Orso Ebreo</strong>) e una storia personale che motivasse l&#8217;insolito accento. Praticamente un numeroso party di D&amp;D (composto da almeno 88 giocatori), in cui ogni pg ha: classe guerriero, razza umana, lingua comune (oltre alla propria) e un background tutto suo. Peccato non fosse una sessione come le altre, ma la seconda guerra mondiale.</p>
<p>Comunque, per ulteriori informazioni a riguardo vi rimando all&#8217;articolo su <a href="https://uproxx.com/filmdrunk/inglourious-basterds-history-vs-fiction/">Uproxx</a>.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bluffing.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32143" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bluffing.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bluffing.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bluffing-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bluffing-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/09/bluffing-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Con la dovuta calma, Bastardi senza gloria mi è proprio piaciuto tanto. Il fattore linguistico è stato determinante, lo ammetto, per farmelo apparire come un film &#8220;fuori dal comune&#8221; e pertanto degno di nota. In più ha una struttura a capitoli che lo rende godibilissimo anche se visto in modo non continuativo (ammetto di averlo spalmato su più giorni).</p>
<p>Poi vabbeh, è Tarantino, ci ha vinto un Oscar e un sacco di altri premi e candidature, non serve certo che sia io a consigliarvelo: <strong>se vi piacciono i film d&#8217;azione e di spionaggio con una ambientazione storica verosimile, guardatelo, non ve ne pentirete.</strong></p>
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		<title>The Hateful Eight &#8211; Il parere redazionale</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/02/12/the-hateful-eight/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 13:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altre nerdate]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<p>Siamo andati a vedere, chi prima e chi dopo, The Hateful Eight. Ecco cosa ne pensiamo! Clack: Non è per niente facile parlare di The Hateful Eight, nemmeno dopo una nottata di sonno. Questo perché, in genere, dopo aver visto un film di Quentin Tarantino, esco dal cinema estasiata ed ammirata e, invece, stavolta stranamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/s-9ksSk-ecLBvPJ2rzMBpberznvtZsEHA6tOqezz9TAfIRPw76RIX1V_BvZT3suCmKG8TiDliNlt=w958-h721-no" width="958" height="721" class="aligncenter" />Siamo andati a vedere, chi prima e chi dopo, The Hateful Eight. Ecco cosa ne pensiamo!</p>
<p><strong>Clack:</strong> Non è per niente facile parlare di The Hateful Eight, nemmeno dopo una nottata di sonno. Questo perché, in genere, dopo aver visto un film di Quentin Tarantino, esco dal cinema estasiata ed ammirata e, invece, stavolta stranamente non mi è successo. Intendiamoci: se amate lo stile del cineasta, in questa nuova pellicola troverete tutti gli elementi che lo hanno reso celebre, nessuno escluso. Eppure, qualcosa manca: manca l&#8217;anima. Caratterizzato da una regia perfetta (vederlo in pellicola 70 mm deve essere stata una vera emozione per chi ha potuto farlo) e interpretato da ottimi attori, The Hateful Eight rappresenta sicuramente la prova finora più matura di Tarantino, un&#8217;evoluzione naturale e necessaria. Se, però, da una parte conquista autorevolezza, dall&#8217;altra va a perdere la freschezza dell&#8217;invenzione che aveva caratterizzato capolavori come Le Iene e Pulp Fiction. La mia sensazione personale è che, con questo film, Tarantino abbia voluto dimostrare di essere un vero regista, di quelli degni di considerazione non solo dal pubblico ma anche dalla critica. A parte molti dialoghi, sempre brillanti, il film mi da l&#8217;impressione di un &#8220;buon compito per casa&#8221;, con situazioni iconiche, personaggi che ricordano alcuni dei precedenti tarantiniani, inquadrature da manuale e splatter qua e la, dove te lo aspetteresti. La scelta dell&#8217;unica ambientazione chiusa, già riuscitissima ne Le Iene, conferisce in più un&#8217;aria eccessivamente teatrale. In definitiva, non mi ha convinta, ma sono consapevole che The Hateful Eight vada interpretato come una fase necessaria per un regista che non può e non vuole restare uguale a sé stesso, che intende evolvere nel suo stile e nella sua cinematografia. Resta da scoprire a cosa approderà.</p>
<p><strong>Falloppa:</strong> The Hateful Eight è un film maestoso, un tributo meraviglioso non solo ad un genere cinematografico di cui Sergio Leone è stato indiscusso maestro, ma anche e soprattutto ad un’America che ancora oggi può essere selvaggia e sconfinata. Tutte le scene all’aperto lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e mi hanno fatto venire voglia di scoprire quale fosse la sala più vicina per vederlo in 70mm (in tutto lo stivale sono solo tre, dislocate tra Milano, Roma e Bologna), ma la cosa che colpisce maggiormente è l’abilità di Tarantino nel mantenere la sensazione di ampiezza anche negli spazi chiusi ed angusti in cui si svolge la maggior parte della trama. La pellicola va piacevolmente contro l’ondata di buonismo e politically correct che sta invadendo il mondo dello spettacolo per aderire fedelmente ad una società molto più dura, razzista e violenta ed a personaggi che non sono altro che la feccia di quella stessa società. Il film è tarantiniano in tutto e per tutto: lo è nei dialoghi, negli omaggi e nelle citazioni, nei flashback, nel sangue e nella violenza a volte insensata (anche se a tratti sembra esserlo in maniera forzata) all’interno di una storia che scorre un po’ troppo lentamente. Non so dirvi se The Hateful Eight è la migliore tra le otto pellicole girate finora da Tarantino, pur essendo più sbilanciato per il no, ma sono certo che si tratta di un titolo complicato, che costringe lo spettatore alla riflessione e che merita assolutamente di essere visto.</p>
<p><strong>Giakimo:</strong> Allora, io il film l’ho visto qualche tempo fa, approfittando del fatto di non vivere in un Paese dimenticato da Dio e dalla grande distribuzione, quindi le mie impressioni riguardano anche cosa resta dell’ottavo film di Quentin Tarantino. Il film è meno pirotecnico delle altre pellicole di Quentin e questo non piacerà a tutti, quantomeno a quelli che si aspettano monologhi sagaci, discorsi sul nulla e battute memorabili. L’unico film paragonabile è Jackie Brown, che infatti a me piace ma non ai tarantiniani di stretta osservanza.<br />
Però. Però è sempre Tarantino, quello che il film perde nei dialoghi (che sono comunque da paura) lo guadagna nella regia. Ecco, io un film tutto ambientato in una stanza, che dura più di due ore e che non annoia minimamente non l’avevo mai visto. Ci voleva Tarantino per farlo, supportato da un cast tutto in stato di grazia (e che ignoro come possa essere stato reso in italiano). In più c’è Morricone con una musica stupenda, che compare poco, ma quando lo fa lascia il segno (come nel bellissimo inizio).</p>
<p><strong>jedi.lord:</strong> Questa è la prima volta che, uscendo dalla proiezione di un film di Tarantino, non sono eccitato e non urlo &#8220;CAPOLAVOROASSOLUTOH&#8221; come primo atto alzandomi dalla sedia.<br />
Probabilmente avrei bisogno di rivederlo per capire: per capire se Quentin stavolta ha voluto strafare creando un maxi calderone di tutti i punti principali della sua poetica, facendoli esplodere sullo schermo in grande formato ed esagerando, dilatando, scomponendo e ricomponendo, utilizzando in maniera nevrotica e pedante il suo amore per i dialoghi fiume e la musica del suo mito Ennio Morricone.<br />
I dialoghi di Tarantino li adoro, e alcuni li so a memoria, ma mai quanto questa volta li ho trovati semplicemente troppi rispetto al necessario.<br />
Si spiega troppo in questo film, e in modo troppo brainless, tutto viene spiattellato in faccia senza richiedere un minimo di ragionamento, come ad esempio il flashback che spiega cosa è accaduto nell&#8217;emporio di Minnie: un intero capitolo dedicato e finisce lì, sai tutto. Avrei preferito un montaggio più spezzettato all&#8217;interno del film, anche perché, a mio modestissimo ed ignorantissimo parere, avrebbe donato alla pellicola un miglior ritmo.<br />
Perché sì, forse è proprio questo l&#8217;aspetto che mi ha dato un po&#8217; da pensare: è un film lento e non è un problema, ma il ritmo, soprattutto nella prima parte di film, latita. E questo non mi va bene, sono abituato male perché di solito Quentin riesce a mantenere il ritmo anche solo con i dialoghi.<br />
Forse sembro estremamente critico, perché le aspettative erano altissime come sempre. Perché per me Tarantino è sempre stato una sorta di garanzia di qualità, so che uscendo dal cinema sarò felicissimo.<br />
Si tratta comunque di un signor film, girato in modo impeccabile (e ci mancherebbe) tecnicamente, e con degli attoroni (forse Tim Roth un po&#8217; troppo ispirato a Christoph Waltz, quando potrebbe permettersi senza problemi di dare una sua identità al personaggio). Splende il commento sonoro del nostro Ennio Morricone, e ci mancherebbe; sono convinto però che anche qui un montaggio diverso l&#8217;avrebbe esaltato ancor più. Ma rimane meritevole di tutti i premi vinti e che vincerà.<br />
Menzione d&#8217;onore come miglior scena: Bob il messicano che suona le musiche di natale al pianoforte mentre il Maggiore inveisce contro il Generale. Mi rivedrei il film anche soltanto per quella scena.</p>
<p><strong>Tencar:</strong> A causa dei <a href="https://www.facebook.com/nerdandocom/posts/1025698214168382" target="_blank">lettori della pagina Facebook di Nerdando.com</a> avevo aspettative altissime per l&#8217;ottavo film di Tarantino e sono rimasto deluso ma &#8211; dannazione &#8211; non riesco a spiegarmi il perché.<br />
Prima che prendiate i forconi, credo sia giusto specificare alcune cose: The Hateful Eight è bello, la regia del maestro Quentin impeccabile, il cast stellare e la colonna sonora di Morricone encombiabile, eppure&#8230;<br />
&#8230;Eppure, all&#8217;uscita della sala, c&#8217;è stato un leggero amaro in bocca, dovuto al fatto che Tarantino mi ha abituato tanto, troppo bene; purtroppo, non c&#8217;era (per la prima volta) una scena o un dialogo memorabili, che mi hanno fatto pensare: &#8220;Ma tu guarda che genio!&#8221;.<br />
Facendo autocritica, do la colpa a me stesso che ero provato da una giornata sfiancante e, probabilmente, privo di stimoli e senza la voglia di emozionarmi.<br />
Non vi racconterò la trama per non rovinarvi la sorpresa ma, fondamentalmente ed inaspettatamente, il primo colpo di pistola c&#8217;è quasi della pellicola, prima di questo evento ho avuto la sensazione di avere tra le mani una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e infatti, dopo che verrà premuto per la prima volta il grilletto, nulla sarà come prima e non si tornerà più indietro: è questo l&#8217;innesco che mi porta dentro la storia, buttandomi nella tempesta Tarantiniana che finirà soltanto con i titoli di coda.<br />
Effettivamente, riscrivendone, un po&#8217; di emozione è salita: dovrò rivederlo una seconda volta. Voi non fate come me, recatevi al cinema ben svegli e sappiate stupirvi, sono certo che non ve ne pentirete.</p>
<p><strong>Zeno2k:</strong> L&#8217;ottavo film di Tarantino, il più tarantiniano dei tarantini e, sicuramente, il più autocelebrativo e citazionista della serie.<br />
A mio avviso non eccelle nel complesso (non arriviamo, per intenderci, alle vette de Le iene), eppure tutto funziona dall&#8217;inizio alla fine: niente fronzoli, solo storia. Storia pura.<br />
Tarantino confeziona una sceneggiatura intrigante con dialoghi stupefacenti (alla Tarantino, per intenderci); mette in bella mostra tutti gli archetipi del western (alla Tarantino); e poi ci regala: sparatorie, fiumi di sangue, splatter, critica socio-politica, menzogne e deduzioni degne di Sherlock Holmes (alla Tarantino).<br />
Insomma: chi ama tarantino visceralmente, non può non amare questo film che, ad un primo sguardo, sembra effettivamente un western ma che, in realtà, è un film di Tarantino accidentalmente ambientato nel tardo 1800 americano.<br />
Il giocattolo è di quelli a lui preferiti: la storia delle storie di un gruppo di uomini tra cui, de facto, non c&#8217;è nemmeno un &#8220;buono&#8221;; abbiamo un gruppo di bastardi senza onore, ammattiti dalla dura vita di frontiera, che cercano di portare a casa la loro pagnotta; il tutto compresso in una stanza da cui non possono uscire: in pratica la scena del diner delle Iene, o la taverna di Inglourious Basterds, ma della durata di quasi tre ore.<br />
E poi citazioni dal cinema di genere, dalle pellicole degli anni &#8217;70 a lui tanto care, la violenza (fisica e verbale) su donne, neri, minoranze etniche e chi più ne ha ne metta.<br />
Chi lo ha giudicato noioso, inconcludente, privo di mordente, a mio avviso non ha davvero capito il senso di questo film che, a conti fatti, è vera arte. Arte cinematografica, arte per immagine e musiche allo stato puro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/02/12/the-hateful-eight/">The Hateful Eight &#8211; Il parere redazionale</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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