<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >

<channel>
	<title>Storm in a Teacup - Nerdando</title>
	<atom:link href="https://nerdando.com/tag/storm-in-a-teacup/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://nerdando.com/tag/storm-in-a-teacup/</link>
	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Oct 2019 14:55:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>

<image>
	<url>https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/cropped-icona_quadrata2-32x32.jpg</url>
	<title>Storm in a Teacup - Nerdando</title>
	<link>https://nerdando.com/tag/storm-in-a-teacup/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">67502166</site>	<item>
		<title>Close to the Sun &#8211;  Novelli Icaro</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/10/29/close-to-the-sun-novelli-icaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 13:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Storm in a Teacup]]></category>
		<category><![CDATA[Survival horror]]></category>
		<category><![CDATA[Walking Simulator]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nerdando.com/?p=33113</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Close to the Sun" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Esiste una definizione del tipo &#8220;electropunk&#8221; dedicato alle arti visive? No? In tal caso andrebbe inventata perché steampunk e dieselpunk si avvicinano ma tradiscono la natura interamente incentrata, invece che sul vapore o l&#8217;olio di balena, proprio sull&#8217;elettricità e sul fascino che un personaggio come Nikola Tesla riesce a tramandare anche a decenni di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/10/29/close-to-the-sun-novelli-icaro/">Close to the Sun &#8211;  Novelli Icaro</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Close to the Sun" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun.jpg" alt="Close to the Sun" width="1000" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-33115" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close_sun-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Esiste una definizione del tipo &#8220;electropunk&#8221; dedicato alle arti visive? No? In tal caso andrebbe inventata perché steampunk e dieselpunk si avvicinano ma tradiscono la natura interamente incentrata, invece che sul vapore o l&#8217;olio di balena, proprio sull&#8217;elettricità e sul fascino che un personaggio come <strong>Nikola Tesla</strong> riesce a tramandare anche a decenni di distanza.<br />
<strong>Close to the Sun</strong> è l&#8217;opera tutta italiana di <strong>Storm in a Teacup</strong> che ho potuto ammirare in anteprima qualche tempo fa all&#8217;evento <a href="https://nerdando.com/2018/07/04/idxbox-2018-la-microsoft-parla-indie/">ID@Xbox 2018</a> di Microsoft e che da quel momento ho attesa con impazienza.<br />
Da un lato perché trattasi di un walking simulator/survival horror a tinte vittoriane, e dall&#8217;altro perché è sempre meraviglioso vedere l&#8217;opera dei talentuosi team italiani, che nulla hanno da invidiare a produzioni blasonate.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><strong>Close to the Sun</strong> ci porta a bordo della Helios, la nave ultratecnologica che Tesla ha messo a punto e caricato di menti eccelse allo scopo di portare a termine un progetto strabiliante.<br />
Qualcosa, però, non è andato per il verso giusto e Rose Archer, la nostra protagonista, riceve una lettera dalla sorella Ada (un vago riferimento alla celebre Lovelace?) che la invita a raggiungerla a bordo.</p>
<p><img decoding="async" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun2.jpg" alt="" width="1000" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-33295" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Qui troveremo un&#8217;ambiente corrotto e devastato dagli esperimenti di Tesla, e si sa che grandi fonti di energia possono causare spiacevoli distorsioni temporali. Ci troveremo quindi ad esplorare realtà che si sovrappongono senza soluzione di continuità oltre che a fuggire da una misteriosa creatura con la quale è bene non entrare in contatto.</p>
<p>Il risultato finale è un&#8217;avventura di esplorazione lenta e meticolosa, cosa che ci lascia godere degli ottimi ambienti che strizzano l&#8217;occhio a sua maestà Bioshock per capacità evocativa, alternata a brevi momenti concitati che spezzano il ritmo.</p>
<p>L&#8217;avventura si chiude, cercando ed esplorando un po&#8217; di tutto, in circa cinque ore, ma una run rushata può portarci ai titoli di coda in 3 ore.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Come già detto, le suggestioni del comparto visivo sono di prima qualità. Gli ambienti sono ricchi e dettagliati e anche se le texture non fanno gridare al miracolo, la resa complessiva è ottima, così come i giochi d&#8217;ombre e la dinamica delle luci.<br />
Doveroso ammettere che non tutti gli ambienti sono curati con la stessa dovizia di particolari, ma alcuni punti lasciano davvero sgomenti.<br />
Buono anche l&#8217;accompagnamento sonoro, che in un titolo del genere ha e deve avere un ruolo di primo piano.</p>
<p>Tuttavia è innegabile la presenza di alcune sbavature tecniche nel gameplay, tipiche delle produzioni indie ma che fanno storcere il naso. Ho trovato i movimenti meno fluidi di quanto avrei sperato, ma è un peccatuccio veniale; sono altre le cose importanti: ad esempio  l&#8217;attivazione dei cue point, che spesso richiedono di trovarsi esattamente davanti all&#8217;oggetto in questione (per esempio: non basta essere dall&#8217;altra parte del tavolo, ma bisogna fare il giro e aspettare che il cue point si trasformi in quello giusto per interagire).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun3.jpg" alt="" width="1000" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-33294" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/close-to-sun3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Sempre a proposito di collezionabili ho trovato un po&#8217; confusionario il fatto che non avessero una connotazione precisa. Ad esempio in alcuni casi un foglio di giornale è un collezionabile, in altri no. Stesso dicasi per i passaporti e questo rende abbastanza frustrante la caccia al completismo sfrenato. </p>
<p>Altra cosa che mi ha disturbato è la presenza di tante, troppe porte chiuse e di elementi fisici atti a ridurre forzosamente l&#8217;area di gioco, con una protagonista che non è in grado di scavalcare una balaustra o passare sotto un ostacolo.</p>
<p>Al netto di queste sbavature tecniche, però, il titolo è assolutamente godibile, la storia narrata ha la capacità di appassionare e catturarci per tutta la sua durata.<br />
Personalmente avrei omesso le sequenze action che, a mio avviso, non aggiungono nulla ad un titolo che si gode pienamente nel piacere di perdersi tra i ritagli di giornale e di una lore ottimamente costruita che vale la pena vivere fino in fondo.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>Close to the Sun</strong> è un titolo lontano dall&#8217;essere perfetto, ma i ragazzi di <strong>Storm in a Teacup</strong> hanno dimostrato di avere talento ed idee. La mia speranza, e il mio augurio per loro, è quella di vederli crescere ulteriormente con i prossimi titoli, imparando dalle sbavature del passato e alzando sempre più l&#8217;asticella.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Close to the Sun</strong> ci porta a vivere sulla pelle gli incubi del genio di Nikola Tesla.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.4]</h2>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/10/29/close-to-the-sun-novelli-icaro/">Close to the Sun &#8211;  Novelli Icaro</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">33113</post-id>	</item>
		<item>
		<title>ENKI &#8211; Il discepolo di Saw</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/08/05/enki-il-discepolo-di-saw/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 12:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[ENKI]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Saw]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Storm in a Teacup]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox One]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nerdando.com/?p=5209</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Correva l’anno 2004 e James Wan stupiva il pubblico con il suo Saw &#8211; L’enigmista: due persone si svegliano all’interno di una stanza chiusa dall&#8217;esterno, con un uomo che giace a pochi metri da loro, riverso in una pozza di sangue. Sono molteplici, a questo punto, le domande che si pone lo spettatore: come mai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/08/05/enki-il-discepolo-di-saw/">ENKI &#8211; Il discepolo di Saw</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/9pdbaLXVdzEd1etMCz1O4UMrz6mzk3fi701lki8OxvM=w1024-h529-no" alt="Occhio ad ENKI" width="1024" height="529" /><p class="wp-caption-text">Occhio ad ENKI</p></div>
<p>Correva l’anno 2004 e James Wan stupiva il pubblico con il suo <a href="http://www.imdb.com/title/tt0387564/" target="_blank">Saw &#8211; L’enigmista</a>: due persone si svegliano all’interno di una stanza chiusa dall&#8217;esterno, con un uomo che giace a pochi metri da loro, riverso in una pozza di sangue. Sono molteplici, a questo punto, le domande che si pone lo spettatore: come mai si trovano lì? Chi sono? Riusciranno ad uscire?</p>
<p>ENKI, videogame sviluppato dai ragazzi di Storm in a Teacup (quelli di <a href="https://nerdando.com/nero-un-gioco-di-luci/" target="_blank">NERO</a>, per intenderci) per Xbox One e PC (distribuito tramite <a href="http://store.steampowered.com/app/377470/" target="_blank">Steam</a>), mira a farci vivere quelle stesse emozioni: il gioco inizia con il nostro protagonista che si trova chiuso all’interno di una stanza che ha, come unica uscita, una botola posta sul soffitto e &#8211; apparentemente &#8211; irraggiungibile; intorno a lui ci sono pochi elementi: una scatola di cibo, una bottiglia d’acqua ed uno scheletro, la luce scarseggia e, nell’angolo in alto a destra, un countdown inizia a scorrere, partendo da 30 minuti. Capisco subito che è il tempo che rimane per cercare di scappare da quella trappola.</p>
<p>La modalità di gioco è molto lineare: vengo posto di fronte ad una serie di enigmi (che ho trovato risolvibili ma che mi hanno costretto ad iniziare il gioco tre volte) e ad alcune scene realizzate ad hoc per causare un salto &#8211; con conseguente imprecazione &#8211; sulla sedia, mentre esploro le varie stanze alla ricerca di indizi (completamente localizzati in italiano) che mi facciano capire perché sono lì e chi mi ha imprigionato; i comandi sono piuttosto semplici, in quanto le interazioni con l&#8217;ambiente sono ridotte a &#8220;<em>raccogli l&#8217;oggetto</em>&#8221; e &#8220;<em>usa l&#8217;oggetto</em>&#8220;.<br />
È chiaro che, dopo aver visto NERO, mi aspettavo qualcosina di più, ma ENKI appare essere un esercizio di stile verso nuove (e più accattivanti) creazioni: per completezza, aggiungo che la grafica è sicuramente accettabile mentre il sonoro avrebbe bisogno di più varietà in quanto, non essendoci musica, gli spaventosi suoni di contorno potrebbero essere più numerosi mentre invece si ripetono frequentemente.<br />
Certo, qualcuno potrebbe lamentarsi del prezzo (9,99 €) relazionandolo alla longevità piuttosto bassa, ma va apprezzato lo sforzo degli sviluppatori che hanno reso il titolo rigiocabile, in quanto la posizione dei vari oggetti e gli enigmi cambiano, in maniera casuale, ad ogni nuova partita, i finali possibili sono sei e gli obiettivi richiedono almeno 3-4 ore per essere completati; ricordo infine che in molti hanno acquistato <em>Metal Gear Solid V: Ground Zeroes</em> a quasi quaranta euro, lamentarsi per una produzione come ENKI mi appare, dunque, fuori luogo.</p>
<p>Ho trovato l’esperienza di gioco estremamente godibile ma breve: una volta aperta l&#8217;ultima porta, mi sono sentito da una parte appagato per essere riuscito a scappare, dall&#8217;altra un po’ deluso perché ne volevo ancora; mi sento di consigliare il titolo ai fan degli horror ed in particolare di Saw ed a chi apprezza il fenomeno delle Escape Room (di cui ha parlato Zeno2k <a href="https://nerdando.com/get-me-out-lescape-room-horror-di-milano/" target="_blank">in questo articolo</a>).<br />
<em><br />
Ringrazio Alberto Belli, co-fondatore di Storm in a Teacup, per avermi dato modo di provare ENKI. </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/08/05/enki-il-discepolo-di-saw/">ENKI &#8211; Il discepolo di Saw</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5209</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nero &#8211; Un gioco di luci</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/07/22/nero-un-gioco-di-luci/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2015/07/22/nero-un-gioco-di-luci/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 12:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Nero]]></category>
		<category><![CDATA[Storm in a Teacup]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox One]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nerdando.com/?p=3611</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Devo essere sincero: ero molto ansioso di mettere le mie manone su Nero e poterlo provare, dato che averne seguito lo sviluppo tramite le news pubblicate da Storm in a Teacup mi aveva suscitato un&#8217;enorme curiosità e interesse. D’altronde non capita così spesso di vedere delle realtà italiane affacciarsi nel mondo dell’intrattenimento videoludico passando dalla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/07/22/nero-un-gioco-di-luci/">Nero &#8211; Un gioco di luci</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 836px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/-f6cl-sKneNs/VXiepXjTjoI/AAAAAAAAAj8/j-98CkrWHLY/w1516-h853-no/Nero.png" alt="" width="826" height="465" /><p class="wp-caption-text">Uno scorcio suggestivo del mondo di Nero</p></div>
<p>Devo essere sincero: ero molto ansioso di mettere le mie manone su Nero e poterlo provare, dato che averne seguito lo sviluppo tramite le news pubblicate da Storm in a Teacup mi aveva suscitato un&#8217;enorme curiosità e interesse. D’altronde non capita così spesso di vedere delle realtà italiane affacciarsi nel mondo dell’intrattenimento videoludico passando dalla porta principale, nel nostro caso dal Marketplace Microsoft dedicato alla Xbox One.</p>
<p>C’è una doverosa premessa da fare. Nero non è un gioco per tutti anzi, sbilanciandosi al contrario, si potrebbe addirittura dire che è un gioco per pochi, trattandosi di un genere davvero molto particolare. Tutta la parte di gameplay è molto semplice ed essenziale, studiata per focalizzare l’attenzione del giocatore sull’esperienza che sta vivendo, sulla trama e sulle proprie emozioni. Il personaggio si muove lentamente e molto spesso ci si sente invitati, o semplicemente invogliati, a guardarci intorno per ammirare i panorami mozzafiato da attraversare durante tutta la partita. Gli stessi puzzle che si incontrano lungo la via servono per interagire con l’ambiente circostante e aumentare quella sensazione di immedesimazione col protagonista, atta a farci godere in pieno di tutta la parte emozionale del gioco. Ciò che rende davvero unico Nero nel suo genere è l’impatto visivo che ha sul giocatore. Per la maggior parte del tempo ci si troverà ad attraversare in notturna degli ambienti già bui per loro natura, eppure ciò che sorprende è il contrasto con l’enorme presenza di piante e creature bioluminescenti che abitano il mondo, trasformando degli ambienti scuri e privi di vita in un vero e proprio tripudio di luci naturali. Sono ancora le luci a guidare il giocatore lungo il sentiero che lo condurrà alla fine del suo viaggio, raccontando la trama con delle frasi letteralmente appese ai paesaggi che vengono di volta in volta attraversati, utilizzando due colori di base, che sono comuni anche alla coppia di protagonisti e a tutti gli enigmi del gioco. A tutto ciò vanno aggiunte le sequenze filmate, davvero di ottima fattura, ed una voce narrante coinvolgente, ma mai invadente, doppiata anch’essa con grande perizia. Nulla viene lasciato al caso nel racconto vissuto lungo il percorso che ci porta dall’inizio alla fine di questa esperienza, ogni singolo elemento mira, con successo, a far sentire il giocatore parte integrante della storia ed a fargli vivere le emozioni create dall&#8217;ideatore della trama.</p>
<p>Certo non mancano anche i difetti, soprattutto qualche leggera sbavatura tecnica nei momenti in cui ci sono tante piccole bioluminescenze contemporaneamente sullo schermo, che fanno un po’ cilecca quando contrastano molto con lo sfondo scuro. Anche il menu di pausa non è completamente all’altezza dell’elevata qualità grafica del gioco, risultando una sorta di elemento estraneo, staccato e sovrapposto alla schermata del giocatore. Si tratta ovviamente di pecche minori che non inficiano il gameplay e l’esperienza di gioco (e, in qualche modo, anche perdonabili vista la fascia di prezzo medio-bassa in cui si colloca) che scorre fluida per tutta la durata dell’avventura.</p>
<p>Nero è un viaggio di redenzione attraverso l’ampio spettro delle emozioni umane, che va vissuto, gustato con calma proprio perché è uno di quei giochi in grado di entrarti sotto pelle e rimanerti nel cuore a lungo. Bisogna essere amanti del genere per apprezzarlo al meglio e non lo consiglierei certamente a chi vive di Call of Duty o action game frenetici, ma sono altrettanto certo che si tratta di un titolo solido, in grado di regalare soddisfazioni a chi, come me, abbia deciso di lasciarsi trasportare nel suo mondo di luci.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/07/22/nero-un-gioco-di-luci/">Nero &#8211; Un gioco di luci</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://nerdando.com/2015/07/22/nero-un-gioco-di-luci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">3611</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
