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	<title>Steve Grant - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Robocop Edizione Definitiva &#8211; Frank Miller colpisce ancora</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/12/04/robocop-edizione-definitiva-frank-miller-colpisce-ancora/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 13:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ed Brisson]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione È il 1988 e Frank Miller è dio. Viene da una sfilza impressionante di capolavori del fumetto (tre solo nel 1986) e ha ridefinito con Alan Moore cosa si può fare coi supereroi. Deciso a rivoluzionare anche Hollywood, Miller accetta di lavorare alla sceneggiatura di Robocop 2. Non finirà bene. Tra mille casini produttivi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-33996 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Robocop-Frank-Mille-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>È il <strong>1988</strong> e <strong>Frank Miller</strong> è dio. Viene da una sfilza impressionante di <strong>capolavori del fumetto</strong> (tre solo nel 1986) e ha ridefinito con Alan Moore cosa si può fare coi <strong>supereroi</strong>.</p>
<p>Deciso a<strong> rivoluzionare</strong> anche <strong>Hollywood</strong>, Miller accetta di lavorare alla sceneggiatura di <strong><em>Robocop 2</em></strong>. Non finirà bene. Tra mille casini produttivi e riscritture il film che esce al cinema ha <strong>pochissimo</strong> dello script originale.</p>
<p>Fortunatamente nel 2003 <strong>Avatar Press</strong> contatta Miller e con l&#8217;aiuto di <strong>Steve Grant</strong>, <strong>Ed Brisson</strong>, <strong>Juan José Ryp</strong> e <strong>Korkut Öztekin</strong> pubblica la <strong>versione originale</strong> della sceneggiatura di Miller per <em>Robocop 2</em> e per<em> Robocop 3</em>, raccolti in questo volume che <strong>SaldaPress</strong> ci ha gentilmente concesso.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Detroit</strong> è ancora una città in pieno <strong>collasso economico</strong> e sociale (come d&#8217;altronde è successo anche nella realtà). La <span class="ILfuVd NA6bn"><span class="e24Kjd"><strong>Omni Consumer Products</strong> (OCP)</span></span> sta cercando di prendere completamente il controllo della <strong>polizia</strong> della città. <strong>Alex Murphy</strong>, meglio conosciuto come Robocop, è un loro strumento, ma viene giudicato non in grado di cooperare perché ha ancora <strong>una coscienza</strong>. La dottoressa <strong>Amanda Love</strong> quindi decide di sostituirlo con Robocop 2, una versione più grossa, brutale e amorale.</p>
<h2>Sogni di carta</h2>
<p>Leggendo il fumetto ho <strong>immediatamente</strong> capito perché non fu realizzata la sceneggiatura di Miller. Quello che si vede nel fumetto è <strong>più violento</strong>, brutale, satirico e assolutamente fuori dagli schemi per l&#8217;epoca (ma anche per il presente). Oltre ad essere <strong>costosissimo</strong> da trasportare su pellicola. Meno male che <strong>esistono i fumetti</strong>, dove si possono realizzare<strong> cose epiche</strong> con una matita e non con tonnellate di effetti speciali.</p>
<p>Costi a parte, Miller scrive una storia ancora <strong>più pessimistica e satirica</strong> dell&#8217;originale. La genialità del primo <strong><em>Robocop</em></strong> non è tanto nel personaggio e nel suo design (comunque splendido), ma nel <strong>messaggio critico</strong> al capitalismo e alla società americana. Miller ha capito perfettamente il <strong>tono impostato</strong> da <strong>Paul Verhoeven</strong> nel primo film e <strong>rilancia</strong> con i suoi temi tipici. Prima che Miller virasse ancora di più verso <strong>destra</strong> e verso una visione <strong>estremamente libertaria</strong> della società (da cui vengono i bruttissimi lavori recenti), c&#8217;era un<strong> autore impegnato</strong> e iper-critico verso la <strong>società perbenista</strong> e interessa solo al profitto degli anni &#8217;80 reaganiani.</p>
<p>In <em><strong>Robocop</strong> </em>i media sono un concentrato di menzogne urlate, lo stato non esiste ed è succube delle corporazioni, il crimine è senza controllo e i <strong>cittadini sono presi in mezzo</strong>. Robocop è una <strong>scheggia impazzita</strong> che nonostante sia il frutto della corporate society, la rifiuta e si aggrappa all&#8217;ultimo <strong>residuo di umanità</strong> rimasto. E questo è intollerabile per la OCP e Amanda Love, interessati solo al profitto e conformismo.</p>
<p>Alla fine delle <strong>due storie</strong>, Miller ci suggerisce che le <strong>persone hanno il potere</strong>, non le corporazioni e paradossalmente un <strong>cyborg mezzo umano</strong> è il perfetto rappresentante di questo concetto. In fondo Robocop<strong> senza aiuti esterni</strong> non può fare molto.</p>
<h2>Spaccato a metà</h2>
<p><strong>Il volume</strong> include come già accennato <strong>due storie</strong>, entrambe basate su <strong>sceneggiature</strong> di Frank Miller per i due seguiti di <em>Robocop</em> (Miller lavorò anche alla sceneggiatura del terzo ma anche in quel caso finì malissimo). La <strong>prima parte</strong> è disegnata da <strong>Juan José Ryp</strong> mentre la seconda, <em><strong>Robocop: L&#8217;ultimo baluardo</strong></em>, da <strong>Korkut Öztekin</strong>.</p>
<p>Tra i due, Ryp è quello che <strong>riesce meglio</strong> ad entrare nel mood milleriano. Nessuno dei due ha <strong>uno stile simile</strong> a quello di Miller, ma Ryp riesce a <strong>rendere meglio</strong> l&#8217;ultraviolenza e l&#8217;aspetto satirico del fumetto, come sa bene chiunque abbia letto <em>No Hero</em> e <em>Black Summer</em>. E diciamocelo, Ryp è <strong>un fuoriclasse</strong> per storie così.</p>
<p>Öztekin non lo conoscevo prima e sebbene <strong>non sia male</strong>, l&#8217;ho trovato <strong>meno adatto</strong> rispetto al tono della storia. Non credo sia un caso che <em>L&#8217;ultimo baluardo</em> ha un <strong>cambio di tono</strong> molto brusco rispetto alla prima. <strong>Meno satirica e pungente</strong>, diventa una più &#8220;banale&#8221; storia d&#8217;azione.</p>
<p>Öztekin è bravo a rappresentare <strong>l&#8217;oscurità</strong> che permea la storia e il suo stile <strong>stilizzato</strong> funziona nelle parti più <em>body horror</em> della storia (e infatti ha lavorato più che altro in fumetti dell&#8217;orrore).</p>
<p>Non voglio gettare la croce a Öztekin, in generale <strong><em>L&#8217;ultimo baluardo</em></strong> è una <strong>storia inferiore</strong> e <strong>meno graffiante</strong> rispetto alla prima storia. Certo, in confronto al terzo film è molto meglio questo fumetto.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><em><strong>Robocop &#8211; Edizione Definiva</strong></em> è una volumone diviso a metà, con la <strong>prima storia</strong> che può essere tranquillamente inserita tra le <strong>migliori storie</strong> di Miller (negli ultimi posti, sia chiaro) e una seconda parte <strong>più standard</strong> ma che resta comunque una lettura divertente. Per<strong> i fan</strong> di Miller e/o di Robocop è <strong>da avere</strong> a tutti i costi. Per gli altri, è un gran <strong>bel fumetto</strong>, ben disegnato e ben scritto pur essendo diseguale.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p><em><strong>Robocop &#8211; Edizione Definitiva</strong></em> è un volume cartonato di grande formato, edito da <strong>SaldaPress</strong>, di ben <strong>400 pagin</strong>e. È in vendita al prezzo di copertina di <strong>35,00€</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Vivo o morto</strong>, al cinema o in un fumetto, <strong>Robocop</strong> resta sempre un personaggio interessante per capire la nostra società.</p>
<h2>Nerdandometro [usr 3.4]</h2>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/12/04/robocop-edizione-definitiva-frank-miller-colpisce-ancora/">Robocop Edizione Definitiva &#8211; Frank Miller colpisce ancora</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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