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	<title>Stephen Schwartz - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #34 &#8211; Il gobbo di Notre Dame</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/01/26/nerdisney-34-il-gobbo-di-notre-dame/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 09:00:11 +0000</pubDate>
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<p>I miei ricordi Quando nel 1996 uscì nei cinema Il gobbo di Notre Dame avevo nove anni: ero nel pieno della &#8220;mania Disney&#8221; e non mi perdevo mai un appuntamento al cinema. Ricordo che andai al cinema con grandissime aspettative ma devo ammettere che all&#8217;epoca restai un po&#8217; interdetta: il film non riuscì a coinvolgere [&#8230;]</p>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Quando nel 1996 uscì nei cinema <strong><em>Il gobbo di Notre Dame</em></strong> avevo nove anni: ero nel pieno della &#8220;mania Disney&#8221; e non mi perdevo mai un appuntamento al cinema. Ricordo che andai al cinema con grandissime aspettative ma devo ammettere che all&#8217;epoca restai un po&#8217; interdetta: il film non riuscì a coinvolgere particolarmente la me bambina e, da quella prima volta al cinema, lo riguardai giusto un paio di volte in VHS per poi concentrarmi su classici più affini ai miei gusti.</p>
<p>NerDisney, la nostra rubrica sui classici, è nata però anche come <strong>una sfida a riscoprire con occhi nuovi tutti i classici Disney</strong>, quelli del nostro cuore e quelli che ai tempi non ci dissero nulla o quasi. In questo senso, sono stata davvero felice di riguardare<em> Il gobbo di Notre Dame</em>: ho potuto coglierne aspetti che da bambina non avrei potuto e rivalutarlo per i suoi pregi.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Nella Parigi di fine Quattrocento lo zingaro <strong>Clopin</strong> racconta alla folla la storia del gobbo di Notre Dame: la città è gestita dall&#8217;integerrimo giudice <strong>Frollo</strong>, che ha fatto sua la missione di scacciare gli zingari dalla città. Dopo aver ucciso una fuggiasca che tentava di proteggere il suo neonato, Frollo scopre che il bambino è deforme e sta per buttarlo in un pozzo quando il Diacono di Notre Dame interviene, convincendolo a risparmiare il piccolo e a crescerlo come proprio.</p>
<p>Vent&#8217;anni dopo, l&#8217;ormai cresciuto <strong>Quasimodo</strong> non è mai uscito da Notre Dame, dove vive recluso con la sola compagnia delle sue amate campane e di tre gargoyle. Sono proprio loro a convincerlo a mescolarsi alla folla nel giorno della <strong>Festa dei Folli</strong>, lo spettacolo che ha sempre guardato dall&#8217;alto sognando di viverlo in prima persona. Qui conosce l&#8217;affascinante zingara <strong>Esmeralda</strong> e l&#8217;intrepido capitano delle guardie <strong>Febo</strong> ma incontra anche il pregiudizio della folla: solo Esmeralda ha il coraggio di prendere le sue difese e per questo viene perseguitata da Frollo e costretta a rifugiarsi a Notre Dame.<br />
Dopo aver legato con lei, Quasimodo aiuta Esmeralda a fuggire eludendo la sorveglianza ma Frollo è pronto a tutto pur di riacciuffarla e non si fermerà davanti a niente.</p>
<h2>Il classico cupo e maturo</h2>
<p><em>Il gobbo di Notre Dame</em> <strong>si distacca molto dai canoni dei classici precedenti</strong> e presenta tematiche decisamente più mature e cupe, inaspettate in un film per bambini. Nel lungometraggio troviamo morte, cattiveria, quasi infanticidio, lussuria -credo che la canzone di Frollo rappresenti il momento più esplicito di Disney finora-, pregiudizio e gelosia.<br />
Certo, il materiale di partenza era effettivamente anche peggio: il romanzo <em>Notre Dame de Paris</em> di <strong>Victor Hugo</strong> non è certo famoso per l&#8217;ottimismo di fondo ma resta una storia davvero bellissima.<br />
<strong>Sono molti i cambiamenti operati da Disney</strong> (tra cui la bontà di Febo, che nell&#8217;originale è un personaggio davvero pessimo, e il suo amore a lieto fine con Esmeralda) ma non potevamo aspettarci nulla di diverso: già così, c&#8217;è un deciso cambio di rotta rispetto al passato. Che poi è probabilmente il motivo che da bambina mi aveva impedito di apprezzare il film.</p>
<p>I protagonisti stessi rappresentano un <strong>momento di maturazione rispetto ai film del passato</strong>. Quasimodo è fisicamente molto lontano dallo standard cui eravamo abituati con i precedenti classici Disney. Nonostante un aspetto completamente fuori dalla norma, <strong>Quasimodo</strong> è dotato di un grande cuore e di un&#8217;interiorità ricca e sfaccettata che aspetta solo di avere la sua occasione per rivelarsi. Anche <strong>Esmeralda</strong> si distanzia dalle precedenti eroine Disney: è una ragazza dalle mille risorse, in grado di badare a se stessa e pronta a buttarsi nella mischia in prima persona. È di fatto lei il motore dell&#8217;azione quando si tratta di schierarsi, correre rischi e alzarsi contro l&#8217;autorità. <strong>Il messaggio di fondo del film è sicuramente quello che non bisogna giudicare dall&#8217;apparenza e si deve andare oltre la superficie</strong>. Certo, secondo me è un po&#8217; svilito dalla scelta di far innamorare Esmeralda del bello della situazione a discapito di quanto era stato costruito fin dall&#8217;inizio con Quasimodo. Ma anche tolto il finale, comunque, resta un film coraggioso per la Disney del 1996.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p>La colonna sonora de <em>Il gobbo di Notre Dame</em> è composta da <strong>Alan Menken</strong> e <strong>Stephen Schwartz</strong>, già autori delle meravigliose musiche di <a href="https://nerdando.com/2023/01/12/nerdisney-33-pocahontas/"><em>Pocahontas</em></a>. Anche per questo nuovo classico il duo fa un lavoro eccellente: nonostante non avessi più guardato <em>Il gobbo di Notre Dame</em> da adulta, ricordavo perfettamente alcune delle canzoni. Il tema musicale è decisamente riuscito e riesce a sottolineare la storia alla perfezione. Obiettivo che era fondamentale, a ben guardare, perché <strong><em>Il gobbo di Notre Dame</em></strong> <strong>si rivela decisamente musical</strong>.<br />
Certo, per me se parliamo di musica e Hugo, esiste solo<em> Notre Dame de Paris</em> di Riccardo Cocciante ma devo ammettere che il classico Disney si difende bene!</p>
<h2>Live action e sequel</h2>
<p>Come succedeva spesso all&#8217;epoca, anche <em>Il gobbo di Notre Dame</em> ha avuto il suo <em>sequel direct to video</em>: <strong><em>Il gobbo di Notre Dame II</em></strong> è uscito nel 2002 ed è ambientato cinque anni dopo gli eventi mostrati nel primo film. Ammetto di non averlo mai visto ma il giudizio che ne è stato dato è generalmente negativo e il film, che trova finalmente un&#8217;anima gemella anche per Quasimodo, mette in evidenza la stessa sciatteria produttiva che caratterizza purtroppo tutti i sequel Disney pensati direttamente per l&#8217;home video.</p>
<p>Per quanto riguarda un <strong>remake in live action</strong>, la notizia che Disney stia lavorando anche a <em>Il gobbo di Notre Dame</em> è del 2019: da allora sono stati molti i <em>rumors</em> che si sono avvicendati ed è voce insistente che sarà l&#8217;attore <strong>Josh Gad</strong> a prestare il volto a Quasimodo. Attualmente il film risulta ancora in lavorazione.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p><em>Il gobbo di Notre Dame</em>, rivisto oggi, mi ha dato l&#8217;impressione di essere <strong>uno dei classici Disney invecchiati meglio</strong>: questo probabilmente è dovuto al fatto che affronta tematiche più adulte e adotta uno stile più cupo del solito, il che lo rende facilmente apprezzabile da un pubblico più maturo. Negli anni, inoltre, la sensibilità generale è cambiata e oggi non stupisce più trovare scelte di questo tipo anche nel campo dell&#8217;animazione.</p>
<p><em><strong>Il gobbo di Notre Dame</strong></em> regala riflessioni profonde sulla prevaricazione, sul concetto di diverso e sul mondo dell&#8217;apparenza in una cornice rutilante, colorata e musicalmente maestosa. Rivederlo oggi, per me, è stato una scoperta <em>ex novo</em>: se anche voi, da bambini, lo avevate accolto con titubanza, vi consiglio di provare l&#8217;esperienza di una visione con gli occhi degli adulti.</p>
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		<title>NerDisney #33 &#8211; Pocahontas</title>
		<link>https://nerdando.com/2023/01/12/nerdisney-33-pocahontas/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2023 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p><strong>1995</strong>: ho 8 anni e l&#8217;appuntamento  natalizio con il cinema per guardare il nuovo <strong>classico Disney</strong> è per me irrinunciabile. Quest&#8217;anno tocca a <strong><em>Pocahontas</em></strong>, un film che si distacca dal canone dei classici visti fino ad allora: ricordo che, fin dalla prima visione, me ne sono innamorata. I colori e le musiche di <em>Pocahontas</em> mi fanno brillare gli occhi, il suo rapporto con la natura me la fa sentire subito affine. Una principessa dai capelli scuri, pacata e che ama la natura: per una bambina di 8 anni che era stata abituata fino ad allora a guardare sullo schermo eroine biondissime (con una prima eccezione rappresentata da Jasmine in <a href="https://nerdando.com/2022/12/15/nerdisney-31-aladdin/"><em>Aladdin</em></a>) l&#8217;immedesimazione è automatica.</p>
<p>Ancora oggi, il <strong>33° classico Disney</strong>, così differente rispetto allo standard fino a quel momento, mi rimane nel cuore e resta uno dei miei preferiti in assoluto. L&#8217;ho riguardato e riguardato, fino all&#8217;ultima visione per scrivere questo articolo, trovandolo ogni volta coinvolgente e visivamente spettacolare.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Nei primi anni del 1600 sono molte le spedizioni europee che si avventurano nel &#8220;<strong>Nuovo Mondo</strong>&#8221; in cerca di ricchezze e gloria. Dall&#8217;Inghilterra parte una nave diretta in Virginia, guidata dall&#8217;avido governatore Ratcliffe. A bordo della nave, anche l&#8217;avventuriero <strong>John Smith</strong>, che ha già esperienza di incontri con i nativi americani.<br />
La nave sbarca nel territorio dei Powhatan: <strong>Pocahontas</strong>, la figlia del capo, in cerca della sua strada e della sua identità, è subito incuriosita dagli strani nuovi arrivati. Dopo il primo fortuito incontro, Pocahontas e John Smith entrano in sintonia, si innamorano e imparano a conoscere le rispettive differenze e modi di pensare. Le loro popolazioni, però, si preparano invece allo scontro.</p>
<h2>Il cambio di rotta</h2>
<p>Con <em>Pocahontas</em> gli Studios Disney tentano un cambiamento di rotta rispetto ai classici precedenti, che non sarà apprezzato appieno dal pubblico. La direzione scelta è quella della serietà: <strong>niente animali parlanti, maggiore realismo</strong> a cominciare dal tratto, <strong>niente lieto fine</strong>. <em>Pocahontas</em> è anche <strong>il primo classico Disney che si ispira a fatti storici reali</strong>: per quanto la storia che vediamo su schermo sia modificata <em>ad hoc</em>, infatti, Pocahontas è realmente esistita e parte della sua vicenda si è svolta effettivamente in maniera simile a quella rappresentata su schermo.</p>
<p>Con una produzione travagliata che dura più di cinque anni a causa delle difficoltà dell&#8217;animazione, <em>Pocahontas</em> viene accusato di essere noioso, privo di ispirazione e dalla trama confusa. Personalmente non mi trovo d&#8217;accordo con quest&#8217;analisi: all&#8217;epoca probabilmente ci si aspettava soprattutto divertimento da un film Disney, soprattutto se consideriamo quelli immediatamente precedenti &#8211;<a href="https://nerdando.com/2022/12/29/nerdisney-32-il-re-leone/"><em>Il Re Leone</em></a>, <a href="https://nerdando.com/2022/12/01/nerdisney-30-la-bella-e-la-bestia/"><em>La Bella e la Bestia</em></a>, <em>Aladdin</em> &#8211; ma <em>Pocahontas</em> <strong>risulta coinvolgente e ricco di emozione</strong>. A livello visivo è tuttora spettacolare, grazie ad un uso espressivo del colore, che acquista un ruolo di primo piano all&#8217;interno della trama.</p>
<p>Nonostante critiche non sempre lusinghiere e l&#8217;accusa di perpetrare gli stereotipi nei confronti dei nativi americani &#8211; nonostante la produzione si fosse avvalsa di consulenti e membri dello staff nativi americani &#8211; , <em>Pocahontas</em> <strong>si rivela un buon successo al botteghino</strong>. Gli incassi, se paragonati a quelli de <em>Il Re Leone</em>, appaiono deludenti ma in ogni caso <em>Pocahontas</em> è il quarto maggior incasso del 1995 in Nord America -superato solo da <em>Apollo 13</em>, <em>Toy Story</em>, <em>Batman Forever</em>-.</p>
<h2>Colonna sonora</h2>
<p><strong>La colonna sonora è</strong>, secondo me, <strong>il punto di forza</strong> di <em>Pocahontas</em>. Composta da <strong>Alan Menken</strong> e <strong>Stephen Schwartz</strong>, contiene brani ancora oggi magnifici, come <strong><em>I colori del vento</em></strong>, cantata nella versione italiana dalla stupenda voce di <strong>Manuela Villa</strong> (che, non a caso, è entrata nella mia <a href="https://nerdando.com/2017/06/08/le-3-migliori-canzoni-dei-cartoni-animati-disney/">top tre delle più belle canzoni Disney</a>).</p>
<p>Pur non avendo vinto il premio Oscar come miglior film d&#8217;animazione, contrariamente alle aspettative di casa Disney, che si era ormai abituata alla vittoria, <em>Pocahontas</em> ha portato a casa due statuette, proprio grazie alle sue musiche: ha vinto infatti l&#8217;<strong>Oscar per la migliore colonna sonora</strong> e quello per la <strong>migliore canzone</strong> con <em>I colori del vento</em>.</p>
<h2>Live action e sequel</h2>
<p>Allo stato attuale <strong>non esistono remake live action ufficiali</strong> di <em>Pocahontas</em>, anche se sembra che Disney abbia nei suoi piani l&#8217;idea di trasporre anche questo classico nel prossimo futuro. Tra i titoli papabili per le prossime produzioni, infatti, si è vociferato anche di <em>Pocahontas</em>, che verrebbe interpretata naturalmente da un&#8217;attrice nativa americana. Staremo a vedere, sicuramente la pellicola potrebbe rendere bene in un live action, soprattutto perché ha canzoni davvero splendide.</p>
<p>Esiste invece un sequel ufficiale animato, distribuito direttamente in home video: <strong><em>Pocahontas II &#8211; Viaggio nel nuovo mondo</em></strong>. Uscito nel 1998, il film riprende in parte le vicende reali, con Pocahontas che raggiunge l&#8217;Europa insieme al suo nuovo amore, John Rolfe. <strong>Sinceramente non l&#8217;ho mai guardato</strong>: non ho mai apprezzato i sequel <em>direct-to-video</em> e, come molti altri, ho sempre fatto parte del &#8220;team John Smith&#8221;. Scusa, John Rolfe.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Probabilmente sono di parte, ma trovo che <em>Pocahontas</em> sia invecchiato davvero bene. Riguardato oggi, il film conquista proprio come il primo giorno. Anzi, <strong>forse oggi può essere apprezzato anche di più</strong>: quelli che all&#8217;epoca vennero considerati difetti, come l&#8217;eccesso di realismo, oggi possono essere compresi maggiormente, dato che la sensibilità del pubblico è cambiata, così come lo sono le aspettative nei confronti di un film animato.</p>
<p>La <strong>mancanza del lieto fine</strong>, particolarità per un classico Disney, all&#8217;epoca mi colpì e mi rattristò, oggi invece posso apprezzarla: la vita non sempre concede un &#8220;e vissero per sempre felici e contenti&#8221; e l&#8217;amore è un sentimento più articolato di come viene spesso mostrato su schermo, spesso comprende la necessità di saper lasciar andare e rispettare le ambizioni dell&#8217;altro (un po&#8217; come insegna il finale di <a href="https://nerdando.com/2017/02/03/la-la-land-cinema-meraviglia/"><em>La La Land</em></a>).</p>
<p><strong>Musiche e disegni stupendi</strong>, una sensibilità matura, un messaggio di fondo che invita al rispetto dell&#8217;altro e al rispetto dell&#8217;ambiente: <em>Pocahontas</em> si dimostra ancora incredibilmente attuale e a ogni visione si conferma senza ombra di dubbio <strong>il mio classico Disney preferito</strong>.</p>
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