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	<title>stazione spaziale - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>#NerdandoConsiglia: Solaris</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/08/15/nerdandoconsiglia-solaris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danilo "aliquis" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2018 12:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#NerdandoConsiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/solaris.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/solaris-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/solaris-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/solaris-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/solaris-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/07/solaris.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>I film di fantascienza sono in grado di immergere lo spettatore in mondi irreali, suggestivi e, a volte, angoscianti. Solaris, film del 2002 diretto da Steven Soderbergh, sembra essere stato pensato proprio per rispondere a questa affermazione. Chris Kelvin (George Clooney) è uno psicanalista che vive la propria routine con regolarità. Solo, con un appartamento [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/08/15/nerdandoconsiglia-solaris/">#NerdandoConsiglia: Solaris</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>I film di fantascienza sono in grado di immergere lo spettatore in mondi irreali, suggestivi e, a volte, angoscianti.<br />
<strong>Solaris</strong>, film del 2002 diretto da <strong>Steven Soderbergh</strong>, sembra essere stato pensato proprio per rispondere a questa affermazione.</p>
<p><strong>Chris Kelvin</strong> (<strong>George Clooney</strong>) è uno psicanalista che vive la propria routine con regolarità.<br />
Solo, con un appartamento ordinato e pulito, il protagonista conduce una vita apparentemente ordinaria fino all&#8217;arrivo di un misterioso messaggio da parte di uno dei suoi più stimati colleghi; la stazione spaziale in orbita nei pressi del pianeta <strong>Solaris</strong>, inviata per studiare le potenzialità energetiche legate alla presenza del corpo celeste, pare destabilizzata dallo strano comportamento che i suoi occupanti manifestano con il progredire della missione. Inviato per indagare e analizzare il fenomeno dal punto di vista clinico, <strong>Chris</strong> si ritroverà avvolto in una spirale in grado di far vacillare le proprie convinzioni più profonde.</p>
<p>Tratto dal romanzo <strong>Solaris</strong> del <strong>1961</strong> e scritto dal polacco <strong>Stanisław Lem</strong>, il lungometraggio ne costituisce la seconda trasposizione cinematografica: di produzione sovietica e risalente al <strong>1972</strong> è infatti il primo tentativo, con <strong>Andrej Tarkovskij</strong> dietro la macchina da presa, volto a portare sul grande schermo le vicende dello psicologo <strong>Kelvin</strong>.</p>
<p>Dai ritmi lenti e molto particolare già nelle prime battute, il lungometraggio si dimostra ipnotico con il passare dei minuti.<br />
<strong>Soderbergh</strong>, aiutato da un cast azzeccato e in parte, regala un piccola perla del genere. Attraverso la convincente prova di <strong>Clooney</strong>, di <strong>Natascha McElhone</strong>, di <strong>Viola Davis</strong> e, soprattutto, di <strong>Jeremy Davies</strong>, la pellicola riesce a rifunzionalizzare ottimamente quanto presente nello scritto originale e, pur optando per soluzioni diverse nel raccontare le vicende dell&#8217;equipaggio della stazione spaziale, riesce a riproporre efficacemente le atmosfere e le sensazioni trasmesse dall&#8217;opera di<strong> Lem</strong>.</p>
<p>L&#8217;adozione delle poche ambientazioni è funzionale e mette <strong>al centro di tutto i personaggi</strong>, i loro sentimenti e le loro azioni.<br />
In una situazione di totale isolamento, in cui le relazioni interpersonali giocano un ruolo fondamentale nel mantenimento dell&#8217;equilibrio psichico di un individuo, il regista si impegna per <strong>destabilizzare lo spettatore</strong>, frantumare gli equilibri sociali e, con pochi e studiati accorgimenti, nel comunicare tutta la frustrazione, il panico e il senso di straniamento che potrebbero verificarsi in noi se ci trovassimo davvero lì, in quel momento.</p>
<p>Le <strong>tematiche legate alla comunicazione</strong>, ai limiti della ragione umana e alla comprensione della realtà non sono però l&#8217;unica chiave di lettura per leggere correttamente tra le righe e tra le scene di questa pellicola. Non si può prescindere, infatti, da <strong>una visione puramente romantica dell&#8217;opera</strong>, che mostra con vividezza e cruda verità quanto tutto, in fondo, sia legato alla ricerca della nostra interezza e a quanto, una volta spezzato l&#8217;equilibrio, sia fondamentalmente inutile negare le proprie debolezze.</p>
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