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	<title>Starcraft II - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Due chiacchiere con: Aki (Proplayer di LoL)</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/08/23/due-chiacchiere-con-aki-proplayer-di-lol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2019 12:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Aki League of Legends" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/aki.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Di solito, vivendo in paesi come il mio, in montagna e lontano da tutti, non si è vicini a centri E-sportivi importanti o a gaming houses, ma questa volta, ho avuto la fortuna di conoscere, per caso, ad una festa, il signor Daniel Lauri (alias Aki) un giocatore professionale di League of Legends, un noto [&#8230;]</p>
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<p>Di solito, vivendo in paesi come il mio, in montagna e lontano da tutti, non si è vicini a centri E-sportivi importanti o a <em>gaming houses</em>, ma questa volta, ho avuto la fortuna di conoscere, per caso, ad una festa, il signor <strong>Daniel Lauri</strong> (alias <strong>Aki</strong>) un giocatore professionale di League of Legends, un noto MOBA.</p>
<p>Grazie a questo fortuito incontro ho, successivamente, avuto l&#8217;opportunità di intervistarlo, per capire un po&#8217; meglio il mondo di cui fa parte.</p>
<p><strong>Lorenzo: Ciao a tutti, oggi siamo qui con Aki. La prima domanda che volevo farti è chi sei? qual è la tua storia?</strong><br />
<strong>Aki</strong>: Ciao a tutti, mi chiamo Daniel, ho 20 anni e sono un ragazzo di Bolzano e sono un giocatore di <strong>League of Legends</strong>. Diciamo che la mia passione per i videogiochi è iniziata dalla tenera età. Fin da quando avevo cinque o sei anni, mi è sempre interessato il computer e tutto ciò che ci girava intorno. La prima passione è arrivata attorno alle medie, quando mi sono interessato di grafica 3D, grazie a questo interessamento sono entrato in una community di MMORPG e con quelli mi sono interessato sempre di più al mondo dei videogiochi, finché ho incominciato a giocare a League of Legends, grazie a mio fratello, che mi ha instillato la passione. Ora sono qui a giocare, in questo ambito che si sta allargando sempre di più.</p>
<p><strong>L: Come mai il tuo nickname? come mai proprio Aki?</strong><br />
<strong>A</strong>: Beh è una storia molto molto lunga, allora, il nome che usavo sui MMORPG (tra cui Metin 2) era Yuxe , ma c&#8217;era questa moda, di quel periodo, in cui si usavano un sacco di nomi  secondari, denominati AKA, e io ne usavo un sacco di diversi per non farmi riconoscere da altri giocatori, e ne avevo così tanti che ho deciso di chiamarmi Aki (come plurale italianizzato di AKA).</p>
<p><strong>L: Ecco, tu prima mi hai detto che sei un giocatore, diciamo <em>proplayer</em> di League of Legends, vuoi spiegare il concetto di E-sport e, in particolare, la correlazione con il tuo LoL?</strong><br />
<strong>A</strong>: E-sports: eh, beh la mia definizione è, domanda molto difficile. Sicuramente nell&#8217;E-sport c&#8217;è competizione, però c&#8217;è anche, nel caso di LoL, gioco di squadra, ma anche miglioramento ed allenamento continuo. Ovviamente ci sono altre discipline di E-sport, come Starcraft II o simili, dove, ovviamente, questa componente non è per nulla rilevante, però non so esattamente se si può dare una definizione corretta di E-sport. Per quanto riguarda LoL, è un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena), in questo gioco ci sono dieci campioni, cinque per squadra, ci sono due squadre. Questi campioni si combattono per raggiungere l&#8217;obiettivo finale che è il Nexus (posizionato nella base nemica). Il primo team che distrugge la base nemica vince, è un gioco di strategia, un gioco che richiede riflessi, tanto allenamento mentale e un grande lavoro di squadra.</p>
<p><strong>L: Bene, ora che mi hai raccontato tutte queste cose, tu come hai scoperto di essere portato per questo gioco?</strong><br />
<strong>A</strong>: Aaah, beh diciamo che, come ti dicevo, ho iniziato a giocare con mio fratello e il suo gruppo di amici, tutti più grandi di me di circa due anni, quando sono arrivato mi pare che i ragazzi fossero bronzo o argento.<br />
(<em>nota dell&#8217;autore: i rankings su LoL sono in ordine: Ferro, Bronzo, Argento, Oro, Platino, Diamante, Master, Granmaster e Challenger</em>).<br />
Dopo il primo anno di gioco, che mi pare fosse metà o fine stagione 3, ho subito notato che riuscivo a distaccarmi, dal punto di vista del rank, dai miei amici e da mio fratello. Infatti li ho subito raggiunti ed sono arrivato anche in lega oro e poi in lega platino, da quel momento questo gruppo di amici si è sciolto, perché ero troppo forte per giocare con loro. Per ora sono sempre arrivato a Granmaster in tutte le stagioni che ho giocato e, diciamo, che sto cercando di migliorarmi ed arrivare Challenger, però diciamo che è molto complesso, a causa della grande quantità di giocatori e il loro livello.</p>
<p><strong>L: Dopo averti chiesto come ti sei avvicinato a LoL ora è il momento di capire come sei entrato nel parco competitivo italiano e cosa significa, attualmente, essere un&#8217;atleta nel mondo di LoL.</strong><br />
<strong>A</strong>: Diciamo che la mia avventura è iniziata due anni fa per un provino per l&#8217;Academy dei Forge (team storico italiano, ora sotto il nome di Qlash 4g, squadra di nascita di Jizuké, unico italiano ad aver giocato ai mondiali di LoL fino ad ora). Il provino andò bene, giocai il mio primo campionato ESL, ma il team non tirò a lungo e, per un motivo o per l&#8217;altro ci lasciammo, ma oramai mi ero già fatto notare all&#8217;interno della scena. Mi sono fatto prima prendere dagli Impact, dopodiché dai Racoon (dove nacque il meme Aki&gt;Moba), poi Moba, poi IDomina e di nuovo Moba. Per quanto riguarda l&#8217;essere un <em>Proplayer</em> in Italia, diciamo che non è ancora sostenibile come lavoro, ecco, parliamo di una buona somma ma abbastanza, forse, per sopravvivere, non per vivere, ciò che intendo è che non può permetterti di comprare una casa o di avere una macchina, non è un sostegno economico da &#8220;lavoro normale&#8221;. Tante persone, tra cui me, oltre a giocare lavorano oppure studiano. Certo, altre magari hanno completato i loro studi e fanno solo questo di professione, ed è giusto che facciano ciò che gli piace fare, però al momento non è una situazione sostenibile, ma la situazione si sta evolvendo ed è possibile che in uno, due o tre anni gli stipendi possano aumentare, ai livelli di altre leghe come quella spagnola, quella francese o quella tedesca.</p>
<p><strong>L: Parliamo ora del parco competitivo italiano in generale, com&#8217;è rispetto alle altre regioni? C&#8217;è possibilità di crescita?</strong><br />
<strong>A</strong>: Beh io credo che, nei due anni in cui ci sono stato dentro, il livello della lega italiana è cresciuto, e anche di molto, la competizione  si è fatta, tipo almeno cinque volte più difficile, che è una cosa molto positiva. Al momento l&#8217;Italia, come nazione, rispetto alle altre si trova uno o due gradini sotto. Come le vedo io, le leghe nazionali sono come in classifica, al primo <em>tier</em> ci sono Spagna, Francia, Inghilterra, Polonia e Germania al secondo<em> tier</em> <em> </em>ci sono Italia e le altre nazioni.</p>
<p><strong>L: E tu hai mai pensato di andare a giocare all&#8217;estero?</strong><br />
<strong>A</strong>: È un&#8217;opzione a cui sto lavorando, ma ci sono delle condizioni: avere una buona esperienza nel parco competitivo e un buon rank in classifica. Al  momento sono nella media dei<em> Proplayers</em>, per quanto riguarda il rank, ma il mio stile di gioco non è mai stato volto al salire. Ultimamente sto cercando di cambiare per arrivare in alto. Quindi si, è un pensiero che ho, ma non è ancora fattibile, probabilmente lo sarà tra quattro/otto mesi. Ma sicuramente l&#8217;obiettivo di ogni <em>player </em>in Italia è andare all&#8217;estero a giocare, a parte quelli che non vogliono fare carriera e si sono affezionati al panorama.</p>
<p><strong>L: Bene, pensavo di concludere chiedendoti un messaggio che vorresti lasciare a chi sta intraprendendo o vuole intraprendere una carriera nel mondo dell&#8217;E-sport.</strong><br />
<strong>A</strong>: Ok, diciamo che non è facile, perché comunque ci vuole tanto tempo e tanta pazienza. Il talento che viene percepito come &#8220;a<em>pri il gioco e ti ritrovi Challenger</em>&#8221; non esiste, diciamo che puoi avere un enorme talento (anche se io non credo al talento, personalmente), ma ci metterai sempre un sacco di tempo per far fruttare questo talento, perché senza impegno e senza pazienza non si arriva da nessuna parte. Ad esempio, idealmente, ci si allena circa dieci ore al giorno, al momento io, personalmente, ne faccio otto, ma alcuni giorni ci si prende anche una pausa per non andare un <em>burnout.</em></p>
<p><strong>L: Grazie mille per la fantastica intervista!</strong><br />
<strong>A</strong>: Grazie a voi!</p>
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		<title>Prima impressione su Overwatch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jack]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 11:10:51 +0000</pubDate>
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<p>Devo essere sincero, il lunghissimo trailer di Overwatch, che venne presentato al Blizzcon, mi aveva spiazzato all’inizio: ammetto di aver vissuto emozioni decisamente contrastanti, sentimenti che pian piano mutarono mentre il gioco veniva srotolato neanche fosse il contenuto di un’antica pergamena. Alla fine del trailer mi sentivo gasatissimo, avrei dato probabilmente l’anima pur di essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><div style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh5.googleusercontent.com/-dAFXGVm0DaA/VGX-bG3bO9I/AAAAAAAAGdM/RM40ecsvjIo/w958-h719-no/lineup-standard.3DDlu.jpg" alt="OVERUOCH!" width="958" height="718" /><p class="wp-caption-text">OVERUOCH!</p></div>
<p>Devo essere sincero, il lunghissimo trailer di Overwatch, che venne presentato al Blizzcon, mi aveva spiazzato all’inizio: ammetto di aver vissuto emozioni decisamente contrastanti, sentimenti che pian piano mutarono mentre il gioco veniva srotolato neanche fosse il contenuto di un’antica pergamena.</p>
<p>Alla fine del trailer mi sentivo gasatissimo, avrei dato probabilmente l’anima pur di essere tra i fortunati presenti al Blizzcon, che da lì a pochi minuti avrebbero provato Overwatch in esclusiva, con le circa 600 postazioni che Blizzard aveva installato per loro.</p>
<p>Ho guardato il Panel di presentazione, ovviamente in lingua originale, e, dopo un’ora e mezza circa, ero estasiato e pronto a darvi le impressioni su quella che sarà la nuova IP Blizzard dopo ben 17 anni.</p>
<p><b>Is this for real? </b>Tutti rimasero spiazzati dall’annuncio di Overwatch e, durante il Panel, si è potuto snocciolare meglio la questione, venendo a conoscenza di questo nuovo gioco che, a detta della Blizzard, dovrebbe divenire un Arena FPS Competitive. Il titolo riprende la formula lanciata da Team Fortress e la trasla nel mondo dell’e-Sports di oggi, dove il competitive vuole farla da padrone, con l&#8217;utenza che gioca a tali titoli in costante crescita.</p>
<p>Overwatch viene detto sia una “costola” del tanto famigerato Project Titan, quell’MMO che avrebbe dovuto riscrivere, come fece World of Warcraft 10 anni fa, il mondo dei giochi online, che avrebbe dovuto falciare tutto e tutti, che invece poi è stato cancellato quando la Blizzard capì che WoW aveva ancora tanto da dare e che si sarebbero potuti tirare una mazzata sui piedi di dimensioni galattiche.</p>
<p>Da cosa si capisce tale provenienza? Innanzitutto il character design: si notano delle somiglianze tra alcuni Hero da usare che possono appartenere ad una delle due fazioni che avrebbero dovuto contraddistinguere TItan, ma se badate anche alle mappe, capirete ciò di cui sto parlando. Lasciando stare i fantasmi (riposa in pace Titan), ho avuto modo di apprezzare l’immediatezza dei comandi mostrata nel Panel, la Tracer (uno degli Hero presenti in Overwatch) ha la capacità di teletrasportarsi (aka blinkare) a brevi distante, per tre volte di seguito, per poi tornare letteralmente indietro, tutto questo premendo due tasti in rapida successione: ottimo per andare a compiere combo e spiazzare di netto gli avversari.</p>
<p><b>Tons of Heroes.</b> Con il passare dei secondi del trailer, complice anche la lunga spiegazione del Panel, sono rimasto intrigato di come le Kill nel gioco non siano importanti, ma di come siano fondamentali gli obiettivi, un pò come nei MOBA, cosa molto molto carina da vedere in un FPS dove, di solito, si cerca l’uccisione pensandola come metodo pratico per far allungare il nostro apparato riproduttore di qualche centimetro, cosa che non serve assolutamente a niente in determinate modalità ed in questo gioco. Non mi aspettavo che la scelta degli Eroi fosse continua nel corso della partita, ovvero, quando si muore è possibile passare da uno stile offensivo ad uno difensivo: si potrà scegliere, al momento del proprio respawn, un altro eroe e quindi modificare in corso d’opera il proprio stile di gioco e la tattica da attuare.</p>
<p>Il gioco prevede un 6v6 e di Eroi se ne sono visti già a bizzeffe, tutti con nomi accattivanti, tanto quanto le loro abilità, la Tracer, come detto, permette di giocare con lo spazio/tempo, la Widowmaker è la cecchina dotata di rampino alla Batman, Reaper è l&#8217;assassino che spara nell’ombra, Hanzo è l&#8217;arciere del giappone medievale; l’elenco è veramente lungo e ci sono eroi per tutti i gusti, ve lo assicuro!</p>
<p><b>Competitive?</b> <b>As it seems.</b> Da come sembra, la Blizzard ha le idee chiare sul destino del suo Arena FPS, destinato al competitive, anche se non è ancora noto in che modo verrà distribuito (se quindi F2P, B2P o con il canone mensile); ci è dato sapere soltanto che è stato investito tanto nell’infrastruttura di Overwatch per portarlo ai grandi eventi dell’e-sports, così come è stato fatto con Starcraft II e Hearthstone.</p>
<p><b>Conclusione.</b> Cosa aspettarsi alla fine? La carne al fuoco è parecchia, le aspettative dietro al titolo sono tante ed io, non solo mi sono già iscritto alla Beta fissata ad un generico 2015, ma sono in totale fremento per l’adrenalina che trasuderà dalle mie dita quando giocherò, dato che il trailer, già da solo, ne rilascia parecchia! Vi assicuro che sentirete ancora parlare di Overwatch su Nerdando!</p>
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