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	<title>sigle cartoni animati - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>#LuccaCG19 &#8211; Incontro con Giorgio Vanni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 10:30:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Giorgio-Vanni.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Giorgio-Vanni-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Giorgio-Vanni-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Giorgio-Vanni-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Giorgio-Vanni-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/11/Giorgio-Vanni.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Dopo aver latitato per sette anni, Giorgio Vanni torna a Lucca Comics and Games e regala ai fan un concerto a tutto ritmo. Le sigle dei cartoni animati degli anni &#8217;90 e 2000, che hanno accompagnato l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza delle generazioni y e z. hanno animato la serata di venerdì 2 novembre con tutta la [&#8230;]</p>
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<p>Dopo aver latitato per sette anni, <strong>Giorgio Vanni</strong> torna a <strong>Lucca Comics and Games</strong> e regala ai fan un concerto a tutto ritmo. Le sigle dei cartoni animati degli anni &#8217;90 e 2000, che hanno accompagnato l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza delle generazioni y e z. hanno animato la serata di venerdì 2 novembre con tutta la carica che da sempre le contraddistingue.</p>
<p>Dopo un gap generazionale, era arrivato il momento di svecchiare le sigle dei cartoni animati aggiungendo un ritmo dance che prima di allora era rappresentato solo da quella dell&#8217;Uomo Tigre. Ci hanno pensato Giorgio e Max.</p>
<h2>L&#8217;incontro</h2>
<p><strong>Qual è il background musicale che avevate prima di darvi alle sigle dei cartoni animati?</strong></p>
<p>Si lavora in coppia: io canto, lui scrive. Però vorrei sfatare il mito &#8220;dell&#8217;esperto di&#8221;: c&#8217;è il pubblico e c&#8217;è il cantante. Noi siamo musicisti che danno il massimo solo perché hanno voglia di comunicare qualcosa. Noi nasciamo come produttori, scrivendo i testi di Laura pausini, Miguel Bosé e altra gente. Collaborando con Mediaset, per scherzo, ci siamo messi a lavorare su una sigla. poi la cosa ha preso piede velocemente e ci ha appassionati.</p>
<p>Scrivere le sigle è un impegno serio, bisogna saperla fare. Deve essere orecchiabile, le melodie devono rimanere nei cuori di chi le ascolta ed è necessario tantissimo impegno. All&#8217;inizio qualche collega ci prendeva in giro, sminuendo il nostro lavoro. Anni dopo ci hanno chiesto come fare per raggiungere lo stesso risultato, ma non è una cosa per tutti.</p>
<p>Ora inizia a essere una cosa sdoganata, anche in tutti locali gente manda video piangendo. è bellissimo.</p>
<p><strong>&#8220;Non rimpiango i Digimon&#8221; ma in che senso?</strong></p>
<p>C&#8217;era la diatriba fra Digimon e Pokémon, non solo per il confronto Mediaset e Rai. Ho voluto scherzare su questo fatto, anche perché in tanti mi chiedono di cantare la sigla ma quella non è mia, non la canto mica io. In questo senso non li rimpiango: non rimpiango di non averla fatta io.</p>
<p><strong>Nel vostro nuovo disco &#8220;Toon Tunz&#8221; c&#8217;è anche una parte nostalgica: è per noi o per i ragazzi?</strong></p>
<p>Per entrambi, bisogna vedere com&#8217;è stata recepita. Anche la sigla di Happy Days richiamava i tempi precedenti (gli anni 60) ma non è che chi guardava il programma non la capisse e la percepisse come vecchia. Era un prodotto per tutti e noi abbiamo fatto un lavoro analogo.</p>
<p><strong>Come nascono le vostre canzoni?</strong></p>
<p>Abbiamo sempre sposato la causa del rock, anche se alcune sigle (Scarafaggi) hanno ritmi più raggie e ska. C&#8217;è della ricerca su suoni nuovi e arrangiamenti, ci si fa uno studio sopra. Però dipende anche dal periodo, perché a seconda di quello che ascolto vengo influenzato quando compongo. Per questo io e  Max collaboriamo: abbiamo generi diversi, lui più rock, io più ska. Dall&#8217;unione di entrambi i generi nascono le nostre sigle, ma non tutte diverse.</p>
<p>Quello che viene fuori dipende tantissimo da quello che ascolti. Mio figlio sente di tutto, io anche e questa è una fortuna. Poi vai in studio di registrazione e ti chiedono se hai copiato da questo e quello, e ovviamente non è così.</p>
<p><strong>Cosa vi ha portato ad accettare collaborazioni con youtuber?</strong></p>
<p>Mi affascina molto il mondo degli youtuber ma ovviamente non mi piace tutto. Mark the Hammer è un super musicista e ha il mio stesso modo di fare. Siccome c&#8217;è affinità allora si riesce a collaborare. Non è una marchetta, se non ci piace quello che ci chiede di collaborare, non si può fare. I Pantellas, i Pampers, Alessio e Alessandro dei The Show: è tutta gente che ci piace molto perché sono simpaticissimi, quindi c&#8217;è solo un gran piacere a collaborare con loro. In più a me torna comodo perché in televisione c&#8217;è stato il nostro prodotto e la mia voce, ma mai la mia faccia. In questo modo possiamo arrivare a più ragazzi e fare così più spettacoli possibili, che è esattamente quello che mi piace. Salire sul palco a dare e ricevere energia è la mia natura.</p>
<p><strong>Alle persone creative le idee nascono nei posti più strani. Hai un aneddoto da raccontarci sulla nascita di un pezzo?</strong></p>
<p>Mi sono messo a cantare la sigla di Diabolik con la quale avevamo un po&#8217; di difficoltà. Ho chiamato Max per fargliela sentire, perché avevo avuto un&#8217;idea. Solo che ero nel camerino di un negozio, con fuori altra gente. Quella di Scarafaggi invece è nata sotto un cuscino: ero a letto disperato con il cuscino appoggiato sulla faccia, mi son messo a canticchiare e ne è uscito il ritornello.</p>
<p><strong>Com&#8217;è cambiato il rapporto con il pubblico con l&#8217;avvento dei social?</strong></p>
<p>Io mi diverto un casino a fare storie e video, ma la mia natura è fare live. per me è quasi terapeutico, non posso farne a meno, ne ho bisogno. ovviamente abbiamo una persona che ci aiuta con i social, perché impegnano tantissimo, e meno male. I social ci aiutano tantissimo a entrare in contatto con le persone e divertono, e senza divertimento non sarebbe la stessa cosa. Però non pensate che sia tutto rosa e fiori, perché per continuare a fare questo lavoro ci sono problemi da affrontare. Sono grato di fare questo lavoro e lo amo, ma ha anche i suoi aspetti delicati, ecco.</p>
<p><strong>Come nasce la passione per il Giappone che ultimamente condividi sui Social?</strong></p>
<p>Ho recentemente collaborato per un grosso evento sportivo in Giappone, in più abbiamo anche prodotto &#8220;banzai&#8221;, una canzone che in Giappone ha spopolato. Quindi abbiamo sempre avuto contatti con l&#8217;oriente, e ci appassiona molto anche al di là delle collaborazioni.</p>
<p><strong>Le sigle sono conosciute anche grazie alla TV, ma ora Dragonball è in secondo piano nel palinsesto. Cosa ne pensi? C&#8217;è un altro cartone di cui vorresti fare la sigla?</strong></p>
<p>Sinceramente? Chissenefrega. Una volta la sigla era importante per il cartone e permetteva di riconoscerlo, adesso dura pochi secondi, ma è una questione secondaria. Tanto ci capita di farle perché ci piace farle, senza che ce le commissionino, come abbiamo iniziato a fare con quella di Dragonball Super. Adesso stiamo lavorando a quella di Death Note e ad altre produzioni che non possiamo rivelare, collaborando di nuovo anche con Mark the Hammer e altri. Ci piacerebbe lavorare a quella di Adventure Time, vediamo.</p>
<p><strong>Dici di non rimpiangere i Digimon, ma c&#8217;è qualcosa che invece rimpiangi?</strong></p>
<p>Non particolarmente, ogni tanto mi piacerebbe realizzare un gruppo reggie. A Max piacerebbe mettere su un nuovo gruppo dei Toto, ma le sigle rimangono il nostro pane.</p>
<p><strong>Cosa ne pensi degli otaku?</strong></p>
<p>A me piacciono un po&#8217; tutte le cose. Mi piace parlare sia con il fashion victim, sia con l&#8217;appassionato di cartoni animati. Non riesco a pensare che qualcuno sia uno sfigato, perché ciascuno è affascinante a modo suo. Gli unici per cui mi dispiaccio sono quelli che amano tantissimo le sigle originali e dicono di odiare le versioni italiane, ma senza averle ascoltate. Ecco, per loro mi dispiaccio, perché giudicano a priori, senza conoscere qualcuno. Uno non è uno sfigato perché si mette scarpe più o meno costose, perché se uno è uno ha delle Nike da 2000 euro e non è uno stronzo, va benissimo (e vale anche il viceversa). Però le persone devi conoscerle prima, e sono molto fuori dal mondo del giudizio a priori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/11/02/luccacg19-incontro-con-giorgio-vanni/">#LuccaCG19 &#8211; Incontro con Giorgio Vanni</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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