<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" >

<channel>
	<title>Rougelike - Nerdando</title>
	<atom:link href="https://nerdando.com/tag/rougelike/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://nerdando.com/tag/rougelike/</link>
	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 May 2018 09:59:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/02/cropped-icona_quadrata2-32x32.jpg</url>
	<title>Rougelike - Nerdando</title>
	<link>https://nerdando.com/tag/rougelike/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">67502166</site>	<item>
		<title>Darkest Dungeon &#8211; Esplorando il luogo più buio</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/03/02/darkest-dungeon-esplorando-il-luogo-piu-buio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Red Hook Studios]]></category>
		<category><![CDATA[Rougelike]]></category>
		<category><![CDATA[RPG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://nerdando.com/?p=22372</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Darkest Dungeon" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>A circa due anni di distanza dall&#8217;uscita su PC, l&#8217;RPG roguelike Darkest Dungeon è pronto finalmente a sbarcare su console anche per tutti quegli appassionati che non vedevano l&#8217;ora di addentrarsi nelle sue folli profondità e che non hanno l&#8217;abitudine di giocare su computer. Recensione Per coloro che non conoscessero il titolo, Darkest Dungeon è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/03/02/darkest-dungeon-esplorando-il-luogo-piu-buio/">Darkest Dungeon &#8211; Esplorando il luogo più buio</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Darkest Dungeon" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22384" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1.jpg" alt="Darkest Dungeon" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/darkest1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>A circa due anni di distanza dall&#8217;uscita su PC, l&#8217;RPG <em>roguelike</em> <strong>Darkest Dungeon</strong> è pronto finalmente a sbarcare su console anche per tutti quegli appassionati che non vedevano l&#8217;ora di addentrarsi nelle sue folli profondità e che non hanno l&#8217;abitudine di giocare su computer.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Per coloro che non conoscessero il titolo, <strong>Darkest Dungeon</strong> è un gioco di ruolo in due dimensioni con visione laterale, in cui un party di avventurieri si addentra nelle profondità di un maniero infestato dalle creature del male.<br />
L&#8217;<strong>ambiente di gioco</strong> si divide in due parti: il Villaggio, in cui possiamo fare acquisti, trovare nuovi avventurieri e curare le ferite (fisiche e mentali) dei nostri personaggi; e i dungeon veri e propri, generati in modo procedurale, e che pullulano di creature malvagie, trappole e tesori.</p>
<p>Dopo un bel <strong>filmato introduttivo</strong>, in cui facciamo la conoscenza della storia di background, veniamo introdotti tramite un tutorial alla prima missione. In questa inizieremo ad imparare come muoverci e come effettuare le azioni basilari: spostamenti, attacco, difesa e <em>looting</em>.<br />
La prima cosa da dire è che <strong>Darkest Dungeon</strong> è tutto fuorché adatto ai deboli di cuore. Il titolo ha un livello di difficoltà decisamente orientato verso l&#8217;alto e non è un gioco che faccia sconti: anche le situazioni apparentemente più gestibili possono in un attimo volgere al peggio e lasciare a terra vittime illustri tra i nostri personaggi preferiti.</p>
<p>In quanto RPG, naturalmente, avremo modo di far crescere e <strong>potenziare i nostri eroi</strong>, scegliere i migliori per ogni singola missione (fino a quattro), e assegnare loro la posizione migliore nel party: infatti ogni personaggio, in base alla propria classe, avrà naturalmente abilità e poteri che danno il massimo se impegnati nella giusta posizione. Un guerriero, ovviamente, si vedrà dispiegato in prima fila; un sacerdote con le sue abilità curative, starà invece nelle retrovie eccetera.</p>
<p><strong>Darkest Dungeon</strong> introduce, però, una interessante novità: siamo abituati ad eroi che non fanno una grinza davanti agli orrori peggiori, ma quanti di noi manterrebbero intatta la propria sanità mentale di fronte ad una creatura uscita dall&#8217;abisso, magari mentre sanguiniamo come fontane aperte a causa di una trappola? Ecco: il <strong>fattore di stress</strong> è l&#8217;elemento fondamentale del <em>gameplay</em>, come vedremo tra poco.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Come detto all&#8217;inizio, <strong>Darkest Dungeon</strong> è un RPG in due dimensioni: l&#8217;esplorazione dei labirinti è mostrata tramite<strong> visuale laterale</strong>, e i combattimenti sono basati su turni. Avremo quindi tutto il tempo di decidere la nostra strategia di attacco e difesa, per un sistema di esplorazione che, francamente, non ha moltissimo da dire. I dungeon non sono altro che una sequenza di corridoi e stanze: nelle stanze troveremo mostri e tesori, i corridoi (generalmente abbelliti con trappole o pile di cadaveri) servono a passare da una stanza all&#8217;altra.</p>
<p>Ma parlavo dello<strong> stress</strong>: gestire questo fattore è fondamentale per la riuscita delle missioni. Non basta aver fatto incetta di torce, cibo e pozioni al villaggio, bisogna soprattutto verificare che il fattore di stanchezza mentale non arrivi a livello critico. Le conseguenze, altrimenti, saranno nefaste proprio dal punto di vista del gameplay, andando a compromettere missioni e scontri altrimenti alla portata. Non è raro, infatti, che un eroe impazzisca, iniziando a vaneggiare e aumentando ulteriormente lo stress dell&#8217;intero gruppo; non sono nemmeno rari i casi di fuga, magari lasciando scoperto il fianco ad eroi meno corazzati o che non hanno modo di attaccare in corpo a corpo; nei casi peggiori alcuni avventurieri possono gettarsi a capofitto verso il suicidio, rifiutare cure o praticare autolesionismo pur di fuggire al terrore incombente.<br />
Ultimo, ma micidiale, effetto collaterale è la <strong>morte per infarto</strong>. Un evento che rischia di spazzar via ore di lavoro fatto per costruire il nostro personaggio preferito.</p>
<p>Per ridurre lo stress, fortunatamente, abbiamo a disposizione <strong>il villaggio</strong> tra una missione e l&#8217;altra. Pregare in chiesa o fare una visita al bordello può risolvere tutti i problemi dei nostri eroi; ovviamente ognuno ha il suo modo preferito per rilassarsi, sta a noi assegnare le attività corrette alle diverse classi. Nel villaggio, oltretutto, potremo fare acquisti e <strong>riorganizzare il party</strong>, in modo da prepararci per la prossima pericolosa missione.</p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>Inutile negarlo: la <strong>grafica</strong> la fa da padrona. Il tratto in stile cartoon è sporco, nervoso, e caratterizza i personaggi sposandosi perfettamente con la follia che regna sovrana nella storia di Darkest Dungeon.<br />
Ottimo il <strong>recitato inglese</strong>, che è corredato da sottotitoli in italiano. Anche l&#8217;interfaccia di gioco è completamente tradotta.</p>
<p>La mia sensazione è stata che gli sviluppatori si siano voluti concentrare sulla <strong>componentistica del gioco di ruolo</strong>, che è sviluppata con una granularità impressionante, a discapito dell&#8217;esplorazione che, fondamentalmente, non ha molto da offrire. Una scelta voluta che potrebbe far storcere il naso ad alcuni, ma che personalmente reputo azzeccata perché consente di concentrarsi sull&#8217;aspetto ruolistico tralasciando altri dettagli di contorno.</p>
<p><strong>Darkest Dungeon</strong> richiede un po&#8217; di tempo per essere praticato a dovere: è un titolo che non perdona, e ce ne accorgiamo duramente vedendo crescere la pila di eroi caduti al cimitero. Insomma: se cercate un gioco leggero, state alla larga, ma se le sfide vi appassionano qui c&#8217;è pane per i vostri denti.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>I ragazzi di <strong>Red Hook Studios</strong> hanno confezionato un piccolo gioiello, questa non è una novità. Il porting verso Xbox One che ho sperimentato farà felici molti giocatori (me compreso), ma è innegabile che occorra un po&#8217; di pratica con i comandi. L&#8217;assenza di mouse (che su PC consentiva di fare tutto) si sente eccome, soprattutto nel villaggio.<br />
Niente che comprometta l&#8217;esperienza di gioco, ma richiede un po&#8217; di tempo per essere padroneggiata per passare rapidamente di menù in menù, di opzione in opzione.</p>
<p>Personalmente ho adorato le <strong>scelte stilistiche</strong>: la grafica è un vero spettacolo da guardare. Ho apprezzato molto anche l&#8217;elemento dello stress, che mi ha ricordato molto le ambientazioni lovecraftiane; infine, per quanto non sia un grande appassionato dei combattimenti a turni, devo dire che la rapidità degli scontri mi ha convinto che sia stata la scelta giusta.<br />
In conclusione siamo davanti ad un gioco tutto fuorché banale, difficile e molto punitivo. Proprio quello che ci voleva.</p>
<p>Darkest Dungeon è disponibile per PlayStation 4, Nintendo Switch, PlayStation Vita, Microsoft Windows, Linux, Xbox One, iOS e Classic Mac OS.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Darkest Dungeon è un l&#8217;RPG <strong>roguelike</strong> che vi appassionerà per ore, mettendo alla prova la vostra sanità mentale.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.2]</h2>
<p>[amazon_link asins=&#8217;B073DGJ54Y,B0734NKBVM,B00FXJV03E&#8217; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;3fa35fbc-1df3-11e8-ab50-ab6505063e79&#8242;]</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/AQLxdHfMPF8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/03/02/darkest-dungeon-esplorando-il-luogo-piu-buio/">Darkest Dungeon &#8211; Esplorando il luogo più buio</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22372</post-id>	</item>
		<item>
		<title>We Happy Few &#8211; La felicità a portata di pasticca</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/08/11/we-happy-few/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2016 11:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Compulsion Games]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Rougelike]]></category>
		<category><![CDATA[We Happy Few]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://nerdando.com/?p=8029</guid>

					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Immaginate una via di mezzo tra la serie cult britannica Il prigioniero e il classico della fantascienza distopica 1984. Unite il tutto e cuocetelo a fuoco lento con uno stile grafico particolare e la sapiente mano di Compulsion Games, capaci di regalare già un piccolo gioiello visivo come Contrast. We Happy Few è tutto questo: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/08/11/we-happy-few/">We Happy Few &#8211; La felicità a portata di pasticca</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh6.googleusercontent.com/-BE7L_VzJrP0/V6wmI7GhFGI/AAAAAAAALyU/irP9NYtFmygJsHEX_2nw4EVcyqcVUkYtQCL0B/w553-h311-no/we_happy_few.jpg" width="553" height="311" /></p>
<p>Immaginate una via di mezzo tra la serie cult britannica <em><strong>Il prigioniero</strong></em> e il classico della fantascienza distopica <em><strong>1984</strong></em>. Unite il tutto e cuocetelo a fuoco lento con uno stile grafico particolare e la sapiente mano di <strong><em>Compulsion Games</em></strong>, capaci di regalare già un piccolo gioiello visivo come <a href="https://nerdando.com/contrast-alcune-luci-troppe-ombre/">Contrast</a>. <strong>We Happy Few</strong> è tutto questo: un survival game esplorativo con una grande componente crafting che regalerà tante ore di intrattenimento.</p>
<p>Rilasciato in game preview, <strong>We Happy Few</strong> è al momento in versione ridotta, con un personaggio giocabile e solo alcune aree della mappa esplorabili. Tuttavia, da quello che ho potuto vedere, c&#8217;è abbastanza carne al fuoco da farsi un&#8217;idea abbastanza chiara su cosa dovremo aspettarci dal titolo completo.</p>
<p>Mi trovo nel 1964, nella cittadina inglese di <em><strong>Wellington</strong></em>. Le persone indossano una maschera bianca, e sono tutte incredibilmente felici. Il loro segreto? <em><strong>Joy</strong></em>: una droga che fa dimenticare i brutti ricordi e che rende sempre sereni e affabili. L&#8217;equilibrio idilliaco, però, si interrompe nel momento in cui finisce l&#8217;effetto della droga, e allora ecco riaffiorare brutti ricordi e tornare a galla emozioni negative.</p>
<p>Il protagonista con cui ho giocato si chiama <em><strong>Arthur Hastings</strong></em> e di lavoro fa il censore di articoli di giornale (Orwell batti un colpo), decidendo quali pubblicare e quali no. Un giorno si rende conto di aver rimosso alcuni ricordi infelici dedicati al fratello e, per non perderli, decide di rinunciare alla droga. Questo fa di lui un <strong><em>Downer</em></strong>, un reietto, e per questo inadatto a vivere nella società conformista e artificialmente serena.<br />
A causa di questo &#8220;<em><strong>crimine</strong></em>&#8220;, viene arrestato e segregato nel quartiere di <em><strong>Garden District</strong></em>, insieme ad altri Downer.<br />
Qui prendo controllo del personaggio e inizio la mia esplorazione.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh3.googleusercontent.com/-_zs5RQuVFQQ/V6xW-hg32VI/AAAAAAAALy0/7F_-anOYghkycpclEk3vjLetd79s3SjPwCL0B/w958-h539-no/Screenshot-Original%2B%25282%2529.png" width="958" height="539" /></p>
<p>Come accennato, siamo di fronte ad un survival con fortissima componente stealth e una altrettanto forte componente crafting. Nelle missioni che ho sperimentato ho dovuto raccogliere oggetti, montarli, trovare e consegnare manufatti; il tutto per ottenere in cambio altri oggetti da usare come componente. Oppure ho dovuto cercare e trovare i giusti abiti per andare nei diversi quartieri, in modo da confondermi con la massa e non essere attaccato a vista. Gli abitanti che ho incontrato, generalmente, sono pacifici (e spesso disperati) e non attaccano briga se non vengono provocati. Rubare, ovviamente, è un&#8217;opzione, ma non la consiglierei: le volte in cui ho tentato questa azione è finita malamente a manganellate. Certo si può aspettare la notte, ma oltre a lottare contro i pericoli del buio, bisogna tener conto di fame, sete e stanchezza. Tutte componenti che danno gravi malus.</p>
<p>Lo stile grafico è davvero molto particolare, quasi fumettoso: combina in modo peculiare sfondi dipinti con perizia a personaggi palesemente meccanici, come a ricordare gli effetti della droga, che trasforma le persone in burattini privi di vita. Il tutto in un&#8217;ambientazione dolcemente britannica ma con la voce di <em><strong>Uncle Jack</strong></em>, guida spirituale, che ci accompagna incessantemente dal televisore (ancora rimandi a 1984 e a Il Prigioniero).</p>
<p>Il gioco ha anche una modalità <em><strong>roguelike</strong></em> per i giocatori hardcore. Personalmente non amo molto il genere, quindi ho disattivato questa opzione e mi sono lasciato andare ad un&#8217;investigazione più sciolta. <strong>We Happy Few</strong> è però piuttosto severo con questo tipo di approccio: come detto rubare e scassinare è un&#8217;opzione pericolosa, così come il correre avanti e indietro a casaccio non fa che esaurire le risorse e aumentare la fatica. Il segreto è quello di muoversi con cautela, calibrando le risorse e producendo il necessario per non trovarsi a corto di bende o cibo o acqua. Questa serie di combinazioni mi ha decisamente entusiasmato.</p>
<p>Se dalle primissime demo dell&#8217;autunno scorso ero rimasto abbastanza perplesso, se non addirittura deluso, da questa preview invece si evince un titolo complesso e profondo, che non mi fa vedere l&#8217;ora di avere in mano la versione definitiva per scoprire tutto quello che si nasconde nei misteri di Wellington.</p>
<hr>
<h3>Nerdando in breve</h3>
<p>We Happy Few è bello, interessante e davvero intrigante. Regalerà sicuramente grandi sorprese a chi lo saprà giocare con attenzione.</p>
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/Wx_jzKP51U4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/08/11/we-happy-few/">We Happy Few &#8211; La felicità a portata di pasticca</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8029</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
