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		<title>NerdandoSu Halloween &#8211; Le soundtrack horror che hanno fatto storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 12:00:07 +0000</pubDate>
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<p>Introduzione Ci sono alcuni film horror che hanno fatto la storia, ma avete mai provato a guardare un lungometraggio di questo tipo senza soundtrack? Vi assicuro, fa metà, se non un terzo della paura che farebbe se la colonna sonora fosse presente. Così ho pensato che sarebbe stato interessante, anche per cultura personale, analizzare le [&#8230;]</p>
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<h2>Introduzione</h2>
<p>Ci sono alcuni <strong>film horror</strong> che hanno fatto la storia, ma avete mai provato a guardare un lungometraggio di questo tipo senza <strong>soundtrack</strong>? Vi assicuro, fa metà, se non un terzo della paura che farebbe se la colonna sonora fosse presente.</p>
<p>Così ho pensato che sarebbe stato interessante, anche per cultura personale, <strong>analizzare le canzoni che hanno fatto la storia nell&#8217;ambito horror</strong> e scoprire perché aiutano la sensazione di paura trasmessa dal film.</p>
<p>Prima di entrare nel dettaglio, però, dobbiamo farci una domanda: <strong>perché questo tipo di musica ci fa spaventare?</strong></p>
<h2>Teoria</h2>
<p>Secondo lo studio di <strong>Hans-Eckhardt Schaefer</strong> ( Music-Evoked Emotions—Current Studies, <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5705548/">https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5705548/</a>) le onde sonore sono interpretate dall&#8217;orecchio e trasformate in segnali neurali che vengono inviati al cervello.</p>
<p>Ci sono quattro meccanismi nel suono che hanno rilevanza sulle nostre emozioni perché intervengono sui segnali che arrivano al cervello, questi sono: <strong>tempo, timbro, volume e consonanza</strong>.</p>
<p>Facendola molto, ma molto semplice, potremmo dire che: mischiando nella maniera corretta questi quattro segnali, si ottengono delle onde sonore che stimolano <strong>l&#8217;amigdala</strong>. Essa è il centro nervoso che controlla anche la paura, e che, se sollecitata, va a stimolare la ghiandola surrenale. Tale ghiandola inizia a produrre noradrenalina, una parola difficile che indica l&#8217;ormone che prepara il corpo a reagire in situazioni di imminente pericolo, principalmente aumentando la frequenza cardiaca.</p>
<p>Ma queste sono solo parole, <strong>passiamo al concreto!</strong></p>
<h2>Profondo Rosso &#8211; Goblin e Giorgio Gaslini</h2>
<p>Questa composizione è <strong>veramente un capolavoro</strong>, invidiata da qualsiasi thriller/horror di altre nazioni.</p>
<p>In questa musica viene a galla <strong>il concetto di consonanza</strong>, ossia il suonare contemporaneamente due note (che possono essere sia differenti, sia uguali ma di ottave diverse) di modo che ascoltate assieme producano una melodia che sia orecchiabile.</p>
<p>La base di questo brano è semplicemente <strong>un giro di note fisso in consonanza</strong>, più precisamente ogni nota viene suonata in una ottava base e in due ottave più alta.</p>
<p>Per i non avvezzi un&#8217;ottava è una scala completa di otto note, ad esempio nella scala <strong>DO</strong> RE MI FA SOL LA SI <strong>DO </strong>il primo DO sarà quello di riferimento, mentre il secondo sarà un&#8217;ottava più alto.</p>
<p>Alla base si aggiunge poi <strong>un giro note suonate su un basso</strong> tagliate occasionalmente da alcuni picchi altissimi in timbro e molto forti in volume (minuto 0:25 nel video).</p>
<p>Ultimo ad arrivare sono gli <strong>accordi</strong> (gruppi di note suonate insieme) di organo assieme alle percussioni, fatti partire sul <em>climax</em> dell&#8217;azione nella scena (minuto 0:50 nel video).</p>
<p>Come è facile notare, questa parte ha una <strong>connotazione lugubre</strong>, che è data dall&#8217;uso di accordi in forma minore, il che significa la nota principale dell&#8217;accordo è spostata in basso di una terza (le terze funzionano allo stesso modo delle ottave).</p>
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<h2>The Murder &#8211; Bernard Herrmann</h2>
<p>Non poteva mancare la colonna sonora di <strong>Psycho</strong>, il film horror per antonomasia, più precisamente quella della scena del delitto.</p>
<p><strong>Staccato</strong> è la parola chiave di questo componimento. Lo Staccato è una tecnica ritmica in cui, come si può facilmente dedurre dal nome, si applica una pausa netta, di silenzio, tra un suono e quello successivo.</p>
<p>La prima parte di questo brano è una serie in Staccato di <strong>note di volume e tono estremamente alti</strong>, come per comunicare un senso di crescente ansia. Ovviamente non può mancare il solito gioco di consonanze (lungo tutta l&#8217;opera).</p>
<p>Passato il momento di <em>climax</em>, ossia quello dell&#8217;accoltellamento, il ritmo rallenta e il tono si abbassa notevolmente, mantenendo una punta di Staccato. Questo suscita allo spettatore la sensazione della morte lenta e dolorosa della protagonista. Se provate ad ascoltare questa parte <strong>con gli occhi chiusi</strong>, vi accorgerete di poterla paragonare al respiro rotto di chi è sul punto di morte (minuto 0:24 nel video).</p>
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<h2>The Shining &#8211; Wendy Carlos e Rachel Elkind</h2>
<p>Per questo film ho deciso di prendere solo il brano iniziale, questo perché <strong>The Shining</strong> non ha un vero e proprio brano iconico, ma sono tutti egualmente peculiari. Per questo ho deciso, per evitare di scrivere un trattato, di parlare solo del <strong>tema iniziale</strong>.</p>
<p>Avete presente tutto quello che ci siamo detti finora? ritmi veloci, toni alti e altri mezzi per trasmettere ansia? Beh, dimenticate tutto perché The Shining <strong>è tutta un&#8217;altra storia</strong>.</p>
<p>Qui lo scopo fondamentale è quello di <strong>favorire l&#8217;inquietudine nello spettatore</strong>, far capire che, anche se la scena sembra mostrare una famiglia andare in vacanza, non è un film per bambini.</p>
<p>Questo scopo lo adempie eccome, attraverso l&#8217;utilizzo magistrale degli <strong>Ottoni</strong>: strumenti a fiato composti da ottone, come il trombone o il corno francese (dall&#8217;inizio).</p>
<p>La base di questo componimento sono <strong>note basse</strong>, molto allungate, punto di forza degli strumenti usati.</p>
<p>A favorire il senso di inquietudine, ogni tanto verrà fatto suonare <strong>uno strumento a corde</strong>, che però produrrà un suono distorto e con molto eco (minuto 1:15 nel video).</p>
<p>Ma non è finita qui, l&#8217;ultima chicca che porta questo brano è <strong>l&#8217;utilizzo di una voce</strong> (opportunamente modificata tramite dispositivi elettronici) come strumento (minuto 1:47 nel video).</p>
<p>Non so se è la presenza di inquietanti voci, ma sicuramente <strong>questa è la colonna sonora che svolge meglio il suo lavoro</strong> tra quelle che fino ad ora ho descritto.</p>
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<h2>Tubular Bells &#8211; Mike Oldfield</h2>
<p><strong>L&#8217;Esorcista</strong>, ci siamo arrivati.</p>
<p>Il titolo di questo brano, ossia <strong>Campane Tubulari</strong>, è il nome dello strumento a percussione usato come principale, assieme ad un piano.</p>
<p>Questa composizione, a parte per le sue campane tubulari, è veramente <strong>molto simile a Profondo Rosso</strong>.</p>
<p>La base è sempre composta da una serie di <strong>note in consonanza</strong>, con delle note di basso a condire il tutto (dall&#8217;inizio del brano).</p>
<p>A differenza però del primo brano di cui abbiamo parlato, qui troviamo <strong>una prepotente introduzione della chitarra elettrica distorta</strong> (minuto 3:52 nel video).</p>
<p>Udite udite signori e signore, mi permetterò di fare una critica ad un capolavoro come questo: <strong>secondo me Oldfield poteva fare a meno della chitarra elettrica</strong>. Non so perché, ma mi crea un senso di disorientamento, siamo sul <em>set </em>de L&#8217;Esorcista o ad un concerto Rock?</p>
<p>È chiaro, però, che <strong>questo strumento è una peculiarità</strong>, un qualcosa che nessuno aveva all&#8217;epoca.</p>
<p>Questo brano <strong>è bello perché è vario</strong>, pieno di particolarità e intrigante all&#8217;orecchio.</p>
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<h2>Conclusione</h2>
<p>L&#8217;avventura alla scoperta dei misteri delle colonne sonore dei film horror più famosi è arrivata alla sua conclusione, un peccato, perché <strong>mi sono veramente divertito a scrivere questo articolo</strong>, è come se avessi dovuto immergermi nella testa dell&#8217;autore, per capire cosa intendesse fare con ogni cambio di tonalità o stile.</p>
<p>Ma <strong>è stato anche molto difficile</strong>, infatti chiedo scusa ai musicisti, di sicuro ho trattato qualche argomento troppo superficialmente.</p>
<p>Spero che questo articolo possa aiutarvi a capire meglio i prossimi film horror che andrete a vedere, inoltre, <strong>quali altre canzoni avreste inserito come iconiche?</strong> Raccontatemelo sul nostro <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">gruppo Facebook!</a></p>
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		<title>Jugband Blues &#8211; Syd Barrett e la vera storia dei Pink Floyd</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/30/jugband-blues-syd-barrett-e-la-vera-storia-dei-pink-floyd/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danilo "aliquis" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 May 2018 11:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[Matteo Regattin]]></category>
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<p>Recensione Era il 1965 quando il giovane Roger Keith Syd Barrett si univa ai The Tea Set, gruppo in cui figuravano già Nick Mason, Roger Waters e Richard Wright. I Pink Floyd (The Pink Floyd Sound il nome scelto per sostituire il precedente, già in utilizzo da altri) assunsero presto un ruolo da protagonista nel [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Era il <strong>1965</strong> quando il giovane <strong>Roger Keith Syd Barrett</strong> si univa ai <strong>The Tea Set</strong>, gruppo in cui figuravano già <strong>Nick Mason</strong>, <strong>Roger Waters</strong> e <strong>Richard Wright</strong>.<br />
I <strong>Pink Floyd</strong> (<strong>The Pink Floyd Sound</strong> il nome scelto per sostituire il precedente, già in utilizzo da altri) assunsero presto un ruolo da protagonista nel panorama underground della musica londinese.</p>
<p>Guidati dal loro carismatico e creativo frontman, i ragazzi che avrebbero cambiato la storia della musica vennero a contatto con il variegato e complesso mondo dello show business e ne furono irrimediabilmente cambiati.<br />
Gli equilibri creati, le situazioni a cui la band venne esposta e, non ultimo, il particolare clima socio-politico del periodo incisero soprattutto su <strong>Syd</strong> che, preda del suo disturbo psichico e delle sostanze allucinogene di cui faceva utilizzo, si trovò sempre più isolato da tutto ciò che lo circondava.</p>
<p>Il volume edito da <strong>Nicola Pesce Editore</strong> e realizzato da <strong>Matteo Regattin</strong> e <strong>Simone Perazzone</strong> si propone proprio il compito di far sentire la voce del personaggio tanto discusso e, verrebbe da dire, tanto sfruttato da <strong>Waters</strong> e co.</p>
<h2>Contenuto</h2>
<p>Per mezzo di un racconto in prima persona, il lettore è immediatamente messo di fronte alla domanda più importante: chi era davvero <strong>Syd Barett</strong>?</p>
<p><strong>Cambridge</strong>, 2013: è qui che inizia il nostro viaggio.<br />
Attraverso i luoghi simbolo della vita dell&#8217;artista, la narrazione ci riporta indietro nel tempo, fino a quando tutto è iniziato.</p>
<p>Le pagine fluiscono rapide, snodandosi con abilità tra le parti in cui la storia appare più lineare e le sezioni in cui la psichedelia prende il sopravvento. Non sappiamo se a causa della malattia, a causa della particolare natura artistica e visionaria del nostro o, ancora, se per l&#8217;utilizzo eccessivo di sostanze stupefacenti, ma assistiamo rapidamente al mutamento del giovane che, quasi per gioco, si era unito a un gruppo di coetanei per suonare insieme.</p>
<p>Ingabbiato in un contesto estraneo ed estromesso dagli altri membri del gruppo, <strong>Barrett</strong> risponde con il totale estraniamento dalla realtà, con comportamenti bizzarri e una creatività difficilmente inquadrabile in una singola forma artistica.<br />
Questa inquietudine generatrice si manifesta in più modi, a cominciare dalla scelta di spettacoli di luci da abbinare alle esibizioni musicali della band, dalla propensione dell&#8217;artista per la pittura fino alla vera e propria sperimentazione musicale (quella sperimentazione che poi, adeguatamente modificata, darà identità ai <strong>Pink Floyd</strong> che verranno).</p>
<p>Letteralmente sostituito dal neo entrato <strong>David Gilmoure</strong>, chiamato in causa per l&#8217;inaffidabilità del frontman, che spesso si presentava in stati disastrosi alle esibizioni o, addirittura, mancava perfino di presenziare a prove e spettacoli, <strong>Syd</strong> si rifugia nel proprio mondo e viene completamente esautorato da qualsiasi potere nelle scelte musicali.</p>
<p>Nel <strong>1968</strong> avviene la separazione definitiva.</p>
<h2>Disegni</h2>
<p>Personale, tetro, cupo e, essenzialmente, astratto lo stile che accompagna la narrazione si dimostra perfetto per rappresentare la materia trattata.<br />
I disegni, così in grado di rievocare alla mente le illustrazioni che poi hanno accompagnato molti dei lavori dei <strong>Pink Floyd</strong>, sono perfettamente plasmati e funzionali alla situazione che devono rappresentare, con una griglia semplice e lineare nei momenti della semplice narrazione e dei riquadri a tutta pagina adottati per le rappresentazioni più particolari e astratte, in cui viene fatto sfoggio anche di notevole abilità nella resa delle distorsioni delle immagini.</p>
<p>Colpisce la scelta del <strong>bianco e nero</strong> per un lavoro di questo tipo, ma il perfetto utilizzo del chiaro-scuro si adatta perfettamente alla natura del personaggio indagato e si dimostra un contributo essenziale per permettere alla qualità dello scritto di emergere.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Un&#8217;opera particolare quella di <strong>Regattin</strong> e <strong>Perazzone</strong>, questo è innegabile.<br />
Penso che il volume abbia una forza potente e quasi primordiale nel modo che ha di comunicare il proprio messaggio, così come potente e primordiale trovo fosse la forza comunicativa di <strong>Barrett</strong>.<br />
Probabilmente la forza maggiore dell&#8217;elaborato sta proprio nella grande capacità di rispettare lo spirito, lo stile e l&#8217;essenza stessa del lavoro e della vita dell&#8217;artista.</p>
<p>Viene da pensare che, finalmente, sia stata data voce ad una parte mai troppo pubblicizzata della storia dei <strong>Pink Floyd</strong> e che, come enfatizzato nella storia, il gruppo inglese debba davvero tanto ad un personaggio che, se spesso ricordato, è stato allontanato molto facilmente.</p>
<p>Se siete dei fan del gruppo o del cantante, sicuramente i rimandi e le strizzatine d&#8217;occhio vi colpiranno per eleganza e sottigliezza, che, in generale sono solo uno degli aspetti della delicatezza riservata al racconto di una storia così controversa. Io, personalmente, non ho potuto fare a meno di apprezzare la graphic novel di <strong>NPE</strong> per le sensazione che è riuscita a trasmettermi.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Un prodotto particolare, interessante e pieno di personalità</strong>. Consigliatissimo agli amanti della musica e alla storia di uno dei gruppi più significativi di sempre.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 3.7]</h2>
<p>[amazon_link asins=&#8217;8894818446,B008PK3GIU&#8217; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;f7fd579f-63f6-11e8-889b-abcc7d60ddfc&#8217;]</p>
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		<title>Rockopolis: il gioco di ruolo rock di Minos Games</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/08/rockopolis-il-gioco-di-ruolo-rock-di-minos-games/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 May 2018 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Sbragia]]></category>
		<category><![CDATA[GDR]]></category>
		<category><![CDATA[Gilbert Gallo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Rockopolis.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Rockopolis-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Rockopolis" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Rockopolis-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Rockopolis-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Rockopolis-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/Rockopolis.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Amanti del Rock&#38;Roll, tenetevi forte perché ci sono novità ghiotte per voi. Se il vostro sogno segreto è sempre stato quello di trasformarvi in una tormentata rockstar, infatti, presto potrete realizzarlo grazie a Rockopolis, gioco di ruolo di Minos Games che sarà presto in arrivo. Rockopolis (proprio come l&#8217;omonimo gioco da tavolo) sarà un gioco [&#8230;]</p>
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<p>Amanti del <strong>Rock&amp;Roll</strong>, tenetevi forte perché ci sono novità ghiotte per voi. Se il vostro sogno segreto è sempre stato quello di trasformarvi in una tormentata rockstar, infatti, presto potrete realizzarlo grazie a <strong>Rockopolis</strong>, gioco di ruolo di <strong>Minos Games</strong> che sarà presto in arrivo.</p>
<p>Rockopolis (proprio come l&#8217;omonimo <a href="https://nerdando.com/2016/08/18/anteprima-rockopolis/">gioco da tavolo</a>) sarà un <strong>gioco di ruolo a tema rock</strong> ed è attualmente in lavorazione ad opera di <strong>Gilbert Gallo</strong> e A<strong>ndrea Sbragia</strong>.</p>
<p>Se incantare le folle dall&#8217;alto di un enorme palcoscenico grazie alla vostra musica e al vostro carisma è sempre stato il vostro sogno, quindi, finalmente potrete realizzarlo. In <strong>Rockopolis</strong> sarete infatti chiamati a vestire i panni di <strong>aspiranti rockers</strong> pronti a tutto pur di raggiungere il successo.</p>
<p>Il vostro dungeon? L&#8217;underground delle band emergenti. I nemici? Dimenticate i bavosi goblin o giganteschi troll e preparatevi ad affrontare <strong>agguerrite band rivali</strong> e i loro fan. Le armi? la musica, ovviamente, con i vostri strumenti musicali e la vostra voce, ma anche <strong>il look</strong>, perché nello star system è vero che l&#8217;abito fa il monaco e avere l&#8217;aspetto giusto sarà indispensabile per sfondare.</p>
<p>Non può mancare, ovviamente, una <strong>Musa ispiratrice</strong>, in grado di fornirvi una carica inarrestabile sul palco. La Musa, però, non presenta solo risvolti positivi: <em>sesso, droga e rock&#8217;n&#8217;roll</em>, si dice, è infatti la vostra fonte di ispirazione vi condurrà anche verso <strong>comportamenti apertamente anti sociali</strong>. Più nutrirete la vostra Musa, più comporrete canzoni indimenticabili e suonerete come leggende, a patto che riusciate a risalire il baratro della perdizione.</p>
<p>Sarà possibile per i vostri compagni sopportare la vostra Musa? E per voi sopportare la loro? Il peggior nemico, in <strong>Rockopolis</strong>, è dentro di voi: e come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, dividere il party significa fine dei giochi.</p>
<p>Rockopolis è <strong>ambientato nel mondo reale</strong>, in particolare nell&#8217;underground delle band emergenti italiane. I personaggi si muoveranno nei locali di tendenza, ascendendo gradualmente ai palchi più importanti. Durante questo percorso, avranno modo di interagire con <strong>alcune delle band più famose della scena rock internazionale</strong>.</p>
<p>L&#8217;ispirazione viene dall&#8217;omonimo gioco da tavolo e il <strong>sistema di gioco</strong> è stato pensato per rendere al meglio l&#8217;esperienza di suonare dal vivo sul palco ma anche la gestione della propria Musa interiore. La finalità, quindi, sarà sì quella di tenere unito il gruppo, ma soprattutto di tenere a bada i propri demoni interiori.</p>
<p>Un&#8217;avventura o una campagna di Rockopolis, quindi, potrà alternare scene d&#8217;azione ad altre narrative. <strong>Rockopolis</strong> sarà lanciato a breve su <strong>Kickstarter</strong>, per restare aggiornati sul progetto, seguite la pagina Facebook di <a href="https://www.facebook.com/RockopolisGame/">RockopolisGame</a>.</p>
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		<title>[Anteprima] Rockopolis &#8211; Nuova musica sul tavolo</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/08/18/anteprima-rockopolis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2016 11:55:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Un nuovo prototipo è giunto sul nostro tavolo: oggi parliamo di Rockopolis, ad opera della italianissima Minos Games, gestionale card-driven che ci catapulterà nel mondo della musica. Ringraziando gli amici di Minos Games per l&#8217;opportunità, diamo una rapida occhiata alle caratteristiche principali del titolo, in attesa della pubblicazione vera e propria. Rockopolis si pone l&#8217;obiettivo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full" src="https://lh5.googleusercontent.com/-uEQ-jVcjeU4/V7WMgiWg8jI/AAAAAAAAL2I/PoM9P3nlIe0rhQxJQ76G8MLc7plS_HDRgCL0B/w958-h719-no/14064095_1170195673051968_2038275579306336225_n.jpg" alt="" width="958" height="718" /></p>
<p>Un nuovo prototipo è giunto sul nostro tavolo: oggi parliamo di <strong>Rockopolis</strong>, ad opera della italianissima <em><strong>Minos Games</strong></em>, gestionale card-driven che ci catapulterà nel mondo della musica. Ringraziando gli amici di <em><strong>Minos Games</strong></em> per l&#8217;opportunità, diamo una rapida occhiata alle caratteristiche principali del titolo, in attesa della pubblicazione vera e propria.</p>
<p><strong>Rockopolis</strong> si pone l&#8217;obiettivo di simulare l&#8217;ascesa al successo di una band musicale, partendo dalla formazione del gruppo, l&#8217;acquisto di strumentazione e oggetti di scena, passando per le prime serate nei locali e ponendoci come obiettivo finale la produzione di un <em><strong>CD demo</strong></em>, elemento chiave in quanto la registrazione, se effettuata con successo, sancirà la band vincitrice della partita. La struttura di gioco è semplice ma efficace: abbiamo a centro tavola delle plancette che sostanzialmente indicano l&#8217;azione da compiere nel turno e le plance giocatore dove tener conto del livello di prestigio, sinergia e valore totale della band. Le band sono composte da 4 elementi (Cantante, Chitarrista, Bassista e Batterista); uno di questi verrà casualmente scelto ad inizio partita e sarà il leader del gruppo, mentre gli altri li potremo scovare andando nel Pub e pescando dall&#8217;omonimo mazzo. Ogni elemento delle band può essere novizio, pro o star &#8211; aumentando così il valore della band &#8211; e può appartenere ad uno dei quattro generi musicali presenti in questa edizione: Punk, Blues, Metal e Glam. Come auspicabile, ogni genere ha un suo &#8220;nemico naturale&#8221; e mischiare troppi elementi di generi differenti non potrà che darci dei malus, cosa alquanto realistica tra l&#8217;altro!</p>
<p>Tornando a parlare delle plancette azione, nel <em><strong>Pub</strong> </em>troveremo quindi i musicisti ma anche degli Eventi, che sono carte giocabili in qualsiasi momento che daranno bonus o malus alla propria o alle altrui band; abbiamo poi il <em><strong>Negozio</strong> </em>dove troveremo oggetti ed eventi, la <em><strong>Sala Prove</strong></em> dove potremo aumentare il nostro livello di sinergia che altrimenti scende ad ogni ingresso nel Pub o nel Negozio, la zona <em><strong>Live</strong> </em>dove potremmo provare a portare a casa il maggior numero possibile di punti prestigio &#8211; ma solo se il nostro valore della band sarà sufficientemente alto! &#8211; e infine, una volta raggiunti i 25 punti prestigio, potremo provare ad accedere alla <em><strong>Sala di Registrazione</strong></em> per tentare di vincere la partita. Per accrescere i nostri valori, ossia aumentare e migliorare i membri della band e dotarli di strumentazione sempre più performante, andremo nel Pub o nel Negozio e pescheremo dai relativi mazzi, cercando di massimizzare al meglio le azioni per non lasciare il fianco libero all&#8217;avversario. Ricordate: chi prima arriva meglio alloggia!</p>
<p><strong>Rockopolis</strong> scorre bene e il regolamento semplice lo rende accessibile ad una vasta fetta di pubblico; lo stile grafico è molto accattivante e si vede che chi lo ha sviluppato ama la musica! Questo mondo è abbastanza inesplorato dai boardgames, ed è sicuramente un elemento che può attirare molti neogiocatori, data anche la semplicità, <strong>Rockopolis</strong> può essere considerato un ottimo entry level. Una cosa in cui spero tantissimo è la possibilità di avere sempre più espansioni per poter ampliare i generi musicali da scegliere!</p>
<p>Ringraziando ancora <strong>Minos Games</strong> per il prototipo, vi diamo appuntamento all&#8217;uscita del gioco per i nostri unboxing e le opinioni finali, e nel mentre facciamo i complimenti agli autori e alla casa editrice per lo sviluppo dell&#8217;interessante <strong>Rockopolis</strong>. Rock on!</p>
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		<title>Rocksmith 2014: the school of rock</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/06/29/rocksmith-2014-the-school-of-rock/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 12:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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<p>Rocksmith è semplicemente una genialata. E Rocksmith 2014 è una genialata didattica! Abbiamo tutti quanti amato Rock Band/Guitar Hero, la possibilità di suonare con quelle chitarrine di plastica ha fatto sentire tutti un po&#8217; musicisti, e la possibilità di aggiungere anche una batteria elettronica, tastiere e un microfono (o anche di più, come nel caso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 623px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/-YCX42M9ocOk/VRVtkzXk5FI/AAAAAAAAHas/MasIrYpS6NI/w613-h331-no/Rocksmith_2014_Hero_UK.jpg" alt="Rocksmith: rock on!" width="613" height="331" /><p class="wp-caption-text">Rocksmith: rock on!</p></div>
<p>Rocksmith è semplicemente una genialata. E Rocksmith 2014 è una genialata didattica! Abbiamo tutti quanti amato Rock Band/Guitar Hero, la possibilità di suonare con quelle chitarrine di plastica ha fatto sentire tutti un po&#8217; musicisti, e la possibilità di aggiungere anche una batteria elettronica, tastiere e un microfono (o anche di più, come nel caso di Rock Band The Beatles, che permetteva di avere fino a tre vocalist, proprio come accadeva nel mitico gruppo) ha dato il via a serate di divertimento più o meno epiche, con buona pace dei vicini &#8211; e spesso delle orecchie degli altri giocatori. Tutto ok, direte, i videogiochi hanno nuovamente incontrato la musica tramite delle periferiche innovative &#8211; dico &#8220;nuovamente&#8221; perché ad esempio Nintendo già col suo GameCube aveva avuto la geniale idea delle Donkey Kongas, spettacolari! &#8211; e siamo tutti felici e contenti. No! E chi ha voglia di fare sul serio? Chi vuole imparare a suonare chitarra o basso per davvero e non vuole solo un giocattolino di plastica tra le mani? Che fare? Ma ovvio: ci pensa Ubisoft con il suo Rocksmith, che ha poi lasciato il testimone a Rocksmith 2014, ultimo titolo disponibile.</p>
<p>L&#8217;idea di Rocksmith 2014 è semplice: tramite l&#8217;allegato cavo Usb-jack da 6,3mm (quelli standard utilizzati per strumenti musicali e cuffie di un certo livello, per intenderci), collegherete una vera chitarra o un vero basso alla vostra console, e da quel punto in avanti si fa sul serio. Suonando le vere note di canzoni vere, canzoni che hanno fatto la storia, canzoni che hanno emozionato il mondo. Come fornire però una curva d&#8217;apprendimento accettabile nei confronti di chi è alle sue primissime avventure con la sei/quattro corde e magari, con un pezzo di Satriani, potrebbe necessitare di diverse pagine di santi da tirare giù? Hic stat genialata: il gioco si adatta dinamicamente alle tue capacità. Se un principiante? Bene, ti farò suonare una sola nota su 5, o su 10, ma ti farò comunque suonare la nota giusta, di modo da allenare il tuo orecchio e iniziare a farti capire come mettere le mani sulla tastiera e a farti acquisire il senso del ritmo. Man mano, più suoneremo con precisione, più il gioco aumenterà gradualmente il livello di difficoltà, inserendo più note e tecniche di esecuzione, fino ad arrivare alla riproduzione nota per nota della canzone selezionata. Esatto: alla fine imparerete a suonare delle vere canzoni, da cima a fondo, da poter poi riproporre, a console spenta, durante le serate fra amici, cercando di far colpo sui presenti. Per i più esperti, infine, c&#8217;è la modalità Master (attivabile o meno, a vostra discrezione), dove le note spariranno dalla schermata di gioco e dovrete eseguire il pezzo a memoria. Come nella vita reale, parola di musicista!</p>
<p>Sono presenti inoltre dei simpatici video didattici con annesse sessioni di esercizio, che seguono sempre il proprio livello di abilità e che aiutano a capire come funzionano un po&#8217; di tecniche e non solo. La parte nerd del titolo è data dalla presenza di numerosi giochi in pieno stile arcade anni &#8217;80 da giocare sempre tramite il proprio strumento, bellissimi ed impegnativi. Infine, per chi ha voglia di sperimentare, c&#8217;è la possibilità di costruire un proprio setup scegliendo tra tanti tipi di ampli, casse, effetti e non solo, e questi suoni potranno anche essere utilizzati in una interessante modalità &#8220;Jam Session&#8221; dove una band virtuale &#8211; costruita in base ai propri gusti &#8211; si adatta allo stile del giocatore per dare l&#8217;opportunità di suonare in libertà. Cool! Andando ad esaminare le canzoni, troviamo pezzi di vario genere e tipo: andiamo da un classic rock (Kinks, Aerosmith, Queen, The Who) allo stoner (Alice in Chains), dal grunge (Nirvana, Foo Fighters) all&#8217;alternative rock (Radiohead, Jack White, Muse), per finire con del metal in varie salse (Avenged Sevenfold, Pantera), e tanto altro ancora. Ovviamente &#8211; maledizione! &#8211; si possono spendere numerosi euro in DLC per ampliare la propria libreria musicale con ulteriori pezzi altrettanto mitici. Per tranquillizzare i bassisti: sì, ogni pezzo si può suonare anche col quattro corde! Per tranquillizzare i chitarristi che non hanno un basso ma che ci vogliono provare lo stesso: sì, c&#8217;è la modalità emulazione per voi!</p>
<p>Questo titolo davvero lo consiglierei a chiunque abbia voglia di cimentarsi con la musica &#8220;vera&#8221; &#8211; in quanto suonata, poi de gustibus rispetto ai brani. Da chitarrista/bassista con un po&#8217; di esperienza alle spalle, mi sono divertito un sacco ad imparare canzoni nuove e anche nel cercare di alzare sempre più il livello di difficoltà, e posso assicurare che non è così scontato riuscire ad ottenere il 100% per ogni brano, anzi! A volte, quando suoni dal vivo, adatti leggermente il pezzo oppure trascuri qualche nota perché magari vuoi dare la tua impronta al brano, invece qui non si scappa, nein!! Il sistema Usb-jack è molto responsivo e preciso, e fornisce un&#8217;esperienza di gioco soddisfacente e mai frustrante, almeno dal punto di vista tecnico, il resto è tutto nelle vostre mani. L&#8217;assenza di una trama o del game over è un punto di forza, perché ti permette di restare concentrato sul tuo obiettivo, cioè suonare. Unico &#8220;piccolo&#8221; neo: è obbligatorio avere uno strumento vero in casa, quindi c&#8217;è da preparare il portafoglio, nell&#8217;eventualità. Anyway&#8230; It&#8217;s time to rock!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: tra gli impegni di lavoro e tutto il resto, ultimamente avevo quasi abbandonato i miei strumenti. Ringrazio ufficialmente Rocksmith 2014 &#8211; ma soprattutto la mia compagna che me l&#8217;ha regalato &#8211; per avermi fatto togliere la polvere da chitarre e basso!</em></p>
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