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	<title>Robin Williams - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #31 &#8211; Aladdin</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/12/15/nerdisney-31-aladdin/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I miei ricordi Aladdin è il primo film di cui ho memoria piena di averlo visto al cinema quando uscì nel 1993 &#8211; quasi un anno dopo l&#8217;uscita americana del dicembre 1992 &#8211; davvero altri tempi. Fu amore a prima vista e fu una delle videocassette che conservai con più cura. Una di quelle videocassette letteralmente [&#8230;]</p>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p><em><strong>Aladdin</strong></em> è il primo film di cui ho memoria piena di averlo visto al cinema quando uscì nel <strong>1993</strong> &#8211; quasi un anno dopo l&#8217;uscita americana del dicembre <strong>1992 &#8211;</strong> davvero altri tempi. Fu amore a prima vista e fu una delle videocassette che conservai con più cura. Una di quelle videocassette letteralmente consumate, avendo come risultato una memoria di ferro di praticamente tutti i dialoghi e le canzoni. Merito del misto di azione, canzoni e battute davvero geniali. Cosa che mi ha sempre reso non dico inferiore ma almeno strana la <strong>versione originale</strong>, visto quanto la versione italiana è impressa nella mia memoria.</p>
<h2>Diamanti allo stato grezzo (e non)</h2>
<p>Con <em>Aladdin</em> siamo in pieno <strong>Rinascimento Disney</strong>, anzi siamo proprio nella fase apicale del periodo. L&#8217;idea stessa di un adattamento del racconto viene da una delle figure chiave del periodo, <strong>Howard Ashman</strong>, musicista e autore delle canzoni sia de <a href="https://nerdando.com/2022/11/03/nerdisney-28-la-sirenetta/"><em>La Sirenetta</em></a> (1989) che de <em><a href="https://nerdando.com/2022/12/01/nerdisney-30-la-bella-e-la-bestia/">La Bella e la Bestia </a></em>(1991). Il progetto incontrò <strong>molte difficoltà</strong> produttive e di scrittura. All&#8217;inizio fu bocciato dal presidente della Disney Michael Eisner e fu poi riesumato quando i registi<strong> John Musker e Ron Clements</strong>, freschi del successo de <em>La Sirenetta</em>, lo scelsero tra i vari progetti in sviluppo, preferendolo anche a <em>Il re leone</em>.</p>
<p>Tra le tante riscritture, accadde anche una tragedia: Ashman, <strong>malato di AIDS</strong>, muore nel 1991. Al compositore <strong>Alan Menken</strong>, fido collaboratore di Ashman, viene affiancato <strong>Tim Rice</strong>. I due scriveranno insieme <em>A whole new world</em> (da noi <em>Il mondo è mio</em>), che vincerà l&#8217;Oscar come miglior canzone.  Ashman, Rice e Menken saranno tutti e tre accreditati alla colonna sonora. Nonostante i problemi, all&#8217;uscita il film è un <strong>assoluto successo</strong>, il più grande incasso dell&#8217;anno e il maggior incasso di un film animato di sempre &#8211; primato che però durerà pochissimo.</p>
<p>I motivi sono tanti. Partiamo da quello più evidente: il film è animato in maniera incredibile. Siamo in un momento in cui gli studios Disney hanno finito il rodaggio e la <strong>nuova generazione di animatori</strong> è nel suo picco qualitativo. Le aggiunte digitali e l&#8217;uso del <strong>software CAPS</strong> per i colori danno all&#8217;animazione ancora più forza. Alcune sequenze sono davvero bellissime, tra le migliori mai create. Sopratutto tutte le parti relative al Genio mostrano tutta la genialità e la bravura degli animatori.</p>
<p>E qui passiamo al secondo motivo: i personaggi. <strong>Il Genio</strong> passa come un bulldozer su tutto il film, nonostante arrivi abbastanza tardi rimane il personaggio più indelebile del film. Merito di <strong>Robin Williams</strong> che lo doppia nella versione originale &#8211; da noi <strong>Gigi Proietti</strong> fece un lavoro immenso ma è molto diverso dall&#8217;originale &#8211; ma anche di una grande storia, nella quale il Genio è anche un personaggio tragico. Come tragici sono per certi versi Aladdin e Jasmine. Tutti i protagonisti di questo film, anche il cattivo Jafar, sono &#8220;vittime&#8221; che non possono essere quello che vogliono e tutti cercano di nascondere la <strong>propria vera natura</strong> per farsi accettare dagli altri. Ma alla fine l&#8217;importante è essere onesti con se stessi e gli altri. Una bella lezione inserita in un film dal ritmo indiavolato ma con la necessaria dose di romanticismo.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Robin Williams <strong>improvvisò</strong> i dialoghi del film, prassi molto rara nei film d&#8217;animazione. Gli animatori diedero a Williams delle tracce di dialogo e lui andò a ruota libera, imitando più di <strong>52 personaggi</strong> nel corso delle sessioni. Il capo animatore del Genio, <strong>Eric Goldberg</strong>, a sessioni finite selezionò i passaggi migliori e costruì le scene attorno alle varie battute. Per dissidi vari con Disney, Williams non doppiò il personaggio nel sequel <em>Il ritorno di Jafar</em> e venne sostituito da <strong>Dan Castellaneta</strong>, meglio noto come la voce originale di Homer Simpson.</p>
<p>Lo stile dei personaggi e degli ambienti fu ispirato da quello del cartoonist <strong>Al Hirschfeld</strong>, che poi fu alla base dello stile usato nel segmento Rapsodia in Blue di <em>Fantasia 2000</em>. Un&#8217;altra grande ispirazione per il film fu la pellicola del 1940 <em>Il ladro di Baghdad</em>. Aladdin all&#8217;inizio era più piccolo e più simile a Michael J. Fox, mentre la versione finale è ispirata principalmente a Tom Cruise.</p>
<h2>Colonna Sonora</h2>
<p>Come già accennato, la colonna sonora fu scritta da Ashman, Menken e Rice ed è una delle più <strong>giustamente famose</strong> della storia Disney. Il primo scrisse il testo di <em>Arabian Nights</em>, <em>A friend like me</em> e <em>Prince Ali</em>, mentre sono di Rice <em>One Jump Ahead</em> e <em>A whole new world</em>. Ashman scrisse anche <em>Proud of your boy</em>, considerata una delle sue migliori canzoni, ma la canzone fu scartata perché si riferiva ad una stesura diversa del film in cui compariva anche la madre di Aladdin.</p>
<p><em>A whole new world</em>, nella versione cantata da <strong>Peabo Bryson e Regina Belle</strong> vinse un Grammy come miglior canzone dell&#8217;anno, unica canzone Disney a riuscirci. Nel versione in DVD del 2004 in Italia pensarono bene di farla cantare a Gigi d&#8217;Alessio e Anna Tatangelo.</p>
<h2>Live Action e Seguiti</h2>
<p>Visto l&#8217;enorme successo, <em>Aladdin</em> diede il via ad una delle mode più nefarie del periodo: i <em>cheapquel</em>, ovvero i seguiti a basso costo dei Classici Disney. Nel 1994 uscì <strong>direttamente in home video</strong> <em>Il ritorno di Jafar</em>, prodotto nelle filiali estere. Due anni dopo fu la volta de <em>Aladdin e il re dei ladri</em>. In mezzo, venne prodotta una serie animata con nuove avventure di tutti personaggi. Non rivedo nessuna di queste produzioni da quando ero bambino e credo che mi terrò il ricordo immacolato.</p>
<p>In aggiunta, nel 2019 è uscito il remake <a href="https://nerdando.com/2019/05/22/anteprima-aladdin-un-sogno-da-mille-e-una-notte/">live action</a>, diretto da Guy Ritchie, con <strong>Mena Massoud</strong> nei panni di Aladdin, <strong>Naomi Scott</strong> in quelli di Jasmine e <strong>Will Smith</strong> in quelli del Genio. Come tutti i film di questa recente ondata di remake è una copia carbone dell&#8217;originale con meno verve, smussato di qualunque possibile controversia e con aggiunte trascurabili. Meglio riguardarsi l&#8217;originale.</p>
<h2>Com&#8217;è invecchiato</h2>
<p>Mi fa strano parlare d&#8217;invecchiamento per un film uscito quando ero bambino &#8211; ahimè, signora mia sto invecchiando anch&#8217;io &#8211; ma 30 anni iniziano ad essere abbastanza e qualche considerazione si può fare. Da un punto di vista tecnico e di ritmo il film <strong>non è invecchiato</strong> di una virgola, tranne forse qualche sequenza nella caverna delle meraviglie dove si nota l&#8217;intervento in CGI. Come film è assolutamente fruibile da chiunque anche oggi e dà ancora le piste a tanti film appena usciti.</p>
<p>Sono invecchiate e temo lo diventeranno sempre di più, alcune <strong>citazioni</strong> del Genio. Passi Arnold Schwarzenegger/Terminator, ma non sono sicuro che in tanti riconosceranno le parodie di Groucho Marx, Jack Nicholson, Rodney Dangerfield, Arsenio Hall e via dicendo. Non è un grosso problema, ma penso renda alcune battute meno divertenti.</p>
<p>Ad essere invecchiata è la <strong>rappresentazione dell&#8217;Oriente</strong> o almeno come noi giudichiamo quella rappresentazione. Anche al momento dell&#8217;uscita Aladdin fu oggetto di parecchie polemiche da parte di associazioni arabe, accusando il film di stereotipare il <strong>mondo arabo</strong>. Le polemiche portarono Disney a <strong>modificare</strong> un verso di <em>Arabian Nights</em> già nel 1993. Nel tempo si è parlato spesso di come alcuni personaggi negativi hanno connotati stereotipati mentre i personaggi buoni hanno tratti somatici più simili a quelli di bianchi anglosassoni.</p>
<p><em>Aladdin</em> può essere accusato genericamente di <strong>orientalismo</strong> con tutto quello che ne consegue. Non ho la pretesa di volervi spiegare una gigantesca teoria antropologica in due righe, ma c&#8217;entra come noi Occidentali ci rapportiamo all&#8217;Oriente alla mistica che diamo a quel mondo. È un discorso<strong> lungo e complesso</strong>, che in effetti si può applicare ad Aladdin. Quanto questo discorso influenzi la fruizione del film è un altro paio di maniche. Rivedendo il film su <strong>Disney+</strong> non ho avuto impressioni particolarmente negative, è più una riflessione esterna al film che non interna ad esso. Almeno questo è stata la mia esperienza.</p>
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		<title>La giornata mondiale della radio in 5 film</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/02/13/la-giornata-mondiale-della-radio-in-5-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2021 13:00:30 +0000</pubDate>
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<h2>Giornata mondiale della radio</h2>
<p>Compagna fedele di giornate nel traffico, la radio è uno strumento a cui ormai ci siamo abituati e, nonostante possa apparire superata rispetto ai più recenti mezzi di comunicazione, continua ad accompagnarci nella quotidianità più di quanto ci rendiamo conto.<br />
E per celebrarla a dovere, il 13 febbraio di ogni anno ricorre <strong>la giornata mondiale della radio</strong>, volta dall&#8217;UNESCO nel 2011.</p>
<p>Noi alla radio siamo parecchio affezionati (abbiamo anche condotto un programma radiofonico, <a href="https://nerdando.com/nerdandonair/"><em><strong>NerdandOnAir</strong></em></a>) e, per festeggiarla a modo nostro, abbiamo pensato di raccontarvi <strong>5 film</strong> in cui la radio è protagonista indiscussa. Indossate le cuffie, alzate il volume e perdetevi nelle frequenze con noi!</p>
<h2>I love radio rock</h2>
<p>Non si poteva che aprire con questa pellicola inglese del 2009, vera e propria dichiarazione d&#8217;amore al mondo della radio diretta da Richard Curtis e interpretata da un cast di spessore composto da <strong>Philip Seymour Hoffman</strong>, <strong>Bill Nigh</strong>, <strong>Nick Frost</strong> e <strong>Kenneth Branagh</strong>.<br />
Dedicato al fenomeno delle radio pirata degli anni Sessanta, il film ci racconta la storia di Radio Rock e dei suoi dj, impegnati a far irrompere la &#8220;musica leggera&#8221; nella programmazione radiofonica inglese da una nave ancorata in acque internazionali.<br />
Colori pop e una colonna sonora da brividi sono gli ingredienti di una pellicola da non perdere.</p>
<h2>Radiofreccia</h2>
<p>Nel 1998 il cantautore <strong>Luciano Ligabue</strong> decideva di esordire alla regia e lo faceva proprio con un film dedicato al mondo radiofonico.<br />
<em>Radiofreccia</em>, interpretato da <strong>Stefano Accorsi</strong> e <strong>Francesco Guccini</strong>, racconta l&#8217;arco di vita di un&#8217;emittente emiliana, dall&#8217;exploit delle radio libere e attraverso i problemi personali dei suoi protagonisti.<br />
La colonna sonora include (naturalmente) alcuni successi di Ligabue ma anche pezzi da novanta del rock internazionale.</p>
<h2>Good Morning, Vietnam</h2>
<p>Diretto nel 1987 da <strong>Barry Levinson</strong> e interpretato da <strong>Robin Williams</strong>, è forse uno dei film più famosi sull&#8217;ambiente radiofonico.<br />
Racconta del disc jockey dell&#8217;aviazione Adrian Cronauer e della sua permanenza a Saigon durante la guerra del Vietnam. Proprio a lui viene affidata la conduzione della radio, che verrà sconvolta e rinnovata profondamente dal suo approccio anticonformista.<br />
Anche in questo caso troviamo una colonna sonora da non perdere, che sa spaziare dai Beach Boys a Louis Armstrong.</p>
<h2>Radio America</h2>
<p><strong>Robert Altman</strong>, cantore su pellicola degli Stati Uniti, nel 2006 sceglie proprio la radio per raccontare le contraddizioni del paese. Al suo fianco, un cast di stelle composto da <strong>Meryl Streep</strong>, <strong>Woody Harrelson</strong>, <strong>Tommy Lee Jones</strong>, <strong>Kevin Kline</strong> e <strong>Virginia Madsen</strong>.<br />
La storia racconta di una piccola stazione radio in Minnesota, che trasmette ormai da molti anni sempre la stessa programmazione ormai anacronistica ma, proprio per questo, riesce a mantenere un rapporto estremamente umano con gli affezionati ascoltatori. Tutto cambia quando l&#8217;emittente viene assorbita da un grosso gruppo radiofonico.</p>
<h2>Radio Killer</h2>
<p>E quando la radio uccide? Nel 2001 John Dahl realizza una interessante variazione sul tema con <em>Radio Killer</em>: due ragazzi in viaggio (<strong>Paul Walker</strong> e <strong>Steve Zahn</strong>) decidono di prendere in giro un camionista via radio, spacciandosi per una ragazza. Il misterioso interlocutore all&#8217;altro capo della radio, però, non prende bene lo scherzo e per i due ragazzi si metterà male.<br />
Vagamente ispirato al famosissimo <strong><em>Duel</em></strong> di Steven Spielberg, il film si rivela un horror senza troppe pretese sul mondo radiofonico. Carino, ma evitate i due sequel.</p>
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		<title>I film più tristi per il Blue Monday 2021 secondo i nostri redattori</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/01/18/i-film-piu-tristi-per-il-blue-monday-2021-secondo-i-nostri-redattori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 13:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/01/Blue-Monday-2021.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39884" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/01/Blue-Monday-2021.jpg" alt="Blue Monday 2021" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/01/Blue-Monday-2021.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/01/Blue-Monday-2021-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/01/Blue-Monday-2021-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/01/Blue-Monday-2021-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Blue Monday 2021</h2>
<p>Ci siamo: eccoci arrivati al <strong>Blue Monday 2021</strong>. La giornata più triste dell&#8217;anno, che sarebbe stata calcolata con un&#8217;equazione, ricorre ormai da diversi anni il <strong>terzo lunedì di gennaio</strong>. Il risultato tiene conto delle statistiche degli eventi negativi ma anche dell&#8217;umore generale della popolazione: in pieno inverno, infatti, le persone tendono ad essere meno allegre che in estate (non a caso il giorno più felice dell&#8217;anno, stando allo stesso studio, ricorrerebbe in giugno), complici le basse temperature e le scarse ore di luce a disposizione. Se ci aggiungiamo che è anche lunedì, <strong>la frittata della tristezza è presto fatta</strong>.</p>
<p>Come abbiamo <a href="https://nerdando.com/2019/01/21/qual-e-la-scena-piu-triste-mai-vista-letta/">già fatto l&#8217;anno scorso</a>, comunque, la nostra filosofia non è quella di contrastare l&#8217;atmosfera depressiva del Blue Monday ma di sposarla in pieno. Se, quindi, volete passare una giornata all&#8217;insegna delle lacrime, eccovi alcuni consigli cinematografici dalla redazione: ne sono venuti fuori quelli che secondo noi sono <strong>i film più tristi da guardare per il Blue Monday 2021</strong>.</p>
<h2>Zeno2k</h2>
<p class="p1"><strong>I got the blue!</strong></p>
<p class="p1">Insomma: non è solo questo lunedì, diciamo che è una sensazione comune a molti lunedì e anche a qualche martedì se devo essere onesto&#8230; ad ogni buon conto, <strong>non sono un grande amante dei film tristi</strong> o che tristezza vogliono evocare, <strong>però mi piacciono le belle storie</strong> e tante, tante volte le belle storie sono tristi.</p>
<p class="p1">Non posso che citare <strong><em>Al di là dei sogni</em></strong>, con un monumentale <strong>Robin Williams</strong> e un impianto visivo eccezionale; così come non posso non citare <a href="https://nerdando.com/2017/12/19/coco-la-morte-festa/"><strong><em>Coco</em></strong></a>, che sul finale mi ha letteralmente trasformato in una valle di lacrime..</p>
<p class="p1">Il campione assoluto però è <strong><em>Hachiko</em></strong>. Premetto: non mi piacciono i cani, non mi piacciono le storie di cani. Probabilmente questo è l&#8217;unico che ho visto e se l&#8217;ho visto è solo perché conoscevo la storia ed ero curioso&#8230; ebbene: ho scelto il momento sbagliato per vederlo, di certo. Mio padre stava male e, anche se all&#8217;epoca non ne ero ancora del tutto consapevole, si stava avviando verso gli ultimi mesi di vita. Probabilmente a livello inconscio lo sospettavo e la storia di quel cane mi ha fatto <strong>sprofondare in una depressione immensa</strong>: mi sono visto per la prima volta immedesimato in quella bestia, in perenne attesa di un padre che non tornerà mai più ma che non si può cessare di cercare, ancora e sempre, anche al di là di ogni logica.</p>
<p class="p1">E <strong>chiunque abbia perso un genitore sa bene a cosa mi riferisco</strong>: è quel tipo di dolore che si impara a gestire, con cui si impara a convivere, ma da cui non si guarisce mai davvero del tutto.</p>
<p class="p1">E allora facciamo l&#8217;unica cosa possibile, <strong>ci sediamo e ne aspettiamo il ritorno</strong>. Inutilmente, follemente, disperatamente.</p>
<h2>Drpbrock</h2>
<p class="p1">L’unico film che mi ha fatto piangere e che mi ha messo tristezza è <strong><em>I Figli degli Uomini</em></strong> di Alfonso Cuarón, tratto dall’omonimo romanzo di P.D. James, che ho letto dopo aver visto il film.</p>
<p class="p1">L’idea di un’umanità condannata e gestita da individui senza scrupoli unita alla speranza di una ripartenza ridotta a un lumicino mi ha creato dentro un <strong>mix di emozioni</strong> come pochi altri film hanno saputo fare e niente, la mia emotività è uscita tutta, forse in un momento della mia vita particolarmente difficile.</p>
<p class="p1">Film memorabile per fotografia e scenografia (per la quale il film ha ricevuto il premio BAFTA nel 2007) ma anche per la <strong>colonna sonora</strong>, tra John Lennon, King Crimson e la bellissima cover di <em>Ruby Tuesday</em> cantata dal nostro Franco Battiato.</p>
<h2>Fedrizzi</h2>
<p class="p1"><strong><em>The sound of your voice</em></strong> &#8211; 2016 &#8211; Naoko Yamada</p>
<p class="p1">I <strong>film d&#8217;animazione giapponesi</strong> spesso sono fatti per far piangere, e spesso lo fanno senza farti rendere<br />
conto di quello che sta succedendo. Non è questo il caso di <em>The Sound Of Your Voice</em>, che lascia un profondo senso di tristezza.<br />
Sì, ma fa anche riflettere su <strong>tematiche estremamente pesanti</strong> che, a volte, come nel mio caso, possono essere molto vicine alle nostre esperienze. Una storia piena di capovolgimenti di fronte, che parla di bullismo, depressione e suicidio, ma anche di momenti felici ed amicizia. Il lieto fine ovviamente non può mancare, la risoluzione totale di una vita che era travagliata, ma il finale ci lascia intendere che la vita è lunga e i mostri neri sono sempre in agguato. Inutile dire che ho rilasciato acqua salata a secchiate dai dotti lacrimali a causa di questo film.</p>
<h2>Morgana</h2>
<p class="p1">Quando in redazione abbiamo cominciato a parlare di film tristi, mi sono fermata un attimo a pensare: <strong>come definire davvero un film &#8220;triste&#8221;</strong>? Un film che mi fa piangere a dirotto (e io sono una dalla lacrima facile) è per forza definibile &#8220;triste&#8221;? Mi sono risposta che no, non è così necessariamente, ho visto tanti film che mi hanno fatta piangere ma non mi hanno dato quel <strong>senso angoscia e di mancanza di speranza</strong> che invece associo a un film triste. Per cui dopo mille ragionamenti, il primo film che mi viene in mente è <strong><em>Million dollar baby</em></strong> di <strong>Clint Eastwood</strong>: niente spoiler per chi non lo ha visto, ma nella trama la protagonista ha una sfiga dopo l&#8217;altra e non ha nessuna speranza di venirne fuori in qualche modo, e dopo averlo visto mi è rimasto addosso un po&#8217; di malumore per un paio di giorni. In aggiunta, cito per forza nella categoria &#8220;film triste&#8221; qualsiasi lungometraggio in cui muoia un animale: da <strong><em>Hachiko</em></strong> a <strong><em>Io e Marley</em></strong> e così via, c&#8217;è l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<h2>Clack</h2>
<p>La cinematografia sembra amare particolarmente i film tristi, perché a fermarsi un attimo a rifletterci su ci rendiamo subito conto che <strong>di pellicole che fanno versare un fiume di lacrime ce ne sono davvero tantissime</strong>.<br />
Tra le tante che sono riuscite a farmi piangere senza ritegno, ho preferito invece sceglierne una che no, non mi ha fatto versare nemmeno una lacrima: eppure mi ha fatto stare molto peggio di tutte le altre messe insieme.<br />
Si tratta di <strong><em>Amores Perros</em></strong>, film d&#8217;esordio di <strong>Alejandro Gonzales Iñarritu. </strong>Primo capitolo della Trilogia sulla morte del regista messicano (completata poi da <em>21 grammi</em> e <em>Babel</em>, altri due capolavori di tristezza), racconta tre storie diverse, apparentemente distanti ma in grado di intrecciarsi. Non vi dico niente della trama, nel caso non lo abbiate mai visto, ma vi anticipo solo che si tratta di storie deprimenti (manco a dirlo), angoscianti e quasi soffocanti. <em>Amores Perros</em> non mi ha fatto piangere, ma mi ha lasciato attaccata addosso una sensazione di claustrofobia e di <strong>ineluttabile tragicità del destino</strong> che mi ha accompagnata per diversi giorni.<br />
Guardatelo solo se vi sentite abbastanza corazzati per uscirne indenni.</p>
<h2>Gattiveria</h2>
<p class="p1">Fatta eccezione per <b>H<em>arry ti presento Sally</em></b>, <em><b>Storia di noi due</b></em>, <strong><em>Il matrimonio del mio migliore amico</em></strong> e pochissimi altri capolavori, la commedia non è il mio genere. Preferisco uscire dal cinema con la sensazione di aver ricevuto un pugno nello stomaco ed il trucco che mi fa sembrare un panda, mi dà molta più soddisfazione. Che siano di ambientazione storica o fantascientifica le storie che più mi restano dentro sono quelle legate ai <strong>traumi che cambiano un essere umano</strong>, alle sofferenze che lo stravolgono e ti fanno riflettere come spettatore.</p>
<p class="p1"><em><b>Magnolia</b></em> (Paul Thomas Anderson, 1999) è uno dei miei film preferiti (uno dei pochi in cui ho trovato Tom Cruise bravissimo) e mi uccide dentro ogni volta, in ogni struggente ritratto dei tanti protagonisti. Per me è bellissimo e distruttivo.</p>
<p class="p1"><em><b>Al di là dei sogni</b></em> (Vincent Ward, 1998) con Robin Williams e Annabella Sciorra è un&#8217;altro di quei film in cui potrei piangere per ore, anche solo per il tema trattato, che affronta il delicato equilibrio tra vita e morte.</p>
<p class="p1">Tra i più recenti mi sento di segnalare <em><b>Collateral Beauty</b></em> (David Frankel, 2016), meraviglioso e dolorosissimo film con un Will Smith spento dalla perdita della propria bambina, che attraverso l&#8217;aiuto di concetti astratti come Amore, Tempo e Morte cerca di riaggrapparsi alla propria vita.</p>
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		<title>Back to school &#8211; 5 film ambientati a scuola</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/09/11/back-to-school-5-film-ambientati-a-scuola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Animal House]]></category>
		<category><![CDATA[Arnold Schwarzenegger]]></category>
		<category><![CDATA[Donnie Darko]]></category>
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		<category><![CDATA[John Belushi]]></category>
		<category><![CDATA[John Landis]]></category>
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		<category><![CDATA[School of Rock]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Back to school Non abbiamo ancora fatto in tempo ad abituarci ai ritmi estivi e alle giornate in spiaggia che settembre si fa già largo a spallate nelle nostre giornate. Il ritorno alla routine significa non solo avere ritmi più regolari e organizzati ma anche tornare in ufficio o tra i banchi di scuola. Che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/film-ambientati-a-scuola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31807" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/film-ambientati-a-scuola.jpg" alt="film ambientati a scuola" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/film-ambientati-a-scuola.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/film-ambientati-a-scuola-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/film-ambientati-a-scuola-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/film-ambientati-a-scuola-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Back to school</h2>
<p>Non abbiamo ancora fatto in tempo ad abituarci ai ritmi estivi e alle giornate in spiaggia che settembre si fa già largo a spallate nelle nostre giornate.<br />
Il ritorno alla routine significa non solo avere ritmi più regolari e organizzati ma anche <strong>tornare in ufficio o tra i banchi di scuola</strong>.</p>
<p>Che siate studenti o professori, per alleviare il temuto ritorno abbiamo pensato di suggerirvi <strong>5 film ambientati a scuola</strong> che non potete proprio perdervi!</p>
<h2>L&#8217;attimo fuggente</h2>
<p>Un articolo del genere non può che partire da lui, il grande classico diretto nel 1989 da <strong>Peter Weir</strong> ed interpretato da un ispirato <strong>Robin Williams</strong>.<br />
<em><strong>L&#8217;attimo fuggente</strong></em> (<strong><em>Dead Poets Society</em></strong> in originale) ci ha mostrato il professore che tutti avremmo voluto avere a scuola.<br />
Siamo nel 1959: il professore di letteratura John Keating viene trasferito nel prestigioso collegio maschile di Welton. Con il suo approccio originale e anticonformista, Keating si scontrerà con la dura tradizione di Welton e cercherà di far emergere nei suoi studenti lo spirito critico e l&#8217;apertura mentale fondamentali per affrontare la vita.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/zivL4GgPxKg?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Animal House</h2>
<p>Se siete all&#8217;università, il titolo perfetto per allietare il vostro ritorno sui libri è <strong><em>Animal House</em></strong>, diretto nel 1978 da <strong>John Landis</strong> e interpretato da <strong>John Belushi</strong>.<br />
Siamo nel 1962 nell&#8217;università di Faber: qui assistiamo alle avventure della sgangherata confraternita Delta Tau Chi, composta da ripetenti, studenti con voti bassissimi e allergici alle regole sociali.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/KWjtI6n5xWM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Un poliziotto alle elementari</h2>
<p>Ci trasferiamo invece nella scuola primaria con <strong><em>Un poliziotto alle elementari</em></strong>, diretto nel 1990 da <strong>Ivan Reitman</strong> (il papà dei <a href="https://nerdando.com/2018/06/08/buon-compleanno-ghostbusters-qualche-curiosita-sul-film/"><strong>Ghostbusters</strong></a>) e interpretato da <strong>Arnold Schwarzenegger</strong>, che dava il via alla svolta umoristica della sua carriera.<br />
Il nerboruto poliziotto John Kimble è costretto a spacciarsi per un maestro elementare per poter catturare un pericoloso trafficante di droga che insegue da tempo.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/esi9h8vAeTI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>School of Rock</h2>
<p>La scuola è a ritmo di musica in <strong><em>School of Rock</em></strong>, diretto nel 2003 da <strong>Richard Linklater</strong> ed interpretato da uno scatenato <strong>Jack Black</strong>.<br />
Lo squattrinato musicista Dewey Finn ha un disperato bisogno di soldi: fingendosi il suo coinquilino, ottiene un incarico da supplente in una delle più prestigiose scuole della città. Poiché l&#8217;incarico gli serve solo per guadagnare i soldi per tirare avanti, lo prende con svogliatezza finché non si imbatte nel laboratorio di musica&#8230;</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/3PsUJFEBC74?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Elephant</h2>
<p>Decisamente meno leggera la narrazione in <em><strong>Elephant</strong></em>, diretto nel 2003 da <strong>Gus Van Sant</strong> e vincitore quell&#8217;anno della Palma d&#8217;Oro al miglior film a Cannes.<br />
Ispirato al massacro della Columbine High School avvenuto nel 1999, il film ci trasporta in una ordinaria giornata di scuola di un istituto americano come tanti. L&#8217;epilogo, tuttavia, si rivelerà molto lontano dalla normalità.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/htlsOf3PnGY?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>E tanti altri&#8230;</h2>
<p>Questi sono i nostri suggerimenti, ma la cinematografia offre moltissimo quando si parla di scuola. Solo per fare qualche esempio, sono rimasti fuori da questo elenco <strong><em>Grease, Rushmore, Mona Lisa Smile, Will Hunting &#8211; Genio Ribelle, Notte prima degli esami, Donnie Darko, Ovosodo, Bowling a Columbine, High School Musical</em> </strong>e tanti tanti altri.<br />
Insomma, avete solo l&#8217;imbarazzo della scelta: qual è il vostro film perfetto per il ritorno a scuola?</p>
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		<title>Vita eccessiva di John Belushi &#8211; Ritratto di un genio immortale della comicità</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/08/31/vita-eccessiva-di-john-belushi-ritratto-di-un-genio-immortale-della-comicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2019 12:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Animal House]]></category>
		<category><![CDATA[Aretha Franklin]]></category>
		<category><![CDATA[BeccoGiallo]]></category>
		<category><![CDATA[Carrie Fisher]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Aykroyd]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Barilli]]></category>
		<category><![CDATA[John Landis]]></category>
		<category><![CDATA[Lele Corvi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Quando ho saputo che sarebbe uscita una graphic novel sulla vita di John Belushi, mi sono subito resa disponibile per la recensione: una biografia a fumetti, realizzata con uno stile anticonvenzionale, su uno dei più grandi talenti della comicità che siano mai esistiti, non potevo perdermela! Così, grazie a Beccogiallo Editore, mi sono ritrovata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/John-Belushi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-32006" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/John-Belushi.jpg" alt="John Belushi" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/John-Belushi.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/John-Belushi-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/John-Belushi-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/John-Belushi-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Quando ho saputo che sarebbe uscita una graphic novel sulla vita di <strong>John Belushi</strong>, mi sono subito resa disponibile per la recensione: una biografia a fumetti, realizzata con uno stile anticonvenzionale, su uno dei più grandi talenti della comicità che siano mai esistiti, non potevo perdermela!</p>
<p>Così, grazie a <strong>Beccogiallo Editore</strong>, mi sono ritrovata tra le mani <em><strong>Vita eccessiva di John Belushi</strong></em>, affettuoso omaggio all&#8217;artista ad opera di <strong>Francesco Barilli</strong> e <strong>Lele Corvi</strong>. Di Barilli avevo già avuto modo di apprezzare il poetico <a href="https://nerdando.com/2019/04/06/vincent-van-gogh-la-tristezza-durera-per-sempre-il-fumetto-diventa-arte/"><em>Vincent Van Gogh &#8211; La tristezza durerà per sempre</em></a>, per cui ero certa che anche questo nuovo progetto avrebbe saputo emozionarmi.</p>
<p><em>Vita eccessiva di John Belushi</em> è un volume che rispecchia pienamente il personaggio che tratteggia. I due autori non si limitano a descrivere la vita di Belushi, ma <strong>ce la fanno raccontare da lui in carne e ossa</strong>, immaginando una intervista nell&#8217;aldilà al grande e tormentato artista. Con uno stile semplice e d&#8217;effetto allo stesso tempo, nessun argomento viene lasciato fuori: ripercorriamo la giovinezza, i fasti e gli eccessi del Saturday Night Live, i grandi successi cinematografici, il difficile rapporto con le droghe, il doloroso e prematuro epilogo di una vita vissuta con il piede fisso sull&#8217;acceleratore.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Francesco Barilli e Lele Corvi immaginano di avere un permesso speciale per raggiungere il regno dei morti e intervistare<strong> John Belushi</strong>.<br />
Tra incontri importanti e citazioni memorabili, il grande artista si racconta senza filtri.</p>
<h2>Stile</h2>
<p>Leggendo <em>Vita eccessiva di John Belushi</em> <strong>sono stata conquistata sia dalle scelte narrative sia da quelle grafiche</strong>. Ho apprezzato l&#8217;idea di non descrivere asetticamente il personaggio ma di cercare di entrare nella sua psiche e di raccontare la sua storia così come avrebbe fatto lui stesso. La trovata dell&#8217;intervista ultraterrena è il pretesto perfetto per un racconto che coinvolge e permette ai fan di approfondire l&#8217;uomo dietro il personaggio e a chi non lo conosceva di scoprire un artista unico e iconico.</p>
<p>A livello grafico, il volume mi ha decisamente colpita. Lo stile di <strong>Lele Corvi</strong> si presta benissimo al tipo di racconto e l&#8217;alternanza di tratto (vignettistico e realistico) e di colore (bianco e nero netto per le scene ambientate nell&#8217;aldilà, scala di grigi per quelle sulla terra) conferisce ritmo alla narrazione.</p>
<p>Se siete fan di John Belushi apprezzerete moltissimo le <strong>citazioni disseminate in lungo e in largo</strong> nel volume: battute dai suoi film, immagini dai suoi sketch e anche colleghi e amici che fanno capolino nel corso dell&#8217;intervista (<strong>Carrie Fisher</strong>, ad esempio, ma anche <strong>Robin Williams, Aretha Franklin</strong> e <strong>Ray Charles</strong>).<br />
In chiusura dell&#8217;albo gli autori hanno annotato tutte le citazioni, capitolo per capitolo.</p>
<h2>John Belushi</h2>
<p>Se siete cresciuti con <em><strong>The Blues Brothers</strong></em> e <strong><em>Animal House</em> </strong>questo paragrafo potete tranquillamente saltarlo. Se invece non fate parte di questa fetta di pubblico potreste chiedervi: sì, ma chi è John Belushi?</p>
<p>John Belushi è stato un attore comico statunitense vissuto tra il 1949 e il 1982 che ha contribuito a lanciare definitivamente e a conferire valore artistico al genere, allora bistrattato, della <strong>commedia demenziale</strong>.<br />
Di origine albanese, Belushi aveva un talento naturale che lo portò a dedicarsi alla recitazione fin dai tempi della scuola.</p>
<p>La sua carriera è stata lanciata definitivamente dal <strong>Saturday Night Live</strong>, dove ha avuto l&#8217;occasione di lavorare fianco a fianco di tantissimi altri comici emergenti, tra cui <strong>Dan Aykroyd</strong>, che diventerà suo grande amico e insieme al quale darà vita ai Blues Brothers, resi immortali nel 1980 dal film diretto da <strong>John Landis</strong>.</p>
<p>Oltre che per  The Blues Brothers, John Belushi è diventato un&#8217;icona del genere demenziale anche grazie al ruolo di <strong>Bluto</strong> in <em>Animal House</em>, sempre diretto da John Landis nel 1978.</p>
<p>Un talento tanto grande, tuttavia, spesso brucia in fretta: Belushi era diventato rapidamente schiavo delle droghe, che lo hanno ucciso nel 1982, <strong>a soli 33 anni</strong> e con una carriera ancora tutta da scrivere.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p>Vita eccessiva di John Belushi è pubblicato da <strong>BeccoGiallo</strong> in una bella edizione cartonata, curata nei dettagli come è negli standard dell&#8217;editore. Il volume è in bianco e nero, stampato su carta opaca che ne rende agevolissima la lettura e ne esalta il tratto.</p>
<p>L&#8217;albo è arricchito da una interessante prefazione a cura di <strong>Alberto Farina</strong> e da una postfazione scritta da <strong>Rudy Zerbi</strong>. Composto da 128 pagine, è disponibile nelle librerie e fumetterie dal 22 agosto 2019 al prezzo di copertina di 17€.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong><em>Vita eccessiva di John Belushi</em></strong> è una bellissima intervista immaginaria al re della comicità demenziale che ne fa rivivere il mito nello stile tipico dell&#8217;attore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/08/31/vita-eccessiva-di-john-belushi-ritratto-di-un-genio-immortale-della-comicita/">Vita eccessiva di John Belushi &#8211; Ritratto di un genio immortale della comicità</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>5 film (e un bonus) per un San Valentino Nerd</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/02/14/5-film-e-un-bonus-per-un-san-valentino-nerd/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2019/02/14/5-film-e-un-bonus-per-un-san-valentino-nerd/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2019 13:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Bryan Lee O'Malley]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Columbus]]></category>
		<category><![CDATA[Edgar Wright]]></category>
		<category><![CDATA[Edward mani di forbice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>San Valentino Nerd Oggi è San Valentino e, nonostante l&#8217;opinione comune, vogliamo dimostrarvi come anche questa possa essere una festa declinata in chiave nerd. Molto spesso la giornata degli innamorati viene trascorsa al cinema o sul divano di casa, davanti ad un film strappalacrime che più drammatico non si può. Ma chi l&#8217;ha detto che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/San-Valentino-Nerd.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29121" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/San-Valentino-Nerd.jpg" alt="San Valentino Nerd" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/San-Valentino-Nerd.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/San-Valentino-Nerd-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/San-Valentino-Nerd-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/02/San-Valentino-Nerd-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>San Valentino Nerd</h2>
<p>Oggi è <strong>San Valentino</strong> e, nonostante l&#8217;opinione comune, vogliamo dimostrarvi come anche questa possa essere una festa declinata in chiave nerd.<br />
Molto spesso la giornata degli innamorati viene trascorsa al cinema o sul divano di casa, davanti ad un film strappalacrime che più drammatico non si può.</p>
<p>Ma chi l&#8217;ha detto che non si può passare un <strong>San Valentino Nerd al cinema</strong>? Quest&#8217;anno dimenticatevi i classiconi come Harry ti presento Sally, Ghost, Pretty Woman e via dicendo: ecco per voi <strong>5 storie d&#8217;amore</strong> (più una bonus) <strong>anticonvenzionali e insolite</strong> per passare la festa degli innamorati con un tocco decisamente nerd.</p>
<h2>Edward mani di forbice</h2>
<p>Quanti di noi sono cresciuti con questa struggente e romantica storia, un po&#8217; Frankenstein e un po&#8217; La Bella e la Bestia con una grande spruzzata di gotico?<br />
<strong>Edward mani di forbice</strong>, uscito nel 1990, resta per me il capolavoro insuperato di <strong>Tim Burton</strong>. Una tenera storia d&#8217;amore impossibile tra la bella <strong>Kim</strong> e il robot incompleto <strong>Edward</strong>, che ha le forbici al posto delle mani e, per questa sua diversità, non viene accettato dalla cittadinanza bigotta e ipocrita.<br />
Un film dalla poetica ancora oggi insuperata che mette al centro una storia d&#8217;amore decisamente non convenzionale.</p>
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<h2>Scott Pilgrim vs. The World</h2>
<p>Nel 2010 <strong>Edgar Wright</strong> realizza un film tratto dal fumetto di <strong>Bryan Lee O&#8217;Malley</strong> che sembra un videogioco. Al centro, una storia d&#8217;amore strana e travagliata. Cosa c&#8217;è di meglio per un San Valentino nerd?<br />
Il giovane <strong>Scott</strong> si innamora della misteriosa <strong>Ramona</strong>: per poter stare con lei, però, dovrà sconfiggere i suoi 7 malvagi ex, fino a raggiungere il boss finale.<br />
Personalmente adoro questo film, divertente e folle quanto basta. Se non lo avete mai visto, correte a recuperarlo e leggetevi anche il fumetto!</p>
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<h2>Ladyhawke</h2>
<p>Facciamo un deciso salto indietro nel tempo fino al 1985, anno in cui <strong>Richard Donner</strong> realizza una delle più belle favole d&#8217;amore mai portate sul grande schermo, <strong>Ladyhawke</strong>.<br />
Nella Francia del 13° secolo l&#8217;amore del prode <strong>Navarre</strong> e della bella <strong>Isabeau</strong> è osteggiato da un maleficio: di giorno la fanciulla assume le sembianze di un falco, mentre di notte il cavaliere quelle di un lupo. I due amanti sono destinati ad essere &#8220;<em>sempre insieme, eternamente divisi</em>&#8220;. Ma forse c&#8217;è un modo per spezzare l&#8217;incantesimo&#8230;</p>
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<h2>L&#8217;uomo bicentenario</h2>
<p>Ispirato ad un racconto di <strong>Isaac Asimov</strong>, tra i padri fondatori della fantascienza, <strong>L&#8217;uomo bicentenario</strong> è un film del 1999 diretto da <strong>Chris Columbus</strong> e interpretato da <strong>Robin Williams</strong>.<br />
La pellicola si focalizza su due domande principali: qual è il confine tra macchina e umano? Può un robot amare ed essere a sua volta amato da una persona?<br />
Un film che sicuramente non spicca per brio, ma che sarà apprezzato dagli amanti della fantascienza.</p>
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<h2>Lei</h2>
<p>Il passo successivo sembra compiersi nel film <strong>Lei</strong>, diretto da <strong>Spike Jonze</strong> nel 2013: in un futuro devastato dall&#8217;incomunicabilità, il timido <strong>Theodore</strong> si innamora di <strong>Samantha</strong>, sistema operativo progettato per evolversi attraverso l&#8217;esperienza che ha recentemente acquistato.<br />
Ma un amore del genere è reale? E quanto a lungo può durare?</p>
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<h2>Bonus</h2>
<p>Vi lascio con un ultimo suggerimento che non sono proprio riuscita a tenere fuori dalla lista: <strong>Nightmare Before Christmas</strong>. Una storia d&#8217;amore che più anticonvenzionale non si può, nel paese di Halloween.<br />
E così risolviamo anche l&#8217;antico dilemma &#8220;<em>si guarda a Natale o ad Halloween?</em>&#8220;: si guarda a San Valentino!</p>
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		<title>Oltre Game Night: 5 film sul gioco da tavolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2018 12:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Battleship]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/Film-sul-gioco-da-tavolo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-23495" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/Film-sul-gioco-da-tavolo.jpg" alt="Film sul gioco da tavolo" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/Film-sul-gioco-da-tavolo.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/Film-sul-gioco-da-tavolo-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/Film-sul-gioco-da-tavolo-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/Film-sul-gioco-da-tavolo-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Il <strong>1 maggio 2018</strong> arriverà nei nostri cinema il divertente <strong>Game Night &#8211; Indovina chi muore stasera?</strong> Nel film un gruppo di amici, solito riunirsi per delle serate di gioco da tavolo, si troverà a dover risolvere un vero omicidio.</p>
<p>Nonostante possano sembrare mondi lontani, non è questa la prima occasione in cui <strong>cinema e gioco da tavolo</strong> si incontrano. Già in passato, infatti, altre pellicole avevano tentato il connubio, ispirandosi a brand esistenti o facendo del gioco da tavolo il fulcro intorno a cui far ruotare tutto il film.</p>
<p>Andiamo allora a scoprire <strong>5 film sul gioco da tavolo</strong>!</p>
<h2>Jumanji (1995)</h2>
<p>Sarà stato sicuramente il primo pensiero di tutti sull&#8217;argomento: <strong>Jumanji</strong> è diventato un autentico cult, il film legato al gioco da tavolo per antonomasia.</p>
<p>Diretto da <strong>Joe Johnston</strong> e interpretato da <strong>Robin Williams</strong>, Jumanji racconta la storia di <strong>Alan</strong>, rimasto intrappolato nel gioco da tavolo che dà il titolo al film, che ha il misterioso potere di mettere in comunicazione il nostro mondo con quello del gioco.</p>
<p>Dopo ventisei anni, i fratelli <strong>Judy e Peter</strong> scoprono Jumanji e iniziano una partita, riportando Alan nel nostro mondo: è l&#8217;occasione per concludere finalmente la partita e riguadagnare la libertà.</p>
<p>Nel <strong>2017</strong> è uscito <a href="https://nerdando.com/2017/12/12/jumanji-benvenuti-nella-giungla/">il sequel del film</a>, interpretato da <strong>Dwayne Johnson</strong> e <strong>Jack Black</strong>.</p>
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<h2>Signori, il delitto è servito (1985)</h2>
<p>Andiamo più indietro nel tempo per un film che personalmente adoro: <strong>Signori, il delitto è servito</strong> (in lingua originale <strong>Clue</strong>), diretto da <strong>Jonathan Lynn</strong>, è la trasposizione del famosissimo gioco da tavolo <strong>Cluedo</strong>.</p>
<p>La pellicola, interpretata da uno straordinario <strong>Tim Curry</strong>, ripercorre in tutto e per tutto l&#8217;andamento del gioco, incluse le ipotesi dei giocatori, trasformate nei <strong>finali multipli</strong> che concludono il film.</p>
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<h2>Zathura &#8211; Un&#8217;avventura spaziale (2005)</h2>
<p>Molto simile a Jumanji e diretto da <strong>Jon Favreau</strong> il film parte dagli stessi presupposti ma l&#8217;ambientazione stavolta è decisamente&#8230; spaziale!</p>
<p>I due fratelli <strong>Danny e Walter</strong> trovano in cantina un vecchio gioco da tavolo, <strong>Zathura</strong>. Azionandolo, si ritrovano proiettati nel cosmo insieme a tutta la casa, da qualche parte tra gli anelli di <strong>Saturno</strong>. L&#8217;unico modo per rimettere le cose a posto è continuare a giocare.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/Whfg26yGPx4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>The Game &#8211; Nessuna regola (1997)</h2>
<p>Leggermente diverso dal gioco da tavolo, anche il <strong>gioco di ruolo</strong> può nascondere insidie perfette per essere rappresentate sul grande schermo.</p>
<p>Lo sa bene Nicholas Van Orton, protagonista di <strong>The  Game &#8211; Nessuna regola</strong>, che per il suo compleanno riceve dal fratello l&#8217;iscrizione ad un esclusivo club di gioco di ruolo. La situazione, però, precipiterà.</p>
<p>Diretto da <strong>David Fincher</strong> e interpretato da <strong>Micheal Douglas</strong> e <strong>Sean Penn</strong>, il film è diventato negli anni un classico.</p>
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<h2>Battleship (2012)</h2>
<p>Avreste mai immaginato che la <strong>battaglia navale</strong> potesse diventare un film? Ebbene, è questo l&#8217;esperimento tentato da <strong>Battleship</strong>, diretto da <strong>Peter Berg</strong> e interpretato da <strong>Liam Neeson</strong> e <strong>Alexander Skarsgård</strong>.</p>
<p>In questo film, ispirato al popolare gioco, la battaglia per la sopravvivenza tra gli eserciti terrestri e una <strong>minacciosa razza aliena</strong> si svolge infatti nell&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/04/20/oltre-game-night-5-film-sul-gioco-da-tavolo/">Oltre Game Night: 5 film sul gioco da tavolo</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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