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	<title>Robert Ressler - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Mindhunter &#8211; Nei meandri della psiche di un serial killer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2019 11:17:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[FBI]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/Mindhunter.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/Mindhunter-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Mindhunter" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/Mindhunter-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/Mindhunter-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/Mindhunter-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/Mindhunter.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/09/01/mindhunter-nei-meandri-della-psiche-di-un-serial-killer/">Mindhunter &#8211; Nei meandri della psiche di un serial killer</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Ci sono serie TV che non ti aspetti, che guardi giusto come riempitivo estivo e che invece poi sanno prenderti e rivelarsi autentici gioielli: <strong>Mindhunter</strong> è una di queste.<br />
L&#8217;anno scorso ho guardato la prima stagione senza particolari aspettative, giusto perché non avevo molti impegni televisivi e perché la tematica di fondo mi affascinava. Mi sono ritrovata invischiata fino al collo nelle vicende e ad attendere febbrilmente la nuova stagione.</p>
<p>La seconda stagione di Mindhunter è arrivata su Netflix il 16 agosto 2019: inutile dire che me la sono divorata in tempo record. Spesso i prodotti originali <strong>Netflix</strong> si presentano con qualità calante da una stagione all&#8217;altra, ma non è il caso di Mindhunter: la seconda stagione è forse addirittura più coinvolgente della prima.</p>
<p>La tematica di fondo della serie è quella dei <strong>serial killer</strong>, indagati però con occhi diversi rispetto a quanto viene fatto di solito. Mindhunter ci racconta (in chiave romanzata, è ovvio, ma con un occhio di riguardo per gli eventi reali) la nascita del <strong>profiling</strong> e della definizione stessa del termine &#8220;serial killer&#8221; attraverso il lavoro di una unità speciale dell&#8217;FBI.</p>
<p>Seguiamo così gli agenti speciali <strong>Holden Ford</strong> e <strong>Bill Tench</strong>, pionieri di una tecnica di indagine che il Bureau stesso stenta a comprendere inizialmente, mentre si addentrano nei meandri delle menti più pericolose e disturbate d&#8217;America, capaci di uccidere ripetutamente senza alcuno scrupolo, seguendo un meticoloso e costante modus operandi.<br />
Intervistando i serial killer rinchiusi nelle carceri statunitensi, gli agenti elaborano un sistema di riferimento che gli permetta di catturare gli assassini seriali ancora in circolazione.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Siamo nel 1977 quando il giovane negoziatore FBI Holden Ford viene incaricato, insieme all&#8217;agente speciale Bill Tench e alla dottoressa Wendy Carr, di occuparsi dell&#8217;unità di <strong>scienze comportamentali</strong>, con il compito di studiare una nuova tipologia di criminale (l&#8217;assassino seriale) e di codificare un nuovo metodo di identificazione del colpevole, la profilazione. La prima fase è intervistare i più pericolosi pluriomicidi d&#8217;America per trarne aspetti comuni.</p>
<p>Nella seconda stagione, il metodo ideato dall&#8217;unità di scienze comportamentali dell&#8217;FBI ottiene la possibilità di sperimentare sul campo la propria teoria mettendosi alla prova ad <strong>Atlanta</strong>, città in cui stanno scomparendo moltissimi bambini di colore.</p>
<h2>Aderenza alla realtà</h2>
<p>Come dicevo prima, Mindhunter è fortemente ispirato alla realtà. Le figure di Holden Ford e Bill Tench, ad esempio, sono modellate su <strong>John E. Douglas</strong> e <strong>Robert Ressler</strong>, gli agenti che realmente diedero vita alla tecnica della profilazione e alla definizione del concetto di serial killer.</p>
<p>Se i protagonisti sono solo ispirati però, è incredibile il lavoro fatto sugli assassini. Tutti i killer presenti nella serie sono realmente esistiti e gli attori scelti sono <strong>incredibilmente somiglianti</strong> alle controparti reali e sono stati in grado di fare un lavoro stupefacente a livello di atteggiamenti, movenze e linguaggio.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p>Il ritmo non è sempre serrato, in Mindhunter, eppure la serie riesce a tenerti incollato alla sedia. La fotografia plumbea e l&#8217;<strong>incredibile recitazione</strong> riescono a coinvolgere e colpire anche lo spettatore che non sia appassionato del genere.</p>
<p><strong>Una serie che vi consiglio fortemente</strong> e che, personalmente, non vedo l&#8217;ora di scoprire come proseguirà.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Mindhunter</strong> ci svela l&#8217;origine dell&#8217;identificazione dei serial killer e la nascita del profiling per impedire crimini efferati. Una serie da non perdere!</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.5]</h2>
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