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	<title>Rintaro - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>La mia vita a 24 fotogrammi al secondo &#8211; La storia di Rintaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 08:00:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/La-mia-vita-a-24-fotogrammi-al-secondo-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/La-mia-vita-a-24-fotogrammi-al-secondo-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/La-mia-vita-a-24-fotogrammi-al-secondo-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/La-mia-vita-a-24-fotogrammi-al-secondo-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/La-mia-vita-a-24-fotogrammi-al-secondo-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/La-mia-vita-a-24-fotogrammi-al-secondo.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Credo che un grande numero di lettrici e lettori di Nerdando siano, tra le varie sfumature Nerd, appassionate ed appassionati di animazione giapponese. Forse alcuni, che si sono avvicinati da poco a questo mondo o con le opere più recenti, non sapranno che la storia dell’animazione giapponese inizia quasi 70 anni fa, alla fine [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Credo che un grande numero di lettrici e lettori di Nerdando siano, tra le varie sfumature Nerd, appassionate ed appassionati di <strong>animazione giapponese</strong>. Forse alcuni, che si sono avvicinati da poco a questo mondo o con le opere più recenti, non sapranno che la storia dell’animazione giapponese inizia quasi 70 anni fa, alla fine degli anni ‘50, con il film <em><strong>La leggenda del serpente bianco</strong></em>, che ha cambiato la vita di molti, per vari motivi. Ed è qui che cambia anche la vita di <strong>Shigeyuki</strong> <strong>Hayashi</strong>, noto ai più con il nome d’arte <strong>Rintaro</strong>, che racconta la sua vita in questo fumetto autobiografico e che ci regala una visione intima e profonda della sua storia, intrecciata con quella dell’animazione giapponese, in una ottima edizione targata <strong>Bao</strong>, che ringrazio caldamente per averci inviato una copia de <em><strong>La mia vita a 24 fotogrammi al secondo</strong></em> per questa recensione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<h2>Trama</h2>
<p><strong>Giappone, 1941</strong>. La seconda guerra mondiale dilaga e Rintaro si reca in campagna per sfuggire ai bombardamenti assieme alla madre e al fratello. Il padre, qualche anno dopo, si ricongiunge a loro una volta terminata la sua parentesi da militare, e da quel momento in poi inizia a introdurre un giovanissimo Rintaro <strong>al mondo del cinema</strong>, sua vecchia passione mai scemata nonostante i drammi della guerra. Da qui nasce un’incredibile infatuazione che spinge Rintaro a interessarsi sempre di più al mondo del cinema, soprattutto in seguito al suo ritorno a Tokyo e alla sua giovinezza passata guardando i film che hanno scolpito il mondo del cinema come <em><strong>Riso Amaro</strong></em>, disegnando e sognando di trovare il suo posto nel mondo dell’arte visiva. Rintaro prova a inviare una sua sceneggiatura a un editore, venendo rifiutato, ma la vera svolta avviene nel momento in cui decide di rispondere a un annuncio per lo studio <strong>Toei</strong> &#8211; uno degli studi di animazione più importanti del Giappone &#8211; per partecipare alla creazione del primo film di animazione di sempre, <em>La leggenda del serpente bianco</em>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’inizio dell’attività nel mondo del cinema e il conseguente incontro con molte personalità di spicco ha il suo culmine con l’inizio della collaborazione con <strong>Osamu Tezuka</strong>, creatore di <em><strong>Astro Boy</strong></em>, che stava creando il suo studio di animazione (<strong>Mushi Production</strong>) per la creazione di quello che sarebbe stato <strong>il primo vero e proprio anime</strong>, ossia la serie di Astro Boy.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/24-fotogrammi-2.png"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-65617 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/24-fotogrammi-2.png" alt="La mia vita a 24 fotogrammi al secondo" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/24-fotogrammi-2.png 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/24-fotogrammi-2-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/24-fotogrammi-2-1024x576.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/07/24-fotogrammi-2-768x432.png 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Da qui si apre un mondo per Rintaro, che è un vero e proprio <strong>pioniere</strong>, che continua a sperimentare e a creare, arrivando a essere il regista di opere di un’importanza fondamentale come <em><strong>Capitan Harlock</strong></em> e <em><strong>Galaxy Express 999</strong></em>, per giungere al culmine creativo (e tecnologico) rappresentato da <strong><em>Metropolis</em>,</strong> opera realizzata proprio da <strong>Osamu Tezuka</strong> (venuto a mancare nel mentre) e realizzata con la sceneggiatura a cura di <strong>Katsuhiro Otomo</strong>, creatore di altri mostri sacri del calibro di <em><strong>Akira</strong></em>.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’uscita di <em>Metropolis</em> nel <strong>2001</strong> rappresenta la <strong>chiusura di un cerchio</strong> per Rintaro, che ci racconta la sua vita, le luci e le ombre che lo hanno seguito in un percorso tortuoso ma con una incredibile passione a guidare i suoi passi, anche nei momenti più complessi.</p>
<h2>Stile</h2>
<p><em><strong>La mia vita a 24 fotogrammi al secondo</strong></em> ci accompagna in tanti attimi della vita di Rintaro, alternando spaccati quotidiani, raccontati con affetto e ironia, a momenti più tecnici dove ci vengono raccontati i meccanismi della produzione dell’animazione, la sua evoluzione e anche qualche episodio divertente vissuto nello studio assieme ai colleghi. Questo fumetto è una grande <strong>lettera d’amore</strong> al padre, a Osamu Tezuka e a tutte le persone che hanno accompagnato Rintaro nel corso della sua vita e della sua crescita personale e professionale.</p>
<p>Lo <strong>stile di disegno</strong> è <strong>semplice ma efficace</strong>; qui non siamo certo nell’ambito di un character design da classico manga, bensì in un’ottica più realistica e minimale in alcuni frangenti. Del resto, qui il disegno è veramente al servizio della narrazione dei momenti più importanti della vita dell’autore &#8211; e in alcuni passaggi il testo è anche abbondante, ma sempre scorrevole.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Rintaro <strong>non esagera mai con sentimentalismi</strong> e non cerca di emozionare chi legge in maniera artificiosa, ma è un vero racconto che potremmo immaginare di ascoltare seduti in un <strong>jazz cafe di Tokyo</strong>, di quelli dove si fuma ancora, mentre il Maestro Rintaro si avventura nei suoi ricordi e ci racconta di come è stato una di quelle persone che hanno reso l’animazione giapponese ciò che è oggi.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p><em>La mia vita a 24 fotogrammi al secondo</em> ci viene proposto da Bao con <strong>un&#8217;edizione grande</strong>, formato <strong>A4</strong>, che dà luce e spazio alle tavole che, pur non essendo il punto focale di questa opera, ci fanno viaggiare in un mondo fatto di musica, film, sigarette e persone importanti. Il <strong>cartonato</strong> è ottimamente realizzato e si tratta sicuramente di un volume di pregio da inserire in libreria. Il prezzo consigliato è di 27,00€.</p>
<p>Consiglio questo fumetto a <strong>chiunque ami l’animazione giapponese</strong>, specie quella “originale”, perché si tratta di un ottimo modo per scoprire retroscena e aneddoti dietro ad alcuni titoli che hanno costituito la colonna portante dell’animazione giapponese. Ed è anche un ottimo modo per riscoprire dei grandi classici, che forse oggi vediamo in maniera un po’ diversa, ma che rappresentano comunque un momento fondamentale da non ignorare.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>La mia vita a 24 fotogrammi al secondo</strong></em> ci porta alla scoperta della <strong>storia personale e professionale</strong> di <strong>Rintaro</strong>, leggendario regista dell&#8217;animazione giapponese.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_azzurro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41545" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/giando_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2026/07/20/la-mia-vita-a-24-fotogrammi-al-secondo-la-storia-di-rintaro/">La mia vita a 24 fotogrammi al secondo &#8211; La storia di Rintaro</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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