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	<title>Ray Bradbury - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Le novità 2024 di Tunué &#8211; Cosa ci aspetta nei prossimi mesi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jan 2024 14:35:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/01/Tunue-1024x575.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/01/Tunue-300x169.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Tunué novità 2023" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/01/Tunue-300x169.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/01/Tunue-1024x575.png 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/01/Tunue-768x431.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2023/01/Tunue.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>La conferenza stampa Come ogni anno, Tunué ha organizzato il consueto incontro riservato alla stampa di settore per presentare le novità editoriali in arrivo. Quello appena iniziato è un anno importante per l&#8217;editore, che festeggerà infatti il 20° anniversario. Vista la felice ricorrenza, Tunué ha deciso di fare le cose in grande e ci ha [&#8230;]</p>
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<h2>La conferenza stampa</h2>
<p>Come ogni anno, Tunué ha organizzato il consueto incontro riservato alla stampa di settore per presentare le novità editoriali in arrivo. Quello appena iniziato è un anno importante per l&#8217;editore, che festeggerà infatti il <strong>20° anniversario</strong>.<br />
Vista la felice ricorrenza, <strong>Tunué</strong> ha deciso di fare le cose in grande e ci ha svelato alcune ghiotte novità 2024 che non vediamo l&#8217;ora di sfogliare!</p>
<h2>Prima metà dell&#8217;anno</h2>
<p>I primi sei mesi del 2024 vedranno attesissimi ritorni e novità assolute.<br />
Tra i primi, senza dubbio è <strong><em>Avatar: The Last Airbender</em></strong>, una delle serie a fumetti più seguite del periodo. I fumetti seguono le vicende della serie TV disponibile su Netflix, di cui a febbraio uscirà l&#8217;atteso live action, in concomitanza con una pubblicazione Tunué.<br />
A partire da marzo, inoltre, l&#8217;editore italiano inizierà anche la <strong>pubblicazione dei romanzi</strong> in una versione che, avendo potuto vedere in anteprima, posso assicurarvi che sarà incredibile!</p>
<p>Venendo ai titoli che hanno già una data di pubblicazione definita, il 23 gennaio uscirà <strong><em>Ballata per Sophie</em></strong>, già vincitore di numerosi premi e candidato a 4 Eisner. La storia tratteggiata da <strong>Filipe Melo</strong> e <strong>Juan Cavia</strong> è perfetta per chi ama le storie di musica ma anche per chi è affascinato semplicemente dal raccontare storie ed è già stata opzionata per trarne una serie TV.</p>
<p>A febbraio arriveranno invece <em><strong>Chaplin &#8211; Il principe di Hollywood</strong></em>, appassionata e accurata biografia di uno dei pilastri del cinema mondiale e <strong><em>Nuove ribelli</em></strong>, che racconta le vicende di sei ragazze dei nostri tempi che hanno saputo dare un indiscutibile impatto positivo sul mondo.</p>
<p>A marzo sarà la volta di un graditissimo ritorno grazie alla pubblicazione del secondo volume di <strong><em>Le Elle</em></strong>, amatissima graphic novel di grande successo in Francia e in Italia. Il terzo mese dell&#8217;anno segnerà anche l&#8217;avvio delle pubblicazioni di <strong>Sonic</strong>: l&#8217;icona del mondo videoludico è pronta a sbarcare anche sulla carta stampata e lo farà in grande stile, con un numero 0 che sarà disponibile in doppia versione, una delle quali in distribuzione gratuita.</p>
<p>Tra le novità da non perdere durante la prima metà dell&#8217;anno, si fanno notare <strong><em>Nowhere Girl</em></strong>, opera sul disagio di adattarsi a nuovi contesti superato attraverso la musica, e <strong><em>Land of the Dead</em></strong>, fumetto che spiega a fondo il mondo della narrazione e i suoi meccanismi. Tra le novità nostrane spicca <em><strong>Nemici del popolo</strong></em>, ideale terzo capitolo della trilogia di <strong>Emiliano Pagani</strong> sulla condizione attuale della società.<br />
Arriveranno poi <strong><em>Diario</em></strong>, corposissimo volume unico (circa 850 pagine) che racconta il diario dell&#8217;omosessuale <strong>Fabrice Neaud</strong> e <strong><em>La lunga discesa</em></strong>, adattamento a fumetti dell&#8217;omonimo bestseller in cui una discesa in ascensore, interamente narrata in poesia, si fa metafora di una riflessione sulla vita e sull&#8217;interiorità.</p>
<p>Tra le conferme, la prima metà dell&#8217;anno vedrà inoltre il ritorno di <strong><em>Miti del Nord</em></strong> di <strong>Neil Gaiman</strong> (del primo volume avevamo parlato <a href="https://nerdando.com/2023/11/07/miti-del-nord-lepica-a-fumetti-secondo-neil-gaiman/">qui</a>), <strong><em>Le Sorelle Gremillet</em></strong> con il nuovo capitolo dal titolo <em>Il camoscio e la cometa</em>, <strong><em>The Book of Clash</em></strong> a firma di <strong>Gene Luen Yang</strong>, <strong><em>Fangirl</em></strong> e il fenomeno <strong>Peratoons</strong>.</p>
<h2>Seconda metà dell&#8217;anno</h2>
<p>Manca ancora molto ai mesi estivi e autunnali ma Tunué ci ha comunque concesso uno sguardo più in là, rivelandoci alcuni dei titoli che potremo leggere nel corso dell&#8217;anno.<br />
In occasione del 25° anniversario del brand, <strong>Spongebob</strong> sbarca su carta stampata e Tunué si occuperà della pubblicazione dei suoi fumetti nel nostro Paese.</p>
<p>Come sempre a giugno, per il mese del Pride, l&#8217;editore proporrà titoli ad hoc: quest&#8217;anno la scelta è ricaduta su <strong><em>Toutes le Princesses Meurent Apres Minuit</em></strong>. Ma l&#8217;estate ci introdurrà anche a <em>masterpiece</em> come <em><strong>Barbe Bleue</strong></em> di <strong>Amelie Nothomb</strong> e l&#8217;adattamento a fumetti di <em><strong>Farenheit 451</strong></em>, nella versione approvata da Ray Bradbury.<br />
Arriveranno inoltre <strong><em>Nettoyage a sec</em></strong> di <strong>Joris Mertens</strong> e <strong><em>Feeding Ghosts</em></strong> di <strong>Tessa Hulls</strong>, oltre che gli affezionati <strong>Jéremie Moreau</strong> con <strong><em>Il discorso della pantera</em></strong> e <strong>Paco Roca</strong> con <strong><em>El abismo del Olvido</em></strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda le produzioni italiane, la seconda parte dell&#8217;anno ci permetterà di leggere racconti appassionati e particolari. Sono previsti <strong><em>Buster Keaton</em></strong> di <strong>Andrea Fontana</strong> e <strong>Ilaria Palleschi</strong>, <strong><em>La lunga infanzia</em></strong> di <strong>Giovanni De Feo</strong> e <strong>Sara Forbicini</strong> e il particolarissimo <strong><em>Il limite del mondo</em></strong> di <strong>Francesco Memo</strong> e <strong>Barbara Borlini</strong>.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>Ai confini della realtà: che cos&#8217;è e perché è un cult</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/07/08/ai-confini-della-realta-che-cose-e-perche-e-un-cult/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 12:46:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur C. Clarke]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/Ai-confini-della-realtà.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/Ai-confini-della-realtà-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Ai confini della realtà" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/Ai-confini-della-realtà-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/Ai-confini-della-realtà-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/Ai-confini-della-realtà.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/Ai-confini-della-realtà-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ai confini della realtà Fan della fantascienza distopica, a rapporto! Perché oggi parliamo di un autentico cult di questo genere a livello televisivo. Molto prima di Black Mirror e delle sue inquietudini, infatti, c&#8217;era Ai confini della realtà (in originale The Twilight Zone), serie antologica creata da un certo Rod Serling nel 1959. Proprio in [&#8230;]</p>
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<h2>Ai confini della realtà</h2>
<p>Fan della fantascienza distopica, a rapporto! Perché oggi parliamo di un autentico cult di questo genere a livello televisivo.<br />
Molto prima di <a href="https://nerdando.com/2016/12/28/black-mirror-lo-specchio-oscuro-dei-nostri-tempi/"><em>Black Mirror</em></a> e delle sue inquietudini, infatti, c&#8217;era <strong><em>Ai confini della realtà</em></strong> (in originale <em>The Twilight Zone</em>), serie antologica creata da un certo <strong>Rod Serling</strong> nel 1959.<br />
Proprio in questi giorni, abbiamo avuto l&#8217;occasione di leggere <a href="https://nerdando.com/2020/07/07/ai-confini-della-realta-la-vita-di-rod-serling-come-nasce-un-mito/"><strong><em>Ai confini della realtà &#8211; La vita di Rod Serling</em></strong></a>, biografia a fumetti dell&#8217;autore pubblicata in Italia da <strong>Edizioni BD</strong>; la lettura ci ha permesso di scoprire che ci sono diverse persone che, al nominare <em>Ai confini della realtà</em>, non ha idea di cosa stiamo parlando: quale occasione migliore, allora, per fare il punto della situazione, considerato anche che è in corso negli Stati Uniti una nuova stagione proprio in questo periodo?</p>
<p><em>Ai confini della realtà</em> aveva la capacità di trasmetterci inquietudine raccontando in chiave paradossale e fantastica la quotidianità e la contemporaneità. Ciascun episodio era introdotto dallo stesso Rod Serling e la prima stagione vantava un&#8217;<em>equipe</em> di autori formata da grandi nomi della fantascienza mondiale (<strong>Ray Bradbury, Richard Matheson, Charles Beaumont</strong>). Marchio di fabbrica erano i celeberrimi <em>switching endings</em>, finali in cui la prospettiva veniva ribaltata in un colpo di scena capace di lasciarci di stucco ogni volta.</p>
<h2>La serie classica</h2>
<p>Il 2 ottobre 1959 la <strong>CBS</strong> scommette su una serie antologica creata da Rod Serling dal titolo <em>Ai confini della realtà</em>. Si tratta di un prodotto insolito, che punta sull&#8217;inquietudine e su una grande attenzione produttiva. Fin dall&#8217;episodio pilota, <em>Where&#8217;s Everybody?</em>, la critica apprezza il progetto ma l&#8217;accoglienza del pubblico si dimostra invece decisamente tiepida.<br />
Col progredire degli episodi, in totale 36 (tutti scritti da Serling, Matheson e Beaumont), tuttavia il successo cresce a dismisura, iniziando ad attirare l&#8217;attenzione generale su <em>Ai confini della realtà</em>.</p>
<p>Nonostante un cambio al vertice in CBS (con il nuovo direttore decisamente ostile al programma, che giudica troppo inutilmente costoso), l&#8217;arrivo di un nuovo grosso sponsor (Colgate-Palmolive) porta alla distribuzione di una <strong>seconda stagione</strong> nel 1960, stavolta composta da 29 episodi.<br />
A partire da questa stagione, sono sempre di più gli attori famosi ad apparire nel corso delle puntate.</p>
<p>La terza stagione, prodotta nel 1961 e composta da 37 episodi, vede una progressiva diminuzione del coinvolgimento diretto di Serling nelle sceneggiature e la prima a firma di <strong>Ray Bradbury</strong> (<strong><em>Ode al corpo elettrico</em></strong>). Due degli episodi di questa stagione sarebbero stati reinterpretati nel film omaggio prodotto negli anni Ottanta.</p>
<p>Nel 1963 arriva una <strong>quarta stagione</strong> da 18 episodi e nel 1964 la quinta e conclusiva, composta da 36 episodi. La quarta è di fatto la stagione più travagliata e quella che segna, di fatto, il naufragio del progetto. Tra le ragioni del declino, i numerosi problemi personali degli autori e l&#8217;infelice decisione della rete di aumentare a un&#8217;ora la durata dei singoli episodi (successivamente, infatti, si tornerà al consueto minutaggio); la quarta stagione inaugura però anche la nuova sigla dello show, che sarà poi ripresa nel film.</p>
<h2> Gli anni Ottanta</h2>
<p>Dopo circa vent&#8217;anni da <em>Ai confini della realtà</em>, il solco tracciato da Rod Serling sembra pronto a essere seminato nuovamente.<br />
Nel 1983 i registi <strong>Steven Spielberg, John Landis, Joe Dante e George Miller</strong> rendono omaggio alla serie classica dirigendo <strong><em>Ai confini della realtà</em></strong>, lungometraggio in quattro episodi, ciascuno diretto da uno degli artisti. A parte il primo episodio, che è originale, gli altri tre sono rifacimenti di episodi della serie anni Sessanta. Il film, inoltre, è tristemente famoso per un <strong>terribile incidente sul set </strong>ed è ricordato tra le <a href="https://nerdando.com/2019/10/23/nerdandosu-halloween-i-film-maledetti-della-storia-del-cinema/">pellicole maledette</a> della storia del cinema.</p>
<p>Sulla scia del successo del film, tra il 1985 e il 1989 viene girata <strong>una nuova serie</strong> di <em>Ai confini della realtà</em>, composta da tre stagioni (la prima composta da ben 59 episodi, la seconda da 21 e la terza da 30).<br />
La nuova <em>Ai confini della realtà</em> è scritta da autori cresciuti nel mito della serie classica e diretta da registi di tutto rispetto (tra cui <strong>Wes Craven</strong> e <strong>William Friedkin</strong>).<br />
Anche questa volta, sono molti i volti famosi del cinema a prendere parte agli episodi, molti dei quali sono tratti dai lavori di<strong> Stephen King, Ray Bradbury, Arthur C. Clarke</strong>. Non mancano, inoltre, remake di episodi cult della serie classica.</p>
<h2>Gli anni Duemila</h2>
<p>Passano altri vent&#8217;anni e nel 2002 il mondo sembra avere ancora fame di <em>Ai confini della realtà</em>. Stavolta vengono prodotti 44 episodi, tutti introdotti dall&#8217;attore <strong>Forest Whitaker</strong>. Anche in questo caso, la serie alterna remake di episodi classici a storie originali ma i fasti degli anni Sessanta sembrano ormai uno sbiadito ricordo e <em>Ai confini della realtà</em> viene chiusa a causa dei bassi ascolti.</p>
<h2>Il revival attuale</h2>
<p>La cadenza ciclica di vent&#8217;anni in vent&#8217;anni sembra caratterizzare la storia di <em>Ai confini della realtà</em> perché nel 2019 è <strong>CBS</strong> a produrre una nuova versione del cult. Stavolta il presentatore è <strong>Jordan Peele</strong> e viene realizzata una prima stagione da 10 episodi, tuttora inedita in Italia, che ancora una volta alterna trame originali a remake di vecchi episodi. È già stata annunciata una seconda stagione, di prossima realizzazione.</p>
<h2>L&#8217;eredità culturale</h2>
<p><strong><em>Ai confini della realtà</em></strong> ha profondamente influenzato l&#8217;immaginario collettivo a venire e non solo per quanto riguarda l&#8217;ambito televisivo: citazioni e riferimenti agli episodi cult sono riscontrabili in tutti i media, dal cinema alla TV, dal fumetto alla letteratura, passando per la musica e l&#8217;animazione e i videogiochi.<br />
Senza contare che serie come <em>Black Mirror</em> devono sicuramente moltissimi ad <em>Ai confini della realtà</em>, tanto nelle tematiche quanto nello stile narrativo.</p>
<p>Il materiale prodotto nel corso degli anni da <em>Ai confini della realtà</em> è vastissimo: se un recupero completo può essere pesante, <strong>io vi consiglio di guardare almeno gli episodi più famosi e incisivi</strong> e di perdervi ancora una volta nella Zona del crepuscolo.</p>
<p>Ah, se ve lo state chiedendo: il titolo originale,<strong><em> The Twilight Zone</em></strong>, viene dal linguaggio dell&#8217;aviazione. La zona del crepuscolo, infatti, indica la fase dell&#8217;atterraggio di un aereo in cui la linea dell&#8217;orizzonte scompare alla vista per un brevissimo istante, lasciando il pilota privo di punti di riferimento. Proprio come succede allo spettatore nel finale degli episodi della serie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2020/07/08/ai-confini-della-realta-che-cose-e-perche-e-un-cult/">Ai confini della realtà: che cos&#8217;è e perché è un cult</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Shadow Show: omaggio a fumetti a Ray Bradbury</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/01/30/shadow-show-omaggio-fumetti-ray-bradbury/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia "Clack" Falcone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 13:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/Shadow-Show.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/Shadow-Show-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Ray Bradbury" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/Shadow-Show-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/Shadow-Show-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/Shadow-Show-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/01/Shadow-Show.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Sono sempre stata un&#8217;appassionata di fantascienza e, come è prevedibile, conosco ovviamente la &#8220;sacra triade&#8221; di autori formata da Isaac Asimov, Philip K. Dick e Ray Bradbury (con una predilezione, lo ammetto, per gli ultimi due). Naturale, quindi, che un progetto come Shadow Show attirasse la mia attenzione. Di cosa si tratta? Shadow Show [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Sono sempre stata un&#8217;appassionata di <strong>fantascienza</strong> e, come è prevedibile, conosco ovviamente la &#8220;sacra triade&#8221; di autori formata da <strong>Isaac Asimov, Philip K. Dick e Ray Bradbury</strong> (con una predilezione, lo ammetto, per gli ultimi due).</p>
<p>Naturale, quindi, che un progetto come <strong>Shadow Show</strong> attirasse la mia attenzione. Di cosa si tratta? Shadow Show è un affettuoso <strong>omaggio a fumetti a Ray Bradbury</strong> e al suo immaginario, realizzata da autori diversi per stili e tematiche ma uniti dall&#8217;ammirazione per lo scrittore americano.</p>
<p>La <strong>raccolta antologica</strong>, composta da 9 racconti, è portata in Italia da <strong>NPE &#8211; Nicola Pesce Editore</strong>, che ci ha abituati a progetti editoriali originali, ambiziosi e curati e, anche in questa occasione, non ha certo fatto eccezione. Il volume si presenta in un&#8217;elegante edizione in formato cartonato, interamente a colori e impreziosita, tra un racconto e l&#8217;altro dalle stupende illustrazioni di <strong>Shane Pierce</strong>.</p>
<p>A firmare i racconti, tutti ispirati all&#8217;immaginario di Bradbury, sono <strong>importanti penne della narrativa e del fumetto</strong>, che hanno voluto rendere omaggio al celebre autore di fantascienza a cinque anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2012.</p>
<p>Mi sono avvicinata a Shadow Show con aspettative altissime e sono felice di poter dire che sono state ampiamente ripagate: l&#8217;antologia è stata per me una lettura <strong>estremamente piacevole</strong> e, a tratti, commovente. Merito degli autori, che hanno saputo dare vita a storie vibranti che, pur profondamente differenti tra loro, trasudano amore per le pagine scritte da Bradbury. Ogni racconto è illustrato da disegnatori differenti: i tratti così particolari e diversi si armonizzano, però, all&#8217;atmosfera specifica dei singoli racconti e danno vita ad un insieme eterogeneo ma non confusionario.</p>
<h2>Ray Bradbury</h2>
<p>Parliamo di un autore celeberrimo ma, per chi magari non avesse ancora mai avuto modo di imbattersi ed apprezzare le sue opere, mi sembra giusto inserire qualche informazione per inquadrare il personaggio letterario.</p>
<p><strong>Ray Bradbury</strong> nasce a Waukegan (Illinois) nel 1920 e muore a Los Angeles nel 2012: in mezzo a queste date c&#8217;è una vita dedicata alla scrittura, nel corso della quale l&#8217;autore è diventato uno dei principali innovatori della fantascienza.</p>
<p>La sua fama è indissolubilmente legata a <strong>Cronache marziane</strong>, antologia del 1950 e a <strong>Fahrenheit 451</strong>, romanzo del 1953, trasposto su grande schermo da <strong>François Truffaut</strong> nel 1966. Ma sono moltissimi i libri scritti da Bradbury, tra romanzi e antologie e meritano di essere ricordate anche le incursioni come sceneggiatore cinematografico, in particolare del <strong>Moby Dick</strong> diretto da <strong>John Houston</strong> e della serie <strong>Ai confini della realtà</strong>.</p>
<p>Il suo grande amore per <strong>Marte</strong> è stato omaggiato proprio nell&#8217;anno della sua scomparsa, il 2012, dalla <strong>NASA</strong>, che gli ha intitolato l&#8217;area di atterraggio della sonda <strong>Curiosity</strong> sul pianeta rosso.</p>
<h2>Shadow Show</h2>
<p>Non impallidisce, di fronte all&#8217;omaggio tributato dalla NASA, <strong>Shadow Show</strong>, tributo letterario che fonde fumetto, fantascienza e ammirazione.</p>
<p>A comporre la raccolta sono il nostalgico &#8220;<strong>La riva del lago Champlain</strong>&#8221; di Joe Hill, l&#8217;intenso &#8220;<strong>L&#8217;uomo che dimenticò Ray Bradbury</strong>&#8221; di Neil Gaiman, il malinconico &#8220;<strong>A ritroso a Siviglia</strong>&#8221; di Audrey Niffenegger, lo spiazzante &#8220;<strong>Immortale!</strong>&#8221; di Sam Weller, il visionario &#8220;<strong>Estenuazione</strong>&#8220;, l&#8217;unico racconto non a fumetti, di Harlan Ellison, l&#8217;inquietante &#8220;<strong>Chi bussa?</strong>&#8221; di Dave Eggers, il caustico &#8220;<strong>Terra (negozio di souvenir)</strong>&#8221; di Charles Yu, lo struggente &#8220;<strong>Altenmoor, dove i cani ballano</strong>&#8221; di Mort Castle e l&#8217;introspettivo &#8220;<strong>Intuizione</strong>&#8221; di Alice Hoffman.</p>
<p>Racconti diversi, illustrati con uno stile personale, che ci regalano una <strong>lettura emozionante</strong> ed un estratto dello stile e delle tematiche di Ray Bradbury.</p>
<p><strong>Shoadow Show</strong>, in edizione cartonata con sovracoperta ed interamente a colori, è costituito da 128 pagine ed è disponibile dal 15 gennaio 2018 al prezzo di 19.90€.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Shadow Show</strong> è un affettuoso ed emozionante omaggio ad un grande nome della fantascienza come quello di <strong>Ray Bradbury</strong>. Nove, ispiratissimi, racconti ad opera di grandi nomi del fumetto e della narrativa, arricchiti da stupendi disegni. Non può mancare nella vostra libreria!</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.5]</h2>
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		<title>Fantasy o fantascienza: cosa preferisci?</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/07/27/fantasy-o-fantascienza-cosa-preferisci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco "FrankieDedo" Del Dotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 12:00:35 +0000</pubDate>
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<p>Fra le domande che l&#8217;uomo si è posto nel corso della storia ce n&#8217;è una che trascende anche i dilemmi più ostici. &#8220;Da dove veniamo?&#8221; Bazzecole. &#8220;Chi siamo?&#8221; Stupidaggini. &#8220;È più forte Hulk o la Cosa?&#8221; Quasi. Una domanda che tutti, nerd o meno, prima o poi si sentono fare: preferisci il fantasy o la [&#8230;]</p>
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<p>Fra le domande che l&#8217;uomo si è posto nel corso della storia ce n&#8217;è una che trascende anche i dilemmi più ostici.</p>
<p>&#8220;Da dove veniamo?&#8221; Bazzecole.</p>
<p>&#8220;Chi siamo?&#8221; Stupidaggini.</p>
<p>&#8220;È più forte <strong>Hulk</strong> o la <strong>Cosa</strong>?&#8221; Quasi.</p>
<p>Una domanda che tutti, nerd o meno, prima o poi si sentono fare: preferisci il fantasy o la fantascienza? Ecco le nostre risposte! &#8230;E comunque è più forte <strong>Hulk</strong>, ovviamente.</p>
<h3>Giakimo</h3>
<p>Volevo dire fantascienza perché trovo il fantasy un po&#8217; limitato come genere, tra immaginario finto-medievale, draghi, elfi, quest e magia, però poi riflettendo ho realizzato che mi piacciono alla follia poche cose di fantascienza dura e pura, mentre mi piacciono tantissimo diverse opera fantasy.</p>
<p>Non necessariamente robe famose o di altissima qualità, intendiamoci, ma abbastanza per farmi propendere dalla parte del fantasy (per chi fosse interessato, mi riferisco principalmente a <strong>Tolkien</strong>, <strong>Conan il Barbaro</strong>, <strong>Dragonero</strong>, <strong>Discworld</strong>, <strong>Sandman</strong>, <strong>Thor</strong> e la mitologia classica).</p>
<p>E in fondo anche<strong> Star Wars</strong> non è che un fantasy con qualche elemento di fantascienza no?</p>
<h3>Zeno2k</h3>
<p>Come fare a scegliere tra due facce della stessa medaglia?</p>
<p>Amo alla follia entrambi, per ragioni che solo apparentemente sembrano molto diverse ma che in comune hanno il bisogno, la voglia e la speranza di credere che un mondo diverso sia possibile.</p>
<p>Amo il fantasy per tutto ciò che regala l&#8217;ambientazione: gli avventurieri e le loro le gesta eroiche, i mostri impossibili da sconfiggere, castelli e labirinti misteriosi, i draghi, gli eserciti di non morti con il loro incedere incessante.</p>
<p>Amo la fantascienza perché credo fermamente che lo spirito di scoperta e la curiosità facciano parte della natura umana e se non avessimo (ancora) tanti limiti fisici nello spostarci tra le stelle, saremmo già lì a mettere il naso in altri mondi.</p>
<p>Se proprio devo scegliere uno solo dei due, però, opto per la fantascienza. Perlomeno per ragioni storiche: è la prima che ho conosciuto ed amato quando, da bambino, mi immaginavo far parte della <strong>Flotta Stellare</strong>, a bordo della <strong>Enterprise</strong>.</p>
<h3>Gattiveria</h3>
<p>Fantasy, tutta la vita.</p>
<p>Perché? Perché al terzo tentativo di guardare<strong> 2001 Odissea nello spazio</strong> mi sono addormentata di fronte allo sdegno più profondo di parenti ed amici.</p>
<p>Perché gli argomenti trattati dai romanzi, dai film e dalle serie tv legati alla fantascienza, PER ME, sono quasi tutti uguali.</p>
<p>Per quanto mi sono emozionata vedendo per la prima volta<strong> La Storia Infinita</strong>, o leggendo <strong>La pietra del vecchio pescatore</strong> di <strong>Pat O’Shea</strong>, sicuramente le opere che mi hanno introdotto a questo meraviglioso genere che è il fantasy.</p>
<p>Perché soffro di claustrofobia e le navi spaziali mi mettono ansia (a meno che non si tratti di una cabina blu che comunque dentro è enorme). Perché il fantasy, soprattutto quando si intreccia con la Storia, a mio modo di vedere, è la vera evasione.</p>
<h3>FrankieDedo</h3>
<p>Nel corso degli anni ho apprezzato tante produzioni fantasy da <strong>Tolkien</strong> a<strong> Harry Potter</strong>, passando per <strong>Elder Scrolls</strong>. Ciò che mi ha affascinato però non era tanto l&#8217;ambientazione o il genere, quanto la narrazione o l&#8217;impostazione della storia e dei mondi.</p>
<p><strong>Star Wars</strong>, sicuramente la mia più grande passione, è un caso a parte. Forse il perfetto incontro di questi due generi dove ciò che non è, di fatto, magico è qualcosa di tecnologico, che caratterizza in modo forte l&#8217;ambientazione di questo universo.</p>
<p>Purtroppo il fantasy si riconduce, nel mio immaginario, a un universo spesso arcaico o medievale, tempi in cui ci si scontrava sbatacchiando barre di metallo l&#8217;un con l&#8217;altra o in cui bisognava spostarsi a dorso di cavallo, in cui l&#8217;ignoto è tale perché non ci sono i mezzi per esplorarlo o perché tale è per natura. La natura dell&#8217;elemento magico (o comunque fantastico) resta occulta per definizione, giustamente, ma è lì che il fantasy va a cozzare contro di me.</p>
<p>Spesso invece la fantascienza porta degli spunti che sento molto forti: l&#8217;esplorazione spaziale, le tecnologie futuristiche come l&#8217;intelligenza artificiale o i viaggi interstellari, le interazioni con razze aliene.</p>
<p>Tutte tematiche che <em>potrebbero </em>essere reali, se non adesso forse lo saranno un giorno. Ed è qui che sta la differenza per me. L&#8217;universo del fantasy non può esistere e non esisterà mai (e aggiungo: per fortuna!).</p>
<p>Quello che può essere teorizzato in un film, fumetto, libro o videogioco di fantascienza, invece, è qualcosa di possibile, magari non si realizzerà o non lo vedrò mai, ma è già successo che la fantasia ispirasse la realtà e questo continua e continuerà a succedere. Non sappiamo se potremo mai vedere uno <strong>Star Destroyer</strong> fluttuare sopra le nostre città o se potremo trasferire la nostra coscienza in una macchina, ma sappiamo che non è del tutto da escludere.</p>
<p>E questo dubbio di cui beneficiamo è uno sprono, per me e per l&#8217;essere umano, perché lo sci-fi ti dice che la fantasia può entrare nel mondo reale, ti dice che la fantasia unita alla tecnologia, e non la magia, da qualche parte ti possono anche portare.</p>
<p>Insomma, per farla breve lo vedo come uno scontro irrazionalità contro razionalità: bella la prima, ma non ci vivrei. Meglio la seconda.</p>
<h3>Clack</h3>
<p>Fantasy o fantascienza? Due mondi spesso messi a confronto ma in realtà, secondo me, profondamente diversi.</p>
<p>Pur amando entrambi i generi, devo confessare uno smisurato amore per la fantascienza che, posta di fronte ad una domanda così secca, mi porta a scegliere il secondo termine di paragone. Sono cresciuta con la collezione di <strong>Urania</strong> di mio padre, con i racconti di <strong>Philip K. Dick</strong>, <strong>Matheson</strong>, <strong>Brown</strong>, <strong>Orwell</strong>.</p>
<p>Ciò che amo della fantascienza è il suo essere verosimile, l&#8217;esplorazione del potenziale futuro della razza umana. L&#8217;unire l&#8217;evasione alla riflessione. Ed è questo il valore aggiunto che il fantasy, pur apprezzabillissimo, non può offrire.</p>
<h3>Tencar</h3>
<p>Come per ogni aspetto della mia esistenza, vado parecchio a periodi.</p>
<p>Il quesito di questa settimana mi prende piuttosto in contropiede, perché amo entrambi ma, se proprio devo scegliere, direi fantasy. Il perché? Lo trovo più epico, emozionante ed appagante rispetto alla fantascienza.</p>
<h3>Penny</h3>
<p>All&#8217;età di circa 8 anni, mentre l&#8217;influenza mi teneva bloccata a letto con la febbre alta, papà mi regalò &#8220;<strong>Fairy Oak</strong>&#8221; e fu grazie a quello (e al &#8220;<strong>Mago di Oz</strong>&#8220;) che mi appassionai al fantasy.</p>
<p>Seguirono anni di maratone del Signore degli Anelli in tv, di corse nei boschi fingendo di volare come una fata, di Winx e di pozioni fatte coi fiori e il fango in giardino, di libri e racconti ambientati nei boschi e tutto fu solo magia e stregoneria.</p>
<p>Finché un bel giorno, all&#8217;età di 16 anni, mi ritrovai davanti a &#8220;<strong>Star Wars</strong>&#8220;. Da lì in poi, solo fantascienza, scoprii &#8220;<strong>Doctor Who</strong>&#8221; e non volli più avere a che fare con semplici incantesimi, non così affascinanti quanto un caccia <strong>X-Wing</strong>. Poi lessi &#8220;<strong>Le cronache di Narnia</strong>&#8221; ed &#8220;<strong>Harry Potter</strong>&#8221; (un po&#8217; troppo tardi, lo so) e di nuovo cambiai bandiera. Eppure il richiamo della Forza era troppo forte per abbandonare la fantascienza, perciò mi gettai su <strong>Asimov</strong> e la sua &#8220;Guida&#8221; e ora della fine ho capito di amare entrambe in egual misura, anche se forse, sotto sotto, tutto l&#8217;alone di mistero che permea le saghe magiche mi affascina di più.</p>
<h3>jedi.lord</h3>
<p>Sembra la domanda della vita, ma non ho dubbi, per me fantascienza.</p>
<p>A partire dalle mie passioni di una vita fino a giungere alla mia formazione accademica, non potrebbe che essere così: futuro, futuribile purché, in qualche modo sia plausibile.</p>
<p>In tutta la mia vita la fantascienza è stata una compagna che non mi ha mai abbandonato in tutti gli aspetti delle mie passioni, dai fumetti ai videogiochi passando ovviamente per quintali e quintali di film.</p>
<p>Che poi parlare di fantascienza tout-court non è che sia semplice perché esistono una marea di sottogeneri e non è mica semplice averli esplorati tutti.<br />
Se mi chiedete qualche nome vi rispondo, istintivamente <strong>Ciclo della Fondazione</strong> di <strong>Asimov</strong>, <strong>Dune</strong>, <strong>Blade Runner</strong>, <strong>Mass Effect</strong>.</p>
<p>E ultimamente, se si tratta di opere che hanno come tema l&#8217;esplorazione dello spazio, preferisco la cosiddetta &#8220;Hard sci-fi&#8221;, ovvero quella che batte molto sul realismo. Si, tipo <strong>The Martian</strong> di <strong>Andy Weir</strong>, esatto.</p>
<p>E Star Wars? No, Star Wars no perché è chiaramente un fantasy epico ad ambientazione spaziale che tuttavia per me travarica i generi e ne ha uno tutto speciale nel mio cuore.</p>
<p>Per quanto riguarda il fantasy, credo di non sopportare più molto quello eccessivamente canonico e con troppa magia: sono più dalle parti delle <strong>Cronache del Ghiaccio e del Fuoco</strong>, o di un <strong>The Witcher</strong> per farvi capire, per quanto <strong>Il Signore degli Anelli</strong> sia ovviamente un enorme responsabile della mia condizione attuale di nerditudine senza speranza.</p>
<p>Quindi fantascienza uber alles e fantasy sì, ma responsabilmente.</p>
<h3>Wiwo</h3>
<p>Sebbene io fruisca volentieri sia del fantasy che della fantascienza, a domanda secca sulla mia preferenza per uno dei due risponderei fantasy.</p>
<p>Ho iniziato con<strong> La Storia Infinita</strong>, sono passata a <strong>Harry Potter</strong> (attraversando un periodo in cui ho riletto <strong>La Pietra Filosofale</strong> per una decina di volte di fila), ho poi scoperto <strong>Lo Hobbit</strong> e <strong>Il Signore degli Anelli</strong>, e ho capito che la mia via era segnata.</p>
<p>Ciò che mi piace del fantasy è la sconfinata capacità di immaginazione: non solo elfi, draghi e high fantasy vario, quindi, ma anche rielaborazioni di miti e leggende, altre dimensioni, metafore e ideali resi personaggio. Il fantasy permette di raccontare qualsiasi cosa proprio perché ha regole flessibili e, perché no, perfettamente ignorabili. <strong>Queste Oscure Materie</strong>, uno dei miei libri preferiti in assoluto, ne è un ottimo esempio: tratta temi importanti tramite immagini e personaggi indimenticabili.</p>
<p>La fantascienza mi piace più o meno per gli stessi motivi: è un modo diverso di raccontare una storia con dei temi che già conosciamo, che la rende più affascinante. In supporto alla mia preferenza per il fantasy, però, ho assai meno titoli fantascientifici da citare!</p>
<p>Fantasy o fantascienza che sia, se qualcuno ha consigli su letture o visioni interessanti, please share!</p>
<h3>LC</h3>
<p>Personalmente pendo di gran lunga verso il fantasy: che sia medievale alla <strong>D&amp;D</strong> o <strong>Tolkien</strong>, che sia ibrido come nei<strong> Final Fantasy</strong> dal <strong>VI</strong> in poi o futuristico come <strong>Star Wars</strong> (che sì, è un fantasy e anzi soprattutto nell&#8217;Episodio IV non fa altro che rimarcare il suo distacco dalla fantascienza).</p>
<p>Questo non vuol dire che la fantascienza non mi piaccia, solo che la vedo più adatta se accoppiata alla distopia e non sono venuto in contatto con molte opere di questo tipo che mi soddisfacessero.</p>
<h3>Morgana</h3>
<p>Fantasy. No, fantascienza. No, fantasy. No, fantascienza. No, fantasy, assolutamente. Ripensandoci&#8230; fantascienza. No, ma che dico, fantasy. No, dai, fantascienza. No, no, fantasy.<br />
No, niente, li amo entrambi e odio questa domanda.</p>
<p>E adesso, come sempre passiamo la linea ai nostri lettori che ci hanno risposto sul <a href="https://www.facebook.com/groups/nerdandocom/">Gruppo Facebook</a>!</p>
<h3>Gaetini Mauricedebevere Bandesdessinées</h3>
<p>Penso più il fantasy. Ci sono il<strong> Signore degli anelli</strong>, <strong>Narnia</strong> e <strong>La Storia Infinita</strong>&#8230; Mi piace per il fatto che ci siano creature fantastiche, magiche, magia, leggende e si ispirano comunque a vecchie credenze/miti.</p>
<h3>Ivan Zeta</h3>
<p>Ho letto TRE volte <strong>il Signore degli Anelli</strong>&#8230;DUE<strong> lo Hobbit</strong> e chili di altri libri fantasy&#8230;.ma ho visto (partendo dai 12 anni fino agli attuali 35) 44 volte <strong>Alien</strong> e<strong> Aliens &#8211; Scontro Finale</strong> e questo dice tutto sulle mie preferenze.</p>
<h3>Massimiliano Sabatelli</h3>
<p>Fantascienza tutta la vita perché, per citare <strong>Ray Bradbury</strong>, &#8220;Le fantasie sono cose che non possono accadere, la fantascienza è fatta di cose che possono accadere.&#8221; Non c&#8217;è pagina di <strong>Asimov</strong> dove non abbia pensato &#8220;se solo non fossi nato così presto, avrei potuto esserci!!!&#8221;.</p>
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