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	<title>Prometheus: Fire and Stone - Nerdando</title>
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		<title>Prometheus: Fire and Stone Omega &#8211; Il finale del crossover</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/10/16/prometheus-fire-and-stone-omega-il-finale-del-crossover/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Agustin Alessio]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/po.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/po-300x180.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/po-300x180.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/po-768x461.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/po-450x270.png 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/po.png 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>Recensione</h2>
<p>E così, anche questo maxi evento è giunto al termine.</p>
<p>Sto parlando, come si evince dal titolo, di <strong>Fire and Stone</strong>, il primo, grande crossover fumettistico che ha coinvolto tutti i franchise afferenti all&#8217;<strong>universo Alien</strong>, che si prefiggeva per la prima volta di riunirli tutti in modo coerente e comprensivo.</p>
<p>A ciascun sotto-universo è stata riservata una mini-serie, con uno scrittore ed un disegnatore dedicato e di ciascuno di essi abbiamo diffusamente parlato qui su Nerdando.com.</p>
<p>In caso vi siate persi le puntate precedenti, qui trovate gli articoli relativi rispettivamente a <a href="https://nerdando.com/2017/04/08/prometheus-fire-and-stone-un-crossover-nelluniverso-di-alien/">Prometheus</a>, <a href="https://nerdando.com/2017/05/10/aliens-fire-and-stone-lanello-mancante/">Aliens</a>, <a href="https://nerdando.com/2017/06/20/alien-vs-predator-fire-and-stone-il-terzo-incomodo/">Alien vs. Predator.</a></p>
<p>Ora, bando alle ciance, è arrivato il momento di andare a vedere come tutto si conclude e se <strong>Dark Horse</strong> e i team dedicati siano riusciti in un&#8217;impresa ardua, perché si tratta comunque di brand diversi tra loro, che hanno avuto vite piuttosto diverse al cinema e sugli altri mezzi di intrattenimento, seppur con felici incontri di tanto in tanto (non ultimo il bellissimo videogioco Alien vs. Predator dei primi anni 2000).</p>
<p>Ancora una volta grazie a <strong>saldaPress</strong>, che ne cura l&#8217;edizione italiana e ci ha permesso di leggere questo <strong>Prometheus: Fire and Stone Omega</strong>.</p>
<h2>Trama e personaggi</h2>
<p>[<strong>Nota</strong>: seguono piccolissimi spoiler perché erano necessari per parlare del fumetto. Mi dispiace molto ma non cito nulla di così grave che possa inficiare la lettura.]</p>
<p><strong>Prometheus: Fire and Stone Omega</strong> è il quinto volume di questa saga che ci ha accompagnato per tutto il 2017 (qui in Italia, negli USA risale a due anni fa) e che fa parte del progetto di rilancio dell&#8217;Aliens Universe a fumetti nel paese del tricolore.</p>
<p>Per il gran finale è stata scelta la penna di <strong>Kelly Sue DeConnick</strong>, già al lavoro su Captain Marvel della casa delle Idee e moglie del collega <strong>Matt Fraction</strong> (che ha scritto una delle poche serie di supereroi che ho letto in questi ultimi anni, ma questa è un&#8217;altra storia).</p>
<p>Ricapitolando le trame dei capitoli precedenti, in modo breve e conciso, una spedizione era partita per cercare la scomparsa nave <strong>Prometheus</strong>, vista nell&#8217;omonimo film e succede un bordello; anni dopo i fuggitivi di <strong>Hadley&#8217;s Hope</strong>, ovvero la colonia vista nel film <strong>Aliens &#8211; Scontro  Finale</strong> (quello di &#8220;vengono fuori dalle fottute pareti&#8221;, diretto da James Cameron) hanno una sfiga talmente cieca da andare a sbattere proprio sul pianeta dove si era perduta la spedizione di cui prima e succede, guarda un po&#8217;, un ennesimo bordello. Dulcis in fundo, nel marasma generale ci vanno di mezzo pure i temibili <strong>Predator</strong>: sangue, mazzate e violenza ovunque.</p>
<p>Or ora, sul pianeta delle sfighe più clamorose abbiamo i nostri fuggitivi (o perlomeno, i sopravvissuti alla mattanza del volume Aliens: <strong>Fire and Stone</strong>), compreso il personaggio più odioso dell&#8217;universo di Alien (e non è un Predator), <strong>Achab</strong>, che si è unito al gruppo dei disperati ed è il più figo di tutti.</p>
<p>L&#8217;arrivo (il ritorno, in effetti) di <strong>Elden</strong>, il sintetico mutato in essere malvagio dal mutageno dei precedenti episodi, si unisce al bel quadretto familiare e comincia la festa.</p>
<p>A questo punto, visti i precedenti, uno si aspetterebbe un finale piuttosto banale pieno di morti, azione e sangue. E invece, per la seconda volta in questo mese, sono qui a smentirmi.</p>
<p>Perché, come accaduto nel finale di <strong><a href="https://nerdando.com/2017/09/29/aliens-6-il-gran-finale/">Aliens: Defiance</a> </strong>(che è stato pubblicato su un mensile sempre sotto etichetta saldaPress) all&#8217;ultimo atto si cambia rotta: lungi dal fornire tutte le risposte che aspettavamo e che potevano chiudere in modo definitivo le questioni rimaste aperte, il finale è molto più &#8220;lostiano&#8221;: un gruppo eterogeneo di personaggi (no, persone non potevo scriverlo) alla ricerca di una verità che, forse, non conosceremo mai.</p>
<p>È qui che capiamo quel &#8220;<strong>Prometheus</strong>&#8221; nel titolo: il finale si rifà proprio alla linea narrativa dell&#8217;ultimo <em>franchise</em> del gruppo, puntando più sul lato ragionato che su quello delle sparatorie.</p>
<p>È soddisfacente? Io credo di sì, pur con tutte le riserve date dal fatto che si tratta di un <strong>finale aperto</strong> e che non sappiamo se e quando avrà ripercussione sull&#8217;universo Alien e se mai rivedremo i nostri protagonisti.</p>
<p>Oppure, e questa è un&#8217;altra ipotesi che ho voluto leggerci io, la filosofia di fondo di tutta l&#8217;opera potrebbe essere racchiusa nell&#8217;ultima frase che chiude <strong>Omega</strong>: ciò che importa è l&#8217;esser vivi, non chi ci ha generati o perché: cosa ci interessa degli Ingegneri, del mutageno e compagnia, quando tutto ciò che potremmo ricavare dal giocare a fare Dio, o sostituendoci a lui, è solo morte e distruzione a causa della nostra stessa arroganza?</p>
<p>La figura di Elden (il vero <strong>Prometeo</strong> di tutto il <em>crossover</em>) è emblematica in tal senso:</p>
<p><em>&#8220;Vogliamo trovare un senso a noi stessi, siamo assetati di comprensione. Nella nostra arroganza, crediamo di esser fatti per qualcosa di più grande e che conoscere quello scopo ci renderà liberi&#8230; giocattoli rotti&#8230; miracoli banali&#8230; ci hanno creati perché potevano!&#8221;</em></p>
<p>La seconda storia che troviamo nel volume, o per meglio dire &#8220;ministoria&#8221;, scritta da <strong>Chris Roberson</strong> e intitolata &#8220;<strong>Aliens: Rapporto Operativo</strong>&#8220;, è un piccolo riempitivo non necessario, ma tutto sommato serve a dare una collocazione temporale agli eventi del <em>crossover</em>, se non fosse ancora sufficientemente chiaro (e io stesso avevo tentato di dare una <em>timeline</em> nella recensione del volume Aliens: Fire and Stone).</p>
<h2>Disegni</h2>
<p>I disegni di <strong>Prometheus: Fire and Stone Omega</strong>, affidati a <strong>Agustin Alessio</strong>,  richiamano lo stile del primo volume della saga, ma li trovo molto più raffinati, sia nella rappresentazione dei personaggi che in quella degli ambienti, rendendo il volume molto piacevole sia da sfogliare che da leggere. Merito anche dell&#8217;ottima colorazione ad effetto pastellato.</p>
<p>Discorso diverso per la ministoria, illustrata da <strong>Paul Lee</strong>: le illustrazioni sono molto più oscure e piuttosto anonime, non si perdono in chissà che particolari. Senza infamia e senza lode, direi, ma appunto la storia è un piccolo <em>filler</em>, quindi nessuno si lamenterà più del dovuto.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p>Il progetto del rilancio dell&#8217;universo <strong>Aliens</strong> a fumetti in Italia è un progetto cui <strong>saldaPress</strong> ha creduto fortemente e che ci sembra, ora che è ben avviato ed indirizzato, un successo: storie con alti e bassi ma sempre godibili e divertenti, ben illustrate e presentate dall&#8217;editore con una cura certosina e maniacale, ricche di spunti, editoriali e approfondimenti che di certo non sono un pregio da far passare in secondo piano: io, da collezionista di fumetti, preferisco sempre acquistare un volume che non sia solo bello da leggere, ma anche da tenere in mano e in libreria.</p>
<p>Anche questo volume conclusivo di <strong>Fire and Stone</strong> non è da meno, anzi: la storia principale occupa circa la metà del volume, mentre il resto è una lussuosissima carrellata di interviste, approfondimenti, bozzetti, curiosità e <em>making of</em> che lo rendono la degnissima conclusione di una saga che ci ha accompagnati durante tutto l&#8217;anno.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p><strong>Fire and Stone</strong> poteva essere di più? Forse sì, ma il progetto era piuttosto ambizioso e il finale gli rende giustizia: abbiamo letto, in questi mesi, storie divertenti, ben disegnate e che gettano un ulteriore sguardo su questo universo affascinante ed oscuro, per la prima volta in modo totalmente coeso.</p>
<p>Poco importa se il finale è aperto e non avremo tutte le risposte servite su un piatto d&#8217;argento: il seguito di Fire and Stone esiste, si chiama <strong>Life and Death</strong> e saldaPress ce lo sta portando, pronto per essere divorato con avidità.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Fire and Stone</strong> termina con questo volume che racchiude un bel finale evocativo, tanti extra e una ministoria bonus: il tutto edito con la consueta perizia che contraddistingue saldaPress e delle belle illustrazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alien vs. Predator: Fire and Stone &#8211; Il terzo incomodo</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/06/20/alien-vs-predator-fire-and-stone-il-terzo-incomodo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 10:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Alien]]></category>
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<p>Recensione Tempo di tornare nell&#8217;Aliens Universe a fumetti, con la terza uscita del mega evento crossover Fire and Stone, che mette insieme per la prima volta tutte le etichette afferenti al franchise, come abbiamo visto nei mesi precedenti (Prometheus: Fire and Stone e Aliens: Fire and Stone i volumi già usciti). Questa volta tocca ad [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Tempo di tornare nell&#8217;<strong>Aliens Universe</strong> a fumetti, con la terza uscita del mega evento crossover <strong>Fire and Stone</strong>, che mette insieme per la prima volta tutte le etichette afferenti al franchise, come abbiamo visto nei mesi precedenti (<a href="https://nerdando.com/2017/04/08/prometheus-fire-and-stone-un-crossover-nelluniverso-di-alien/">Prometheus: Fire and Stone</a> e <a href="https://nerdando.com/2017/05/10/aliens-fire-and-stone-lanello-mancante/">Aliens: Fire and Stone</a> i volumi già usciti).</p>
<p>Questa volta tocca ad <strong>Alien vs. Predator: Fire and Stone</strong>, un crossover nel crossover: sebbene tutt&#8217;altro che indimenticabile dal punto di vista cinematografico anche grazie all&#8217;interpretazione da sagoma di cartone del nostro connazionale <strong>Raoul Bova</strong>, il mash-up tra gli alieni bavosi e i cacciatori dalla bocca più brutta del mondo ha invece avuto decisamente maggior fortuna negli altri media.</p>
<p>Basti ad esempio ricordare il bellissimo videogioco omonimo uscito all&#8217;inizio del decennio scorso, che riscosse gran successo anche per la sua abilità di suggerire massiccia tensione nei panni del sempiterno sfortunato marine.</p>
<p>Un videogioco da cambio di biancheria, altroché.</p>
<p>Parleremo più specificatamente dei <strong>Predator</strong> in occasione dell&#8217;uscita del quarto volume della saga Fire and Stone, perché altrimenti rimango senza introduzione.</p>
<p>Perciò, andiamo a vedere come prosegue questo crossover.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Aliens contro Predators: insomma, xenomorfi che si menano con gli<strong> Yautja</strong>, con i mezzo gli esseri umani che sono sempre tra i piedi e di solito fanno da carne da macello.</p>
<p>E anche questa volta la faccenda non è dissimile.</p>
<p>La vicenda parte dal finale di Prometheus: Fire and Stone. I sopravvissuti umani (per codardia e tradimento, ma quello che conta è la pellaccia) alla strage accaduta su LV-223 cercano disperatamente di raggiungere la terra, e con loro c&#8217;è Francis, l&#8217;ingegnere malato che tentò di verificare gli effetti del misterioso accelerante genetico trovato sul pianeta sul suo sintetico Elden.</p>
<p>Ecco, se fai cose così stupide, alla fine ne paghi le conseguenze: Elden è diventato un mostrone fortissimo, assetato di vendetta e padrone degli xenomorfi, che si mette all&#8217;inseguimento degli umani.</p>
<p>Fin qui tutto regolare, se non fosse che la sindrome venatoria dei Predator non si spenga mai e che i nostri gutturali amiconi decidano di venire a rompere le uova nel paniere proprio nel bel mezzo di questo caos.</p>
<p>Le ragioni non sono ancora note e probabilmente le scopriremo nel prossimo volume dedicato ai cacciatori rasta dello spazio, o magari gli esperti di lingua Yautja potranno venire a darci una mano per capirne i dialoghi fatti di rutti, schioppi e bestemmie inglesi (non me lo sto inventando, è vero, prima che pensiate male).</p>
<p>Ciò che conta è che nel volume assisteremo a tante, tante mazzate a bordo delle astronavi, a machismo, stupidità e cattiveria.</p>
<p>Vi dico giusto una cosa: secondo voi, cosa potreste contrapporre ad un sintetico mutato geneticamente se non un predatore perfetto mutato geneticamente?</p>
<p>La storia e la narrazione imbastite da <strong>Christopher Sebela</strong> sono meno elaborate rispetto a quelle viste negli scorsi volumi proprio perché improntate all&#8217;azione pura ma tutto si prepara per il gran finale del prossimo volume, quando tutti i nodi verranno al pettine: il finale aperto lascia presagire grandi botti ed è quello che vogliamo.</p>
<p>Botti e botte.</p>
<h2>Disegni</h2>
<p>I disegni di <strong>Ariel Olivetti, </strong>nome noto a tutti gli appassionati di Marvel, DC ma anche di Magic, segnano un ulteriore cambio di stile rispetto agli altri volumi della saga: lo stile è molto plastico e dettagliato, i colori forti e sgargianti (qui ci sono alieni che hanno il sangue fosforescente, quindi bene così), unico appunto forse l&#8217;eccessiva staticità di alcune scene d&#8217;azione.</p>
<p>Comunque in generale, albo molto d&#8217;impatto graficamente, il che è senza dubbio un aspetto a suo favore.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Il terzo volume del maxi crossover Fire and Stone prosegue nella sua cavalcata e nel suo intento di mettere assieme tutti i pezzi e gli attori che hanno fatto la fortuna del franchise in questi anni, per costruire un universo coerente e condiviso.</p>
<p>Alien vs. Predator: Fire and Stone è di certo un volume molto meno riflessivo e più improntato all&#8217;azione, con una narrazione che non si sofferma più di tanto a farci pensare ai problemi dell&#8217;universo ma a trasportarci nel bel mezzo di botte da orbi tra alieni muscolosi, mutati e senza ratio.</p>
<p>Ho preferito il secondo, questo sì, ma credo sia come sempre una faccenda di gusti personali: sicuro meglio di Raoul Bova, comunque.</p>
<p>Ringraziamo <strong>saldaPress</strong> per il materiale.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>La saga prosegue con un numero di pura azione che vede scontrarsi Xenomorfi e Predator: potete immaginare cosa c&#8217;è da aspettarsi, in attesa del gran finale!</p>
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		<title>Aliens: Fire and Stone &#8211; L&#8217;anello mancante</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/05/10/aliens-fire-and-stone-lanello-mancante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2017 12:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Alien: Covenant]]></category>
		<category><![CDATA[Aliens]]></category>
		<category><![CDATA[Aliens Universe]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Roberson]]></category>
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<p>Recensione Come vi dicevo in occasione dell&#8217;articolo su Prometheus: Fire and Stone, questo Aliens: Fire and Stone di cui vado a parlarvi oggi è la seconda parte di un crossover che coinvolge tutti i franchise fumettistici dell&#8217;universo Alien. Il volume raccoglie la miniserie omonima che uscì negli USA nel 2014, e fa parte del grande [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Come vi dicevo in occasione dell&#8217;articolo su <strong><a href="https://nerdando.com/2017/04/08/prometheus-fire-and-stone-un-crossover-nelluniverso-di-alien/">Prometheus: Fire and Stone</a></strong>, questo <strong>Aliens: Fire and Stone</strong> di cui vado a parlarvi oggi è la seconda parte di un crossover che coinvolge tutti i franchise fumettistici dell&#8217;universo Alien.</p>
<p>Il volume raccoglie la miniserie omonima che uscì negli USA nel 2014, e fa parte del grande rilancio sul mercato italiano dell&#8217;universo Alien a fumetti operato dai prodi valorosi della <strong>saldaPress</strong>, che ci hanno permesso di leggerlo in anticipo rispetto alla data di uscita ufficiale, che è il <strong>12 maggio</strong>.</p>
<p>Bando alle ciance, e andiamo a vedere se ci è piaciuto.</p>
<h2>Testi</h2>
<p>Le vicende narrate nel presente volume sono ambientate 30 anni prima di quelle di Prometheus: Fire and Stone e si svolgono in contemporanea a quelle del film <strong>Aliens</strong> (ovvero il secondo film, quello del 1987 diretto da James Cameron, quello del &#8220;Vengono fuori dalle fottute pareti&#8221;).</p>
<p>Come sappiamo, stabilire una colonia su <strong>Acheron</strong> (LV-426) non è stata la più brillante delle idee ma purtroppo per i poveri coloni <strong>Ellen Ripley</strong> fu risvegliata dal criosonno troppo tardi e non fu creduta.</p>
<p>L&#8217;inizio del volume ci catapulta proprio a qualche giorno prima che i Marine Coloniali arrivassero ad <strong>Hadley&#8217;s Hope,</strong> nel bel mezzo dell&#8217;attacco degli xenomorfi che devastò la colonia e lasciò Newt come unica superstite.</p>
<p>Evidentemente però non fu l&#8217;unica a sopravvivere, dato che in Aliens: Fire and Stone scopriamo che, grazie alla nave mineraria Onager, alcuni di questi poveracci inconsapevoli riuscirono a fuggire e a rifugiarsi su un&#8217;altra luna del pianeta Calapamos, proprio quel LV-223 teatro delle vicende di Prometheus (il film) e <strong>Prometheus: Fire and Stone</strong>.</p>
<p>Non vi perdete che qui più che mai è importante la cronologia. Considerate che ho cominciato a dare un senso ed un ordine alla cronologia di Alien proprio grazie a questi fumetti, perché sono sciagurato.</p>
<p>Se ben ricordate, la Onager verrà trovata, abbandonata, proprio dalla squadra di Prometheus: Fire and Stone 30 anni dopo, e qui potremo finalmente scoprire ciò che è accaduto ai poveri coloni fuggiti.</p>
<p>Discostandosi dal classico &#8220;schema Alien&#8221;, i nostri protagonisti/carne da macello (perché in Alien se sei parte del team protagonista è molto probabile che tu possa diventare un delizioso spuntino o un altrettanto delizioso incubatore di creature orrende) sono spinti all&#8217;esplorazione del pianeta non da curiosità scientifica o ricavo economico ma da un puro bisogno di sopravvivenza.</p>
<p>Il pianeta in sé non sarebbe così pericoloso se non fosse che per egoismo personale siano i coloni stessi a portarsi i guai da casa. Senza contare che dovrebbe trattarsi di un posto desolato e senza vita quando invece la giungla cresce rigogliosa e gli animali sono belli arzilli. Cosa sarà accaduto?</p>
<p>Mi fermo con gli spoiler diretti, ma vi anticipo che le vicende narrate sono indirizzate lungo due binari principali: da un lato, la lotta alla sopravvivenza dei superstiti e il senso di colpa di aver provocato un disastro, dall&#8217;altro una sottotrama molto più misteriosa e ad ampio spettro, che si aggancia al mistero di base del franchise, ovvero quello sulle origini della vita e sugli scopi e la provenienza dei famigerati Ingegneri.</p>
<p><strong>Chris Roberson</strong> imposta il ritmo della narrazione in modo molto più sostenuto rispetto a quello del volume precedente, tanto che Aliens: Fire and Stone fila via che è una bellezza, e gli intermezzi sono gestiti molto bene grazie alla parte più &#8220;Lostiana&#8221; con protagonista l&#8217;ingegnere della terraformazione Derreck Russell.  Proprio costui sarà il personaggio il cui approfondimento psicologico è decisamente il più interessante del pacchetto, per via del suo cambiamento morale e di vedute in una situazione così drammatica e particolare.</p>
<p>È chiaro che, in modo molto più pronunciato rispetto al volume precedente, sia Aliens: Fire and Stone a scoprire le carte dell&#8217;evento Fire and Stone: unire gli universi narrativi in modo coerente, e creare al contempo un forte comparto a fumetti che spinga il franchise a diventare multi-mediale.</p>
<p>Il grande disegno si spiega pian piano davanti ai nostri occhi, e questo secondo volume mi è sinceramente piaciuto più del primo, sia nel ritmo, sia nelle idee che nell&#8217;ottica della visione globale e mi ha portato però anche a rivalutare Prometheus: Fire and Stone.</p>
<h2>Disegni</h2>
<p><strong>Patrick Reynolds</strong> ha uno stile perfetto per questo tipo di ambientazione e di tematiche, e lo preferisco a quello sfoggiato da Juan Ferreyra su Prometheus: Fire and Stone.</p>
<p>Più sporco, più cupo, più cattivo: così deve essere la sensazione di essere braccati da esseri spietati su un pianeta alieno ostile.</p>
<p>Terra, sangue, melma nera sconosciuta. Ferite, sudore, saliva acida.</p>
<p>Direi che dal lato grafico non possiamo lamentarci.</p>
<p>Dimenticavo: come inserti redazionali possiamo gustarci come extra una bella galleria di disegni preparatori e bozzetti di Reynolds.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Questo secondo volume dell&#8217;evento Fire and Stone è il tassello necessario per comprendere a fondo anche il primo, e per rivalutarlo in un&#8217;ottica molto più ampia. Rappresenta inoltre l&#8217;anello di congiunzione che mancava per unire in modo molto più saldo le linee narrative di Aliens e Prometheus, in attesa di Alien: Covenant.</p>
<p>Ma a prescindere da questo, se siete appassionati di Alien dovreste considerarne l&#8217;acquisto e la lettura perché quello che abbiamo tra le mani è un volume piacevole anche da solo e risponde ad una delle domande non poste nel bellissimo Aliens di James Cameron.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Aliens: Fire and Stone</strong> è un volume molto godibile e rappresenta uno degli anelli di congiunzione mancanti tra la saga di Alien e quella di Prometheus.</p>
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		<title>Aliens 30° Anniversario &#8211; Dove tutto cominciò</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/04/30/aliens-30-anniversario-dove-tutto-comincio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Apr 2017 12:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[1987]]></category>
		<category><![CDATA[Alien]]></category>
		<category><![CDATA[Aliens]]></category>
		<category><![CDATA[Aliens 30° anniversario]]></category>
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		<category><![CDATA[Comics]]></category>
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		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetto]]></category>
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		<category><![CDATA[Ridley Scott]]></category>
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		<category><![CDATA[Xenomorfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/aliens30_999x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/aliens30_999x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/aliens30_999x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/aliens30_999x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/aliens30_999x600.jpg 999w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/aliens30_999x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Siamo finalmente giunti al terzo appuntamento con l&#8217;Aliens Universe a fumetti qui sul nostro sito e oggi vogliamo parlarvi finalmente di Aliens 30° anniversario, ovvero la riedizione del primo fumetto che fu scritto sull&#8217;universo dello xenomorfo e dei suoi fantastici amici. (Nei due articoli precedenti vi avevamo parlato delle altre due uscite saldaPress riguardanti [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Siamo finalmente giunti al terzo appuntamento con l&#8217;<strong>Aliens Universe</strong> a fumetti qui sul nostro sito e oggi vogliamo parlarvi finalmente di <strong>Aliens 30° anniversario</strong>, ovvero la riedizione del primo fumetto che fu scritto sull&#8217;universo dello xenomorfo e dei suoi fantastici amici. (Nei due articoli precedenti vi avevamo parlato delle altre due uscite saldaPress riguardanti lo stesso universo fumettistico: <strong><a href="https://nerdando.com/2017/03/27/aliens-1-nessuno-puo-sentirci-urlare/">Aliens #1</a></strong> e <strong><a href="https://nerdando.com/2017/04/08/prometheus-fire-and-stone-un-crossover-nelluniverso-di-alien/">Prometheus: Fire and Stone</a></strong>.)</p>
<p>Che sia il trentennale di questo fumetto lo intuiamo dal nome e sì, torniamo indietro al <strong>1987</strong>, quando la saga di <strong>Alien</strong> contava soltanto due pellicole (le più belle, secondo il mio personalissimo parere) firmate da due baldi giovanotti chiamati <strong>Ridley Scott</strong> e <strong>James Cameron</strong>: giusto l&#8217;anno prima aveva visto sul grande schermo il ritorno di Ellen Ripley, questa volta insieme ad un gruppo di marines coloniali che portavano nella saga una ventata di azione e la mitica battuta &#8220;<em>Vengono fuori dalle fottute pareti</em>&#8221; di cui non potremmo fare a meno.</p>
<p>Aliens è considerato uno dei migliori sequel della storia del cinema e ci sarà pure un motivo per questo.</p>
<p>Nell&#8217;introduzione lo scrittore <strong>Mark Verheiden</strong> ricorda e ci racconta con un filo di nostalgia come la Dark Horse prese la coraggiosa decisione di iniziare a pubblicare fumetti relativi agli alieni più bavosi della galassia, e di come allora un&#8217;operazione del genere non fosse affatto la norma come potrebbe sembrarci ora, dato che siamo abituati all&#8217;immediata trasformazione di qualsiasi opera in franchise.</p>
<p><strong>saldaPress</strong> ci prende per mano, noi ci ricordiamo della permanente, dei neon, delle VHS e dell&#8217;Unione Sovietica e siamo pronti a partire.</p>
<h2>Trama e personaggi</h2>
<p><strong>Aliens 30° anniversario</strong> (in originale noto anche come <strong>Aliens: Book 1</strong> o <strong>Aliens: Outbreak</strong>) fu concepito come una storia che dovesse partire da dove Aliens (il film) era terminato. Con una mossa molto intelligente Verheiden decide di innalzare a protagonisti due dei personaggi della seconda pellicola che erano stati più amati dal pubblico, ovvero <strong>Newt</strong>, che era una bambina ma ora è decisamente cresciuta e <strong>Hicks</strong>, l&#8217;unico sopravvissuto tra i marines.</p>
<p>So che state pensando a ciò che accade all&#8217;inizio di Alien 3: ecco, levatevelo dalla testa perché questo fumetto è stato scritto prima e ci racconta come Hicks e Newt hanno reagito alle loro vicissitudini dopo il ritorno sulla Terra. O perlomeno, è leggermente più complicato, ve lo spiego subito.</p>
<p>Alla sua prima pubblicazione questo fumetto era inteso per essere il sequel di Aliens; una volta uscito Alien 3, in cui sia Newt che Hicks muoiono all&#8217;inizio, si decise di modificare il nome dei personaggi e variare leggermente la trama per renderla coerente.</p>
<p>Questa edizione del trentennale invece ci presenta l&#8217;opera come era in origine. Ed ha decisamente più senso, perché molte delle motivazioni che spingono i personaggi, molti dei drammi interiori vissuti perderebbero la maggior parte del senso e dell&#8217;intensità.</p>
<p>Quindi apprezzo parecchio la scelta di riportarci il fumetto come era concepito in origine: brava saldaPress!</p>
<p>Newt e Hicks, dicevamo: voi come vi sentireste se foste sopravvissuti all&#8217;ecatombe e all&#8217;orrore di essere inseguiti da una specie il cui unico scopo è uccidere? Beh, di sicuro non dormireste sonni sereni. Tanto che Newt, infatti, divenuta giovane donna, è rinchiusa in un istituto psichiatrico che sembra un lager e dorme solo grazie ai sedativi.</p>
<p>Hicks, dal canto suo, non ha mai dimenticato di aver perso tutti i suoi compagni in quella sciagura e non pensa ad altro che ad una vendetta nei confronti degli alieni. Neanche a dirlo, non appena gli verrà offerta l&#8217;opportunità per tornare sul campo non se lo farà ripetere due volte.</p>
<p>Intanto, da sottofondo a questi drammi personali, Verheiden riesce ad inserirci agilmente cospirazioni di multinazionali, sette religiose, interessi economici e tanta, tanta crudeltà.</p>
<p>Si, perché Aliens 30° anniversario è un fumetto tutt&#8217;altro che allegro: parla di disperazione, di solitudine, di odio, di cattiveria e spietatezza. E lo fa come sa farlo la fantascienza fatta per bene. La disperazione e la desolazione provata dai due protagonisti non viene certo messa in ombra anzi: si percepisce tangibile anche nei dialoghi e nelle sensazioni evocate. Angoscia a palate.</p>
<p>Una curiosità: molte delle didascalie riguardano i pensieri di Newt. Ecco, io mi sono talmente fatto prendere dall&#8217;aria revival anni &#8217;80, che me le sono immaginate lette con la voce della doppiatrice di <strong>Sigourney Weaver</strong>. E le didascalie di personaggi maschili lette con quella voce un po&#8217; pastosa che sembra uscita da una VHS rovinata. Ah, la fantasia.</p>
<p>Ora, pensate un momento alla narrazione a fumetti odierna (parlo specificatamente dei comics): super decompressa, interi numeri di serie e miniserie in cui succede molto poco, nei quali i dialoghi sono ridotti al lumicino perché l&#8217;effetto deve essere cinematografico.</p>
<p>Ebbene, anche qui scordatevela e torniamo indietro agli anni &#8217;80: qui troviamo una narrazione bella densa, ci sono didascalie ben nutrite e anche descrizioni che mi hanno ricordato un formato molto più letterario. Gli avvenimenti accadono a ritmo serrato, e stiamo parlando di sei numeri originali: probabilmente ora ci avrebbero fatto almeno 12 uscite.</p>
<p>Alla scrittura di Verheiden mi sento di rimproverare un problema che ho avvertito soprattutto nella prima parte, una leggera confusione nel seguire le vicende con continui balzi tra le varie sottotrame che non sono immediatamente comprensibili e forse una certa lentezza nel carburare con la vicenda.</p>
<p>Decisamente meglio la seconda parte in cui  il tutto si trasforma da vicenda angosciosa in vicenda drammatica in un finale che, perlomeno io, non mi aspettavo affatto. Non mi aspettavo affatto né ciò che accade, né il fatto che la vicenda abbia una portata molto più ampia di quello che potremmo pensare dalle pellicole.</p>
<p>Un finale che mi ha messo decisamente voglia di sapere cosa accadrà nella seconda parte della Trilogia, che spero saldaPress riporti e ripubblichi sul mercato nostrano.</p>
<h2>Disegni</h2>
<p><strong>Mark A. Nelson</strong>, autore della parte grafica di questo volume, è riuscito a replicare, in un gran bel bianco e nero denso di retini, il look dark e cupo delle pellicole. La costruzione delle tavole è molto distante da quella modernissima di oggi, ma mi ha ricordato quando recuperai la lettura delle avventure Marvel di decenni fa.</p>
<p>Verheiden ci ricorda, sempre nell&#8217;introduzione, di come fu scelta la carta <strong>Duoshade</strong>, molto complicata da utilizzare, di come lui e Nelson si trovarono con ben poche direttive da seguire ma piuttosto un ampio margine per creare tutto ciò che c&#8217;era da creare.</p>
<p>Piccolo rimprovero anche per Nelson: a volte i personaggi maschili non sono immediatamente distinguibili e forse qualche passaggio è un po&#8217; rigido ma gli alieni sono super belli. Ed è divertente la storia, narrata nella postfazione, di come abbia avuto come modello soltanto un giocattolo tratto dalla serie.</p>
<p>Con internet so&#8217; bboni tutti.</p>
<h2>Edizione</h2>
<p>L&#8217;edizione saldaPress è degna della celebrazione di un anniversario: cartonata, carta lucida, piena di extra (c&#8217;è anche una piccola storia bonus), compresi sketch, copertine originali e le parole degli autori, fondamentali per entrare nel clima di come l&#8217;opera fu pensata e quindi comprendere meglio ciò che si sta leggendo.</p>
<p>Penso che faccia apprezzare la storia da un punto di vista diverso, in effetti.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Aliens 30° anniversario è una riedizione importante per un franchise che non passa mai di moda: la storia mi ha stupito, la parte grafica mi ha riportato a decenni orsono e le parole degli stessi creatori mi hanno permesso di affrontare la lettura con un piglio diverso: torniamo ad un tempo in cui c&#8217;era un intero universo da creare ed immaginare, basato sulle suggestioni e le emozioni suggerite da due pellicole che avevano da poco ridefinito le regole della fantascienza cinematografica. Un pezzo di storia da gustare, soprattutto se siete dei fan della saga degli xenomorfi!</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Aliens 30° anniversario</strong> ci riporta alle origini dell&#8217;universo espanso della grande saga di Alien: se ne siete fan, questo è un volume da non perdere, sia per il contenuto fumettistico che per la cura dell&#8217;edizione.</p>
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		<title>Prometheus: Fire and Stone &#8211; Un crossover nell&#8217;universo di Alien</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 10:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Alien]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Ferreyra]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Tobin]]></category>
		<category><![CDATA[Prometheus]]></category>
		<category><![CDATA[Prometheus: Fire and Stone]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/pfs_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/pfs_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/pfs_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/pfs_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/pfs_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/pfs_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione E così, l&#8217;Alien Universe a fumetti è tornato in Italia con un doppio lancio, grazie a saldaPress: nello scorso articolo vi avevamo parlato del nuovo mensile da edicola intitolato, semplicemente, &#8220;Aliens&#8220;, mentre oggi vi parliamo di Prometheus: Fire and Stone, volume che raccoglie l&#8217;omonima serie uscita negli USA nel 2014 e che è legata, come [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/04/08/prometheus-fire-and-stone-un-crossover-nelluniverso-di-alien/">Prometheus: Fire and Stone &#8211; Un crossover nell&#8217;universo di Alien</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>E così, l&#8217;<strong>Alien Universe</strong> a fumetti è tornato in Italia con un doppio lancio, grazie a <strong>saldaPress</strong>: nello <a href="https://nerdando.com/2017/03/27/aliens-1-nessuno-puo-sentirci-urlare/">scorso articolo</a> vi avevamo parlato del nuovo mensile da edicola intitolato, semplicemente, &#8220;<strong>Aliens</strong>&#8220;, mentre oggi vi parliamo di <strong>Prometheus: Fire and Stone</strong>, volume che raccoglie l&#8217;omonima serie uscita negli USA nel 2014 e che è legata, come presumibile, al film di <strong>Ridley</strong> <strong>Scott</strong> uscito nel 2012.</p>
<p>Fatte le doverose premesse&#8230; ne facciamo un&#8217;altra.</p>
<p>Prometheus: Fire and Stone è legato senza dubbio agli eventi di <strong>Prometheus</strong>, che fungono da antefatto alla vicenda; però, fatto a mio avviso positivo, è godibile anche in modo indipendente dalla conoscenza della pellicola.</p>
<p>È una miniserie concepita nell&#8217;ambito di un evento più grande, chiamato &#8220;<strong>Fire and Stone</strong>&#8220;, a tutti gli effetti un crossover che coinvolge tutti i franchise dell&#8217;<strong>Alien Universe</strong>, ovvero <strong>Alien</strong>, <strong>Predator, Alien vs. Predator</strong> e appunto <strong>Prometheus</strong>, lanciato come linea editoriale proprio in questo caso.</p>
<p>Spero che vi siate raccapezzati un po&#8217; su come tutto sia legato: in tal caso andiamo al sugo della vicenda.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La vicenda, ve lo dico subito, è impostata in modo molto classico ed è quasi inquadrabile in una sorta di cliché del franchise.</p>
<p>Una spedizione scientifica atterra sulla remota luna denominata LM-223 con lo scopo dichiarato di recuperare i resti di una precedente spedizione che esplorò il corpo celeste 126 anni prima. Per inciso, si tratta esattamente della nave <strong>USCSS Prometheus</strong>, ovvero quella vista nel film Prometheus.</p>
<p>Di quella spedizione, come potevamo immaginare, si sono perse le tracce (e quindi nessuno ne conosce l&#8217;esito) e starà ad una nuova squadra investigare circa il suo tragico destino.</p>
<p>Ora, come appunto da cliché, il comandante ha il suo buon obiettivo segreto e si guarda bene dal farlo sapere ai suoi sottoposti:  è a conoscenza, perlomeno parzialmente, di ciò che la spedizione della Prometheus cercava su quel pianeta ovvero gli <strong>Ingegneri</strong>, la razza aliena che avrebbe creato la vita sulla Terra.</p>
<p>Una volta sul pianeta, che per qualche motivo che si scoprirà più avanti è notevolmente diverso da quello che ricordavamo, succederà chiaramente un fragoroso bordello.</p>
<p>E meno male, mi vien da dire: è ciò che vogliamo da un fumetto d&#8217;azione con gli xenomorfi, che diamine.</p>
<h2>Testi</h2>
<p>La storia scritta da <strong>Paul Tobin</strong>, pur rientrando pienamente nel canone della sci-fi horror e nello schema narrativo dello stesso Prometheus, intriga, mischiando l&#8217;effetto &#8220;WOW&#8221; della scoperta di un mondo alieno con l&#8217;azione dello scontro con i mostri alieni, che non poteva affatto mancare.</p>
<p>Come detto in precedenza, i riferimenti al film ci sono, ma non sono niente di impossibile e la storia è comprensibile anche senza averlo guardato.</p>
<p>Dire questo mi fa venire l&#8217;orticaria, dato che sono un &#8220;completista&#8221; e lasciare buchi e riferimenti che non capisco mi infastidisce. Le mie turbe ossessive compulsive sono esplose però quando ho saputo che Prometheus: Fire and Stone è ambientato dopo gli avvenimenti di un&#8217;altra miniserie facente parte del crossover, ovvero &#8220;<strong>Aliens: Fire and Stone</strong>&#8221; che suppongo sarà pubblicata successivamente a questa.</p>
<p>Un riferimento nel testo, ovvero la presenza della nave Onager, mi ha mandato in confusione perché ho letto che la sua storia sarà narrata proprio lì.</p>
<p><em>Vabbè, ok, questo non è un problema di sceneggiatura ma piuttosto di tempistiche di pubblicazione. Alla fine del volume, la cui trama rimane aperta e bella tesa, è indicato che le vicende continueranno in Alien: Fire and Stone. Vedremo.</em></p>
<p>Messa da parte questa mia problematica personale, voglio fare un appunto alla scrittura di Tobin, perché secondo me ci sono due problemini nella sua sceneggiatura, che rovinano un po&#8217; la lettura: i personaggi e il loro agire.</p>
<p>Sono pesante, ok, ma anche per quanto riguarda i personaggi siamo nel campo del cliché più assoluto: l&#8217;equipaggio della Geryon è variegato, ma possiamo trovarlo in qualsiasi film d&#8217;azione made in USA, linee di dialogo comprese.</p>
<p>L&#8217;esempio lampante è l&#8217;incaricato della sicurezza: un bruto arrogante, sempre pronto alla battutina a doppio senso, amante delle armi, scavezzacollo.</p>
<p>Possiamo quindi proseguire nella nostra galleria di fenomeni con gli scienziati che si mettono nei guai da soli e non si fanno i cavolacci loro quando scoprono liquidi alieni e con il costrutto androide che inquieta sin dalla prima pagina.</p>
<p>Si, sono personaggi un po&#8217; stereotipati, che alla fine funzionano sempre, quindi non ci sarebbe nulla di male, se non agissero a caso a volte o con motivazioni apparentemente stupide. Ovvio, nelle storie d&#8217;azione e in quelle horror ci sono perennemente delle persone che si comportano in modo cretino, ma qui in un paio di occasioni mi sono chiesto proprio &#8220;ma perché?&#8221;.</p>
<p>Però la storia regge, scorre e si fa apprezzare fino in fondo perché alla fin fine stiamo leggendo un fumetto sci-fi horror d&#8217;azione, non un saggio sulla filosofia di Kant, suvvia.</p>
<p>Anche se penso si possa pretendere qualcosa in più, vedasi il lavoro di Wood sulla serie <strong><a href="https://nerdando.com/2017/03/27/aliens-1-nessuno-puo-sentirci-urlare/">Aliens: Defiance</a></strong>.</p>
<h2>Disegni</h2>
<p>Dal lato grafico, lo stile utilizzato da <strong>Juan Ferreyra</strong> non è da buttare via, anzi, anche se i volti dei personaggi, se non fosse per alcune marcate caratteristiche non sempre presenti, non mi sembrino immediatamente distinguibili.</p>
<p>La colorazione è sullo stile pastellato, che per dipingere un mondo alieno ci sta, rende bene l&#8217;idea di straniamento.</p>
<p>Costruzione delle tavole nella media, scene d&#8217;azione non troppo spettacolari come resa ma nulla di male.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>In conclusione, cosa dire di questa miniserie? Riassumerei con un &#8220;bene, ma non benissimo&#8221;.<br />
Si tratta di un esordio non privo di piccoli difetti per il franchise fumettistico di Prometheus, che però, grazie alla trama piacevole e al finale aperto, apre le porte ad una sua futura rilettura e rivalutazione nell&#8217;ottica del maxi-evento Fire and Stone.</p>
<p>Insomma, ci avete intrigati con questo dettaglio, riuscirete ad affascinarci con il quadro generale?</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Esordio fumettistico del franchise Prometheus non esente da piccoli difetti che però non svalutano il racconto teso e intrigante, da inquadrare e sicuramente rivalutare nell&#8217;ottica del maxi evento &#8220;Fire and Stone&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/04/08/prometheus-fire-and-stone-un-crossover-nelluniverso-di-alien/">Prometheus: Fire and Stone &#8211; Un crossover nell&#8217;universo di Alien</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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