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	<title>Principessa Mononoke - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Studiando Ghibli #2 &#8211; Nausicaä della Valle del Vento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giulia "Wiwo" Lucchesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2017 12:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nausicaä della Valle del Vento" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Eccoci con il secondo appuntamento con lo Studio Ghibli! Dopo Principessa Mononoke, ho avuto qualche indecisione su quale film affrontare in seguito, ma poi ho deciso di seguire un filo comune e continuare con l&#8217;importanza dell&#8217;ambiente e della natura. Signore e signori, Nausicaä della Valle del Vento! Tecnicamente, Nausicaä della Valle del Vento (風の谷のナウシカ Kaze [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Nausicaä della Valle del Vento" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa4.jpg"><br />
</a><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14686" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2.jpg" alt="Nausicaä della Valle del Vento" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Eccoci con il secondo appuntamento con lo <strong>Studio Ghibli</strong>! Dopo <strong>Principessa Mononoke</strong>, ho avuto qualche indecisione su quale film affrontare in seguito, ma poi ho deciso di seguire un filo comune e continuare con l&#8217;importanza dell&#8217;ambiente e della natura. Signore e signori, <strong>Nausicaä della Valle del Vento</strong>!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tecnicamente, <strong>Nausicaä della Valle del Vento</strong> (風の谷のナウシカ </span><i><span style="font-weight: 400;">Kaze no tani no Naushika</span></i><span style="font-weight: 400;">) non è neanche un film Ghibli. Si tratta del secondo film diretto da <strong>Hayao Miyazaki</strong>, nel lontano <strong>1984</strong>, risalente a un anno prima della fondazione dello Studio. Per farla breve, dopo il successo de <strong>Il castello di Cagliostro</strong> (spin-off di <strong>Lupin III</strong>), una casa di produzione chiese a <strong>Miyazaki</strong> di dirigere un film&#8230; salvo poi decidere che l&#8217;idea da lui scelta non andava bene per un film, ma poteva farci un manga. Così, <strong>Miyazaki</strong> iniziò il manga di <strong>Nausicaä</strong>&#8230; e, dopo due volumi, gli proposero di farne un film. Alla fine, assieme a <strong>Isao Takahata</strong> alla produzione, <strong>Miyazaki</strong> diresse Nausicaä, e il successo del film permise ai due di fondare infine lo <strong>Studio Ghibli</strong> (cosa di cui noi tutti siamo molto felici). Curiosità: nel team di animatori era presente anche un certo <strong>Hideaki Anno</strong>. <a href="https://nerdando.com/2017/03/07/martedi-sera-lanime-night-3-neon-genesis-evangelion/">Vi dice niente?</a></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prima di parlare della trama e dei temi affrontati, vorrei specificare che ho visto il film in giapponese e col vecchio doppiaggio italiano risalente al <strong>1987</strong>, ma non ho ancora avuto modo di ascoltare il nuovo doppiaggio del <strong>2015</strong>. Se alcuni nomi non tornassero… beh, avrete avuto un assaggio del vecchio doppiaggio, sicuramente datato, ma con il suo fascino. Ma non indugiamo oltre!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia si ambienta molti anni nel futuro. Mille anni dopo i <strong>Sette Giorni di Fuoco</strong>, presumibilmente un&#8217;apocalisse chimico-nucleare, la Terra è per gran parte coperta da una foresta velenosa in continua espansione, chiamata <strong>Giungla Tossica</strong>, habitat di una serie di adorabili insetti giganti. Gli uomini vivono fuori dai suoi confini, divisi in piccoli regni. Nella <strong>Valle del Vento</strong> risiede un popolo pacifico, che ha imparato a temere, ma anche a convivere con la Giungla Tossica, attingendo alle sue risorse. La principessa <strong>Nausicaä</strong>, una ragazza forte e vivace, è la principale portavoce di questo modo di vedere le cose: cerca di comprendere la foresta e i suoi abitanti per migliorare le cose, senza violenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una notte, una nave volante di un regno vicino si schianta nei pressi della Valle a causa dell&#8217;attacco di insetti giganti. Pochi giorni dopo, l&#8217;esercito del regno di <strong>Tolmechia</strong> invade il villaggio per recuperare il carico: il cuore ancora vivo di un <strong>Soldato Invincibile</strong>, l&#8217;arma avanzatissima che causò i Sette Giorni di Fuoco. <strong>Kushana</strong>, l&#8217;ambiziosa principessa di Tolmechia, intende rigenerare il Soldato per poi scatenarlo contro la Giungla Tossica e distruggerla col fuoco. Il problema è che, se la Giungla viene attaccata, gli insetti si muovono in massa per difenderla, spargendo così spore velenose e causandone l&#8217;espansione! Sapendo ciò, Nausicaä prova ad opporsi, ma Kushana non le dà ascolto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La ragazza viene così trascinata contro la sua volontà nella guerra tra i regni di Tolmechia e Pejite, trovandosi prima presa come ostaggio e poi in fuga, in un viaggio che la porterà a scoprire che la foresta, in realtà, sta guarendo se stessa e che quindi va salvata a tutti i costi. Ovviamente non vi dirò come va a finire, quello potete scoprirlo da soli!</span></p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa3.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14687" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa3.jpg" alt="Nausicaä della Valle del Vento" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa3-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il tema ambientalista, come si può notare, è prominente. Tuttavia, non è il solo ad essere presente nell&#8217;opera: viene affrontata l’importanza della pace, quella della vita, e la necessità di comprendere per agire in modo corretto. Tutti questi temi sono legati strettamente tra di loro fino a formare un corpus unico che sorregge e dà ritmo al film, che in questo modo quasi non mostra i suoi anni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Nausicaä della Valle del Vento</strong> affronta uno scenario distopico. Gli uomini hanno ferito la Terra combattendo tra di loro, causando così la loro stessa apocalisse. Mille anni dopo, continuano a combattere per motivi che allo spettatore paiono insensati e peggiorano le cose, dimostrando che, in guerra, tutti perdono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">C’è una forte contrapposizione tra l’uomo e la natura. Dove gli uomini sono divisi e in lotta tra di loro, la natura e tutte le sue creature sono come un unico essere. Nella Giungla Tossica c’è unitarietà e ordine, non c’è conflitto interno: gli insetti coabitano nel loro ecosistema e proteggono la Giungla dagli attacchi esterni. Tolmechia e Pejite, invece, sono troppo concentrati sul loro conflitto per trovare una soluzione costruttiva ai problemi esistenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli unici che hanno capito che convivere in pace è meglio che combattere sono gli abitanti della Valle del Vento, guidati da Nausicaä, che è praticamente l’incarnazione degli ideali di pace e armonia. Gli abitanti della Valle temono la Giungla, ovviamente, e cercano di sradicare le spore che arrivano fino al villaggio, ma ne conoscono anche l’utilità e il valore come fonte di materiali e la considerano quasi con rispetto. Nausicaä addirittura cerca di capirla a fondo, fino a scoprire che le piante non sarebbero velenose, in sé, ma diventano pericolose a causa del terreno contaminato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Giungla Tossica, quindi, è tale solo a causa degli esseri umani. Non solo: le piante stanno lentamente guarendo il terreno avvelenato, facendo pensare che le spore tossiche siano quasi un prodotto di scarto della purificazione. Questa visione della natura come intrinsecamente buona, che ripara gli errori degli uomini, è sicuramente semplicistica, ma comunque efficace, tanto più che il messaggio principale del film secondo me è un altro: l’importanza della comprensione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nausicaä, tramite la sua compassione, mostra che si può entrare in contatto con ogni cosa senza dover necessariamente combattere, anche con gli inquietanti insetti giganti. È in grado di capire sia gli esseri umani che il mondo naturale, il che la porta a prendere decisioni ragionate per migliorare le cose, senza cedere all&#8217;egoismo o alla paura. Ovviamente si tratta di un film e di un personaggio con tutte le caratteristiche idealizzate dell’eroe, ma, in un certo senso, <strong>Nausicaä della Valle del Vento</strong> vuole indicare una strada alternativa al conflitto, che <strong>Miyazaki</strong> continuerà a mostrare anche nei suoi film successivi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Viene naturale un confronto con <a href="https://nerdando.com/2017/03/28/studiando-ghibli-principessa-mononoke/"><strong>Principessa Mononoke</strong></a>. Indubbiamente, Mononoke è più complesso, specialmente a livello di crescita dei personaggi e della loro ambiguità morale. In <strong>Nausicaä della Valle del Vento</strong>, i personaggi non hanno bisogno di avere un arco di crescita, perché sono già perfettamente formati: sia Nausicaä che Kushana possono cambiare idea, ma niente sconvolge i loro valori. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In compenso, l’assenza di una netta distinzione tra bene e male è un tratto comune ai due film. In entrambi i casi, non c’è nessuno che sia malvagio per natura: il male deriva da debolezze tipicamente umane come paura, avarizia, ambizione. È buffo che, in <strong>Principessa Mononoke</strong>, anche la natura stessa abbia questi difetti (vedi i cinghiali e la loro testardaggine), anche se solo in reazione all&#8217;aggressività dell’uomo. D’altra parte, però, la natura di Mononoke è una forza amorale, sia creativa che distruttiva, mentre in Nausicaä è forse l’unico elemento puramente buono del film.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il punto di forza di <strong>Nausicaä della Valle del Vento</strong> rispetto a Mononoke? L’epicità. Sarà che amo questo genere di cose, ma le navi volanti e i Soldati Invincibili, assieme al messaggio pacifista, mi hanno fatto bene al cuoricino.</span></p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14695" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa4.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa4.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa4-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa4-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/04/nausicaa4-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche curiosità su ciò che ha ispirato <strong>Miyazaki</strong>. Se gli <strong>Ohmu</strong>, i mostri-tarlo, vi ricordano un po’ <strong>Dune</strong>, non vi state sbagliando: sebbene i caratteri che compongono il nome significhino Vermi Re (王蟲 </span><i><span style="font-weight: 400;">ō-mushi</span></i><span style="font-weight: 400;">), la lettura dei kanji è la giapponesizzazione di Sand Worm (</span><i><span style="font-weight: 400;">Sando Uōmu</span></i><span style="font-weight: 400;">) e sono dichiaratamente ispirati ai vermoni del libro di <strong>Frank Herbert</strong>. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il personaggio di <strong>Nausicaä</strong>, invece, ha lo stesso nome della figlia del re dei Feaci che, nell’<strong>Odissea</strong>, accoglie <strong>Ulisse</strong> naufrago sull’isola dopo le sue peregrinazioni. Come la sua omonima greca, Nausicaä non si lascia spaventare da ciò che non conosce e mostra compassione ed empatia. Riferimenti storici invece si possono ritrovare nella nazione di Tolmechia che sembra prendere il nome (e anche un po&#8217; dello stile grafico) dalle popolazioni precolombiane, in particolare Toltechi e Olmechi, ma si vede anche una forte influenza teutonica. Le uniformi e le navi da guerra ricordano molto lo stile dell&#8217;esercito nazista durante la seconda guerra mondiale. Se poi lo stile Tolmechiano, o quello del mondo di Nausicaä in generale, vi ricorda qualcosa di più recente, forse state pensando a <a href="https://nerdando.com/2017/04/13/the-legend-of-zelda-breath-of-the-wild-il-videogioco-diventa-arte/"><strong>The Legend of Zelda: Breath of the Wild</strong></a>. Nintendo non ha fatto mistero di essersi ispirata largamente alle opere di Miyazaki e si vedono soprattutto grandi similitudini, tematiche e stilistiche, proprio con questo film e con Principessa Mononoke!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La <strong>Giungla Tossica</strong>, infine, è la trasposizione cinematografica della <strong>Baia di Minamata</strong>, in Giappone, e dell’avvelenamento delle acque, dei pesci e, infine, delle persone avvenuto negli anni ‘50-’60. Gli scarichi tossici, che comprendevano anche il mercurio, resero la baia un posto morto e maleodorante. Il nome giapponese della Giungla Tossica, Fukai (腐海), letteralmente Mar Marcio, ben si adatta al disastro là avvenuto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, <strong>Nausicaä della Valle del Vento</strong> è un must watch. Le animazioni mostrano i loro annetti, così come il primo doppiaggio italiano, ma la storia e il ritmo si mantengono freschissimi ancora oggi. Credo che il messaggio che il film trasmette sia sempre attuale: nonostante alcuni aspetti ingenui, è comunque un ideale da seguire ed è importante non perderlo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Miyazaki</strong>: ci fa sognare con responsabilità dal 1984!</span></p>
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		<title>Studiando Ghibli #1 &#8211; Principessa Mononoke</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/03/28/studiando-ghibli-principessa-mononoke/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia "Wiwo" Lucchesi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2017 10:00:59 +0000</pubDate>
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<p>Chi non conosce lo Studio Ghibli? Sebbene spero che la risposta sia “nessuno”, non si sa mai. Per queste povere anime, per chi lo conosce ma vuole saperne di più o anche solo per chiunque abbia voglia di leggere, inizia da oggi una serie di articoli dedicati ai vari film prodotti dallo Studio Ghibli. Non [&#8230;]</p>
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<p>Chi non conosce lo <strong>Studio Ghibli</strong>? Sebbene spero che la risposta sia “nessuno”, non si sa mai. Per queste povere anime, per chi lo conosce ma vuole saperne di più o anche solo per chiunque abbia voglia di leggere, inizia da oggi una serie di articoli dedicati ai vari film prodotti dallo <strong>Studio Ghibli</strong>. Non mi limiterò ai titoli diretti dal più famoso <strong>Hayao Miyazaki</strong>, ma spazierò fino a coprire tutta la produzione dello studio, in ordine rigorosamente casuale, così vi tengo sulle spine.</p>
<p>Devo dire la verità: sono approdata ai film dello studio giapponese solo da grandicella (il primo che ho visto è stato <strong>La Città Incantata</strong> al cinema all&#8217;aperto, quanti ricordi – e quanti incubi la notte), e la passione è arrivata più tardi, ma ho recuperato il tempo perso meglio che ho potuto. In fondo, a chi serve dormire la notte prima di andare al lavoro, quando ci si può dilettare con la visione di film e il successivo approfondimento compulsivo degli stessi?</p>
<p>Detto ciò, inauguro questa rubrica dedicata allo <strong>Studio Ghibli</strong> con uno dei miei film d’animazione preferiti: <strong>Principessa Mononoke</strong>.</p>
<p>Tra i vari film questo è, a mio avviso, uno dei più completi ed equilibrati dell’intera produzione. Trama, crescita dei personaggi e temi trattati sono gestiti alla perfezione, facendo ben spiccare il messaggio ambientalista senza comunque far risultare il film pesante o noioso, anzi.</p>
<p>Ma partiamo dall&#8217;inizio!</p>
<p>Diretto da <strong>Hayao Miyazaki</strong>, <strong>Principessa Mononoke</strong> (もののけ姫 <em>Mononoke-hime</em> in giapponese) è un film d’animazione giapponese del <strong>1997</strong>, uscito in Italia nel <strong>2000</strong> e ridoppiato nel <strong>2014</strong>. Una curiosità linguistica sul titolo: <strong>Mononoke</strong> non è il nome della principessa in questione, come verrebbe da pensare, bensì una parola difficilmente traducibile in italiano che significa “spettro vendicativo”. In effetti, “Principessa Spettro” avrebbe dato tutt&#8217;altra impressione!</p>
<p>La storia si ambienta nel Giappone feudale, con elementi fantasy tratti dal folklore giapponese. <strong>Miyazaki</strong> ha scelto di distanziarsi dalla classica immagine del Giappone storico-fantasy dai tratti epici data da molte altre produzioni, mostrando invece un mondo rurale agli albori dell’industrializzazione: difatti, anziché samurai o nobiluomini, i personaggi più trattati sono lavoratori, donne e spiriti della foresta.</p>
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<p>La vicenda inizia quando un demone attacca un villaggio di contadini e il loro giovane principe, <strong>Ashitaka</strong>, è costretto a ucciderlo. Nello scontro, però, il ragazzo viene ferito al braccio e contagiato dal rancore del demone, che si rivela essere uno spirito cinghiale reso folle dal dolore e dall&#8217;odio. Ormai maledetto e condannato alla sofferenza e alla morte, Ashitaka si dirige verso ovest per ricercare la causa di quanto accaduto “con occhi non velati dall&#8217;odio”.</p>
<p>Dopo un lungo viaggio, Ashitaka si imbatte infine in una vera e propria lotta tra la città e la natura. La signora <strong>Eboshi</strong>, capo della Città del Ferro, sfrutta e distrugge la foresta circostante per alimentare l’industria di armi e prendersi cura dei suoi cittadini; ad ostacolarla c’è <strong>San</strong>, la principessa Mononoke, cresciuta da una dea lupa e votata ad uccidere Eboshi e fermare gli odiati umani. Ashitaka capisce presto che non tutto è bianco o nero: la signora Eboshi è ambiziosa e senza riguardi verso la foresta e i suoi abitanti, ma si prende cura dei suoi cittadini. Dall&#8217;altra parte, San e gli spiriti animali vogliono difendersi, ma non conoscono altro che la violenza.</p>
<p>La storia si evolve in un crescendo fino al conflitto finale, dove la distruzione non risparmia nessuno, ma lascia dei germogli che potranno forse crescere in un nuovo inizio.</p>
<p>Come si può immaginare, l&#8217;argomento principale del film è ovviamente l’ambiente. Questo è un tema molto caro a <strong>Miyazaki</strong>, che l’aveva già affrontato in altri film come <strong>Nausicaä della Valle del Vento </strong>o <strong>Il mio vicino Totoro</strong>. A differenza dei due titoli precedenti, però, in <strong>Principessa Mononoke</strong> lo approfondisce e ne dà una visione complessa e multisfaccettata.</p>
<p>Sarebbe semplice dire che uomo = cattivo e natura = buono, no? E invece no.</p>
<p>I personaggi di <strong>Mononoke</strong> sono a tutto tondo, con pregi e difetti, a simboleggiare che il bene e il male non si escludono a vicenda, ma sono entrambi presenti nella natura umana.</p>
<p>Gli uomini sono sì ambiziosi e talvolta crudeli, ma sono anche capaci di accoglienza e di cure. <strong>Eboshi</strong>, ad esempio, agisce come agisce perché vuole prendersi cura del suo popolo. Ha salvato molte donne, precedentemente schiave, e ha dato loro un impiego importante nella produzione del ferro; ha accolto i lebbrosi nella sua residenza privata, trattandoli come esseri umani e dando loro un lavoro. L’errore di Eboshi, alla fine, è quello di dare maggior valore all&#8217;uomo che alla natura che lo sostenta.</p>
<p><strong>San</strong>, dal canto suo, inizialmente non conosce altra reazione che la violenza: spinta dal voler proteggere la foresta e la natura, non riesce che a continuare il conflitto con la Città, causando la morte di molti lavoratori nel tentativo di uccidere Eboshi.</p>
<p>Le vicende del film spingono tutti i suoi personaggi a crescere e a maturare, mostrando che c’è una speranza nella comprensione reciproca. Il primo a raggiungere una diversa consapevolezza è ovviamente <strong>Ashitaka</strong>, vittima diretta dell’odio, simbolo delle conseguenze ambientali di uno sfruttamento indiscriminato. Invece di aggiungere rancore su rancore, Ashitaka sfrutta la sua esperienza per elevarsi al di sopra del conflitto tra le due parti e cercare una conciliazione.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/mononoke3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13832" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/mononoke3.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/mononoke3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/mononoke3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/mononoke3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/03/mononoke3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Dove non possono le parole e le azioni di Ashitaka, possono le conseguenze delle azioni umane. I poteri distruttivi della natura sono scatenati dalle influenze dell’uomo e non risparmiano nessuno: pensiamo ad esempio alle frane nelle aree disboscate, o alle tragedie causate dalla rottura delle dighe. Il messaggio di necessità di coesistenza in armonia dell’uomo e della natura è particolarmente efficace perché, oltre che essere diretto allo spettatore, passa anche ai personaggi stessi, che hanno così modo di crescere e di migliorare.</p>
<p>Questa gestione dei personaggi, con i loro difetti e la loro crescita che li rendono realistici, è il maggiore punto di forza di un film che riesce nel proposito di insegnare qualcosa, senza risultare scontato.</p>
<p>Passando alla parte tecnica, non si può non menzionare la straordinaria animazione di cui è capace lo <strong>Studio Ghibli</strong>. <strong>Miyazaki</strong>, a buona ragione, sostiene che il disegno su carta sia la base dell’animazione. Il film, infatti, è quasi completamente animato in maniera tradizionale, con i fotogrammi disegnati e dipinti a mano: sebbene sia un lavoro lungo e massacrante, la qualità che ne risulta è di livello estremamente elevato. Per velocizzare l’uscita nelle sale in Giappone, in <strong>Principessa Mononoke</strong> sono state utilizzate anche l’animazione e la colorazione digitali, gestite in modo da mescolarsi al resto del film.</p>
<p>In conclusione, <strong>Principessa Mononoke</strong> è un lavoro eccezionale. Rispetto ai film precedenti diretti da <strong>Miyazaki</strong> è più maturo e più complesso, forse non diretto ad un pubblico giovanissimo date le atmosfere più cupe e alcune scene di violenza. Grazie anche alla colonna sonora (che rimane in testa ben oltre la fine del film, almeno a me), le sensazioni che il film vuole creare arrivano vivide e forti allo spettatore.</p>
<p>Dunque, sventurati che ancora ignoravate l’arte targata <strong>Ghibli</strong>, cosa aspettate ancora a guardare questo capolavoro?</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/03/28/studiando-ghibli-principessa-mononoke/">Studiando Ghibli #1 &#8211; Principessa Mononoke</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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