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	<title>Post Scriptum - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Radetzky: Milano 1848 &#8211; Riconquistiamo la città!</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/01/20/radetzky-milano-1848-riconquistiamo-la-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2019 13:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Demoela]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Post Scriptum]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione Tematizzare un gioco da tavolo non è affatto semplice. Mi spiego meglio: a volte le meccaniche sono considerate talmente più importanti, che l&#8217;ambientazione pare essere solamente una &#8220;livrea&#8221; volta ad attrarre o ad affascinare possibili acquirenti, o a rendere semplicemente meno arido il guardare al solo motore di gioco, cosa che peraltro i più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/01/20/radetzky-milano-1848-riconquistiamo-la-citta/">Radetzky: Milano 1848 &#8211; Riconquistiamo la città!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-28863 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/titolo_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Tematizzare un gioco da tavolo non è affatto semplice.</p>
<p>Mi spiego meglio: a volte le meccaniche sono considerate talmente più importanti, che l&#8217;ambientazione pare essere solamente una &#8220;livrea&#8221; volta ad attrarre o ad affascinare possibili acquirenti, o a rendere semplicemente meno arido il guardare al solo motore di gioco, cosa che peraltro i più fomentati del settore fanno (se vi dà fastidio l&#8217;espressione &#8220;fomentati&#8221;, sostituitela a vostro piacimento con &#8220;esperti del settore&#8221;). In altri titoli, invece, <strong>tematizzazione e meccaniche</strong> sono talmente ben amalgamate che probabilmente conoscere l&#8217;argomento ci aiuta anche a comprendere come giocare.</p>
<p>Però, la scelta del tema non deve essere un qualcosa di banale, penso.</p>
<p>Per questo, trovare un gioco con un&#8217;ambientazione così specifica come quella di <strong>Radetzky: Milano 1848</strong> mi ha prima stupito e poi immediatamente interessato (da gran nerd che sono per la Storia) ma, avendo visto che si tratta del nuovo gioco di <strong>Demoelâ </strong>(che ringraziamo insieme alla casa editrice <strong>Post Scriptum</strong> per il materiale di questa recensione), autori già del bello <strong>Zena 1814</strong>, mi sono subito fidato perché, di certo, l&#8217;ambientazione non sarebbe stato affatto qualcosa di posticcio.</p>
<p>Prima di svelarvi se il gioco di <strong>Alberto Barbieri</strong>, <strong>Marco Garavaglia</strong> e <strong>P.S. Martensen</strong> mi si piaciuto, però, concedetemi un momento per una precisazione.</p>
<h2>Contesto storico</h2>
<p>Se vi parlo delle &#8220;<strong>Cinque giornate di Milano</strong>&#8220;, quanti di voi sanno dirmi il periodo ed il contesto di questo celebre accadimento storico?</p>
<p>Scommetto quello che volete che a molti di voi verranno in mente <strong>Renzo e Lucia</strong>, la coppia di fidanzati più travagliata della letteratura italiana, e le ore passate a leggere I Promessi Sposi quando eravate dei pischelli e il vostro unico lavoro era stare seduti sui banchi di scuola a riempire il più possibile il cervello di cultura.</p>
<p>Ecco, levatevelo dalla testa, è sbagliato.</p>
<p>Io non so perché, ma è una associazione di idee più comune di quel che si possa pensare ed è, ovviamente, completamente sbagliata, frutto forse del parallelismo utilizzato da Manzoni per paragonare la situazione politica della sua epoca con la situazione di duecento anni prima, sia sul piano morale che su quello storico-politico. Ho letto certi strafalcioni a tal proposito sull&#8217;internet, che ho voluto cominciare l&#8217;articolo proprio con una puntualizzazione da maestrino, che ogni tanto le bacchettate fanno bene.</p>
<p>Così vi mettete in testa, se non lo sapete, che quello delle Cinque Giornate è un avvenimento inquadrabile nel contesto più ampio dei moti rivoluzionari che attraversarono tutta l&#8217;Europa nel biennio<strong> 1848-1849</strong> e in quello più circoscritto della <strong>Prima Guerra d&#8217;Indipendenza italiana</strong>, che si prefiggeva di liberare, appunto, l&#8217;Italia dalle dominazioni straniere e di realizzarne l&#8217;unità.</p>
<p>Ciò, come sappiamo, non avvenne prima della fine della Seconda Guerra di Indipendenza nel 1861, anche se le Cinque Giornate rimangono uno degli episodi di maggior gloria per i patrioti italiani, che tra il <strong>18 ed il 22 Marzo del 1848</strong>, dopo cinque giorni di aspri combattimenti,  riuscirono a cacciar fuori dalla città di Milano le truppe austriache del <strong>maresciallo Radetzky</strong>, seppur in modo temporaneo, a causa della scelta del re Carlo Alberto di Savoia di firmare un armistizio con gli austriaci.</p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>Fatto lo spiegone, andiamo finalmente a vedere come si gioca!</p>
<p>Innanzitutto specifichiamo che si tratta di un <strong>cooperativo</strong>, ovvero di un titolo nel quale i giocatori collaborano per giungere alla vittoria. Il numero di giocatori è <strong>da 1 a 5</strong>, è compresa quindi la modalità per giocatore singolo (d&#8217;altronde, un collaboratore più collaborativo di voi stessi, a meno che non siate schizofrenici, vi sfido a trovarlo).</p>
<p>In secondo luogo, specifichiamo che esistono <strong>due modalità di gioco</strong>, una base e l&#8217;altra avanzata, che introduce alcuni concetti in più ed è adatta a chi già ha preso confidenza con il gioco base (che di suo è facile nelle regole ma difficile da vincere). Inoltre, è specificato nel manuale come rendere ciascuna di queste modalità di gioco più semplice o più difficile.</p>
<p>La plancia di gioco rappresenta la <strong>città di Milano</strong> nel 1800 (prima che abbattessero la cinta muraria, ndr) divisa in 16 zone, più il Castello Sforzesco, ovvero il quartier generale delle truppe austriache.</p>
<div id="attachment_28860" style="width: 913px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28860" class="size-full wp-image-28860" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600.jpg" alt="" width="903" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600.jpg 903w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600-300x199.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46389062_2319553814782809_5550586167348428800_o_903x600-768x510.jpg 768w" sizes="(max-width: 903px) 100vw, 903px" /></a><p id="caption-attachment-28860" class="wp-caption-text">La plancia di gioco, che rappresenta la città di Milano nel 1800.</p></div>
<p>Su tale plancia si disporranno i soldati austriaci (che sono cubetti neri), i patrioti (ovvero, i meeple che rappresentano i giocatori) e il segnalino di <strong>Radetzky</strong> che, a differenza di quanto accadde in realtà, durante il gioco verrà a terrorizzarvi in giro per la città.</p>
<p>Ciascun patriota avrà con sé <strong>una mano di 4 carte</strong> rappresentanti un simbolo tra spada, palla di cannone e mappa, che serviranno soprattutto per i combattimenti e che fanno il verso alla triade forbici-sasso-carta. Le carte in mano ai giocatori si pescano dal mazzo &#8220;Italia&#8221;; l&#8217;altro mazzo di carte &#8220;Austria&#8221;, invece, serve per i combattimenti, come vedremo tra poco.</p>
<p>All&#8217;inizio del turno di gioco, viene rivelata una carta che rappresenta <strong>una delle aree di Milano</strong>: tale area sarà disponibile per esser &#8220;liberata&#8221;. Nei turni successivi, altre aree diverranno disponibili.</p>
<p>Lo <strong>scopo del gioco</strong> è presto spiegato: i patrioti dovranno liberare dalla presenza austriaca (e quindi conquistare) almeno 5 zone della città, prima che le truppe austriache facciano lo stesso.</p>
<p>E come si fa, direte voi?</p>
<p>Ad ogni turno ciascun patriota avrà<strong> 3 &#8220;azioni&#8221; da compiere</strong>, anche ripetibili fino al numero limite, tra le seguenti:</p>
<ul>
<li>Muovere da un&#8217;area ad un&#8217;altra adiacente;</li>
<li>Liberare una zona (ovvero conquistarla), se è disponibile e se non è occupata da unità austriache;</li>
<li>Attaccare unità nemiche</li>
<li>Combattere contro Radetzky</li>
<li>Pescare carte per ripristinare la propria mano (a quattro).</li>
</ul>
<p><strong>Come si attaccano le truppe austriache?</strong> Il funzionamento è molto semplice: si gira una carta Austria alla volta (una per ciascun soldato presente) e tale carta va sconfitta con una delle carte in mano al giocatore che ha attaccato recante il simbolo opposto, proprio come nella morra cinese. Se nella zona dove avviene il combattimento c&#8217;è più di un patriota, potrà contribuire in egual misura al combattimento.</p>
<div id="attachment_28861" style="width: 919px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28861" class="size-full wp-image-28861" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600.jpg" alt="" width="909" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600.jpg 909w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600-300x198.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/46439074_2319554061449451_4226372265941401600_o_909x600-768x507.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 909px) 100vw, 909px" /></a><p id="caption-attachment-28861" class="wp-caption-text">Le carte per il combattimento: quelle sopra sono italiane, e recano anche i simboli degli Aiuti; quelle sotto sono le austriache.</p></div>
<p>Il combattimento può terminare a discrezione del giocatore (e in tal caso si rimuovono dalla plancia i soldati sconfitti) oppure brutalmente con la sconfitta dello stesso: in tal caso, tutti i soldati sconfitti in quel combattimento tornano in gioco. Gli esperti del settore mi dicono che questa dinamica si chiama &#8220;<strong>push your luck</strong>&#8220;, che più o meno sta per &#8220;sfida la sorte, ma non esagerare che sennò poi so&#8217; cavoli&#8221;.</p>
<p>Se avessimo l&#8217;ardire di attaccare Radetzky, invece, dovremmo sconfiggere ben tre carte Austria tutte insieme: va da sé che senza collaborazione questa possa risultare una mossa folle. Picchiare il generalissimo, però, avrà dei <strong>vantaggi immediati</strong>, quali la rimozione di soldati e rinforzi per il turno successivo.</p>
<p>Quando avremo ripulito una zona dalla presenza austriaca e solo se la carta relativa alla zona sarà presente sul tavolo, <strong>potremo rivendicare la zona come libera</strong> ed italiana!</p>
<p>Quando tutti i giocatori avranno terminato le loro azioni, toccherà agli austriaci, che rimpinzeranno le loro fila con <strong>nuovi soldati</strong> provenienti dal Castello Sforzesco, andando a rinforzare le aree dove già presenti, soprattutto nei dintorni di Radetzky.</p>
<p>Se al primo turno tutto sembra gestibile con calma serafica, già al secondo turno la vicenda si scopre esser complicata: gli austriaci cominceranno ad essere ovunque e <strong>avremo bisogno di ottima coordinazione</strong> per cercare di rivendicare le zone prima che lo facciano gli austriaci. Ah, certo: sappiate che una volta che una zona è stata rivendicata, è perduta per sempre, giusto per semplificarci la vita.</p>
<div id="attachment_28862" style="width: 942px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-28862" class="size-full wp-image-28862" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600.jpg" alt="" width="932" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600.jpg 932w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600-300x193.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/01/20181129_204238_932x600-768x494.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></a><p id="caption-attachment-28862" class="wp-caption-text">Al terzo turno è già dramma.</p></div>
<p>Questo per quanto concerne la modalità base; la <strong>modalità</strong> <strong>avanzata</strong>, invece, è un altro paio di maniche di giacca da soldato, ed è pensata per giocatori più attenti e smaliziati, nonché meno sbilanciata, a mio avviso, circa il fattore fortuna.</p>
<p>Innanzitutto, le barricate visibili sulla plancia di gioco diverranno effettive, costringendo a <strong>pianificare le mosse in modo molto più accurato</strong>; dal punto di vista storico, le barricate furono una delle caratteristiche salienti delle Cinque Giornate, risultando l&#8217;ennesima meccanica mutuata dal contesto storico e perfettamente sfruttata ai fini del gioco.</p>
<p>I simboli sulle carte di combattimento avranno finalmente un loro utilizzo: rappresentano infatti delle <strong>abilità particolari</strong> che potremo sfruttare durante il turno per aiutarci nella lotta contro il nemico, chiamate Aiuti.</p>
<p>Anch&#8217;esse sono estremamente tematizzate e sono tranquillamente ritrovabili nelle cronache dell&#8217;epoca: basti pensare ai <strong>martinitt</strong>, i ragazzini orfani utilizzati come messaggeri dei ribelli, o le <strong>mongolfiere</strong>, utilizzate dagli insorti per mandare messaggi e notizie verso la campagna, rompendo l’assedio degli Austriaci. Sono anche presenti le <strong>Nobildonne</strong> (come la celebre Cristina di Belgioioso), i fucili e le immancabili barricate.</p>
<p>Compare inoltre <strong>una nuova plancia</strong>, quella del combattimento, che va sia a modificare il meccanismo delle zone disponibili per la conquista, sia a potenziare gli Aiuti in funzione delle vittorie ottenute.</p>
<p>La <strong>modalità base</strong> di Radetzky è perfetta, a mio avviso, anche per i neofiti che si avvicinano al mondo dei giochi da tavolo, coinvolgendoli, posso scommetterci, nel giro del primo turno.</p>
<p>Mi ricorda ciò che accadde a me con il classico <strong>Pandemia</strong>, le cui meccaniche sono in qualche modo simili: un turno, e fu subito amore.</p>
<p>La <strong>modalità avanzata</strong>, invece, aggiunge un livello di sfida che piacerà di certo anche ai giocatori più svezzati.</p>
<p>In definitiva, <strong>un titolo ottimo per una vasta platea</strong>, da quelli che non hanno mai giocato da tavolo a chi è un <em>habitué</em> di pedine, carte e cubetti di legno. E anche, ricordiamolo, per chi al momento è sprovvisto di compagni di gioco.</p>
<h2>Grafica e componenti</h2>
<p>Radetzky: Milano 1848 si presenta con un <strong>ottimo aspetto</strong>, a partire dalla plancia, in stile mappa di due secoli fa, per arrivare alle illustrazioni che decorano le carte, tutta farina nel sacco di <strong>Simone Murgia e Sara Gioria</strong>.</p>
<p>Tanti cubetti di legno nero a rappresentare i soldati austriaci e dei grandi meeple, anch&#8217;essi di legno per i patrioti completano la dotazione, insieme alla plancia aggiuntiva di cartone, ai cartoncini per i miglioramenti e le bandiere per le zone conquistate.</p>
<p><strong>Una dotazione semplice, ma ricca</strong>, che merita di essere riposta per bene nella scatola: apprezzo moltissimo il fatto che nella fornitura fossero comprese molte ziplock, anche più di quelle necessarie, per organizzare il tutto al meglio.</p>
<p>Se volete dare un&#8217;occhiata più approfondita al contenuto della scatola di Radetzky: Milano 1848, seguendo <a href="https://www.facebook.com/pg/nerdandocom/photos/?tab=album&amp;album_id=2319553624782828">questo link</a> troverete l&#8217;album relativo al nostro <strong>unboxing</strong>.</p>
<p>Il<strong> manuale</strong>, multilingua, merita un encomio per la qualità e l&#8217;esaustività delle spiegazioni, nonché per le parentesi di approfondimento storico cui Demoelâ sembra tenere particolarmente e anche il sottoscritto apprezza moltissimo.</p>
<p>Giocare ed imparare è un binomio da non sottovalutare.</p>
<p>E ho fatto pure la rima baciata, tiè.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Mi sono reso conto di aver scritto veramente molto, e non l&#8217;avrei fatto se <strong>Radetzky: Milano 1848</strong> non mi fosse piaciuto.</p>
<p><strong>È un gioco che funziona a più livelli e con più tipi di giocatori</strong>, diverte e le meccaniche sono ottimamente contestualizzate con l&#8217;ambientazione scelta, che di suo è già molto ma molto interessante. La bella grafica, la semplicità delle regole e i livelli di difficoltà sono un surplus non da poco, e c&#8217;è da congratularsi con Demoelâ per essere riusciti a tirar fuori un titolo veramente meritevole per le vostre serate.</p>
<p>Divertente, teso, intelligente: si può chiedere altro come base per un ottimo gioco da tavolo?</p>
<p><strong>Siete pronti a liberare Milano</strong> e ad innalzare la bandiera italiana sul Duomo (come 170 anni fa fece il Conte Luigi Torelli, ndR)?</p>
<p><strong>Radetzky: Milano 1848</strong> è sviluppato da Demoelâ, pubblicato da Post Scriptum e lo trovate nei negozi fisici ed online ad un prezzo indicativo di <strong>30 €</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Radetzky: Milano 1848</strong> è un ottimo gioco da tavolo, adatto a tutti i tipi di giocatori e splendidamente ambientato in una pagina di storia italiana che tutti dovremmo conoscere.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.0]</h2>
<p>[amazon_link asins=&#8217;B07KGB143V,B016R3UVJ8,B07KT2X86X,B077F8DQ1J,B074H1SLDM&#8217; template=&#8217;ProductCarousel&#8217; store=&#8217;nerdandocom-21&#8242; marketplace=&#8217;IT&#8217; link_id=&#8217;e215ec12-a711-4900-9cae-b791ba4c33c0&#8242;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/01/20/radetzky-milano-1848-riconquistiamo-la-citta/">Radetzky: Milano 1848 &#8211; Riconquistiamo la città!</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Wendake &#8211; Il german italiano dedicato ai pellerossa</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/11/06/wendake-german-italiano-dedicato-ai-pellerossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2017 13:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Sabia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[German]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Wendake" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Wendake, per chi non lo sapesse, è il nome con cui i nativi chiamavano la regione dei laghi canadese occupata oggi dal Quebec. Qui vivevano diverse tribù di pellerossa, tra cui i famosi Uroni (o Wyandot) che l&#8217;hanno abitata per secoli e che ancora oggi ne occupano una porzione riservata loro. In quest&#8217;area e nei primi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/11/06/wendake-german-italiano-dedicato-ai-pellerossa/">Wendake &#8211; Il german italiano dedicato ai pellerossa</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p><strong>Wendake</strong>, per chi non lo sapesse, è il nome con cui i nativi chiamavano la regione dei laghi canadese occupata oggi dal Quebec. Qui vivevano diverse tribù di pellerossa, tra cui i famosi Uroni (o Wyandot) che l&#8217;hanno abitata per secoli e che ancora oggi ne occupano una porzione riservata loro.</p>
<p>In quest&#8217;area e nei primi decenni della colonizzazione europea, si ambienta Wendake: il <em>german</em> creato da <strong>Danilo Sabia</strong> che per i nativi americani ha grandissima passione, come dimostra questo bel board game.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Wendake</strong> è un gioco di piazzamenti, risorse e movimenti. Ve ne aveva già parlato Giando nella sua analisi del <a href="https://nerdando.com/2017/06/06/wendake-anteprima-grandi-laghi/">prototipo</a> a giugno; oggi, invece, dopo la presentazione ad <strong>Essen Spiel 2017</strong>, è pronto ad invadere il mercato italiano a partire da <strong>Lucca Comics &amp; Games 2017</strong>.</p>
<p>La sua struttura modulare si adatta al diverso numero di giocatori, da due a quattro, che prendono le redini di una tribù di nativi. Ogni giocatore ha il compito di badare alla gestione del villaggio, l&#8217;esplorazione delle terre e dei fiumi, le piantagioni e la caccia.<br />
Oltre al produrre risorse, però, i nativi possono entrare in contatto con le altre tribù, in modo bellicoso o pacifico, commerciare con gli europei, stringere alleanze con i francesi o gli inglesi, che all&#8217;epoca si contendevano il territorio.</p>
<p>Il tutto senza dimenticare le antiche tradizioni, i rituali mistici e la cura dei nativi feriti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19463" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2.jpg" alt="Wendake" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Meccaniche</h2>
<p>La prima cosa a colpire, nella meccanica di gioco, è la plancia dinamica del giocatore: una tabella 3&#215;3 contiene le nove (più una sul retro) azioni possibili; collocando i nostri segnalini possiamo scegliere una riga, colonna o diagonale a scelta della tabella, eseguendo le azioni riportate sulle tessere. A fine turno, poi, si andrà a scalare, facendo uscire le tessere della fila più in basso e sostituendone una con altre tessere speciali (che racchiudono <strong>più azioni</strong> ciascuna) da una riserva che si aggiorna in continuazione.<br />
Le azioni vanno dal movimento alla guerra, dalla raccolta alla caccia, dai rituali con cui recuperare nativi feriti al commercio con gli europei fino alla mistica delle maschere degli stregoni.</p>
<p>Mi ha colpito la notevole cura dei dettagli e l&#8217;immersività dell&#8217;<strong>ambientazione</strong>: ad esempio, barattando risorse con gli europei, si rischia di contrarre il vaiolo, mettendo fuori gioco il nostro commerciate; anche la raccolta di risorse, così come la caccia e la conciatura delle pelli, è davvero ben bilanciata: come l&#8217;autore riporta nelle regole, i nativi erano molto rispettosi dell&#8217;ambiente in cui vivevano e non raccoglievano mai più di quanto servisse loro. Questo si riflette anche nel gioco: è possibile collezionare moltissime risorse, ma gli eccessi non sono minimamente utili ai fini della vittoria.</p>
<p>L&#8217;altro punto di forza, che rende davvero interessante questo board game, è che i punti vittoria vengono collezionati su due differenti &#8220;binari&#8221;, ognuno composto da due tipologie di punteggio: commercio, guerra, maschera e rituale. I punti da calcolare a fine partita per la vittoria sono quelli più bassi per ciascun binario; se per esempio nel binario commercio + guerra abbiamo totalizzato rispettivamente 12 e 10 punti, dovremo contare solo i 10 punti. Questo fa sì che le scelte del giocatore siano sempre bilanciate: concentrarsi sull&#8217;aumento di un solo punteggio non serve a nulla, se l&#8217;altro resta su livelli bassi.<br />
E a proposito della modularità, anche i binari lo sono e di partita in partita possiamo scegliere una delle tre combinazioni possibili.</p>
<p>Ma <strong>Wendake</strong> offre anche altri spunti di novità, partita dopo partita: dopo aver preso la giusta pratica con le dinamiche di gioco, infatti, è possibile utilizzare le regole avanzate e introdurre le diverse tribù native, ognuna con bonus particolari che incidono pesantemente sulla strategia di gioco.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19464" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3.jpg" alt="Wendake" width="1000" height="601" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3-768x462.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>L&#8217;unico neo che ho trovato, per essere onesti, è la scarsa interazione tra giocatori: al di là del buttare un occhio a cosa stanno facendo gli avversari e a come si stanno spostando sui binari dei punteggi, l&#8217;unica interazione attiva è la guerra: in pratica, spostando soldati su territori già occupati, e scegliendo l&#8217;azione militare, possiamo attaccare gli avversari.</p>
<p>Gli scontri, tuttavia, sono sempre comandati: i soldati di annullano a vicenda e i lavoratori vengono sempre rimpiazzati dai soldati attaccanti.<br />
Se, ad esempio, un mio avversario occupa un territorio con un cacciatore e una sentinella, attaccandolo io con due sentinelle otterrò sempre di eliminare il suo e il mio soldato, e sostituire il suo cacciatore col mio secondo guerriero, che diventerà un punto di appoggio per un mio futuro cacciatore che ne prenderà il posto successivamente.</p>
<p>Oltre a questo, davvero poco altro: nella scelta delle maschere, che consiste nell&#8217;estrarre delle carte casuali dal mazzo per creare combinazioni differenti e prendere il punteggio relativo, l&#8217;unico modo di ostacolarsi l&#8217;un l&#8217;altro è che di turno in turno può essere usata una so combinazione (coppia, tris, due coppie, ecc.)</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Una cosa da dire è che questo scatolone, di quasi due chili di peso, è davvero ricchissimo di contenuto: tra risorse, carte, tessere, meeple e plance, abbiamo oltre 500 pezzi: una quantità davvero imponente.<br />
Ottimi i materiali, sia i cartonici che soprattutto le risorse in legno, sagomate alla perfezione.</p>
<p>Il setup del gioco, soprattutto nelle prime partite, vi porterà via un po&#8217; di tempo per piazzare sul tavolo tutta questa moltitudine di materiali. Da notare che, però, il gioco poi viaggia via molto veloce: i setti turni potranno tenervi impegnati fino ad un paio di ore, ma le azioni viaggiano via piuttosto rapide, con davvero pochi momenti di attesa e nessun momento morto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-19465" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4.jpg" alt="Wendake" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/11/wendake4-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Sono rimasto molto colpito da questo board game: l&#8217;ambientazione, da grande amante della cultura <strong>pellerossa</strong>, è semplicemente fantastica, estremamente rispettosa dei nativi americani. Danilo Sabia, che ho avuto il piacere di incontrare ad Essen, non ha fatto mistero di essere cresciuto in compagnia di Ken Parker e di aver ereditato da lì la sua passione per i nativi.</p>
<p>Personalmente, io sono invece cresciuto all&#8217;ombra dei Tex che divorava mio padre, per cui sono più legato ai nativi dei deserti; tuttavia non posso che dirmi entusiasta da questa immersione nel mondo dei pellerossa, e sono felicissimo che si tratti di un gioco tutto italiano.</p>
<p>Ringrazio <strong>Placentia Games</strong> e <strong>Post Scriptum</strong> per avermi dato l&#8217;occasione di sperimentare questo titolo in anteprima.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Wendake</strong> è il board game &#8220;german&#8221; tutto italiano per immergersi nella complessa e affascinante vita dei nativi americani.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.1]</h2>
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		<title>Wendake &#8211; Anteprima dei Grandi Laghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Danilo Sabia]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi Laghi]]></category>
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<p>Il titolo che oggi abbiamo provato in anteprima in realtà lo conosciamo da un po&#8217; di tempo con un altro nome: Wendake non è altro che il titolo definitivo di Grandi Laghi, eurogame targato Post Scriptum e Placentia Games, ad opera di Danilo Sabia. Grazie all&#8217;instancabile Mario Sacchi, ho avuto la possibilità di provare il prototipo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Grandi Laghi" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-15597" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg" alt="Grandi Laghi" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/06/IMG_8101-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>
<p>Il titolo che oggi abbiamo provato in anteprima in realtà lo conosciamo da un po&#8217; di tempo con un altro nome: <strong>Wendake</strong> non è altro che il titolo definitivo di <strong>Grandi Laghi</strong>, eurogame targato <strong>Post Scriptum</strong> e <strong>Placentia Games</strong>, ad opera di <strong>Danilo Sabia</strong>. Grazie all&#8217;instancabile <a href="https://nerdando.com/2015/05/05/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/"><strong>Mario Sacchi</strong></a>, ho avuto la possibilità di provare il <strong>prototipo</strong> quasi definitivo del gioco, che promette davvero bene. Ma andiamo per ordine!</p>
<h2>Ambientazione dei Grandi Laghi</h2>
<p>Wendake è un &#8220;<strong>tedesco</strong>&#8221; che ci proietta nell&#8217;America dove non era ancora MacDonalds a farla da padrone bensì gli <strong>Indiani d&#8217;America di metà 1700</strong>, intenti a sviluppare il loro accampamento, gestire le riserve di caccia e coltivazione e iniziare i primi commerci con l&#8217;Uomo Bianco, il tutto non dimenticando le religioni tribali e le antiche forze che governavano il mondo sottile. Di sicuro, per essere un tedesco, l&#8217;ambientazione c&#8217;è e, grazie ad un prototipo graficato a dovere, non mi sono ritrovato a gestire tessere e cubetti &#8220;anonimi&#8221; ma ho potuto già immergermi nelle atmosfere che sanno di polvere e tribù. Punto a volte &#8220;debole&#8221; degli eurogame, in Wendake mi ritengo invece soddisfatto degli sforzi fatti per unire ambientazione a meccaniche.</p>
<p>La <strong>plancia</strong> è data dalla combinazione di due elementi modulari da selezionare a seconda del numero dei giocatori; avremo un accampamento base, inattaccabile dagli avversari, e una serie di territori dove ci sono postazioni nelle quali potremo coltivare una tipologia di vegetale tra le tre disponibili o cacciare i castori. Il nome del gioco era &#8220;Grandi Laghi&#8221;, e infatti la mappa ricalca proprio quella regione nordamericana a cavallo tra <strong>USA e Canada</strong>, con tanto di accuratezza grafica nel riportare i vari laghi su plancia, e non dimentichiamoci delle pedine Canoa con cui popolare le distese d&#8217;acqua, necessarie per pescare . Abbiamo infine un&#8217;ultima plancia che riporterà il turno di gioco, l&#8217;ordine e i punti derivanti dalle Maschere, ottenibili tramite combinazioni di carte pescabili tramite le azioni. Ovviamente, completano il tutto una valanga di cubetti e meeples, che nella versione finale avranno forme ad hoc.</p>
<h2>La meccanica originale</h2>
<p>Mi voglio soffermare principalmente su quello che è l&#8217;aspetto più <strong>originale</strong> (ma non l&#8217;unico) di Wendake, ossia la <strong>plancia azioni dinamica</strong>. Sostanzialmente ogni giocatore parte con 9 azioni base, ognuna riportata su una tessera, da posizionare sulla plancia personale. Potremo scegliere tre azioni in ogni turno, posizionando su ognuna di esse un pedone, e a fine turno succederanno due cose: laddove abbiamo posizionato il pedone, dovremo <strong>voltare</strong> la tessera, svelando la faccia &#8220;Rituale&#8221; (utile per guadagnare punti e riportare sul campo i Nativi feriti), e in seguito faremo fisicamente <strong>scorrere</strong> le nove tessere in basso, facendo uscire le ultime tre dalla plancia.</p>
<p>Una di queste tessere, volendo, potrà essere sostituita da una tessera &#8220;<strong>upgrade</strong>&#8221; da scegliere tra altre di primo o secondo livello che avremo posizionato a lato del tabellone, che costituiranno un miglioramento di un&#8217;azione che magari dà meno possibilità. Infatti gli upgrade di primo o secondo livello avranno tutti più di un&#8217;azione possibile per tessera, potenziando così sempre più le nostre giocate. Infine, le due tessere &#8220;vecchie&#8221; più quella &#8220;nuova&#8221; saranno da reinserire casualmente nella prima fila in alto della plancia personale, vuota a causa dello scivolamento. Questo viene ripetuto ogni turno, e dà la possibilità di <strong>personalizzare</strong> turno dopo turno le proprie possibilità di azione, cosa che sarà potenzialmente diversa di partita in partita. L&#8217;unico limite è dato dalla vostra inventiva, o dagli avversari che sceglieranno prima di voi proprio quella tessera che avevate adocchiato da tempo!</p>
<h2>Condizioni di vittoria</h2>
<p>Come si <strong>vince</strong> a Wendake? Sostanzialmente giocando in maniera equilibrata e andando a chiedere al giocatore ciò che in altri titoli è stata definita &#8220;insalata di punti&#8221; &#8211; definizione che non mi trova molto d&#8217;accordo in quanto non ci vedo nulla di male nel diversificare il gioco. Potremo guadagnare <strong>punti</strong> in <strong>quattro</strong> categorie &#8211; Maschere, Rituali, Commercio e Militare &#8211; suddivise a coppie (generate casualmente) su due segnapunti. La cosa originale è che saranno le due categorie &#8211; una per segnapunti &#8211; dove avremo ottenuto il valore <em><strong>minore</strong></em> a generare il nostro punteggio finale. Cosa che quindi eviterà il powerplay in una-due categorie ma spingerà il giocatore ad agire uniformemente lungo i <strong>7 turni</strong> di gioco. Questo secondo me gioca anche a favore dell&#8217;ambientazione, dato che non ha senso che una tribù ben organizzata non pensi a gestire tutti gli aspetti che ne contraddistinguono la realtà quotidiana, no?</p>
<p>Il gioco si basa sulle azioni e sul fatto di fare punti nei vari ambiti, dando anche la possibilità di usare le proprie <strong>unità militari</strong> per andare ad infastidire il giocatore avversario ed evitare che spadroneggi troppo sulla regione dei Grandi Laghi. Lo abbiamo testato principalmente in due giocatori e vi assicuro che il gioco gira proprio bene, introducendo anche dei sistemi alternativi per fare punti che potrebbero regalare inaspettate sorprese a fine partita, nel momento del conteggio punti.</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong>Incuriositi</strong> da queste caratteristiche di Wendake? Fate bene, dato che questo titolo ha un enorme <strong>potenziale</strong> e soprattutto rappresenta una ventata di <strong>aria fresca</strong> in un mondo, quello degli eurogame di piazzamento lavoratori, che a volte sembra un ripetersi con meccaniche già viste; la possibilità di <strong>plasmare</strong> turno dopo turno la vostra plancia azioni è qualcosa che mi lascia positivamente sorpreso e che mi ha divertito non poco. Non posso che attendere con trepidazione l&#8217;uscita del gioco, tant&#8217;è che vi invito a supportare il gioco nella campagna <strong>Kickstarter</strong> che partirà in estate. Un grosso in bocca al lupo a Danilo e a Post Scriptum e Placentia Games, e ottimo lavoro con questo gioco ambientato nei Grandi Laghi!</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Abbiamo provato Wendake in anteprima, e la sua plancia azioni dinamica è la novità più interessante dai tempi degli Indiani d&#8217;America che spopolavano nella regione dei Grandi Laghi!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore</em></p>
<p><em>Mia moglie Morgana continua a vincere, anche con i prototipi, anche quando ero sicuro di averla spuntata. E invece no. Neanche navigando sui Grandi Laghi.</em></p>
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		<title>Le novità Raven Distribution per il Play 2017</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Mar 2017 10:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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<p>Con l&#8217;appropinquarsi del prossimo Play di Modena, cui la nostra redazione parteciperà in forze, le case editrici ci informano delle prossime uscite e delle anteprime che saranno visionabili durante l&#8217;evento emiliano. Oggi parliamo di Raven Distribution, che si presenta con nuove collaborazioni, uno stand enorme e ben due progetti Kickstarter. Vediamoli nel dettaglio. Innanzitutto saranno [&#8230;]</p>
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<p>Con l&#8217;appropinquarsi del prossimo <strong>Play</strong> di Modena, cui la nostra redazione parteciperà in forze, le case editrici ci informano delle prossime uscite e delle anteprime che saranno visionabili durante l&#8217;evento emiliano.</p>
<p>Oggi parliamo di <strong>Raven Distribution</strong>, che si presenta con nuove collaborazioni, uno stand enorme e ben due progetti Kickstarter.<br />
Vediamoli nel dettaglio.</p>
<p>Innanzitutto saranno a disposizione tavoli sui quali provare <strong>Mystic Vale</strong> e due nuovi giochi nati dalla collaborazione con i tipi di Sir Chester Cobblepot, vale a dire <strong>Kung Fu Party</strong>, un party game molto caciarone e <strong>Apokalypsis</strong>, dove impersoneremo degli Angeli caduti durante l&#8217;Apocalisse; sarà presentata inoltre la nuova distribuzione dei Monopoly e Cluedo &#8220;brandizzati&#8221; a tema nerd e serie TV, proprio con marchio Raven.</p>
<p>Per i ragazzi di <strong>Playagame</strong>, Raven distribuirà <strong>La ricerca della felicità</strong>, una sorta di simulatore di vita con piazzamento lavoratori, <strong>Honshu</strong>, un gioco di carte a tema Giappone feudale, e <strong>Dungeon Rush</strong>.</p>
<p><strong>Tin Hat Game</strong>s presenzierà allo stand Raven con il primo dei due progetti Kickstarter, ovvero <strong>Dungeon Digger</strong>, un competitivo ad ambientazione fantasy comica.</p>
<p><strong>Eleven Aces</strong> punta i riflettori sul nuovo manuale del suo gdr Nameless Land, chiamato Dame della catastrofe, che va ad approfondire il lore del mondo da loro concepito.</p>
<p><strong>Post Scriptum</strong> porta a Modena un&#8217;espansione dal nome lunghissimo per il gioco di Drizzit, ovvero <strong>Drizzit &#8211; Il Gioco di Carte Espansione 2.5: Personaggi &amp; Poteri più Altre Carte Fighissime</strong>, contenente anche un albo a fumetti da 80 pagine.</p>
<p>Si chiude con il secondo progetto Kickstarter, presentato in forma di demo dai ragazzi di <strong>Crawling Chaos,</strong> che si chiamerà <strong>War Titans, Invaders Must Die</strong>, un cooperativo che ricorda da vicinissimo Pacific Rim e i vari Godzilla e i mostroni giapponesi d&#8217;antan.</p>
<p>Insomma, allo stand Raven ce ne sarà per tutti i gusti!</p>
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		<title>S.P.A.C.E. &#8211; Alla scoperta del Sistema Solare</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/01/18/s-p-a-c-e-alla-scoperta-del-sistema-solare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 11:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Spaziale Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco da Tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco di Carte]]></category>
		<category><![CDATA[Post Scriptum]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio]]></category>
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<p>Recensione Durante lo scorso Lucca Comics &#38; Games, passando di fronte allo stand degli amici di Post Scriptum, sono stato immediatamente attratto da una scatola di dimensioni ridotte, ma che mostrava in copertina la sonda Rosetta sullo sfondo del Sistema Solare e un titolo che non poteva che attrarmi: S.P.A.C.E.. Guardando poi bene la scatola, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-12390 size-full" title="S.P.A.C.E." src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600.jpg" alt="S.P.A.C.E." width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/spacerece_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Durante lo scorso Lucca Comics &amp; Games, passando di fronte allo stand degli amici di <strong>Post Scriptum</strong>, sono stato immediatamente attratto da una scatola di dimensioni ridotte, ma che mostrava in copertina la sonda Rosetta sullo sfondo del Sistema Solare e un titolo che non poteva che attrarmi: <strong>S.P.A.C.E..</strong></p>
<p>Guardando poi bene la scatola, si nota un logo, quello dell&#8217;<strong>Agenzia Spaziale Italiana</strong>, che incuriosisce non poco: &#8220;si tratterà di un titolo solo educational?&#8221;, è stata la mia domanda spontanea. Io personalmente sono un grandissimo fan della tematica spaziale, tanto da scegliermela come università prima e come lavoro poi, perciò non potevo non approfondire: una brevissima spiegazione e già mi aveva convinto. Quando poi, grazie a <strong>Post Scriptum</strong>, ho potuto provare in prima persona il gioco, ho capito che il mio fiuto non mi aveva ingannato: S.P.A.C.E. è proprio un bel gioco e mi è venuta la voglia di spiegarvi perché.</p>
<h2>La tematica</h2>
<p>Beh, la tematica, come già detto, è quella spaziale. <strong>S.P.A.C.E.</strong> è l&#8217;acronimo di Spazio, Pianeti, Asteroidi, Conquiste ed Esplorazioni, ed è in pratica una summa di tutto ciò su cui verte il gioco. Il classico titolo di fantascienza? Siete fuori strada: a partire dall&#8217;inclusione nella confezione di un Atlante Compact del Sistema Solare, qui si parla di esplorazione spaziale autentica, quella di NASA, ESA e compagnia bella.</p>
<p>La vocazione educational del titolo è chiara, ma non storcano il naso gli appassionatissimi di giochi da tavolo se pensano che ciò possa intaccare la giocabilità o il divertimento, perché non è affatto così, anzi è un di più molto piacevole che ben si integra con il contesto. <strong>Marco Garavaglia</strong> e <strong>Post Scriptum</strong>, che hanno creato e sviluppato il gioco su progetto di Libreria Geografica, hanno scelto di deviare dalle solite meccaniche di gioco trite e ritrite con i concetti scientifici appiccicati posticciamente addosso, per creare qualcosa di nuovo e stimolante, che ha ricevuto l&#8217;avvallo nei contenuti dall&#8217;Agenzia Spaziale Italiana.</p>
<p>D&#8217;altronde non fa affatto male approfondire, magari divertendosi, un tema scientifico così ben radicato nella cultura, nella storia e nella tecnologia del nostro paese, che purtroppo non è diffuso come dovrebbe.</p>
<h2>Meccaniche di gioco</h2>
<p>S.P.A.C.E. è un gioco basato sulle carte: perdonatemi se non parlo in modo eccessivamente tecnico, ma non credo sia nelle mie corde.</p>
<p>Per fortuna il meccanismo è abbastanza semplice, e così cerco di riportarvelo: nove carte rappresentano  il Sole e gli otto pianeti del Sistema Solare, sono naturalmente presenti gli asteroidi (in cartone) tra Marte e Giove. Queste sono dette &#8220;Carte orbita&#8221; e riportano una serie di dati reali che descrivono il pianeta in oggetto. Accanto a ciascuna di esse si pone un certo numero di carte relative al pianeta (in base al numero di giocatori) che presentano un lato Scoperta ed uno Tecnologia. Ci torneremo tra poco.</p>
<p>L&#8217;unico pianeta che fa eccezione a questa regola è la Terra, che ha accanto un mazzo di carte che rappresentano la ISS, ovvero la Stazione Spaziale Internazionale. Oltre a queste carte, che vanno poste sul tavolo, esiste un mazzo di gioco composto dalle carte Componenti (ovvero pezzi di veicoli spaziali, come pannelli solari, antenne, rover, scudi termici, ciascuno con un suo costo), dalle carte Missione (effetti sempre positivi) e dalle carte Allarme (effetti sempre negativi). Il giocatore ha la possibilità di avere in mano al massimo sei di queste carte.</p>
<p>Ad ogni turno ogni giocatore, che rappresenta una ipotetica agenzia spaziale, può eseguire differenti azioni: pescare carte dal suddetto mazzo per rimpinguare la propria mano, costruire una componente pagandone il costo (ovvero, si scartano dalla propria mano tante carte quante indicate dal costo), partire per una missione oppure giocare allarmi e missioni.</p>
<p>Per partire per una missione dovremo, ovviamente, avere il veicolo spaziale adatto per andarci: semplificando, un veicolo sarà costituito da due componenti, e ogni pianeta richiederà una combinazione diversa dei cinque componenti disponibili per essere visitato. Altrimenti, potremo usare le nostre carte componenti per &#8220;costruire&#8221; un pezzetto della Stazione Spaziale Internazionale.</p>
<p>Una volta partiti per una missione attorno ad un pianeta, avremo la possibilità di prendere una delle carte poste accanto alla sua orbita scegliendo uno solo dei due lati: potremo perciò optare per il lato Scoperta, che ci fornirà una bella quantità di punti prestigio e una curiosità scientifica su quel pianeta, oppure il lato Tecnologia, più avaro di punti prestigio, ma che garantirà una abilità perenne fino alla fine della partita. Un gran bel dilemma, perché le abilità sono effettivamente forti ed utili ma i punti prestigio sono quelli che fanno vincere la partita!</p>
<p>Digressione: ecco che distolgo un momento l&#8217;attenzione per fare una considerazione. A me questo meccanismo è piaciuto molto, perché unito al fatto di dover usare i componenti più costosi per raggiungere i pianeti più lontani (che danno ovviamente più prestigio e bonus) e al dover effettuare continuamente delle scelte dovute al numero limitato di carte in mano, mi ha ricordato effettivamente quanto sia complicata, difficile, costosa ma piena di soddisfazioni la storia dell&#8217;esplorazione spaziale. Una questione di scelte: perché concentrarsi su un pianeta anziché su un altro? Purtroppo, come anche nella realtà, è una questione di budget e di convenienza. La scelta del lato Tecnologia potrebbe ad esempio stare a simboleggiare la sperimentazione che si fa per poter far progredire le proprie conoscenze in campo tecnologico e garantirci migliori veicoli e tecnologie, anziché concentrarci sulla pura esplorazione finalizzata alla conoscenza. Come accade in realtà!</p>
<p>Ben fatto, davvero.</p>
<p>Ad aggiungere punti e bonus vari pensano gli asteroidi, assegnati casualmente come ricompensa per l&#8217;esplorazione di taluni pianeti.</p>
<p>Per quanto riguarda le carte Missione e le carte Allarme, vi dicevo che si tratta di bonus sempre positivi nel caso delle prime, sempre negativi nel caso delle seconde: queste rappresentano la possibilità data al giocatore di fare l&#8217;infame contro gli altri, ed effettivamente ci voleva per rendere il gioco più dinamico. Nota molto positiva il fatto che entrambe le tipologie di carte siano legate ad eventi o malfunzionamenti completamente realistici e legati anche alle caratteristiche dei pianeti, così da stimolare la curiosità di chi gioca all&#8217;approfondimento.</p>
<p>Il gioco finisce quando almeno tre pianeti siano stati esplorati completamente (leggasi: terminano le carte Scoperta/Tecnologia relative a tale pianeta), quando siano terminati gli asteroidi o quando un giocatore abbia esplorato ciascun pianeta (eventualità francamente remota, a quanto ho potuto vedere). Vince chi ha più punti prestigio.</p>
<h2>Giocabilità</h2>
<p>Il ritmo di gioco di S.P.A.C.E. mi ha favorevolmente colpito: dopo una veloce spiegazione delle regole, che ho trovato rapide, chiare e senza intoppi di sorta, si comincia a giocare ed il ritmo è sempre alto e mantiene vivo l&#8217;interesse. Tempi morti non ce ne sono perché le azioni sono rapide, a meno dell&#8217;ovvio studio della situazione, e non penso sia possibile annoiarsi perché anche l&#8217;interazione tra i giocatori, grazie alle varie carognate che si possono perpetuare tramite le carte Allarme, è assicurata. Inoltre una partita può durare al massimo una mezz&#8217;ora, quindi il tempo di gioco è ideale per permettere più partite in una sola sessione di gioco.</p>
<p>Personalmente l&#8217;ho testato con la mia ragazza che non è una esperta di giochi da tavolo e ci si è appassionata in tempo zero: al secondo turno già elaborava strategie ed aveva assimilato le regole, infliggendomi alla fine una sonora sconfitta. Subito dopo ne abbiamo rigiocata un&#8217;altra. Per me come banco di prova è più che sufficiente, ma non vedo l&#8217;ora di provarlo anche in più persone, magari di età differenti anche per vedere se funziona il lato educational. A tal proposito, preciso che il gioco è pensato per un numero di aspiranti esploratori che va da 2 a 5.</p>
<h2>Componentistica</h2>
<p>S.P.A.C.E. è un gioco di carte ed effettivamente la componentistica è principalmente costituita da queste: molto bella la grafica, sobria ma evocativa, sia nei disegni, sia nella parte di testo. Completa la dotazione la fustella contenente i componenti in cartone, ovvero gli asteroidi e le sonde che rappresentano le pedine del giocatore.</p>
<p>Nella scatola è compreso l&#8217;<strong>Atlante Compact del Sistema Solare</strong>, che al suo interno comprende il regolamento di gioco. L&#8217;Atlante è molto carino e fornisce un bel po&#8217; di informazioni sui corpi celesti che formano il nostro Sistema Solare.</p>
<p>Sulla nostra pagina Facebook potete visitare la galleria relativa all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1352699191468281.1073742022.652525704818970&amp;type=1&amp;l=3377ec2385">unboxing</a> per farvi un&#8217;idea di cosa troverete all&#8217;interno della scatola.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La curiosità che mi ha spinto a provare S.P.A.C.E. è stata ben ripagata, perché si tratta di un gioco veloce, divertente e ben ambientato nel campo dell&#8217;esplorazione spaziale, presente non soltanto come tematica di fondo, ma rappresentata a mio avviso bene anche nelle meccaniche di gioco.</p>
<p>Personalmente sono un vero malato di spazio e non esito a dire che si tratta di una fetta importante della mia vita, e giocare a questo titolo mi ha lasciato davvero felice e divertito. La componente educativa è ben fatta ed è anch&#8217;essa legata ad alcune meccaniche: modo furbo per centrare l&#8217;attenzione su alcuni concetti.</p>
<p>Un titolo dunque valido e adatto a tutte le età. Come se ciò non bastasse, costa poco ed è pure bello da vedere.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>S.P.A.C.E. è un gioco da non sottovalutare: impegna, diverte ed arricchisce anche dal punto di vista scientifico. Se vi interessa il tema dello spazio, ma anche se non vi interessa, fateci un giro e lasciatevi affascinare dalle meraviglie dell&#8217;esplorazione spaziale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/01/18/s-p-a-c-e-alla-scoperta-del-sistema-solare/">S.P.A.C.E. &#8211; Alla scoperta del Sistema Solare</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Time Bomb &#8211; Mazzate ed esplosioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 11:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni PiùTrentanove]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Sacchi]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Panara]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Facchini]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Time Bomb" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione (smitraglie e pallettoni) Tralasciando la citazione de &#8220;I 400 calci&#8221; dei Nanowar of Steel, oggi sono qui per scrivere di un titolo che ha catturato la mia attenzione durante le ultime feste natalizie anche perché il suo creatore, il buon Pasquale Facchini, me l&#8217;ha spedito comodamente a casa. Time Bomb, pubblicato da Edizioni PiùTrentanove in [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p><em>(smitraglie e pallettoni)</em></p>
<p>Tralasciando la citazione de &#8220;I 400 calci&#8221; dei <em><strong>Nanowar of Steel</strong></em>, oggi sono qui per scrivere di un titolo che ha catturato la mia attenzione durante le ultime feste natalizie anche perché il suo creatore, il buon <a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-pasquale-facchini/">Pasquale Facchini</a>, me l&#8217;ha spedito comodamente a casa.</p>
<p><strong>Time Bomb</strong>, pubblicato da <strong>Edizioni PiùTrentanove</strong> in collaborazione con <strong>Post Scriptum </strong>(Mario Sacchi e Matteo Panara hanno dato una grande mano durante la realizzazione)<strong> </strong>è un gioco di carte per 3-8 giocatori molto semplice e divertente, adatto per allietare le serate in compagnia.</p>
<h2>Regolamento</h2>
<p>All&#8217;inizio della partita, ogni giocatore riceve 4 carte Cuore (3 se si gioca in 7 o 8) da tenere scoperte che rappresentano le proprie &#8220;vite&#8221;, si pescano 2 carte Tempo coperte, si mette la carta Senso di gioco al centro del tavolo per segnalare &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; in quale ordine si gioca e si scopre la prima carta dal mazzo Bomba il cui valore numerico indica il numero di secondi che mancano all&#8217;esplosione della stessa.</p>
<p>A turno si giocherà una carta Tempo dalla mano o si estrarrà la prima dal Mazzo Tempo che dovrà essere immediatamente giocata: queste carte hanno un valore numerico positivo o negativo ed andranno ad aumentare o diminuire i secondi mancanti all&#8217;esplosione della bomba, si pesca eventualmente una carta Tempo per far sì di averne due in mano e, se la bomba non è esplosa, si passa la mano al giocatore successivo.</p>
<p>La bomba esplode se i secondi mancanti sono 0 o meno o se viene giocata la carta BOOM, il giocatore di turno perde una carta Cuore e agli altri non rimane che scappare: per effettuare tale azione, bisognerà mettere una mano sopra le carte Tempo giocate, l&#8217;ultimo arrivato perderà una carta Cuore.</p>
<p>Il gioco finisce quando almeno un giocatore ha perso tutte le carte Cuore e sarà decretato vincitore chi ha più Cuori. In caso di partecipanti a parimerito, questi rimarranno con una sola carta Cuore e giocheranno dei round finché non resterà in vita solo il vincitore.</p>
<p>Esistono delle carte particolari che cambiano alcune regole:</p>
<ul>
<li><strong>Dinamite</strong>. Quando viene estratta questa carta Bomba, si giocherà sempre la prima carta del mazzo Tempo.</li>
<li><strong>Cambio Giro</strong>. Inverte il senso di gioco.</li>
<li><strong>Gioco Doppio</strong>. Il giocatore di turno ne gioca subito un altro.</li>
<li><strong>Gioca tu</strong>. Si passa il turno ad un giocatore a propria scelta.</li>
<li><strong>Estrazione obbligatoria</strong>. Il prossimo giocatore dovrà giocare la prima carta pescata dal mazzo Tempo.</li>
<li><strong>Conteggio a 3</strong>. Il totale del conto alla rovescia diventa 3.</li>
<li><strong>Boom</strong>. La bomba esplode.</li>
</ul>
<h2>Considerazioni</h2>
<p><strong>Time Bomb</strong> è il classico titolo caciarone da giocare in compagnia di amici che aiuterà a creare quel classico clima di goliardia ed insulti che fanno subito allegria.</p>
<p>Il gioco mi ha portato alla mente le classiche partite estive di Uno e Tappo (chiamato in molte regioni d&#8217;Italia con il nome di Asino o Merda), giocate all&#8217;ombra degli stabilimenti balneari, che mi hanno fatto tanto divertire durante la (tard)adolescenza: ve lo consiglio assolutamente.</p>
<p>Le meccaniche sono estremamente semplici, il regolamento si spiega in due minuti, è accessibile a chiunque, le carte sono ben realizzate e disegnate ed è estremamente economico: consigliatissimo.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Time Bomb</strong> mischia le meccaniche di Uno e Tappo in maniera esplosiva (questa parola alla conclusione dell&#8217;articolo era piuttosto scontata).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2017/01/15/time-bomb-mazzate-ed-esplosioni/">Time Bomb &#8211; Mazzate ed esplosioni</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Kepler-3042 &#8211; Lo spazio è fatto per essere occupato</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/12/19/kepler-3042-lo-spazio-e-fatto-per-essere-occupato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 14:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Gestionale]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco da Tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Kepler-3042]]></category>
		<category><![CDATA[Placentia Games]]></category>
		<category><![CDATA[Post Scriptum]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/12/kepler3042.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Introduzione Questa recensione di Kepler-3042 nasce proprio all&#8217;indomani dell&#8217;uscita di Rogue One, spin-off della saga di Star Wars, e quindi mai come adesso il tema &#8220;spazio&#8221; è sulla bocca di tutti. Il mondo da tavolo non può e non deve essere da meno, pertanto al di là di ciò che è proprio relativo alla saga di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/12/19/kepler-3042-lo-spazio-e-fatto-per-essere-occupato/">Kepler-3042 &#8211; Lo spazio è fatto per essere occupato</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Introduzione</h2>
<p>Questa recensione di <strong>Kepler-3042</strong> nasce proprio all&#8217;indomani dell&#8217;uscita di <a href="https://nerdando.com/rogue-one-star-wars-story-pareri-della-redazione/">Rogue One</a>, spin-off della saga di Star Wars, e quindi mai come adesso il tema <strong>&#8220;spazio&#8221;</strong> è sulla bocca di tutti. Il mondo da tavolo non può e non deve essere da meno, pertanto al di là di ciò che è proprio relativo alla saga di Guerre Stellari, è con piacere che accogliamo la versione definitiva di <strong>Kepler-3042</strong> sui nostri tavoli! Creato da <strong>Simone Cerruti Sola</strong>, illustrato da <strong>Alan D&#8217;Amico</strong> e sviluppato da <strong>Placentia Games</strong> sotto la saggia supervisione editoriale di <strong>Post Scriptum</strong>, questo gestionale che avevamo avuto modo di testare qualche tempo fa &#8211; torneremo in breve sull&#8217;argomento &#8211; ha visto la luce &#8220;ufficiale&#8221; durante il <strong>Lucca Comics and Games 2016</strong>, a seguito di un&#8217;ottima campagna <strong>Kickstarter</strong> e della presentazione all&#8217;importante fiera di <strong>Essen</strong>. Andiamo a terraformare!</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>In realtà abbiamo avuto modo di esplorare in lungo e in largo le regole di Kepler-3042 nella nostra anteprima, pertanto <strong><a href="https://nerdando.com/anteprima-kepler-3042/">vi invito ad andare a leggerla</a> </strong>così da entrare meglio nel dettaglio. Per i più pigri: <strong>Kepler-3042</strong> è un gestionale che ci vede nei panni dei colonizzatori &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; dell&#8217;anno 3042 che, dato l&#8217;avanzamento tecnologico, decidono di lasciare la terra per esplorare e conquistare i pianeti dello spazio. Avremo ben 28 pianeti &#8211; tutti denominati in base ai pledger di Kickstarter, idea simpatica! &#8211; da colonizzare e, soprattutto, da <strong>terraformare</strong>, cioè da &#8220;evolvere&#8221; per ottenere ulteriori punti che ci condurranno alla vittoria. A bordo delle nostre astronavi, quindi, ci muoveremo attraverso gli esagoni spaziali per giungere sulle pedine che rappresenteranno il pianeta conquistato o qualche altro tipo di struttura che incontreremo lungo il nostro viaggio. Parliamo però di un gestionale, cosa dobbiamo gestire quindi? Semplicemente, in modo originale, Kepler-3042 ci dà subito i 17 cubetti che rappresentano le tre materie prime &#8211; <strong>Materia, Energia ed Antimateria</strong> &#8211; che possiamo usare per colonizzare, terraformare, costruire, inventare &#8211; perdonatemi, momento Tassoni. Altra scelta originale del gioco è quella di poter sacrificare permanentemente alcune delle risorse per avere un boost produttivo in vari ambiti, cosa che a prima vista può sembrare poco remunerativa ma che in realtà può essere usata senza grandi drammi &#8211; ci sono meccanismi di rigenerazione sparsi qua e là &#8211; per avere dei vantaggi non indifferenti. Completano il tutto le plance tramite le quali selezioneremo le <strong>azioni</strong> da compiere &#8211; che non si possono ripetere consecutivamente e che hanno vari costi/benefici a seconda della posizione sulla griglia &#8211; e i nostri <strong>avanzamenti tecnologici</strong>, che ci permetteranno di potenziare sempre più le nostre strutture per avere più materie, più astronavi, più possibilità. Il tutto in 16 turni, e ad ogni fine turno si attiverà una carta <strong>Progresso</strong> che ci porterà dei cambiamenti nel turno seguente, così da variare ancor più l&#8217;esperienza di gioco. Infine ogni giocatore avrà a disposizione delle carte <strong>Obiettivo </strong>(standard o avanzato), da realizzare prima di terminare la partita e da non far intuire all&#8217;avversario.</p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Sappiamo bene che i prototipi, per definizione, sono scarsamente valutabili dal lato materiali, pertanto è con piacere che ho potuto toccare con mano la vera dotazione di Kepler-3042, e vi rimando al nostro <a href="https://www.facebook.com/pg/nerdandocom/photos/?tab=album&amp;album_id=1309047509166783"><strong>unboxing sulla pagina Facebook</strong></a>. La scatola è compatta ma bella pesante, e vi sono contenuti non pochi pezzi; il <strong>tabellone</strong> è bello grande ma saggiamente ripiegato in sei sezioni che evitano l&#8217;effetto &#8220;imbarcata&#8221;, purtroppo spesso riscontrabile nei boardgames. <strong>Cubetti</strong> bianchi, arancioni e neri come se piovesse, assieme a tutte le pedine necessarie per le colonizzazioni, la selezione delle azioni e i turni di gioco. Seguendo un consiglio che al tempo del prototipo diedi a <strong>Mario Sacchi</strong> di Post Scriptum, le astronavi sono state realizzate con delle belle pedine in legno e non con un cartoncino su di una basetta di plastica: <strong>legno rulez</strong>! Completano la dotazione un blocchetto <strong>segnapunti</strong>, le classiche plancette di <strong>riepilogo delle azioni e dei pianeti</strong> e le carte dei Progressi e degli Obiettivi, chiare e ben fatte; citare questi componenti mi dà il La per parlarvi di una delle feature del gioco: ogni materiale è stato stampato <strong>in italiano ed in inglese</strong>! Si tratta di una scelta che condivido sempre &#8211; come accade anche in altre produzioni &#8211; e che può portare fortuna a Kepler-3042 con il pubblico internazionale, considerando anche che il gioco è stato presentato ad <strong>Essen</strong> e, se andrete a spulciare i nomi della campagna Kickstarter, noterete come ci siano anche contributi internazionali. Questo è un indice della potenzialità che può avere la scelta di sviluppare un gioco &#8211; 100% made in Italy &#8211; guardando oltre i confini della casa di produzione o dell&#8217;autore, che permette sempre più alle realtà italiane di espandersi verso i mercati esteri e di diffondere sempre più la qualità delle nostre produzioni, che spesso non hanno niente da invidiare &#8211; o a volte sono anche decisamente migliori! &#8211; ai più blasonati <strong>eurogame</strong> di origine tedesca. Well done!</p>
<h2>Concludendo</h2>
<p><strong>Kepler-3042</strong> è un gestionale che diverte, impegna e soddisfa. Sono tante le strategie e le possibilità, e un approccio intelligente alla partita è d&#8217;obbligo sin da subito, dato che i 16 turni sembrano tanti ma in realtà non sono troppi. Il gioco scorre bene e, sebbene non ci sia eccessiva interazione tra giocatori data anche la scelta di ambientare il tutto in un futuro pacifico dove nessuno guerreggia, scala bene già in 2 grazie a dei semplici ma efficaci espedienti che il regolamento ci suggerisce chiaramente. L&#8217;elemento <strong>spaziale</strong> del gioco è supportato anche da un godibile volumetto, ad opera di <strong>Adrian Fartade</strong>, dove viene spiegata la <strong>scienza</strong> dietro Kepler-3042, il tutto per aumentare ancor più l&#8217;immersività e, chissà, per incuriosire i &#8220;neofiti dello spazio&#8221; che potrebbero essere ispirati ad approfondire l&#8217;argomento &#8211; di cui, ricordiamolo, il nostro <strong>jedi.lord</strong> è esperto ed entusiasta. E adesso, quella galassia lontana lontana è tutta da colonizzare!</p>
<h2>Prezzo</h2>
<p>Il prezzo consigliato di <strong>Kepler-3042</strong> è di 44.99€.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Colonizziamo, gestiamo risorse ed esploriamo lo spazio profondo con <strong>Kepler-3042</strong>, gestionale letteralmente spaziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: Essen, mica pizza e fichi!</em></p>
<p>Ringraziamo <strong>Mario</strong> e <strong>Post Scriptum</strong> per il materiale gentilmente inviatoci</p>
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		<title>[Anteprima] Kepler-3042: Andiam a terraformar</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/06/14/anteprima-kepler-3042/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 11:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Adrian Fartade]]></category>
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<p>Una delle cose che più apprezzo della mia esperienza su Nerdando.com è la possibilità di avere un rapporto diretto con le case editrici di giochi da tavolo. Diretta conseguenza di ciò è la possibilità di provare spesso in anteprima degli interessanti prototipi, come testimoniato dalla nostra ultima e magica Play 2016, ed oggi vi parlerò [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/06/14/anteprima-kepler-3042/">[Anteprima] Kepler-3042: Andiam a terraformar</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-GPYG9cdiQ8Y/V1-vg-9jKVI/AAAAAAAALPM/xn106Lm7ygAFnaABbv_thkNkuvy2fYtpQCL0B/w958-h719-no/97f024b7-8630-4458-9b8a-c827a585c3d7.jpg" width="958" height="718" /><br />
Una delle cose che più apprezzo della mia esperienza su <em><strong>Nerdando.com</strong></em> è la possibilità di avere un rapporto diretto con le case editrici di giochi da tavolo. Diretta conseguenza di ciò è la possibilità di provare spesso in anteprima degli interessanti prototipi, <a href="https://nerdando.com/play-2016/">come testimoniato dalla nostra ultima e magica Play 2016</a>, ed oggi vi parlerò in anteprima proprio dell&#8217;ultimo prototipo targato <strong><em>Post Scriptum</em></strong> &amp; <em><strong>Placentia Games</strong></em>: <strong>Kepler-3042</strong>, un gioco di <em><strong>Simone Cerruti Sola</strong></em>, con la collaborazione speciale di Adrian Fartade (sì, proprio lui, il gestore di <a href="http://www.link2universe.net/">Link 2 Universe</a>, visitate anche <a href="https://www.facebook.com/Link2Universe">la sua pagina FaceBook</a>!), attualmente in <a href="https://www.kickstarter.com/projects/postscriptum-games/kepler-3042">fase KickStarter</a>. Voglio ringraziare personalmente <em><strong>Mario Sacchi</strong></em> di <em><strong>Post Scriptum</strong></em> (<a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/">qui la nostra intervista</a>) che, trovandosi in quel di Firenze, mi ha letteralmente consegnato a casa la bustona con tutti i componenti del prototipo per testarlo in tranquillità. Grazie! Ma ora andiamo a vedere di cosa parla questo gioco spaziale.</p>
<p>Ke<strong>pler-3042</strong>, come intuibile dal nome, è un gioco che ci lancia alla conquista di pianeti nello spazio aperto. 3042 non è il pin del conto in banca di Mario, bensì è l&#8217;anno in cui ci troviamo, e i terrestri hanno raggiunto un tale livello tecnologico da poter tranquillamente andare a colonizzare lo spazio, spingendosi ben oltre il sistema solare. Chi colonizzerà più pianeti e chi espanderà di più le proprie conoscenze scientifico-tecnologiche sarà il degno vincitore della colonizzazione delle spazio. Le meccaniche di gioco sono quelle tipiche del gestionale, avremo però un numero limitato di risorse rappresentato da 17 cubi a giocatore (rappresentanti tre diverse materie prime) da piazzare sui pianeti per poi raccogliere i frutti delle nostre azioni, risorse che non potranno aumentare ma solo diminuire nel caso si decida di effettuare una o due azioni bonus, che bruceranno definitivamente una o due materie recuperabili, per fortuna, ma non in automatico. I cubetti saranno sempre a nostra disposizione e decideremo, tramite la plancia delle azioni, come allocarli e su che strategia puntare, il tutto strettamente correlato al nostro livello di sviluppo tecnologico. Le possibilità sono numerose e diverse, andiamo quindi ad esaminare la dotazione di gioco ed il regolamento.</p>
<p>Abbiamo un tabellone decisamente ampio nel quale è disegnata una rete esagonale; sono poi raffigurate diverse stelle ed è lì vicino che, ad inizio partita, andremo a posizionare a faccia in giù le tessere pianeta, anch&#8217;esse esagonali, che rappresentano i punti colonizzabili dello spazio. Assieme ai 28 pianeti avremo a disposizione delle tessere miniera che ci permetteranno di recuperare le materie perdute in cambio di una delle nostre astronavi, e delle tessere Sole Viola che rappresentano punti di particolare interesse scientifico che vi daranno un bonus a fine partita. Vi ho parlato di astronavi, esatto, e sarà costruendole che potrete viaggiare, turno dopo turno, attraverso gli spazi esagonali della plancia; ogni giocatore ha tre pedine a disposizione che rappresentano il numero massimo di astronavi giocabili contemporaneamente, ma tenete conto che, ogni volta che colonizzerete un pianeta, potrete riprendere in riserva la nave. Colonizzando un pianeta (fino ad un massimo di cinque) prenderete la relativa carta &#8211; ad inizio partita avrete a disposizione solo la carta della Terra &#8211; sulla quale sono riportati gli eventuali punti che riceverete subito e le risorse che il pianeta produrrà (o meglio trasferirà dalla vostra riserva sulla carta) se giocherete l&#8217;azione corrispondente; l&#8217;ultima parte della carta è occupata dalla descrizione delle risorse necessarie per terraformare il pianeta. Di cosa si tratta? Mettiamola così: una volta atterrati sul pianeta, avete a disposizione un potenziale che solo tramite la terraformazione verrà espresso. In pratica, spendendo le risorse necessarie, potrete girare la carta e così ottenere degli ulteriori punti e una più allettante produzione di materie. Diciamo che terraformare è un&#8217;azione alquanto importante, per non dire quasi obbligata, dato che il lato B della carte è sempre ricco di soddisfazioni. Ogni pianeta avrà un livello di terraformazione che ci indica quanto è complesso effettuare l&#8217;azione &#8211; ça va sans dire che più è alto il livello, più corposo sarà il pianeta &#8211; e, per poterla effettuare, dovremo sviluppare a sufficienza la tecnologia di terraformazione. Ricordatevi che in <strong>Kepler-3042</strong> le risorse prodotte su di un pianeta rimangono sulla carta specifica, e questo sarà da tenere in conto in quanto alcune azioni richiedono che le materie vengano prese da un&#8217;unica fonte o che l&#8217;astronave verrà prodotta da una specifica colonia, quindi attenzione all&#8217;allocazione delle risorse!</p>
<p>Passando quindi alla plancia tecnologia, essa sarà necessaria per permettervi di effettuare azioni sempre più complesse nel corso del gioco. Ad inizio partita sceglierete due &#8220;specialità&#8221; dove ottenere il primo livello, mentre le altre saranno a zero; starà a voi cercare di sviluppare armonicamente le cinque specialità (livello di terraformazione, movimento delle astronavi, produzione di antimateria nera, produzione di energie arancioni e fisica quantistica che vi permetterà di trasformare le vostre risorse presenti sui pianeti) per avere sempre più opzioni. Man mano che aumenterete i livelli (sono quattro per specialità) conquisterete dei punti blu, che indicano la supremazia scientifica; un aspetto molto simpatico dello sviluppo tecnologico è che, quando arriverete al terzo o al quarto livello, regalerete un livello anche agli avversari poiché la vostra conquista è talmente importante che non può passare inosservata. Per quanto possa sembrare strano il concetto di aiutare anche gli avversari, Mario mi ha spiegato che in <strong>Kepler-3042</strong> i giocatori non sono in guerra, non ci si mette i bastoni tra le ruote né tantomeno sono presenti azioni direttamente lesive nei confronti degli altri colonizzatori. Esatto, l&#8217;umanità è in pace e l&#8217;armonia regna sovrana: ognuno può attuare la propria strategia e le proprie tattiche senza necessariamente combattere. Un&#8217;utopia che, speriamo, magari diventerà realtà.</p>
<p>Ricapitolando, quindi, tramite la plancia azioni sceglieremo cosa fare: abbiamo nove opzioni &#8211; tra le quali costruire astronavi, colonizzare, terraformare, produrre le risorse del pianeta, aumentare la tecnologia e così via &#8211; che saranno influenzate nei loro effetti dal livello tecnologico e dai pianeti che avremo colonizzato. Sul tabellone abbiamo due &#8220;percorsi punti&#8221;, uno viola ed uno blu: quello blu, come detto prima, verrà foraggiato dalle scoperte tecnologiche, mentre quello viola riceverà punti in base alle colonizzazioni. I giocatori competono su ogni percorso, dato che la posizione porterà vantaggi a chi è più avanti, e a fine partita darà dei punti vittoria finali. Sui percorsi avremo anche dei bonus &#8220;instant&#8221; che potranno essere presi durante il turno e che ci daranno materie in più o punti estemporanei da considerare a fine partita. Chiudo la carrellata con le carte evento, che scopriremo ad inizio turno ma che si attueranno solo alla fine dello stesso, che danno sostanzialmente dei bonus a tutti i giocatori, come la possibilità di trasformare materie o di ottenere un ripristino di materie bruciate; infine abbiamo le carte obiettivo personale, consegnate ad inizio partita e da tenere celate agli avversario, che ci daranno uno scopo &#8220;personale&#8221; da perseguire &#8211; ad esempio terraformare quattro pianeti della stessa tipologia, o arrivare ad un certo livello di sviluppo &#8211; in cambio di punti. Abbiamo ben 16 turni per concludere la partita vittoriosi, e vi assicuro che sebbene possano sembrare molti, alla fine la coperta è corta e ci ritroveremo a valutare attentamente ogni mossa per farle rendere al massimo, senza però quella sensazione di &#8220;gioco interrotto sul più bello&#8221; che, personalmente, ho riscontrato in altri titoli attualmente molto in voga. I punti si ottengono in tantissimi modi, e alla fine farete un conto complessivo per determinare il vincitore. E ricordate: più ci si allontana dalla Terra, più i pianeti vi regaleranno punti extra a fine partita!</p>
<p>Come gira <strong>Kepler-3042</strong>? Bene! Lo abbiamo testato io e Morgana (ovviamente ha vinto lei) e abbiamo potuto esprimere ognuno il suo modo di giocare: io ho puntato un po&#8217; più sulla tecnologia e su di una colonizzazione precisa (a causa del mio obiettivo personale), mentre lei ha gestito le risorse e la colonizzazione &#8220;in quantità&#8221;. La scelta di poter compiere azioni extra bruciando risorse ha il suo perché, e se all&#8217;inizio si è fin troppo conservativi temendo di rimanere a secco, giocando ci si rende conto che la gestione delle risorse è elastica e permette di osare qualcosa in più. Come anticipatomi da Mario, confermo che in <strong>Kepler-3042</strong> non esiste una strategia dominante, ma è davvero possibile fare tante cose e vincere in svariati modi; mi sento di consigliare, una volta presa la mano, di giocare più partite mettendo l&#8217;accento su tattiche e strategie differenti, così da variare sempre più l&#8217;esperienza. La cura dei dettagli e della realizzazione sono elevatissime, e la collaborazione con Adrian, vero esperto dello spazio, da al gioco una marcia in più, rendendo l&#8217;esperienza più &#8220;realistica&#8221;, facendoci sognare e desiderare di conquistare lo spazio. Ultimamente il tema è tornato in auge nel gioco da tavolo, ed è una valida e piacevole alternativa al classico tema fantasy. I miei complimenti al team <em><strong>Post Scriptum/Placentia Games</strong></em> e soprattutto un grande in bocca al lupo per il <em><strong><a href="https://www.kickstarter.com/projects/postscriptum-games/kepler-3042">kickstarter di Kepler-3042</a></strong></em>, al quale vi invito a partecipare se il mio articolo ha destato in voi lo stesso interesse ed entusiasmo che abbiamo avuto noi giocandoci!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: ormai Morgana vince anche nei giochi che non sono stati ancora pubblicati. Ma come devo fare?</em></p>
<hr />
<h2><strong>Nerdando in breve</strong></h2>
<p>Colonizzazione e sviluppo tecnologico nello spazio più profondo in 16 turni di un gestionale completo ed accurato.</p>
<p><em> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/06/14/anteprima-kepler-3042/">[Anteprima] Kepler-3042: Andiam a terraformar</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 13:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;Crêuza de mä&#8221;, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 954px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-La8LsNzZ4TM/Vla-AK5lnDI/AAAAAAAAJbA/aiLEkzMW7z8/w944-h629-no/12249794_975116125893258_5386806499229456064_n.jpg" alt="La scatola di Zena 1814" width="944" height="629" /><p class="wp-caption-text">La scatola di Zena 1814</p></div>
<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;<i>Crêuza de mä&#8221;</i>, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi al genovesissimo Zena 1814? Creato da Alberto Barbieri e Luigi Cornaglia, il titolo è frutto della collaborazione tra numerosi validi elementi: se da un lato abbiamo i due giovani ideatori che hanno creato una nuova casa editrice, la Demoelâ (che in ligure significa gioco, divertimento), dall&#8217;altro abbiamo la Post Scriptum che ha svolto un ottimo lavoro di consulenza editoriale per lo sviluppo e la finalizzazione di questo bel titolo. Infine la distribuzione è stata affidata ad HC Distribuzione, che ha presentato Zena 1814 durante il Lucca Comics and Games 2015, ottenendo un buon successo per questo gioco di worker placement che ha delle meccaniche molto interessanti. Percorriamo quindi la <i>crêuza de mä</i> (via del mare) che ci farà sbarcare in quel di Zena.</p>
<p>Siamo a Genova nel 1814 e la città si prepara a vivere gli otto mesi più importanti della sua storia: con l&#8217;avvento degli inglesi, la città ha riconquistato l&#8217;autonomia dopo la cacciata dell&#8217;impero francese, e adesso deve cercare di risollevarsi per riportare la sua gloria ai fasti di un tempo. Protagoniste sono le maggiori famiglie genovesi, che se da un lato dovrebbero collaborare per potenziare l&#8217;amata Zena, dall&#8217;altro non possono non cercare di primeggiare e di far valere i loro personalissimi interessi. Ed è proprio su questo che si basa la meccanica di gioco, che prevede &#8211; perdonatemi la semplificazione quasi estrema &#8211; di giocare delle carte Azione che permettono di ottenere dei vantaggi, che siano soldi, carte aggiuntive o preziosissimi punti prestigio che sono la chiave per la vittoria finale; una volta scesa la carta e pagato il costo &#8211; e posizionato un cubetto del proprio colore! &#8211; gli altri giocatori potranno decidere se, nel caso in cui la carta lo preveda, influenzare quella carta. Cos&#8217;è l&#8217;influenza? Una malanno di stagione fastidioso. Grande simpatia del sottoscritto a parte, l&#8217;influenza è la possibilità di, a fronte di un pagamento di un costo e apposizione di relativo cubetto (ogni giocatore ne ha 10, limite imprescindibile), poter beneficiare a fine turno degli effetti di quella carta. Unico &#8220;malus&#8221; per chi influenza è il fatto che si andrà a regalare un bonus (anche qui, soldi o carte o punti prestigio) a chi ha giocato per primo la carta. Ed è qui che secondo me Zena 1814 regala tantissimo ai giocatori: ad ogni giocata di carta è fondamentale, e tremendamente divertente, cercare di capire se il regalo che si fa all&#8217;avversario sarà ben bilanciato dal bonus collettivo, oppure se non ne vale la pena, perché magari quel punto prestigio o quella carta o quel soldo che faremo guadagnare potrebbe avere effetti devastanti. E ricordiamo sempre l&#8217;eventuale incrinarsi di rapporti e relazioni.</p>
<p>Dato che gli amici di Post Scriptum e Demoelâ hanno pensato anche a chi si vuole avvicinare per la prima volta ad un boardgame del genere, c&#8217;è la possibilità di giocare sia con la versione più &#8220;base&#8221; (che comprende la meccanica sopra descritta e il posizionamento su tabellone, ma ne parliamo fra poco) sia con la versione &#8220;full&#8221; di Zena 1814, che contempla anche le carte Obiettivo (utilissime, tra l&#8217;altro, per conquistare punti prestigio extra a fine partita) e due altre zone della città, tra le quali spicca il Forte dove si &#8220;combatte&#8221; a suon di Sfide, abilità che ci permetterà di tentare la sorte per conquistare il bonus, assieme all&#8217;aiuto degli altri giocatori che influenzando ci daranno un +1 al lancio dado e godranno del bonus assieme a noi nel caso in cui l&#8217;alea sia dalla nostra parte. Oltre a queste meccaniche extra, per le partite a 2-3 giocatori esperti è data la possibilità di piazzare due cubi dello stesso colore sulle carte, così da aumentare i bonus che si possono ottenere e arginare l&#8217;influenza degli altri.</p>
<p>Completa Zena 1814 il tabellone che, come detto su, presenta una faccia da usare per il gioco base (dove due zone della città non sono evidenziate) e l&#8217;altra per la versione full. Come usiamo il tabellone se finora abbiam parlato di carte? Al di là del computo dei punti prestigio, il tabellone è dove i nostri quattro meeples (Capofamiglia, Dama e due Rampolli) si sposteranno tra le varie zone colorate per cercare di conquistarle. La conquista di una zona, ottenuta tramite il piazzamento delle pedine e il conteggio dei relativi punti, ci darà a fine turno i bonus segnati sulla stessa. Diventa importante, quindi, scegliere bene che zona andare a conquistare a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno &#8211; per soldi extra andremo in banca, mentre presso il palazzo del Doge potremo barattare soldi per punti prestigio, ad esempio. Agganciandomi al discorso tabellone, colgo l&#8217;occasione per lodare l&#8217;eccellente lavoro grafico e sui materiali, con la presenza di disegni originali dell&#8217;epoca a colorare le nostre partite, e l&#8217;impiego della lingua ligure per i nomi delle carte, che costituisce un fantastico contorno per l&#8217;ambientazione di questo gioco, che svolge un ruolo chiave nell&#8217;ambito della differenziazione, pressoché unica, di Zena 1814. Date un&#8217;occhiata all&#8217;unboxing e all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.975116015893269.1073741901.652525704818970&#038;type=3" target="_blank">album su Facebook per capire meglio di cosa stiamo parlando.</a></p>
<p>Ci si diverte tanto con Zena 1814, e le partite, non appena apprese le meccaniche, scorrono rapidamente senza tempi morti né &#8220;sequestri di persona&#8221;. Vi invito a leggere con attenzione il regolamento per comprendere appieno le meccaniche, specie nel caso in cui non foste giocatori già avvezzi a questo tipo di giochi, ma è proprio questo uno dei punti di forza di Zena: può soddisfare sia le richieste di chi vuole avvicinarsi al mondo dei &#8220;tedeschi&#8221; con un titolo che non definirei entry level ma qualcosa di più, e soddisfa anche i più scafati che si sfideranno a suon di strategie di influenze e piazzamento meeples. Un ottimo lavoro su un altrettanto ottimo boardgame che vi lascerà soddisfatti e che si farà giocare piacevolmente anche in due-tre giocatori, con (ma anche senza) l&#8217;impiego delle regole extra. Tutti promossi!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_hOOQOdd0wg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: anche questa volta, Morgana batte Giando e jedi.lord senza troppa difficoltà. Belìn.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/">Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Drizzit: Lame premurose e Pozioni misteriose &#8211; Espansione 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 13:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Bigio]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Del card game di Drizzit ne abbiamo parlato nel dettaglio nei nostri articoli sulla scatola base e sulla prima espansione, Draghi, Spose e Coccole Estreme, quindi vi rimando ai link per un&#8217;infarinatura su questo bel gioco e invece mi tuffo a capofitto nella descrizione delle novità introdotte da questa seconda espansione, pubblicata in occasione del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/19/drizzit-lame-premurose-pozioni-misteriose-espansione-2/">Drizzit: Lame premurose e Pozioni misteriose &#8211; Espansione 2</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/--16mVehTYFY/Vk2shG_o4LI/AAAAAAAAJVw/_0D-L9qzvlc/w958-h638-no/12188105_970028433068694_4301513102176412327_o%2B%2528Copy%2529.png" alt="Le carte della nuova espansione di Drizzit" width="958" height="638" /><p class="wp-caption-text">Le carte della nuova espansione di Drizzit</p></div>
<p>Del card game di Drizzit ne abbiamo parlato nel dettaglio nei nostri articoli sulla <a href="https://nerdando.com/drizzit-il-gioco-di-carte/" target="_blank">scatola base</a> e sulla <a href="https://nerdando.com/drizzit-draghi-spose-e-coccole-estreme-espansione-del-card-game/" target="_blank">prima espansione, Draghi, Spose e Coccole Estreme</a>, quindi vi rimando ai link per un&#8217;infarinatura su questo bel gioco e invece mi tuffo a capofitto nella descrizione delle novità introdotte da questa seconda espansione, pubblicata in occasione del Lucca Comics &amp; Games 2015, sempre edita da Post Scriptum e distribuita da Raven, con la collaborazione di Shockdom.</p>
<p>Il gioco, creato da Andrea Chiarvesio ed illustrato saggiamente da Bigio, che ne è anche autore, segue le ultime avventure che potete leggere sulla pagina Facebook di Drizzit &#8211; o sui volumi cartacei editi da Shockdom &#8211; e propone tre nuove avventure: Fuga dalla Città dei Demoni, Il piano di Kelias Pepette e L&#8217;assalto di Torre Rosa. Ripercorreremo quindi le nuove storie di Drizzit, Baba Yaga e soci, alle prese con creature e situazioni sempre più impegnative e che ci strapperanno più di una risata. Al solito, il mio consiglio spassionato è di leggere il fumetto per godere appieno delle sfumature delle carte, sia per quanto riguarda i flavour texts, sia per quanto concerne le illustrazioni. Anzi, qualche carta potrebbe persino guastare l&#8217;effetto sorpresa! Cosa aspettate, dunque, a mettervi in pari con le avventure? L&#8217;espansione inoltre contiene tre nuove set di nemici, eventi e ricompense da inserire nel mazzo avventura base per rinfrescarlo e per motivare ancor più i giocatori già esperti a continuare a giocare. Le razze dei nemici sono Pulciorsi, Sladi e Scheletri, che i fan non tarderanno a riconoscere. Abbiamo anche due nuovi personaggi: lo svirfneblin (non ho sbagliato, è proprio così!) Kriguoff e Greta (ora grande alleata dei nostri 10 eroi e mezzo), ognuno con il suo set di poteri ed equipaggiamenti. Le pozioni del titolo si sposano benissimo proprio con Kriguoff, che potrà disporne in gran numero durante le partite. Inoltre viene introdotta la possibilità di intervenire negli scontri che i compagni di squadra stanno affrontando, per aiutarli sia in attacco che in difesa. Utile, fidatevi.</p>
<p>Ma la vera novità di quest&#8217;espansione di Drizzit, come furono i cristalli per la precedente, sono le Muse: chi segue l&#8217;altra opera di Bigio, The Author, conosce sicuramente queste fantastiche muse che accompagnano il protagonista nel suo estro creativo (e non solo); per chi non le conoscesse, si tratta delle muse dell&#8217;antica grecia che ispirano la creatività in ogni sua forma: Talia della commedia, Melpomene della tragedia, Mese delle arti ludiche &#8220;tradizionali&#8221;, Nete delle arti ludiche &#8220;tecnologiche&#8221;, Erato dell&#8217;amore (esplosiva!), Urania della fantascienza, Ipate della politica e la maestosa Calliope dell&#8217;epica. Le Muse sostituiranno una delle dotazioni dei personaggi e il loro effetto si ripercuoterà sul rispettivo avventuriero per tutta la durata della loro presenza in campo; nel momento in cui il personaggio sarà fuori combattimento, la Musa verrà purtroppo rimossa. Ma, cosa altrettanto interessante, la Musa potrà attaccare come se fosse un alleato, ma senza la possibilità di essere ferita in combattimento o, nel caso si abbia già un alleato, entreranno in combattimento dopo la perdita di quest&#8217;ultimo. Insomma, tanta roba! Non serve dirvi quanto siano belli i disegni delle Muse, direi che Bigio supera sempre sé stesso.</p>
<p>Con questa seconda espansione, Drizzit si riconferma come gioco divertente e allo stesso tempo impegnativo, molto curato sia graficamente (e vi invito a dare un&#8217;occhiata all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.970028163068721.1073741891.652525704818970&amp;type=3" target="_blank">album sulla nostra pagina Facebook</a>) sia in quanto a meccaniche di gioco. Il divertimento non manca e, come sempre, vi consiglio di creare con oculatezza il party e anche le posizioni attorno al tavolo perché può essere cruciale, in determinati momenti, chi avrete al vostro fianco. Ciò che mi piace particolarmente è la sensazione di essere padroni del gioco e di poter sempre scegliere un approccio diverso, nonché le numerose possibilità di adattamento dello stile di gioco durante la partita stessa. Ora non mi resta che aspettare la prossima espansione delle avventure di Drizzit!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: Drizzit, stai diventando un playboy. Scoprite voi il perché.</em></p>
<iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="1000" height="563" src="https://www.youtube.com/embed/0UGiBumfQRw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
<p>Si ringraziano <strong>Mario</strong>, <strong>Post Scriptum Games</strong> e <strong>Raven</strong> per averci gentilmente fornito il materiale per questo articolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/19/drizzit-lame-premurose-pozioni-misteriose-espansione-2/">Drizzit: Lame premurose e Pozioni misteriose &#8211; Espansione 2</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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