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	<title>Piazzamento - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Santorini &#8211; Architettura nell&#8217;antica Grecia</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/02/santorini-architettura-nellantica-grecia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Astratto]]></category>
		<category><![CDATA[Cranio Creations]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Santorini" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Mare blu profondo, erba verde smeraldo, case di mattoni bianchi e cupole blu. Preparate la valigia, si va tutti nella splendida isola di Santorini! Recensione Cranio Creations distribuisce questo interessantissimo board game per due, tre o quattro persone che si annuncia come capace di rovinare amicizie di lunga data e famiglie affiatate. I giocatori si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Santorini" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-23607" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg" alt="Santorini" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_1-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Mare blu profondo, erba verde smeraldo, case di mattoni bianchi e cupole blu. Preparate la valigia, si va tutti nella splendida isola di <strong>Santorini</strong>!</p>
<h2>Recensione</h2>
<p><strong>Cranio Creations</strong> distribuisce questo interessantissimo board game per due, tre o quattro persone che si annuncia come capace di rovinare amicizie di lunga data e famiglie affiatate.<br />
I giocatori si radunano attorno all&#8217;isola di <strong>Santorini</strong>, rappresentata da una struttura rialzata in plastica e un piano in cartone rigido, e collocano a piacere i propri mastri architetti.<br />
Qui, passo dopo passo, i novelli Callicrate muoveranno i propri operai sul tabellone, costruendo un nuovo edificio o innalzando il livello di una già presente ad ogni passo.</p>
<p>Scopo del gioco è quello di portare uno dei propri uomini sul tetto del <strong>terzo livello di un edificio</strong> qualsiasi: chi prima ci riesce, vince. Naturalmente gli altri giocatori non staranno a guardare e man mano che tenteranno di innalzare le proprie costruzioni, potranno anche avvicinarsi a quelle altrui e tarparne i sogni di vittoria costruendo la cupola, quarto e ultimo livello, che <em>de facto</em> rende inutilizzabile l&#8217;edificio e costringe a tentare con un altro.</p>
<p>Le regole sono poche e semplici da apprendere, ma dannatamente <strong>difficili da padroneggiare</strong>, soprattutto nell&#8217;ottica di far collimare la propria strategia con la necessità di ostacolare quella altrui.<br />
Ogni volta che un lavoratore si muove, deve necessariamente costruire un piano in una delle caselle adiacenti a quella di arrivo. Dopo aver costruito il primo livello, potrà essere innalzato il secondo e così via. Per poter salire, però, il lavoratore deve muoversi di livello in livello, come con una scala. Scendere, invece, è molto più facile e non richiede il passaggio graduale.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Una delle cose che colpisce molto, di <strong>Santorini</strong>, è il modo in cui le dinamiche cambino radicalmente in base al numero di giocatori. In due si tratta fondamentalmente di una <strong>diabolica partita a scacchi</strong>, in cui si cerca di rispondere a mossa con contromossa e in cui ogni giocatore può a piacere muovere uno dei due lavoratori. Tuttavia è sempre obbligatorio muoverne almeno uno e costruire. Personalmente è la modalità che preferisco.</p>
<p>In <strong>tre giocatori</strong> la faccenda si complica: difficilmente tutti i partecipanti si contenderanno la vittoria fino alle ultime battute; nei miei test mi è capitato infatti che ben presto uno dei tre si trovi rapidamente fuori gioco e debba necessariamente allearsi con uno degli altri due, o, quantomeno, fare una scelta su quale avversario contrastare aiutando l&#8217;altro.<br />
Infine la <strong>modalità a 4 giocatori</strong>. La trovo un pelo troppo stretta: si gioca a squadre, due contro due, e ogni giocatore muove solo un lavoratore, seguendo le solite regole. Naturalmente vince l&#8217;intera squadra appena uno dei giocatori riesce a collocare il proprio lavoratore sul terzo livello di un palazzo.</p>
<p>Una <strong>variante del gioco</strong>, già presente nella scatola e suggerita ai giocatori esperti, è quella di utilizzare le<strong> carte divinità</strong>. Parliamo di 30 carte tra cui scegliere casualmente, capaci di cambiare non poco gli equilibri della partita. Grazie a queste carte, per tutta la durata della partita, i giocatori avranno &#8220;poteri&#8221; speciali che ne determinano le capacità di movimento, di costruzione e persino di vittoria. Un ottimo modo per dare un po&#8217; di pepe in più e per modificare le interazione tra giocatori abituali.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-23608" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_2.jpg" alt="Santorini" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/04/santorini_2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Materiali</h2>
<p>Come accennato, l&#8217;isola di <strong>Santorini</strong> è riprodotta in modo davvero piacevole grazie al supporto di plastica rigida su cui andremo ad incastrare il piano di gioco, in cartone rigido. I livelli degli edifici sono in <strong>plastica rigida</strong>, bianca, che si incastra perfettamente pezzo su pezzo; a chiudere il tutto la cupola blu, anch&#8217;essa in plastica.</p>
<p>Stiamo sempre parlando di un <strong>gioco astratto</strong> per cui difficilmente avremo la sensazione di trovarci davvero nell&#8217;isola dell&#8217;Egeo, tuttavia è davvero apprezzabile la componentistica tridimensionale, dalle scogliere agli edifici, e l&#8217;isola popolata regala un colpo d&#8217;occhio davvero notevole: a mio avviso veder crescere turno dopo turno l&#8217;edilizia di Santorini è una della cose più soddisfacenti del gioco.</p>
<p>In dotazione anche le <strong>carte divinità</strong>, illustrare con un gusto cartoon delizioso e arricchite da icone che ne rappresentano il potere facilmente intellegibili; ottimi anche i lavoratori: sei miniature in plastica colorata che si muovono agilmente sulla plancia di gioco.</p>
<p>Forse l&#8217;unico difetto che sono riuscito a riscontrare di questo titolo è la <strong>lunghezza</strong>: le partite hanno una durata altamente variabile e in due può facilmente trasformarsi in una vera e propria partita a scacchi, dove la fase di pianificazione tende facilmente a dilatarsi.</p>
<p>Ringrazio <strong>Cranio Creations</strong> per il materiale.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Santorini</strong> è il gioco da tavolo per 2-4 giocatori che ci porta nell&#8217;assolata isola greca in una sfida a colpi di martello e scalpello.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.5]</h2>
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		<title>Quadropolis &#8211; Alla ricerca del sindaco perfetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 13:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Asterion]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 968px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/1U9X79wsDFg_-1tvfRGurb5Laqd_Nx12t66RCAPlLY3ELl0fyBPqQy1ePs3IrODe86xF=w958-h709" alt="La scatola di Quadropolis" width="958" height="709" /><p class="wp-caption-text">La scatola di Quadropolis</p></div>
<p>Quando decidiamo se un boardgame ci piace o meno, raramente la componentistica entra in campo come fattore, se non quando ci si ritrova a fare discorsi che riguardano il rapporto tra il prezzo e la quantità e la qualità dei materiali che si trovano nella scatola. Ovviamente esistono e sono anche discretamente numerose le eccezioni, basti pensare ad alcune edizioni speciali ed anniversario oppure a giochi in cui è preponderante la presenza di miniature.</p>
<p>Quadropolis, edito in Italia da Asterion, rientra decisamente tra le eccezioni. Sin dalla prima volta in cui ho aperto la scatola per preparare l’unboxing (di cui potete trovare le foto in <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1046719782066225.1073741943.652525704818970&amp;type=3" target="_blank">questo album</a>), ho avuto immediatamente l’impressione di essere di fronte ad un qualcosa fatto a regola d’arte. La prima cosa che si trova all’interno è un foglietto che invita a non gettare le fustelle usate, si possono infatti riciclare come spessore sul fondo scatola per permettere di riporla in piedi senza che le parti all’interno si muovano. Dopo aver defustellato il tutto, per la prima volta nella mia vita senza che nemmeno un pezzo si rovinasse, si raggiunge un praticissimo porta componenti in plastica che permette di tenere in perfetto ordine tutti i vari tasselli, segnalini, pedine e pedoni.<br />
Se i materiali sono di ottima fattura, il gameplay non è certamente da meno. Quadropolis è una sfida tra Sindaci intenti a pianificare e costruire la migliore delle metropoli moderne, che si sfidano in due diverse modalità di gioco: Classic, adatta al primo approccio ed a familiarizzare con il regolamento, ed Expert, dedicata a giocatori più navigati e già avvezzi alle dinamiche di base. Entrambe le modalità condividono le stesse regole, una partita è composta da quattro o cinque round, in cui si giocano quattro turni. Durante ogni turno, i giocatori utilizzano uno dei propri architetti per indicare una riga o una colonna del tabellone principale, detto Cantiere, senza sovrapporsi a quelli già piazzati, e prendere una tessera edificio. Ogni architetto ha un numero che indica in quale zona della scheda del giocatore è possibile costruire oppure, in caso di costruzioni che si sviluppano in verticale, quale piano si può realizzare. Gli edifici possono fornire risorse, sotto forma di cittadini o energia, necessarie a fine partita per attivare e popolare tutto ciò che è stato costruito in città facendo ben attenzione a non generare sprechi, dato che ogni risorsa non utilizzata causa un malus in punti. Finiti tutti i round ed attivate tutte le tessere delle città vengono assegnati punti vittoria non solo in base a quali e quanti edifici sono stati costruiti, ma anche e soprattutto in base alla loro disposizione sulle schede dei giocatori. È impressionante come un titolo con poche e semplici regole sia comunque in grado di offrire una tale quantità di scelte, di varietà e di profondità strategica. Ogni decisione deve essere presa tenendo a mente la gestione delle risorse, la pianificazione e lo sviluppo della propria metropoli per massimizzare il punteggio, e analizzando le strategie avversarie per poter sfruttare la propria scelta come ostacolo per le loro mosse: anche il minimo errore o una piccola deviazione dalla strategia che si è deciso di tenere possono essere deleterie a lungo termine e portare alla sconfitta.</p>
<p>Quadropolis è un gioco dalle mille sfaccettature, in grado di conciliare elementi di pianificazione e piazzamento tessere, accumulo e gestione risorse, interazione e disturbo dell’avversario con un regolamento estremamente snello ed essenziale. Probabilmente non è l’ideale come entry level, ma può essere ugualmente giocato, gustato ed apprezzato nella sua modalità Classic anche da chi ha davvero poca esperienza, mentre la modalità Expert renderà felici parecchi giocatori hardcore.<br />
Avete già giocato Quadropolis ed avete sviluppato il vostro modello ideale di metropoli? Avete domande, dubbi o curiosità? Vi aspetto sulla nostra <a href="https://www.facebook.com/nerdandocom/" target="_blank">pagina Facebook</a>!</p>
<p>Si ringrazia Asterion per il materiale.</p>
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		<title>Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 13:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
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<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;Crêuza de mä&#8221;, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 954px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-La8LsNzZ4TM/Vla-AK5lnDI/AAAAAAAAJbA/aiLEkzMW7z8/w944-h629-no/12249794_975116125893258_5386806499229456064_n.jpg" alt="La scatola di Zena 1814" width="944" height="629" /><p class="wp-caption-text">La scatola di Zena 1814</p></div>
<p>Chi apprezza la buona musica italiana, non può non conoscere Fabrizio De André, cantautore genovese scomparso pochi anni fa. Uno dei suoi album più iconici che ha lasciato un solco nella musica a livello mondiale è &#8220;<i>Crêuza de mä&#8221;</i>, interamente cantato in lingua ligure o meglio in genovese. Quale migliore colonna sonora per giocare quindi al genovesissimo Zena 1814? Creato da Alberto Barbieri e Luigi Cornaglia, il titolo è frutto della collaborazione tra numerosi validi elementi: se da un lato abbiamo i due giovani ideatori che hanno creato una nuova casa editrice, la Demoelâ (che in ligure significa gioco, divertimento), dall&#8217;altro abbiamo la Post Scriptum che ha svolto un ottimo lavoro di consulenza editoriale per lo sviluppo e la finalizzazione di questo bel titolo. Infine la distribuzione è stata affidata ad HC Distribuzione, che ha presentato Zena 1814 durante il Lucca Comics and Games 2015, ottenendo un buon successo per questo gioco di worker placement che ha delle meccaniche molto interessanti. Percorriamo quindi la <i>crêuza de mä</i> (via del mare) che ci farà sbarcare in quel di Zena.</p>
<p>Siamo a Genova nel 1814 e la città si prepara a vivere gli otto mesi più importanti della sua storia: con l&#8217;avvento degli inglesi, la città ha riconquistato l&#8217;autonomia dopo la cacciata dell&#8217;impero francese, e adesso deve cercare di risollevarsi per riportare la sua gloria ai fasti di un tempo. Protagoniste sono le maggiori famiglie genovesi, che se da un lato dovrebbero collaborare per potenziare l&#8217;amata Zena, dall&#8217;altro non possono non cercare di primeggiare e di far valere i loro personalissimi interessi. Ed è proprio su questo che si basa la meccanica di gioco, che prevede &#8211; perdonatemi la semplificazione quasi estrema &#8211; di giocare delle carte Azione che permettono di ottenere dei vantaggi, che siano soldi, carte aggiuntive o preziosissimi punti prestigio che sono la chiave per la vittoria finale; una volta scesa la carta e pagato il costo &#8211; e posizionato un cubetto del proprio colore! &#8211; gli altri giocatori potranno decidere se, nel caso in cui la carta lo preveda, influenzare quella carta. Cos&#8217;è l&#8217;influenza? Una malanno di stagione fastidioso. Grande simpatia del sottoscritto a parte, l&#8217;influenza è la possibilità di, a fronte di un pagamento di un costo e apposizione di relativo cubetto (ogni giocatore ne ha 10, limite imprescindibile), poter beneficiare a fine turno degli effetti di quella carta. Unico &#8220;malus&#8221; per chi influenza è il fatto che si andrà a regalare un bonus (anche qui, soldi o carte o punti prestigio) a chi ha giocato per primo la carta. Ed è qui che secondo me Zena 1814 regala tantissimo ai giocatori: ad ogni giocata di carta è fondamentale, e tremendamente divertente, cercare di capire se il regalo che si fa all&#8217;avversario sarà ben bilanciato dal bonus collettivo, oppure se non ne vale la pena, perché magari quel punto prestigio o quella carta o quel soldo che faremo guadagnare potrebbe avere effetti devastanti. E ricordiamo sempre l&#8217;eventuale incrinarsi di rapporti e relazioni.</p>
<p>Dato che gli amici di Post Scriptum e Demoelâ hanno pensato anche a chi si vuole avvicinare per la prima volta ad un boardgame del genere, c&#8217;è la possibilità di giocare sia con la versione più &#8220;base&#8221; (che comprende la meccanica sopra descritta e il posizionamento su tabellone, ma ne parliamo fra poco) sia con la versione &#8220;full&#8221; di Zena 1814, che contempla anche le carte Obiettivo (utilissime, tra l&#8217;altro, per conquistare punti prestigio extra a fine partita) e due altre zone della città, tra le quali spicca il Forte dove si &#8220;combatte&#8221; a suon di Sfide, abilità che ci permetterà di tentare la sorte per conquistare il bonus, assieme all&#8217;aiuto degli altri giocatori che influenzando ci daranno un +1 al lancio dado e godranno del bonus assieme a noi nel caso in cui l&#8217;alea sia dalla nostra parte. Oltre a queste meccaniche extra, per le partite a 2-3 giocatori esperti è data la possibilità di piazzare due cubi dello stesso colore sulle carte, così da aumentare i bonus che si possono ottenere e arginare l&#8217;influenza degli altri.</p>
<p>Completa Zena 1814 il tabellone che, come detto su, presenta una faccia da usare per il gioco base (dove due zone della città non sono evidenziate) e l&#8217;altra per la versione full. Come usiamo il tabellone se finora abbiam parlato di carte? Al di là del computo dei punti prestigio, il tabellone è dove i nostri quattro meeples (Capofamiglia, Dama e due Rampolli) si sposteranno tra le varie zone colorate per cercare di conquistarle. La conquista di una zona, ottenuta tramite il piazzamento delle pedine e il conteggio dei relativi punti, ci darà a fine turno i bonus segnati sulla stessa. Diventa importante, quindi, scegliere bene che zona andare a conquistare a seconda di ciò di cui abbiamo bisogno &#8211; per soldi extra andremo in banca, mentre presso il palazzo del Doge potremo barattare soldi per punti prestigio, ad esempio. Agganciandomi al discorso tabellone, colgo l&#8217;occasione per lodare l&#8217;eccellente lavoro grafico e sui materiali, con la presenza di disegni originali dell&#8217;epoca a colorare le nostre partite, e l&#8217;impiego della lingua ligure per i nomi delle carte, che costituisce un fantastico contorno per l&#8217;ambientazione di questo gioco, che svolge un ruolo chiave nell&#8217;ambito della differenziazione, pressoché unica, di Zena 1814. Date un&#8217;occhiata all&#8217;unboxing e all&#8217;<a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.975116015893269.1073741901.652525704818970&#038;type=3" target="_blank">album su Facebook per capire meglio di cosa stiamo parlando.</a></p>
<p>Ci si diverte tanto con Zena 1814, e le partite, non appena apprese le meccaniche, scorrono rapidamente senza tempi morti né &#8220;sequestri di persona&#8221;. Vi invito a leggere con attenzione il regolamento per comprendere appieno le meccaniche, specie nel caso in cui non foste giocatori già avvezzi a questo tipo di giochi, ma è proprio questo uno dei punti di forza di Zena: può soddisfare sia le richieste di chi vuole avvicinarsi al mondo dei &#8220;tedeschi&#8221; con un titolo che non definirei entry level ma qualcosa di più, e soddisfa anche i più scafati che si sfideranno a suon di strategie di influenze e piazzamento meeples. Un ottimo lavoro su un altrettanto ottimo boardgame che vi lascerà soddisfatti e che si farà giocare piacevolmente anche in due-tre giocatori, con (ma anche senza) l&#8217;impiego delle regole extra. Tutti promossi!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/_hOOQOdd0wg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></center></p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: anche questa volta, Morgana batte Giando e jedi.lord senza troppa difficoltà. Belìn.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/11/26/zena-1814-gli-mesi-di-genova/">Zena 1814 &#8211; Gli otto mesi di Genova</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Suburbia &#8211; La città dei tuoi sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 12:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 866px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh6.googleusercontent.com/-DzWjMpy8_s0/VTtF08rvJ4I/AAAAAAAAAgM/n0op6bTK73g/w1137-h853-no/Picture%2B5.jpg" alt="Suburbia, pronto a entrare in azione" width="856" height="642" /><p class="wp-caption-text">Suburbia, pronto a entrare in azione</p></div>
<p>Una delle cose che mi ha colpito maggiormente del Play: Festival del Gioco è stata l’enorme quantita di tavoli da gioco presenti, che offrivano la possibilità davvero a tutti di potersi sedere e provare qualche gioco in tranquillità, sia in caso di nuove uscite sia in caso di giochi più attempati. Il boardgame che mi ha più colpito, tra quelli che ho avuto la possibilità di provare nel week-end modenese, è stato senza dubbio Suburbia, al punto tale da costringermi all’acquisto compulsivo.</p>
<p>Edito in Italia da <a href="http://www.uplay.it/" target="_blank">Uplay.it</a>, Suburbia potrebbe essere descritto velocemente a qualcuno che non l’abbia mai provato (e qui cito il buon JayJay) come un Sim City trasformato in gioco da tavolo. Lo scopo del gioco, infatti, è quello di investire nel proprio quartiere al fine di farlo prosperare non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale e sociale, finché la sua elevata reputazione riesca ad invogliare sempre più persone a trasferirvisi. Nel corso del gioco, bisognerà stare quindi attenti a bilanciare con sapienza le esigenze economiche di esercizi commerciali e industria con quelle culturali e ambientali degli abitanti, cercando di costruire un quartiere in cui la crescita economica sia in grado di favorire quella demografica: sarà proprio una crescita equilibrata e costante della popolazione a permettervi di vincere dato che il giocatore con la popolazione maggiore, alla fine dell’ultimo turno di gioco, si porterà a casa la vittoria.<br />
Suburbia segue molte di quelle che, a mio modesto parere, sono le regole fondamentali che ogni bel gioco da tavola deve seguire, offrendo profondità di gioco e varietà strategica senza appesantire eccessivamente il regolamento (stampato sulle classiche 4 pagine): per capire le regole e le meccaniche del gioco non sono necessarie molte ore, ma, allo stesso tempo, la curva di apprendimento si allunga lì dove si deve poi andare a sviluppare pianificazione e strategia a lungo termine, per massimizzare profitto e reputazione dai propri acquisti. Per raggiungere l’obiettivo i giocatori, a turno, potranno comprare all’asta terreni, attività commerciali, industriali o edifici civici da un’asta immobiliare, ovviamente più tempo le proprietà restano all’asta e più il loro costo tende a scendere: sui terreni appena messi all’asta si dovrà pagare una tassa che scende mano a mano che i turni passano e la proprietà non viene acquistata. Un altro aspetto positivo del gioco è la scarsissima presenza di elementi randomici, i quali non servono a premiare i giocatori forniti di un marcato fattore C, ma per aumentare la longevità del gioco rendendo in qualche modo ogni partita diversa dalla precedente. Le tessere esagonali che rappresentano le proprietà non vengono mai utilizzate tutte e l’ordine in cui esse vengono messe sul mercato cambiano di partita in partita, per cui, le combinazioni che si possono realizzare con le stesse, saranno ogni volta diverse. L’unico altro elemento randomico è nella presenza degli obiettivi: in ogni partita infatti verranno pescati a caso alcuni obiettivi, quattro di essi sono pubblici e raggiungibili da chiunque, mentre un quinto obiettivo segreto viene affidato singolarmente ad ogni giocatore.</p>
<p>Oltre alla bellezza delle meccaniche di gioco, ho trovato molto interessante come esse riescano ad integrarsi ottimamente con quello che è il background del gioco, oltre alla simulazione del mercato immobiliare, in cui i terreni tendono a deprezzarsi nel tempo, è anche interessante notare come, in genere, le disposizioni ottimali siano coerenti con quella che potrebbe essere una loro controparte reale: i complessi residenziali sono controproducenti se messi troppo a contatto con le fabbriche, le quali hanno invece bisogno di esercizi commerciali, gli edifici civici, al contrario, possono essere utili per tutti i settori, a seconda di quale sia il loro background. Se anche voi, come me, amate i giochi gestionali e di posizionamento, sono sicuro che Suburbia non vi deluderà, se invece siete un po’ scettici e volete qualche informazione in più, vi lascio con un video di unboxing della scatola base del gioco e vi auguro buona costruzione!</p>
<p><center><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/huTuYxAj-u8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center></p>
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