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	<title>Paradox Interactive - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Crusader Kings III – Il Gioco dei Troni</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/09/17/crusader-kings-iii-il-gioco-dei-troni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 12:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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		<category><![CDATA[Grand Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Crusader Kings III, o CKIII, è l’ultimo capitolo uscito nella serie prodotta da Paradox Interactive, la casa di sviluppo svedese nota soprattutto per i suoi giochi grand strategy come Europa Universalis o Hearts of Iron. Il gioco ci è stato gentilmente fornito per questa recensione e per un’introduzione sul nostro canale Twitch. A otto anni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/09/sraddg.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-38041 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/09/sraddg.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/09/sraddg.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/09/sraddg-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/09/sraddg-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Crusader Kings III</strong>, o <strong>CKIII</strong>, è l’ultimo capitolo uscito nella serie prodotta da<strong> Paradox Interactive</strong>, la casa di sviluppo svedese nota soprattutto per i suoi giochi <em>grand strategy</em> come <strong>Europa Universalis</strong> o<strong> Hearts of Iron</strong>. Il gioco ci è stato gentilmente fornito per questa recensione e per un’introduzione sul nostro <a href="http://twitch.tv/nerdando">canale Twitch</a>.</p>
<p>A otto anni dall’uscita del suo predecessore, CKIII è il secondo dell’attuale generazione di giochi Paradox (considerando <strong>Imperator: Rome</strong> come il primo, per quanto si sia rivelato più un gioco di transizione) e più che mai sembra<strong> frutto delle esperienze</strong> della generazione precedente (quindi <a href="https://nerdando.com/2017/09/09/5-motivi-giocare-crusader-kings-ii/">CKII</a>, ma anche <a href="https://nerdando.com/2017/05/29/europa-universalis-iv-gli-appassionati-rispondono/">Europa Universalis IV</a>) e della direzione che ha portato la Paradox ad una crescita sostanziale nell’ultimo decennio.</p>
<p>Al momento, il gioco è disponibile per <strong>Steam</strong> o per <strong>Xbox Game Pass</strong> per PC, per un prezzo leggermente più alto dei canonici 40€ dei giochi Paradox appena usciti.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Crusader Kings III aveva <strong>due obiettivi fondamentali</strong>: da un lato doveva<strong> raccogliere la pesante eredità</strong> del predecessore, quello che ha aperto la porta dei giochi Paradox a me e a tantissimi altri, e dall’altro doveva continuare nel processo di <strong>rendere accessibili</strong> i <em>grand strategy</em> al grande pubblico, raccogliendo quindi nuovi giocatori oltre ai veterani di CKII.</p>
<p>Personalmente trovo che gli sviluppatori siano stati parecchio abili nel fare <strong>entrambe le cose</strong>, un compito nient’affatto semplice e che in passato ha causato attriti con la<em> fan base</em>, come avvenuto ad esempio all’uscita di Hearts of Iron IV, quando i giocatori del gioco precedente lo accusarono, a mio parere ingiustamente, di essere “<em>dumbed down</em>”.</p>
<p>Detto ciò vedremo nello specifico cosa intendo, parlando di cosa c’è di nuovo in Crusader Kings III e perché è un<strong> ottimo gioco</strong>, probabilmente il migliore, <strong>per neofiti</strong> dei <em>grand strategy</em>.</p>
<p>Prima però, partiamo da <strong>cos’è Crusader Kings</strong>.</p>
<h2>Cos’è Crusader Kings?</h2>
<p>Crusader Kings III è un gioco <strong>storico-medievale</strong> che, più di qualunque altro gioco conosca, rappresenta la miglior combinazione di <strong>tre elementi</strong>: strategia a livello complessivo (diplomatico, militare, economico), simulazione dinastica e feudale e gioco di ruolo.</p>
<p>In altre parole, è un gioco in cui, come in ogni altro gioco Paradox, siamo di fronte ad un’<strong>enorme mappa</strong> che va dall’Islanda alla Tailandia, ma in cui gli attori principali non sono “le nazioni”, come in Europa Universalis ad esempio, ma <strong>i regnanti e le loro corti</strong>.</p>
<p>In CKIII interpretiamo un <strong>personaggio che regna su un territorio</strong> (che può andare da una piccola contea a un vasto impero), con vassalli, mogli, figli, amanti e così via. Questo personaggio avrà le sue statistiche, la sua personalità, religione, cultura e così via, che cambieranno come determinati avvenimenti vengono interpretati.</p>
<p>Quando il nostro personaggio “<em>passa a miglior vita</em>”, come direbbero nei migliori doppiaggi di Dragon Ball su Italia Uno, <strong>passiamo a interpretare il suo erede</strong>, che solitamente è il primogenito, ma può essere anche un fratello o una nipote ad esempio, a seconda delle circostanze familiari e delle<strong> leggi di successione</strong> vigenti nel nostro dominio.</p>
<p>Di conseguenza, uno dei due pilastri su cui si regge CKIII è quello della <strong>dinastia</strong>: fintanto che c’è un possibile erede (e non perdiamo tutti i territori controllati), non possiamo fare <em>game over</em>. Allo stesso tempo però, una<strong> famiglia troppo vasta e potente</strong> potrebbe rivelarsi un’arma a troppo taglio e zii e fratellastri spesso sono tra i peggiori nemici dei nostri personaggi.</p>
<p>L’altro pilastro è la già citata <strong>struttura feudale</strong>: il nostro personaggio avrà vassalli più o meno potenti e più o meno fedeli con cui confrontarsi e da tenere buoni, tramite l’uso di diplomazia, terrore e burocrazia (che è molto peggio del terrore, ovviamente).</p>
<p>Allo stesso tempo però, <strong>possiamo essere noi stessi vassalli</strong> di un regnante più potente, costringendoci quindi a fare buon viso a cattivo gioco, mantenendo buone relazioni mentre tramiamo alle spalle del nostro signore feudale.</p>
<p>In tutto questo ovviamente, ci sono guerre da combattere, alleanze da stringere, edifici da costruire e così via. Insomma, il <strong>lato più classico</strong> di un gioco di strategia. Inoltre, essendo un <em>sandbox</em>, <strong>manca di un obiettivo finale</strong> e si basa più sulle intenzioni del giocatore.</p>
<h2>Per i nuovi giocatori</h2>
<p><strong>Crusader Kings II</strong>, come gli altri giochi Paradox, era <strong>difficilmente approcciabile</strong> per persone senza nessun’esperienza con i prodotti della casa svedese. Anche per giocatori abituati a titoli simili come Civilization o Total War l’immenso ammontare di numeri, elementi e fattori finiva per scoraggiare molti.</p>
<p>Io stesso ricordo quando fallii miseramente le mie prime due o tre campagne senza capire bene il perché: <strong>il tutorial era</strong> <strong>sostanzialmente inutile</strong>, le spiegazioni all’interno del gioco difficili da districare e in generale cosa fosse buono fare e cosa andasse evitato non era per niente evidente.</p>
<p>Ecco, in <strong>Crusader Kings III</strong> i nuovi giocatori non dovrebbero affatto avere un’esperienza così traumatica: non solo<strong> il tutorial è fatto molto, molto meglio</strong>, ma all’interno del gioco è pieno di suggerimenti e spiegazioni su cosa significhi cosa.</p>
<p>Un esempio che mi viene in mente è quello di una cosa che era sempre un dramma da spiegare: le leggi di successione. In CKII anche per giocatori esperti era a volte un disastro capire quali possedimenti sarebbero finiti a chi, se non si conosceva a menadito l’interfaccia. Al contrario, in CKIII il gioco <strong>mostra chiaramente</strong> come i nostri titoli verranno spartiti alla nostra morte e perché.</p>
<p>Il modo in cui l&#8217;interfaccia<strong> prende per mano il giocatore</strong> mostrandogli cosa potrebbe e cosa dovrebbe fare consente a chi sta iniziando, a mio parere, di <strong>godersi gli aspetti migliori</strong> del gioco, come gli <strong>intrighi di corte</strong> o i rapporti tra personaggi.</p>
<h2>Per i vecchi giocatori</h2>
<p>Per coloro come il sottoscritto che hanno giocato per centinaia di ore a CKII, i<strong> dubbi su Crusader Kings III</strong> erano essenzialmente due: in nome del renderlo più approcciabile, sarebbe stato <strong>semplificato troppo</strong>? E quando sarebbe stato <strong>diverso dal capitolo precedente</strong>, miglioramenti grafici a parte?</p>
<p>La risposta alla prima domanda, come si può intuire da quanto ho scritto finora, è no. Le meccaniche che davano profondità e creavano difficoltà in CKII sono <strong>ancora tutte presenti</strong> nel nuovo gioco, sebbene presentate spesso in modo molto più chiaro.</p>
<p>Quanto alla <strong>difficoltà</strong> del gioco in sé, trovo che sia ancora la stessa: se si vuole conquistare il mondo è, al momento, ancora parecchio facile. Parliamoci onestamente: in Crusader Kings II, una volta raggiunto un certo livello di competenza, conquistare il mondo era più un tedio che altro, in quanto appena raggiunto il rango di imperatore era pressoché impossibile essere sconfitti.</p>
<p>In CKIII non ho ancora avuto modo di sperimentare il <em>late game</em>, ma l’impressione è che, come prima e forse anche più di prima, conquistare il mondo non solo non è importante, ma il gioco dà <strong>tantissime altre cose da fare</strong> oltre all’espanderci senza ritegno.</p>
<p>Questo ci porta al secondo quesito:<strong> cosa c’è di nuovo</strong> in Crusader Kings III che CKII non aveva dopo sette anni di sviluppo e DLC?</p>
<p>La risposta è poco e niente, ma <strong>non è affatto un problema</strong>.</p>
<p>Di base, in CKIII possiamo fare le stesse cose che potevamo fare nel capitolo precedente (anzi, alcune come il duellare o il raccogliere artefatti sono al momento assenti). Allo stesso tempo però è <strong>molto più soddisfacente fare tutto</strong>.</p>
<p>Molte cose sono diventate molto più chiare e <strong>meno soggette al caso</strong>, come il far avanzare i propri intrighi o il fabbricare <em>claim</em> (entrambe cose che hanno ora un timer e una barra del progresso, invece di essere totalmente e irritantemente randomici com’era in CKII). Altre cose, come gli stili di vita o il riformare le religioni, <strong>sono stati espansi</strong> in modo da renderli molto più interessanti e non solo un cliccare un pulsante.</p>
<p>Grazie al modo in cui sono state cambiate queste meccaniche e, con alcune delle poche nuove come le <em>legacies</em> della dinastia, è diventato molto più piacevole semplicemente perseguire quello che dovrebbe essere<strong> il vero obiettivo del gioco</strong>: costruire storie individuali e dinastiche, ché Crusader Kings non è Europa Universali o Hearts of Iron, in cui si gioca praticamente solo a dipingere la mappa del proprio colore.</p>
<p>A tutto questo si aggiungono<strong> parecchi piccoli aggiustamenti</strong> che riflettono meglio la realtà storica del tempo, soprattutto per quanto riguarda le religioni.</p>
<h2>Aspetti da migliorare</h2>
<p>Ho chiamato questa sezione così, perché solitamente i giochi Paradox attraverso gli anni vengono <strong>continuamente sviluppati</strong> con <em>patch</em> e, sì, DLC (non mi metterò qui a parlare della politica dei DLC Paradox, che è un argomento lungo e complesso e meriterebbe il proprio articolo a sé stante). Questo per dire che molti dei problemi di Crusader Kings III e tutti quelli che presenterò qui <strong>saranno risolti in futuro</strong> a mio personalissimo parere.</p>
<p>Innanzitutto, è evidente la<strong> mancanza di alcune delle meccaniche</strong> presenti in CKII, come le repubbliche (che esistono ma solo come NPC), gli artefatti, le pestilenze e i culti. Inutile negarlo, Paradox avrebbe potuto inserirli, ma la cosa avrebbe rischiato di appesantire ancora di più il gioco con potenziali bug e problemi di bilanciamento, oltre a togliere possibilità di sviluppo futuro. E, sinceramente, sono aspetti <strong>interessanti ma non fondamentali</strong>.</p>
<p>Parlando di bug e ottimizzazione, sebbene il gioco sembri esserne praticamente privo, ha il difetto di avere un <strong>tempo di caricamento all’avvio</strong> estremamente lungo. Incredibilmente, sebbene Crusader Kings III sia relativamente più fluido di CKII, batte il record del predecessore per quanto riguarda l’avviare il gioco.</p>
<p>Altro aspetto che indubbiamente verrà migliorato con il tempo è quello delle <strong>musiche</strong>: sebbene i temi principali siano come da tradizione di Andreas Waldetoft e splendidi, la colonna sonora per ora conta veramente poche tracce, soprattutto se paragonato all’immensa e magnifica <em>soundtrack</em> di Crusader Kings II. Di nuovo però: non ho dubbi che<strong> DLC vari in futuro sopperiranno</strong>. Fino ad allora mi limiterò a sentire podcast mentre gioco.</p>
<p>Infine, l’elemento per me più importante da migliorare è quello dell’<strong>interfaccia</strong>: paradossalmente, sebbene quella nuova sia uno dei passi in avanti più importanti rispetto a CKII, ha alcune cose che mi lasciano semplicemente perplesso, dalla mancanza di tipi di mappe al modo in cui alcuni elementi dell’interfaccia si sovrappongono, soprattutto per quanto riguarda le notifiche.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p><strong>Crusader Kings III</strong> è uno splendido gioco che riesce a unire <strong>la profondità</strong> di un gioco strategico Paradox alla natura<strong> più imprevedibile e caotica</strong> di un simulatore dinastico, eccellendo nello sfruttare gli elementi storici di intrigo politico e familiare tipici del Medioevo.</p>
<p>Partendo dalle esperienze di Crusader Kings II, la casa di sviluppo svedese è riuscita a creare <strong>un gioco che può attrarre</strong> tanto i nuovi giocatori quanto far divertire i veterani del capitolo precedente, al cui confronto non sfigura affatto.</p>
<p>Al momento del rilascio, Crusader Kings III è un gioco <strong>già pieno di contenuti</strong>, stabile e parecchio divertente. Conoscendo però le politiche di Paradox è semplice immaginare quali sarà la direzione dello sviluppo, un aspetto che personalmente trovo più entusiasmante che deleterio.</p>
<p>In sostanza, quello che vi chiederei è: avete mai sognato di avere un gioco di strategia che porti <strong>Game of Thrones nel mondo vero</strong>? Se la risposta è sì,<strong> comprate Crusader Kings III</strong>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Crusader Kings III</strong> è l’ultimo capitolo della serie di giochi <em>grand strategy</em> medievali sviluppati da Paradox Interactive. Riprende molti degli elementi del predecessore, migliorandosi e diventando ancora più accessibile per nuovi giocatori.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,3/5</h2>
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		<title>PDXCON 2018 &#8211; Tutte le novità di casa Paradox!</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/22/pdxcon-2018-tutte-le-novita-di-casa-paradox/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2018 10:00:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/pdxcon-2018.png"><img decoding="async" class="size-full wp-image-24564 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/pdxcon-2018.png" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/pdxcon-2018.png 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/pdxcon-2018-300x180.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/pdxcon-2018-768x461.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/pdxcon-2018-450x270.png 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Durante lo scorso fine settimana si è svolta, nella splendida città di Stoccolma in Svezia, la <strong>PDXCON 2018</strong>, l&#8217;annuale convention dedicata all&#8217;universo dei titoli appartenenti alla scuderia di <strong>Paradox Interactive</strong> e, da due anni, aperta anche alla folta community che circonda le opere della casa svedese.</p>
<p>Paradox è un nome che qui in redazione è tenuto in gran riguardo, dato che almeno due di noi adorano alla follia i suoi giochi: basti pensare soltanto ad <a href="https://nerdando.com/2017/05/29/europa-universalis-iv-gli-appassionati-rispondono/"><strong>Europa Universalis</strong></a> e <a href="https://nerdando.com/2017/09/09/5-motivi-giocare-crusader-kings-ii/"><strong>Crusader Kings</strong></a> per capire che stiamo parlando dei re indiscussi della grande strategia storica, sviluppatori in grado di portare dei titoli apparentemente di nicchia agli onori delle gradi megaproduzioni, di sicuro in quanto a qualità.</p>
<p>Ma lo studio di sviluppo non è che una parte di <strong>Paradox Interactive</strong>, che si occupa anche di pubblicare titoli di sviluppatori terzi: esempi ne sono <strong>Cities: Skylines</strong> e <strong>Surviving Mars</strong>, giusto per citarne alcuni.</p>
<p>La PDXCON è un evento molto atteso dalla community, poiché è proprio il palcoscenico ideale per la presentazione dei nuovi prodotti con cui perderemo altre centinaia e centinaia di ore nei prossimi mesi: ci sembra giusto, perciò, fornirvi un bel riassunto di tutto ciò che è stato presentato in quel di Stoccolma in questa due giorni di giochi, chiacchiere ed incontri.</p>
<h2>Imperator: Rome</h2>
<p>Dovete sapere che sono due i titoli che la community richiede a gran voce da anni, sottoscritto completo: un seguito di nuova generazione per il mai troppo lodato <strong>Victoria II</strong>, che a tutt&#8217;oggi rimane l&#8217;unico gioco della serie principale dei Grand Strategy a non essere stato aggiornato con il nuovo motore, e un seguito per <strong>Europa Universalis: Rome</strong>, incursione controversa nel periodo romano realizzata una decina di anni fa con il motore di Europa Universalis III, che non assurse mai allo stato di classico dei suoi fratelli maggiori per alcune scelte che non convinsero mai del tutto i giocatori.</p>
<p>Ebbene, tutti aspettavano il mega annuncio (e l&#8217;hype era montato forte anche per colpa di Paradox, che adora trollare ed assecondare i propri fan) ed effettivamente questo è arrivato: il nuovo titolo non sarà quello che io speravo, bensì <strong>Imperator: Rome</strong>, in tutto e per tutto il seguito spirituale di Europa Universalis: Rome.</p>
<p>Ora, è naturale che io sia fomentato dall&#8217;annuncio di un nuovo grand strategy da parte dei maestri, ma questo mi sembra onestamente pazzesco: finora è trapelata solo qualche immagine della mappa e ho già la bava alla bocca.</p>
<p>Nelle intenzioni degli sviluppatori, Imperator: Rome sarà un connubio degli elementi che hanno decretato il successo di Europa Universalis, di Crusader Kings e di Victoria e scusate se è poco. La data di inizio della partita si sposterà indietro nel tempo rispetto a quella di EU: Rome, includendo persino il periodo di Carlo Magno.</p>
<p>Il gioco originale, diciamocelo, era Roma-centrico e non faceva nulla per nasconderlo: grossa parte delle lamentele era proprio dovuta a questo motivo, che contrastava con il solito modus operandi paradoxiano.</p>
<p>Imperator sarà probabilmente molto più aperto, curando non solo Roma ma anche la moltitudine di popoli che abitavano l&#8217;Europa, il Medioriente, il Nordafrica e il sub-continente indiano più di 2000 anni fa, con la solita pletora di opzioni e tutta l&#8217;esperienza che 10 anni di successi incontrastati nel campo regalano. Per maggiori dettagli, vi rimando al <strong><a href="https://www.paradoxplaza.com/imperator-rome/IMIM01GSK0000001-MASTER.html">sito ufficiale</a></strong>.</p>
<p>Già solo scriverne mi mette una gran tristezza, poiché per godere di cotanta meraviglia dovremo aspettare il 2019, presumibilmente la prima parte dell&#8217;anno.</p>
<p>Io sono già pronto a nutrire la mia scimmia di qualunque screenshot e development diary uscirà man mano.</p>
<p><iframe class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/AGTifuEu6hw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;start=4&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Age of Wonders: Planetfall</h2>
<p>Annuncio a sorpresa quello di un nuovo capitolo della serie <strong>Age of Wonders</strong>, che cambia completamente ambientazione da fantasy a fantascienza.</p>
<p>Gli sviluppatori sono sempre gli olandesi di Triumph Studios, quindi Paradox si occuperà della pubblicazione.</p>
<p>Di Age of Wonders giocai solo il primo capitolo qualcosa come 18 anni fa e mi ricordo che mi piacque: non mi appassionai particolarmente alla serie, tanto da aver saltato <strong>Age of Wonders III</strong>, il titolo più recente e moderno, che pare essere di suo un gran bel pezzo di software.</p>
<p>Staremo a vedere, la serie è bella e magari questo cambio d&#8217;ambientazione rappresenterà una bella <strong>ventata d&#8217;aria fresca</strong>: i combattimenti tattici, la campagna single player e l&#8217;intrigante incipit narrativo faranno il resto.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/WTHxBqqNONA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Giochi da tavolo</h2>
<p>Ebbene sì, non avete letto male: Paradox si getta nella mischia dei <strong>giochi da tavolo</strong>, che stanno conoscendo una rinascimento che non accenna a terminare, e lo fa trasponendo i suoi franchise più famosi direttamente su cartone e legno!</p>
<p>Giusto per cavalcare le mode del periodo, i giochi da tavolo Paradox saranno supportabili, guarda un po&#8217;, su <strong>Kickstarter</strong>, piattaforma che ha visto un proliferare di giochi da tavolo negli ultimi tempi.</p>
<p>Il primo ad arrivare sarà <strong><a href="https://www.kickstarter.com/projects/1192053011/crusader-kings-the-board-game-lead-your-dynasty-to">Crusader Kings</a></strong>, la cui campagna è già risultata in un successo al secondo giorno dall&#8217;apertura. Si tratterà di un gioco di controllo d&#8217;area con una forte componente legata ai personaggi e alle dinastie regnanti nel periodo. È un gioco da 2 a 5 giocatori, dalla durata da 2 a 4 ore.</p>
<p>Ovviamente si tratterà di una semplificazione della complessità del titolo iniziale, ma comunque gli sviluppatori promettono che manterrà il più possibile lo spirito della serie.</p>
<p>Se vi va, sulla pagina della campagna Kickstarter trovate già una bozza di regolamento per farvi un&#8217;idea.</p>
<p>Per quanto riguarda gli altri, sappiamo che <strong>Europa Universalis</strong> sarà un gioco con una mappa gigante, un sacco di gettoni/puzzilli/segnalini, gestione risorse ed eventi storici che impegnerà tra le 4 e le 6 ore per essere giocato da 2 a 6 giocatori. Forse sarà presente anche la modalità solitario.</p>
<p><strong>Hearts of Iron</strong>, che assieme ad Europa Universalis è il gioco con lo sviluppo in fase meno avanzata, sarà un wargame con componente strategica ed economica forte, probabilmente diviso in due parti: la prima da 2 a 4 giocatori, e la seconda con il fronte orientale e altri due giocatori. Di questo sappiamo che (forse) il Kickstarter potrebbe partire nella primavera del 2019.</p>
<p>Anche <strong>Cities: Skylines</strong> verrà trasposto sul nostro tavolo, ma stavolta si tratterà di un titolo entry-level, destinato ad un pubblico più ampio: da 2 a 4 giocatori coopereranno per costruire una città piazzando edifici su una mappa modulare, durerà un&#8217;oretta e avrà una difficoltà molto scalabile.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/y-YbesNEXTM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Espansioni e DLC</h2>
<p>Penavate forse che non sarebbero uscite nuove espansioni per i giochi di punta di mamma Paradox?</p>
<p>Poveri illusi. Ecco una breve carrellata su ciò che ci aspetta.</p>
<p><strong>Europa Universalis IV: Dharma</strong> espanderà il gioco aumentando in dettaglio la zona dell&#8217;India, ma non solo: avremo cambiamenti su tutto il gameplay, partendo da un sistema di personalizzazione dei governi (che ricorda un&#8217;ottima idea presente in Europa Universalis III) per arrivare al commercio e ai monsoni (!).</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/FdMgda8JQn4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>Anche il buon vecchio Crusader Kings II verrà nuovamente espanso con <strong>Crusader Kings II: Holy Fury</strong>, che porterà nuovo vigore a quello che dovrebbe essere il pezzo forte del titolo, ovvero le Crociate.</p>
<p>Questa sembra essere un&#8217;espansione veramente molto corposa ed importante per un titolo che ha sei anni e che ha goduto di una miriade di espansioni, anche non proprio necessarie.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/dEFoubsSzG8?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p><strong>Hearts of Iron IV: Man the Guns</strong> invece, espanderà (finalmente) la parte navale del titolo sulla Seconda Guerra Mondiale, troppo spesso trascurata.</p>
<p>Era ora, dico io! Ah, e poi spero sempre che aggiungano nuovi National Focus, perché di ucronie non ne ho mai abbastanza.</p>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/M6MvE5AhmuQ?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>Dalla PDXCON 2018 è tutto, speriamo che l&#8217;anno prossimo annuncino questo benedetto Victoria III!</p>
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		<title>I 6 videogiochi per essere un Capo di Stato</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/03/04/6-videogiochi-un-capo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Mar 2018 11:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Crisis in the Kremlin]]></category>
		<category><![CDATA[Democracy 3]]></category>
		<category><![CDATA[Geo-political simulator]]></category>
		<category><![CDATA[Grand Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Paradox Interactive]]></category>
		<category><![CDATA[Peacemaker]]></category>
		<category><![CDATA[Power & Revolution]]></category>
		<category><![CDATA[Rogue State]]></category>
		<category><![CDATA[Simulatore]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Victoria II]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Io sono uno che si fissa. Quando mi interesso ad un argomento, di solito mi metto ad approfondirlo allo sfinimento, ma soprattutto, essendo un videogiocatore altrettanto fissato, cerco in qualche modo di “giocare” quell&#8217;argomento. Va da sé che, in tempo di elezioni, essendo abbastanza appassionato di politica, io vada a cercare in qualche modo titoli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/parlamento_1000x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22423 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/parlamento_1000x600.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/parlamento_1000x600.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/parlamento_1000x600-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/parlamento_1000x600-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/parlamento_1000x600-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Io sono uno che si fissa. Quando mi interesso ad un argomento, di solito mi metto ad <strong>approfondirlo allo sfinimento</strong>, ma soprattutto, essendo un videogiocatore altrettanto fissato, cerco in qualche modo di “giocare” quell&#8217;argomento.</p>
<p>Va da sé che, in tempo di elezioni, essendo abbastanza appassionato di <strong>politica</strong>, io vada a cercare in qualche modo titoli che replichino un qualche tipo di esperienza di governo.</p>
<p>Si, lo so, potrebbe sembrare assurdo, o noioso, ma vi assicuro che non è così. Perciò, per alleggerire il peso delle infinite <strong>maratone elettorali</strong>, delle sparate e delle assurde promesse, nonché dei grossi faccioni che ci guardano sorridenti dai cartelloni sparsi nelle città, oggi volevo consigliarvi, a mo’ di chiacchierata, qualche titolo per farvi sentire <strong>capi di Stato</strong>.</p>
<p>Insomma, i titoli che secondo me si possono avvicinare di più ad essere definiti &#8220;<strong>simulatori di governo</strong>&#8220;.</p>
<p>Il criterio che mi ha guidato nel redigere questa breve lista è sostanzialmente quello di andare a scavare un po’ nella nicchia: in parecchi <strong>titoli strategici</strong> (ad esempio i cosiddetti 4X) interpretiamo in modi differenti un qualche capo/presidente/re/dittatore, ma io volevo andare a presentarvi qualche titolo che approfondisse la <strong>parte più politica del governare</strong>.</p>
<p>E che, magari, fosse meno conosciuto ai più.</p>
<p>Pronti a giurare sulla Costituzione, o a riscriverla?</p>
<h2>Democracy 3</h2>
<p><a href="http://store.steampowered.com/app/245470/Democracy_3/"><strong>Democracy 3</strong></a> è un vero è proprio simulatore di governo: interpreteremo un premier/presidente che dovrà tentare di convincere l’elettorato ad essere rieletto facendo ciò che ci si aspetta da qualsivoglia politico: governare bene.</p>
<p>A suon di leggi e di compromessi, dovremo cercare di combattere ciò che non va nel nostro paese, cercando nel contempo di non essere… ammazzati da qualche frangia estremista.</p>
<p><strong>Budget e potere politico</strong> del nostro esecutivo saranno le chiavi per cercare di realizzare i nostri obiettivi, sempre però tenendo d&#8217;occhio ciò che è più importante per un politico in una democrazia occidentale: i sondaggi per il gradimento, che ci daranno un indice di quanto stiamo facendo bene per il nostro elettorato. L&#8217;obiettivo è ovviamente quello di <strong>essere rieletti al termine del mandato</strong> e per questo avremo il nostro bel da fare che va oltre il &#8220;mero&#8221; bene del nostro paese, perché dovremo tentare di scontentare il minor numero possibile di gruppi sociali, che formano la base degli elettori.</p>
<p>Un esempio? Una riforma che accontenta i socialisti di sicuro scontenterà i capitalisti, mentre approvare leggi di tipo liberale farà storcere il naso ai conservatori.</p>
<p>È un titolo che ci mette di fronte ad una dura realtà che non dovremmo dimenticare mai: la politica e il governare si basano sul compromesso, volenti o nolenti.</p>
<p>Dato che questo titolo l&#8217;ho ripreso in mano da poco e mi ci sono leggermente infognato, ho deciso che merita un articolo separato che uscirà nei prossimi giorni.</p>
<figure id="attachment_22416" aria-describedby="caption-attachment-22416" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/Game-UI_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22416" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/Game-UI_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/Game-UI_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/Game-UI_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/Game-UI_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22416" class="wp-caption-text">L&#8217;interfaccia di Democracy 3</figcaption></figure>
<h2>Rogue state</h2>
<p><a href="http://store.steampowered.com/app/396090/Rogue_State/"><strong>Rogue State</strong></a> a mio avviso è una piccola perla dispersa nel sottobosco Steam: il nostro ruolo sarà quello di dittatore di un cosiddetto “<strong>Stato canaglia</strong>” del Medioriente, arrivato al potere grazie ad un colpo di stato.</p>
<p>Ci toccherà prendere in mano la ricostruzione del nostro paese dopo una lunga guerra civile, gestendo tutti gli aspetti del caso e prendendo tante, tantissime decisioni, cercando di non essere uccisi da rivali, CIA e compagnia cantante.</p>
<p>Molto interessante è l’alto valore di <strong>rigiocabilità</strong>, dato dalla grande quantità di eventi che ci si presenteranno di fronte.</p>
<p>Ai saldi vi consiglio di farci un pensiero se vi piace il genere, perché è un gioco piuttosto singolare.</p>
<figure id="attachment_22417" aria-describedby="caption-attachment-22417" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22417 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/maxresdefault_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22417" class="wp-caption-text">Il Glorioso Leader nel suo studio, pronto a guidare la Rivoluzione!</figcaption></figure>
<h2>Geo-political simulator (serie)</h2>
<p>Seppur storicamente infestata da bug, la serie dei francesi Eversim, cominciata nel 2008 e giunta al quarto capitolo intitolato<a href="http://store.steampowered.com/app/467520/Power__Revolution/"><strong> Power &amp; Revolution</strong> </a>nel 2016, è forse il simulatore geopolitico più ricco del gruppo: ricco nel senso di opzioni, stati, leader e robe da fare.</p>
<p>175 paesi, tutti gli attuali conflitti nel mondo, tutte le forze armate,  tutte le forze dell’ordine e i gruppi militanti, dati geopolitici ed economici aggiornati ogni anno con appositi DLC, economia, società, politica (interna ed estera), ambiente, scienza, cultura, trasporti, spionaggio, guerra e manipolazione politica.</p>
<p>È un titolo mastodontico e a quanto pare l&#8217;ultimo DLC è riuscito anche a risolvere molti bug che funestavano il divertimento, dando anche un senso migliore al prezzo piuttosto &#8220;alto&#8221;, se confrontato con il resto della lista.</p>
<p>Questo è per gente che ama la geopolitica internazionale.</p>
<figure id="attachment_22418" aria-describedby="caption-attachment-22418" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/powe-revolution-48285_1000x562.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-22418 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/powe-revolution-48285_1000x562.jpg" alt="" width="1000" height="562" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/powe-revolution-48285_1000x562.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/powe-revolution-48285_1000x562-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/powe-revolution-48285_1000x562-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-22418" class="wp-caption-text">Credete sia semplice essere il Comandante in Capo?</figcaption></figure>
<h2>Crisis in the Kremlin</h2>
<p>Mi sono innamorato di questo vecchio titolo risalente al 1991 già dalla descrizione: un <strong>simulatore di Perestrojika</strong>.</p>
<p>Come si fa a non amarlo con un intento del genere?</p>
<p>Il gioco ci mette negli scomodi panni del leader sovietico negli ultimi anni prima del crollo (e possiamo anche scegliere chi essere, non per forza Gorbačëv!): il nostro compito, sostanzialmente, sarà quello di <strong>evitare il collasso dell’URSS</strong>.</p>
<p>Il titolo, seppur datato è molto immediato, divertente e anche abbastanza difficile.</p>
<p>Alcuni volenterosi sviluppatori indipendenti russi ne hanno sviluppato un remake, che trovate su<a href="http://store.steampowered.com/app/599750/Crisis_in_the_Kremlin/"> Steam</a>, svecchiando grafica e contenuti (ma peggiorando l&#8217;interfaccia, ma d&#8217;altronde nella Russia Sovietica chi ha necessità di un&#8217;interfaccia bella, quando la colonna sonora è così esageratamente e pomposamente sovietica?)</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/crisis-in-the-kremlin_12_1000x547.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22419 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/crisis-in-the-kremlin_12_1000x547.jpg" alt="" width="1000" height="547" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/crisis-in-the-kremlin_12_1000x547.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/crisis-in-the-kremlin_12_1000x547-300x164.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/crisis-in-the-kremlin_12_1000x547-768x420.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Peacemaker</h2>
<p>Questo piccolo titolo indipendente vi mette nei panni del <strong>Presidente della Palestina</strong> o in quelli del <strong>Premier di Israele</strong>.</p>
<p>Già questo è esplicativo di quanto sia complicato il ruolo di questo gioco, che si classifica e ha avuto successo anche come software &#8220;educativo&#8221;: cercare di far comprendere le difficoltà di un conflitto che va avanti da più di mezzo secolo e che si combatte non solo con le armi, ma con i discorsi, gli interventi internazionali e la religione.</p>
<p>Se non capite perché in Israele ed in Palestina non si riesce a raggiungere una situazione di stabilità, questo gioco vi farà capire un bel po&#8217; di cose.</p>
<p><a href="http://www.peacemakergame.com/">Pubblicato</a> nel 2007, vincitore di moltissimi riconoscimenti, di prossima apparizione anche su Steam.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/PeaceMaker_-_Game_interface_791x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-22421 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/PeaceMaker_-_Game_interface_791x600.jpg" alt="" width="791" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/PeaceMaker_-_Game_interface_791x600.jpg 791w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/PeaceMaker_-_Game_interface_791x600-300x228.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/03/PeaceMaker_-_Game_interface_791x600-768x583.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px" /></a></p>
<h2>Victoria II</h2>
<p>Lo so, il mio buon proposito di non parlarvi di titoli famosi o di grand strategy va a farsi benedire.</p>
<p>Ho pensato però che questo titolo di mamma <strong>Paradox</strong> meritava un posto nella lista, dato che nella famiglia dei grandi strategici svedesi è quello che dà maggior peso alla parte politica, con elezioni (se deciderete ovviamente di garantire libere elezioni, sia chiaro), partiti che si contendono seggi in parlamento, leggi, riforme e tutta quella roba bella che è gestire uno stato nel secolo 1836-1936, un periodo assolutamente affascinante dal punto di vista politico, ne converrete con me.</p>
<p>Io Victoria II lo adoro, è complicato ed è l’ultimo grand strategy maggiore della Paradox a non essere ancora aggiornato alla nuova generazione: cosa aspettate, esattamente?</p>
<p>Su con questo Victoria III!</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
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		<title>Utomik, uno specchio sul futuro del gaming</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/10/06/utomik-uno-specchio-sul-futuro-del-gaming/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "LC" Di Fonzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 11:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Borderlands]]></category>
		<category><![CDATA[Dead Island]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Metro]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[On demand]]></category>
		<category><![CDATA[Paradox Interactive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci è stata gentilmente fornita l’occasione di provare gratuitamente Utomik, una piattaforma per il gaming innovativa ed interessante. Proverò a spiegarvi innanzitutto cos&#8217;è e come funziona, nel modo più oggettivo possibile, per poi passare a considerazioni più personali che ho raccolto durante l’uso. Che cos’è? Per dirla nella maniera più spiccia possibile: Utomik è una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-18757" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/utomik.jpg" alt="Utomik" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/utomik.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/utomik-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/utomik-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/10/utomik-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Ci è stata gentilmente fornita l’occasione di provare gratuitamente <strong>Utomik</strong>, una piattaforma per il gaming innovativa ed interessante. Proverò a spiegarvi innanzitutto cos&#8217;è e come funziona, nel modo più oggettivo possibile, per poi passare a considerazioni più personali che ho raccolto durante l’uso.</p>
<h2>Che cos’è?</h2>
<p>Per dirla nella maniera più spiccia possibile: <strong>Utomik</strong> è una sorta di <strong>Popcorn Time</strong> per i videogiochi per pc (o Netflix, per quanto con questo presenti più differenze): si paga una <strong>quota mensile</strong> di 5 dollari (10 con il pacchetto famiglia per 4 utenti) e si può scegliere e giocare dai <strong>più di 600 titoli</strong> in catalogo.</p>
<p>La differenza principale con le piattaforma di streaming video come Netflix è nel fatto che, ovviamente, i giochi sono ben più pesanti in termini di dati di un film. Il modo in cui opera il software di Utomik alla luce di questo fatto è scaricare una frazione del gioco all’inizio, che nella mia esperienza va tra i 70 e i 500 mb, per poi fare il download in tempo reale delle parti del gioco necessarie in quel determinato momento.</p>
<p>Questo significa che di fatto si può letteralmente selezionare dall’elenco un titolo, aspettare un paio di minuti per il download iniziale (che nonostante la quantità limitata di dati non è velocissimo) e poi giocare finché si vuole per tutte le sessioni che si vuole. Salvataggi, impostazioni e tutto il resto viene salvato normalmente.</p>
<h2>Titoli</h2>
<p>Come detto, i titoli al momento sono più di 600 ed in costante aumento; la compagnia sviluppatrice di Utomik ha sottoscritto accordi con case di produzione come <strong>Disney</strong>, <strong>SEGA</strong> e <strong>Paradox Interactive</strong> ed in catalogo è possibile trovare un gran numero di giochi famosi anche se un po’ attempati come <strong>Borderlands</strong>, <strong>Gothic, Empire: Total War</strong>, <strong>Metro</strong>, <strong>Dead Island</strong>.</p>
<p>In linea di massima è possibile trovare i giochi precedenti all’ultimo della serie: ad esempio non troverete <strong>Hearts of Iron IV</strong>, uscito un anno fa, ma solo i primi 3.</p>
<p>Tuttavia il vero punto forte del catalogo è la <strong>sezione indie</strong>, essendo chiaramente un’opportunità conveniente per gli sviluppatori indipendenti per far arrivare i propri prodotti ad una larga fascia di pubblico e con un rischio ridotto: infatti, a differenza di Steam, dove comunque il prodotto dev’essere venduto, in questo caso le sottoscrizioni possono essere “trainate” da titoli più famosi.</p>
<h2>Giocabilità e funzionalità generale</h2>
<p>Uno dei dubbi che avevo al momento del mio approccio ad <strong>Utomik</strong> era sulla risposta in real-time del gioco, ovvero se vi era la possibilità di lag, ritardi nella ricezione dei comandi, possibili crash dovuti ad errori nella parte scaricata e così via.</p>
<p>Ebbene, nella mia esperienza non si è verificato nessuno di questi problemi, nonostante non disponga di un computer particolarmente potente o di una linea super veloce ed in tal senso la tecnologia di Utomik sembra funzionare in maniera eccellente.</p>
<h2>Pareri</h2>
<p>Chi mi conosce sa che non sono il tipo di cliente ideale per una piattaforma come Utomik, essendo uno di quei videogiocatori che ha pochi titoli a cui gioca per centinaia e centinaia di ore.</p>
<p>Inoltre, non sono mai stato molto il tipo da indie o retro-gaming, che rappresentano la parte più corposa del catalogo.</p>
<p>Tuttavia ho avuto modo di apprezzare l’offerta per una serie di motivi: innanzitutto perché rende molto semplice trovare quei giochi buoni per “tappare i buchi”, ad esempio mentre si aspetta che qualcosa in forno sia pronta, ruolo per cui molti dei giochi indie sono perfetti, come il sorprendentemente interessante <strong>Mini Metro</strong>.</p>
<p>Poi perché complementa molto bene le voglie estemporanee che mi prendono, del tipo “vorrei giocare ad un gdr a turni” o “vorrei rifarmi una partita a Commandos 2”, consentendomi di soddisfarle senza dover acquistare un gioco su cui finirei per spendere solo qualche ora.</p>
<p>Ora, personalmente non credo che il ruolo di Utomik nella mia vita da videogiocatore vada oltre questo, tuttavia non sarei affatto sorpreso se ci fosse chi invece ci si facesse abbuffate di giochi indie o anni ’90 e primi anni 2000.</p>
<p>Ad ogni modo, la percezione che ne ho avuto è di essere di fronte ad un’innovazione interessante e nella direzione che va per la maggiore, ovvero di portare sempre più il gaming online non solo come modalità di gioco ma anche nel supporto stesso, distaccandosi sempre più dalla vendita fisica.</p>
<p>Supponendo poi che il catalogo si ampli con l’aumento della popolarità della piattaforma stessa, l’unico difetto che mi sento di trovare ad Utomik al momento è un’interfaccia a volte macchinosa e poco chiara e che sicuramente può essere resa più fruibile.</p>
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		<title>Cities: Skylines Xbox One Edition &#8211; Sindaci su console</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 12:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Cities: Skylines]]></category>
		<category><![CDATA[Colossal Order]]></category>
		<category><![CDATA[Console]]></category>
		<category><![CDATA[Gestionale]]></category>
		<category><![CDATA[Paradox Interactive]]></category>
		<category><![CDATA[Sim City]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox One]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Il primo gestionale che abbia mai giocato è stato SimCity nel lontanissimo 1989, capirete dunque da cosa deriva la mia passione per tutti quei prodotti che implicano la costruzione da zero di una città. Cities: Skylines è uscito su PC due anni fa sviluppato da Colossal Order e pubblicato da Paradox Interactive (così amata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14831" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines.jpg" alt="cities skylines" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Il primo gestionale che abbia mai giocato è stato <strong>SimCity</strong> nel lontanissimo 1989, capirete dunque da cosa deriva la mia passione per tutti quei prodotti che implicano la costruzione da zero di una città.</p>
<p><strong>Cities: Skylines</strong> è uscito su PC due anni fa sviluppato da <strong>Colossal Order</strong> e pubblicato da <strong><a href="https://nerdando.com/2016/02/18/paradox/">Paradox Interactive</a></strong> (così amata da <a href="https://nerdando.com/author/jedi-lord/">jedi.lord</a> e <a href="https://nerdando.com/author/lc/">LC</a>). Ha esordito qualche giorno fa su console ed ho deciso di provarlo anche su <strong>Xbox One</strong>, dopo averci giocato per bene su Steam.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p>Lo scopo di <strong>Cities: Skylines</strong> è semplice: siamo i sindaci di una città e dovremo costruirla e gestirla da zero; occorrerà gestire le risorse, costruire una rete fognaria e rifornire di elettricità i centri residenziali, commerciali ed industriali che andremo a creare, facendo la giusta attenzione a non sprecare soldi, a non caricare di tasse i cittadini e ad avere sempre energia per far funzionare tutto&#8230; più facile a dirsi che a farsi.</p>
<p>Il gioco all&#8217;inizio ci mette di fronte ad alcune scelte: potremo decidere il tema della mappa e quindi le caratteristiche dove far sorgere la nostra futura città, il nome, se si guiderà a destra o a sinistra e due opzioni-cheat quali le risorse finanziarie infinite e tutti gli edifici sbloccati che normalmente avremmo disponibili facendo crescere pian piano il centro urbano ed aumentando i cittadini.</p>
<p>Già dai primi minuti di gioco, si noteranno alcune note dolenti che però non minano la validità di <strong>Cities: Skylines</strong> ma che potrebbero far perdere la pazienza ai giocatori meno costanti. Innanzitutto il titolo è esclusivamente <strong>in inglese</strong>, ma questo non è un problema se conoscete la lingua; l&#8217;assenza di un tutorial che permetta di avvicinarsi al gioco gradualmente è fastidiosa, trovarsi catapultati sulla mappa senza avere una minima idea sul da farsi può essere sconfortante, soprattutto per chi non è avvezzo ai gestionali. Infine, ma questo probabilmente perché l&#8217;ho giocato su PC con la più comoda combo mouse+tastiera, per utilizzare per bene il pad sarà necessaria qualche ora e, anche qui, bisognerà essere tenaci per non cedere alle frustrazioni.</p>
<p>Dopo aver superato le prime due ore, <strong>Cities: Skylines</strong> diventa piacevole e veder crescere pian piano la propria città è un&#8217;esperienza totalmente soddisfacente ma torniamo ad analizzare un attimo le parole &#8220;pian piano&#8221;. Sì, c&#8217;è la possibilità di mettere in pausa, ma in alcun modo il tempo potrà scorrere più velocemente del normale e, in alcuni casi in cui magari occorre accumulare risorse, questo potrebbe annoiare.</p>
<p>L&#8217;interfaccia, al di là della frustrazione iniziale, è funzionale: con le levette analogiche ci si muove sulla mappa o si zooma, mentre con la croce direzionale si naviga nel menù per decidere la costruzione di nuove opere o gli aspetti più burocratici come ad esempio le tasse dei nostri cittadini. Resta molto divertente la comparsa dei tweet delle persone che abitano la città, per avere un&#8217;idea del loro umore e per sapere cosa sta andando e cosa no.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14832" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-1.jpg" alt="cities skylines" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/05/cities-skylines-1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Comparto tecnico</h2>
<p>La grafica di <strong>Cities: Skylines</strong> è godibile e non vi nego che spesso mi sono trovato a zoomare all&#8217;interno delle strade più affollate per vedere crescere le palazzine in altezza, per vedere le auto agli incroci e le persone raggiungere i centri commerciali per fare la spesa. È davvero piacevole vedere crescere la propria creazione anche se, in alcune situazioni concitate di traffico, possono verificarsi dei leggeri cali di frame rate che non risultano però troppo fastidiosi.</p>
<p>La città diventa progressivamente viva e, oltre che con gli occhi, potrete sentirlo con le vostre orecchie: il livello e la varietà di suoni aumenteranno, risultanto coerenti ed apprezzabili.</p>
<p>Dal lato tecnico quindi è <em>quasi</em> impossibile fare qualche appunto.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p><strong>Cities: Skylines</strong> è il miglior gestionale di città attualmente in circolazione e Paradox Interactive ha voluto fare una prova di coraggio portandolo su Xbox One, nella speranza che questo sia solo il primo di una lunga serie di titoli. Certo, ci sono alcuni elementi migliorabili ma non è mai facile convertire un prodotto ideato e realizzato per PC su console, quindi non posso che applaudire questo tentativo che risulta nel complesso ben riuscito.</p>
<p>Se avete amato Sim City e cercate un titolo che possa prendervi come quel classico (un pochino decaduto) con Cities: Skylines non rimarrete delusi, a patto di superare le prime ore che saranno frustranti ma necessarie per poter godere appieno di un&#8217;esperienza gratificante.</p>
<p>Con il gioco base è presente <strong>l&#8217;espansione After Dark</strong> che porta l&#8217;alternanza di giorno e notte e rende il tutto più realistico ed immersivo: vi troverete a zoomare sulle strade illuminate dai lampioni, restando affascinati dalle luci delle auto e dalle insegne dei negozi.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Cities: Skylines Xbox One Edition</strong> è il gestionale di città che mancava per console: acquisto pressoché obbligato per gli amanti del genere.</p>
<h2>Nerdandometro: 3,7/5</h2>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/K8i7JExxSiw?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>L&#8217;angolo del taccagno &#8211; Offerte di metà settimana (17 &#8211; 20 gennaio)</title>
		<link>https://nerdando.com/2017/01/18/langolo-del-taccagno-offerte-di-meta-settimana-17-20-gennaio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 14:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Battlefield: Bad Company 2]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccoci di nuovo con il classico appuntamento con le offerte videoludiche di metà settimana. Steam come da tradizione apre la carrellata con due Follie di metà settimana belle succulente: la prima è relativa ad un titolo recentissimo che è strano vedere già scontato del 33%, ovvero quello Steep di Ubisoft, simulatore di sport in montagna di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci di nuovo con il classico appuntamento con le offerte videoludiche di metà settimana.</p>
<p><strong>Steam</strong> come da tradizione apre la carrellata con due Follie di metà settimana belle succulente: la prima è relativa ad un titolo recentissimo che è strano vedere già scontato del 33%, ovvero quello <strong><a href="https://nerdando.com/steep-alla-conquista-delle-alpi/">Steep</a></strong> di <strong>Ubisoft</strong>, simulatore di sport in montagna di cui il nostro Falconero ha parlato diffusamente poco tempo fa.</p>
<p>La seconda invece riguarda un titolo che è sul mio podio personale per quanto riguarda i videogiochi che più mi sono piaciuti nel 2016, come già scrissi nei nostri <a href="https://nerdando.com/nerdando-awards-2016-videogames/">Awards</a> di fine anno: parlo di <strong><a href="https://nerdando.com/stellaris/">Stellaris</a></strong> della <strong><a href="https://nerdando.com/paradox/">Paradox</a></strong>, monumentale opera che porta la grand strategy della casa svedese su scala galattica. Un titolo meraviglioso, ricco e profondo che non posso fare altro che consigliare a tutti gli appassionati di strategia e fantascienza. Peccato per i DLC ancora a prezzo pieno, ma anche il titolo base vi assicuro che è pienissimo di contenuti.</p>
<p>Particolare apprezzamento ha ricevuto una delle offerte della settimana, visto che è in cima alle classifiche di vendita: 2,50 € per portarsi a casa <strong>Battlefield: Bad Company 2</strong>, titolo che ha qualche annetto ma a quanto pare non ha mai smesso di piacere ed essere giocato e rigiocato, al contrario del 3 e del 4, più controversi dal punto di vista del gradimento.</p>
<p>Passiamo ad <strong>Humble Bundle</strong>: oltre alla campagna di saldi Winter Sale che prosegue imperterrita con nuove aggiunte ogni giorno, analizziamo i due bundle attualmente in vendita sul portale. L&#8217;<strong>Overwhelmingly Positive Bundle</strong> si arricchisce di altri due titoli a me francamente sconosciuti, ma di sicuro richiamo per i nostalgici dell&#8217;arcade e dei pixel grossi come finestre.</p>
<p>Il nuovo aggiunto è invece il <strong>Best of 2016</strong>, che propone alcuni titoli che hanno fatto parte di altri bundle l&#8217;anno passato. Se il primo tier è passabile, il tier2 è molto più succoso, proponendo il giocatissimo <strong>Rust</strong> (titolo adorato su Steam da una folta schiera di seguaci), il bellissimo RPG <strong>Shadowrun: Hong Kong</strong> nella sua versione Extended e <strong>Stronghold Crusader 2</strong>, per gli amanti della strategia e del Medioevo. Al tier3 la vera superstar: la versione rimasterizzata di quel capolavoro immortale di <strong>Homeworld</strong>.</p>
<p>Direi che di carne al fuoco ce n&#8217;è per svuotarsi il portafogli&#8230;</p>
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		<title>Stellaris &#8211; Per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/05/30/stellaris/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 May 2016 11:55:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Grand Strategy]]></category>
		<category><![CDATA[Paradox Interactive]]></category>
		<category><![CDATA[Stellaris]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal diario di bordo della USN James Cook, 12 Ottobre 2203, Datazione Standard Terrestre Siamo partiti. Un equipaggio di coraggiosi, di impavidi, che ho la fortuna di comandare. Un equipaggio di esploratori che hanno sulle spalle una responsabilità incredibile: per la prima volta, degli esseri umani escono dai confini noti e sicuri del Sistema Solare, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh4.googleusercontent.com/0C7X9yZzFPU3TFfIovD5gC49XYhOc1GFZrgA2qF_fL1OiBKR9Los8cVYYefdZYZsUeYtkk4zXMUM=w839-h472-no" width="839" height="472" /></em></strong></p>
<p><strong><em>Dal diario di bordo della USN James Cook, 12 Ottobre 2203, Datazione Standard Terrestre</em></strong></p>
<blockquote><p><em>Siamo partiti.</em></p>
<p><em>Un equipaggio di coraggiosi, di impavidi, che ho la fortuna di comandare. Un equipaggio di esploratori che hanno sulle spalle una responsabilità incredibile: per la prima volta, degli esseri umani escono dai confini noti e sicuri del Sistema Solare, la nostra culla, per portare la curiosità umana tra le stelle.</em></p>
<p><em>Gli ultimi saluti, i grandi onori che ci sono stati tributati sin dalla Terra fino all’ultima stazione intorno a Tritone non sono ciò per cui noi oggi partiamo. Noi partiamo perché l’umanità ha voglia di conoscere.</em></p>
<p><em>Da qui il Sole è una luce flebile, lontana, quasi indistinguibile dall’oceano di stelle che ci circonda. La nostra meta è il sistema di Alpha Centauri, la stella più vicina al nostro Sole. Non sappiamo cosa ci aspetterà, ma siamo pronti a tutto.</em></p>
<p><em>Ci avete detto che le speranze della nostra specie sono affidate a noi; noi portiamo questo peso e questa responsabilità con onore e rispetto.</em></p>
<p><em>Ad astra, per aspera.</em></p></blockquote>
<hr />
<h2>Recensione</h2>
<p>Signori, <strong>Stellaris</strong> è un’opera semplicemente mastodontica. Il claim del titolo, “Grand Strategy on a galactic scale” mai fu più adeguato. Un titolo ambizioso, per una delle case più apprezzate del momento nell’ambito dei giochi strategici; io non vi ho mai nascosto quanto sia di parte quando si tratta di disquisire a proposito dei titoli della <em><strong>Paradox</strong> </em>e non mi azzardo nel farlo adesso, contando anche che sin dall’annuncio avvenuto nell’agosto scorso, questo progetto mi è subito sembrato magnifico: gli sviluppatori di Europa Universalis IV, che secondo me è il miglior strategico di sempre alla pari di pochissimi altri titoli, che liberano la fantasia dai binari dell’ambientazione prettamente storica cui si sono sempre affidati, per farci costruire la nostra storia dell’evoluzione futura.</p>
<p>Roba grossa.</p>
<p>Roba grossa perché i tipi di Paradox sono dei precisini, e i loro titoli sono sempre stati dei grandissimi mezzi per creare storie partendo dalla Storia. Ma questa volta si sono davvero spinti un passo più in là.</p>
<h2><strong>“La legge morale dentro di me…”</strong></h2>
<p>Questa volta non prenderemo le parti di una nazione esistente (anche perché vattelapesca di cosa accadrà al mondo nei prossimi 200 anni, figuriamoci in una galassia intera), ma avremo addirittura la possibilità di creare la nostra razza ex novo. E per creare intendo che non solo potremo scegliere il classico aspetto o il nome, ma andare a definire con esattezza che tipo di società intendiamo essere passando per due concetti fondamentali, ovvero l’Etica e la conseguente Forma di Governo.</p>
<p>Il sistema dell’Etica è bellissimo: i tratti tra cui scegliere sono Militaristi/Pacifisti, Xenofobi/Xenofili, Spiritualisti/Materialisti e Collettivisti/Individualisti, compresa una variante estremista per ciascun tratto. Ovviamente i tratti sono mutuamente esclusivi a coppie e, cosa importante, andranno a definire il tipo di governo del nostro impero. Anche qui potremo scegliere diverse forme di Autocrazia, Oligarchia o Democrazia. Vi faccio un esempio per farvi capire meglio: non pensate di poter scegliere la Dittatura Militare se come tratto etico avete selezionato Pacifisti; piuttosto, in quel caso, il vostro impero potrebbe essere retto da una Monarchia Illuminata, o da una Democrazia Morale, e così via. Lo trovo un sistema molto ben pensato, corroborato dal fatto che tali forme di governo potranno evolversi nel corso del gioco con i giusti avanzamenti scientifici: vi dico solo che una di queste, l’Impero Trascendente, ha come titolo per il proprio regnante “Imperatore-Dio”. Vi ricorda qualcosa? Un pianeta sabbioso per caso?</p>
<p>Sì, penso che con Stellaris, l’idea degli sviluppatori fosse quella di permettere di simulare quasi qualsiasi ambientazione fantascientifica mai creata… E non solo per questo motivo.</p>
<p>Scelte altre cosucce come Pianeta Natale, tecnologia iniziale delle armi e tecnologia per viaggiare nello Spazio, si comincia.</p>
<h2><strong>“…e il cielo stellato sopra di me” (I. Kant)</strong></h2>
<p>Eccoci qui ad osservare il nostro sistema solare di partenza, con la nostra bella stella, i pianeti, le lune e gli asteroidi che gli girano intorno. Alla pressione di un pulsante, potremo passare alla visuale galattica, che ci darà immediata visione di quanto sia vasto “geograficamente” questo gioco: chiaramente dipenderà anche dalle dimensioni scelte in fase di setup per la mappa, ma ogni singolo sistema sarà esplorabile e potrà nascondere risorse, segreti, missioni, nemici e ovviamente pianeti colonizzabili. Questo è il primo impatto con il sense of wonder puro, semplice e al contempo magnifico che tutta la prima parte di una partita a Stellaris è in grado di restituire. Immaginate il senso di smarrimento ma al contempo della curiosità di sapere cosa ci sia aldilà delle nostre frontiere conosciute: allora, presto detto, prendiamo la nostra bella Nave Scientifica e cominciamo l’esplorazione dell’universo. La bellezza della mappa, unita ad una colonna sonora da brividi, aiutano l’immedesimazione e le notti si accorceranno come per magia. Ma non per colpa dei motori warp.</p>
<p>Intanto, diamo anche un’occhiata al nostro unico (per ora) pianeta: la solita pletora di informazioni, ma salta immediatamente all’occhio esperto la schermata di gestione nella quale, per capirci, possiamo scegliere cosa costruire e dove. E qui arriviamo ad una considerazione importante per capire la portata dell’esperimento di Paradox: più che ad Europa Universalis, qui si pensa quasi immediatamente a Civilization! Ogni “pezzo” di terreno rende in modo diverso una delle risorse principali del gioco, vi possiamo costruire sopra un miglioramento e possiamo assegnarvi dei cittadini che vi lavorino per ottenere quella rendita.</p>
<p>Consideriamo il fatto che il 90% di tutti i giochi di strategia ad ambientazione spaziale sono e sono stati a turni, sulla falsariga di Civilization e Master of Orion; qui Paradox ha portato il suo classico sistema in tempo reale “pausabile”, creando un ibrido che secondo me funziona alla grande, anche grazie ad un’interfaccia comoda e chiara che permette di gestire il tutto in pochi click e di avere praticamente quasi ogni elemento sott’occhio. Non è al livello di quella di Endless Space o Endless Legend (che sono a mio avviso dei capolavori di design d’interfaccia), ma la semplicità di gestione, in mezzo a tutta questa abbondanza di informazioni e azioni da fare è manna dal cielo!</p>
<p>I pannelli per gestire l’impero sono molto ben organizzati, tra politica, scienza, log delle missioni (ne parleremo più avanti) e il designer delle navi, come in ogni buon strategico spaziale che si rispetti.</p>
<p>Prima di andare avanti, piccola nota di merito per la ricerca scientifica: si articola su tre aree principali, ovvero sociale, fisica ed ingegneria. Sparisce l’albero delle ricerche, ogni volta che completeremo una ricerca potremo scegliere la nuova da ricercare tra tre o più “casuali”. Questo modo di intendere la ricerca mi piace molto perché rende moltissimo l’idea del futuro e delle scoperte di roba che non ancora si conosce. Eh si, mi ricorda anche il buon vecchio Alpha Centauri, già che ci siamo.</p>
<h2><strong>“Due possibilità esistono: che siamo soli nell’Universo, o che non lo siamo. Entrambe sono ugualmente terrificanti.” (Arthur C. Clarke)</strong></h2>
<p>In questo articolo non voglio annoiarvi spiegandovi per filo e per segno le risorse, gli edifici, e come sia profonda la gestione della “cosa pubblica”: vi devo far capire che sensazione mi abbia lasciato un titolone così enorme e spaesante. Perciò, saltiamo direttamente a quando, per la prima volta, ho incontrato vita aliena su un altro pianeta, perché si ricollega tutto al sense of wonder di cui prima.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong><em>Dal diario di bordo della USN James Cook, 1 Maggio 2205, <strong><em>Datazione Standard Terrestre</em></strong></em></strong></p>
<blockquote><p><em>Non siamo soli nell’Universo!</em></p>
<p><em>Quando partimmo, penso che tutta l’umanità fosse convinta di questo, anche semplicemente perché risulerebbe assai improbabile nell’assoluta vastità dell’universo, ma averne l’evidenza è qualcosa di potente, che squassa tutto ciò che l’uomo ha vissuto da quando ha mosso i primi passi.</em></p>
<p><em>Le rilevazioni del metano in atmosfera e le evidenze delle fotografie scattate dall’orbita non lasciano ombra di dubbio! Su questo remoto pianeta non solo c’è abbondanza di acqua, ma esiste attività biologica!</em></p>
<p><em>Ora cominceremo le analisi più approfondite ma non vediamo l’ora di scendere sulla superficie per incontrare per la prima volta altri esseri.</em></p>
<p><em>Mi trema la mano mentre lo scrivo.</em></p>
<p><em>È un punto di svolta, forse il più grande da sempre.</em></p></blockquote>
<p>&#8212;</p>
<p>Ad un certo punto quindi, incontreremo la vita su altri pianeti: ma la cosa che mi ha lasciato stupito sono le modalità. Al banale incontro di un altro impero avversario, si affiancano lo stupore di trovare fauna su pianeti “abitabili” e una piccola chicca che mi piace da impazzire: ovvero, alcuni pianeti potranno essere sì abitati da altre civiltà, ma con uno sviluppo indietro di secoli (nella mia personale esperienza, ho trovato una civiltà di insettoidi allo stato equivalente all’Età del bronzo terrestre, ed un’altra che si trovava nell’era della prima rivoluzione industriale). E con questi cosa facciamo? Potremo metterci ad osservarli passivamente (e ci frutteranno “punti società”), oppure rapire alcuni soggetti per lo studio (quindi saremo gli UFO della situazione) o ancora, decidere di donargli le conoscenze scientifiche per farli evolvere rapidamente ed elevarli a nostro protettorato. È una goccia nel mezzo di tutto ciò che c’è da fare in Stellaris, ma secondo me rende benissimo l’idea di quanto il tutto sia approfondito e delle opportunità che troveremo in giro.</p>
<p>Come se non bastasse, le classiche missioni consigliate durante la partita ci spingeranno a non fermarci mai ad esplorare, guardare e conoscere e formeranno una linea narrativa sottesa alla nostra storia, fornendoci spunti e stimoli continuamente. Tra rovine da investigare, fauna spaziale da catturare e chi più ne ha più ne metta, qui non ci si annoia mai.</p>
<p>Dicevamo del contatto con gli altri imperi: qui esce fuori un altro aspetto che ricorda molto da vicino la saga creata da Sid Meier, la diplomazia. Ad un certo punto del gioco la parte diplomatica diventerà sempre più importante (all’inizio saremo piuttosto soli ed impegnati a costruire i nostri domini); come in tutti i titoli Paradox, le opzioni diplomatiche sono tante, stavolta gestite con una interfaccia che ricorda davvero tanto quella di Civ, più che quella di Europa Universalis, con la possibilità di proposte, controproposte, offerte e domande da mettere sul piatto delle richieste. Questa parte devo ancora digerirla ed assimilarla per bene ma so di per certo che si potrà arrivare a formare Confederazioni Galattiche che spazino per mezza galassia, accomunando imperi con visioni simili verso una vittoria comune.</p>
<h2><strong>Ad astra per aspera</strong></h2>
<p>E qui purtroppo, dopo tanto ben parlare, arriviamo ad un punto che mi ha fatto davvero storcere il naso, ovvero l’end-game. Di solito i titoli Paradox non hanno mai, come dicevo <a href="https://nerdando.com/paradox/">nel mio articolo a loro dedicato</a>, delle condizioni di vittoria o obiettivi da raggiungere, se non quelli personali. Qui invece, anche per definire un finale di partita, abbiamo delle condizioni di vittoria che però sembrano appiccicate tanto per fare: si vince militarmente o per dominio del 40% della Galassia. Che quindi per me significa due tipi di vittoria militare. E questo io non lo tollero, perché ridursi, in un titolo così ricco di sfaccettature, a dover per forza piegare la propria strategia al dominio militare, è un passo falso che si poteva tranquillamente evitare. Si fanno un po’ perdonare con la bella idea delle crisi di fine gioco, che possono portare all’invasione di alieni ultradimensionali o ad una rivolta galattica delle macchine contro gli organici (Comandante Adama dove sei?), ma se io volessi vincere con la mia incredibilmente acculturata società?</p>
<p>Diciamo anche che Paradox ci ha abituati, soprattutto nell’ultima generazione di suoi titoli, che quando un gioco viene pubblicato esso costituisce quasi una “piattaforma” sulla quale innestare aggiunte, modifiche ed espansioni che sicuramente seguiranno per anni e come già accaduto per Europa Universalis IV e Crusader Kings II, trovarsi a due anni dall’uscita con un gameplay profondamente modificato e migliorato anche secondo il feedback degli utenti. Quindi Stellaris, pur già molto ricco, è per nascita destinato a crescere e brillare ancor di più di quanto già non faccia ora. Su questo posso metterci la mano sul fuoco.</p>
<h2><strong>Verso l&#8217;infinito, e oltre!</strong></h2>
<p>Arriviamo alle conclusioni dopo un lungo articolo che non tocca neanche la metà di tutto ciò che meriterebbe la nostra attenzione, ma mi ero già prefissato che non mi sarei focalizzato su questo per motivi anche di spazio e di tempo e del fatto che la wiki di Stellaris è lì pronta ad essere consultata e il tutorial, una volta tanto, ti porta per mano a scoprire tutto ciò che può essere utile per cominciare. In Paradox su questo aspetto hanno aggiustato parecchio il tiro ultimamente: consci della ripida curva di apprendimento dei loro titoli, si stanno davvero adoperando per renderli più accessibili e tutto è spiegato direttamente nell&#8217;interfaccia, c&#8217;è un link diretto alla wiki e il robottino tutorial che parla. Non per questo si tratta di un titolo da casual gamer, ma l&#8217;approccio, anche per chi non vuole spaccarsi le meningi (perlomeno all&#8217;inizio, eh), è più morbido e ben guidato.</p>
<p>Stellaris è un esperimento per andare oltre, per portare gli strategici ad ambientazione spaziale ad un livello superiore e sfidare quel Master of Orion II che da venti lunghi anni guarda tutti con superbia, assiso sul suo trono; è un tentativo di mettere insieme tutto ciò che di buono si è visto negli ultimi anni in questo campo e per me l’esperimento è riuscito e mi azzardo a dire che si tratta di quel capolavoro che tutti si attendevano: ancora un po’ grezzo e da rifinire, ma per quanto mi riguarda mi inchino al nuovo Imperatore.</p>
<hr />
<h2><strong>Nerdando in breve</strong></h2>
<p>Stellaris è un titolo fenomenale e mastodontico, ancora da levigare e da rifinire, ma se queste sono le premesse, sarà una pietra miliare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/05/30/stellaris/">Stellaris &#8211; Per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Giocare con la Storia &#8211; La strategia secondo Paradox Interactive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 13:00:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Videogames]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Paradox]]></category>
		<category><![CDATA[Paradox Interactive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi voglio introdurvi non ad un gioco in particolare, ma ad un intero genere il cui stile, paradigmi e stato dell’arte sono a mio avviso appannaggio di una casa di sviluppo ben particolare, nata e cresciuta nel lontano Nord Europa e per la precisione a Stoccolma, in Svezia. Premetto che da vero nerd della Storia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/02/18/paradox/">Giocare con la Storia &#8211; La strategia secondo Paradox Interactive</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh6.googleusercontent.com/-3cYIlPl6qdA/VsWAodz8TOI/AAAAAAAAKGQ/2OTKUKZb23U/w931-h698-no/universalis.jpg" alt="" width="931" height="698" /></p>
<p>Oggi voglio introdurvi non ad un gioco in particolare, ma ad un intero genere il cui stile, paradigmi e stato dell’arte sono a mio avviso appannaggio di una casa di sviluppo ben particolare, nata e cresciuta nel lontano Nord Europa e per la precisione a Stoccolma, in Svezia.</p>
<p>Premetto che da vero nerd della Storia nonché amante puro e sfegatato del genere strategico su PC, in questo articolo potrò sembrarvi assai di parte. Ma è altresì piacevole aver scoperto di non essere solo nel provare momenti di vero ed autentico gusto feticista nel riscrivere la storia dell’uomo grazie alle opere della Paradox Interactive, la software house che grazie ai suoi titoli di genere “grand strategy” è riuscita a divenire un punto fermo del mondo videoludico, sia come sviluppatore che poi come publisher di case minori, e a formare uno stuolo di fedeli seguaci che affollano i forum con le loro narrazioni alternative fantasiose e accattivanti.</p>
<p>&#8220;Ma che stai a dì?&#8221; direte voi. Piano, che ci arriviamo.</p>
<p>Partiamo dall’accrocchio di parole detto poc’anzi: “Grand strategy”. Che vuol dire?</p>
<p>Un “grand strategy game” è sostanzialmente un gioco di strategia che si concentra sul gestire un’intera nazione/stato, coprendo tutti gli aspetti di tale governo: diplomazia, ricerca, economia, commercio, guerra, e così via. Questo ovviamente vi ricorderà molti titoli in più rispetto ai soli della Paradox, ma questi ultimi interpretano il genere in un modo tutto loro. Il dettaglio è più o meno elevato, maggiore ad esempio rispetto a quello richiesto nella sezione gestionale dei Total War, che offrono un ottimo bilanciamento tra battaglie e governo dello Stato, ma differente anche da Civilization e simili, perché anche in quel caso il dettaglio gestionale vero e proprio è minore, così come minore è l’enfasi sulla storicità. Un elemento molto importante e caratteristico è rappresentato dagli eventi, storici o meno, che possono attivarsi in base alle condizioni in cui ci troviamo, e questo fattore, soprattutto nelle nazioni maggiori, permette di dare alla nostra partita una grandissima sensazione di storicità e di partecipazione ad una grande narrazione. La guerra, d’altro canto, è presente ma tipicamente non avremo il diretto controllo sulle battaglie, che saranno risolte con un meccanismo di bonus e di tiri di dado. Detto così non sembra un granché, ma vi posso assicurare che vi troverete a fare il tifo per le vostre armate come  nelle parite simulate di Football Manager.</p>
<p>Potreste aver cominciato a capire cosa intendo, così come potrete aver intuito che rispetto ai titoli appena citati l’impatto è molto meno leggero, e la curva di apprendimento per padroneggiare i titoli Paradox è sicuramente più impegnativa. Ma non spaventatevi però, perché una volta capite le meccaniche e presa un po’ la mano, se il genere vi piace sono convinto che attualmente non potrete trovare nulla di più appagante e divertente in circolazione: non avrei mai pensato che questa casa avrebbe potuto creare una fan base così vasta e trasversale, pubblicando dei titoli basati sul loro amore per la Storia, dato che è da molti ritenuta una materia morta e noiosa (mai nulla di più falso, ma purtroppo le nostre scuole a volte non sono in grado di fornire gli giusti strumenti per farci capire la grandezza di tali studi).</p>
<p>Perciò abbiamo capito quale sia la ricetta di base di mamma Paradox per i suoi grand strategy: prendere una nazione realmente esistente o esistita tra tutte (TUTTE) quelle presenti sulla mappa, e portarla verso un futuro alternativo, di gloria o di fallimento, e tutto in base alle nostre capacità!</p>
<p>Detto così va un po’ meglio, ma ancora non mi sono spiegato del tutto.</p>
<p>Innanzitutto, sia chiaro, i titoli Paradox coprono differenti epoche passate, appartengono a quattro serie principali più qualche spin-off ed in base all’epoca rappresentata utilizzano un approccio completamente differente ed originale per creare la storia della gloriosa nazione che abbiamo scelto di guidare.</p>
<p>Ma come si vince? Diciamo che la classica vittoria non c’è perché come vinciamo lo decidiamo noi stessi! Obiettivi veri e propri il gioco non ne pone, ma lascia al giocatore la possibilità di comportarsi come meglio crede. Che il nostro obiettivo sia l’unità d’Italia durante il Rinascimento,   la riconquista della gloria dell’Impero Romano sotto insegne bizantine, o ancora la colonizzazione dell’Africa nei panni del Papa o degli Inca, o la vittoria della Seconda Guerra Mondiale sotto l’egida dell’Imperatore del Giappone, è tutto demandato all’abilità del giocatore e a quanto si sentirà appagato, o a quanto riuscirà a sopravvivere. In ogni caso, quando si arriva alla data finale prevista dal gioco, la partita finisce e viene rappresentato un punteggio in base a come avremo giocato. Non c’è un finale vero e proprio se non quello che decideremo di voler perseguire.</p>
<p>Durante le diverse iterazioni dei capitoli delle diverse serie, Paradox ha dovuto vedersela con una questione importante: lasciare estrema libertà di azione oppure tentare di imporre i paletti della storia reale alle nostre vicende, comunque incanalandole in qualche modo? La risposta è ibrida, e direi che negli ultimi capitoli si è raggiunto un ottimo equilibrio tra eventi storici e missioni opzionali che permettono di deviare dal corso ufficiale degli eventi.</p>
<p>Questo ci porta ad un altro aspetto importante del divertimento nel giocare con la storia: i titoli Paradox si prestano moltissimo, in modo molto naturale, ad essere dei veri e propri creatori di narrazione. Non bisogna essere delle enciclopedie viventi per immaginare futuri improbabili e gloriosi per la vostra nazione preferita, o per immaginarvi come un nuovo Cesare, un re illuminato che porti prosperità o un redivivo Gengis Khan che conquisti il mondo con il filo della spada; e le vostre epopee, ognuna unica e diversa, immaginatele narrate come se fossero la storia ufficiale con tanto di mappe, o immaginare di narrarla con toni scherzosi e grotteschi, o ancora con i toni pieni di italica virilità dell’Istituto Luce. In gergo “tecnico” si parla di AAR, After Action Report: in pratica, basandosi su ciò che accade nel gioco si inventano narrazioni e storie, e alcune sono talmente ben fatte che non sfigurerebbero in formato cartaceo e rilegato. Ma d’altronde vedere il più piccolo statarello senza speranza conquistare il mondo per noi nerdacci della guerra simulata è sempre bellissimo.</p>
<p>E’ importante sottolineare come queste serie si susseguano in modo molto stretto, e gli stessi motori di gioco vengano utilizzati per tutti i titoli in modo trasversale, riadattandoli in modo opportuno: i primi titoli, dal 2000 al 2006, sono basati sull’Europa Engine, con mappe in 2D, sono sostanzialmente i primi delle saghe e presentano meccanismi meno rifiniti e un po’ più complicati (ma ci sono eccezioni); dal 2007 Paradox passò al Clausewitz Engine, che dal 2012 è stato ulteriormente evoluto nella sua versione 2.5, quella attuale: questa evoluzione tecnologica è andata di pari passo con un potente miglioramento delle meccaniche, ma anche della accessibilità, che ha decretato il definitivo successo dei simulatori storici di cui stiamo parlando.</p>
<p>Gli ultimi nati hanno anche beneficiato di un cambio radicale per quanto riguarda la politica delle espansioni: essendo basati su piattaforma Steam, oltre a facilitare il gioco in multiplayer, è stato forse più facile pubblicare un’infinità di DLC, tra espansioni, skin pack, musiche e compagnia bella. Con buona pace del portafogli, e una certa dose di furbizia da parte di Paradox.</p>
<p>In virtù di questa forte interconnessione vien da sé che è quasi sempre stato possibile trasportare il salvataggio di un gioco in quello che rappresenta l&#8217;epoca successiva: in particolare si poteva fare con la catena Crusader Kings &#8211; Europa Universalis II &#8211; Victoria &#8211; Hearts of Iron II, e in modo più limitato adesso con Crusader Kings II &#8211; Europa Universalis IV tramite il convertitore ufficiale venduto come DLC. Speriamo che con il pasaggio di Victoria e di Hearts of Iron alla nuova versione del motore di gioco si possa riuscire di nuovo ad unire tutti i giochi per una maratona assurda quanto intrigante (ora si può fare ma solo tramite alcune mod non ufficiali).</p>
<p>Se decideste di acquistare un titolo Paradox, io vi consiglio di prenderlo nella versione collection, che di solito comprende tutti o quasi i DLC usciti, e soprattutto nei periodi di saldo o sconto su Steam o altri portali; in caso contrario nelle sezioni specifiche delle serie vi elencherò quali sono le espansioni fondamentali e quali quelle evitabili.</p>
<p>Quindi, per farvi capire meglio ed orientarvi tra tutti i favolosi titoli della casa svedese (DLC compresi), comincia con questo articolo una guida a puntate che vi spiegherà per filo, e anche per segno se volete, perché è bello perdersi nei meandri della Storia e dominarla con qualsiasi mezzo.</p>
<p>L’ordine degli articoli è presentato qui sotto: non è cronologico di uscita dei titoli, ma cronologico secondo le epoche che ciascuna serie va a coprire. Vi presenterò in prima istanza le saghe principali e a seguire un ultimo articolo a sé per gli spin-off, che constano solitamente di un singolo titolo molto specifico.</p>
<p>Perciò, partiamo con la cavalcata lungo i secoli, sperando che possa esservi utile!</p>
<p>(I link sottostanti saranno aggiornati all&#8217;uscita dei relativi articoli)</p>
<p>#1 <a href="https://nerdando.com/crusader-kings-intrighi-corte-scomuniche-crociate/">Crusader Kings (Medioevo, 700 d.C. – 1400 d.C.)</a></p>
<p>#2 Europa Universalis (Epoca delle esplorazioni e delle rivoluzioni, 1400 &#8211; 1821)</p>
<p>#3 Victoria (Età vittoriana, del colonialismo, e della Grande Guerra, 1836 &#8211; 1936)</p>
<p>#4 Hearts of Iron (Seconda Guerra Mondiale, 1936 &#8211; 1950)</p>
<p>#5 <a href="https://nerdando.com/stellaris/">Stellaris (il futuro)</a></p>
<p>#6 Rome, Sengoku, March of the Eagles</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/02/18/paradox/">Giocare con la Storia &#8211; La strategia secondo Paradox Interactive</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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