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	<title>Paco Lanciano e il fagiano crononauta - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Due chiacchiere con: Davide La Rosa (Ugo Foscolo indagatore dell’incubo)</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2014 10:00:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-1024x768.png" type="image/png" /><div><img width="300" height="194" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-300x194.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-620x400.png 620w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/nelioefi/4-3-nelioefi-placeholder-85x54.png 85w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<p>Da qualche anno a questa parte, la visita allo stand che ospita Davide La Rosa è una delle tappe obbligate del mio viaggio a Lucca e, ogni volta, rimango stupito dal fatto che si ricordi di me dopo una rapida occhiata, nonostante il marasma delle persone che passano di lì, tanto che “A Marco che lo conosco” è diventato il fil rouge di tutte le dediche sui suoi libri. Per chi non lo conoscesse, Davide La Rosa è autore, sceneggiatore e disegnatore (male) di fumetti quali “Suore Ninja” (edito da Star Comics e disegnato da Vanessa Cardinali), “Paco Lanciano e il fagiano crononauta” e “Il nuovo romanzo di Dan Braun” (entrambi editi da Nicola Pesce Editore).</p>
<p><strong>Marco: Ciao Davide! È un grandissimo piacere averti ospite della nostra rubrica e sono onorato di poter fare questa chiacchierata virtuale con te. Visto che ho citato Lucca, vorrei partire proprio dalle notizie della fiera: come è nata la collaborazione con SaldaPress e cosa puoi dirci di “Ugo Foscolo indagatore dell’incubo”?</strong><br />
<strong> Davide:</strong> Ciao a te e a voi tutti. Il piacere e l’onore sono miei (giuro). Ma veniamo alla domanda. La collaborazione con SaldaPress non ho capito bene come sia nata… cioè: so solo che a un certo punto mi sono ritrovato a parlare di piani futuri con loro&#8230; è una cosa molto bella… ancora non ci credo (e, per quando riguarda il sottoscritto, con un carico di responsabilità altissimo). I ragazzi di SaldaPress, soprattutto Andrea Ciccarelli, seguono da tempo i miei lavori e, a quanto pare, gli piace quello che faccio. Così, sempre Ciccarelli, al Comicon di Napoli mi disse: “Ho letto Paco Lanciano, è bellissimo… che ne dici di proporci qualcosa da pubblicare con noi?”&#8230; io ho avuto un attimo di smarrimento e poi gli ho proposto una cosa che mi frullava nella testa da quando avevo finito Paco Lanciano. Mi era venuta in mente questa cosa degli scrittori italiani vissuti a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo che fanno cose fuori dal loro contesto. Il primo a cui ho pensato è stato “Ugo Foscolo indagatore dell’incubo”&#8230; in pratica “Dei Sepolcri” è un’opera letteraria horror (dai, un pochino è vero). Da quello è iniziato un brainstorming che ha portato a un piano editoriale a lungo termine (speriamo) con una serie di libri con protagonisti gli scrittori in qualche modo collegati fra loro (tipo ci sarà “Parini naufrago delle stelle” ecc…).</p>
<p><strong>M: A partire da “Zombie gay in Vaticano” sei stato attivissimo da un punto di vista editoriale, com’è stato il passaggio dalle strisce quotidiane sul blog alla stesura di graphic novels?</strong><br />
<strong> D:</strong> Il passaggio è stato abbastanza tranquillo… nel senso che ho dovuto assestarmi un attimo ma poi ho capito il meccanismo (anche se sto ancora imparando… cerco di pormi sempre come allievo e di imparare questo lavoro da chi ne sa più di me).</p>
<p><strong>M: Rimanendo in tema, il tuo blog è stato forse lo strumento che più di tutti ha contribuito alla diffusione delle tue opere e delle tue strisce, ma con l’aumentare degli impegni per le case editrici è inevitabilmente diminuita la frequenza dei post sul tuo blog. Ti dispiace non avere più il tempo per seguire quello che, secondo me, è stato il tuo primo amore?</strong><br />
<strong> D:</strong> Mi dispiace parecchio, sì. Ma proprio non ce la faccio (ho anche in mente cose che vorrei postare lì ma non riesco materialmente). Come ho detto prima, io ho sempre voluto fare lo sceneggiatore e pubblicare libri. Nessuno me lo faceva fare e quindi decisi di aprire il blog per far capire cosa volevo fare e cosa sapevo fare. Senza internet a me non mi avrebbe mai pubblicato nessuno… credo.</p>
<p><strong>M: Vorrei ora ribaltare la frittata: il primo tentativo di crowdfunding per “Prussiani VS Alieni” non è andato a buon fine. Come sono state le tue esperienze di autoproduzione? Quanto è difficile riuscire a produrre e distribuire la propria opera autonomamente in Italia?</strong><br />
<strong> D:</strong> Eh infatti, è andato male il primo tentativo (chissà il secondo come andrà). Io ho fatto dieci (10) anni di autoproduzione (tra blog e riviste spillate portate alle fiere). Credo sia la miglior palestra per farsi le ossa. Internet ci dà una grande possibilità di farci notare.<b> </b></p>
<p><strong>M: Questa non vuole essere una critica, ma un semplice spunto di riflessione: avendo letto praticamente tutto quello che hai scritto, ho sempre trovato più divertenti le cose disegnate da te. La tua comicità trae spesso la sua forza da atmosfere grottesche e ridicole, secondo te i fumetti disegnati male riescono a veicolarla meglio?</strong><br />
<strong> D:</strong> Il fumetto è un linguaggio che vive di testo e disegni (ok, questa è un’ovvietà ma mi serve come premessa a quanto segue). Il testo e i disegni devono essere funzionali l’uno con l’altro. Se testo e disegno non sono complementari viene fuori una cosa illeggibile. Le storie disegnate da me hanno bisogno del mio “Tratto” (le virgolette le ho messe per rispetto a chi un tratto lo ha veramente) o di qualcuno che capisca la storia e riesca a creare un impatto visivo che regga i miei deliri (come è successo per il Detective Smullo che prima lo disegnavo io e ora, invece,  lo scrivo e basta mentre i disegni li fa il bravissimo Fabrizio Di Nicola). Le storie che scrivo per altri (tipo per Vanessa Cardinali, Riccardo Pieruccini o Federico Rossi Edrighi) sono pensate per il loro tratto e hanno caratteristiche narrative diverse.</p>
<p><strong>M: Spesso nelle tue strisce molti protagonisti della televisione italiana o della cronaca, da Tiberio Timperi alla bara di Mike, tanto per citarne un paio, diventano i personaggi principali, quasi come fossero feticci trash, delle tue strisce. Come compi determinate scelte? Quali sono i particolari che attirano la tua attenzione e stimolano la tua fantasia?</strong><br />
<strong> D:</strong> Il 99% delle volte sono scelte casuali (come Tiberio Timperi o Marco Columbro). Altri li scelgo perché hanno alle spalle una storia meravigliosa… voglio dire: quella della bara di Mike è una cosa stupenda. Una bara errabonda per il Mondo (anzi: per l’Universo) è un bel messaggio di speranza: la morte può essere l’inizio di un nuovo viaggio… viaggio che il morto non si può godere ma che renderà allegri gli altri. Io sarei felice se rubassero la mia bara e la facessero girare a casaccio.</p>
<p><strong>M: Non credo potesse esserci modo migliore per salutarci, se non con un pensiero positivo e ottimista sulla morte! Ringrazio Davide per la sua disponibilità, per avermi dato l&#8217;occasione di fare questa chiacchierata virtuale e ringrazio tutti voi che l&#8217;avete letta, spero, con interesse. A presto!</strong><br />
<strong> D:</strong> Grazie di cuore e un caro saluto a tutti.</p>
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		<title>Lucca Comics &#038; Games 2014 &#8211; Falloppa version</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 10:01:35 +0000</pubDate>
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<p>Lucca-Pescara, comunque la si percorre, è una tratta piuttosto lunga e in quanto tale, volente o nolente, mi costringe sempre a riflettere sull&#8217;esperienza appena vissuta. Se lo scorso anno questi pensieri erano stati piuttosto tristi per non essere riuscito a fare nulla di ciò che avrei voluto, nonostante il viaggio fosse comunque stato divertente e piacevole, questa volta è filato tutto più che liscio e ci sono stati divertimento, relax e acquisti. Una delle cose che ho notato in questi momenti di meditazione è che l&#8217;esperienza del Lucca Comics, che va avanti ormai da dodici anni, non sia mai rimasta come un qualcosa di statico o un semplice viaggio, ma ha caratterizzato ed è stata a sua volta caratterizzata da quelle che sono state le fasi della mia vita. Così come ci sono state le Lucca da adolescente, in cui avevo perennemente gli occhi a cuoricino qualsiasi cosa vedessi, seguite dalle edizioni universitarie con viaggi lunghissimi, case affittate e la voglia di vivere, fino allo sfinimento, qualsiasi cosa la fiera avesse da offrire; dallo scorso anno, in maniera inconscia, e quest&#8217;anno in modo più consapevole, ho inaugurato una fase più matura dell&#8217;esperienza lucchese.</p>
<p>Finalmente posso dire di aver vissuto il Lucca Comics &amp; Games 2014 come un vero e proprio viaggio di piacere, senza vivere lo stress e l&#8217;assillo dell&#8217;acquisto, del dover vedere tutto a ogni costo; quest&#8217;anno, per la prima volta, non ho girato tutti gli stand e tutti i padiglioni e non me ne sono dispiaciuto per nulla, perché mi sono goduto al massimo tutto il resto. Sicuramente avrà di gran lunga contribuito l&#8217;aver raggiunto quasi tutti gli obiettivi fissati di prima mattina: dopo una rapida occhiata a un padiglione Games quasi deserto, mi sono diretto agli editori, dove ho avuto l&#8217;onore di conoscere tre degli autori di Hammer con tanto di disegno da parte di Mario Rossi. La seconda tappa è stata alla Nicola Pesce Editore, dove ho potuto fare due chiacchiere col sempre simpatico e disponibilissimo Davide La Rosa ed acquistare sia il nuovo libro del detective Smullo, disegnato dal bravissimo Fabrizio &#8216;Pluc&#8217; Di Nicola, anch&#8217;egli presente in quel momento, sia Paco Lanciano e il Fagiano Crononauta, che inseguivo da tantissimo tempo. L&#8217;unico rammarico è stato scoprire come fosse quasi impossibile riuscire ad avere un disegno da Fiona Staples, geniale disegnatrice di Saga, con lo stand Bao praticamente assediato dagli ammiratori del duo Vaughn-Staples. Dopo aver depennato Saga dalla mia wishlist, mi sono incamminato per girare un po&#8217; di stand a zonzo col buon amico Bob, che ha spento ogni mia velleità di acquisto folle a favore delle pause birra, prima di un lungo lunch time passato a L&#8217;Enoteca. Altra lunga passeggiata di pomeriggio, prima di scoprire che il padiglione di Assassin&#8217;s Creed Unity era praticamente inaccessibile, a meno che non si avesse voglia di fare una lunghissima fila (e noi non ne avevamo proprio voglia), prima di tornare al pullman per andare a fare una lauta cena ed entrare in fase lift-off a letto.</p>
<p>La seconda giornata è iniziata sulla falsa riga della prima, con una visita mattutina al Games quasi deserto fino alla conferenza su Sherlock Holmes, dove ho avuto finalmente il piacere di conoscere Stefano Carnevali, a cui vanno i miei complimenti per il modo egregio in cui ha condotto la conferenza stessa (e che odio per avermi fatto tornare la voglia di rileggere tutto il canone). Dopo aver lasciato il duo Tencar &amp; Clack a seguire il resto del programma delle conferenze del Games, in cui non avevo moltissima voglia di restare intrappolato mentre diventava sovraffollato, sono tornato a godermi la città con Bob alla volta del padiglione dedicato a Star Wars, ma anche questa volta la fila chilometrica ci ha fatto desistere. La visita si è così trasformata in un piacevole aperitivo scandito dalle note della Marcia Imperiale, sparata a tutto volume dallo stand della 501esima Legione, dove abbiamo avuto il piacere di vedere alcuni dei loro fedelissimi costumi. L&#8217;ultima passeggiata per la città si è conclusa allo stand della Bonelli, dove ho avuto la fortuna di conoscere Mammucari il quale, dopo avermi invitato quasi in stile Gomorra a vivere senza pensieri e liberarmi dagli spoiler, mi ha autografato le copie della variant di Orfani. Felice per l&#8217;inaspettato incontro, siamo tornati a L&#8217;Enoteca per pranzare con Clack, Tencar, gli amici di Heroclix Pescara e il buon Fabio Zuccarini, che dovrebbe essere fatto santo solo per la pazienza che ci mette per sopportarci a tutti gli eventi che organizza: pieni, brilli e felici, siamo tornati sul pullman per salutare Lucca e darle, ancora una volta, l&#8217;arrivederci al prossimo anno.</p>
<p>Vorrei concludere l&#8217;articolo con una menzione speciale ai due geni che mi hanno regalato il siparietto più bello di tutta la fiera. Domenica mattina mi sono affacciato con Bob all&#8217;esposizione delle action figures della Bandai e, mentre sbavavo un po&#8217; sulle anteprime del prossimo anno, ho captato il seguente discorso:<br />
<strong>A:</strong> &#8220;Hey, ma sei stato tu?&#8221;<br />
<strong>B: </strong>&#8220;Sì sì, l&#8217;ho mollata io&#8230;andiamo.&#8221;<br />
In un attimo i due si sono dileguati con nonchalance, lasciando dietro loro una scia di morte. <strong>Vi voglio bene!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2014/11/06/lucca-comics-games-2014-falloppa-version/">Lucca Comics &#038; Games 2014 &#8211; Falloppa version</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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