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	<title>Newton - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>#NerdandoACasa &#8211; Storia potenzialmente consolante in un periodo particolarmente difficile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca "Penny" Gatti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2020 12:00:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Newton-quarantena.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-35652" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Newton-quarantena.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Newton-quarantena.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Newton-quarantena-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Newton-quarantena-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/03/Newton-quarantena-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Tempo fa ho dovuto sostenere un esame di <strong>storia della fisica</strong>, e di tutto il ciclo di studi è forse uno di quelli che ho preferito. Qualcuno potrebbe dire che: &#8220;Se in un corso di fisica il tuo esame preferito è l&#8217;unico di storia, probabilmente hai sbagliato indirizzo&#8221;, e tutti i torti non li avrebbe, ma non è di questo che voglio parlarvi oggi.</p>
<p>Oggi voglio parlarvi di un fatto in cui mi sono imbattuta durante quell&#8217;esame. È <strong>la storia di Sir Isaac Newton</strong>, il padre della fisica classica, scopritore di un binomio che risolve un sacco di problemi matematici, conoscitore di altri stratagemmi utili al calcolo e alla fisica nonché persona con più di qualche problema nel relazionarsi con gli altri. Perché ve ne parlo proprio ora? Perché <strong>le tre leggi della dinamica su cui si fonda la fisica classica</strong> (e quindi quella moderna e il resto delle cose venute dopo) <strong>nascono dal connubio fra un periodo di quarantena parecchio lungo e un&#8217;amicizia speciale</strong>, a mio modesto parere troppo poco conosciuta.</p>
<p>Non sto a soffermarmi su nomi e date che non siano necessari ai fini del racconto, altrimenti diventa pesantuccio. Se volete saperne di più, vi rimando ai capitoli 5 e 6 di <strong><em>The Story of Physics</em></strong>, di Lloyd Motz e Jefferson Hane Weaver.</p>
<h2>Un&#8217;infanzia solitaria</h2>
<p>Il caro Newton nacque nel <strong>Lincolnshire</strong> il giorno di Natale del 1642. Il padre fino all&#8217;agosto di quell&#8217;anno aveva lavorato come contadino, poi era morto. La madre invece, un paio d&#8217;annetti dopo, aveva deciso di rifarsi una vita sposando un tizio di cui ora ci importa poco, ma che diventa rilevante se consideriamo che, in conseguenza di quel matrimonio, la donna si trasferì nel villaggio vicino, lasciando l&#8217;allora dueenne Isaac alle cure della nonna. Quando nel 1653 il sopracitato tizio poco importante andò a far compagnia nell&#8217;oltretomba al padre di Isaac, la cara mammina chiese all&#8217;abbandonato pargoletto, ormai cresciutello, di raggiungerla nella nuova casetta.</p>
<p>Stando a quanto dice l&#8217;Enciclopedia Britannica alla voce <em>Sir Isaac Newton</em>, la<strong> mancanza materna</strong> fu uno dei motivi per cui Isaac si mostrò sempre insicuro e concentrato solo sul suo lavoro, ignorando qualunque tipo di rapporto umano. Questo dettaglio ci tornerà utile più avanti.</p>
<p>Avete presente quella diceria per cui <strong>le menti più geniali hanno un basso profitto a scuola</strong>? Quella per cui il &#8220;somaro che non ha voglia di studiare&#8221; si trasforma magicamente in &#8220;eh ma poverino era un genio, è normale che non riuscisse a seguire le regole&#8221;? Ecco, il nostro Newton non entra perfettamente nello stereotipo ma ci si avvicina abbastanza. Dal 1655 al 1660 frequentò la King&#8217;s School di Grantham: era uno studente nella media, &#8220;senza calci, senza spine e senza lode&#8221;, timido quanto bastava e introverso in abbondanza.  Tuttavia, <strong>se come studente non brillava, come contadino era proprio scarso</strong>, perciò dopo qualche tempo nel nuovo podere di famiglia decise che era meglio tornare a studiare. Per intercessione di una zia materna, Isaac si concentrò sugli studi di latino e matematica, e fu così bravo che a 18 anni fu ammesso al Trinity College di Cambridge.</p>
<p>Durante gli anni lì, il nostro amabile genio imparò tutto ciò che ci si aspettava imparasse e poté conoscere <strong>il pensiero di Cartesio</strong>, che influenzò drasticamente il suo modo di ragionare da lì in avanti. Quando nel 1665 -occhio all&#8217;anno- si laureò, non ottenne chissà che gran riconoscimento: agli occhi degli accademici risultava solo uno studente come tanti, che aveva fatto il suo lavoro ma non si era distinto in alcun modo particolare.</p>
<p>(Di fatto, Isaac in quegli anni portò avanti degli <strong>studi paralleli</strong> tutti suoi, che vertevano su questioni che a lezione erano ritenute marginali, come la teoria geocentrica che stava prendendo piede proprio in quegli anni ma che ancora aveva tanto scetticismo addosso. Comunque, si guardò sempre bene dal condividere i suoi appunti segreti con qualcuno.)</p>
<h2>Che anno, il 1665</h2>
<p>Il 1665 per Newton fu proprio un anno importante. Da una parte perché fu quello in cui si laureò; dall&#8217;altra, perché in quell&#8217;anno a Londra arrivò la peste e per evitare il contagio dovette abbandonare Cambridge e tornare nella sua casetta a Woolsthorpe. <strong> Se può sembrarvi eterna la quarantena nella quale ci troviamo da circa un mese, sappiate che il signorino dovette trascorrere ben DUE ANNI in isolamento, senza social, serie in streaming e servizio spesa a domicilio dell&#8217;Esselunga</strong>. Non avendo altro a cui pensare ed essendo una frana come contadino, in quel lungo periodo si concentrò sulle sue idee legate allo spazio, al tempo ma soprattutto al moto dei corpi. Quelle idee che erano nate durante gli anni a Cambridge ma che non aveva mai pensato di raccontare a qualcuno che non fossero i suoi quaderni di note e scarabocchi.</p>
<p>Citando il libro di storia: &#8220;Possiamo affermare, in modo abbastanza certo, che quando nel 1667 tornò a Cambridge [Newton] <strong>aveva già gettato delle basi solide per il suo lavoro</strong>, nei tre grandi campi della scienza ai quali il suo nome resterà per sempre associato: il calcolo, la natura della luce bianca e la gravitazione universale e le sue conseguenze.&#8221; Infatti così fu: le considerazioni fatte durante quei due anni di clausura forzata divennero presto assiomi fondanti che completarono quanto anticipato da Keplero e Galileo.</p>
<p>Arrivò infatti a capire che la <strong>mela che cade dalla pianta</strong> lo fa per l&#8217;esatto motivo per cui la Luna gira intorno alla Terra o la Terra intorno al Sole e questa idea, così strampalata, della gravitazione universale, rivoluzionò la storia della vita umana da lì in poi.</p>
<h2>Un&#8217;amicizia davvero molto importante</h2>
<p>All&#8217;inizio vi ho detto che questa è una storia non solo di quarantena ma anche di <strong>amicizia</strong>.</p>
<p>Avrete ormai capito che Newton era <strong>un personaggio un po&#8217; restio al comunicare con gli altri</strong>, soprattutto per la sua scarsa capacità di reggere il confronto. Figuratevi quindi se aveva voglia di pubblicare degli studi così rivoluzionari a suo nome. Con tutto il parlare che se ne sarebbe fatto (e infatti ne parliamo tutt&#8217;oggi), mai avrebbe permesso che quelle idee circolassero come sue.</p>
<p>È vero che avrebbe potuto fare come ha fatto oggi la Ferrante o come Louisa May Alcott e le sorelle Bronte fecero prima di lei: <strong>crearsi uno pseudonimo</strong>, far circolare il manoscritto ed evitare di essere assalito da chiunque si sarebbe imbattuto nei suoi <em>Principia</em>.</p>
<p>Invece,<strong> la storia della pubblicazione di quel tomo passa per un amico particolarmente caro</strong>. Uno di quegli amici che, se trovati, sono un tesoro così grande che nemmeno tutti i draghi del Faerun riuscirebbero a custodirlo. <strong>Edmond Halley</strong>, lo scienziato famoso per aver previsto (sbagliando) il passaggio dell&#8217;omonima cometa, è l&#8217;amico d&#8217;oro di cui il caro Isaac aveva proprio un gran bisogno. Perché fu lui che, venuto a sapere dal compare di quei suoi studi tanto innovativi e delle conclusioni che ne aveva tratto, lo spronò ad affrontare la paura del confronto, vincendo l&#8217;insicurezza e pubblicando quanto scritto. Fu lui che gli fece da spalla in tutti i dissidi con Robert Hooke (questa è una storia molto divertente che coinvolge un prisma, un fascio di luce bianca e la <em>damnatio memoriae</em>, ma ve la racconto un&#8217;altra volta). Soprattutto, fu lui che, esasperato dalla cocciutaggine del genio, finanziò di tasca propria la così faticosa pubblicazione.</p>
<h2>E vissero tutti felici e contenti (in casa)</h2>
<p>Senza <strong>una quarantena particolarmente difficile</strong> e un amico particolarmente insistente, chissà che strada diversa avrebbe intrapreso l&#8217;evolversi della scienza. Forse qualche altro genio avrebbe scoperto, poco dopo, le stesse cose; forse qualcuno le avrebbe scoperte precedentemente se avesse avuto il tempo per studiarci su un po&#8217; meglio; forse qualcun altro ci era arrivato sensibilmente prima, ma non avendo avuto un supporto come quello che ebbe Isaac, le sue scoperte morirono con lui.</p>
<p>Comunque sia o sia andata, <strong>la morale è semplice</strong> e duplice:</p>
<p>Primo: <strong>tenetevi stretti gli amici che avete intorno</strong>, tutti quanti. Potrebbero spronarvi a compiere quelle scelte che vi terrorizzano, per cui siete bloccati dalla paura, o, ancor meglio, potreste essere voi gli Halley di cui hanno bisogno;</p>
<p>Secondo: lo so che questa quarantena è difficile, stare in casa ancor di più e dover convivere con persone che siamo abituati a vedere per molto meno tempo potrebbe risultare quasi impossibile, ma approfittatene. <strong>Fate fruttare questo periodo</strong>, state in casa e (se potete) concentratevi su quelle cose per cui di solito non riuscite a trovare il tempo. Salite sui tavoli, seguite il consiglio del professor Keating e cambiate il vostro punto di vista: sia mai che vi venga un&#8217;idea geniale o totalmente rivoluzionaria che cambi per sempre il corso della storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <em>The Story of Physics</em>, di L. Motz e J. H. Weaver</p>
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		<title>Natale 2018 – 5 Giochi da Tavolo da regalare</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 13:00:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno, Natale è ormai alle porte, e personalmente già sto pensando a cosa fare a Pasquetta; tuttavia, perché non vediamo assieme cosa farsi regalare (o regalarsi!) per allietare le nostre vacanze di Natale giocando seduti attorno ad un tavolo? Andiamo quindi a scoprire i 5 GDT consigliati del 2018! Keyforge &#8211; Il richiamo degli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno, <strong>Natale</strong> è ormai alle porte, e personalmente già sto pensando a cosa fare a Pasquetta; tuttavia, perché non vediamo assieme cosa farsi regalare (o regalarsi!) per allietare le nostre vacanze di Natale giocando seduti attorno ad un tavolo? Andiamo quindi a scoprire i <strong>5 GDT consigliati del 2018</strong>!</p>
<h2>Keyforge &#8211; Il richiamo degli Arconti</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/keyforge.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-27939 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/keyforge.jpg" alt="KeyForge" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/keyforge.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/keyforge-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/keyforge-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/keyforge-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>L&#8217;ultima fatica di <strong>Richard Garfield</strong>, edita da <strong>Asmodee</strong>, non poteva non essere in cima alla mia lista. Scimmia preannunciata con largo anticipo e successo planetario, <strong>Keyforge</strong> ci regala un&#8217;esperienza unica &#8211; e non lo si dice per dire, questa volta! Senza scendere in dettagli &#8211; rimandandovi per questi ultimi al <a href="https://nerdando.com/2018/11/18/keyforge-call-of-the-archons-grazie-richard-garfield/">fantastico articolo di Tencar</a> &#8211; l&#8217;unicità di Keyforge è proprio nei mazzi che, essendo generati tramite algoritmo, sono veramente unici al mondo, regalandovi quindi per soli 9,90€ una soluzione sempre nuova e soprattutto sempre pronta all&#8217;uso. Non avete infatti bisogno di altro per essere competitivi al 100%! Per i più fortunati &#8211; considerando che ormai è esaurito, ma mai dire mai &#8211; per soli 39,90€ vi porterete a casa 2 mazzi che vi insegneranno a giocare, una marea di segnalini utili per tener conto di ciò che succede durante la partita, e 2 mazzi unici. Insomma, visti i costi contenuti, sono certo che sarà un successo natalizio e che tanti appassionati si scambieranno mazzi di Keyforge&#8230; salvo poi scoprire di aver dato via un mazzo con i 4 cavalieri e di iniziare quindi l&#8217;anno con un calendario in mano, e non per segnarsi le date dei prossimi tornei.</p>
<h2>X-Wing &#8211; Seconda Edizione</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/xwing2a2.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-23876" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/xwing2a2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/xwing2a2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/xwing2a2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/xwing2a2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/xwing2a2-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Anche qui andiamo sul gioco competitivo con la seconda edizione dell&#8217;ormai noto <strong>X-Wing</strong>. La prima edizione fu pubblicata nel lontano 2012, ma da settembre abbiamo la possibilità di giocare con la seconda edizione, edita da <strong>Asmodee</strong>, che vede alcune novità migliorare l&#8217;esperienza di gioco. Anche qui, vi lascio <a href="https://nerdando.com/2018/09/24/star-wars-x-wing-seconda-edizione-il-ritorno-degli-jedi/">all&#8217;articolo di FrankieDedo il Pisano</a> per i dettagli e le differenze rispetto alla prima versione, ma vi basti sapere due importanti cose: innanzitutto, se siete nuovi giocatori, in questo box c&#8217;è tutto l&#8217;occorrente per due giocatori, pertanto potrete aprirlo e iniziare subito a lanciare laser e a schivare asteroidi! Per chi è invece già in possesso della prima edizione, la seconda cosa che vi volevo far sapere è che esistono dei fantastici k<strong>it di conversione ufficiali</strong> che vi permetteranno di continuare ad usare i vostri modelli con le regole e le modifiche della seconda edizione. Insomma, sia che siate reclute o veterani, X-Wing è il gioco che fa per voi! Tavolo 90&#215;90 non incluso nel prezzo.</p>
<h2>Dungeons&amp;Dragons &#8211; Manuali della Quinta Edizione</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Manuale-del-Giocatore-1.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-22011" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Manuale-del-Giocatore-1.png" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Manuale-del-Giocatore-1.png 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Manuale-del-Giocatore-1-300x180.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Manuale-del-Giocatore-1-768x461.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/02/Manuale-del-Giocatore-1-450x270.png 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>So che non è un gioco da tavolo vero e proprio, ma come non consigliare a tutti i ruolisti di avere nella propria collezione la tanto agognata<strong> Quinta Edizione</strong> del gioco di ruolo più famoso del mondo? Dopo una Quarta Edizione che è stata oggetto di numerose discussioni, finalmente abbiamo anche in italiano l&#8217;ultima versione di <strong>Dungeons and Dragons</strong>, e mi sento di consigliarla veramente a tutti, appassionati e neofiti, entrando quindi di diritto nella lista desideri da girare al panzone barbuto vestito di rosso (a volte, vestiti a parte, mi sento davvero vicino al povero Santa). Un sistema di gioco che prende molto dalla 3.5 e dalle meccaniche ben oliate alle quali i giocatori storici sono abituati, unito ad una grafica spettacolare e ad un&#8217;ottima realizzazione strutturale, perché anche l&#8217;occhio e la mano vogliono la loro parte. Ovviamente, è consigliabile acquistare il tris di D&amp;D: <a href="https://nerdando.com/2018/02/15/dungeons-dragons-players-handbook-quinta-edizione-un-ritorno-alle-origini/">Manuale del Giocatore</a>, <a href="https://nerdando.com/2018/02/19/dungeons-dragons-manuale-dei-mostri-un-ottimo-bestiario/">Manuale dei Mostri</a> e <a href="https://nerdando.com/2018/05/05/dungeons-dragons-manuale-del-dungeon-master-il-tris-e-completo/">Manuale del Dungeon Master</a>, tutti editi da <strong>Asmodee</strong>. Buone ruolate, state solo attenti a non riempire il manuale di briciole di pandoro.</p>
<h2>Flamme Rouge</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/12/flamme.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-28146" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/12/flamme.png" alt="Flamme Rouge" width="1128" height="472" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/12/flamme.png 1128w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/12/flamme-300x126.png 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/12/flamme-768x321.png 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/12/flamme-1024x428.png 1024w" sizes="auto, (max-width: 1128px) 100vw, 1128px" /></a></p>
<p>Non poteva mancare il <a href="https://nerdando.com/2018/09/09/i-finalisti-del-gioco-dellanno-e-del-gioco-di-ruolo-dellanno/">Gioco dell&#8217;Anno</a> nella nostra lista! <strong>Flamme Rouge</strong>, edito da <strong>Playagame Edizioni</strong>, ci catapulta nel mondo del ciclismo &#8211; finalmente potrete dare un senso all&#8217;espressione LiegiBastogneLiegi che avrete sicuramente sentito almeno una volta nella vostra vita. Gioco strategico, ha la sua particolarità nella possibilità di comporre un tracciato modulare, facendoci tornare un po&#8217; bambini alle prese con &#8220;le piste delle macchinine&#8221;, ma con un&#8217;ottima profondità di gioco e, dal Lucca Comics and Games di quest&#8217;anno, con un&#8217;edizione tutta in italiano. E non dimentichiamoci le espansioni! Un buon titolo che vi divertirà con un&#8217;ambientazione diversa dal solito e con la possibilità di ricreare le imprese di miti del ciclismo come Coppi, Bartali o Pantani, ma su tavolo e senza faticose salite da scalare.</p>
<h2>Newton</h2>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/IMG_0926.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27723" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/IMG_0926.jpg" alt="Newton" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/IMG_0926.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/IMG_0926-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/IMG_0926-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/11/IMG_0926-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Concludiamo la lista con una delle ultime uscite targate <strong>Cranio Creations</strong>, <strong>Newton</strong>, che ci catapulta nel mondo della scienza e delle scoperte. Invitandovi a leggere <a href="https://nerdando.com/2018/11/12/newton-cogli-la-prima-idea/">la mia recensione</a>, vi spiego perché Newton è un gran bel gioco da regalare: una buona profondità, legata alla possibilità di cambiare elementi del setup che vi aiuteranno a differenziare le partite tra loro, mettono sul nostro tavolo uno strategico che non risulta pesante nonostante la sua modularità. Uscito proprio in occasione del Lucca Comics and Games 2018, Newton si pone nella lista ideale del giocatore da tavolo. Può essere adatto sia ai giocatori più scafati sia a chi si vuole avvicinare al mondo del gioco da tavolo &#8220;impegnativo&#8221;, inoltre di certo vi farà sentire ispirati da tutte le grandi figure della scienza degli scorsi secoli che vi aiuteranno a vincere la partita! Le mele, invece, le trovate al banco frutta.</p>
<p>Buon Natale e buone giocate da tavolo!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: un bel tressette, però, con tanto di improperi e tavoli rotti per l&#8217;impatto con le carte, non lo batte nessuno&#8230;</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2018/12/05/natale-2018-5-giochi-da-tavolo-da-regalare/">Natale 2018 – 5 Giochi da Tavolo da regalare</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>The Bridge: quando Newton incontra Escher</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 12:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Videogames]]></category>
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		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[Puzzle game]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Escher. Nessuno? Bene. Ora la alzi chi non hai mai sognato, perdendosi nella contemplazione del suo stupefacente surrealismo, di poter entrare dentro una di quelle litografie e scoprire cosa si prova a vivere in un mondo in cui le dimensioni fisiche sono quattro. Ora provate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 1138px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/2b7O5kjYp2AxQ3YtREc3CabrFhaQy2kTh-C-gSzLW2E=w1138-h640-no" alt="Ed è subito arte" width="1138" height="640" /><figcaption class="wp-caption-text">Ed è subito arte</figcaption></figure>
<p>Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Escher.<br />
Nessuno? Bene.<br />
Ora la alzi chi non hai mai sognato, perdendosi nella contemplazione del suo stupefacente surrealismo, di poter entrare dentro una di quelle litografie e scoprire cosa si prova a vivere in un mondo in cui le dimensioni fisiche sono quattro.<br />
Ora provate ad immaginare che quel &#8220;qualcuno&#8221; non siate voi, ma sia Isaac Newton.<br />
Ecco, in parole povere, in cosa consiste lo splendido The Bridge. Un puzzle game in cui le leggi della fisica vengono applicate al mondo di Escher, per un&#8217;esperienza a dir poco suggestiva.</p>
<p>Il fatto che sul mio comodino, al posto delle foto delle mie figlie, ci sia la stampa di &#8220;Waterfall&#8221; acquistata nel museo all&#8217;Aia, dovrebbe dirvela lunga su quanto io ami questo incisore olandese. Dopotutto non sono né la prima, né l&#8217;ultima delle vittime del suo surrealismo: dalla scala di Penrose in Labyrinth, alla matita di Groening; da Donnie Darko ad Inception, sono molte le arti visive che hanno tratto ispirazione dell&#8217;opera di Escher. Ovvio che, prima o poi, anche il mondo videoludico ne venisse travolto.<br />
Ed è stata Sindrome di Stendhal.</p>
<p>The Bridge mi ha folgorato fin dalle prime immagini: il tratto litografico, la cura maniacale dei dettagli, gli infiniti omaggi alle opere di Escher&#8230; tutto in questo titolo mi ha fatto innamorare.<br />
La storia è oscura e misteriosa come le regole che governano questo universo in 4D: un uomo (Newton? Lo stesso Escher?) vive all&#8217;interno di litografie in cui non è un problema ruotare l&#8217;universo, invertire il sopra e il sotto o cadere all&#8217;infinito senza mai arrivare da nessuna parte. Qui il protagonista deve trovare la soluzione a diversi enigmi, stanze contorte e ripiegate su sé stesse, alla ricerca della chiave per aprire la porta e scappare, ma solo per trovarsi intrappolato nella stanza successiva.<br />
Prendere padronanza dei meccanismi non mi è stato subito agevole. In un mondo in cui le leggi della fisica si applicano, ma è da considerare reale il nastro di Moebius, occorre uno sforzo astrattivo notevole.<br />
Splendido, poi, il passaggio tra &#8220;dentro&#8221; e &#8220;fuori&#8221;: tra &#8220;grigio&#8221; e &#8220;bianco&#8221; (come appare in moltissime delle opere), in cui all&#8217;enigma viene aggiunta una dimensione ulteriore, per un livello di sfida sempre più alto.<br />
E quanto ogni porta è stata aperta e tutto sembra concluso, ecco che è sufficiente far ruotare il mondo, per cadere nell&#8217;altra casa: e come Alice attraverso lo specchio tutto è invertito ed enigmi ancor più complessi rendono questo gioco ancor più godibile, senza allungare noiosamente il brodo.</p>
<p>Alcuni dei principali difetti dei puzzle game, si sa, sono la monotonia e ripetitività. Non solo: dopo diverse ore di gioco capita di cedere alla tentazione di andare a cercare su Youtube la soluzione di un quadro particolarmente astruso, in cui la difficoltà è buttata a casaccio per mancanza di spunti e idee.<br />
Non è questo il caso: in The Brige la curva di sfida è ben calibrata e superare un livello senza aiuti, magari dopo aver investito dieci o più minuti a studiarlo, dà una sensazione di appagamento che raramente ho trovato in altri giochi di questo tipo. Vedere che l&#8217;enigma si risolve davanti a noi fa scatenare quell&#8217;emozione che la scuola della Gestalt chiama Insight: è la lampadina che si accende, l&#8217;Eureka! di Archimede nella vasca da bagno; ed è la cosa più bella di questo gioco.<br />
Usare le guide online sarebbe un modo di buttarlo via, ed un&#8217;opera così merita invece di essere vissuta, esplorata e superata con la propria intelligenza.</p>
<p>E ora scusatemi, ma adesso devo correre a mettere a testa in giù una casa&#8230;</p>
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