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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerDisney #27 &#8211; Oliver &#038; Company</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/10/20/nerdisney-27-oliver-company/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Valeria "Morgana" Caizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 12:00:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NerDisney]]></category>
		<category><![CDATA[Bette Midler]]></category>
		<category><![CDATA[Billy Joel]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Oliver & Company]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/Oliver-e-company-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/Oliver-e-company-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Oliver e company" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/Oliver-e-company-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/Oliver-e-company-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/Oliver-e-company-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/08/Oliver-e-company.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>I miei ricordi</h2>
<p>Credo di aver praticamente consumato la videocassetta di <strong><em>Oliver &amp; Company</em></strong> quando facevo le elementari, era uno dei miei preferiti in assoluto! Uno dei motivi per cui mi piaceva tanto, oltre ovviamente alla presenza di cani e gatti parlanti, è <strong>la sua modernità</strong>: per la prima volta un classico Disney era ambientato in un mondo &#8220;simile&#8221; al mio, ci troviamo infatti <strong>nel 1988 a New York</strong> tra grattacieli e taxi gialli invece che nei soliti mondi incantati o bucolici delle favole. La trama inoltre è coinvolgente ed <strong>è quasi una crime story</strong> a tutti gli effetti, tra malavitosi, ricatti e rapimenti&#8230; Ma partiamo dall&#8217;inizio, con l&#8217;immancabile scena strappalacrime Disney che è stata inserita proprio nelle sequenze iniziali, per toglierci subito il dente (e farmi consumare i primi fazzoletti): una scatola piena di cuccioli di gatto viene abbandonata in mezzo alla strada con la semplice scritta &#8220;gattini in regalo&#8221;, uno alla volta tutti i micetti vengono scelti e portati via tranne, ovviamente, il nostro rosso protagonista. E poi che succede? Ma ovviamente piove! La scena in realtà è molto bella, in quanto si svolge tutta di seguito sulle note di una canzone (<em>Once upon a time in New York City</em>) che celebra la bellezza di New York.</p>
<p>Poco dopo la pioggia arriva il bel tempo e con esso compare un altro dei personaggi principali del film, il cane randagio Dodger, che indossa bandana e occhiali da sole proprio come un vero <em>tough</em> newyorkese anni &#8217;80, con tanto di camminata spavalda e mosse di ballo <em>cool</em>. <strong>Cane e gatto ovviamente dopo qualche difficoltà fanno amicizia</strong>, e Dodger, il duro dal cuore d&#8217;oro, addirittura invita il cucciolo a vivere con lui, la sua banda di cani e il suo sfigatissimo ma bonaccione padrone umano, invischiato nella malavita locale: si scopre infatti che il poveraccio deve dei soldi a un tremendo mafioso (disegnato in uno stile che più villain anni &#8217;80 di così non si può), padrone di due malvagi dobermann che non mancheranno di infastidire la banda di cani, in particolare la bellissima Rita. Mentre Dodger inizia il gattino alla vita malavitosa e ai furti, arriva la classica bambina buona e dolce che trova Oliver e decide di prendersi cura di lui, anche se mi sono accorta che gli prepara un pasto con dentro il cioccolato&#8230; lievemente mortale per i gatti! Dopodiché gli eventi precipitano: lo sfigato progetta un ricatto, la bambina viene rapita, il mafioso si arrabbia, inseguimenti e botte fino al sospirato lieto fine, ma senza farci mancare un altro elemento tipico dei film del periodo (e di tanti altri in futuro), cioè la scena in cui ci fanno credere che il protagonista sia morto solo per farlo riprendere poco dopo.</p>
<h2>Il classico più anni &#8217;80</h2>
<p><strong>L&#8217;atmosfera anni &#8217;80 è protagonista di <em>Oliver &amp; Company</em> quasi quanto lo stesso micino</strong>: l&#8217;ambientazione newyorkese del periodo è resa benissimo grazie agli sfondi disegnati nervosamente, quasi a schizzo, con colori sgargianti e la confusione tipica della grande mela. Riguardando il film qualche giorno fa non ho potuto fare a meno di associarvi altri lungometraggi animati e non della mia infanzia come <em>Tre scapoli e un bebè</em> (1987) e <em>Senti chi parla</em> (1989), anch&#8217;essi ambientati a New York nello stesso periodo, oppure <em>Charlie &#8211; Anche i cani vanno in paradiso </em>(1989).</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Il nome del gatto protagonista non è stato scelto per caso: l&#8217;idea iniziale dell&#8217;animatore Pete Young infatti era quella di fare un film basandosi su <strong><em>Oliver Twist</em> </strong>(ma con i cani) e sul musical di Broadway <i>Oliver!. </i>La trama inoltre avrebbe dovuto essere più dark, con la tragica morte dei genitori del micio a opera dei dobermann del malavitoso e un conseguente desiderio di vendetta che avrebbe sicuramente oscurato la vita e il carattere di quello che invece è stato poi reso come un dolce e innocente gattino.</p>
<p><strong>Fagin</strong>, l&#8217;umano padrone di Dodger, inizialmente avrebbe dovuto essere un cane, poi invece è stato trasformato in umano che tra i vari disastri che combina avrebbe dovuto rapire un panda dallo zoo&#8230; Sinceramente sono molto contenta che questa parte sia stata eliminata.</p>
<p>La città di <strong>New York</strong> è stata rappresentata molto fedelmente soprattutto nelle scene panoramiche iniziali grazie a uno studio molto approfondito di foto scattate anche dalla prospettiva che avrebbe un cane. Inoltre, ben 15 milioni di dollari sono stati investiti per l&#8217;utilizzo del software CAPS per realizzare gli 11 minuti di animazione in cui la città stessa prende vita, tra taxi, metropolitane e scooter.</p>
<p>Nel cast spicca la partecipazione di <strong>Billy Joel</strong> che doppia il cane Dodger sia nel parlato che nel cantato e che pare abbia reso molto felice la figlia partecipando al film; troviamo inoltre <strong>Bette Midler</strong> (Georgette) e <strong>Cheech Marin</strong> (il chihuahua messicano Tito).</p>
<h2>La colonna sonora</h2>
<p>La colonna sonora di <em>Oliver &amp; Company</em> è stata composta da <strong>J.A. Redford</strong> e comprende 5 bellissime canzoni, delle quali nessuna, stranamente, è cantata dal micio protagonista. Spicca tra tutte, oltre alla già citata<em> Once upon a time in New York City</em>, <strong><em>Why should I worry</em>, cantata da Billy Joel</strong>; non posso non citare inoltre <em>Perfect isn&#8217;t easy</em>, cantata da Bette Midler nei panni della favolosa cagnolina Georgette.</p>
<h2>Come è invecchiato?</h2>
<p>Beh<strong> sicuramente quella invecchiata sono io</strong>: sono sempre stata una persona dalla lacrima facile, ma tra tutti i classici questo decisamente non è uno di quelli che da piccola mi faceva piangere, e invece riguardandolo adesso mi sono fatto fregare dalla sequenza iniziale con i cuccioli abbandonati, in particolare quando Oliver sotto la pioggia decide di&#8230; miagolare, semplicemente: il mio cuore non ha retto. Un&#8217;altra delle cose che mi ha fatto riflettere su come si cambia crescendo è un personaggio in particolare che da piccola detestavo e che invece adesso è diventato il mio preferito del film, cioè la barboncina <strong>Georgette</strong>: viziata, arrogante e vanitosissima, con la sua canzone in cui si comporta come una vera diva del cinema anni &#8217;50 mi ha assolutamente conquistata! E il fatto che sia doppiata dalla grande Bette Midler ha sicuramente aiutato.</p>
<p>Nonostante il film abbia quasi 35 anni <strong>secondo me ha retto bene il passare del tempo</strong>, se osservato con distacco e soprattutto con affetto per il decennio in cui è ambientato. I disegni e le animazioni sono fatti bene, tralasciando gli sfondi forse un po&#8217; troppo abbozzati per i miei gusti, non paragonabili ai capolavori di classici di decenni precedenti.</p>
<p>Il messaggio principale del film è sicuramente universale e valido in qualsiasi periodo storico, soprattutto adesso: <strong>specie, razze e colori non sono importanti,</strong> ciò che conta è ciò che abbiamo nel cuore, che siamo cani o gatti o umani non conta, possiamo tutti vivere insieme e volerci bene a prescindere dalle nostre differenze.</p>
<p>Altro messaggio che, aggiungerei, forse trapela dal film: <strong>non fatevi prestare soldi da mafiosi newyorkesi con due dobermann!</strong></p>
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		<title>The Alienist &#8211; Una (bella) serie investigativa nella New York vittoriana</title>
		<link>https://nerdando.com/2018/05/12/the-alienist/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2018 12:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Caleb Carr]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[Penny Dreadful]]></category>
		<category><![CDATA[Steampunk]]></category>
		<category><![CDATA[‎Daniel Brühl]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/alienist.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/alienist-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/alienist-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/alienist-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/alienist-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2018/05/alienist.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Recensione A qualche mese di distanza da Penny Dreadful, mi sono avventurata in questa nuova serie ambientata nell&#8217;ottocento americano con pochissime aspettative e devo dire che non sono rimasta affatto delusa. Pensavo di imbattermi nell&#8217;ennesima proposta simil Sherlock Holmes ed ho trovato invece un prodotto piuttosto originale. Daniel Brühl nella sua interpretazione è fastidioso al [&#8230;]</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>A qualche mese di distanza da <strong><a href="https://nerdando.com/2017/11/22/black-friday-2017-film-e-serie-tv-da-non-perdere/">Penny Dreadful</a></strong>, mi sono avventurata in questa nuova serie ambientata nell&#8217;ottocento americano con pochissime aspettative e devo dire che non sono rimasta affatto delusa. Pensavo di imbattermi nell&#8217;ennesima proposta simil Sherlock Holmes ed ho trovato invece un prodotto piuttosto originale.</p>
<p><strong>Daniel Brühl</strong> nella sua interpretazione è fastidioso al punto giusto, <strong>Luke Evans</strong> è sempre maestro di eleganza anche al di fuori del personaggio di Gaston visto ne <strong><a href="https://nerdando.com/2017/03/08/la-bella-e-la-bestia-stiaconnoi/">La bella e la bestia Disney</a></strong> e <strong>Dakota Fanning</strong>, come terza protagonista, è riuscita egregiamente a ritagliarsi uno spazio importante ed evitando il cliché del classico duo investigativo.</p>
<p>Buoni i dialoghi, ritmi piuttosto serrati e resa a tutto tondo della complessità caratteriale dei protagonisti.<br />
Una menzione speciale la meritano i costumi e la fotografia, che ho trovato perfetti: della New York fumosa e sporchissima dell&#8217;epoca si sente quasi l&#8217;odore e l&#8217;aspetto dei personaggi è impeccabile.<br />
Una volta di più riconosco la capacità di Netflix di investire in un prodotto di buona qualità.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Con il termine <em>alienista</em>, in epoca vittoriana, si intendeva descrivere colui che analizza e cerca di comprendere e guarire la psiche deviata. In questa storia ambientata nella Manhattan del 1896, l&#8217;alienista <strong>Lazslo Kreisler</strong> (Brühl) mette le sue competenze e le sue metodologie all&#8217;avanguardia al servizio della polizia, per individuare un misterioso serial killer che frequenta giovanissimi prostituti prima di ucciderli e mutilarli in modo macabro.</p>
<p>Tormentato ed acutissimo, dotato di un carattere fiero e presuntuoso, Lazlo è affiancato e ammorbidito da <strong>John Moore</strong> (Evans), fascinoso illustratore del New York Times che riesce a sostenere l&#8217;amico a tutti i costi. In questo quasi classico duo investigativo, l&#8217;elemento innovativo è dato da <strong>Sara Howard</strong> (Fanning), segretaria del distretto di Polizia &#8211; capitanato da un giovane <strong>Theodore Roosevelt</strong> -determinatissima a rendersi utile per affinare le proprie capacità nell&#8217;identificare un killer. In qualche modo tutti i personaggi principali si trovano costretti ad affrontare una realtà fatta di pregiudizi, razziali, religiosi, sessuali, cosa che rende la loro coesione ancora più forte.</p>
<p>L&#8217;oggetto della caccia del nostro affiatato gruppo è un disgustoso essere lascivo e perverso, che approfitta della propria condizione per abbandonarsi al peggiore dei vizi: sodomia e assassinio di orfani costretti a vivere per la strada.</p>
<p>Sembra tutto lineare fino a che&#8230;</p>
<h2>Cast</h2>
<p><strong>Cary Fukunaga</strong>, il brillantissimo autore della prima stagione di <strong>True Detective</strong> che avrebbe dovuto inizialmente dirigere l&#8217;intera serie, per problemi logistici si è occupato solo della produzione lasciando il posto a <strong>Jakob Verbruggen</strong>.</p>
<p><strong>Daniel Brühl</strong>, straordinario nel rendere Lazlo un personaggio pieno di sfumature, è un attore tedesco di origine spagnole (sposato con una psicologa) e lo abbiamo già visto in <strong><a href="https://nerdando.com/2016/05/04/la-parte-giusta-captain-america-civil-war/">Captain America: Civil War</a></strong> nei panni di Helmut Zemo e in moltri altri film tra cui <strong>Rush</strong> di Ron Howard e <strong>Bastardi senza gloria</strong> di Tarantino.</p>
<p>Poliedrico attore gallese di formazione teatrale, <strong>Luke Evans</strong>, è passato da <strong>Fast &amp; Furious</strong> a <strong>Lo Hobbit</strong>, da <strong>Dracula Untold</strong> al classicone Disney.</p>
<p>La protagonista femminile è invece interpretata da <strong>Dakota Fanning</strong> aka la bambina de <strong>La guerra dei mondi</strong> e doppiatrice di <strong>Lilo </strong>(e Stitch) e <strong>Coraline</strong>. Nonostante la giovane età ha alle spalle una carriera di tutto rispetto in ambito cinematografico e televisivo.</p>
<p>Troverete qualche irriconoscibile comparsata del grandissimo <strong>Michael Ironside</strong> (quello dei Visitors).</p>
<h2>Progetto</h2>
<p>The Alienist è tratto da una trilogia di libri scritti da Caleb Carr nel 1994: <strong>L’alienista</strong> (Newton Compton), <strong>L’angelo delle tenebre</strong> (Mondadori) e <strong>Surrender New York</strong>, non ancora tradotto in italiano. L&#8217;autore con queste tre opere era alla prima esperienza in ambito <em>fiction</em>, essendo specializzato in saggi di tipo militare.</p>
<p>Inizialmente avrebbe dovuto diventare un film, ma data l&#8217;insoddisfazione dell&#8217;autore per le proposte ricevute, il progetto del lungometraggio venne presto abbandonato.<br />
Nel 2015 <strong>Paramount Television</strong> e Anonymous Content sono riusciti a trovare un accordo e realizzare i dieci episodi della serie tv, girati a Budapest e trasmessi a gennaio su TNT negli Stati Uniti e dal 19 aprile su Netflix per l&#8217;Italia.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>The Alienist</strong> è una curatissima serie tv Netflix ambientata nella Manhattan del 1896, i cui protagonisti sfidano i <em>taboo</em> dell&#8217;epoca per incastrare un serial killer, adatto a soggetti non facilmente impressionabili: è cruento, <em>pulp</em> e molto ben fatto.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.8]</h2>
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<h2>Trailer</h2>
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