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	<title>Netflix Originals - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Long Story Short &#8211; La Storia di una famiglia qualunque</title>
		<link>https://nerdando.com/2025/10/14/long-story-short-la-storia-di-una-famiglia-qualunque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara "Kiarakala" Calaresu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 10:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Animazione]]></category>
		<category><![CDATA[BoJack Horseman]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Introduzione BoJack Horseman è stato un grandissimo successo Netflix e nel corso delle sue sei stagioni ha appassionato il pubblico con il suo umorismo folle, che ancora oggi viene citato, e il dramma interiore dei suoi personaggi. Pertanto, ha lasciato un grosso vuoto quando si è conclusa. Ad agosto è approdata su Netflix Long Story [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-61731 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short.jpg" alt="Long Story Short" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></h2>
<h2>Introduzione</h2>
<p><em><strong>BoJack Horseman</strong></em> è stato un grandissimo successo <strong>Netflix</strong> e nel corso delle sue sei stagioni ha appassionato il pubblico con il suo <strong>umorismo</strong> folle, che ancora oggi viene citato, e il <strong>dramma</strong> interiore dei suoi personaggi. Pertanto, ha lasciato un grosso vuoto quando si è conclusa.</p>
<p>Ad agosto è approdata su Netflix <em><strong>Long Story Short</strong></em>, una nuova <strong>serie animata per adulti</strong> realizzata dallo stesso autore di <em>BoJack Horseman</em> e speravo che avrebbe colmato quel vuoto. Volevo a tutti i costi un perfetto sostituto, ma solo smettendo di cercarlo sono riuscita ad apprezzare questa serie e a comprenderne la sua bellezza.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Dopo aver visto lo sfarzo di Hollywoo (per chi si ricorda la D era caduta) e una popolazione composta da umani e animali antropomorfi, ci si aspetterebbe da <strong>Raphael Bob-Waksberg </strong>(il papà di BoJack), qualcosa di altrettanto fuori di testa e inusuale, ma non è così. <em><strong>Long Story Short</strong></em> si concentra sulla <strong>banalità della quotidianità familiare</strong>, nello specifico quella di una <strong>famiglia ebrea</strong> che vive negli Stati Uniti.</p>
<p>Può una semplice famiglia competere con un&#8217;ex star televisiva piena di problemi e dipendenze? No. Tuttavia, solo smettendo di restare ancorati al passato si può davvero apprezzare questa serie e appassionarsi alla storia della <strong>famiglia Schwooper</strong>.</p>
<p>Nel corso di <strong>10 puntate</strong> da circa 20 minuti veniamo catapultati in momenti importanti nella vita dei diversi membri della famiglia, in particolare quelli che riguardano i tre figli: <strong>Avi</strong>, <strong>Shira</strong> e <strong>Yoshi</strong>.</p>
<figure id="attachment_61733" aria-describedby="caption-attachment-61733" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-2.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-61733 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-2.jpg" alt="Long Story Short" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-61733" class="wp-caption-text">I viaggi in auto sono spesso stressanti sia per i genitori che per i figli e la famiglia Schwooper non è da meno.</figcaption></figure>
<h2>La narrazione</h2>
<p>La narrazione non segue un <strong>ordine cronologico</strong>; vediamo i tre fratelli durante <strong>diverse fasi della loro vita</strong> e anche se non in modo lineare assistiamo alla loro <strong>crescita</strong> e a come affrontano le varie sfide dell&#8217;<strong>età adulta</strong>, il tutto incorniciato dalla <strong>cultura</strong> e <strong>religione</strong> <strong>ebraica</strong>.</p>
<p>Narrativamente parlando, <em><strong>Long Story Short</strong></em> non risulta sicuramente innovativa, dal momento che sono numerose le serie animate e le sit-com incentrate sulle famiglie, ma riesce comunque a distinguersi grazie al suo <strong>umorismo</strong>, per certi versi simile a quello di <em>BoJack</em>, e soprattutto alla <strong>caratterizzazione dei personaggi</strong>.</p>
<p>Nelle sit-com troviamo spesso dei <strong>ruoli fissi</strong>, per esempio le madri severe, i padri invece più permissivi e magari un figlio un po&#8217; problematico. Anche in <em><strong>Long Story Short</strong></em> troviamo questi <strong>tropi narrativi</strong>, tuttavia quella che ci viene mostrata non è una semplice stereotipizzazione, bensì troviamo <strong>persone</strong> con cui è facile <strong>immedesimarsi</strong> ed <strong>empatizzare</strong>.</p>
<p>Nel primo episodio, incentrato sulla festa di <strong>Bar mitzvah </strong>di <strong>Yoshi</strong>, per esempio, lo spettatore si può immedesimare facilmente in <strong>Jen</strong>, la fidanzata di Avi, che fa la conoscenza della famiglia Schwooper in un momento piuttosto delicato e il disagio che prova sentendosi fuori posto e forse di troppo è sicuramente qualcosa che almeno una volta anche noi abbiamo provato.</p>
<figure id="attachment_61732" aria-describedby="caption-attachment-61732" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-4.jpg"><img decoding="async" class="wp-image-61732 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-4.jpg" alt="Long Story Short" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/long-story-short-4-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-61732" class="wp-caption-text">Scena tratta dal primo episodio dove riusciamo a percepire tutto il disagio che sta provando Jen.</figcaption></figure>
<p>I <strong>temi</strong> trattati sono <strong>maturi</strong> ed è facile rispecchiarsi nella vita di questa famiglia. Dopotutto, tutti noi siamo <strong>figli</strong> e conosciamo bene la difficoltà di dialogare con i propri <strong>genitori</strong> ma, osservando le famiglie create dai tre fratelli, tra cui quella omogenitoriale di Shira e sua moglie Kendra, comprendiamo anche la difficoltà di essere <strong>genitori</strong>.</p>
<p>Sebbene la serie si concentri principalmente sulle <strong>gioie</strong> e i <strong>dolori</strong> di questa famiglia qualunque, attraverso la quotidianità riesce a raccontare anche l&#8217;attualità e come in <em>BoJack Horseman</em> non manca la <strong>satira</strong> che evidenzia le assurdità della società moderna.</p>
<h2>L&#8217;animazione</h2>
<p>Lo stile dei disegni è lo stesso di <em>BoJack Horseman</em>, quindi non rimarrete delusi dal <strong>character design</strong> dei vari personaggi che compaiono nella serie. Tuttavia, si percepisce un <strong>minore</strong> interesse nella <strong>cura dei dettagli</strong> nella realizzazione degli <strong>sfondi</strong>, come se si volesse concentrare l&#8217;attenzione dello spettatore solo sui componenti della famiglia e sugli eventi importanti.</p>
<p>Non ho trovato alcuna conferma a questa mia teoria, ma mi piace pensare che, trattandosi di <strong>ricordi del passato</strong>, sia normale che non siano perfettamente nitidi. In alternativa, è molto più probabile che tale scelta stilistica sia stata dettata dal budget o dai tempi stretti di consegna.</p>
<figure id="attachment_61734" aria-describedby="caption-attachment-61734" style="width: 1280px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-61734 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-3.jpg" alt="Long Story Short" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2025/09/Long-Story-Short-3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a><figcaption id="caption-attachment-61734" class="wp-caption-text">Anche se li vediamo crescere e diventare adulti, certe dinamiche tra fratelli non cambiano e la macchina rimane uno scenario perfetto per i litigi.</figcaption></figure>
<p>La serie si trova <strong>doppiata in italiano</strong> e l&#8217;adattamento non ne stravolge particolarmente l&#8217;umorismo (e soprattutto non trasforma una famiglia ebrea in italoamericana come nel caso della sit-com<em> La Tata</em>), quindi se non amate leggere i sottotitoli è consigliatissima anche con le voci italiane, che ho trovato abbastanza<strong> affini ai personaggi</strong>.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p><em><strong>Long Story Short</strong></em> non si pone come sostituto di<em> BoJack Horseman</em> come inizialmente speravo, ma proprio come un figlio, nonostante la somiglianza di alcuni &#8220;tratti somatici&#8221;, prende la sua strada e si crea la <strong>sua identità</strong> come serie comedy.</p>
<p><em><strong>Long Story Short</strong></em> è un&#8217;<strong>ottima serie animata</strong> capace di coinvolgere lo spettatore grazie alla naturalezza con cui racconta una <strong>semplice famiglia</strong> con cui pian piano si rivivono <strong>momenti importanti</strong> e lo si fa a volte ridendo e altre volte commuovendosi, finendo per sentirsi un po&#8217; uno Schwooper.</p>
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<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>Long Story Short</strong></em> è una serie animata realizzata dallo <strong>stesso creatore</strong> di <em>BoJack Horseman</em>, ma sebbene ci siano alcune similitudini, riesce perfettamente a crearsi una sua identità divertendo e commuovendo il pubblico con le vicende di una normale famiglia ebrea.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/09/kiarakala_oro.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-55962" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/09/kiarakala_oro.png" alt="" width="200" height="200" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/09/kiarakala_oro.png 200w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/09/kiarakala_oro-150x150.png 150w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/09/kiarakala_oro-100x100.png 100w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2024/09/kiarakala_oro-80x80.png 80w" sizes="auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></p>
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		<title>Squid Game: perchè è diventato un fenomeno?</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/11/01/squid-game-perche-e-diventato-un-fenomeno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 13:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Battle Royale]]></category>
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		<category><![CDATA[Hunger Games]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-43163" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/sg.jpg" alt="Squid Game: perchè è diventato un fenomeno?" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/sg.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/sg-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/sg-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/10/sg-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Il meccanismo attraverso il quale una serie televisiva diventa improvvisamente <strong>oggetto di culto planetario</strong> e non si può evitare di sentirne parlare ovunque, è decisamente affascinante. È successo con <a href="https://nerdando.com/?s=Stranger+things">Stranger Things</a>, <a href="https://nerdando.com/?s=Il+trono+di+spade">Il Trono di Spade</a> e <a href="https://nerdando.com/?s=la+casa+di+carta">La Casa di Carta</a>, tanto per fare qualche esempio. Fenomeni che, per motivi non sempre di immediata comprensione, esplodono, sono oggetto di conversazioni, battute, meme ovunque scatenando la reazione di totale spiazzamento ed imbarazzo per chi non le conosce. E parte del fenomeno è anche il fatto che, passato l&#8217;entusiasmo della prima o della seconda stagione, diventano già meno interessanti.<br />
E poco alla volta non se ne sente quasi più parlare.</p>
<p>Adesso è il momento della serie sudcoreana <strong>Squid Game</strong>: scopriamo insieme perché.</p>
<h2>L&#8217;origine del fenomeno</h2>
<p>Scritta e diretta da <strong>Hwang Dong-hyuk</strong>, prende ispirazione dalle esperienze di personale difficoltà vissute dall&#8217;autore da giovane e dalla constatazione del dramma del divario sociale tra ricchi e poveri presenti in Corea del Sud.</p>
<p>La trama è piuttosto semplice: <strong>456 persone fortemente indebitate</strong> ricevono un misterioso invito a partecipare ad una serie di giochi da bambini per poter vincere una cifra esorbitante che li renderebbe miliardari. Chi sbaglia o perde nel gioco, muore.</p>
<p>Tra le tantissime fonti prese in considerazione per realizzare la serie, va citato <strong>Battle Royale</strong>, il bestseller dello scrittore giapponese <strong>Koushun Takami</strong> scritto nel 1996 da cui sono sono stati tratti un manga, un film ed addirittura una forma di wrestling. Protagonisti in questo caso gli studenti di una scuola media giapponese costretti a sfidarsi in un gioco mortale per volere del governo nipponico. La storia di questi ragazzini equipaggiati di un kit di sopravvivenza e la forza della loro disperazione ha venduto oltre un milione di copie nel mondo (oltre ad aver ispirato tra gli altri <strong>Hunger Games</strong>).</p>
<h2>I numeri dietro alla serie</h2>
<p>Per avere un&#8217;idea un po&#8217; più precisa dell&#8217;impatto economico che la serie ha avuto sul mercato, facciamo due conti.<br />
<strong>Bloomberg</strong>, accedendo ai dati forniti da Netflix, ha recentemente pubblicato un&#8217;analisi dei costi (e di conseguenza degli incassi) del Gioco del Calamaro:<br />
Il costo della prima stagione è stato di 21,4 milioni di dollari (circa 2,4 milioni ad episodio) che hanno prodotto circa 900 milioni di dollari in termini di <i>impact value</i> per Netflix (un sistema che permette alla società di quantificare le performance del prodotto trasmesso in streaming, che tiene conto del numero di spettatori, della durata della fruizione e dell&#8217;aumento del valore della società in termini azionari).</p>
<p>Entrando nel dettaglio, è emerso che:<br />
&#8211; circa 132 milioni di spettatori hanno visto per almeno 2 minuti la serie nei primi 23 giorni dalla messa in onda (stracciando il record da 82 milioni di Bridgerton).<br />
&#8211; quasi il 90% degli utenti ha visto almeno 75 minuti (quindi è passata almeno a due episodi).<br />
&#8211; il 66% (che corrisponde a <strong>87 milioni di persone</strong>) ha concluso la visione nella prima stagione nei primi 23 giorni.<br />
&#8211; Complessivamente gli spettatori di Squid Game hanno accumulato 1,4 miliardi di visione della serie.</p>
<p>Un altro parametro utilizzato da Netflix per valutare l&#8217;apprezzamento di un contenuto è l&#8217;<strong>AVS</strong> (Adjusted View Share) che registra oltre al numero di visitatori, quanto le visualizzazioni abbiano creato un determinato valore per l&#8217;azienda.<br />
Diciamo che se per Netflix un prodotto con un AVS alto ha un punteggio di 10, Squid Game ha totalizzato 353.<br />
Dal 17 settembre ad oggi, l&#8217;azienda ha ottenuto un +7% con un valore stimato di <strong>278,1 miliardi di dollari</strong>.</p>
<h2>Psicosi italiane</h2>
<p>Provate a cercare su Google informazioni su Squid Game: <strong>troverete storie davvero interessanti.</strong> Carabinieri chiamati a scuola per la presenza di misteriosi biglietti da visita ispirati alla serie, bambini delle elementari che improvvisano un 1,2,3, stella durante la ricreazione intenerendo le insegnanti nostalgiche per poi puntare con il dito come fosse una pistola il compagno che sbaglia, agenzie immobiliari che distribuiscono il misterioso cartoncino con le tre forme geometriche e creano una segreteria telefonica in coreano per assumere personale&#8230;</p>
<p>Il fatto forse più eclatante è forse la petizione su <strong>Change.org</strong> per chiedere alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza di imporre a Netflix di sospendere la serie in quanto istigatrice di violenza nei confronti dei bambini che la vivono come un gioco e la imitano nella vita reale. La richiesta, che al momento ha raggiunto le 3500 firme, viene giustificata &#8220;&#8230;non come un atto censorio, ma risponde alla necessità di far fronte alla sconfitta dei <i>parental control</i> e alla crisi della genitorialità&#8221;.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/QNx35yQD58I?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>Squid Game</strong> è un ottimo prodotto televisivo: esteticamente curatissimo, ben strutturato in termini di trama e capace di sorprendere lo spettatore (quasi) fino alla fine.<br />
Quello che purtroppo comporta &#8211; ma non è imputabile alla serie che oltretutto è rivolta a spettatori con più di 14 anni &#8211; è che persone irresponsabili lo ritengano idoneo ai bambini ed ai ragazzini che non sono e non possono essere in grado di percepirne la violenza contestualizzandola correttamente. Verrebbe da dire che forse questi soggetti a cui è sfuggito il parental control dovrebbero passare più tempo con i propri cuccioli a giocare, anche a 1,2,3 stella, ma quello vero.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41535" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/gattiveria_oro.png" alt="" width="200" height="194" /></p>
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		<title>La regina degli scacchi &#8211; Poigrayem</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/12/01/la-regina-degli-scacchi-poigrayem/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2020 13:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[anni 60]]></category>
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		<category><![CDATA[libri e serie tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tornati a chiuderci in casa, pronti a nuove lunghe sessioni di divanaggio, questa volta a tenerci al calduccio è La regina degli scacchi, la magnifica miniserie Netflix ambientata in piena Guerra Fredda, capace di guadagnarsi il 100% dei voti favorevoli su Rotten Tomatoes. Recensione È un periodo drammatico questo e c&#8217;è un gran bisogno di belle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-39371" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/11/scacchi.jpg" alt="La regina degli scacchi" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/11/scacchi.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/11/scacchi-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/11/scacchi-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/11/scacchi-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Tornati a chiuderci in casa, pronti a nuove lunghe sessioni di <em>divanaggio</em>, questa volta a tenerci al calduccio è <strong>La regina degli scacchi</strong>, la magnifica miniserie Netflix ambientata in piena Guerra Fredda, capace di guadagnarsi il <strong>100% dei voti favorevoli su Rotten Tomatoes</strong>.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>È un periodo drammatico questo e c&#8217;è un gran bisogno di belle storie che ci tengano lontani dall&#8217;ansia di quello che accade fuori di casa e <strong>La regina degli scacchi è il diversivo ideale</strong>: una storia originale, un&#8217;interprete perfetta, dialoghi non scontati e una bella fotografia.</p>
<p>Gli scacchi sono un gioco, un hobby o un lavoro (a seconda dell&#8217;uso che se ne fa) estremamente affascinante, anche per chi non li conosce in modo approfondito. La chiave di lettura per questa serie è su più livelli, adatta sia a chi vanta un buon livello di competenza in materia scacchistica (consulente delle coreografie della serie è <strong>Garri Kimovič Kasparov</strong>), sia a chi ama i biopic ambientati nel bel mezzo delle rivalità tra russi e americani. L&#8217;uso del flashback permette di scoprire gradualmente le fasi della vita che hanno portato Beth a diventare una donna adulta, fortissima e piena di fragilità allo stesso tempo.</p>
<p><em>«La scacchiera è il mondo. I pezzi sono fenomeni dell’universo. Le regole del gioco sono le leggi della natura e l’altro giocatore è nascosto a noi»</em>.</p>
<p>La regina degli scacchi è anche uno spaccato di vita che ben rappresenta l&#8217;<strong>essere donna, giovane e talentuosa in un mondo dominato da uomini</strong> maturi e con un livello di competitività alle stelle, per di più in un periodo in cui alla donna era riconosciuto un ruolo quasi solo all&#8217;interno delle mura domestiche.<br />
In modo molto credibile, la miniserie rappresenta le difficoltà che comportava in una società così fortemente maschilista, il voler sopravvivere (e vincere) in un mondo ostile, in cui è più facile rinunciare e lasciarsi schiacciare piuttosto che avanzare a testa alta per portare avanti i propri pedoni.</p>
<h2>Trama</h2>
<p><em>&#8220;Gli uomini penseranno di essere superiori a te. Questo non li rende più intelligenti. Non dargli troppo peso e cerca di fare sempre e solo ciò che senti.&#8221;</em></p>
<p>Queste le parole con cui la madre abbandona la giovane Elizabeth Harmon, sola al mondo, ponendo fine alla propria vita infelice e schiantandosi in un incidente stradale. La bambina rimane per lunghissimo tempo in orfanotrofio, in cui imparerà tra uno psicofarmaco e l&#8217;altro come diventare grande e scoprirà la sua prima vera, grande passione: <strong>il gioco degli scacchi</strong>. E questa passione, allenata con sacrificio e dedizione, la porterà a diventare un Grande Maestro ai massimi livelli di competizione internazionale.</p>
<h2>Progetto</h2>
<p>Tratto dal libro in parte autobiografico di <strong>Walter Tevis</strong> del 1983, il tema della miniserie creata da <strong>Scott Frank</strong> e <strong>Allan Scott</strong> avrebbe dovuto essere il primo film diretto da <strong>Heath Ledger</strong> &#8211; che si riconosceva molto nella parte fragile di Beth e nelle sue dipendenze &#8211; con l&#8217;attrice premio Oscar <strong>Ellen Page</strong> nel ruolo di protagonista.</p>
<h2>Cast</h2>
<p>L&#8217;attrice <strong>Anya Taylor-Joy</strong> è la magnifica (e un po&#8217; fastidiosa) protagonista delle sette puntate della serie. L&#8217;odioso cugino di Harry Potter (<strong>Harry Edward</strong>) e il Jojen Reed del Trono di spade (<strong>Thomas Brodie-Sangster</strong>) sono tra i tanti avversari che Beth incontra nel corso della sua carriera e forse gli unici a sostenerla fino alla fine.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Tutti i meravigliosi abiti indossati dalla protagonista durante le gare sono <strong>a tema scacchistico</strong>. Il titolo originale della serie (<strong>The Queen&#8217;s Gambit</strong>) si riferisce al Gambetto di Regina, la mossa di apertura che Beth utilizza in tutte le sue partite. L&#8217;attrice, che prima di questa esperienza non sapeva giocare a scacchi, ha imparato per l&#8217;occasione e per memorizzare le mosse da giocare in rapida sequenza, si allenava con la coreografia delle mani pochi minuti prima di girare le scene.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Una strepitosa serie tv sul mondo degli scacchi, sulla forza delle donne e sulla perseveranza: <strong>da non perdere</strong>.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,8/5</h2>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Ya1MgSu8Pxc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>DoroHeDoro &#8211; Pazzia allo stato puro</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/07/15/dorohedoro-pazzia-allo-stato-puro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[Gore]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
		<category><![CDATA[Ogariad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siate me, Ogariad arriva un giorno in chiamata vocale e ti dice: &#8220;Sto guardando sto anime che è una cosa pazzesca, si chiama DoroHeDoro&#8221; continuando poi con uno sproloquio riguardante molteplici dimensioni, degli stregoni che trasformano in animali e un caimano. Preso da una curiosità ossessiva, mi precipito a guardarlo. Inizialmente turbato dalla scritta &#8220;Anime [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/dorohedoro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-37279" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/dorohedoro.jpg" alt="DoroHeDoro" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/dorohedoro.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/dorohedoro-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/dorohedoro-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/07/dorohedoro-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Siate me, Ogariad arriva un giorno in chiamata vocale e ti dice: &#8220;Sto guardando sto anime che è una cosa pazzesca, si chiama<strong> DoroHeDoro</strong>&#8221; continuando poi con uno sproloquio riguardante molteplici dimensioni, degli stregoni che trasformano in animali e un caimano.</p>
<p>Preso da una curiosità ossessiva, mi precipito a guardarlo. Inizialmente turbato dalla scritta &#8220;Anime originale Netflix&#8221;, mi sono poi <strong>ricreduto</strong> e l&#8217;ho divorato in quattro giorni o poco più.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La trama di questo anime è <strong>complessa</strong>, non che l&#8217;intreccio sia contorto o gli eventi inspiegabili, ma semplicemente ogni episodio è <strong>curato nel dettaglio</strong> per darti quelle poche informazioni necessarie semplicemente a guardarlo e che ti lasciano quel pizzico di curiosità che potrai <strong>risolvere solamente guardando gli episodi successivi</strong>.</p>
<p>Diciamo pure che <strong>non è nemmeno il solito anime</strong> in cui coesistono due dimensioni parallele, infatti il mondo egli umani e il mondo egli stregoni coesistono liberamente, anche se il primo viene trattato come periferia e covo di cavie dal secondo.</p>
<p>In che senso covo di cavie? è presto detto, gli stregoni <strong>usano come magia il fumo</strong>, ma il fumo di ogni mago ha un effetto diverso, e per qualche motivo si diverte a sperimentare sugli umani fino a dove il suo potere può arrivare.</p>
<p>Il nostro protagonista, <strong>Caiman</strong>, è iracondo, ce l&#8217;ha con questi stregoni, ed è in cerca di quello che lo ha trasformato da umano a <strong>caimano antropomorfo</strong>. C&#8217;è però un bel twist, dentro alla sua bocca vive un uomo dagli occhi crociati:  non si sa se Caiman e questo essere sono la stessa persona, cosa che, un po&#8217;, mi ha (personate il francesismo) <strong>fottuto il cervello</strong>.</p>
<p>Che poi, ho detto tutto, fuorché il fatto che la trama si basa su Caiman e sulla sua ricerca, va da sé che poi ci sono infinite altre sottoquestioni (guardatevi l&#8217;anime e capirete).</p>
<h2>Gore</h2>
<p>Se c&#8217;è una cosa che è diversa in questo anime è il gore, più precisamente<strong> il modo in cui viene presentato</strong>.</p>
<p>I protagonisti delle azioni finiscono sempre <strong>mutilati in qualche modo</strong>, però hanno tutti una sopportazione del dolore alquanto inverosimile, che non viene giustificata, ma non sembra esserci bisogno di una giustificazione, nell&#8217;anime viene resa come se fosse normale, <strong>quasi il dolore fosse una cosa ironica, divertente</strong>.</p>
<p>Vi dirò, mi affascinerà pure la medicina, però queste scene non sono così orripilanti, strappano quasi una risata, alle volte.</p>
<h2>Conclusione</h2>
<p>Questo anime <strong>è diverso</strong>, non riesco a dire altro.</p>
<p>All&#8217;inizio non si capisce nulla, ma piano piano diventi più consapevole di tutto quello che succede, per poi ritrovarti con ancora più domande senza risposta, che, a volte, sembrano anche buchi di trama, che poi vengono riempiti, lasciandoti però sempre quel dubbio, che, alla fine dell&#8217;ultimo episodio, ti lascia<strong> con un pensiero soltanto</strong>:</p>
<p>&#8220;COSA CAVOLO HO APPENA GUARDATO?&#8221;</p>
<p>Però è un anime carino, ve lo consiglio.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/mQBSYVOF5L4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>#NerdandoConsiglia: Hollywood</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/05/30/nerdandoconsiglia-hollywood/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2020 12:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#NerdandoConsiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Darren Criss]]></category>
		<category><![CDATA[Dylan McDermott]]></category>
		<category><![CDATA[Jim Parsons]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
		<category><![CDATA[Queen Latifah]]></category>
		<category><![CDATA[Ryan Murphy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cinema mi è sempre piaciuto, tanto. Non solo per le storie raccontate nel buio di un grande schermo (che chissà quando rivedremo), per il fascino di un racconto in cui entri anima e corpo nella vita di qualcun altro che è lontano da te anni luce. Certo, anche la possibilità di viaggiare in un&#8217;epoca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-36635" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/hollywood.jpg" alt="Hollywood" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/hollywood.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/hollywood-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/hollywood-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/05/hollywood-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><br />
Il <strong>cinema</strong> mi è sempre piaciuto, tanto. Non solo per le storie raccontate nel buio di un grande schermo (che chissà quando rivedremo), per il fascino di un racconto in cui entri anima e corpo nella vita di qualcun altro che è lontano da te anni luce. Certo, anche la possibilità di viaggiare in un&#8217;epoca lontanissima o provare emozioni pericolose senza muoversi dalla sedia sono motivi più che validi.</p>
<p>Oltre a questo mi ha sempre affascinato l&#8217;idea di conoscere la storia personale di chi ha messo in gioco il proprio vissuto per poter interpretare in modo credibile un personaggio. Storie pazzesche di persone che hanno fatto sognare milioni di spettatori, magari nascondendo una vita vera fatta di sofferenza, compromessi e rinunce. <strong>Hollywood</strong>, la miniserie in 7 puntate appena sfornata da Netflix mi ha aiutato ad evadere per un po&#8217; da questa quotidianità di mascherine e code al supermercato ed immergermi in un sogno.</p>
<p>Ho trovato meraviglioso l&#8217;intreccio tra fatti reali ed avvenimenti che se fossero realmente accaduti avrebbero reso questo mondo migliore, molto prima. È rassicurante da un certo punto di vista rendersi conto di quanti passi in avanti abbiamo fatto nei confronti della <strong>tolleranza</strong> e nel rispetto di chi è diverso da noi.<br />
Un po&#8217; meno pensare che ancora adesso ci siano forme vergognose di <strong>discriminazione ingiustificata</strong>.</p>
<p>E che per poter raggiungere un obiettivo non bastino <strong>talento, impegno e volontà</strong>.</p>
<p>Questo forse, aldilà della cornice hollywoodiana è il vero tema della <em>faction</em> ideata da <strong>Ryan Murphy</strong>: storie inventante inserite in un contesto reale con fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti. Provare ad immaginare cosa sarebbe accaduto se già negli anni &#8217;40 minoranze etniche, omosessualità, uguaglianza di genere fossero stati accettati e sponsorizzati da un canale di comunicazione potente come quello cinematografico apre le porte a un mondo davvero diverso da quello in cui abbiamo vissuto finora.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La seconda guerra mondiale è finita da pochissimo e la gente ha bisogno di sognare, di evadere: <strong>Hollywood</strong> risponde a questo bisogno.<br />
Non solo per chi lo vive sul grande schermo, ma anche per chi sceglie nella vita di regalarsi una nuova opportunità e spera in una carriera nel mondo dorato del Cinema.</p>
<p>I nostri <strong>protagonisti</strong> sono un&#8217;attrice di colore obbligata a ruoli di cameriera stereotipata, un brillante sceneggiatore gay e nero, un regista mezzo filippino che crede nei sogni ed un ex soldato che vuole sfondare armato solo della propria prestanza fisica.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte del cancello gli agenti cinematografici rovinano o eleggono star dell&#8217;anno una persona in men che non si dica (e non sempre per i motivi migliori), i produttori sono obbligati ad attenersi alle ipocrite e rigidissime regole del <strong>Codice Hays</strong>, secondo cui andava rispettata una condotta morale totalmente di facciata.</p>
<h2>Personaggi e ambientazione: cosa c&#8217;è di vero</h2>
<p>Se avete già visto Hollywood e volete scoprire <strong>cosa ci sia di vero o falso</strong> nei fatti narrati nella miniserie Netflix potete leggere questo paragrafo; se invece preferite scoprire dopo averlo visto cosa c&#8217;è di <em>fake</em>, vi consiglio di passare al paragrafo successivo.</p>
<p>Un po&#8217; come nei quiz, ho trovato molto divertente il mettere alla prova le mie conoscenze sulla vita vera dei protagonisti e sulla capacità di distinguere fatti reali da episodi totalmente inventati. <strong>La realtà</strong> come sappiamo <strong>spesso supera di gran lunga la fantasia</strong> e materiale buono per proporre dei personaggi che sembrino totalmente inventati ma che non lo sono affatto Hollywood ne fornisce a iosa.</p>
<p><strong>Archie Coleman, Jack Castello, Raymond Ainsley e Camille Washington</strong><br />
I quattro protagonisti principali della miniserie sono tutti ispirati a storie vere, ma nessuno di loro nello specifico rappresenta la vita reale di qualche attore, regista o sceneggiatore hollywoodiano.</p>
<p><strong>Gli ACE Studios</strong><br />
La Major di produzione cinematografica è stata ideata appositamente per la miniserie creando una via di mezzo tra la Metro-Goldwyn-Mayer e la Universal Studios. Così come il personaggio di Avis Amberg, la donna ebrea che da moglie trascurata si trasforma in imprenditrice coraggiosa, è nato dall&#8217;incrocio di due personaggi realmente esistiti: la produttrice teatrale <strong>Irene Selznick</strong> e <strong>Sherry Lansing</strong>, prima donna a capo di uno studio cinematografico.</p>
<p><strong>Rock Hudson</strong><br />
A parte il fatto che quello vero fosse moooolto più bello dell&#8217;attore che lo interpreta (quasi) tutti i fatti narrati corrispondono alla verità. Nato in Illinois ed adottato dal patrigno, <strong>Roy Fitzgerald</strong> finì davvero sotto le grinfie del perfido agente <strong>Henry Willson</strong>, che lo costrinse a rifarsi i denti (ed a sposare la segretaria per nascondere la sua omosessualità).<br />
Vero anche il fatto che il primo ciak fu per lui disastroso, dovendo ripetere la stessa scena 37 volte per il film <em>Falchi in picchiata</em>. Totalmente inventato invece l&#8217;episodio relativo al coming out dell&#8217;attore alla premiazione degli Oscar. L&#8217;attore rimase sposato per tre anni e continuò ad avere relazioni gay, fino a divenire nel 1985 il primo volto noto a morire di AIDS.</p>
<p><strong>Anna May Wang</strong><br />
Purtroppo anche la vita dell&#8217;attrice di origine asiatica è stata infelice e segnata da gravi forme di razzismo come in Hollywood. Costretta ad interpretare per anni <strong>ruoli stereotipati</strong> nonostante le sue indiscusse capacità recitative, si vide rifiutare la parte della protagonista cinese del film <em>La buona terra</em>, che valse l&#8217;Oscar alla tedesca <strong>Luise Rainer</strong>.</p>
<p><strong>Henry Willson</strong><br />
<strong>Jim Parsons</strong> interpreta un disgustoso e potentissimo agente realmente esistito, abituato ad abusare dei propri clienti offrendo in cambio ruoli prestigiosi in svariati film. Fra i tanti attori che contribuì a rendere famosi, oltre a Rock Hudson ci fu <strong>Lana Turner</strong>. Dopo aver mortificato per anni moltissime persone, perse buona parte del suo prestigio ed arrivò alla fine della sua esistenza vittima di obesità, alcolici e droga.</p>
<p><strong>Ernie West</strong><br />
Il fascinoso titolare della pompa di benzina più ben frequentata di Hollywood riprende la vera storia di <strong>Scotty Bowers</strong>, ex-marine che nel &#8217;46 prestò servizio presso la Richfield Oil gas station creando una nuova opportunità di <em>entertainment</em> alla sua facoltosa clientela. Dopo qualche anno abbandonò la sua copertura per lavorare come barista, ma senza rinunciare ai servizi sessuali offerti ai suoi clienti. Il personaggio interpretato da <strong>Dylan McDermott</strong> riprende a grandi tratti la vita del gigolò e magnaccia più famoso di Hollywood, morto l&#8217;ottobre scorso ed autore di un memoir in cui racconta di aver soddisfatto le voglie di personaggi come <strong>Cary Grant</strong>, <strong>Ava Gardner</strong>, <strong>Katherine Hepburn</strong> o <strong>Spencer Tracy</strong>.</p>
<p><strong>Hattie McDaniel</strong><br />
Fu la prima donna afro-americana a vincere un Oscar (<strong><em>Via col Vento</em></strong>, 1940) e, come si vede nella miniserie, alla serata non le fu permesso di sedere vicino agli altri attori. Interpretata dalla bravissima <strong>Queen Latifah</strong>, Hattie Mc Daniel è stata una cantante di Gospel, ha lavorato in televisione ed in radio ed è una delle pochissime star a vantare due stelle sulla <em>Walk of Fame</em>.</p>
<h2>Progetto</h2>
<p>L&#8217;iniziativa Hollywood è solo uno dei progetti che Netflix ha affidato alle sapienti mani di <strong>Ryan Murphy</strong>, offrendogli un <strong>contratto da 300 milioni di dollari</strong> per cinque anni di attività. Per questo progetto ideato insieme ad <strong>Ian Brennan</strong> si è affidato ad attori molto conosciuti dagli amanti delle serie televisive: <strong>Darren Criss </strong>(Raymond Ainsley) arriva da Glee e <strong>American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace</strong>, <strong>David Corenswet</strong> (Jack Castello) era in <strong>The Politician</strong>, <strong>Jim Parsons</strong> (Henry Willson) è sempre bravissimo anche quando non interpreta il nostro amato Sheldon di <strong>Big Bang Theory</strong>, <strong>Patti LuPone</strong> che ha lavorato in Pose.</p>
<p>Se del Cinema amate anche la storia degli attori e siete vittime del <strong>fascino della Hollywood anni&#8217;40</strong>, non potete assolutamente perdervi questa miniserie targata Netflix.</p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Gli avete donato un soldo? &#8211; 5 motivi per guardare The Witcher</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/02/05/gli-avete-donato-un-soldo-5-motivi-per-guardare-the-witcher/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 13:00:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Andrzej Sapkowski]]></category>
		<category><![CDATA[Geralt di Rivia]]></category>
		<category><![CDATA[Henry Cavill]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finalmente in TV Chi è che fa Geralt? Cavill? Il pomatone di Man of Steel? Ok. Non lo guardo. Aspe&#8217;, fermi tutti! Questa è la sua foto? No, no: non sono etero. Mi sono sempre sbagliato. Insomma: per chi ama Geralt l&#8217;arrivo della serie TV è stato un doppio colpo al cuore. Da una parte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 40px;"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34738" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_cover.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_cover.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_cover-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_cover-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_cover-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Finalmente in TV</h2>
<p>Chi è che fa Geralt? Cavill? Il <em>pomatone</em> di <strong>Man of Steel</strong>? Ok. Non lo guardo.<br />
Aspe&#8217;, fermi tutti! Questa è la sua foto? No, no: non sono etero. Mi sono sempre sbagliato.</p>
<p>Insomma: per chi ama Geralt l&#8217;arrivo della serie TV è stato un doppio colpo al cuore. Da una parte il bisogno sfrenato di vedere su schermo un antieroe eccelso come lo strigo di Rivia, dall&#8217;altro la paura che l&#8217;ennesimo adattamento <strong>Netflix</strong> avrebbe fatto scempio delle ore passate sui libri e/o videogiochi.</p>
<p>Ecco arrivare quindi il primo caposaldo: la serie non è tratta dai videogiochi (niente Triss rosso-fuoco e lentiggini, quindi) ma direttamente dai <strong>libri</strong>. Giocoforza un paese come il nostro dove mediamente le persone leggono al massimo le prime 3 parole del titolo di un articolo su Lercio la cosa ha creato scompiglio, a partire dal design del celebre medaglione, ben diverso da quello a cui eravamo abituati (ma vah?).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34735" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_1.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_1.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_1-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Superati questi traumi, però, abbiamo finalmente potuto immergerci nell&#8217;opera di Netflix e restarne abbagliati. <strong>The</strong> <strong>Witcher</strong> è un ottimo prodotto, con meno effetti (e minor budget) di quelli che eravamo abituati a vedere in GOT, ma dentro tutto quello che serve per essere goduto a pieno.<br />
Gli episodi della prima stagione sono tratti (abbastanza fedelmente, seppur con ampie licenze) dai <a href="https://nerdando.com/2019/12/20/the-witcher-la-cronologia-dei-libri/">primi due libri di novelle</a>: <strong>Il guardiano degli innocenti</strong> e <strong>La spada del destino</strong>. Veniamo così a conoscenza delle origini non tanto dello strigo, ma di <strong>Yennefer</strong> di Valember e di <strong>Cirilla</strong>, giovane leonessa di Cintra.<br />
Gli eventi vengono narrati su ben tre linee temporali differenti che, dopo un primo smarrimento, risultano davvero facili da seguire e donano un ottimo ritmo alla narrazione.</p>
<h2>Gli attori</h2>
<p>Ma, ovviamente, non esiste witcher senza <strong>Geralt</strong>. Ho sempre considerato davvero di poco conto le doti recitative di <strong>Henry Cavill</strong>, ma mi sono dovuto ricredere immediatamente. Cavill è calato anima e corpo nel personaggio, anche al di fuori del set. Ha preso settimane di lezioni di spada, ha curato il fisico e girato per settimane con tre spade sempre a portata di mano per esercitarsi. Lo scopo: non avere controfigure nelle coreografie di combattimento (altro elemento chiave) e si vede.<br />
Nei fan non arriva mai il benché minimo dubbio che su schermo ci sia l&#8217;autentico Geralt, reso perfettamente in tutta la sua sozzura, cinismo e sarcasmo. E questo con buona pace di chi ironizza sulle &#8220;uniche&#8221; due battute del personaggio (&#8220;uhm&#8221; e &#8220;fuck&#8221;): la verità è che la fisicità dell&#8217;attore ha dato carta bianca agli autori di eliminare molti dei dialoghi scritti, perché diventati superflui.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34736" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Ottimi anche i comprimari, a partire dal pettegolo Ranuncolo che ha già regalato alla Rete un <strong>tormentone</strong> del quale non ci libereremo facilmente. Splendida Yennefer: meno &#8220;bella&#8221; di quanto forse avrebbe dovuto, ma decisamente autentica. Sebbene all&#8217;inizio non mi entusiasmasse, anche Ciri devo dire che trova il suo posto nell&#8217;economia globale della serie.</p>
<p>A convincermi meno, forse, gli elfi le cui orecchie posticce mi risultano poco convincenti, e un po&#8217; di delusione per Corallo, maga della quale mi sono innamorato leggendo <strong>La stagione delle tempeste</strong> e che nella serie appare molto meno affascinante di come descritta nel libro (oltre ad apparire davvero per un attimo).</p>
<h2>Effetti speciali</h2>
<p>Pochi ma efficaci. Siamo stati abituati a vedere cose roboanti e una saga fantasy come questa è ricca di incantesimi, mostri, e altre meraviglie. Ovvio che ci aspettavamo di vederle tutte su schermo e onestamente ho sentito un po&#8217; la mancanza dei segni di Geralt (se ho contato bene, usa solo il <strong>segno Aard</strong> due volte in tutta la stagione). Anche sugli incantesimi si è andati in parsimonia, ma delle creature non posso proprio lamentarmi.<br />
Certo mi aspettavo un drago d&#8217;oro possente e maestoso, ma gli altri mostri mi hanno davvero soddisfatto.</p>
<h2>La società</h2>
<p>Ma, sopra ogni altra cosa, la serie ha riportato in modo esemplare quello che rende <strong>The</strong> <strong>Witcher</strong> un fenomeno globale. Sì ci sono i maghi e le streghe, sì ci sono i mostri e l&#8217;eroe dannato che tanto piace. C&#8217;è sesso e c&#8217;è politica. Ma nella saga dello strigo c&#8217;è molto di più. Ci sono i drammi dell&#8217;esclusione e del razzismo. Della differenza tra le classi, della disperazione dei poveri e il menefreghismo dei ricchi.<br />
The Witcher rappresenta una dolorosa metafora non solo del tragico passato della Polonia (e se qualcuno ha letto &#8220;nazi&#8221; sono la parola Nilfgaard non ci è andato lontano), ma del drammatico presente di tutto il mondo intero. Dove ancora c&#8217;è chi divide le persone e il loro valore in base alla razza, dove si usano le armi e gli eserciti per imporre la pace. La propria, ovviamente.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34737" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_3.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/the-witcher_3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Geralt</h2>
<p><strong>Geralt</strong> è una figura che emerge sopra tutto questo: del tutto estraneo alle questioni umane e soprattutto a quelle politiche, finisce col restarne irrimediabilmente invischiato. Ogni volta. E più cerca di restarne fuori e più ne viene tirato dentro. Da questo o da quel re, o da qualche maga (che opera nell&#8217;ombra, come sempre). Tutti a sfruttare le sue capacità uniche per quella che considerano, alla fine, una pedina sacrificabile. O manipolabile a piacere.</p>
<p>Questo porta Geralt ad una profonda solitudine, in cui anche chi vuole a tutti costi essergli amico, finisce col venire allontanato per la troppa abitudine ad essere considerato un mostro, un rifiuto della società. E quando tutti pensano che tu lo sia, alla fine, finisce per convincertene anche tu.</p>
<p>Una creatura modificate per essere una macchia da guerra che stermina i mostri, e quindi priva di emozioni e sentimenti, che però finisce con l&#8217;innamorarsi contro tutte le logiche. E incapace a gestire questi (non)sentimenti, lo vediamo compiere scelte sempre più improbabili e discutibili, come chi sa perfettamente come staccare la testa ad un Leshen, ma non che si debbano portare fiori ad una dama, o indossare un farsetto a corte.</p>
<p>Sono queste grandi contraddizioni che rendono Geralt più umano degli altri, uomini elfi nani o streghe, e The Witcher quell&#8217;opera immane e meravigliosa che l&#8217;autore, <strong>Andrzej Sapkowski</strong>, ha regalato al mondo.</p>
<p>E ora sotto con la seconda stagione: ne vogliamo ancora e di più.</p>
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		<title>Levius &#8211; La via del Mechapugile</title>
		<link>https://nerdando.com/2020/01/29/levius-la-via-del-mechapugile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo "Fedro" Fedrizzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2020 13:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
		<category><![CDATA[RWBY]]></category>
		<category><![CDATA[Steampunk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Prima di vederne qualcuno, ho sempre diffidato dalle produzioni originali Netflix, soprattutto per quanto riguarda gli anime. Levius è stato il primo che ho avuto il coraggio di guardare, diciamo che non sono rimasto stupito, però sono rimasto soddisfatto. Certo, diciamocelo, non è un anime convenzionale, lo stile grafico è lo stesso di RWBY, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/Levius.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34721" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/Levius.jpg" alt="Levius" width="1000" height="599" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/Levius.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/Levius-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/Levius-768x460.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/Levius-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p>Prima di vederne qualcuno, ho sempre diffidato dalle <strong>produzioni originali Netflix</strong>, soprattutto per quanto riguarda gli anime.</p>
<p><strong>Levius</strong> è stato il primo che ho avuto il coraggio di guardare, diciamo che non sono rimasto stupito, però sono rimasto soddisfatto.</p>
<p>Certo, diciamocelo,<strong> non è un anime convenzionale</strong>, lo stile grafico è lo stesso di RWBY, una specie di grafica 3D molto &#8220;cartoon&#8221;, ma comunque piacevole.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Levius è un <strong>mechapugile</strong>, ossia un atleta che combatte tirando pugni, dotato di una protesi meccanica al posto del braccio destro.</p>
<p>Per manovrare le parti prostetiche si usa la forza del vapore, visto che ci troviamo in un contesto abbastanza <strong><em>SteamPunk</em></strong>, ma si tratta di un vapore davvero speciale.</p>
<p>Quello che nella serie chiamano ipervapore è <strong>il vapore creato dall&#8217;acqua di Agartha</strong>: quando viene a contatto con il sangue evapora istantaneamente e crea un vapore controllabile con la forza della mente.</p>
<p>Tramite questo specifico <strong>stratagemma</strong> è possibile per gli atleti controllare le loro parti meccaniche, anche se sono limitati da una quantità specifica di acqua di Agartha per match.</p>
<p><strong>Levius</strong> però è un prodigio, ha una capacità di controllo e potenza dell&#8217;ipervapore superiori alla norma, per questo sale di grado velocemente fino ad arrivare alla terza massima categoria: la G3.</p>
<p>Nella sua scalata però si dovrà confrontare con degli <strong>interessi di guerra</strong> che si sono accesi al di fuori della competizione e con sua madre, morente dopo un incidente di guerra.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/levius-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-34723" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/levius-2.jpg" alt="" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/levius-2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/levius-2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/levius-2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2020/01/levius-2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p><strong>Levius è un bell&#8217;anime</strong>: le animazioni sono curate, il <em>setting</em> è coerente, le colonne sonore catturano, il doppiaggio è molto ben fatto e la storia generale è intrigante.</p>
<p>Per questo sento che sia un anime <strong>veramente da guardare</strong>, nonostante i problemi che comunque sussistono, come in ogni cosa.</p>
<p>I due problemi più importanti sono: degli importanti buchi di trama e <strong>un finale decisamente scialbo</strong>, che risolve tutto e niente.</p>
<p>Spero vivamente che la<strong> seconda stagione</strong> arrivi presto, di modo che riescano a rispondere a tutte le domande che hanno lasciato in sospeso.</p>
<h2>Nerdandometro4/5</h2>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/apV1Sy9L-s4?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
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		<title>Dark Crystal: la resistenza, torna la magia di Jim Henson</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/08/30/dark-crystal-la-resistenza-torna-la-magia-di-jim-henson/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 12:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Brian Froud]]></category>
		<category><![CDATA[Dave Goelz]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Oz]]></category>
		<category><![CDATA[Jim Henson]]></category>
		<category><![CDATA[Labyrinth]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Leterrier]]></category>
		<category><![CDATA[Muppets]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo della serie Dark Crystal: la resistenza, il 2019 si riconferma l&#8217;anno del ritorno al fantasy più puro. Dopo mesi di anticipazioni e la presentazione a luglio al Comic-Con di San Diego, finalmente il 30 agosto avremo la possibilità di vedere i 10 episodi della nuovissima serie. Progetto Dark Crystal, tra i tantissimi lavori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31986" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/dark_crystal.jpg" alt="Dark Crystal: la resistenza" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/dark_crystal.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/dark_crystal-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/dark_crystal-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/08/dark_crystal-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Con l&#8217;arrivo della serie <strong>Dark Crystal: la resistenza</strong>, il 2019 si riconferma l&#8217;anno del ritorno al fantasy più puro. Dopo mesi di anticipazioni e la presentazione a luglio al Comic-Con di San Diego, finalmente il 30 agosto avremo la possibilità di vedere i 10 episodi della nuovissima serie.</p>
<h2>Progetto</h2>
<p><strong>Dark Crystal</strong>, tra i tantissimi lavori di <strong>Jim Henson</strong>, è quello che lo ha reso più orgoglioso e sicuramente quello più difficile da realizzare, trattandosi di un film in cui non compare alcun essere umano (e nel 1982 la digital animation non era certo quella attuale).</p>
<p>Come sarà facile immaginare, dietro alla realizzazione della serie Dark Crystal c&#8217;è una lunga storia: quando, nel 2012, il regista volle partecipare insieme a <strong>Jim Henson Company</strong> al progetto, era ancora conosciuto per film come <strong>Transformer</strong> o <strong>Scontro tra titani</strong> e ricevette molti rifiuti perché ritenuto non adatto.</p>
<p>Decise quindi di provare a proporre una serie che raccontasse come i personaggi arrivarono alla storia portata sul grande schermo nel 1982, utilizzando l&#8217;enorme quantitativo di materiale raccolto come note da Oz ed Henson. Solo nel 2017, una volta messo in piedi un esecutivo che credeva fortemente nel progetto, venne annunciata la realizzazione da parte di <strong>Netflix</strong> della serie originale.</p>
<p>Anche per quanto concerne la parte artistica del progetto, vennero coinvolti professionisti che già avevano lavorato al primo film, a partire da <strong>Brian Froud</strong>, chiamato a riprendere in mano i suoi meravigliosi schizzi dei personaggi e a conferire un impatto stilistico coerente ma ispirandosi anche a nuove fonti come <strong>Il Trono di Spade</strong> o <strong>L&#8217;ultimo dominatore dell&#8217;aria</strong>. Della realizzazione delle creature (avvenuta a Los Angeles nel <strong>Jim Henson&#8217;s Creature Shop</strong>) si occupò nuovamente <strong>Dave Goelz</strong> usufruendo delle nuove tecnologie in grado, ad esempio, di attivare da remoto le parti meccaniche dei burattini realizzati che un tempo si muovevano attraverso cavi poi cancellati digitalmente.</p>
<p>Tanto per dare un&#8217;idea del lavoro svolto, va considerato che sono stati creati <strong>20 personaggi principali e 90 secondari</strong>, ognuno dei quali attivati da due burattinai (mentre nel 1982 ne erano necessari quattro).</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La trama di <strong>Dark Crystal: La Resistenza</strong> è basata sui romanzi di J. M. Lee <em>Shadows of the Dark Crystal</em> e <em>Song of the Dark Crystal</em>. Ambientata molti anni prima dei fatti avvenuti nel film del 1982, la storia narra del pianeta Thra che sta morendo e del prezioso Cristallo della verità che sta perdendo il suo potere, perché contaminato dal male. Nella società matriarcale dei Gelfling, tre di queste graziose creature simili a folletti scoprono la causa del male e organizzano una vera propria rivolta contro gli Skeksis per la salvezza del proprio pianeta. La serie è diretta e prodotta dal francese <strong>Louis Leterrier</strong> (<strong>Now You See Me</strong>, <strong>I maghi del crimine</strong>, <strong>L&#8217;incredibile Hulk</strong>, quello con <strong>Ed Norton</strong>).</p>
<h2>Cast</h2>
<p>Ad arricchire l&#8217;altissimo livello qualitativo della produzione sia in termini di realizzazione creature, scenografie ed effetti visivi, per animare i protagonisti della serie sono state scelte voci di primo livello. E&#8217; davvero impressionante infatti il cast di attori chiamato a dare vita ai protagonisti: Maudra Fara è <strong>Lena Headey</strong> (Game of Thrones), il Generale è <strong>Benedict Wong</strong> (Avengers: Endgame), <strong>Sigourney Weaver</strong> è la voce di narrante di The Myth, <strong>Taron Egerton</strong> (Kingsman) è Rian, <strong>Anya Taylor-Joy</strong> (The Witch) da la voce a Brea, <strong>Nathalie Emmanuel</strong> (Game of Thrones) è Deet, <strong>Caitriona Balfe</strong> (Outlander) è Tavra, <strong>Helena Bonham Carter</strong> sarà All-Maudra, <strong>Natalie Dormer</strong> (Game of Thrones) come Onica, <strong>Shazad Latif</strong> (Star Trek: Discovery) è Kylan, <strong>Alicia Vikander</strong> (Tomb Raider) è Mira, <strong>Mark Hamill</strong> (Child’s Play, Star Wars) sarà Lo scienziato, senza dimenticare <strong>Jason Isaacs</strong> (The OA) e <strong>Simon Pegg</strong>.</p>
<h2>Autori</h2>
<p><strong>Jim Henson</strong> non è stato solo il papà dei Muppets o di Labyrinth. È stato un artista ed un artigiano, capace di studiare per anni l&#8217;arte dei burattinai in Europa e di ideare il primo pupazzo in grado di raggiungere movimenti ed espressioni talmente autonomi da diventare un ospite fisso in show come il <em>Saturday Night Live</em>. Influenzato sin dall&#8217;adolescenza da spettacoli di ventriloquio e realizzati con pupazzi, capì prestissimo cosa voleva fare nella vita. A 18 anni iniziò creando pupazzi per spettacoli televisivi rivolti ai bambini e, una volta ottenuto il diploma, seguì all&#8217;università corsi d&#8217;arte, di tessitura e di economia domestica, materia in cui si laureò nel 1960.</p>
<p>Prima dei <strong>Muppets</strong> arrivarono <strong>Sam and Friends</strong>, creati per un live-action show in cui compariva una primordiale versione di Kermit la Rana. In quel periodo iniziò il suo lavoro di rivoluzione nella realizzazione dei personaggi: l&#8217;utilizzo della gommapiuma al posto del legno per rendere maggiormente le espressioni, stecche per migliorare i movimenti delle braccia invece delle corde, un maggior dettaglio nel movimento della bocca perché fosse più in linea con la frase pronunciata. Parliamo degli anni &#8217;50 e prima di Henson nessuno avrebbe associato i burattini a qualcosa di diverso dall&#8217;intrattenimento per bambini. Tra i suoi meriti va anche quello di introdurre i Muppets in talk show come l&#8217;Ed Sullivan Show, trasmissioni rivolte a tutti.</p>
<p>Cominciò a lavorare con l&#8217;allora burattinaio <strong>Frank Oz</strong> nel 1963, nel momento in cui la moglie Jane decise di non seguirlo più come assistente per occuparsi dei loro cinque figli. Dalla collaborazione con Oz nacque un&#8217;amicizia durata 27 anni e una serie infinita di progetti.</p>
<p><strong>Frank Oz</strong> è adesso conosciuto per essere la voce e la storica animazione dietro al personaggio di <strong>Yoda</strong> ed il regista di tanti capolavori tra cui <strong>La piccola bottega degli orrori</strong>, <strong>In &amp; Out</strong>, <strong>Tutte le manie di Bob</strong> ed ovviamente <strong>I Muppets alla conquista di Broadway</strong>.</p>
<p>Con una sede a Los Angeles e due distaccamenti a New York e Londra, la <strong>Jim Henson Company</strong> si è occupata per più di 60 anni di <em>family entertainment</em> creando innovativi pupazzi, animatronic e producendo animazione digitale di altissimo livello per la televisione ed il cinema e guadagnandosi meritatamente più di <strong>50 Emmy Awards</strong> e nove Grammy Awards. L&#8217;altro progetto Netflix di cui attualmente si sta occupando è il Pinocchio diretto da <strong>Guillermo del Toro</strong>.</p>
<h2>Il film originale</h2>
<p>La pellicola originale del 1982 venne diretta insieme a <strong>Frank Oz</strong> e fu per <strong>Henson</strong> la svolta verso una modalità ancora più realistica nella realizzazione di creature animate. Un lavoro durato sette anni che è diventato un cult planetario tra gli appassionati di animazione. Alla realizzazione del film seguirono poi una lunga serie di prodotti: graphic novel, fumetti e merchandising da collezione che ne diffusero ancora di più la fama.</p>
<h2>Curiosità</h2>
<p>Ve lo ricordate il pacioso bambino che in Labyrinth viene rapito dal mefistofelico <em>Re dei Goblin</em> interpretato da <strong>David Bowie</strong>? I suoi genitori all&#8217;epoca lavoravano nel reparto <em>conceptual design</em> e costumi di Jim Henson, crescendolo in mezzo al mondo fantastico dei pupazzi di gommapiuma e rendendolo un appassionato. Toby Froud (questo il nome del bambino) è rimasto talmente legato a questa realtà da renderla un lavoro: è infatti il creatore di diverse creature tra cui troll e goblin presso lo studio Laika e si è occupato di produzioni quali <strong>ParaNorman</strong>, <strong>Boxtrolls</strong> e <strong>Kubo e la spada magica</strong>.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Se come me amate folletti, burattini, animazione ed i piani (fantasy) ben riusciti, non potete perdere la nuova serie Netflix Originals Dark Crystal: la resistenza, il prequel del film cult ideato dal creatore di <a href="https://nerdando.com/2018/06/27/nerdandoconsiglia-labyrinth-dal-film-al-libro/"><strong>Labyrinth</strong></a> ed i <strong>Muppets</strong>.</p>
<h2>Trailer</h2>
<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/Py7MJCqmNfI?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/08/30/dark-crystal-la-resistenza-torna-la-magia-di-jim-henson/">Dark Crystal: la resistenza, torna la magia di Jim Henson</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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		<title>Stranger Things &#8211; Analisi della terza stagione</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/08/01/stranger-things-analisi-della-terza-stagione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Aug 2019 12:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Ethan Hawke]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli Duffer]]></category>
		<category><![CDATA[Maya Hawke]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
		<category><![CDATA[Stranger Things]]></category>
		<category><![CDATA[Uma Thurman]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Difficile parlare di un fenomeno incredibile come quello di Stranger Things senza cadere nel banale o nelle osservazioni trite e ritrite. È però un dato di fatto che sia una delle serie più chiacchierate, più attese e meglio riuscite degli ultimi anni. Stranger Things è arrivata alla sua terza stagione e non mostra segni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31565" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3.jpg" alt="Stranger Things" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger_things_3-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Difficile parlare di un fenomeno incredibile come quello di <strong>Stranger Things</strong> senza cadere nel banale o nelle osservazioni trite e ritrite. È però un dato di fatto che sia una delle serie più chiacchierate, più attese e meglio riuscite degli ultimi anni.<br />
<a href="https://nerdando.com/2019/07/09/5-cose-che-forse-non-sapevi-su-stranger-things/">Stranger Things</a> è arrivata alla sua terza stagione e non mostra segni di stanchezza, anzi.<br />
Da una parte è merito della <strong>cultura pop anni &#8217;80</strong> che in quel decennio ha sfornato tanto di quel materiale di qualità che costruirci sopra è davvero gioco facile. Dall&#8217;altra però, c&#8217;è la raffinata alchimia con cui i fratelli Duffer hanno confezionato una girandola di emozioni che, per chi li ha vissuti, ha fatto rivivere davvero le sensazioni e le atmosfere di quei tempi.</p>
<p>Non si tratta di mero citazionismo, alla <a href="https://nerdando.com/2018/03/20/ready-player-one-insert-coin/">Ready Player One</a>, bello ed emozionante ma oggettivamente fine a se stesso. Se libro e film infatti sono una vetrina lucida di cultura pop anni &#8217;80, <strong>Stranger Things è una vera e propria immersione in quegli anni</strong>.<br />
A partire dalla sigla, che richiama i primi libri e le prime atmosfere kinghiane, fino alla quotidianità della vita di tutti i giorni.<br />
Insomma: un conto è guardare un bel quadro, un&#8217;opera d&#8217;arte. Un altro è quello di entrarci e viverlo sulla propria pelle.</p>
<p>Dopo una <a href="https://nerdando.com/2017/11/18/stranger-things-2-la-maturazione-di-un-fenomeno/">seconda stagione</a> che non mi aveva convinto al 100% (l&#8217;episodio di Undici-punk è da dimenticare) ma che aveva saputo emozionare ugualmente, <strong>avevo grandissime attese per questa terza</strong> e tantissima paura che iniziasse a mostrare segni di cedimento.<br />
Devo dire che non solo le attese sono state mantenute, ma ampiamente superate.</p>
<p><strong>Il merito</strong>, ancora una volta, <strong>è degli autori</strong> che hanno avuto il coraggio di uscire dalla <em>comfort zone</em>, ammiccare a nuove citazioni e stravolgere le dinamiche.<br />
Chi si ricorda del primo <strong>Steve</strong>? L&#8217;evoluzione di questo personaggio è un capolavoro di sceneggiatura, ed è dalla cura posta nei personaggi secondari (ma esistono personaggi davvero secondari in Stranger Things?) che si percepisce la levatura di questa opera.</p>
<p>Un plauso enorme va a <strong>Maya Hawke</strong>, aka Robin, figlia talentuosa di Ethan Hawke e Uma Thurman e che nel giro di una sola stagione è stata capace di fare breccia nel cuore dei/delle fan.<br />
Stesso dicasi di <strong>Sadie Sink</strong>, alias &#8220;Mad&#8221; Max Mayfield che vediamo maturare in un personaggio maggiormente sfaccettato e dalle complesse dinamiche intrecciate con l&#8217;insopportabile fratello Billy.</p>
<p>Ho apprezzato in modo particolare <strong>il nuovo Hopper</strong>, per quello che, a conti fatti, è il mio personaggio preferito. Vuoi per le dinamiche paterne che mi hanno rimescolato le budella (credo farò mia la lettera del finale per propinarla a tempo debito alle mie figlie), vuoi perché è davvero il più divertente della gang.</p>
<p>E a proposito di gang, non possiamo non parlare della &#8220;<strong>banda dei perdenti</strong>&#8220;, che per la prima volta deve affrontare nuove dinamiche atte a disintegrare dall&#8217;interno gli equilibri pre-adolescenziali. Se avete vissuto un&#8217;infanzia &#8220;normale&#8221; quel che avete visto su schermo vi avrà fatto suonare mille campanelli dal profondo della memoria. Le prime coppie, le prime incomprensioni, le dinamiche che mutano, con rapporti che si sciolgono e rifondono su equilibri nuovi, spesso fragili e tutti da scoprire.<br />
Ma soprattutto <strong>l&#8217;incredibile difficoltà del diventare grandi</strong>.</p>
<p>Ed è proprio qui che risiede, a mio avviso, la potenza visiva e narrativa di Stranger Things. Questa serie Netflix non fa sconti: <strong>è rivolta a tutti</strong>, adulti compresi, ma soprattutto ai ragazzi. E contrariamente a quanto accade negli ultimi anni, non si presenta come qualcosa di zuccheroso e farcito di forzati lieto fine: la vita è una cosa meravigliosa, ma sa fare anche davvero schifo, a volte. Sa essere crudele, fa male, ci mette alla prova anche se siamo poco più che bambini.<br />
È qualcosa con cui ognuno di noi ha fatto i conti, prima o poi, e che ci viene servito in tutta la sua cruda bellezza.</p>
<p>Resta poi <strong>la giostra di emozioni che ammiccano alle esperienze personali</strong>. Io gli ultimi scampoli della guerra fredda li ho vissuti veramente, e non vi dico il salto sulla sedia quando ho visto comparire la New Coke (un episodio di marketing che ho studiato all&#8217;università) o quando mi sono reso conto che il <em>villain</em> di turno altri non era altri che l&#8217;uomo in nero de <a href="https://nerdando.com/2018/08/09/nerdandoconsiglia-la-storia-fantastica/">La storia fantastica</a>.</p>
<p>Avrete notato che non ho speso parole esplicite per <strong>Undici</strong> (che sta lentamente prendendo nel mio cuore il posto che fu dell&#8217;Imperatrice Bambina), per Will il Dungeon Master, Mike il capellone innamorato, Lucas o Dustin (anche se ho in loop da due settimane la colonna sonora di Neverending Story). Questo proprio perché mi sono voluto concentrare sul concerto generato dall&#8217;opera <em>tout court</em> più che sui protagonisti. Ma se proprio devo spendere una parola, posso dire che questa banda si sta guadagnando il proprio posto nell&#8217;Olimpo delle gang adolescenziali, tra illustri antenati come quelle dei Goonies, di Stand by me e di IT.</p>
<p><strong>Tutta roba anni &#8217;80?</strong> Ovviamente sì. Per chi li ha vissuti la percezione è che all&#8217;epoca la vita fosse più facile, che il mondo fosse meno avvolto dai drammi e il futuro più luminoso.<br />
In realtà uscivamo dagli anni di piombo, Iran ed Iraq erano perennemente in guerra, vivevamo immersi nell&#8217;inquinamento industriale, Michail Gorbačëv stava per essere rapito e in Romania imperava ancora (per poco) il dittatore Nicolae Ceaușescu (uno che usava i bambini per farsi trasfusioni di sangue e sentirsi ringiovanito).</p>
<p>No: gli anni &#8217;80 non sono stati più facili o felici; quelli diversi eravamo noi e abbiamo saputo tirar fuori dalla società il meglio che potesse offrire.<br />
Questo ci ha regalato la <strong>valanga di cultura pop</strong> il cui revival è così di moda ultimamente: una cultura certamente imperfetta, ma ricca di emozioni e di sentimenti positivi.<br />
Gli anni &#8217;80 sono stati un <em>unicuum</em> nella cultura mondiale dal secondo dopoguerra in poi e certamente non torneranno più. Ma questo non ci vieta di riviverli, giusto?</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>La terza <strong>Stranger Things</strong> è la migliore di tutte e come gli anni &#8217;80, migliora invecchiando.</p>
<h2>Nerdandometro: 4,9/5</h2>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>5 cose che forse non sapevi su Stranger Things</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/07/09/5-cose-che-forse-non-sapevi-su-stranger-things/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniela "Gattiveria" Graziano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 12:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[Anni 80]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Netflix Originals]]></category>
		<category><![CDATA[Stranger Things]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>1985: le scuole sono finalmente finite e a Hawkins, Indiana, è stato appena aperto un nuovissimo centro commerciale in cui gli adolescenti si buttano affrontando nuove e vecchie dinamiche: amori, amicizia e la continua percezione che qualcosa stia cambiando. Benvenuti nel terzo capitolo di Stranger Things. Oltre all&#8217;imperdibile lettura della guida ufficiale, se siete pronti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31212" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger.jpg" alt="5 cose che forse non sapevi su Stranger Things" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/07/stranger-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><strong>1985</strong>: le scuole sono finalmente finite e a Hawkins, Indiana, è stato appena aperto un nuovissimo centro commerciale in cui gli adolescenti si buttano affrontando nuove e vecchie dinamiche: amori, amicizia e la continua percezione che qualcosa stia cambiando.<br />
Benvenuti nel terzo capitolo di <strong>Stranger Things</strong>.<br />
Oltre all&#8217;imperdibile lettura della <a href="https://nerdando.com/2019/06/11/stranger-things-la-guida-ufficiale/"><strong>guida ufficiale</strong></a>, se siete pronti per tornare nel 1985 e non possedete una DeLorean, ecco qualche curiosità per conoscere meglio la serie TV più attesa del momento.</p>
<h2>I set</h2>
<p><em>Ma dov&#8217;è Hawkins?</em><br />
Originariamente <strong>Hawkins</strong> avrebbe dovuto chiamarsi Montauk (sita nella realtà nello stato di New York sulla costa), ma dovendo rappresentare un luogo che rispecchiasse le caratteristiche tipiche delle cittadine anni&#8217;80, gli autori hanno preferito mettere insieme più ambienti diversi. L&#8217;inquietante cittadina in cui si svolge tutta la vicenda, infatti, fortunatamente in realtà nasce solo dalla fervida immaginazione dei fratelli Duffer ed è stata creata utilizzando differenti location situate nei pressi di Atlanta, Georgia, set di differenti serie TV tra cui <strong>The Walking Dead</strong> e <strong>The Vampire Diaries</strong>.</p>
<p>Dalle scene girate a scuola (High School Patrick Henry di Stockbridge) alle camminate sui binari nel bosco (Stone Mountain Park di Atlanta), dal laboratorio (ex ospedale psichiatrico oggi Campus universitario) alla cava abbandonata (The Quarry, sita appena fuori dalla città), dal cinema (Jackson) alla stazione di polizia (ex City Hall di Douglasville), tutto è stato scelto con cura per presentarci un&#8217; unica realtà credibile anche per chi quegli anni li ha davvero vissuti.</p>
<h2>I fan italiani</h2>
<p><em>I dati sugli spettatori</em><br />
A livello internazionale sappiamo che le due stagioni hanno registrato sulla piattaforma Netflix un <strong>gradimento pari al 94%</strong> e che secondo Nielsen gli spettatori americani che stanno seguendo la serie siano circa <strong>15,8 milioni</strong>. Da fonti ufficiali che tengono conto del numero di visualizzazioni, analisi delle ricerche su Google e Netflix risulta che l&#8217;Italia, dopo Usa e Gran Bretagna sia il Paese con il più alto numero di fan della serie TV al mondo, con un numero di utenti FB appassionati della serie di circa 170.000 unità.</p>
<h2>L&#8217;estetica anni &#8217;80</h2>
<p><em>Il giochino dei brand</em><br />
Alzi la mano chi guardando ST non ha detto almeno una volta &#8220;<em>Nooo. Che figo! Ti ricordi quando c&#8217;era&#8230;</em>&#8221; riferendosi ad un poster, un marchio, un oggetto, un tipo di panino, un gioco o un abito che ricorda benissimo come diffuso ovunque nel proprio recente passato.</p>
<p>Il gioco delle citazioni pervade Stranger Things a partire dai titoli iniziali volutamente ispirati all&#8217;opera di <strong>Richard Greenberg</strong>, il bravissimo designer autore dei titoli di <strong>Superman</strong>, <strong>Alien</strong>, <strong>I Goonies</strong> o <strong>The Dead Zone</strong>. E così prosegue scena dopo scena.</p>
<p>Fare un film o una serie TV con un richiamo storico molto vicino comporta chiaramente un livello di precisione molto più alto rispetto alla realizzazione di qualcosa in costume in quanto l&#8217;utente medio non percepisce se la parrucca era esattamente quella legata al &#8216;700 francese, ma sa dirti con certezza se le spalline e la lacca appartengono agli anni &#8217;80 o &#8217;90.<br />
Allo stesso tempo il richiamo nostalgico per una realtà così vicina è fortissimo per chi ha vissuto in quel periodo la propria adolescenza. Ecco quindi che si spiega perché ben <strong>75 grandi brand</strong> tra cui Polaroid, Coca Cola, Levi&#8217;s, Burger King, H&amp;M abbiano deciso di produrre per l&#8217;occasione prodotti in <em>limited edition</em> legati alla serie.</p>
<h2>Il cast</h2>
<p><em>Curiosità sugli interpreti</em><br />
Per scegliere i bravissimi protagonisti della serie sono stati provinati ben <strong>906 ragazzi e 307 ragazze</strong>, &#8220;costretti&#8221; dai due ideatori ad interpretare alcune scene tratte da <strong>Stand by Me &#8211; Ricordo di un&#8217;estate</strong>. Non è un mistero infatti che i fratelli Duffer siano grandi ammiratori dell&#8217;opera del grande Stephen King.<br />
Dopo aver effettuato la scelta dei giovani attori, i Duffer Brothers hanno fornito loro un prezioso supporto per affrontare le difficoltà: ad esempio quando nella prima stagione <strong>Millie Bobby Brown</strong> era abbastanza diffidente all&#8217;idea di doversi tagliare i capelli cortissimi per interpretare Undici, le hanno fatto vedere quanto fosse <em>cool</em> la meravigliosa Charlize Theron in <strong>Mad Max</strong>. O quando hanno sostenuto <strong>Gaten Matarazzo</strong> (interprete di Dustin) nel voler mettere in evidenza la propria disostosi cleidocranica, una malattia che riduce lo sviluppo delle ossa e che nel suo caso ha comportato la mancata crescita dei denti anteriori.</p>
<h2>Il gioco nella serie</h2>
<p><em>I ragazzini giocano</em><br />
Uno degli elementi che più ha appassionato i fan di ST è il fatto che i protagonisti si dilettino tra un demogorgone e l&#8217;altro giocando ad uno dei più iconici passatempi degli anni &#8217;80: <strong>Dungeons &amp; Dragons</strong>. Per chi è stato adolescente in quel periodo se si parla di palle di fuoco o di d20 da tirare sappiamo tutti quale sia l&#8217;argomento e ricordiamo bene i pomeriggi o le serate a casa di qualcuno con in mano la scheda del proprio personaggio in cui trasferire le proprie ambizioni o convertire la propria timidezza. Hasbro ha colto l&#8217;occasione per produrre una scatola D&amp;D contenente l&#8217;avventura in versione <em>one shot</em> giocata dai protagonisti. Disponibile per l&#8217;acquisto in Italia dal 25 luglio prossimo.</p>
<p>I giovani attori della serie pare invece preferiscano passare il tempo libero insieme su un gruppo di Whatsapp chiamato <strong>Stranger Texts</strong> e giocare a Monopoly tra un ciak e l&#8217;altro. Sempre rimanendo in tema di gioco pare che il Demogorgone (interpretato dall&#8217;attore Mark Steger, che per ogni ripresa deve entrare in uno speciale costume per rappresentare la creatura) possa diventare un nuovo personaggio in Fortnite&#8230;<br />
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<h2>Trailer</h2>
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