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	<title>Nero - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Devil May Cry 5 &#8211; Meglio tardi che mai, accidenti a me!</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/03/19/devil-may-cry-5-meglio-tardi-che-mai-accidenti-a-me/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2019 13:00:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-5.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-5-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Devil May Cry 5" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-5-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-5-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-5-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-5.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Ho sempre visto da lontano la serie Devil May Cry perché mi fu consigliato da un collega dell&#8217;università che non sopportavo e l&#8217;ho sempre associata a lui. Quanto mi sbagliavo! Vorrei tornare indietro nel tempo e prendere a schiaffi il giovane me. Recensione Cercherò, come sempre, di darvi un accenno della trama evitando i noiosi [&#8230;]</p>
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<p>Ho sempre visto da lontano la serie <strong>Devil May Cry</strong> perché mi fu consigliato da un collega dell&#8217;università che non sopportavo e l&#8217;ho sempre associata a lui.</p>
<p>Quanto mi sbagliavo! Vorrei tornare indietro nel tempo e <strong>prendere a schiaffi</strong> il giovane me.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Cercherò, come sempre, di darvi un accenno della trama evitando i <strong>noiosi spoiler</strong>: Devil May Cry 5 si svolge qualche anno dopo il quarto capitolo e vede inizialmente <strong>Nero</strong>, coadiuvato dalla geniale <strong>Nico</strong>, impegnarsi nella ricerca di <strong>Dante</strong> e nell&#8217;evitare che <strong>Qliphoth</strong> &#8211; un albero gigante apparso su <strong>Red Grave City</strong> che si nutre del sangue degli umani &#8211; faccia registrare più perdite del dovuto. Il noto cacciatore di demoni era stato ingaggiato qualche tempo prima da <strong>V</strong> proprio per impedire alla terribile pianta di diventare un problema insormontabile.</p>
<p>Con queste premesse e, soprattutto, dopo aver letto alcune linee di dialogo dei protagonisti, mi sono <strong>immediatamente innamorato</strong> di questo titolo, imprecando contro la mia stupidità ed il mio aver perso tutto questo tempo per prendere contatto con la saga.</p>
<h2>Gameplay</h2>
<p><strong>Devil May Cry 5</strong> è un <strong>stylish action</strong> diverso da quelli che ho incontrato fino ad ora, poiché si avvicina parecchio a un <strong>picchiaduro</strong>: mentre prendevo possesso dei tre protagonisti (Nero, V e Dante), mi sono da subito accorto che non dovevo semplicemente pigiare il tasto per colpire e scappare dagli avversari.</p>
<p><strong>Il sistema di combattimento</strong> è realizzato ottimamente ed è basato su una serie di combo &#8211; che vanno da D a SSS, in base al numero di colpi concatenati &#8211; da realizzare per massimizzare il danno e differisce in base al personaggio che si interpreta: <strong>Dante</strong> utilizza varie armi a distanza e altrettante corpo a corpo, cambiabili premendo semplicemente i grilletti posteriori del pad, <strong>Nero</strong> è in possesso dei <strong>Devil Breaker</strong>, delle braccia meccaniche con poteri differenti mentre il più interessante e <strong>V</strong> che, rimanendo a distanza dall&#8217;azione, può evocare <strong>Griffon</strong>, <strong>Shadow</strong> e <strong>Nightmare</strong>, una sorta di &#8220;famigli&#8221; che, con i loro tre diversi stili di combattimento, possono essere utilizzati in base alle necessità.<br />
L&#8217;unica nota stonata che ho trovato, ma si tratta di un problema personale, è dovuta alla <strong>schivata</strong> che va effettuata tenendo contemporaneamente premuto il tasto per tenere agganciato il nemico (R1 per PlayStation 4 e RB su Xbox One) e quello per saltare che mi ha causato un po&#8217; di fastidio al palmo della mano.</p>
<p>All&#8217;inizio dell&#8217;avventura di <strong>Devil May Cry 5</strong> è possibile scegliere <strong>due difficoltà</strong> e ne vengono aggiunte altre al termine di ogni run completata con successo. <strong>Le venti missioni</strong>, epiche ma piuttosto lineari a livello di storytelling, scorrono via rapidamente e, per terminare il gioco a livello normale, occorrono circa <strong>una dozzina di ore</strong> che volano letteralmente.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29616" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-52.jpg" alt="Devil May Cry 5" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-52.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-52-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-52-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-52-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Il personaggio progredisce <strong>acquisendo nuove skill e oggetti</strong> da acquistare con delle <strong>Gemme Rosse</strong> che vengono raccolte dopo aver ucciso dei nemici e in base alla valutazione finali delle missioni; e, a proposito di missioni, oltre alle venti base, ce ne sono alcune nascoste da completare per riuscire a finire il gioco al 100%.</p>
<p>Per concludere, è presente un <strong>multiplayer</strong> piuttosto atipico: nel corso delle avventure, si vedranno in lontananza un altro giocatore destreggiarsi con un personaggio diverso dal nostro e potremo assegnargli, se la performance è di nostro gradimento, il grado di stiloso e conferirgli del bonus.</p>
<h2>Comparto Tecnico</h2>
<p>In un gioco come Devil May Cry 5, quello che voglio principalmente è un <strong>gameplay fluido</strong>, che abbia un frame rate stabile e che rendesse bello da vedere ciò che c&#8217;è a schermo: il RE Engine ha svolto, in questo senso, un lavoro eccellente.</p>
<p>I personaggi e i nemici sono <strong>ottimamente realizzati</strong> e gli ambienti ispirati, in alcuni casi le realizzazioni sono davvero angoscianti e spaventosi e hanno favorito fortemente l&#8217;immedesimazione.</p>
<p>L&#8217;unico appunto che ho da muovere e che, ogni tanto, la presenza di troppi elementi a schermo rende le battaglie <strong>piuttosto confusionarie</strong>, ma basta allontanarsi un attimo dal punto caldo dello scontro per riprendere immediatamente il controllo; non ho registrato perdita di frame neanche in questi momenti, segno della solidità del motore grafico.</p>
<p>La <strong>colonna sonora</strong> è da <strong>applausi</strong> ed è meraviglioso il modo in cui &#8220;pompa&#8221; nelle fasi concitate in cui molti colpi vengono messi a segno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-29615" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-51.jpg" alt="Devil May Cry 5" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-51.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-51-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-51-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/03/devil-may-cry-51-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>In conclusione</h2>
<p><strong>Devil May Cry</strong> 5 è un titolo divertente e ottimamente realizzato, adatto anche a chi non ha mai giocato la serie. Capcom è tornata ad altissimi livelli e con Resident Evil 2, Monster Hunter: World e l&#8217;ultimo capitolo di DMC ha dimostrato che è possibile sfornare prodotti encomiabili uno dopo l&#8217;altro.</p>
<p>Anche se la storia non è nulla di estremamente originale, si inserisce coerentemente nel filone della serie, con epicita e un paio di plot twist niente male e dei personaggi caratterizzati splendidamente. Ovviamente, il piatto forte di Devil May Cry 5 e da trovarsi nella <strong>modalità di gioco</strong> che sembra sempre più vicina a quello di un picchiaduro e al motore grafico solido che, anche sotto sforzo, fa il suo dovere risultando sempre fluido.</p>
<p>Ultimamente ho avuto la fortuna di provare molti videogames eccellenti e <strong>DMC 5 è sicuramente tra questi</strong>.</p>
<p>Il gioco è disponibile per <strong>PC</strong>, <strong>Playstation 4</strong> e <strong>Xbox One</strong> e per la recensione abbiamo utilizzato la versione deluxe per la console di casa Microsoft. Ringrazio <strong>Halifax</strong> per la copia.</p>
<p>Potrete trovare il gameplay completo della prima run sul nostro <strong>canale Twitch</strong> <a href="https://www.twitch.tv/nerdando">a questo link</a>.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Devil May Cry 5</strong> è uno stylish action che apporta importanti miglioramenti al genere e che è talmente caciarone da risultare appassionante e divertente.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.5]</h2>
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<h2>Trailer</h2>
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		<title>ENKI &#8211; Il discepolo di Saw</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/08/05/enki-il-discepolo-di-saw/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 12:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Correva l’anno 2004 e James Wan stupiva il pubblico con il suo Saw &#8211; L’enigmista: due persone si svegliano all’interno di una stanza chiusa dall&#8217;esterno, con un uomo che giace a pochi metri da loro, riverso in una pozza di sangue. Sono molteplici, a questo punto, le domande che si pone lo spettatore: come mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/9pdbaLXVdzEd1etMCz1O4UMrz6mzk3fi701lki8OxvM=w1024-h529-no" alt="Occhio ad ENKI" width="1024" height="529" /><p class="wp-caption-text">Occhio ad ENKI</p></div>
<p>Correva l’anno 2004 e James Wan stupiva il pubblico con il suo <a href="http://www.imdb.com/title/tt0387564/" target="_blank">Saw &#8211; L’enigmista</a>: due persone si svegliano all’interno di una stanza chiusa dall&#8217;esterno, con un uomo che giace a pochi metri da loro, riverso in una pozza di sangue. Sono molteplici, a questo punto, le domande che si pone lo spettatore: come mai si trovano lì? Chi sono? Riusciranno ad uscire?</p>
<p>ENKI, videogame sviluppato dai ragazzi di Storm in a Teacup (quelli di <a href="https://nerdando.com/nero-un-gioco-di-luci/" target="_blank">NERO</a>, per intenderci) per Xbox One e PC (distribuito tramite <a href="http://store.steampowered.com/app/377470/" target="_blank">Steam</a>), mira a farci vivere quelle stesse emozioni: il gioco inizia con il nostro protagonista che si trova chiuso all’interno di una stanza che ha, come unica uscita, una botola posta sul soffitto e &#8211; apparentemente &#8211; irraggiungibile; intorno a lui ci sono pochi elementi: una scatola di cibo, una bottiglia d’acqua ed uno scheletro, la luce scarseggia e, nell’angolo in alto a destra, un countdown inizia a scorrere, partendo da 30 minuti. Capisco subito che è il tempo che rimane per cercare di scappare da quella trappola.</p>
<p>La modalità di gioco è molto lineare: vengo posto di fronte ad una serie di enigmi (che ho trovato risolvibili ma che mi hanno costretto ad iniziare il gioco tre volte) e ad alcune scene realizzate ad hoc per causare un salto &#8211; con conseguente imprecazione &#8211; sulla sedia, mentre esploro le varie stanze alla ricerca di indizi (completamente localizzati in italiano) che mi facciano capire perché sono lì e chi mi ha imprigionato; i comandi sono piuttosto semplici, in quanto le interazioni con l&#8217;ambiente sono ridotte a &#8220;<em>raccogli l&#8217;oggetto</em>&#8221; e &#8220;<em>usa l&#8217;oggetto</em>&#8220;.<br />
È chiaro che, dopo aver visto NERO, mi aspettavo qualcosina di più, ma ENKI appare essere un esercizio di stile verso nuove (e più accattivanti) creazioni: per completezza, aggiungo che la grafica è sicuramente accettabile mentre il sonoro avrebbe bisogno di più varietà in quanto, non essendoci musica, gli spaventosi suoni di contorno potrebbero essere più numerosi mentre invece si ripetono frequentemente.<br />
Certo, qualcuno potrebbe lamentarsi del prezzo (9,99 €) relazionandolo alla longevità piuttosto bassa, ma va apprezzato lo sforzo degli sviluppatori che hanno reso il titolo rigiocabile, in quanto la posizione dei vari oggetti e gli enigmi cambiano, in maniera casuale, ad ogni nuova partita, i finali possibili sono sei e gli obiettivi richiedono almeno 3-4 ore per essere completati; ricordo infine che in molti hanno acquistato <em>Metal Gear Solid V: Ground Zeroes</em> a quasi quaranta euro, lamentarsi per una produzione come ENKI mi appare, dunque, fuori luogo.</p>
<p>Ho trovato l’esperienza di gioco estremamente godibile ma breve: una volta aperta l&#8217;ultima porta, mi sono sentito da una parte appagato per essere riuscito a scappare, dall&#8217;altra un po’ deluso perché ne volevo ancora; mi sento di consigliare il titolo ai fan degli horror ed in particolare di Saw ed a chi apprezza il fenomeno delle Escape Room (di cui ha parlato Zeno2k <a href="https://nerdando.com/get-me-out-lescape-room-horror-di-milano/" target="_blank">in questo articolo</a>).<br />
<em><br />
Ringrazio Alberto Belli, co-fondatore di Storm in a Teacup, per avermi dato modo di provare ENKI. </em></p>
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		<title>Nero &#8211; Un gioco di luci</title>
		<link>https://nerdando.com/2015/07/22/nero-un-gioco-di-luci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 12:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div>
<p>Devo essere sincero: ero molto ansioso di mettere le mie manone su Nero e poterlo provare, dato che averne seguito lo sviluppo tramite le news pubblicate da Storm in a Teacup mi aveva suscitato un&#8217;enorme curiosità e interesse. D’altronde non capita così spesso di vedere delle realtà italiane affacciarsi nel mondo dell’intrattenimento videoludico passando dalla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="" type="" /><div></div><div style="width: 836px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="" src="https://lh3.googleusercontent.com/-f6cl-sKneNs/VXiepXjTjoI/AAAAAAAAAj8/j-98CkrWHLY/w1516-h853-no/Nero.png" alt="" width="826" height="465" /><p class="wp-caption-text">Uno scorcio suggestivo del mondo di Nero</p></div>
<p>Devo essere sincero: ero molto ansioso di mettere le mie manone su Nero e poterlo provare, dato che averne seguito lo sviluppo tramite le news pubblicate da Storm in a Teacup mi aveva suscitato un&#8217;enorme curiosità e interesse. D’altronde non capita così spesso di vedere delle realtà italiane affacciarsi nel mondo dell’intrattenimento videoludico passando dalla porta principale, nel nostro caso dal Marketplace Microsoft dedicato alla Xbox One.</p>
<p>C’è una doverosa premessa da fare. Nero non è un gioco per tutti anzi, sbilanciandosi al contrario, si potrebbe addirittura dire che è un gioco per pochi, trattandosi di un genere davvero molto particolare. Tutta la parte di gameplay è molto semplice ed essenziale, studiata per focalizzare l’attenzione del giocatore sull’esperienza che sta vivendo, sulla trama e sulle proprie emozioni. Il personaggio si muove lentamente e molto spesso ci si sente invitati, o semplicemente invogliati, a guardarci intorno per ammirare i panorami mozzafiato da attraversare durante tutta la partita. Gli stessi puzzle che si incontrano lungo la via servono per interagire con l’ambiente circostante e aumentare quella sensazione di immedesimazione col protagonista, atta a farci godere in pieno di tutta la parte emozionale del gioco. Ciò che rende davvero unico Nero nel suo genere è l’impatto visivo che ha sul giocatore. Per la maggior parte del tempo ci si troverà ad attraversare in notturna degli ambienti già bui per loro natura, eppure ciò che sorprende è il contrasto con l’enorme presenza di piante e creature bioluminescenti che abitano il mondo, trasformando degli ambienti scuri e privi di vita in un vero e proprio tripudio di luci naturali. Sono ancora le luci a guidare il giocatore lungo il sentiero che lo condurrà alla fine del suo viaggio, raccontando la trama con delle frasi letteralmente appese ai paesaggi che vengono di volta in volta attraversati, utilizzando due colori di base, che sono comuni anche alla coppia di protagonisti e a tutti gli enigmi del gioco. A tutto ciò vanno aggiunte le sequenze filmate, davvero di ottima fattura, ed una voce narrante coinvolgente, ma mai invadente, doppiata anch’essa con grande perizia. Nulla viene lasciato al caso nel racconto vissuto lungo il percorso che ci porta dall’inizio alla fine di questa esperienza, ogni singolo elemento mira, con successo, a far sentire il giocatore parte integrante della storia ed a fargli vivere le emozioni create dall&#8217;ideatore della trama.</p>
<p>Certo non mancano anche i difetti, soprattutto qualche leggera sbavatura tecnica nei momenti in cui ci sono tante piccole bioluminescenze contemporaneamente sullo schermo, che fanno un po’ cilecca quando contrastano molto con lo sfondo scuro. Anche il menu di pausa non è completamente all’altezza dell’elevata qualità grafica del gioco, risultando una sorta di elemento estraneo, staccato e sovrapposto alla schermata del giocatore. Si tratta ovviamente di pecche minori che non inficiano il gameplay e l’esperienza di gioco (e, in qualche modo, anche perdonabili vista la fascia di prezzo medio-bassa in cui si colloca) che scorre fluida per tutta la durata dell’avventura.</p>
<p>Nero è un viaggio di redenzione attraverso l’ampio spettro delle emozioni umane, che va vissuto, gustato con calma proprio perché è uno di quei giochi in grado di entrarti sotto pelle e rimanerti nel cuore a lungo. Bisogna essere amanti del genere per apprezzarlo al meglio e non lo consiglierei certamente a chi vive di Call of Duty o action game frenetici, ma sono altrettanto certo che si tratta di un titolo solido, in grado di regalare soddisfazioni a chi, come me, abbia deciso di lasciarsi trasportare nel suo mondo di luci.</p>
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