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	<title>MOTU - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Masters Of The Universe &#8211; Il cuore, del cuore, del cuore&#8230;</title>
		<link>https://nerdando.com/2026/06/04/masters-of-the-universe-il-cuore-del-cuore-del-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 07:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fidati, per ora, capirai dopo. Recensione Grazie a Sony che ci ha invitato all&#8217;anteprima, ho potuto fare un salto indietro di 40 anni e rispolverare un po&#8217; di emozioni che il me bambino degli anni &#8217;80 maneggiava con disinvolta imperizia, e che il me cinquantenne di oggi credeva relegati a un cassetto polveroso sommerso di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-65158 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_1.jpg" alt="Masters of the Universe" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_1.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_1-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_1-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_1-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Fidati, per ora, capirai dopo.</p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Grazie a <strong>Sony</strong> che ci ha invitato all&#8217;anteprima, ho potuto fare un salto indietro di 40 anni e rispolverare un po&#8217; di emozioni che il me bambino degli anni &#8217;80 maneggiava con disinvolta imperizia, e che il me cinquantenne di oggi credeva relegati a un cassetto polveroso sommerso di faldoni dedicati a lavoro, genitorialità, impegni seri, e cinismo galoppante.<br />
In poche parole, mi sono goduto il live action di <em><strong>Masters Of The Universe</strong></em>, per la regia di <strong>Travis Knight</strong> (<em>Kubo e la spada magica</em>, <em>Bumblebee</em>) e prodotto da Amazon MGM (dopo una travagliata incubazione durata anni).<br />
Avevo grandi, grandissime aspettative. Ecco com&#8217;è andata.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>Tieniti forte perché la storia che andrai a vedere <strong>è la cosa più originale a cui ti sarà mai capitato di assistere in tutta la tue vita</strong>. A patto, naturalmente, che tu non abbia visto nessun action movie negli ultimi trenta, forse trentacinque anni.<br />
<strong>Adam</strong> è il giovane principe di Eternia; a seguito dell&#8217;attacco del demone <strong>Skeletor</strong>, intenzionato a conquistare il potere magico di <strong>Grayskull</strong>, Adam viene separato dai suoi genitori e dalla spada del potere. Tornerà a casa solo quindici anni dopo, trovando la sua terra devastata e iniziando una lenta riconquista con l&#8217;aiuto dei campioni di Eternia.</p>
<p><strong>Che dici? Sembra banale?</strong><br />
Per chi non lo sapesse <em>MOTU</em> nasce non come un fumetto, film o cartone animale, ma come <strong>linea di giochi</strong> della Mattel (quando ancora non si chiamavano action figure). I Masters (come li chiamavamo tra noi giovani bimbetti felici) seppero coniugare in modo alchemico fantascienza e fantasy, strizzando l&#8217;occhio tanto a <strong><em>Conan il barbaro</em></strong> (ci fu anche una causa in merito) quanto a <strong><em>Guerre Stellari</em></strong>. Per ulteriori dettagli vi lascio il link al bell&#8217;articolo di approfondimento <a href="https://nerdando.com/2021/07/26/masters-of-the-universe-revelation-la-recensione-senza-spoiler/">che trovate qui</a>.</p>
<p>Fatto è che il cartone animato (<em><strong>He-Man e i dominatori dell&#8217;universo</strong></em>) che fungerà da spina dorsale della mia infanzia (giochiamo ai Masters?) sarebbe arrivato solo dopo e con la precisa intenzione di spingere i giocattoli. Operazione che, nonostante la bruttezza delle animazioni, <strong>funzionò alla grande</strong>: la <em>lore</em> era incredibile, i personaggi epici, spassosi, terrorizzanti, saggi e tutto quel che serviva in un mix che rese la linea Mattel <strong>la più venduta al mondo</strong> (anche più delle Barbie).</p>
<p>La fortuna dei Masters sarebbe poi finita meno di un decennio dopo, spazzata via da altri franchise di successo come i <strong><em>Transformers</em></strong> (a cui ho contribuito anche io), i <strong><em>G.I. Joe</em></strong> e le <strong><em>Tartarughe Ninja</em></strong>.<br />
A poco valsero i molti tentativi di rilanciare il franchise e del primo tentativo live action, con <strong>Dolph Lundgren</strong> e <strong>Frank Langella</strong>, restano più i meme che la memoria.</p>
<p>Ma torniamo al <strong>film di oggi</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-65154 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_5.jpg" alt="Masters of the Universe" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_5.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_5-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_5-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_5-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2>Cast</h2>
<p>Ricco di facce note e stranote: a <strong>Nicholas Galitzine</strong> (<em>Pecore Sotto Copertura</em>, <em>Purple Hearts</em>, <em>Cenerentola</em>) è affidato il ruolo dell&#8217;uomo più potente dell&#8217;universo, Adam/He-Man; accanto a lui una splendida <strong>Camila Mendes</strong> (<a href="https://nerdando.com/2018/09/01/riverdale-il-twin-peaks-in-chiave-teen-dei-nostri-tempi/"><em>Riverdale</em></a>), <strong>Idris Elba</strong> (<a href="https://nerdando.com/2018/07/15/luther-il-volto-tormentato-delle-serie-crime/"><em>Luther</em></a>, la saga di Thor) e <strong>Jared Leto</strong> (<em>Dallas Buyers Club</em>). Nel cast anche <strong>Alison Brie</strong> (<em>Together</em>), <strong>Morena Baccarin</strong> (la saga di <em>Deadpool</em>), <strong>James Purefoy</strong> (<em>Rome</em>) e <strong>Charlotte Riley</strong> (<a href="https://nerdando.com/2017/12/14/nerdandoconsiglia-peaky-blinders/"><em>Peaky Blinders</em></a>).<br />
Probabilmente noterete, sotto 4 ore di trucco prostetico, anche un colosso di demone, o forse sarebbe meglio dire: una Montagna.</p>
<p>Partiamo subito da Lui-Uomo: confesso di aver stimato molto il coraggio di dare volto e fattezze a un mito inarrivabile. Nicholas Galitzine, a mio avviso, è tanto un ottimo Adam quanto uno splendido He-Man, l&#8217;eroe <strong>muscolosissimo e praticamente invincibile</strong> che mette al primo posto il dialogo, l&#8217;emozione, l&#8217;empatia (una delle ricette vincenti del personaggio). Qui lo accompagniamo nel suo percorso per diventare chi è destinato a essere, con un&#8217;evoluzione originalissima (vedi nota inizio articolo) e affascinante.</p>
<p>Il mio pupazzo preferito era <strong>Duncan/Man-At-Arms</strong>, forse perché assomigliava a mio padre, con quei baffoni imperiosi. Indovinate un po&#8217;: qui è nero e interpretato da Idris Elba. Dopotutto, ho pensato, se abbiamo avuto un dio nordico nero, perché no? In effetti qui assistiamo forse alla fusione (non so quanto intenzionale) con un altro personaggio, l&#8217;unico nero della linea, Clamp Champ. L&#8217;interpretazione di <strong>Idris Elba</strong> è eccellente, da grande attore qual è, e dà a quella che poteva essere una macchietta, tutto lo spessore che merita. Azzeccato e ben scritto.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-65157 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_2.jpg" alt="Masters of the universe" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_2.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_2-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_2-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_2-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Nel ruolo del <strong>Lord of Destruction</strong>, Skeletor, troviamo <strong>Jared Leto</strong>, fresco fresco di nomination ai <em>razzie awards</em> per l&#8217;imbarazzante prova data di sé in <a href="https://nerdando.com/2025/10/08/tron-ares-cosi-non-ci-siamo/"><em>Tron: Ares</em></a>. Su di lui non mi esprimo, avendo visto la versione doppiata in italiano.</p>
<h2>Commento finale</h2>
<p>Mettiti comodo, ci vorrà un po&#8217;.<br />
Partiamo dalla battuta iniziale: originale? No, per nulla: e non doveva esserlo. Se mi fai un film dedicato a un&#8217;icona degli anni &#8217;80, mi aspetto e pretendo che omaggi in tutto e per tutto la mia memoria di bambino. Così è stato, e <strong>lo è stato in modo intelligente</strong>.</p>
<p>La sceneggiatura non finge di essere qualcosa che non è. Il regista gioca con chi ha 40 e 50 anni oggi, scardinando col piede di porco il <strong>lucchetto della valigia dei ricordi</strong> e buttandola tutta sul tavolo. Ci sono decine e decine di citazioni, riferimenti, ammiccamenti vari. Ed è perfetto.<br />
Una delle cose con cui abbiamo avuto più difficoltà a scendere a patti era la follia dei nomi dei personaggi: Fisto, Trap Jaw, Ram Man, Evil-Lyn, Mekaneck, Tri-Klops e molti altri, tra cui in primis proprio lui. <strong>He-Man</strong>. A chi diavolo è mai venuto in mente di scegliere un nome così cretino per un eroe fanta-sy/scientifico? La risposta, in realtà, è Roger Sweet (game designer Mattel) che scelse una locuzione che doveva far passare il concetto di maschio più maschione di tutti.</p>
<p>Ebbene: nel film di oggi <strong>quei nomi</strong> non vengono nascosti o edulcorati. <strong>Fanno ridere, e si sa</strong>. Quindi vengono giustamente sbeffeggiati. Così come l&#8217;idea dell&#8217;identità segreta (siamo un po&#8217; troppo in là per credere ancora che basti mettere degli occhiali o una calzamaglia di flanella rossa per non essere riconosciuti) a cui è dedicato uno dei momenti più ironici della pellicola.<br />
Insomma. Non nascondiamoci dietro un dito, i bambini degli anni &#8217;80 erano dei bei polli, ma sono cresciuti e non si può insultare la loro intelligenza. Il film non lo fa, anzi: la omaggia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-65156 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_3.jpg" alt="Masters of the Universe" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_3.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_3-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_3-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_3-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>E ridicoli e<strong> sopra le righe</strong> sono anche le ambientazioni, i costumi, le pettinature, la spada. E tutto torna, qui, e torna alla perfezione. Grayskull, <strong>perfetta</strong>. La maga, perfetta. Eternia, perfetta.</p>
<p>A coronare il sogno c&#8217;è <strong>una colonna sonora incredibile</strong>, azzeccata, a sua volta ironica e faceta eppure esaltante.<br />
La trasformazione di He-Man, momento delicatissimo, mi ha fatto venire i brividi sul collo.<br />
<strong>Skeletor è stato reso in modo magistrale</strong>: un terribile teschio animato, non un burattino mosso da fili invisibili.</p>
<p>E qui mi fermo, <strong>ogni parola in più sarebbe di troppo</strong>.<br />
Vai a vederlo e fermati fino dopo i titoli di coda. Mi ringrazierai.</p>
<p>Che posso dirti, quindi, per chiudere? <em><strong>Masters Of The Universe</strong></em> mi ha emozionato, divertito, commosso e soprattutto non mi ha fatto guardare neanche una volta l&#8217;orologio per tutta la sua durata. Mi ha, insomma, completamente intrattenuto. <strong>Cosa chiedere di più?</strong><br />
Il mio film dell&#8217;anno? Probabile. Un film per tutti? Improbabile: sicuramente lo è per chi ha vissuto quei mitici anni d&#8217;oro. Lo testerò anche con le mie figlie, ma non nutro grandi speranze.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-65155 size-full" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_4.jpg" alt="Masters of the Universe" width="1280" height="720" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_4.jpg 1280w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_4-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_4-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2026/06/motu_4-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Pensavi che gli anni &#8217;80 avessero finito le cose da dire? <strong>Ti sbagliavi</strong>.</p>
<p><em>Vuoi chiacchierare e giocare con noi? Vienici a trovare sul nostro <strong><a href="https://nerdando.com/discord">Server Discord</a></strong> e sul nostro <strong><a href="https://t.me/nerdandocom">Gruppo Telegram</a></strong>.</em></p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><em><strong>Masters Of The Universe</strong></em> è il nuovo live action dedicato agli eroi di Eternia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41564" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/zeno2k_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></p>
<h2>Trailer</h2>
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		<title>Masters of the Universe: Revelation &#8211; La recensione senza spoiler</title>
		<link>https://nerdando.com/2021/07/26/masters-of-the-universe-revelation-la-recensione-senza-spoiler/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo "drpbrock" Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 12:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione Sono state finalmente pubblicate su Netflix le prime cinque puntate di Master of the Universe &#8211; Revelation e le ho guardate insieme a mio figlio in un paio di ore. Perché sì, sono parte di quella generazione cresciuta con i cartoni americani degli anni ‘80 e “He-Man e i Dominatori dell’Universo” era uno dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-42076" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header.jpg" alt="MOTU Rev - Header" width="960" height="500" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header.jpg 960w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header-300x156.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/07/Masters-of-the-Universe-Revelation-Poster-Header-768x400.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<h2>Recensione</h2>
<p>Sono state finalmente pubblicate su Netflix le prime cinque puntate di Master of the Universe &#8211; Revelation e le ho guardate insieme a mio figlio in un paio di ore. Perché sì, sono parte di quella generazione cresciuta con i cartoni americani degli anni ‘80 e <b>“He-Man e i Dominatori dell’Universo”</b> era uno dei cartoni animati che più ho amato.</p>
<h2>L’originale del 1983 &#8211; He-Man e i Dominatori dell’Universo</h2>
<p>Prodotto dalla Filmation di Lou Scheimer con il solo fine di <b>supportare le vendite della Mattel per la serie di giocattoli omonima</b>, il cartone era un prodotto tutto sommato di qualità non eccelsa, con abbondante uso del rotoscope e fotogrammi riutilizzati in più e più occasioni, come molte altre loro produzioni (Blackstar, Ghostbuster e BraveStarr i titoli più noti arrivati anche in Italia all’epoca).<br />
<b></b></p>
<p><b>Storie semplici, per la maggior parte auto-conclusive</b> e dalla trama molto lineare (con menzione d’onore per episodi memorabili scritti da pesi massimi quali Paul Dini e Michael Straczynski ma ne parleremo magari un’altra volta) con allegata morale finale ma che per 130 episodi hanno forgiato un universo, quello di Eternia e della lotta tra Castle Grayskull e le empie forze della Montagna del Serpente, che difficilmente noi quarantenni di oggi possiamo dimenticare.</p>
<h2>Master of the Universe &#8211; Revelation</h2>
<p>L’operazione-nostalgia, se così vogliamo chiamarla, di <strong>Netflix</strong> e <strong>Kevin Smith</strong> fa leva ovviamente su questi sentimenti e li fa maturare rimescolando le carte e prendendo alcuni elementi dai lavori incompiuti della Filmation quali il già citato Blackstar e altri elementi dai mini-comics Mattel degli anni ‘80.<br />
La premessa è comunque quella di continuare esattamente dal punto abbandonato quasi quarant’anni fa, in una Eternia minacciata dalla costante presenza di Skeletor ma mantenuta in pace dalla presenza di He-Man, il campione di Grayskull, e di un manipolo di eroi provenienti dai reami del pianeta e da dimensioni adiacenti. Ma si capisce molto presto che la direzione di Revelation sarà un’altra, ovvero quella di dare maggiore carattere a tutti i suoi personaggi.</p>
<p><b>Non è dunque una saga su He-Man</b>. O meglio, la sua presenza è palpabile, costante e sicuramente avrà maggiore rilievo nella parte 2, tuttavia l’attenzione maggiore è chiaramente verso la psicologia, i dilemmi interiori, la forza e le fragilità di tutti coloro che per 40 anni hanno ruotato intorno all’eroe principale. Orko, Cringer, Duncan, Beast-Man, tutti hanno qualcosa di nuovo da dire.<br />
Le tinte della trama passano da quelle di un sword and sorcery scanzonato del prodotto Filmation a <b>un dark-fantasy leggero, con qualche tono drammatico</b>. Si passa da “He-Man vince sempre” a un intreccio più complesso che abbraccia tutti i personaggi.</p>
<p>È ormai noto che <b>Teela ha un ruolo prominente in questa prima parte della prima serie</b> e personalmente l’ho giudicato uno sviluppo positivo del personaggio, ripulito da quella patina di damsel in distress a tratti guerriera degli anni ‘80 e mostrandosi finalmente una persona risoluta, indipendente e pronta ad abbracciare un destino ormai noto ma mai compiuto nella serie originale<br />
<b>I Masters, quelli ci sono, si vedono, prendono parte alla storia diventandone protagonisti</b>. Kevin Smith prende questi personaggi e cerca di approfondirli per rendere Revelation più credibile agli occhi di un adulto del 2021 ma con la delicatezza di non stravolgerne i ricordi.</p>
<h2>Animazione, cast e colonna sonora</h2>
<p>L’animazione di Revelation è stata affidata all’americana <strong>Powerhouse Animation Studios</strong>, già nota per aver lavorato alla serie Netflix dedicata a Castelvania. Personalmente il loro stile non mi fa impazzire. Lo trovo molto asciutto, fin troppo semplice e spesso incongruente da un punto di vista anatomico o proprio di continuità del design; Revelation però non mostra particolari difetti e ciò è un bene.</p>
<p>Il cast delle voci originali invece è di tutto rispetto e meritano una menzione d’onore <b>Lena Headey come voce di Evil-Lyn</b> e <b>Mark Hamill che è perfetto nella parte di Skeletor</b> (anche se alle volte il Joker si impossessa del personaggio). A completare il cast le voci di Chris Wood (He-Man), Sarah-Michelle Gellar (Teela) e Liam Cunnigham (Duncan). Una chicca, la presenza di Alan Oppenheimer tra i doppiatori, ovvero la voce originale di Skeletor nella serie del 1983.<br />
La colonna sonora è invece stata affidata a Bear McCreary, compositore statunitense attivo ormai da decenni e autore, tra le altre, del tema musicale di Battlestar Galactica e di <a href="https://nerdando.com/2017/11/04/black-sails-fascino-dei-pirati-tv/">Black Sail</a> e The Walking Dead. Nulla da dire, la giusta epicità a corredo del prodotto.</p>
<h2>Un po’ di fanservice, qualche trollata e un tocco di modernità</h2>
<p>Ovviamente Revelation è permeato da quello che molti amano definire <strong>fan-service</strong>. Prendere i design originali e ritoccarli appena, richiamare veicoli, battute e luoghi che hanno reso cara la nostra infanzia è così tremendo? Personalmente ritengo sia un segno di profondo rispetto verso i nostri ricordi e sono certo, a quelli di regista e sceneggiatori che all’epoca erano pre-adolescenti. È ovvio e forse necessario fare questi richiami e ho trovato che Revelation li utilizzi senza mai esagerare, senza mai cadere nello scontato, regalandoci un prodotto moderno, legato alle sue origini ma adatto al 2021.</p>
<p>E infatti uno dei punti più controversi, come prevedibile, riguarda <b>l’adattamento della serie alla società di 40 anni dopo</b> che è (o dovrebbe essere) più globalizzata, multi-culturale, aperta e inclusiva. Personalmente queste scelte non mi ha affatto dato fastidio, anzi; non mancano però le furibonde polemiche online su decisioni di stile che una parte dei fan ha trovato discutibili. Le lasciamo a loro anzi, beviamo volentieri le loro lacrime.<br />
<b>Kevin Smith a mio avviso ha anche inserito volutamente qualche trollata</b> per provocare queste reazioni controverse. Dirò solo una cosa senza spoilerare: la trasformazione di Adam in He-Man non vi ricorda terribilmente un’altra famosa trasformazione dell’animazione giapponese?</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p><b>MOTU Revelation non è un capolavoro</b>. La scelta di pubblicare solo la prima parte di una stagione personalmente mi ha lasciato un po’ amareggiato. Per il resto <b>è un prodotto che ho apprezzato</b>. La trama scorre bene ma non è memorabile anche se osa il giusto e ha qualche colpo di scena ben posizionato. Come ogni operazione nostalgia, anche MOTU Revelation tocca le corde profonde e fragili dei nostri ricordi di infanzia, specie dei fan più leali al franchise, ma non manca di portare il tutto in una dimensione adatta a quella dei tempi moderni. Con le dovute differenze, Revelation si mette quindi in scia agli adattamenti di altre serie quali Voltron, She-Ra e Transformers: War on Cybertron che sono stati acclamati dalla critica ma hanno inevitabilmente generato polemiche in quella parte del fandom incapace di crescere.<br />
Porta con sé buoni ricordi e stimola alla curiosità di cosa succederà nei prossimi episodi. Se siete totalmente digiuni della serie dei Masters sarà difficile appassionarsi al prodotto. Al contrario, spero lo apprezzerete ma con l’intelligenza di chi è consapevole della propria storia e sa muoversi senza disagio nella società moderna.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><b>Masters of the Universe: Revelation</b> è una interessante rilettura del classico cartone degli anni &#8217;80, rispettosa dell&#8217;originale ma adatto ai nostri giorni. Non memorabile ma senza dubbio piacevole, specie per chi ha seguito la serie 40 anni fa.<br />
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<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2021/07/26/masters-of-the-universe-revelation-la-recensione-senza-spoiler/">Masters of the Universe: Revelation &#8211; La recensione senza spoiler</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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