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	<title>Martina Masaya - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Junkie &#8211; L&#8217;altra faccia della dipendenza</title>
		<link>https://nerdando.com/2022/12/07/junkie-laltra-faccia-della-dipendenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 09:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Masaya]]></category>
		<category><![CDATA[Tora Edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-1024x576.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="169" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-300x169.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-1024x576.jpg 1024w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover-768x432.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2022/11/junkie_cover.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Che vi posso dire? Io quando mi innamoro di un&#8217;artista (e ne ho più d&#8217;una in casa che amo alla follia) non posso fare a meno di seguirla nell&#8217;attesa della sua prossima manifestazione artistica.<br />
Con <strong>Masaya Martina</strong> (cognome prima del nome non per ragioni <em>bejoriane</em>, ma perché a lei piace così), che ho avuto modo di conoscere <a href="https://nerdando.com/2016/11/21/due-chiacchiere-con-martina-masaya-giacinto/">ormai anni fa</a> e che seguo da allora, è stato così: e per tutte le passioni più profonde, mi viene difficile dare forma al suo perché. Potrei usare grandi giri di parole, ma la verità pura e semplice è che probabilmente lei riesce, tramite il suo lavoro, a dialogare con la mia anima (in un&#8217;accezione squisitamente psicodinamica).<br />
Il che è ancor più straordinario pensando che probabilmente non esiste persona più lontana da me, eppure eccomi qui, ancora una volta, a commentare per voi la sua ultima fatica. Ed è una di quelle che colpisce duro e sotto la cintura.</p>
<h2>Trama</h2>
<p>La protagonista di <strong>Junkie</strong> è Anna: una giovane ragazza in lotta con se stessa. È l&#8217;alter ego di Martina? Forse sì, forse no (io penso di sì per una buona parte, ma non glielo chiederò per rispetto al mistero del processo creativo); forse solo a tratti; forse in realtà sono io; o forse, più probabilmente, siamo tutti noi mentre abbiamo attraversato quella fase infame di crescita in cui ci sentiamo dei &#8220;diversi&#8221;.</p>
<p>Ma non solo diversi: ci sentiamo<strong> incompresi</strong>, messi alla prova da aspettative troppo grandi o troppo diverse dalla nostra natura più profonda e quindi sempre costantemente messi sotto giudizio. È qualcosa che parte dal profondo e che emerge in modo differente in ognuno di noi, ma non si scappa: è il nostro <em>Super-io</em> che si eleva a giudice supremo del tribunale della mente, ci pesa, ci misura e ci trova irrimediabilmente mancanti. E ci condanna, sempre e senza pietà, alla pena più severa: quella di <strong>sentirci inadeguati</strong>.</p>
<p>E allora cosa facciamo? L&#8217;unica cosa che ci riesce facile: ci rannicchiamo e ci rifugiamo nelle nostre <em>addiction</em>. Non vi svelerò qual è il &#8220;<strong>paradiso artificiale</strong>&#8221; di questa protagonista, lascerò invece a voi il compito di scoprirlo da soli e sorprendervi (forse in toto, forse in parte) nella risoluzione finale.<br />
Ma, come spesso avviene, non è quella la parte più importante: bensì <strong>il viaggio</strong>. Possiamo rifugiarci nei libri fantasy (come alcuni illustri colleghi di Redazione), oppure nella fantascienza (come il sottoscritto ed altri illustri colleghi di medesima Redazione), o ancora in altre distrazioni che ci facciano sentire al sicuro: i videogiochi, i viaggi, la musica. Purtroppo anche le droghe (che in qualità di padre metto nella top 3 delle cose che mi terrorizzano in questo mondo) certo, ma non c&#8217;è bisogno di distruggersi fisicamente, per farlo invece psicologicamente.</p>
<p>Anna attraversa questo <strong>inferno personale</strong> dal quale non c&#8217;è apparente via d&#8217;uscita, perché come tutte le &#8220;dipendenze&#8221; hanno il doppio effetto di farci sentire al sicuro, finalmente compresi e in pace; eppure ci allontanano dal mondo reale, dalle persone vere, da quelli che magari ci stanno tendendo una mano senza chiedere nulla in cambio e che non riusciamo neppure a vedere.</p>
<p>E allora ci isoliamo ancora di più. <strong>Ci sentiamo più soli di quello che realmente siamo</strong>, e anche le voci amiche, quelle che fanno di tutto per starci vicino, suonano incessanti come sirene malefiche alle nostre orecchie, facendoci sentire ancor più soli, ancor più incompresi.<br />
Se ne può uscire? Naturalmente sì, ma come?</p>
<p>Ecco: torniamo a quel tema del viaggio di cui sopra. <strong>Perché è il viaggio ad essere la cosa più importante?</strong> Molto più del traguardo? Perché, una volta raggiunta la fine, la cosa più importante è intraprenderne un altro?<br />
Perché, a mio modesto parere, è solo tramite quello che si può crescere: scoprire cose nuove su di sé e su chi ci circonda. E per farlo non occorre nemmeno portarsi dietro un bagaglio troppo voluminoso, basta una cosa: il nostro cuore, ma assicurandosi che sia bene aperto, se non spalancato, a quanto la società e il mondo attorno a noi sia pronto ad offrirci.</p>
<p>Facile? No: non lo è e non lo sarà mai. Ma c&#8217;è da essere orgogliosi per qualsiasi piccolo passo in questa direzione.<br />
E dunque <strong>Junkie</strong> è il viaggio di Martina? Forse, ma in ogni caso spero che il sorriso che spesso sfoggia nei suoi selfie sia lo specchio di quel traguardo, del coronamento di quel viaggio. Personalmente non posso che essere emozionato e felice nell&#8217;aver avuto il privilegio di poter partecipare da recensore ad un&#8217;altra delle sue opere.</p>
<h2>Stile</h2>
<p><strong>Inconfondibile</strong>, come sempre, lo stile grafico di Martina: delicato, morbido, arricchito da trame cinetiche che ti fanno precipitare nel cuore dell&#8217;azione. Come dite? Non è un fumetto action? E chi lo dice? C&#8217;è davvero più azione in una graphic novel supereroistica che in una introspettiva? Io non credo proprio.</p>
<p>Riquadri dal taglio originale, schemi infranti, personaggi che sembrano saltar fuori dalle griglie se non dalle vere e proprie pagine. <strong>Tutto nello stile di Martina grida al vortice</strong>, al movimento senza fine, e il tutto in perfetto contrasto con la usuale scelta di colori acquerello, morbidi e pacifici, capaci quindi di creare un cortocircuito emotivo travolgente, che spiazza ad ogni pagina sempre di più, man mano che procediamo nella narrazione.</p>
<p>Saltando sapientemente da colore a scala di grigi, questo albo è la dimostrazione di <strong>come la componente grafica possa accompagnare la trama</strong> nel suo dipanarsi in un viaggio introspettivo così come fece Virgilio con Dante.</p>
<p>Non voglio dilungarmi oltre: seguitela sui social e <strong>lasciate che la sua arte vi regali qualche emozione</strong>. Se lo merita. Ve lo meritate.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Junkie</strong> è il viaggio di perdita di se stessi e ritrovamento, creato della talentuosa Masaya Martina.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-41565" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2021/06/zeno2k_azzurro.png" alt="" width="200" height="194" /></p>
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		<title>Arcobaleno &#8211; La depressione in acquerello</title>
		<link>https://nerdando.com/2019/03/21/arcobaleno-la-depressione-in-acquerello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2019 13:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Graphic Novel]]></category>
		<category><![CDATA[ManFont]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Masaya]]></category>
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<p>Recensione Sono passati ormai molti mesi da quando ho avuto la fortuna di mettere le mani sul volume Giacinto, opera della talentuosa Martina Masaya. E per chi ha avuto la possibilità di seguire la nostra intervista fatta durante il Cartoomics 2018, sa che Martina era al lavoro su un nuovo progetto personale. Oggi, finalmente, quel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2019/03/21/arcobaleno-la-depressione-in-acquerello/">Arcobaleno &#8211; La depressione in acquerello</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Sono passati ormai molti mesi da quando ho avuto la fortuna di mettere le mani sul volume <a href="https://nerdando.com/2016/10/19/giacinto-lamore-assoluto/">Giacinto</a>, opera della talentuosa <a href="https://nerdando.com/2016/11/21/due-chiacchiere-con-martina-masaya-giacinto/">Martina Masaya</a>.<br />
E per chi ha avuto la possibilità di seguire la nostra <a href="https://www.facebook.com/nerdandocom/videos/1964727840265410/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intervista</a> fatta durante il <strong>Cartoomics 2018</strong>, sa che Martina era al lavoro su un nuovo progetto personale.<br />
Oggi, finalmente, quel progetto ha visto la luce. <strong>Arcobaleno</strong> è una graphic novel che parla di amicizia, natura e &#8220;tante cose altrettanto importanti&#8221; come recita la quarta di copertina.</p>
<h2>Storia</h2>
<p>Un tempo il mondo era semplice: Cielo e Terra si sono uniti e hanno dato vita a tutte le forze della natura: creature potenti e giuste che con il loro operato mantengono saldo l&#8217;equilibrio delle cose.<br />
Di tutti i figli di Cielo e Terra il prediletto è <strong>Tempesta</strong>, colui che ha la capacità e il potere di terrorizzare tutti gli esseri viventi, ma è anche colui che, con saggezza, amministra l&#8217;ordine delle cose su incarico del padre. E per questo è ammirato, apprezzato, amato da tutti.<br />
Anno dopo anno. Secolo dopo secolo.</p>
<p>Poi, improvvisamente, <strong>qualcosa in Tempesta si rompe</strong>.<br />
Non è qualcosa di fisico, non è una ferita visibile. Piuttosto è qualcosa che lo fa cambiare dentro, che lo muta in modo invisibile agli occhi di tutti, persino dei suoi. Un malessere subdolo e serpeggiante, che getta un&#8217;ombra sulla sua esistenza.<br />
Tempesta inizia a chiedersi il perché continuare sempre e comunque nei suoi compiti. Le sue certezze vengono meno; il suo destino, immutabile proprio per la propria importanza, sembra più una condanna che una benedizione.</p>
<p><strong>La crisi di Tempesta</strong> è come una pietra di montagna che inizia la sua discesa: prima appena accennata, un rotolare quasi sommesso; poi, momento dopo momento, prende sempre più forza e vigore, diventando una valanga che nessuno è in grado di fermare.<br />
Né di comprendere.</p>
<p>Tutte le altre creature vanno da lui a spronarlo, ad incitarlo. Ma non per incoraggiarlo, bensì per manifestare la loro frustrazione: perché proprio tu, il prediletto, il migliore, il più grande, ti permetti di sentirti inutile? Tu che hai avuto tutto da tuo padre e tua madre, come puoi avere dubbi?<br />
E allora lui, <strong>ancor più incompreso</strong>, fa quello che ognuno di noi farebbe di fronte ad un muro di gomma impossibile da superare, o da abbattere. Se ne va.</p>
<p>È l&#8217;inizio della fine.<br />
Senza Tempesta <strong>tutto l&#8217;equilibrio viene meno</strong>, e le altre creature iniziano a soffrire per il troppo calore, per la siccità, la mancanza di pioggia. E questo non fa che aumentare l&#8217;astio nei suoi confronti, che come un cane che si morde la coda porta ad accrescere sempre più l&#8217;odio e l&#8217;incomprensione.</p>
<p>In questo momento così drammatico l&#8217;unico essere che sembra capire cosa stia succedendo è una piccola <strong>Nuvola</strong> che attratta da una forza misteriosa, raggiunge Tempesta nel suo rifugio segreto.<br />
I due, dopo una forte resistenza iniziale, fanno amicizia e Tempesta, per la prima volta, si sente davvero compreso. Questo lo porta ad accettare l&#8217;invito di tornare al suo posto, ma, ancora una volta, anziché trovare comprensione trova biasimo e rimprovero.</p>
<p>Ormai Tempesta ha raggiunto il punto di rottura e in un climax che porta il lettore a divorare pagine su pagine, si arriverà alla soluzione finale in cui finalmente sarà chiaro per tutti che questo terribile ed invisibile male chiamato <strong>depressione</strong> è un nemico sfuggente e micidiale, che porta chi ne soffre ad essere sempre più solo, sempre più isolato.</p>
<p><strong>Uscirne è possibile</strong>, ma mai da soli. E mai senza profondi sacrifici.<br />
Perché l&#8217;evoluzione è possibile, ma solo attraverso il cambiamento. Ed è, in questo caso, la nascita di Arcobaleno.</p>
<h2>Autrice</h2>
<p>Approfittando della sua disponibilità, ho rivolto all&#8217;autrice alcune domande per approfondire il dietro le quinte della sua ultima fatica. Ecco cosa mi ha risposto.</p>
<p><b>Zeno2k: ciao Masy e ben tornata su Nerdando.com, vogliamo iniziare spiegando a chi legge perché Masaya e non Martina?</b><br />
<b>Martina Masaya</b>: Masaya è il mio cognome, penso mi rappresenti di più e mi renda in un certo senso unica perché non è molto frequente.</p>
<p><b>Z: Ho appena divorato il tuo Arcobaleno e lasciami farti i miei complimenti: è davvero un ottimo lavoro. Da dove nasce l&#8217;idea di associare un tema impegnativo come la depressione con uno stile morbido come quello dell&#8217;acquerello?</b><br />
<b>M</b>: Intanto ti ringrazio! Volevo creare una storia con doppia chiave di lettura, che fosse adatta ai bambini, quindi ecco il perché della scelta stilistica. Volevo lasciasse una morale come favola, ma che fosse comprensibile più a fondo anche per gli adulti, con un retrogusto un po&#8217; dolce/amaro.</p>
<p><b>Z: Quanto c&#8217;è di autobiografico in Arcobaleno?</b><br />
<b>M</b>: Di autobiografico in Arcobaleno c&#8217;è abbastanza, la storia nasce da un periodo difficile che ho vissuto e che, ahimè, non ho ancora superato.</p>
<p><b>Z: Tu sei più Tempesta o Arcobaleno?</b><br />
<b>M</b>: Tempesta e Arcobaleno sono due facce della stessa medaglia, quindi due parti della mia personalità. Diciamo che va a periodi. Vorrei certamente essere un Arcobaleno.</p>
<p><b>Z: Com&#8217;è stata la reazione del tuo pubblico a questa graphic novel?</b><br />
<b>M</b>: Be&#8217;, chi lo ha letto mi ha dato un feedback estremamente positivo e questo è molto bello. C&#8217;è da dire che è un genere narrativo e grafico tanto diverso dai miei vecchi libri, penso che parte del pubblico sia rimasta un po&#8217; spiazzata. È stata una scelta non facile realizzare un prodotto che si distaccasse tanto da Giacinto e Agape.</p>
<p><b>Z: Hai già in mente il tuo prossimo lavoro?</b><br />
<b>M</b>: Non proprio, però qualcosina in mente mi frulla, vorrei restare sul genere delle favole a doppia lettura, ma vorrei darmi tempo per questo.</p>
<p><b>Z: Grazie mille</b><br />
<b>M</b>: Grazie a voi.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Arcobaleno</strong> è la graphic novel di Martina Masaya dedicata alla depressione, narrata con toni dolci ma senza far sconti a nessuno.</p>
<h2>Nerdandometro: [usr 4.5]</h2>
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		<title>Due chiacchiere con: Martina Masaya (Giacinto)</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/11/21/due-chiacchiere-con-martina-masaya-giacinto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2016 10:10:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giacinto]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya1.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya1-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Martina Masaya" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya1-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya1-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya1-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya1.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Abbiamo recentemente avuto modo di sfogliare ed innamorarci della sua bellissima graphic novel Giacinto, dedicata all&#8217;omonimo mito ellenico. Oggi la talentuosa Martina Masaya risponde alle nostre domande per svelarci un po&#8217; di retroscena. Maurizio: Ciao Martina e benvenuta su Nerdando.com. Grazie di aver accettato il nostro invito. Martina: Ciao a tutti e grazie a te [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/11/21/due-chiacchiere-con-martina-masaya-giacinto/">Due chiacchiere con: Martina Masaya (Giacinto)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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<p>Abbiamo recentemente avuto modo di sfogliare ed innamorarci della sua bellissima graphic novel <a href="https://nerdando.com/giacinto-lamore-assoluto/">Giacinto</a>, dedicata all&#8217;omonimo mito ellenico. Oggi la talentuosa <strong>Martina Masaya</strong> risponde alle nostre domande per svelarci un po&#8217; di retroscena.</p>
<p><strong>Maurizio: Ciao Martina e benvenuta su Nerdando.com. Grazie di aver accettato il nostro invito.</strong><br />
<strong>Martina:</strong> Ciao a tutti e grazie a te per la recensione, era bellissima: mi ha fatto commuovere!</p>
<p><strong>Maurizio: Innanzitutto complimenti per il tuo Giacinto, l&#8217;ho semplicemente adorato. La prima domanda è d&#8217;obbligo: perché proprio &#8220;lui&#8221;? Giacinto è tra i miti meno noti, come ti è venuta l&#8217;idea di sceglierlo per la tua opera prima?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: È stata una casualità: venivo fuori da un periodo negativo, da esperienze editoriali che non mi avevano soddisfatta ed ero ferma da circa un anno. Poi ho conosciuto il mio editor, <strong>Camillo Bosco</strong>, che ha cominciato a spingermi per ricominciare a disegnare. Siccome non avevo idee mi ha suggerito di scegliere una favola o un mito. Casualmente avevo letto qualche giorno prima il mito di Giacinto e gliel&#8217;ho proposto. Lui mi ha detto di procedere e fare una ventina di pagine. Poi ne sono uscite centoventi [ride].</p>
<p><strong>Maurizio: Qual è stata la sfida maggiore nel portare a termine questa graphic novel?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: Il tempo! L&#8217;ho fatta in due mesi!</p>
<p><strong>Maurizio: Chi conosce i miti ellenici non penso rimarrà shockato dalla tua opera. E gli altri? Pensi che tramandare il mito senza censure (tipicamente scolastiche) possa aiutare a rendere più interessate la riscoperta della cultura ellenica?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: Oddio, è una domanda complessa: non lo so. Finora nessuno mi ha mostrato di essere rimasto shockato. Era la mia preoccupazione, anche perché mi rendo conto che per il mio stile grafico Giacinto sembra molto più piccolo di come lo avevo in testa (sedici anni). Però penso sia accettato da tutti che a quei tempi fosse normale che un adulto &#8220;frequentasse&#8221; un ragazzo più giovane.</p>
<p><strong>Maurizio: Altra domanda spinosa. Hai dedicato alcune tavole, quelle forse più intense, alla scena di sesso intercrurale. Sono immagini molto forti, è stato difficile affrontare queste tavole?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: No [ride]: mi sono sempre occupata del genere erotico, sono navigata, è il mio pane! Ho fatto altri fumetti erotici tra cui <strong>Curami (Cyrano Comics)</strong> e <strong>Sexy Tales (Cronaca di Topolinia)</strong>.</p>
<p><strong>Maurizio: Una cosa che capita spesso di vedere è l&#8217;autore che si prende ampie libertà sui miti greci, reinterpretandoli o cambiandoli, magari cercando di modernizzarli. Tu invece sei rimasta molto fedele alla storia originale.</strong><br />
<strong>Martina</strong>: In verità volevo cambiare il finale. È stata la parte più difficile, probabilmente perché dopo che ti sei affezionato ai personaggi e c&#8217;è &#8220;quella&#8221; fine&#8230; Ma poi abbiamo pensato che fosse importante fare una graphic novel e restare fedeli al mito originale.</p>
<p><strong>Maurizio: Sappiamo che i miti greci sono prettamente allegorici, e Giacinto non fa eccezione: parla del diventare adulti. Rappresenta l&#8217;uscita dall&#8217;adolescenza, con Apollo che istruisce il giovane principe sull&#8217;arte, la caccia e lo sport.</strong><br />
<strong>Martina</strong>: Mi piaceva il fatto che ci fossero tre personaggi che rappresentassero tre elementi diversi. Giacinto è l&#8217;adolescenza, quello che si butta a capofitto nelle situazioni con passione, è guidato dagli ormoni; Apollo è l&#8217;egoismo mentre Zefiro è la rabbia e la gelosia, ma è anche la parte razionale. Credo che chiunque possa riconoscersi in queste figure: alla fine i miti rispecchiano le persone.</p>
<p><strong>Maurizio: Abbiamo adorato i personaggi di sfondo, quelli appena accennati, come Afrodite a cui dai due battute in croce ma che raccontano tutto di lei.</strong><br />
<strong>Martina:</strong> Afrodite l&#8217;ho aggiunta perché mi è capitato di leggere una delle tante versioni del mito in cui lei era presente. Ho pensato che fosse fondamentale in un mito che parla di amore, lei deve esserci. Afrodite lascia che l&#8217;amore corra: sa che accadranno quelle cose perché sa dell&#8217;amore di Zefiro, però non puoi fermarlo. L&#8217;amore deve succedere, anche se poi finirà male.</p>
<p><strong>Maurizio: Quanti episodi di Pollon hai guardato da piccola?</strong><br />
<strong>Martina:</strong> Tantissimi! E avevo anche il manga! Ma non mi sono fatta influenzare.</p>
<p><strong>Maurizio: Parliamo un po&#8217; del tuo stile. Mi sembra di aver capito che l&#8217;acquerello è la tua passione. Cosa ami di più di questa tecnica?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: È quella che ho imparato a scuola, prima al liceo artistico e poi all&#8217;Accademia di Belle Arti. Mi piace perché dà quella sensazione di onirico; ma soprattutto è tanto malleabile: puoi renderlo leggero, pittorico. E detto tra noi è anche molto veloce: se non avessi colorato con quella tecnica probabilmente non ce l&#8217;avrei mai fatta in due mesi a realizzarlo. Dico la verità: è stata anche una questione di praticità.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11142" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya2.jpg" alt="Martina Masaya" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya2.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya2-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya2-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/11/martina_masaya2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p><strong>Maurizio: Però, a quanto pare, il blu è il colore che ti piace meno. Come mai?</strong><br />
<strong>Martina:</strong> Esatto! Come fai a saperlo? L&#8217;avevo già detto io o l&#8217;hai capito da solo?</p>
<p><strong>Maurizio: Non te lo svelerò mai.</strong><br />
<strong>Martina:</strong> [ride] Io sono una che ama i rossi, tutto Giacinto è su tinte calde, fino all&#8217;arrivo di Zefiro: spero si sia notato perché ci ho fatto molta attenzione. Il blu è freddo! Io ho gli occhi azzurri e la gente dice che sono belli, ma io non sono amante degli occhi azzurri, mi sembrano di ghiaccio!</p>
<p><strong>Maurizio: Sei rimasta traumatizzata da Frozen?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: [ride] No, no! È solo che proprio non mi piace l&#8217;azzurro. Vuoi mettere il rosso?</p>
<p><strong>Maurizio: Hai presentato Giacinto al Lucca Comics &amp; Games 2016. Com&#8217;è andata?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: Bene, che io sappia. Non ho ancora i numeri ma sono venute tantissime persone a farmi i complimenti, a dirmi che gli è piaciuto. Sono contenta dell&#8217;esperienza, soprattutto delle cose che mi hanno detto alcune persone. Ci sono ragazze che mi hanno mandato foto col volume in mano mentre piangevano! Sono cose belle, che ti fanno capire che il lavoro che hai fatto è servito.</p>
<p><strong>Maurizio: Ti rivolgi più ad un pubblico maschile o femminile?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: Femminile. Credo di aver venduto ad una decina di ragazzi in tutto. Ma lo immaginavo: il target è palesemente femminile. Sia per il tema che per come è trattato. Anche le scene: non sono cose che un ragazzo leggerebbe a scatola chiusa. Poi, ti dico, i pochi che l&#8217;hanno letto, magari comprandolo solo perché mi conoscevano, mi hanno scritto che gli è piaciuto, che l&#8217;hanno letto fino alla fine provando emozioni forti.</p>
<p><strong>Maurizio: Dopo Giacinto in cosa ti cimenterai? Ancora miti ellenici?</strong><br />
<strong>Martina</strong>: Ah, non lo so! Sai, molti mi chiedono se farò altri miti, ma ho paura di passare per quella che si fissa, mentre io sono molto eclettica: non mi piace stare sempre sulle stesse cose; ho fatto supereroi, satira, cose comiche, genere erotico. Per cui chissà: se ricapiterà, volentieri, ma adesso vorrei provare a fare qualcos&#8217;altro. Nell&#8217;ultimo mese ho sperimentato un nuovo stile, più illustrato, con piccole storie brevi.</p>
<p><strong>Maurizio: Abbiamo finito, ma se c&#8217;è qualcosa che hai piacere di raccontarci, fai pure così poi fingo di avertelo chiesto!</strong><br />
<strong>Martina</strong>: In effetti una cosa che nessuno mi ha mai chiesto c&#8217;è. Nel fumetto ci sono almeno tre riferimenti a delle opere d&#8217;arte famose e nessuno l&#8217;ha ancora notato! Non vi dico quali, andate a cercarle!</p>
<p><strong>Maurizio: Grazie mille, Martina.</strong><br />
<strong>Martina</strong>: Grazie a voi!</p>
<p>Ringraziando <strong>Martina Masaya</strong> per il tempo che ci ha dedicato, vi ricordo che Giacinto è edito da <strong>ManFont</strong>.<br />
Martina è raggiungibile tramite la sua pagina <a href="https://www.facebook.com/MasayaEBasta/" target="_blank">Facebook</a>, mentre per scoprire le novità dell&#8217;editore, <a href="https://www.facebook.com/ManFontComics" target="_blank">cliccate qui</a>.</p>
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		<title>Giacinto &#8211; L&#8217;amore assoluto</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/10/19/giacinto-lamore-assoluto/</link>
					<comments>https://nerdando.com/2016/10/19/giacinto-lamore-assoluto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio "Zeno2k" Corò]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 12:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Giacinto]]></category>
		<category><![CDATA[Graphic Novel]]></category>
		<category><![CDATA[ManFont]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Masaya]]></category>
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					<description><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Giacinto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p>Cresciuto a pane e mitologia greca (sì, lo ammetto: Star Trek arrivò solo dopo le dodici fatiche di Eracle), mi sono buttato a capofitto sulla graphic novel Giacinto, edita da ManFont, disegnata, scritta e colorata da Martina Masaya, che avremo il piacere di ospitare a breve sulle nostre pagine per un&#8217;intervista esclusiva. Consapevole del fatto che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/10/19/giacinto-lamore-assoluto/">Giacinto &#8211; L&#8217;amore assoluto</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<media:content url="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto.jpg" type="image/jpeg" /><div><img width="300" height="180" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-300x180.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Giacinto" style="margin-bottom: 15px;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-450x270.jpg 450w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div><p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10099" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto.jpg" alt="Giacinto" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2016/10/giacinto-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Cresciuto a pane e mitologia greca (sì, lo ammetto: Star Trek arrivò solo dopo le dodici fatiche di Eracle), mi sono buttato a capofitto sulla graphic novel <strong>Giacinto</strong>, edita da <strong>ManFont</strong>, disegnata, scritta e colorata da <strong>Martina Masaya</strong>, che avremo il piacere di ospitare a breve sulle nostre pagine per un&#8217;intervista esclusiva.<br />
Consapevole del fatto che il mito di Giacinto sia uno dei meno noti al grande pubblico, tenterò per quanto possibile di non <em>spoilerare</em>.<br />
Il mito racconta dell&#8217;amore assoluto tra il giovane protagonista, un principe spartano di incredibile bellezza e dall&#8217;aspetto efebico, e il celebre <strong>Apollo</strong>, dio della caccia e nocchiero del sole, colui che ha il compito di traghettarlo nel cielo, dall&#8217;alba al tramonto.<br />
Giacinto, attirato da una musica celestiale, si addentra nel bosco ove fa la conoscenza del dio. Questi, ammaliato dalla bellezza del principe, se ne innamora perdutamente. Inizia così una appassionate storia d&#8217;amore tra la divinità e il ragazzo, una passione tanto travolgente da far dimenticare ad Apollo i suoi doveri, abbandonando il sole nel cielo per dedicare tutto il suo tempo all&#8217;amato. Giacinto, tuttavia, non ha fatto cadere ai suoi piedi solo lui: <strong>Zefiro</strong>, il dio minore del vento di Ponente, nutre gli stessi sentimenti nei confronti del giovane e tenta con ogni mezzo di averlo per sé e sottrarlo al rivale.</p>
<p>Chi conosce i miti greci sa che gli amori tra divinità e umani difficilmente finiscono bene, eppure sono teatro di passioni talmente trascinanti da far emergere sentimenti travolgenti, soprattutto da parte degli Dei che mettono così in mostra le proprie debolezze. Dopotutto la mitologia greca si basa proprio su allegorie: emozioni, sentimenti, passaggi della vita. Giacinto rappresenta il transito dall&#8217;adolescenza all&#8217;età adulta, con Apollo che istruisce il giovane amato nelle arti della musica, della caccia e dello sport.</p>
<p>Dopo questa doverosa premessa, veniamo al lavoro di <strong>Martina Masaya</strong>. La cosa più difficile, a mio avviso, è quella di trovare un equilibro tra la tradizione del mito e la personalizzazione: mettere la propria impronta senza snaturare la tradizione mitologica. Dopo aver letto (divorato per essere più precisi) il fumetto, ho lasciato sedimentare un po&#8217; le emozioni, per poi rileggerlo con più calma.<br />
Assolutamente coraggiosa la scelta del mito in questione: scomodo, con scene crude e disturbanti, di amore passionale e romantico tra adulto e fanciullo. Immagini che un tempo erano consuetudine e che oggi invece fanno rabbrividire. Il mito di Giacinto, infatti, non solo rappresenta allegoricamente la morte e rinascita del nuovo, ma ha legittimato la pederastia spartana, fino alla sua istituzione sociale.</p>
<p>La prima cosa che mi ha colpito è lo stile, particolarissimo: sullo sfondo l&#8217;ambiente, acquerellato, spesso appena accennato; la sensazione della locazione è fortissima, quasi palpabile, eppure mantiene la giusta distanza perché sopra di esso svetta il segno deciso e pieno dei protagonisti in azione, come attori che si muovono su un palco le proprie mosse, incanalati inesorabilmente verso ciò che il Fato ha in serbo per loro; personaggi densi, tangibili, quasi vivi. Ho adorato l&#8217;assenza di linee cinetiche e allo stesso tempo il dinamismo di alcune tavole da cui l&#8217;azione emerge ad ogni tratto, come se tante fotografie avessero congelato quei singoli momenti nel tempo.<br />
Stupenda la presenza della divinità: non solo quella palesemente rappresentata (Zeus, Afrodite, Apollo, Zefiro), ma soprattutto quella sussurrata, accennata, e pur sempre ineluttabile; il sole, in primis, il più grande dono degli Dei agli uomini, imprescindibile, irraggiungibile; il vento, tremendo, incessante, onnipresente anche se talvolta è facile dimenticarcene; l&#8217;amore, infantile e folle (come sottolineato da Afrodite) e per questo spesso doloroso; il dovere, sottolineato da Zeus, quale fronte della ragione contro la passione; e poi l&#8217;invidia, il rancore, la gelosia, l&#8217;odio: gli Dei rappresentano le emozioni più violente e incontrollabili degli uomini, e l&#8217;autrice li ha rappresentati in modo dolce ma severo, senza regalar nulla, mostrando tutto e sbattendolo in faccia al lettore con una franchezza che lascia disarmati e impotenti davanti a tanta irruenza.</p>
<p>Come dicevo, ho divorato il fumetto. Poi l&#8217;ho riletto. L&#8217;ho amato la prima volta, l&#8217;ho adorato la seconda. Questo è il genere di graphic novel di cui abbiamo bisogno per riportare l&#8217;attenzione sui miti classici, da <strong>Ovidio</strong> (la storia di Giacinto e della nascita del fiore omonimo sono narrati ne Le Metamorfosi) ad <strong>Omero</strong>, per dimenticare il pasticcio brutto (seppur godibile) fatto dalla Disney con <strong>Hercules</strong> e per ricordare, invece, che buona parte della nostra cultura, del nostro essere italiani, non ci sarebbe mai stato senza la mitologia greca.</p>
<p>Ringrazio <strong>ManFont</strong> per averci inviato il materiale.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Giacinto</strong> è la graphic novel d&#8217;esordio per un&#8217;artista, <strong>Martina Masaya</strong>, di cui sentiremo ancora e a lungo parlare. Un&#8217;opera magnifica dedicata ad uno dei miti meno noti ma comunque più importanti della cultura ellenica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/10/19/giacinto-lamore-assoluto/">Giacinto &#8211; L&#8217;amore assoluto</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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