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	<title>Mark Rylance - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Dunkirk &#8211; Semplicemente, la guerra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacomo "Giakimo" Fracassi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2017 12:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Film & Serie TV]]></category>
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<h2>Recensione</h2>
<p>Una persona normale potrebbe chiedersi, &#8220;ma che vuol dire <strong>Dunkirk</strong>? Perché il nuovo film di <strong>Christopher Nolan</strong> si chiama così?&#8221;.<br />
Allora, Dunkirk (o Dunkerque in italiano) è una <strong>città dell’estremo nord della Francia</strong>, vicinissima al confine con il Belgio, che è poi la ragione per cui ci sono stato qualche mese fa (ed è anche per questo che <strong>il film l’ho già visto</strong>, perché qui in Belgio è uscito il <strong>19 luglio</strong>).<br />
Tornando alla domanda iniziale, dubito che Nolan realizzi pellicole basate sulle mie vacanze, quindi il motivo è un altro ed è <strong>la guerra</strong>.</p>
<h2>La storia siamo noi</h2>
<p>All&#8217;inizio della<strong> Secondo Guerra Mondiale</strong> i tedeschi avevano sconfitto e conquistato mezza Europa, compresa la Francia. Tutta? No! Una piccola città vicina al Belgio resiste ancora all&#8217;invasione: <strong>Dunkerque</strong> (scusate la citazione di Asterix). Lì si era ammassato tutto l’<strong>esercito britannico</strong> ancora nel continente.</p>
<p><strong>400.000 uomini</strong> da evacuare prima che i tedeschi finissero la conquista della Francia. Bisognava, in sostanza, <strong>salvare l’esercito britannico</strong> che rischiava di essere annientato prima ancora che potesse effettivamente combattere.</p>
<h2>I’m a survivor</h2>
<p>Su questo <strong>avvenimento storico famosissimo nel Regno Unito</strong> si basa il film. Dico subito che la pellicola sta <strong>tutta qui</strong>, nell&#8217;avvenimento storico descritto sopra. Non ci sono wormholes, sogni dentro sogni o altri cose irreali. C’è solo la guerra e il tentativo di salvarsi dei soldati. Delusi? Non dovreste esserlo.</p>
<p>Spesso una critica che si fa a Nolan è quella di creare <strong>film belli da vedere ma con poco da dire</strong>, o quantomeno goffi nel dirlo (Inception è quasi paradigmatico in questo). Qui Nolan decide di eliminare praticamente del tutto <strong>qualsiasi backstory</strong> e <strong>qualsiasi distrazione</strong> per concentrarsi unicamente su quello che succede nel corso della ritirata.</p>
<p>L’azione è divisa in <strong>tre tronconi</strong>. Il primo e fondamentale è quello dei soldati a Dunkerque. Seguiamo <strong>quasi esclusivamente</strong> i tentativi del soldato Tommy (Fionn Whitehead) di salvarsi. Nelle altre due linee narrative vediamo uno squadrone di <strong>Spitfire</strong> difendere il canale della Manica e <strong>una nave di civili</strong> che cerca di arrivare a Dunkerque per salvare dei soldati (fatto storico).</p>
<p>Tutti i tronconi sono complementari e collegati e servono principalmente a Nolan per allargare <strong>l’affresco narrativo della ritirata</strong>. Dunkirk infatti <strong>non ha un vero protagonista</strong>, ma non è nemmeno <strong>un film corale</strong>, nonostante la presenza di tanti attori anche famosi (come Tom Hardy, Cillian Murphy, Kenneth Branagh, Mark Rylance e Harry Styles degli One Direction). Ci sono molti personaggi, ma poche situazioni e pochissimi dialoghi.</p>
<p>Eppure non annoia neanche per un secondo, anzi.</p>
<p>Abbandonando quasi del tutto gli <strong>orpelli narrativi</strong> (tranne uno che non vi svelo), il film si concentra unicamente sulla <strong>sopravvivenza</strong> dei soldati e sul terrore nel quale stanno vivendo. La tensione è praticamente <strong>senza sosta</strong>, dal primo fotogramma fin quasi alla fine. Certo, aiuta la corta <strong>durata della pellicola</strong> (solo 106 minuti, è la più breve di Nolan), ma non è un risultato scontato. Ho passato tutta la visione in ansia e in tensione e, come me, anche gli amici che mi hanno accompagnato al cinema.</p>
<p>Perché Dunkirk non parla <strong>della guerra</strong>, Dunkirk ti butta <strong>nella guerra</strong>.</p>
<h2>Terrore senza volto</h2>
<p>Sapete da chi scappavano i soldati a Dunkirk? Ecco se non lo sapete, <strong>non lo saprete guardando questo film.</strong> I tedeschi non si vedono mai. Eppure ci sono e sono terrorizzanti. Perché in guerra non vedi chi ti colpisce, ma lo senti. E quando sei bloccato su una spiaggia nel nord della Francia non puoi nemmeno provare a combattere, <strong>devi solo nasconderti</strong>.</p>
<p>Nolan lo sa e ci mostra <strong>la guerra ad altezza zero</strong>. Niente tattica, niente stanza dei bottoni, niente stacco sui nemici, niente mamma che aspetta a casa. Per 106 lunghissimi minuti siamo bloccati su una spiaggia o siamo nel canale della Manica e non sappiamo nient’altro. <strong>Manca qualsiasi retorica</strong>, sia contro che a favore della guerra (tranne che per gli ultimi cinque minuti che per me infatti stonano un po’, ma in confronto a certi prodotti americani non è niente).</p>
<p>In sostanza, Nolan ha realizzato <strong>un film di guerra</strong>, ma in pratica è quasi più <strong>un film dell’orrore</strong> con il nemico invisibile che potrebbe essere un mostro o una colonia di alieni, ma siccome siamo nel 1940 in Europa, sono i tedeschi.</p>
<p>Per realizzare tutto questo non <strong>basta una grande regia</strong> (che c’è), ma ci vuole anche un comparto tecnico all&#8217;altezza e tra gli aspetti che più mi hanno colpito c’è stato un uso del <strong>sonoro</strong> e della <strong>musica</strong> (del solito Hans Zimmer) incredibile, che praticamente da soli creavano tensione e ansia.</p>
<p>Inoltre, non solo il film non ci mostra mai i nemici, ma essendo un PG-13 (cioè per tutti) non è <strong>nemmeno violento</strong>, cosa che all&#8217;inizio mi fece storcere il naso ma che non pesa assolutamente. Non è il sangue o lo sbudellamento che terrorizzano o descrivono al meglio la guerra. Basta semplicemente saper mostrare (o non mostrare) quello che serve.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p>Il film più minimalista di Nolan, <strong>Dunkirk</strong> stupisce e colpisce perché non c’è niente di più angoscioso della battaglia per la sopravvivenza.</p>
<h2>Trailer</h2>
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