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	<title>Mario Sacchi - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>Time Bomb &#8211; Mazzate ed esplosioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luigi "Tencar" Carafa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 11:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni PiùTrentanove]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione (smitraglie e pallettoni) Tralasciando la citazione de &#8220;I 400 calci&#8221; dei Nanowar of Steel, oggi sono qui per scrivere di un titolo che ha catturato la mia attenzione durante le ultime feste natalizie anche perché il suo creatore, il buon Pasquale Facchini, me l&#8217;ha spedito comodamente a casa. Time Bomb, pubblicato da Edizioni PiùTrentanove in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12357" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb.jpg" alt="Time Bomb" width="1000" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb-300x180.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb-768x461.jpg 768w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2017/01/timebomb-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></h2>
<h2>Recensione</h2>
<p><em>(smitraglie e pallettoni)</em></p>
<p>Tralasciando la citazione de &#8220;I 400 calci&#8221; dei <em><strong>Nanowar of Steel</strong></em>, oggi sono qui per scrivere di un titolo che ha catturato la mia attenzione durante le ultime feste natalizie anche perché il suo creatore, il buon <a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-pasquale-facchini/">Pasquale Facchini</a>, me l&#8217;ha spedito comodamente a casa.</p>
<p><strong>Time Bomb</strong>, pubblicato da <strong>Edizioni PiùTrentanove</strong> in collaborazione con <strong>Post Scriptum </strong>(Mario Sacchi e Matteo Panara hanno dato una grande mano durante la realizzazione)<strong> </strong>è un gioco di carte per 3-8 giocatori molto semplice e divertente, adatto per allietare le serate in compagnia.</p>
<h2>Regolamento</h2>
<p>All&#8217;inizio della partita, ogni giocatore riceve 4 carte Cuore (3 se si gioca in 7 o 8) da tenere scoperte che rappresentano le proprie &#8220;vite&#8221;, si pescano 2 carte Tempo coperte, si mette la carta Senso di gioco al centro del tavolo per segnalare &#8211; per l&#8217;appunto &#8211; in quale ordine si gioca e si scopre la prima carta dal mazzo Bomba il cui valore numerico indica il numero di secondi che mancano all&#8217;esplosione della stessa.</p>
<p>A turno si giocherà una carta Tempo dalla mano o si estrarrà la prima dal Mazzo Tempo che dovrà essere immediatamente giocata: queste carte hanno un valore numerico positivo o negativo ed andranno ad aumentare o diminuire i secondi mancanti all&#8217;esplosione della bomba, si pesca eventualmente una carta Tempo per far sì di averne due in mano e, se la bomba non è esplosa, si passa la mano al giocatore successivo.</p>
<p>La bomba esplode se i secondi mancanti sono 0 o meno o se viene giocata la carta BOOM, il giocatore di turno perde una carta Cuore e agli altri non rimane che scappare: per effettuare tale azione, bisognerà mettere una mano sopra le carte Tempo giocate, l&#8217;ultimo arrivato perderà una carta Cuore.</p>
<p>Il gioco finisce quando almeno un giocatore ha perso tutte le carte Cuore e sarà decretato vincitore chi ha più Cuori. In caso di partecipanti a parimerito, questi rimarranno con una sola carta Cuore e giocheranno dei round finché non resterà in vita solo il vincitore.</p>
<p>Esistono delle carte particolari che cambiano alcune regole:</p>
<ul>
<li><strong>Dinamite</strong>. Quando viene estratta questa carta Bomba, si giocherà sempre la prima carta del mazzo Tempo.</li>
<li><strong>Cambio Giro</strong>. Inverte il senso di gioco.</li>
<li><strong>Gioco Doppio</strong>. Il giocatore di turno ne gioca subito un altro.</li>
<li><strong>Gioca tu</strong>. Si passa il turno ad un giocatore a propria scelta.</li>
<li><strong>Estrazione obbligatoria</strong>. Il prossimo giocatore dovrà giocare la prima carta pescata dal mazzo Tempo.</li>
<li><strong>Conteggio a 3</strong>. Il totale del conto alla rovescia diventa 3.</li>
<li><strong>Boom</strong>. La bomba esplode.</li>
</ul>
<h2>Considerazioni</h2>
<p><strong>Time Bomb</strong> è il classico titolo caciarone da giocare in compagnia di amici che aiuterà a creare quel classico clima di goliardia ed insulti che fanno subito allegria.</p>
<p>Il gioco mi ha portato alla mente le classiche partite estive di Uno e Tappo (chiamato in molte regioni d&#8217;Italia con il nome di Asino o Merda), giocate all&#8217;ombra degli stabilimenti balneari, che mi hanno fatto tanto divertire durante la (tard)adolescenza: ve lo consiglio assolutamente.</p>
<p>Le meccaniche sono estremamente semplici, il regolamento si spiega in due minuti, è accessibile a chiunque, le carte sono ben realizzate e disegnate ed è estremamente economico: consigliatissimo.</p>
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>Time Bomb</strong> mischia le meccaniche di Uno e Tappo in maniera esplosiva (questa parola alla conclusione dell&#8217;articolo era piuttosto scontata).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>[Anteprima] Kepler-3042: Andiam a terraformar</title>
		<link>https://nerdando.com/2016/06/14/anteprima-kepler-3042/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 11:55:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
		<category><![CDATA[Adrian Fartade]]></category>
		<category><![CDATA[Boardgame]]></category>
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		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle cose che più apprezzo della mia esperienza su Nerdando.com è la possibilità di avere un rapporto diretto con le case editrici di giochi da tavolo. Diretta conseguenza di ciò è la possibilità di provare spesso in anteprima degli interessanti prototipi, come testimoniato dalla nostra ultima e magica Play 2016, ed oggi vi parlerò [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter" src="https://lh5.googleusercontent.com/-GPYG9cdiQ8Y/V1-vg-9jKVI/AAAAAAAALPM/xn106Lm7ygAFnaABbv_thkNkuvy2fYtpQCL0B/w958-h719-no/97f024b7-8630-4458-9b8a-c827a585c3d7.jpg" width="958" height="718" /><br />
Una delle cose che più apprezzo della mia esperienza su <em><strong>Nerdando.com</strong></em> è la possibilità di avere un rapporto diretto con le case editrici di giochi da tavolo. Diretta conseguenza di ciò è la possibilità di provare spesso in anteprima degli interessanti prototipi, <a href="https://nerdando.com/play-2016/">come testimoniato dalla nostra ultima e magica Play 2016</a>, ed oggi vi parlerò in anteprima proprio dell&#8217;ultimo prototipo targato <strong><em>Post Scriptum</em></strong> &amp; <em><strong>Placentia Games</strong></em>: <strong>Kepler-3042</strong>, un gioco di <em><strong>Simone Cerruti Sola</strong></em>, con la collaborazione speciale di Adrian Fartade (sì, proprio lui, il gestore di <a href="http://www.link2universe.net/">Link 2 Universe</a>, visitate anche <a href="https://www.facebook.com/Link2Universe">la sua pagina FaceBook</a>!), attualmente in <a href="https://www.kickstarter.com/projects/postscriptum-games/kepler-3042">fase KickStarter</a>. Voglio ringraziare personalmente <em><strong>Mario Sacchi</strong></em> di <em><strong>Post Scriptum</strong></em> (<a href="https://nerdando.com/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/">qui la nostra intervista</a>) che, trovandosi in quel di Firenze, mi ha letteralmente consegnato a casa la bustona con tutti i componenti del prototipo per testarlo in tranquillità. Grazie! Ma ora andiamo a vedere di cosa parla questo gioco spaziale.</p>
<p>Ke<strong>pler-3042</strong>, come intuibile dal nome, è un gioco che ci lancia alla conquista di pianeti nello spazio aperto. 3042 non è il pin del conto in banca di Mario, bensì è l&#8217;anno in cui ci troviamo, e i terrestri hanno raggiunto un tale livello tecnologico da poter tranquillamente andare a colonizzare lo spazio, spingendosi ben oltre il sistema solare. Chi colonizzerà più pianeti e chi espanderà di più le proprie conoscenze scientifico-tecnologiche sarà il degno vincitore della colonizzazione delle spazio. Le meccaniche di gioco sono quelle tipiche del gestionale, avremo però un numero limitato di risorse rappresentato da 17 cubi a giocatore (rappresentanti tre diverse materie prime) da piazzare sui pianeti per poi raccogliere i frutti delle nostre azioni, risorse che non potranno aumentare ma solo diminuire nel caso si decida di effettuare una o due azioni bonus, che bruceranno definitivamente una o due materie recuperabili, per fortuna, ma non in automatico. I cubetti saranno sempre a nostra disposizione e decideremo, tramite la plancia delle azioni, come allocarli e su che strategia puntare, il tutto strettamente correlato al nostro livello di sviluppo tecnologico. Le possibilità sono numerose e diverse, andiamo quindi ad esaminare la dotazione di gioco ed il regolamento.</p>
<p>Abbiamo un tabellone decisamente ampio nel quale è disegnata una rete esagonale; sono poi raffigurate diverse stelle ed è lì vicino che, ad inizio partita, andremo a posizionare a faccia in giù le tessere pianeta, anch&#8217;esse esagonali, che rappresentano i punti colonizzabili dello spazio. Assieme ai 28 pianeti avremo a disposizione delle tessere miniera che ci permetteranno di recuperare le materie perdute in cambio di una delle nostre astronavi, e delle tessere Sole Viola che rappresentano punti di particolare interesse scientifico che vi daranno un bonus a fine partita. Vi ho parlato di astronavi, esatto, e sarà costruendole che potrete viaggiare, turno dopo turno, attraverso gli spazi esagonali della plancia; ogni giocatore ha tre pedine a disposizione che rappresentano il numero massimo di astronavi giocabili contemporaneamente, ma tenete conto che, ogni volta che colonizzerete un pianeta, potrete riprendere in riserva la nave. Colonizzando un pianeta (fino ad un massimo di cinque) prenderete la relativa carta &#8211; ad inizio partita avrete a disposizione solo la carta della Terra &#8211; sulla quale sono riportati gli eventuali punti che riceverete subito e le risorse che il pianeta produrrà (o meglio trasferirà dalla vostra riserva sulla carta) se giocherete l&#8217;azione corrispondente; l&#8217;ultima parte della carta è occupata dalla descrizione delle risorse necessarie per terraformare il pianeta. Di cosa si tratta? Mettiamola così: una volta atterrati sul pianeta, avete a disposizione un potenziale che solo tramite la terraformazione verrà espresso. In pratica, spendendo le risorse necessarie, potrete girare la carta e così ottenere degli ulteriori punti e una più allettante produzione di materie. Diciamo che terraformare è un&#8217;azione alquanto importante, per non dire quasi obbligata, dato che il lato B della carte è sempre ricco di soddisfazioni. Ogni pianeta avrà un livello di terraformazione che ci indica quanto è complesso effettuare l&#8217;azione &#8211; ça va sans dire che più è alto il livello, più corposo sarà il pianeta &#8211; e, per poterla effettuare, dovremo sviluppare a sufficienza la tecnologia di terraformazione. Ricordatevi che in <strong>Kepler-3042</strong> le risorse prodotte su di un pianeta rimangono sulla carta specifica, e questo sarà da tenere in conto in quanto alcune azioni richiedono che le materie vengano prese da un&#8217;unica fonte o che l&#8217;astronave verrà prodotta da una specifica colonia, quindi attenzione all&#8217;allocazione delle risorse!</p>
<p>Passando quindi alla plancia tecnologia, essa sarà necessaria per permettervi di effettuare azioni sempre più complesse nel corso del gioco. Ad inizio partita sceglierete due &#8220;specialità&#8221; dove ottenere il primo livello, mentre le altre saranno a zero; starà a voi cercare di sviluppare armonicamente le cinque specialità (livello di terraformazione, movimento delle astronavi, produzione di antimateria nera, produzione di energie arancioni e fisica quantistica che vi permetterà di trasformare le vostre risorse presenti sui pianeti) per avere sempre più opzioni. Man mano che aumenterete i livelli (sono quattro per specialità) conquisterete dei punti blu, che indicano la supremazia scientifica; un aspetto molto simpatico dello sviluppo tecnologico è che, quando arriverete al terzo o al quarto livello, regalerete un livello anche agli avversari poiché la vostra conquista è talmente importante che non può passare inosservata. Per quanto possa sembrare strano il concetto di aiutare anche gli avversari, Mario mi ha spiegato che in <strong>Kepler-3042</strong> i giocatori non sono in guerra, non ci si mette i bastoni tra le ruote né tantomeno sono presenti azioni direttamente lesive nei confronti degli altri colonizzatori. Esatto, l&#8217;umanità è in pace e l&#8217;armonia regna sovrana: ognuno può attuare la propria strategia e le proprie tattiche senza necessariamente combattere. Un&#8217;utopia che, speriamo, magari diventerà realtà.</p>
<p>Ricapitolando, quindi, tramite la plancia azioni sceglieremo cosa fare: abbiamo nove opzioni &#8211; tra le quali costruire astronavi, colonizzare, terraformare, produrre le risorse del pianeta, aumentare la tecnologia e così via &#8211; che saranno influenzate nei loro effetti dal livello tecnologico e dai pianeti che avremo colonizzato. Sul tabellone abbiamo due &#8220;percorsi punti&#8221;, uno viola ed uno blu: quello blu, come detto prima, verrà foraggiato dalle scoperte tecnologiche, mentre quello viola riceverà punti in base alle colonizzazioni. I giocatori competono su ogni percorso, dato che la posizione porterà vantaggi a chi è più avanti, e a fine partita darà dei punti vittoria finali. Sui percorsi avremo anche dei bonus &#8220;instant&#8221; che potranno essere presi durante il turno e che ci daranno materie in più o punti estemporanei da considerare a fine partita. Chiudo la carrellata con le carte evento, che scopriremo ad inizio turno ma che si attueranno solo alla fine dello stesso, che danno sostanzialmente dei bonus a tutti i giocatori, come la possibilità di trasformare materie o di ottenere un ripristino di materie bruciate; infine abbiamo le carte obiettivo personale, consegnate ad inizio partita e da tenere celate agli avversario, che ci daranno uno scopo &#8220;personale&#8221; da perseguire &#8211; ad esempio terraformare quattro pianeti della stessa tipologia, o arrivare ad un certo livello di sviluppo &#8211; in cambio di punti. Abbiamo ben 16 turni per concludere la partita vittoriosi, e vi assicuro che sebbene possano sembrare molti, alla fine la coperta è corta e ci ritroveremo a valutare attentamente ogni mossa per farle rendere al massimo, senza però quella sensazione di &#8220;gioco interrotto sul più bello&#8221; che, personalmente, ho riscontrato in altri titoli attualmente molto in voga. I punti si ottengono in tantissimi modi, e alla fine farete un conto complessivo per determinare il vincitore. E ricordate: più ci si allontana dalla Terra, più i pianeti vi regaleranno punti extra a fine partita!</p>
<p>Come gira <strong>Kepler-3042</strong>? Bene! Lo abbiamo testato io e Morgana (ovviamente ha vinto lei) e abbiamo potuto esprimere ognuno il suo modo di giocare: io ho puntato un po&#8217; più sulla tecnologia e su di una colonizzazione precisa (a causa del mio obiettivo personale), mentre lei ha gestito le risorse e la colonizzazione &#8220;in quantità&#8221;. La scelta di poter compiere azioni extra bruciando risorse ha il suo perché, e se all&#8217;inizio si è fin troppo conservativi temendo di rimanere a secco, giocando ci si rende conto che la gestione delle risorse è elastica e permette di osare qualcosa in più. Come anticipatomi da Mario, confermo che in <strong>Kepler-3042</strong> non esiste una strategia dominante, ma è davvero possibile fare tante cose e vincere in svariati modi; mi sento di consigliare, una volta presa la mano, di giocare più partite mettendo l&#8217;accento su tattiche e strategie differenti, così da variare sempre più l&#8217;esperienza. La cura dei dettagli e della realizzazione sono elevatissime, e la collaborazione con Adrian, vero esperto dello spazio, da al gioco una marcia in più, rendendo l&#8217;esperienza più &#8220;realistica&#8221;, facendoci sognare e desiderare di conquistare lo spazio. Ultimamente il tema è tornato in auge nel gioco da tavolo, ed è una valida e piacevole alternativa al classico tema fantasy. I miei complimenti al team <em><strong>Post Scriptum/Placentia Games</strong></em> e soprattutto un grande in bocca al lupo per il <em><strong><a href="https://www.kickstarter.com/projects/postscriptum-games/kepler-3042">kickstarter di Kepler-3042</a></strong></em>, al quale vi invito a partecipare se il mio articolo ha destato in voi lo stesso interesse ed entusiasmo che abbiamo avuto noi giocandoci!</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: ormai Morgana vince anche nei giochi che non sono stati ancora pubblicati. Ma come devo fare?</em></p>
<hr />
<h2><strong>Nerdando in breve</strong></h2>
<p>Colonizzazione e sviluppo tecnologico nello spazio più profondo in 16 turni di un gestionale completo ed accurato.</p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Due chiacchiere con: Mario Sacchi (Post Scriptum Games)</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2015 12:00:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Sacchi è talmente tanto all&#8217;interno del mondo dei giochi che ne esiste una sua versione cartacea. Letteralmente! Titolare della Post Scriptum, che ha da pochissimo compiuto ben 10 anni, Mario è innanzitutto un giocatore, che ha, col tempo, tirato su una bella realtà e, ultimamente, è &#8220;complice&#8221; del progetto del gioco di carte di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/05/05/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/">Due chiacchiere con: Mario Sacchi (Post Scriptum Games)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 449px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" src="https://lh3.googleusercontent.com/-T_ZNvDAeROk/VUiLJ321OBI/AAAAAAAAHss/3iBZiKqI4Ao/w449-h673-no/_MG_2580.gif" alt="Mario Sacchi con la &quot;sua&quot; carta addosso!" width="449" height="673" /><figcaption class="wp-caption-text">Mario Sacchi con la &#8220;sua&#8221; carta addosso!</figcaption></figure>
<p>Mario Sacchi è talmente tanto all&#8217;interno del mondo dei giochi che ne esiste una sua versione cartacea. Letteralmente! Titolare della <a href="http://postscriptum-games.it/" target="_blank">Post Scriptum</a>, che ha da pochissimo <a href="http://blog.postscriptum-games.it/2015/05/buon-compleanno-post-scriptum.html?spref=fb" target="_blank">compiuto ben 10 anni</a>, Mario è innanzitutto un giocatore, che ha, col tempo, tirato su una bella realtà e, ultimamente, è &#8220;complice&#8221; del progetto del gioco di carte di Drizzit, sviluppato in collaborazione con lo stesso Bigio, del quale ho scritto sia <a href="https://nerdando.com/drizzit-il-gioco-di-carte/" target="_blank">sul gioco base</a> che sulla prima espansione, <a href="https://nerdando.com/drizzit-draghi-spose-e-coccole-estreme-espansione-del-card-game/" target="_blank">&#8220;Draghi, Spose e Coccole Estreme&#8221;</a>. Durante il <a href="https://nerdando.com/play-festival-del-gioco-2015/" target="_blank">PLAY Modena 2015</a> ci siamo conosciuti ed ecco a voi l&#8217;intervista che il buon Mario ci ha rilasciato.</p>
<p><strong>Giandomenico: Ciao Mario! Grazie per essere qui con gli amici di Nerdando.com. Dato che non ancora hai conquistato l’intero globo terracqueo ma sei sulla buona strada, che ne dici di un’introduzione su chi sei e che ci fai qui?<br />
Mario</strong>: Ciao Nerdando (e Giandomenico in particolare)! Beh, per sapere tutto tutto su di me consiglio di <a href="http://mariosacchi.blogspot.it/" target="_blank">leggere il mio blog</a>, in cui si racconta tutto della mia attività di editore, di organizzatore di eventi e&#8230; di appassionato di misteri <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Per chi ha invece meno tempo, posso dire che sono un editore di giochi in scatola e sono qui, credo, perché l&#8217;ultimo che ho pubblicato è il gioco di carte di Drizzit.<br />
Riguardo alla conquista del globo terraqueo&#8230; Beh, ci stiamo lavorando <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Qualcuno si ricorderà di te come “Mario di Post Scriptum”. Ma cos’è Post Scriptum?<br />
M</strong>: La risposta breve è: “una casa editrice di giochi”. In realtà è tutto un po&#8217; più complesso, perché siamo anche uno studio di consulenza e perché abbiamo fatto alcune scelte in controtendenza (una su tutte: quella di non prendere mai stand di vendita alla fiere, a parte Essen). Al momento abbiamo all&#8217;attivo 8 giochi come editori, a cui se ne aggiungono 2 di altre case editrici su licenza nostra e 13 come consulenti. Trovate tutto <a href="http://postscriptum-games.it/" target="_blank">sul nostro sito</a>.</p>
<p><strong>G: Raccontaci un po’ il tuo background e ciò che ti ha portato a fondare una casa editrice di giochi…<br />
M</strong>: Beh, come tutti ho iniziato con Risiko, Heroquest e altri giochi da supermercato. Poi, <a href="http://blog.postscriptum-games.it/2014/06/un-gioco-che-piaceva-tutti.html" target="_blank">come raccontato anche sul blog</a>, un giorno sono entrato in un negozio cercando un regalo per il mio fratellino e ne sono uscito con Carcassonne. È stata una folgorazione!  Ho subito chiamato gli amici per condividere le meraviglie di quella magica scatola blu e, fra di loro, Matteo è stato quello che più si è appassionato. Abbiamo iniziato a incontrarci molto spesso per giocare e poi, come succede a molti, abbiamo iniziato a ipotizzare di inventare un gioco nostro. Da cosa nasce cosa e, dieci anni dopo, eccoci qui.</p>
<p><strong>G: Quali sono i giochi che hai creato tu, o che comunque ti fanno sentire un po’ papà?<br />
M</strong>: L&#8217;unico gioco di cui sono ufficialmente autore è BauSquitMiao, che però posso dire di considerare un&#8217;opera giovanile, in cui si vedono molto bene le tracce dell&#8217;inesperienza. Non a caso ho chiesto agli admin di Boardgamegeek di rimuovere il badge <em>GAME DESIGNER</em> che anni fa misero sul mio profilo. Di fatto non mi considero un autore, ma penso che io e Matteo formiamo un&#8217;ottima coppia di sviluppatori, che è un ruolo simile, ma non identico. In pratica lavoriamo molto sulle regole del gioco, in modo più spietato e distaccato di come farebbe l&#8217;autore originario. In questo senso mi sento papà di praticamente tutti i giochi a cui ho lavorato. Forse quello in cima alla lista è Caligula, però davvero è difficile fare distinzioni, anche perché c&#8217;è tantissimo lavoro anche dietro a un&#8217;edizione promozionale in cui non è previsto che tocchiamo le regole (come per esempio il recente Let&#8217;s Play Different).</p>
<p><strong>G: E quali sono i 3 giochi preferiti di Mario?<br />
M</strong>: Imperial, Kingsburg e i lupi in tutte le salse (comprendo in questo genere anche The Resistance). Menzione d&#8217;onore per Battlestar Galactica.</p>
<p><strong>G: Qual è la filosofia della Post Scriptum, e come la mantieni sempre fresca ed attuale?<br />
M</strong>: Mah&#8230; Non c&#8217;è una vera e propria filosofia: negli anni ci siamo sempre evoluti, esplorando direzioni nuove ogni volta che ne abbiamo avuto la possibilità. Quello che posso dire, in tutta sincerità, è che non abbiamo mai fatto uscire un gioco senza esserne convinti al 100%. Non pretendiamo che piacciano a tutti, ma quando li rigiochiamo noi&#8230; Beh, ci divertiamo sempre moltissimo, anche perché tutte le parti che non ci piacevano le abbiamo tolte prima <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Sul tuo blog è possibile leggere di te come “boss della Post Scriptum” ma anche, e soprattutto, come giocatore. Cosa ti ha emozionato particolarmente nell’ultimo anno? Non sono valide auto-citazioni, occhio!<br />
M</strong>: Difficile da dire: ho giocato tantissimo e purtroppo molti titoli li ho provati una volta sola. Un gioco che è schizzato in testa alla classifica di partite fatte fin da subito è stato senz&#8217;altro One Night Ultimate Werewolf, per il modo in cui ha implementato le meccaniche dei lupi in un titolo brevissimo. Fra i giochi più complessi non saprei: ne ho provati tanti gradevoli, ma nessuno che mi abbia fatto innamorare.</p>
<p><strong>G: Passiamo alle vostre produzioni. Sento di poter dire che il gioco di carte di Drizzit, di cui ho recensito la versione base (<a href="https://nerdando.com/drizzit-il-gioco-di-carte/" target="_blank">qui</a>) e la nuovissima espansione (<a href="https://nerdando.com/drizzit-draghi-spose-e-coccole-estreme-espansione-del-card-game/" target="_blank">qui</a>), è di sicuro uno dei vostri fiori all’occhiello, spinto sicuramente dalla mitica produzione grafico/letteraria di Bigio <em>(Bigio, se ci leggi, che ne pensi di “produzione grafico/letteraria”, la trovi calzante per descrivere ciò che crei? ndG)</em> ma anche da meccaniche di gioco semplici ma molto efficaci e coinvolgenti. Innanzitutto, raccontaci come è nata questa collaborazione dal tuo punto di vista.<br />
M</strong>: È nata a seguito di un incontro fra me e Lucio Staiano, proprietario di Shockdom, a cui mi ero rivolto per un progetto che avevo in mente. Lui mi ha detto che il progetto non era male, ma essendo piuttosto lungo da realizzare mi ha proposto di lavorare sul gioco che Bigio stava già realizzando per conto suo. Caspita, questo era anche meglio, per me! In men che non si dica, ci siamo trovati allo stesso tavolo tutti e tre a provare il primo prototipo di Bigio, disegnato a mano su foglietti imbustati (e di cui io ho una copia qui sulla scrivania, frutto di un gran lavoro di scanner e forbici). Il gioco era acerbo, ma si vedeva già che aveva i requisiti giusti per il target a cui era rivolto, quindi io e Bigio abbiamo iniziato a scambiarci un po&#8217; di opinioni. Poco dopo, un po&#8217; per caso, ho parlato della cosa ad Andrea Chiarvesio, con cui siamo amici da tempo, e lui subito si è offerto per lavorarci. Il progetto diventava sempre più interessante di giorno in giorno! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Risulta facile mettere attorno ad un tavolo il mondo games e il mondo comics e farli collaborare fruttuosamente?<br />
M</strong>: Beh, io mi posso basare solo su Drizzit, finora (abbiamo in cantiere altre collaborazioni interessanti, ma le annunceremo a tempo debito), però devo dire che, sì, secondo me i due mondi hanno parecchi punti in comune e si possono sposare bene. Dal punto di vista pratico, lo sviluppo del gioco non hai presentato alcun problema. Io, Bigio e Andrea abbiamo avuto idee diverse su alcuni punti, ma abbiamo sempre trovato il giusto equilibrio.</p>
<p><strong>G: Da cosa avete tratto spunto per il sistema di gioco?<br />
M</strong>: Questa è una domanda per Bigio, visto che l&#8217;idea originale è sua <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Comunque è chiaro che, volendo restare fedeli al fumetto, lo spunto è stato un gruppo di avventurieri che si muove insieme e incontra nemici da sconfiggere e ostacoli da superare sulla sua strada.</p>
<p><strong>G: Con l’espansione avete implementato i Cristalli, che sono la prima vera nuova meccanica di gioco. Avete in progetto altre espansioni, ma soprattutto altre meccaniche di gioco da proporre? Mi candido per il beta testing!<br />
M</strong>: Beh, la prudenza suggerisce di aspettare i dati di vendita di questa prima espansione prima di metterci a lavorare attivamente sulla prossima, comunque sì, ci sono già delle idee in cantiere e, soprattutto, storie già pubblicate nel fumetto e non ancora approdate nel gioco. Per quanto riguarda il beta testing, buono a sapersi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Qual è il vero punto di forza dell’esperienza di gioco di Drizzit?<br />
M</strong>: Quello che ho visto, avendo fatto giocare ormai tantissimi gruppi di persone, è che il gioco pone il gruppo di fronte a scelte mai banali o scontate. Di fatto, chi gioca bene ha molte più possibilità di riuscita rispetto a chi gioca male, nonostante ci siano carte e dadi a rendere il tutto, volutamente, aleatorio. Inoltre, il gioco è inserito nel mondo Drizzit al 100%, quindi chi ama il fumetto ne può apprezzare le sfumature&#8230; E le battute sulle carte <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Ho visto che sei diventato un personaggio di Drizzit: Mario Scriptum, con tanto di poteri, oggetto e alleato. Dove posso trovare questa carta e tutte le carte extra prodotte da Bigio?<br />
M</strong>: Questa è facile: il mio set personale è <a href="https://www.facebook.com/mario.post.scriptum/media_set?set=a.10203991440893723.1073741830.1454072122&amp;type=3" target="_blank">sul mio profilo Facebook</a>, visto che lo posso usare solo io, mentre tutte le carte print&amp;play, inclusa la guida strategica scritta da Bigio, sono <a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.573964206041744.1073741827.143378642433638&amp;type=3" target="_blank">sulla pagina di Post Scriptum</a>. Mi raccomando, tenetela d&#8217;occhio perché arriveranno altre carte in continuazione!</p>
<p><strong>G: Ora abbandoniamo Gulfingar e procediamo con gli altri progetti Post Scriptum. Cosa bolle in pentola?<br />
M</strong>: Tante cose: entro la fine di quest&#8217;anno, se tutto va bene, dovrebbero uscire altri cinque o sei giochi, fra edizioni e consulenze. Alcuni saranno semplici e per famiglie come Fun Farm, mentre altri più complessi come Florenza. Non c&#8217;è mai il tempo per riposarsi, qui!</p>
<p><strong>G: Come procede il “tour” delle convention e delle fiere in tutta Italia? Quali i prossimi eventi dove, con santa pazienza come ti ho visto fare, spiegherai ai giocatori come affrontare le nuove avventure targate Post-Scriptum?<br />
M</strong>: Come detto sopra, noi di norma non abbiamo mai uno stand di vendita in fiera, però io cerco di visitarne il più possibile, sia per mettermi a disposizione di chi ha le mie scatole per fare demo (come nel caso di Raven a Play, o di Shockdom a Romics l&#8217;anno scorso), sia per provare nuovi prototipi per giochi futuri.</p>
<p><strong>G: Questa domanda la faccio spesso agli amici coinvolti nelle produzioni di giochi: com’è, nel 2015 digitalizzatissimo, rimanere ben ancorati a qualcosa di analogico come i giochi su carta?<br />
M</strong>: Premetto che io sono una persona molto digitalizzata: difficilmente mi trovo in condizioni di non poter accedere a internet, e quando succede mi sento sperduto. Però ormai si è abbondantemente visto che i giochi da tavolo non risentono troppo della concorrenza dei videogiochi, perché vanno incontro a esigenze diverse, come quella di essere intorno a un tavolo con i tuoi amici e interagire direttamente con loro. Inoltre, non sottovalutiamo il fatto che spesso i genitori comprano giochi come Fun Farm ai propri figli proprio perché smettano di giocare col tablet <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Un elemento davvero caratteristico della Post Scriptum è la possibilità di fungere da consulente per chi vuole produrre un gioco. Sul sito sono presenti diversi consigli, così come sul blog, e noto che incoraggiate chiunque abbia delle buone idee a contattarvi. Da cosa nasce questa – purtroppo rara, se posso aggiungere  – volontà di fornire aiuto e supporto a chi ha nuovi progetti?<br />
M</strong>: Mah, in realtà è nato tutto un po&#8217; per caso. I primi due progetti, Salvanèl e Isla Chupita ci erano stati richiesti da persone che conoscevamo in momenti in cui avevamo tempo per seguirli. Lo abbiamo fatto e ci siamo resi conto che quel tipo di lavoro ci piaceva e ci dava soddisfazione. Abbiamo iniziato a pubblicizzare questo tipo di servizio e addirittura per quattro anni, dal 2009 al 2013, non abbiamo fatto altro, complici alcuni ritardi a nostri giochi programmati. Diciamo che è una bella sfida lavorare su progetti e direttive altrui, ed è bello rendersi conto che alla fine, le persone che si sono rivolte a noi sono soddisfatte del prodotto ottenuto.</p>
<p><strong>G: Ci puoi fornire qualche esempio di progetto che hai conosciuto con una simile richiesta e che poi è andato a buon fine?<br />
M</strong>: Beh, il miglior biglietto da visita, in questo senso, sono i giochi di <a href="http://www.placentiagames.it/Joomla2.5/index.php?lang=it" target="_blank">Placentia Games</a>: Florenza, Ark &amp; Noah e Florenza Card Game. Il fatto stesso che si siano rivolti a noi per tutti (compresi espansione, ristampa e nuovo gioco in uscita a ottobre) significa che abbiamo lavorato bene, tutto sommato <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: E cosa sconsiglieresti, invece, a chi si avvicina a questo mondo?<br />
M</strong>: Quello che dico a tutti è che la fretta è davvero una PESSIMA consigliera in questo settore. Ogni gioco è il frutto di mesi di lavoro, che vanno pianificati al meglio. Meglio uscire un anno dopo con un prodotto adeguato che non farsi travolgere dall&#8217;entusiasmo e immettere sul mercato un gioco malfatto. Vi assicuro che la differenza si vede <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f641.png" alt="🙁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><strong>G: Credo che questa intervista sia stata più che soddisfacente, e che sia durata più di una sessione di D&amp;D con un master palloso! Ti ringrazio ancora, Mario, per la tua disponibilità e il tuo tempo, e ci diamo appuntamento per le prossime uscite della Post Scriptum! Nel frattempo ribadisco che, alla prima occasione utile, voglio fare una partita al gioco di carte di Drizzit con te e Bigio! Grazie e ciao!<br />
M</strong>: Vedremo di organizzarci <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Grazie a te per l&#8217;entusiasmo e per avermi dato la possibilità di scrivere alcune cose a cui tengo <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ciao!</p>
<figure style="width: 604px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh6.googleusercontent.com/--ZFZzLita4I/VUiLJ8WFtWI/AAAAAAAAHsw/tp_Pq7np7jA/w604-h688-no/_MG_2578.gif" alt="Mario Sacchi con la &quot;sua&quot; carta addosso!" width="604" height="688" /><figcaption class="wp-caption-text">Mario, durante il PLAY Modena 2015, spiega con passione (e pazienza) a due ragazzi le meccaniche del gioco di carte di Drizzit</figcaption></figure>
<p>Armatevi di bustine proteggi-carte, quindi, perché è arrivato il momento di giocare! Vi suggerisco caldamente di cercare la presenza della Post Scriptum presso la prossima convention che visiterete: il buon Mario sarà pronto a giocare, e lo riconoscerete dalla maglietta con la &#8220;sua&#8221; carta stampata. Un grande!</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2015/05/05/due-chiacchiere-con-mario-sacchi-post-scriptum-games/">Due chiacchiere con: Mario Sacchi (Post Scriptum Games)</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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