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	<title>Marco Rizzo - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>The Passenger &#8211; La morale dei mafiosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 12:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fumetti & Libri]]></category>
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<p><strong>23 Maggio 1992</strong>.</p>
<p>Sembra una data a caso, ma me la ricordo eccome, anche se avevo solo 8 anni. Era il giorno della strage di Capaci, un attentato nel quale morirono il giudice Falcone, sua moglie e la sua scorta. Un giorno che purtroppo è entrato di prepotenza nella storia del nostro paese, e che è emblematico di un&#8217;epoca in cui la <strong>Mafia</strong> terrorizzava lo Stato con le bombe per i suoi porci comodi. Io quegli anni me li ricordo stranamente bene, e credo che nessuno di noi dovrebbe dimenticarli: la Mafia è un cancro di cui la nostra Italia è sempre stata malata e migliaia sono state le opere anche di fiction che ne hanno discusso, ne hanno raccontato i fatti, le vicissitudini e condannato l&#8217;esistenza.</p>
<p>Il fumetto, come mezzo culturale, ovviamente non fa e non ha fatto eccezione. Proprio di questa tematica vorremmo parlarvi oggi, tramite un graphic novel che di mafia parla attraverso una storia d&#8217;azione e di vendetta:<strong> The Passenger</strong>, della collana <strong>Prospero&#8217;s Books</strong> edita da <strong>Tunué</strong>, che ci ha concesso di leggerlo in anteprima e che ringraziamo per la disponibilità.</p>
<h2>Il team creativo</h2>
<p>Leggere i nomi in copertina è già di suo interessante: <strong>Marco Rizzo</strong> e <strong>Lelio Bonaccorso</strong> sono ormai due veterani del fumetto a sfondo storico, avendo concepito negli ultimi anni parecchie opere biografiche o che prendono spunto da fatti di cronaca. Io li conosco per aver letto <strong>Jan Karski</strong>, un loro titolo uscito nel 2014 che mi ha fatto scoprire una pagina dell&#8217;Olocausto che onestamente non conoscevo, e avevo avuto modo di apprezzare l&#8217;ottimo lavoro di documentazione sfociato in una buona narrazione e in un lato artistico molto apprezzabile. Questa volta però, al dinamico duo in questione, si è aggiunto <strong>Carlo Carlei</strong>, regista che ha fornito proprio il soggetto della storia di The Passenger, che presto diverrà proprio una pellicola (e della quale questo graphic novel è l&#8217;adattamento a fumetti).</p>
<h2>La storia e i personaggi</h2>
<p>Questo aspetto è importante da sottolineare, perché <strong>The Passenger</strong> è strutturato esattamente come un film d&#8217;azione. Come impostazione ed incipit mi ha ricordato molto il bellissimo film di Michael Mann con Tom Cruise e Jamie Foxx, <strong>Collateral</strong>. Infatti è proprio una lunga notte di violenza, inseguimenti, sparatorie, confessioni e rapimenti quella che vede intrecciarsi i destini di <strong>Masino Caligiuri</strong>, latitante boss della Mafia che assomma in sé tutte le storie e le storture dei vari Riina, Provenzano e Brusca, e due turisti americani in viaggio di nozze in Sicilia. A fare da sfondo, accenni alle storie oscure dell&#8217;Italia, indice di un ottimo lavoro documentativo da parte degli autori.</p>
<p>Il romanzo grafico, partendo da un quadro storico accennato in modo molto efficace con un bello stratagemma, si dipana come un vero e proprio film d&#8217;azione cui non manca davvero nulla: bei personaggi, azione serrata, intrighi e colpi di scena. Molto buono è il lavoro sugli attori che si muovono in scena: pur utilizzando alcuni caratteri che sono un cliché delle opere che parlano di Mafia (e non è che sia così semplice evitarli), l&#8217;empatia con i personaggi è buona, tanto da farci avere ripensamenti di simpatia persino nei confronti dello spietato boss.</p>
<h2>Le tematiche</h2>
<p><strong>The Passenger</strong> si legge tutto d&#8217;un fiato come si guarda un thriller, ma non per questo non si tratta di un&#8217;opera in grado di far riflettere, anzi: i dialoghi tra il boss in fuga e il nostro co-protagonista americano mostrano perfettamente la percezione distorta alla base dell&#8217;agire mafioso, cercando nel contempo di farci familiarizzare con il criminale tramite il tratteggiamento di alcuni lati più umani della sua personalità. A me questo elemento, come accennavo prima, ha inquietato molto e mi ha fatto pensare a come sia facile per queste persone convincere i deboli che il giusto sia dalla loro parte: rimarchevole l&#8217;insistenza sulla religiosità, sull&#8217;amore e sul rispetto estremo dei mafiosi nei confronti della famiglia, un tipo di contrasto che non esita ad instillarci quel malessere che scatta istantaneo parlando di organizzazioni criminali.</p>
<p>Ovviamente non ci viene risparmiata la tematica della corruzione, all&#8217;ordine del giorno se si parla di cosche mafiose e d&#8217;altronde è giusto così: una delle conseguenze della stagione delle stragi fu ad esempio la presunta trattativa tra lo Stato e la Mafia per cessare gli spargimenti di sangue in cambio di favori vari ed eventuali. Carlei, Rizzo e Bonaccorso non potevano perciò soprassedere sull&#8217;argomento e per quanto diffuso sia il malcontento popolare italiano al grido di &#8220;Tutti corrotti&#8221;, non è mai male che se ne parli.</p>
<h2>Il linguaggio</h2>
<p>Piccolo accenno alla lingua utilizzata: moltissimi dialoghi del fumetto sono in siciliano, scritti in siciliano e se non è questo il vostro dialetto padre, vi troverete a leggerli ad alta voce tentando di imitare l&#8217;accento del Padrino (true story). Questa scelta mi è piaciuta da pazzi perché riesce ad immergere nell&#8217;atmosfera e nella vicenda in modo integrale, come forse non sarebbe successo se tutto fosse stato scritto in italiano. Sempre rimanendo sull&#8217;aspetto linguistico, altre chicche sono l&#8217;anglosiciliano parlato dal boss e la colorazione differente per le parti di testo tradotte.</p>
<h2>Il lato grafico</h2>
<p>Ho trovato i <strong>disegni</strong> di Bonaccorso molto adeguati alla vicenda narrata, con ottime scene d&#8217;azione, inquadrature cinematografiche e una colorazione a tinte pastello suggestiva, punteggiata da luci forti e riflessi che rendono l&#8217;atmosfera notturna ancor più efficace. L&#8217;appunto lo faccio su un aspetto, ma è un problema mio e lo riconosco, perché nei fumetti non lo sopporto: le scritte fatte al pc e appiccicate sopra al disegno. Secondo me stonano e rovinano la resa: ad esempio nel momento in cui i due protagonisti visitano il monumento commemorativo della strage di Capaci, che è comunque una scena d&#8217;impatto della vicenda, non ho digerito che i nomi fossero palesemente scritti al computer. Niente di incredibile, comunque. Al contrario, ho gradito molto gli scenari tratti dalla Palermo reale, completamente disegnati e che fanno ottimamente da sfondo alle vicende, rendendole più vivide e reali.</p>
<h2>In conclusione&#8230;</h2>
<p><strong>The Passenger</strong> mi ha soddisfatto e ho capito che la scintilla che lo rende meritevole ai miei occhi è forse la scelta di non limitarsi al mero compitino di thriller d&#8217;azione, ma di mostrare un lato morale (se di moralità si può parlare, ben inteso) dei personaggi negativi, rendendoli ancora più vicini al nostro vivere comune.</p>
<hr />
<h2>Nerdando in breve</h2>
<p><strong>The Passenger</strong> è una storia di mafia, vendetta e sangue, capace di turbare e far riflettere su pagine dolorose della storia del nostro paese, grazie ad un&#8217;ottima scrittura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://nerdando.com/2016/11/10/the-passenger-morale-mafiosi/">The Passenger &#8211; La morale dei mafiosi</a> proviene da <a href="https://nerdando.com">Nerdando</a>.</p>
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