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	<title>Maledizioni - Nerdando</title>
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	<description>Testata indie che racconta il mondo nerd per passione - Passiamo Tempo #Nerdando</description>
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		<title>NerdandoSu Halloween &#8211; Videogiochi: leggende, misteri e maledizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano "jedi.lord" Scutti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 12:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NerdandoSu]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nello scegliere la cover story del mese di ottobre siamo andati a colpo sicuro: ottobre è il mese che si conclude con Halloween, ed Halloween è un argomento che nel nostro ambito può essere sì visto come banale, ma anche come fonte di infinite ispirazioni per parlare di cultura nerd. Ovviamente si può parlare di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nello scegliere la cover story del mese di ottobre siamo andati a colpo sicuro: ottobre è il mese che si conclude con <strong>Halloween</strong>, ed Halloween è un argomento che nel nostro ambito può essere sì visto come banale, ma anche come fonte di <strong>infinite ispirazioni per parlare di cultura nerd</strong>.</p>
<p>Ovviamente si può parlare di Halloween in molti modi, anche banali, ma noi non siamo qui per sederci sugli allori e fare click facili; abbiamo scelto di <strong>esplorare con voi l&#8217;ambito di ciò che è maledetto</strong>.</p>
<p>Quando mi hanno proposto di occuparmi delle <strong>maledizioni in ambito videoludico</strong> ero titubante perché per mia ignoranza non avrei saputo come accoppiare gli argomenti: ovviamente mi sbagliavo, e di grosso.</p>
<p>Perché per quanto riguarda<strong> storiacce, leggende urbane, misteri e strane coincidenze</strong> il mondo dei videogiochi si difende veramente, veramente bene. Ho fatto le mie ricerche, mi sono appassionato e ora ve ne parlo.</p>
<p><strong>Mettete su una qualsiasi playlist di Spotify a tema horror</strong>. Magari con le più belle musiche tratte dalle <a href="https://nerdando.com/2019/10/24/nerdandosu-halloween-le-soundtrack-horror-che-hanno-fatto-storia/">colonne sonore dei film di genere</a> (come ho fatto io mentre scrivevo questo articolo).</p>
<p><strong>Spegnete la luce</strong>.</p>
<p>Sperando che, mentre leggete, una singola, bastardissima <strong>goccia di sudore</strong> fredda vi scorra nel bel mezzo della schiena.</p>
<p>E che, mentre leggete queste righe, <strong>abbiate l&#8217;istinto di voltarvi</strong> per vedere se qualcuno vi sta osservando.</p>
<p>O magari vi osserva tramite la fotocamera del vostro smartphone o <strong>la webcam del PC&#8230;</strong></p>
<h2>Polybius</h2>
<p>Incominciamo la nostra carrellata con il caso più famoso di tutti, quello del fantomatico &#8220;<strong>Polybius</strong>&#8220;.</p>
<p>Siamo nel 1981 e nelle sale giochi di Portland, nell&#8217;Oregon, comincia ad apparire questo cabinato. La casa di sviluppo è la misteriosa <strong>Sinneslöschen</strong> (che significa, in tedesco, qualcosa come &#8220;cancella-mente&#8221;). Le code per giocare a Polybius si allungano, il gioco diviene estremamente popolare fino a provocare risse e disordini.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/polybius-title-screen_800x600.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-32969 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/polybius-title-screen_800x600.jpg" alt="" width="800" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/polybius-title-screen_800x600.jpg 800w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/polybius-title-screen_800x600-300x225.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/polybius-title-screen_800x600-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p>Ma non è quello il problema principale, bensì il presunto effetto che Polybius ha sui giocatori: <strong>amnesie, insonnia, stress, incubi notturni</strong>. Coloro che provano Polybius smettono di provare divertimento con tutti gli altri videogiochi.</p>
<p>Per aggiungere pepe alla vicenda, si parla di &#8220;<a href="https://nerdando.com/2019/07/25/men-in-black-le-curiosita-sugli-uomini-in-nero/"><strong>uomini in nero</strong></a>&#8221; che periodicamente arrivino a raccogliere dati proprio dai cabinati di Polybius.</p>
<p>Polybius, d&#8217;improvviso, fu ritirato e <strong>sparì nel nulla</strong>. Numerose le persone che ne hanno parlato negli anni, ma a tutt&#8217;oggi nessuna vera prova concreta è stata fornita a supporto dell&#8217;esistenza.</p>
<p>Esistono ricostruzioni di screenshot ed interviste a presunti programmatori che avrebbero lavorato per la Sinneslöschen; molti dicono si tratti in verità della <strong>prima versione di Tempest</strong>, che si dice provocasse epilessia.</p>
<p><strong>Polybius</strong> forse non è mai esistito, ma di certo <strong>ha avuto un forte impatto sull&#8217;immaginario popolare</strong>, tanto da essere citato nei Simpson, in Dylan Dog ed in <a href="https://nerdando.com/2019/08/01/stranger-things-analisi-della-terza-stagione/">Stranger Things</a>.</p>
<p>Il geniale <strong>Jeff Minter</strong>, nel 2017, fa uscire su PS4 uno sparatutto con lo stesso nome, affermando di aver provato l&#8217;originale tanti anni orsono. Cosa non si fa per il marketing!</p>
<p>Piccola osservazione, presa paro paro da wikipedia: Polybius prende il nome dallo storico greco antico <strong>Polibio</strong>, noto per le sue affermazioni sul fatto che gli storici non dovrebbero mai narrare avvenimenti che non possano essere verificati con fonti e testimonianze&#8230;</p>
<h2>&#8220;Majora&#8221;</h2>
<p><strong>Questa è una storia</strong>, a mio avviso, <strong>da film horror</strong> di quelli che escono nelle sale a fine luglio, ma tant&#8217;è, noi ci limitiamo a riportarvela dato che è una delle più famose riguardo ai videogiochi maledetti.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/fc6efb8fc30ddb6d-600x338_1000x563.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-32968 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/fc6efb8fc30ddb6d-600x338_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/fc6efb8fc30ddb6d-600x338_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/fc6efb8fc30ddb6d-600x338_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/fc6efb8fc30ddb6d-600x338_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>C&#8217;è questo ragazzo che compra una cartuccia usata di <strong>The Legend of Zelda: Majora&#8217;s Mask</strong>, senza etichetta ma con su scritto a pennarello &#8220;<strong>Majora</strong>&#8220;. All&#8217;interno della cartuccia c&#8217;è già un salvataggio chiamato &#8220;Ben&#8221;.</p>
<p>Il ragazzo lo ignora, cominciando una nuova partita: il problema è che già dall&#8217;inizio tutti i personaggi in gioco iniziano a chiamarlo <strong>Ben</strong>. Inquietato, cancella entrambi i salvataggi e ricomincia.</p>
<p>A questo punto, le stranezze diventano ancora peggiori: <strong>il file Ben si ricrea da solo</strong>, le musiche del gioco cominciano a suonare al contrario, gli scenari perdono la loro logica, i dialoghi diventano senza senso e Link, il personaggio principale, viene costantemente seguito da una copia di sé stesso.</p>
<p>Un secondo salvataggio compare nella cartuccia, chiamato &#8220;<strong>Drowned</strong>&#8221; (Annegato).</p>
<p>A quel punto il gioco diviene ingiocabile perché <strong>il personaggio comincia a morire in qualunque modo</strong>.</p>
<h2>KillSwitch</h2>
<p>Quello di <strong>KillSwitch</strong> è un caso singolare, diverso da quello di Polybius o dal presunto fake di Majora.</p>
<p>KillSwitch è un gioco che presumibilmente è uscito, o forse no. Ma questo è difficile da dire, perché per sua stessa natura <strong>non doveva rimanerne traccia una volta completato</strong>.</p>
<p>Ebbene sì, nell&#8217;intento di fornire un&#8217;esperienza unica in tutti i sensi, i presunti sviluppatori di KillSwitch, i sovietici <strong>Karvina Corporation</strong>, avrebbero prodotto il loro titolo in pochissime copie, facendo in modo che esso si autoeliminasse al termine della partita, rendendone impossibile la diffusione legale ed illegale e soprattutto impedendo la possibilità di ricominciare il gioco da capo.</p>
<p>KillSwitch era <strong>un mix di platform ed avventura grafica</strong> ambientato in una miniera dell&#8217;Est europeo (sarà un caso che la città di Karvina, in Ucraina, è proprio accanto ad una miniera?), all&#8217;interno della quale era successo qualcosa di inquietante che l&#8217;aveva resa infestata di zombie, creature demoniache ed altre amenità simili; al giocatore era permesso scegliere di impersonare uno tra due personaggi, ovvero Porto, una donna che si risveglia improvvisamente all&#8217;interno della miniera e deve fuggirne, e Ghast, una non meglio precisata entità demoniaca, per giunta difficilissima da giocare, dato che era trasparente.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/Killswitch_1000x562.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-32970 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/Killswitch_1000x562.jpg" alt="" width="1000" height="562" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/Killswitch_1000x562.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/Killswitch_1000x562-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/Killswitch_1000x562-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Già di suo KillSwitch non metteva di certo allegria, con la sua briosa monocromia impreziosita da una gioiosa scala di grigi; aggiungeteci l&#8217;ansia di sapere che una volta finito, il gioco si sarebbe cancellato per sempre; ma la ciliegina sulla torta, secondo chi scrive, è <strong>la risoluzione della trama</strong>. Durante tutto il gioco il protagonista raccoglie dei nastri che, all&#8217;uscita della miniera, avrebbero permesso di capire cosa avesse provocato il disastro; peccato che, una volta usciti lo schermo divenisse completamente bianco e basta, cancellando tutto.</p>
<p>Non molte persone possono raccontare di aver terminato il gioco, così poche che non si capisce se KillSwitch sia esistito sul serio oppure no; <strong>esistono dei gameplay su Youtube</strong>, se siete interessati, vai a sapere se sono veri oppure no.</p>
<p>Fatto sta che una delle probabili ultime copie del gioco, se non l&#8217;ultima, ancora sigillata, sia stata acquistata su ebay ad una cifra esagerata all&#8217;inizio degli anni 2000 da un uomo di nome <strong>Ryuichi Yamamoto</strong>. Il nostro sarebbe stato spinto all&#8217;acquisto compulsivo dal fatto di aver completato il gioco tempo prima con il personaggio di Porto e di volerlo riaffrontare con quello di Ghast; nel mentre, si sarebbe ripreso con una videocamera per mostrare a tutti che KillSwitch esisteva davvero.</p>
<p>Il video, o presunto tale, mostra il caro Ryuichi bloccato sulla <strong>schermata di selezione del personaggio</strong>, roso da un dubbio atroce: giocare come Ghast o rinverdire i fasti della sua giovinezza, portando di nuovo a termine il gioco come Porto?</p>
<p>Il nostro improbabile eroe è devastato dal dover scegliere e fa l&#8217;unica cosa che gli viene spontanea in quel momento: <strong>piangere</strong>.</p>
<h2>Berzerk</h2>
<p><strong>Berzerk</strong>, al contrario dei precedenti, è un gioco che esiste davvero. È del 1980, ed è ricordato per essere stato anche all&#8217;avanguardia grazie all&#8217;introduzione della <strong>sintesi vocale</strong>, novità assoluta all&#8217;epoca.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/maxresdefault1_1000x563.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32971 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/maxresdefault1_1000x563.jpg" alt="" width="1000" height="563" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/maxresdefault1_1000x563.jpg 1000w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/maxresdefault1_1000x563-300x169.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/maxresdefault1_1000x563-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a></p>
<p>Si tratta di un <strong>videogioco sparatutto</strong>, piuttosto frenetico e divertente; ma allora, in cosa consiste la maledizione?</p>
<p>Ebbene, Berzerk è citato come protagonista del<strong> primo caso di morte attribuita ad un vidoegioco</strong>.</p>
<p>Infatti un diciottenne americano di nome <strong>Peter Burkowski</strong> morì in seguito ad una partita, forse durata troppo a lungo, a Berzerk, per un infarto. Burkowski era cardiopatico, e probabilmente la frenesia del gioco fu l&#8217;evento scatenante.</p>
<p>Girano voci di <strong>altre morti</strong> causate da Berzerk con punteggi simili a quelli di Burkowski, ma si tratta di leggende metropolitane non confermate.</p>
<h2>The Theater</h2>
<p>Eccoci ad un altro titolo che va per la maggiore, quando si tratta del connubio <strong>horror e videogiochi</strong>.</p>
<p>Fino a qualche anno fa irreperibile (ora si trova una versione in giro per il web), <strong>The Theater</strong> è un pezzo di software buggatissimo, pieno di glitch e abbastanza senza senso risalente al 1994, senza che nessuno sviluppatore si vanti in modo particolare di averlo creato, che parrebbe però provocare <strong>strani effetti</strong> una volta giocato a lungo.</p>
<p><a href="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/the-theater-screenshot_900x600.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-32972 aligncenter" src="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/the-theater-screenshot_900x600.jpg" alt="" width="900" height="600" srcset="https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/the-theater-screenshot_900x600.jpg 900w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/the-theater-screenshot_900x600-300x200.jpg 300w, https://nerdando.com/wp-content/uploads/2019/10/the-theater-screenshot_900x600-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p>Il gioco, che è un disastro a partire dall&#8217;installazione, che si blocca spesso e volentieri, comincia all&#8217;ingresso di un cinema, con un personaggio, detto <strong>il Bigliettaio</strong>, che chiede il biglietto per entrare e dice solo &#8220;Grazie e buona visione&#8221;. E si può solo girare per la stanza.</p>
<p>Continuando ad andare dal bigliettaio, volta dopo volta, <strong>cominciano ad accadere cose strane</strong>, tipo corridoi che si dissolvono nel buio, passi uditi anche senza camminare, stridii acuti, locandine cinematografiche che mutano, e soprattutto la figura del Bigliettaio che comincia ad apparire in posti strani o a ruotare, urlando.</p>
<p>Alcuni giocatori avrebbero detto che <strong>lo shock della testa rotante ed urlante</strong> (e detta così fa parecchio ridere) li avrebbe portati ad avere incubi per parecchie notti, perché a quanto pare la testa rimarrebbe visibile come sovraimpressione nella coda dell&#8217;occhio.</p>
<p>The Theater sembra un prodotto orribile e semplicemente <strong>orribilmente glitchato</strong>: ma a volte basta veramente poco per sentire un brivido lungo la schiena&#8230;</p>
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		<title>Vudù &#8211; Quando una maledizione è tutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA["Djando" Il fu Giando]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 12:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giochi da tavolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vudù è un gioco che necessita di una certa fisicità per essere giocato. Potrebbe succedere di tutto durante una partita, tipo ad esempio dover rimanere in piedi su una gamba, oppure non poter più staccare i gomiti, il tutto mentre dovrete ululare prima di lanciare i dadi. Follia? No, maledizioni. Boardgame sviluppato dalla italianissima Red [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 958px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://lh5.googleusercontent.com/-94ZWbWRyLOA/VSOkigC9AAI/AAAAAAAAHhI/Law6hqqdRiA/w958-h281-no/capertina2.jpg" width="958" height="281" alt="VUDÚ" class /><figcaption class="wp-caption-text">VUDÚ</figcaption></figure>Vudù è un gioco che necessita di una certa fisicità per essere giocato. Potrebbe succedere di tutto durante una partita, tipo ad esempio dover rimanere in piedi su una gamba, oppure non poter più staccare i gomiti, il tutto mentre dovrete ululare prima di lanciare i dadi. Follia? No, maledizioni.</p>
<p>Boardgame sviluppato dalla italianissima <a title="Red Glove" href="http://www.redglove.it/">Red Glove</a>, Vudù è un gioco &#8220;tutti contro tutti&#8221; dove vince chi arriva primo ad 11 punti. Come? A suon di maledizioni, ovviamente. Lanciando cinque dadi a 6 facce e cercando di ottenere gli ingredienti necessari a lanciare la maledizione &#8211; chiaramente indicati sulle carte &#8211; sarà possibile ottenere dei punti al momento del lancio, e ne arriveranno altri nel momento in cui lo sventurato bersaglio romperà la maledizione. Per non rendere la vita troppo facile a chi le lancia spesso, superando certe caselle sarà obbligatorio subire una o più maledizioni permanenti su di sé, che comporteranno la perdita di punti se non rispettate. Sono anche presenti degli artefatti magici, &#8220;acquistabili&#8221; rinunciando a due dadi durante il proprio turno, che aiutano a superare le situazioni più complesse o donano alcuni bonus. Infine, per indicare il giocatore attivo in quel momento, un carinissimo pupazzetto &#8211; &#8220;il vudù&#8221;, per l&#8217;appunto &#8211; verrà passato di giocatore in giocatore, e anch&#8217;esso avrà un ruolo in alcune maledizioni. Un meccanismo semplice ed intuitivo, ma che dà largo spazio al vero protagonista del gioco: le maledizioni.</p>
<p>Può succedere di tutto: gomiti che non si devono più piegare, testa da tenere poggiata sul tavolo, giocare con un occhio coperto da una mano, emettere versi di animali prima di lanciare i dadi&#8230; questi sono solo alcuni esempi! E il &#8220;problema&#8221; è anche dato dal fatto di dover effettuare tutto ciò che indicano le maledizioni, pena il regalare punti all&#8217;avversario. Il tutto condito da risate per l&#8217;intera durata della partita! Il gioco, avendo solo 11 caselle da superare per essere vittoriosi, si presta a sessioni abbastanza rapide, cosa che non fa perdere il divertimento e che, soprattutto, evita danni alle povere articolazioni del malcapitato di turno. Nel set base sono presenti maledizioni di derivazione haitiana, celtica ed egizia, ma è già presente sul mercato la divertentissima espansione &#8220;Ninja vs Pigmei&#8221; dove troveremo nuove maledizioni a tema. Non serve aggiungere che ho comprato entrambe le confezioni, complici un prezzo interessante e lo stand della Red Glove al Ludicomix, <a title="Empoli Ludicomix 2015 – Pareri a caldo" href="https://nerdando.com/empoli-ludicomix-2015-pareri-a-caldo/">come potrete ricordare dal mio racconto dell&#8217;evento</a>.</p>
<p>Vudù è un gioco che fa veramente scompisciare dalle risate, faccio i miei complimenti alla Red Glove per l&#8217;idea davvero geniale e per come è stata resa, con meccanismi semplici e lineari che lasciano spazio al divertimento. Unica lieve pecca, a volte, è l&#8217;eccessiva rapidità di alcune partite &#8211; specie se capita di pescare, e di lanciare, delle maledizioni particolarmente potenti che fruttano molti punti &#8211; ma non è detto che sia sempre un male: è solo un&#8217;occasione in più per fare un&#8217;altra partita.</p>
<p><em>Menzione d&#8217;onore: la maledizione Hakuna Matata, nella quale, ad eccezione del giocatore col vudù, ognuno dovrà canticchiare un motivetto allegro, diverso per ogni giocatore, per il resto della partita. Altro che karaoke.</em></p>
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